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#LoSapeviChe: creare un indirizzo email di gruppo su cPanelQuello che quasi certamente sai è che utilizzare la barra degli indirizzi di Firefox permette oggi di digitare il tradizionale indirizzo di un qualsiasi sito web (in forma canonica, esempio gioxx.org) o – inserendo del testo – cercare tra la cronologia dei siti web visitati, nei Segnalibri, iniziare a lanciare una ricerca tramite uno degli strumenti installati in Firefox (parlo degli Strumenti di Ricerca e ti rimando a quelli che ho creato nel tempo).

Quello che forse non sai è che digitare il simbolo dell’asterisco come primo carattere ti permette di lanciare una ricerca solo e soltanto all’interno dei tuoi Segnalibri. Provalo, il risultato sarà evidente davanti ai tuoi occhi, ed escluderà qualsiasi cosa non riguardi qualcosa che hai precedentemente salvato (evidentemente per un buon motivo). Questo serve – in special modo – quando si digitano parole ricorrenti sia nei Segnalibri di Firefox che nella cronologia dei siti web visitati, in un elenco che il browser di casa Mozilla generalmente tronca per evitare di dover stare lì a scrollare per chilometri.

Buona navigazione! 😄

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Hai comprato la Mi Band 4? Sì, preordinata quando annunciata su Amazon e consegnata nei primissimi giorni di luglio. La recensione arriverà presto (la sto ancora mettendo sotto torchio e sto cercando di capire vantaggi e svantaggi del salto a questa nuova generazione, considerando inoltre consumi e durata batteria fuori dal dichiarato), nel frattempo posso però parlarti di una delle caratteristiche forse più carine, ereditata dagli altri dispositivi indossabili creati nelle fucine del gruppo Xiaomi e parenti vari (Huami in primis): il cambio della watchface.

Xiaomi Mi Band 4: caricare un nuovo quadrante 1

Cambiare volto al Mi Band 4

Chiamalo come ti pare: watchface o quadrante, poco importa, l’importante è che tu abbia capito che quella schermata principale che ti trovi davanti quando vuoi vedere che ora è può essere modificata a tuo piacimento, ne esistono di pronte (tante) ma puoi anche crearla da zero ammesso tu ne abbia le capacità e la pazienza, trovi tutte le istruzioni nella community Mi all’indirizzo c.mi.com/thread-2281025-1-0.html. Oggi diamo insieme un’occhiata al cambio watchface in due metodi, il secondo più comodo (parecchio) del primo, a te la scelta.

Cambio watchface: metodo manuale

Tutto ciò che ti serve è scaricare una watchface che ti interessa (per esempio da amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/?lang=multilingual) e tenere al momento il file nella cartella Download del tuo smartphone. Servirà poi un File Manager (andrà benissimo anche quello predefinito del tuo Android) e un pelo di manualità. Nell’esempio da me proposto in questo articolo utilizzerò un paio di watchfaces che differiscono solo per il colore di sfondo, entrambe dedicate a Super Mario Odyssey:

Si trovano rispettivamente all’indirizzo amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/view/537 e amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/view/673. Per tua comodità ho creato due redirect rapidi e più semplici da digitare: go.gioxx.org/mariowf1 e go.gioxx.org/mariowf2. Il download del file bin avrà un nome stabilito dal sito web e verrà salvato nella cartella Download del tuo smartphone.

Apri l’applicazione Mi Fit originale di Xiaomi, spostati in ProfiloMi Smart Band 4Impostazioni display del braccialeDisplay bracciale. Seleziona una qualsiasi tra le proposte dell’applicazione e sincronizza il quadrante per applicarla. Attendi che l’operazione venga completata e apri il File Manager che preferisci.

Spostati nella cartella Android → data → com.xiaomi.hm.health → files → watch_skin_local. Se non hai mai installato prima alcun quadrante, troverai qui una sola cartella ad attenderti (la chiamo Cartella WF per comodità, tra poco capirai perché), entrandoci noterai un’immagine che riporta il quadrante che hai appena sincronizzato. Copia il nome del file bin che trovi qui dentro e ora rinominalo aggiungendo un .bak finale (ottenendo così – per esempio – 1563269694_6e55b7h937.bin.bak).

