Tutto quello che avevo messo da parte diversi (ma tanti) giorni fa e che non ho mai mandato in pubblicazione. Alcuni articoli credo che possano ancora interessarti. Versati un caffè, mettiti comodo e spulcia le proposte 🙂

Photo by Nathan Dumlao

(Non più) Ultime novità

  • Seggiolini antiabbandono obbligatori dal 7 novembre: cosa si rischia, come cautelarsi: (ITA) di quando una buona idea (seppur esagerata data la statistica e il confronto diretto con l’Europa) diventa un disastro con corsa ai ripari senza che i cittadini abbiano gli strumenti adatti per fare quello che la legge impone. Verrebbe da pensare che si tratti dell’ennesimo caso all’italiana.
  • Google acquisisce Fitbit e la paga 2,1 miliardi di dollari: (ITA) voci di corridoio ne abbiamo avute per mesi, ora è diventata realtà. Google ha aperto il portafogli per acquisire Fitbit. Cosa succederà al produttore di indossabili che nel Mondo si è ritagliato una sua credibilità con annesse idee ed evoluzioni?
  • Netflix su Sky Q disponibile da oggi: come attivarlo e quanto si risparmia: (ITA) continua l’avanzata di Sky che porta a bordo della piattaforma Sky Q anche Netflix. Per alcuni specifici casi attivare tutto sotto lo stesso tetto può portare vantaggio economico (oltre che il semplice tenere sotto lo stesso tetto ogni cosa), in questo articolo si cerca di fare chiarezza e spiegare il tutto.
  • macOS Catalina, i pro e i contro del nuovo OS del Mac: (ITA) Catalina ha portato una ventata di novità non sempre gradite. In un approfondimento alla portata di tutto si raccontano i Pro e i Contro della nuova versione del Sistema Operativo di Apple.
  • Dispositivi Nest: come cambia la smart home di Google: (ITA) Google ha introdotto i nuovi prodotti Nest che prendono il posto delle vecchie serie (Nest Mini al posto di Google Home Mini è solo un esempio) e le rinnovano innovando, se vuoi capire in che direzione ci si sta spingendo puoi dare un’occhiata a questo riepilogo.
  • Google Cloud Print al tramonto, le alternative: (ITA) non è certo la prima volta che Google decide di porre fine a un suo servizio, poco importa se poco o molto utilizzato, Ubi maior minor cessat.
  • Amazon Fire TV Blaster, per il controllo vocale di Tv, soundbar e receiver: (ITA) Amazon aggiunge un ulteriore dispositivo a quelli da lui prodotti e commercializzati. Fire TV Blaster va associato a uno smart speaker o a una Fire TV Stick con controllo Alexa e permette di pilotare televisore, soundbar e qualsiasi tipo di ricevitore / decoder compatibile con lo standard a infrarossi. Nella sua prima fase non verrà commercializzato però in Italia.

Privacy e Sicurezza

  • Apple corregge i bug di macOS Catalina, iOS 13 e iPadOS: (ITA) le ciambelle non escono tutte con il buco, tutt’altro. Spesso ormai si è portati a uscire sul mercato seppur ricchi di dimenticanze volute e non, distrazioni facilmente evitabili, quella mancata precisione che un tempo era imprescindibile e che oggi mi manca tanto, dubito di essere l’unico nostalgico.

Dai un’occhiata anche a …

  • Netflix Brought Down My Home Network: (ENG) e se le continue richieste di risoluzione DNS di Netflix potessero far crollare la stabilità di un Pi-hole casalingo? Ecco, l’esperienza di un utilizzatore Pi-hole alle prese con Netflix e la marea di richieste di risoluzione nomi a dominio.
  • Netgear Arlo System API: (ENG) un interessantissimo articolo che spiega l’utilizzo delle API Netgear che permettono di interagire con Arlo, il prodotto di sorveglianza video / audio sviluppato dalla casa statunitense. Non tutto sembra funzionare dall’introduzione della nuova interfaccia, eppure è un’ottima e preziosa base di partenza per controllare Arlo tenendo tutto nell’ambito di casa propria anziché integrare IFTTT e simili. Alcuni esempi di utilizzo si trovano anche su GitHub.
  • EasyPol, la app che fa evitare le code agli sportelli: (ITA) un progetto interessante laddove non dovesse arrivarci già Satispay o equivalenti. Un’applicazione che insieme a pagoPA ti permette di pagare rapidamente multe, tasse e altro ancora senza perdere tempo e senza fare coda alcuna negli uffici postali.
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Non sono sparito, non definitivamente almeno. Periodo certamente pieno di impegni e che ha inevitabilmente concorso a portarmi un po’ distante dalle pubblicazioni, sono certo che a qualcuno questa cosa avrà fatto persino piacere 😏😁

