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Un articolo “dedicato” a un amico che ha incontrato difficoltà nell’aggiornamento a Plex Media Server (PMS da ora in poi per una maggiore comodità e rapidità) 1.15.4.994 sullo stesso mio NAS (Synology DS216j), il quale introduce una novità molto importante per ciò che riguarda i permessi dell’utenza plex non più amministrativa. Questo va ad aggiungersi a un altro problema dell’aggiornamento se si arriva da “un paio di versioni fa“, anomalia che faceva scaricare dallo spazio web di PMS la versione errata del pacchetto da installare sul NAS Synology.

Plex 1.15.4.994 e Synology: cosa c'è da sapere

Pacchetto sbagliato

Chiariamo subito questa anomalia tanto banale quanto fastidiosa. Generalmente utilizzando l’interfaccia amministrativa di PMS si viene a conoscenza del rilascio di una nuova versione tramite il messaggio disponibile nelle impostazioni generali del server. Un clic sul pulsante che permette di iniziare l’aggiornamento ed ecco che (almeno per ciò che riguarda il NAS) parte il download diretto del file da utilizzare poi per l’installazione manuale da Centro Pacchetti Synology (su Windows o Linux partirebbe download e installazione automatizzata). Se questo passaggio fallisce (e il NAS restituisce errore di installazione) è molto probabile che tu faccia parte del gruppo di utenti colpiti da questa anomalia, ne ho fatto parte anche io.

Arrivando da una vecchia versione di Plex (un paio fa, a memoria) il sito web propone di scaricare il pacchetto armv7hf dedicato alle serie ARMv7 (x13, x14 a esclusione del DS414j, DS115j, RS815 e DS216se). Per il 216j (e non solo) è però necessario utilizzare il pacchetto armv7hf_neon (ARMv7 per serie x15 a esclusione del DS115j e RS815, x16 a esclusione del DS216se, x17, x18 e DS414j). Ciò vuol dire che dovrai andare sul sito di Plex e selezionare il giusto pacchetto (plex.tv/media-server-downloads), per fare prima posso suggerirti il collegamento diretto corretto: downloads.plex.tv/plex-media-server-new/1.15.4.994-107756f7e/synology/PlexMediaServer-1.15.4.994-107756f7e-armv7hf_neon.spk.

Installa il software dal Centro pacchetti del tuo Synology, avrai così risolto l’errore. Passiamo ora alla questione permessi.

Questione di permessi

Il nuovo PMS introduce un’importante novità riguardante i permessi utilizzati dall’utenza plex che è stata creata la prima volta che hai installato il software sul tuo NAS. Si passa (era ora) dall’essere amministratori globali del DSM (il sistema di gestione di Synology) all’essere utenti semplici senza alcun potere in particolare, fondamentale per la sicurezza del tuo NAS. Tutto viene riportato e descritto in maniera approfondita in questa discussione sul forum di Plex: forums.plex.tv/t/plex-media-server-security-changes-for-synology-users/409995. Il succo sta tutto sommato in questo estratto:

We have removed user plex from the administrators group. This was a holdover from DSM 5.2 when it was required for PMS to run properly on the NAS. Now, with DSM 6 and above, this is no longer required.

By doing so we’ve lowered its privilege level back to that of any normal username on your Synology. You, as administrator (admin user), are in full control over those share(s) PMS can access and, consequently, must grant all access permissions to your media via the Control Panel (Shared Folders) app.

Nel mio caso l’installazione di PMS 1.15.4.994 non ha portato alla modifica dei diritti utente plex. Per questo motivo sono intervenuto manualmente. Ho tolto l’utente dal gruppo amministratori di DSM e l’ho inserito in quello Utenti (scheda Gruppi utenti all’interno di Pannello di controllo → Utente → plex → Modifica), assicurandomi di tenerlo anche nel gruppo Video così da permettere l’utilizzo della tecnologia di Hardware Accelerated Transcoding:

Plex 1.15.4.994 e Synology: cosa c'è da sapere 1

Ora tocca ai Permessi (in pratica ti sposti di una scheda in avanti), i quali possono essere modificati e messi in sola lettura o lettura e scrittura sulla cartella utilizzata per contenere tutti i Media del tuo NAS (credo che questa sia una situazione che si verifica su quasi tutti gli ambienti, compreso il tuo).