Spostati adesso nella cartella Download dello smartphone utilizzando sempre il File Manager, cerca e rinomina il file .bin che avevi precedentemente scaricato dal sito web di amazfitwatchfaces.com incollando al suo interno il testo che avevi copiato. Ora sposta questo file .bin all’interno della Cartella WF. Il risultato? Una cartella contenente un file .bin corretto, un .bin.bak e un file immagine che puoi ignorare tranquillamente.

Torna nell’applicazione Mi Fit, spostati nella schermata dedicata ai quadranti e sincronizza nuovamente quella di prima nonostante l’immagine non sia cambiata, otterrai così il risultato sperato.

Il metodo appena suggerito è lento, per alcune persone complesso e sicuramente lascia dello sporco in giro (quadranti con immagine non corretta è già una motivazione più che corretta), preferisco fare uso di applicazioni di terza parte che svolgono il mestiere in maniera molto più corretta.

Cambiare watchface: metodo semplificato

MiBand4 – WatchFace for Xiaomi Mi Band 4

Rokitskiy.DEV non è nuovo in quanto a sviluppo di applicazioni dedicate al cambio dei quadranti dei prodotti Xiaomi/Huami, non c’è quindi da stupirsi del fatto che abbia tirato fuori dal cappello la neonata “MiBand4 – WatchFace for Xiaomi Mi Band 4“, disponibile gratuitamente sul Play Store di Google e tutt’oggi ancora in sviluppo e costante modifica per l’introduzione di novità e miglioramenti, te la propongo più comodamente qui di seguito:

Puoi aprire l’applicazione, scorrere la lista dei quadranti disponibili per Mi Band 4 e scegliere quello che vuoi installare (ovviamente puoi scaricarne quanti ne vuoi, non c’è limitazione alcuna) passando tramite l’applicazione Mi Fit originale senza la quale non puoi completare l’operazione. La logica d’utilizzo è talmente banale che chiunque è già in grado di utilizzarla, cosa devi sapere?

  • Non tutti i quadranti sono disponibili in lingua italiana, quello che posso consigliarti è quindi l’utilizzo del filtro sulla lingua, per escludere tutto ciò che nasce esclusivamente in lingua russa (c’è molto materiale che arriva dalle fredde terre di Putin!).
  • Una volta scelto il quadrante che vuoi utilizzare sul tuo Mi Band 4 puoi selezionarlo, fare clic su Install (e confermare con un ulteriore clic sul pulsante OPEN MIFIT per passare all’applicazione ufficiale del prodotto), quindi spostarti in ProfiloMi Smart Band 4Impostazioni display del braccialeI miei display bracciale. È qui che troverai tutte le personalizzazioni che hai salvato. A questo punto ti basta selezionare la watchface che vuoi provare e fare clic su Sincronizza il quadrante.

Ho registrato un breve video esplicativo, noterai quanto semplice è percorrere questo metodo:

AmazFaces

Sulla falsa riga di quanto appena raccontato poco sopra, lo stesso amazfitwatchfaces.com ha aggiornato la sua applicazione AmazFaces disponibile gratuitamente sul Play Store:

AmazFaces
AmazFaces
Developer: GIK-Team's web
Price: Free

Installala e avviala senza necessità alcuna di creare un account (fai clic su Continue as guest), consenti l’accesso ai file memorizzati sul dispositivo (necessario per il salvataggio dei quadranti da passare a Mi Fit) e seleziona Mi Band 4 tra i prodotti compatibili con l’applicazione. Ora potrai cercare i quadranti che più ti interessano, filtrarli per lingua e molto altro. Anche in questo caso potrai selezionare una watchface e installarla immediatamente in Mi Fit per una più rapida sincronizzazione:

Il metodo semplificato per mezzo di un’applicazione di terza parte ti permette di non dover mettere mano ad alcun file, è certamente quello da preferire se sei meno esperto o se vuoi che l’operazione di cambio volto del tuo Mi Band 4 vada tutta in discesa.