Oggi butto giù qualche riga perché dopo anni di abbonamento Pro ho deciso che è arrivato il momento di abbandonare Flickr, per lo meno come album fotografico per i tanti eventi a cui ho avuto la fortuna di partecipare e che ho deciso di condividere con chiunque attraverso i miei scatti, favorendo la discussione e la condivisione dei contenuti che è sempre stato fiore all’occhiello di una piattaforma che mi è subito piaciuta e che di certo ha passato momenti migliori in passato (prima dell’acquisto da parte di Yahoo!, NdR). Rimarrò utente registrato e sottostarò alle regole imposte agli account gratuiti.

Flickr Logo

Richiesta dei dati

Come la maggior parte di questo tipo di servizi che deve sottostare alle regole del GDPR (e non solo) anche Flickr permette di richiedere i dati personali in loro possesso, fanno parte dei dati personali ovviamente le fotografie e video che nel corso del tempo hai caricato sulla piattaforma, questo gioca a tuo enorme favore perché ti evita di doverti scervellare nella ricerca di strumenti di terza parte in grado di scaricare tutto ciò che negli anni hai portato e catalogato sapientemente su Flickr. Accedi a flickr.com/account e guarda in basso a destra nella pagina web:

Flickr: esportare in massa fotografie e video (con l'aiuto di Firefox) 1

Fai clic su Richiedi i miei dati di Flickr e attendi (anche un paio di giorni), ti verrà comodamente consegnata una nuova email all’indirizzo di posta che hai registrato segnalando che quei dati sono pronti per il download.

Download dei dati

Accedi alla pagina del tuo account su Flickr (sempre flickr.com/account) e troverai ad aspettarti in quello stesso box una quantità variabile di file ZIP pronti per essere scaricati e portati sul tuo PC. Nei file ZIP troverai esclusivamente i tuoi file ad attenderti, non ci saranno cartelle, non ci saranno album, nulla di nulla. Ciò che più può aiutarti è il naming dei file che riporterà nei casi più fortunati proprio il nome dell’album che avevi creato su Flickr, per aiutarti e organizzare meglio i tuoi dati. Le fotografie e i video più vecchi riporteranno invece i nomi originali senza nessuna possibilità di essere ricollegati agli album in cui stavano (o stanno ancora) sul sito web.

Flickr: esportare in massa fotografie e video (con l'aiuto di Firefox) 2

Se il numero di file ZIP è mediamente elevato (o più) allora può farti comodo utilizzare un componente aggiuntivo per Firefox che velocizza l’operazione e lancia in un solo colpo tutti i download necessari a portare sul tuo disco l’archivio completo dei tuoi dati. Si chiama Download Links e anche lui fa parte della mia raccolta degli “Indispensabili.

Download Links
Download Links
Developer: Prabhu
Price: Free

Fai clic sull’icona del componente aggiuntivo nella barra degli indirizzi di Firefox, se ti trovi nella pagina account di Flickr sarà proprio Download Links ad accorgersi della presenza di molteplici file ZIP da scaricare, con un solo clic sul tipo di filtro tu potrai far iniziare il download nella cartella predefinita impostata in Firefox (o per lo meno l’ultima utilizzata):

A questo punto non resta da fare null’altro. Attendi, ogni file ZIP scaricato potrà essere aperto e potrai esploderne l’intero contenuto, non c’è collegamento tra di loro (non è un grande archivio unico che deve essere ricostruito come si faceva ai tempi di WinRAR, NdR). Ora puoi anche lasciar andare l’account e mettere da parte la storia dei tuoi scatti (su un NAS o altro servizio di Cloud Storage magari) per imperitura memoria.

Se hai alternative per l’opt-out sappi che sono assolutamente le benvenute nell’area commenti, magari puoi suggerire applicazioni in grado di ricreare anche la struttura cartelle / album / ecc. che alcuni lettori potrebbero ritenere fondamentali.

