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Sunset Overdrive: posso offrire un drink?

Sunset Overdrive: posso offrire un drink?

Non chiamatelo semplicemente “seconda pelle“, non lo è nonostante i mille richiami e uno scenario che sembra esser stato preso, smanacciato dopo una sessione a base di alcool e fumo, colorato e riacceso come a voler offrire il lato meno oscuro di un Dead Rising 3 che effettivamente è finito nel dimenticatoio per tanti di quei giocatori Day One di Xbox One. Ora che nella premessa ho citato il titolo che tutti riconosceranno in questa novità firmata Insomniac Games, gli haters saranno contenti e potranno dormire sonni tranquilli, passiamo quindi all’opinione vera e propria ;-)

Sono lontani i tempi di Spyro su PlayStation, i ragazzi di Insomniac sembrano decisamente averli dimenticati, archiviati, lasciati in soffitta per far spazio a un qualcosa di completamente differente da un loro “standard”, una prima vera creazione sul filo della demenzialità che non mira in nessun caso a diventare il vostro prossimo titolo “immancabile” ma di certo può e lascia il segno per il suo essere irriverente, sboccato, invaso da un arancione Fanta che troverete ovunque, fossi in Coca Cola Company ringrazierei a piene mani (da un lato, dall’altro mi preoccuperei per quel sottile messaggio che traspare). Bando alle ciance: ci troviamo a Sunset City, tranquilla cittadina che ama divertirsi e che da un giorno all’altro si trova a dover affrontare una minaccia assolutamente inaspettata dovuta ad una formula evidentemente errata alla base di un nuovo drink distribuito in anteprima ai cittadini più “ciofani e alla moda“.

Manco a dirlo per ciascun gruppo di malcapitati (volevo scrivere pirla ma sono un bravo ragazzo e mi sono trattenuto) trasformato in un essere deforme e bubbonico ci sarà qualche agglomerato di tessuto cutaneo rimasto sano, tra cui un protagonista che non sarà mai lo stesso grazie alle decine di possibilità di personalizzazione che nel corso del gioco continueranno a crescere e che permetteranno a ciascuno di noi di modellare il proprio ideale di eroe metropolitano che pur di sopravvivere e scappare da una città nel frattempo isolata e fatta passare per “infetta” (qualcuno nel pubblico ha detto Resident Evil? Portate fuori quel ragazzo in fondo per cortesia!) inventerà strani metodi di combattimento, armi ed evoluzioni che serviranno nel susseguirsi di missioni e “tower defense” che caratterizzano l’intero titolo.

Sunset Overdrive è colorato, ricco di oggetti sfruttabili, popolato da creature da far esplodere e tornare allo stato di gel d’aranciata andata a male tanto quanto tubi e ringhiere da sfruttare come foste skaters o ancora automobili sulle quali saltare per evitare di dover camminare per strada e rischiare quindi un attacco (strani tettucci in questa Sunset City, ndr). A proposito di attacchi: il voler generare gli OD (i mutanti, ndr) a profusione stando fermi in determinate posizioni della città (in strada, nei parchi, sui ponti, ecc.) è una scelta azzeccata perché costringerà il giocatore a tenersi costantemente in movimento o scegliere di combattere stando però attento a tutti i fronti poiché nessun mutante aspetterà i vostri comodi o l’estinzione di un suo simile, vi attaccherà, sempre e comunque, e non sempre avrete a che fare con mammolette che cedono al primo colpo corpo a corpo ricevuto. Diverso è ovviamente il puntare un’arma dalla distanza e sparare, ma in ogni caso attirerete l’attenzione del branco che sarà pronto ad inseguirvi anche sui tetti, in tutte le ore di gioco passate davanti alla console e al televisore non ho trovato una sola creatura che non ci abbia provato, lodevole, assolutamente.

Belle le gag legate al personaggio, bello il personaggio tutto. I miglioramenti applicabili nel corso del titolo e alcuni trucchi che i compagni di viaggio ci riserveranno fanno da giusta cornice ad una storia ovviamente mancante. Non conta la trama in un titolo del genere, conta l’ignoranza che è in grado di generare durante la sessione di gioco, conta il divertimento e -perché no- conta anche quella capacità di lasciarci sfogare contro delle creature che hanno tutto fuorché appeal nei nostri confronti. Armi, combinazioni e difficoltà delle missioni andranno di pari passo, ricordatevi di passare ogni tanto dalla base per “mettere in forno” quanto raccolto e godere dei frutti offerti, può sempre far comodo.

Le ore di gioco totali nella modalità offline (single player) si aggirano sulle 12 circa, non sono certo poche ma il gioco rimane comunque “corto”. Potete dar longevità a Sunset Ovedrive e alle vostra voglia di far della violenza gratuita sfruttando le varie cabine che troverete sparse nelle strade della città, non si tratta certo di cabine telefoniche, vi permetteranno di organizzare partite in multiplayer che vi faranno guadagnare punti, esperienza ma soprattutto la collaborazione di un gruppo di giocatori connessi e che vi aiuteranno a proteggere il vostro territorio in un turbinio caotico di OD che arriveranno da ogni angolo, pronti a danneggiare strutture, distruggere trappole e difese, è un’evoluzione in salsa next-gen del concetto estremamente basilare di tower defense che ho già citato qualche paragrafo fa. Sunset Ovedrive si riassume grosso modo così e -ribadisco il concetto- non vuole in alcun modo prendere il posto di titoli ben più complessi con una trama ben definita e una realisticità che evidentemente non gli appartiene. Ignorante, nella giusta quantità che ciascuno di noi dovrebbe cercare per spezzare dalla solita monotonia videoludica (intesa come generi che vanno per la maggiore, non perché manchino i bei titoli da possedere e giocare), senza lode e senza infamia, passerebbe più che egregiamente la sufficienza all’ultimo banco di scuola senza neanche impegnarsi troppo.

E quindi?

Sunset Overdrive è un titolo che se la cava, pare giocare in difensiva, lo fa bene e diverte, talvolta lo troverete particolarmente azzeccato, altre volte noioso e ripetitivo ma sempre in grado di strapparvi un sorriso, tra un triplo salto carpiato “fatto con stile” (alla base di tutto) e una fucilata in pieno petto OD con un pupazzo esplosivo o un vecchio vinile anni 80 a mo’ di lama rotante. Promosso? Si, neanche con riserva perché la bilancia pende dal piatto giusto per Insomniac Games e Microsoft. Da avere al Day One? Forse no, ma approfittatene alla prima occasione disponibile.

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