A te non resta che divertirti 🙂👋

× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Ciao, mi chiamo Giovanni e ogni tanto non ricordo gli shortcut da tastiera delle millecinquecento applicazioni che utilizzo quotidianamente (no ok, forse non sono così tante ma neanche poche quante forse credi). Ho trovato un buonissimo spunto da tenere d’occhio su GitHub, a cura di un utilizzatore dell’editor di testo alternativo a Notepad++ su quei sistemi operativi che non sono compatibili.

Atom: cercare e copiare tutte le stringhe che contengono un termine

Dall’apertura delle Preferenze alla creazione del nuovo file (banale) passando per la movimentazione delle linee e la duplicazione delle stesse, in realtà c’è molto più di quanto si possa fare rispetto ad altri editor, è tutto raccolto qui: github.com/nwinkler/atom-keyboard-shortcuts.

Io ho estratto tutto il blocco dei comandi generici (escludendo quindi quelli dedicati a specifici pacchetti installabili in un secondo momento) e l’ho pubblicato in un Gist che puoi trovare all’indirizzo gist.github.com/gioxx/cdaa41f2e37811f72548e8a83641b390 o qui di seguito:

E anche per stavolta passo e chiudo, buon lavoro!

× Le pillole del Dr.Mario

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
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Hai presente quell’operazione che non vuoi fare perché ti scoccia e perché credi sia inutile fino a un secondo prima del disastro? Si chiama backup, ogni tanto è giusto tornare a parlarne, stavolta tocca al tuo Raspberry e a tutto ciò che hai deciso di installare a bordo del Raspbian (o qualsiasi altro sistema dedicato al piccolo gioiellino di casa). Perché farlo è presto detto: la scheda microSD può avere un alto tasso di fallimento e morte non annunciata, un “Kernel Panic : VFS :Unable to mount root fs on unknown-block” non farà altro che rovinare la tua giornata, proviamo insieme a evitare che questo ti impensierisca più di tanto.

RPi: backup della scheda SD (Windows / macOS)

Ciò che ti serve è spegnere il RPi in maniera corretta (da Terminale ti basta lanciare un halt) e recuperare la scheda microSD che dovrai collegare al tuo PC, l’operazione di backup non la si può attualmente fare “a caldo“, servirà creare un’immagine che contenga tutto ciò che hai a bordo di quella scheda. Il metodo riportato è stato verificato su Windows e su macOS, nel primo dei due casi ti posso dare giusto un’indicazione di massima, ma posso anche rimandarti a un articolo di Francesco che ha descritto minuziosamente ogni passaggio necessario anche in caso di ripristino quando si ha a che fare con schede microSD non esattamente identiche: Ridimensionare un file immagine del Raspberry Pi.

RPi: backup della scheda SD

I software che ti suggerisco sono disponibili gratuitamente e sono facili da utilizzare, se hai alternative agli stessi ti invito a discuterne nell’area commenti, dovresti conoscermi ormai, sono sempre ben contento di imparare cose nuove e scoprire quello che non conosco.

Windows: Win32 Disk Imager

Su Windows ho utilizzato (anche su consiglio dello stesso Francesco di cui ti parlavo prima) Win32 Disk Imager, applicazione gratuita disponibile su SourceForge che permette di creare un’immagine clone della microSD. Anche se quest’ultima non è occupata del tutto, l’immagine risultante sarà grosso modo pari alla capacità massima dell’hardware (capiamoci: se hai comprato una microSD da 32 GB, Win32 Disk Imager creerà un file di backup che occuperà circa 30 GB), devi quindi mettere in conto che avrai necessità di quello spazio sul disco del PC, sul NAS o su uno storage Cloud per futura conservazione.

RPi: backup della scheda SD (Windows / macOS) 1

Inserisci la scheda microSD nel PC, scegli la cartella dove salvare il file immagine (dandogli il nome che preferisci) e fai clic su Leggi per cominciare il processo. A tal proposito (e questo vale sia per Windows che macOS): l’operazione di lettura (e quindi backup) dei dati dalla scheda microSD è tendenzialmente lunga, porta molta pazienza, metti in conto che i servizi erogati dal tuo RPi subiranno un discreto down, questa però è un’operazione alla quale NON puoi rinunciare, soprattutto se consideri il tempo che hai impiegato per installare e configurare il Sistema Operativo e tutte le applicazioni e personalizzazioni che fai girare sul tuo RPi.

macOS: ApplePi-Baker

In barba al metodo più ovvio e “pronto all’uso” del dd da un Terminale ho scelto di scaricare e dare un’occhiata a ApplePi-Baker, applicazione gratuita pensata e sviluppata proprio per catturare un’immagine completa della scheda microSD partendo da macOS.