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Nelle puntate precedenti ti ho parlato di svariati metodi per scavalcare agilmente l’ostacolo posto dai nomi dei file troppo lunghi, punto di debolezza Microsoft Windows da una vita. Si è parlato di 7-Zip (Nome del file troppo lungo: come aggirare facilmente il problema), di Robocopy per recuperare copie shadow di dati (Nome del file troppo lungo: Robocopy corre in soccorso), di LongPathEraser per una cancellazione immediata di file e cartelle (Eliminare file con nomi troppo lunghi su Windows (LPE)). Oggi facciamo insieme una rapida panoramica su PowerShell, Long Path Fixer e Registro di Windows nel caso in cui si voglia dare un pelo più di spinta alla profondità nomi e cartelle di Windows.

Microsoft Windows, Photo by Johny vino

La modifica sul Registro di Sistema

In teoria dovrebbe trattarsi della modifica più semplice, subito dopo la quale (servirà un riavvio del PC, NdR) Windows inizierà a digerire meglio i percorsi file e cartelle più lunghi. Occhio però, la modifica sarà funzionante per il tuo PC, non per quello di chiunque altro avrà a che fare con la medesima cartella (perché anche la persona dall’altro lato dovrebbe eseguire la medesima modifica).

La chiave da ritoccare è la LongPathsEnabled che si trova in HKLM\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\FileSystem, da portare a 1 (perché di default dovrebbe essere impostata a 0).

Nome del file troppo lungo: ulteriori alternative (Long Path Fixer)

Inutile dire che la modifica può essere operata anche a livello di GPO se il tuo parco macchine fa parte di un dominio Microsoft. Se vuoi ritoccare la chiave direttamente da prompt dei comandi puoi usare il comando:

reg add HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\FileSystem /v LongPathsEnabled /t REG_DWORD /d 1 /f

Questo sovrascriverà direttamente il valore predefinito della chiave.

Muoversi con PowerShell

PowerShell può lavorare anche con percorsi di file e cartelle più lunghi del dovuto, consentendoti di copiare o spostare quei dati ovunque tu voglia. I comandi che entrano in gioco sono Copy-Item e Move-Item ma anche Remove-Item quando c’è da cancellare qualcosa senza necessità di muoverla altrove.

Apri la PowerShell, spostati nella cartella all’interno della quale stai avendo problemi di percorso troppo lungo (il classico cd C:\[..] eccetera [...]\NomeCartellaProblematica) e:

  • lancia un Copy-Item NomeCartella-o-NomeFile -Destination NuovaCartella -Recurse se vuoi copiare un’intera cartella o uno specifico file (quel NomeCartella-o-NomeFile necessariamente da sostituire) nella nuova posizione (quel NuovaCartella che andrà sostituito chiaramente con ciò che ti serve realmente).
  • Lancia un Move-Item NomeCartella-o-NomeFile -Destination NuovaCartella per spostare i dati (non copiarli come da precedente punto della lista).
  • Lancia un Remove-Item NomeCartella-o-NomeFile -Recurse per cancellare i dati (siano essi file o cartelle).

Long Path Fixer

Questo è uno strumento gratuito che ti evita di doverti muovere tramite PowerShell, comodo quindi se non ti senti troppo sicuro o se non hai mai avuto a che fare con il potente strumento di Microsoft. È l’alternativa liberamente scaricabile del commerciale Long Path Tool (che viene definito in maniera molto colorita nella home page di Long Path Fixer, NdR), lo trovi su corz.org/windows/software/accessories/Long-Path-Fixer-for-Windows.php ed esiste sia in versione 32 che 64 bit, nasce inoltre Portable senza necessità alcuna di installazione.

Una volta avviato non ti proporrà assolutamente nulla. Finestra vuota, interfaccia scarna, dovrai trascinare la cartella che ti sta dando problemi all’interno di Long Path Fixer per poterla esplorare, in alternativa potrai arrivarci percorrendo tutto il cammino selezionando dal menu a discesa il disco principale, il resto è tutto un doppio clic per passare da una cartella all’altra.