ApplePi-Baker v2 – Backup & Restore SD cards, USB drives, etc.

Così come per Win32 Disk Imager anche ApplePi-Baker mette a disposizione un’interfaccia utente molto semplice da comprendere e utilizzare seppur solo in lingua inglese. Una volta inserita la microSD nel MacBook (stavolta ti toccherà quasi certamente passare per un hub esterno) apri l’applicazione così da permetterne il rilevamento e la selezione:

RPi: backup della scheda SD (Windows / macOS) 2

A questo punto non ti resterà che fare clic su Backup per iniziare l’operazione di copia dati. In questo caso – contrariamente all’applicazione WindowsApple-Pi Baker permette di ottimizzare il risultato comprimendolo e ottenendo così un risultato nettamente più snello in uscita dal processo che comunque durerà molto.

Il mio backup pesa un po’ meno di 4 GB su disco e l’ho già copiato sullo spazio Dropbox che possiedo, così da non doverlo necessariamente tenere a portata di mano sul disco del MacBook. Posso ritenermi certamente soddisfatto, ho poi rimontato la microSD all’interno del RPi e l’ho nuovamente acceso, riportando in vita ogni servizio erogato, con un po’ più di tranquillità rispetto al lavorare senza la benché minima rete di protezione rispetto a quando l’ho comprato, avviato e già parecchio modificato.

Ho salvato una copia del file DMG di Apple-Pi Baker sul mio spazio Box per qualsiasi evenienza, la trovi all’indirizzo go.gioxx.org/applepi-baker.

L’articolo si conclude qui e lascio a te ogni domanda in merito o ulteriore suggerimento / alternativa rispetto a quanto scritto. So bene che di guide al backup del proprio Raspberry ne esistono davvero una marea e che questa è solo l’ennesima, ma credo sia una delle poche a parlare di reali alternative a quelle più blasonate.

Buon lavoro!


immagine di copertina: unsplash.com / author: Tom Pumford
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Sono anni che spero in questa feature di Spotify che fatica però ad arrivare su ogni piattaforma e client attualmente disponibile, mi sembra corretto nei confronti di un cliente pagante che vorrebbe evitare che all’interno delle playlist generate casualmente ci si infilino degli artisti che nulla hanno a che fare con i propri gusti musicali. Sembra che una scappatoia esista, disponibile solo se si utilizza l’applicazione di Spotify da un tablet (come iPad), io ci ho provato, ti farò sapere se questo “trucco” funziona.

Spotify: impedire l'ascolto di un artista specifico

Se vuoi riprodurre la procedura su un tuo dispositivo compatibile (ripeto: io ho potuto provare la procedura tramite iPad, non ho idea se su tablet Android si possa fare la stessa cosa, segnalamelo nei commenti se ci riesci) ti basta avviare l’applicazione di Spotify, cercare un artista e dal pulsante extra (quello raffigurato dai 3 pallini in alto a destra) selezionare la voce Non riprodurre questo artista:

La teoria dice che questa azione dovrebbe impedire a Spotify (anche sulle altre piattaforme) di riprodurre tracce cantate dall’artista. Sarà che io avevo già aperto il client su macOS ma una traccia dello scappato di casa nei miei screenshot l’ha riprodotta ugualmente, proverò post-riavvio dell’applicazione e ti farò sapere. La domanda ora è: cosa aspetta il gigante dello streaming musicale a rendere ufficiale la cosa e permetterla su qualsiasi Sistema Operativo e dispositivo?


immagine di copertina: unsplash.com / author: Heidi Sandstrom.
grazie a: howtogeek.com/fyi/how-to-block-specific-artists-on-spotify
× Le pillole del Dr.Mario

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