Nome del file troppo lungo: ulteriori alternative (Long Path Fixer) 2

Potrai spostare, copiare o cancellare file e cartelle esattamente come faresti con PowerShell, in maniera evidentemente più semplice per chiunque. Lo strumento funziona senza colpo ferire, fa il suo dovere e tu hai appena risolto la più classica delle beghe spesso causata dalla cattiva abitudine di dare nomi troppo lunghi ai file o troppa profondità a livello di cartelle (quando non è così certo che ce ne sia reale bisogno).

Non mi resta che augurarti un buon lavoro!


Ringraziamenti vari:
helpdeskgeek.com/how-to/how-to-fix-filename-is-too-long-issue-in-windows
corz.org/windows/software/accessories/Long-Path-Fixer-for-Windows.php
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Argomento mai troppo spinoso e discusso ormai dagli albori della tecnologia. Non è un mio articolo, è una raccolta di fonti, pensieri, video, contributi che voglio ti servano per farti una tua idea, un tuo ragionamento, che ti permettano totale libertà nel capire che tipo di password vuoi creare e utilizzare sui tuoi servizi.

Non ho mai detto e mai dirò che sia un quesito semplice dal quale uscire, eppure è un interrogativo che devi porti perché la vita – volente o nolente – è ormai sempre più online e quanto mai poco offline, un minimo storico che continuerà a diventare sempre più piccolo.

Password e metodi di protezione

È davvero necessario cambiare la password così spesso?

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Fonti consultate e screenshot

Buona lettura, la discussione è aperta nell’area commenti se ti va.


immagine di copertina: pixel2013 / Pixabay
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C’è un vecchio ma sempre funzionante Windows 7 con Microsoft Office 365 ProPlus a bordo (quindi in versione 2016/2019 in base al ramo d’aggiornamento scelto, NdR) che dallo scorso agosto mostra di tanto in tanto un errore relativo a Microsoft Office SDX Helper, un processo che parte dall’applicazione sdxhelper.exe e che smette di funzionare rompendo le scatole all’utilizzatore che se lo ritrova davanti ripetutamente, con la sola possibilità di cercare una soluzione o chiudere quel messaggio.

Microsoft sdx helper stopped working

Microsoft Office SDX Helper

The Microsoft Office SDXHelper is connected to a secure download manager, which is used to download/update Microsoft Office (fonte). La verità è che per scaricare o aggiornare Microsoft Office basta e avanza il Click2Run e seppur questo non dovesse svegliarsi quando necessario, basterà andare manualmente nelle opzioni Account di una qualsiasi applicazione di Office installata su Windows per far partire il controllo degli aggiornamenti e scaricarli se presenti.

Il processo di SDX Helper ha cominciato ad andare in crash in seguito agli aggiornamenti di Windows 7 lo scorso agosto e – chi prima, chi dopo – una marea di utenti hanno cominciato a lamentare lo stesso identico problema di crash che si risolve esclusivamente riparando in maniera completa l’installazione di Microsoft Office (da Pannello di controllo). Nel caso in cui però tu non possa fare questa operazione nel momento in cui l’utente lamenta l’anomalia dovrai necessariamente metterci una pezza in attesa di definitiva risoluzione. Per farlo ti basterà bloccare due operazioni pianificate che Office crea autonomamente su Windows.

Due i comandi necessari da eseguire da Prompt e un invio, null’altro:

Attento però: entrambe le operazioni verranno riattivate da Microsoft Office quando questo si accorgerà che saranno disabilitate (fa un check di tanto in tanto), è per questo motivo che ti invito a salvare quelle due righe di codice poco sopra in un file batch (.bat) che potrai far eseguire alle operazioni pianificate di Windows ogni 6 ore. Se invece hai tempo e modo di intervenire subito sul problema ti basterà riparare completamente l’installazione di Microsoft Office (non la riparazione in locale rapida, ti servirà quella completa da far eseguire scaricando il necessario dai server Microsoft, quindi la online).

Buon lavoro 😉


Ringraziamenti vari:
social.technet.microsoft.com/Forums/office/en-US/742ac3af-c1dc-4c72-ae4c-46864fef3160/quotsdx-helper-stopped-workingquot-on-all-win7office365-clients?forum=Office2016ITPro
superuser.com/questions/1492414/microsoft-sdx-helper-stopped-working-with-office-365-and-windows-7
× Le pillole del Dr.Mario

Pillole

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