Plex 1.15.4.994 e Synology: cosa c'è da sapere 2

La scelta è tua e dipende da ciò che sei abituato a gestire da PMS e relativo client. Nella discussione sul forum si dice che tra le “ripercussioni” c’è sicuramente:

  • Plex will no longer be an administrator. While it never actively used that capability, it had the privilege.
  • Any share which previously had access through the admin/administrators connection, need to have correct permissions assigned. Your media in those shares is Unavailable until you grant permission again.
  • Those customers who unwittingly did make use of this privilege level, now find themselves with “Permission Denied” errors or see Unavailable as well as the inability to access their media shares in Plex (DVR, etc)

Alle quali si aggiunge una nota invece di “vantaggio” costituita da “Your media now has an extra layer of protection from accidental deletion / modification.” che personalmente ritengo invece uno svantaggio (preferisco poter cancellare un contenuto facilmente utilizzando un client Plex e recuperarlo in seguito grazie al cestino che ho abilitato per la cartella Media sul mio NAS). Se vuoi approfondire l’argomento relativo ai permessi di sola lettura o lettura e scrittura ti rimando al post ufficiale che si trova subito sotto l’inizio discussione dedicata a PMS 1.15.4.994: forums.plex.tv/t/plex-media-server-security-changes-for-synology-users/409995/6.

Fatte queste modifiche riavvia Plex (Centro pacchetti → Installato → Plex Media Server → Stop, quando fermo invece seleziona Lancia per avviarlo nuovamente) per verificare che tutto torni. Sul forum viene poi suggerito di eseguire un riavvio completo del NAS per permettere a PMS di avviarsi con i giusti permessi precedentemente modificati. Così facendo potrai certamente renderti conto se hai fatto o meno qualcosa di sbagliato, rimediando ai tuoi errori e tornando a poter utilizzare Plex come hai sempre fatto.

Questo è quanto. In caso di problemi o ulteriori dubbi la storia è sempre la stessa: l’area commenti è a tua totale disposizione per parlare di questo argomento.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Tim Mossholder
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Non è la prima volta che ti parlo di Gmvault, ricordi bene. Il primo articolo a riguardo è datato 5 aprile del 2017 e ti spiega (poiché valido ancora oggi) come effettuare un backup programmato di tutto il contenuto della tua casella di posta Gmail su Windows, sfruttando il progetto Open di @zoobert (disponibile su GitHub). Si installa il necessario, si impara a fare piccoli movimenti in prompt dei comandi (una Shell modificata per gestire proprio Gmvault) e il gioco è fatto, ti dimentichi di averlo fino a quando non sarà necessario ripristinare qualcosa di cancellato. Ti rinfresco la memoria proponendoti qui di seguito il rilancio all’articolo originale.

Un backup in locale di Gmail con Gmvault

Oggi però parliamo di Raspberry Pi e della possibilità di migrare questo lavoro sul tuo RPi, interfacciandolo (come extra) con il NAS di casa (nel mio caso si tratta del Synology DS216j) e tenendo quindi il backup sui dischi sotto costante backup. Certo tu puoi farne a meno sia chiaro, ti spiegherò quindi come agire in ambo i casi e lasciare che RPi svolga un lavoro a basso carico di risorse utilizzate ma estremamente importante per dormire sonni tranquilli.

Abilitare NFS su Synology

Un NAS per casa: Synology DS216j

Puoi saltare questo paragrafo se intendi effettuare il backup della tua posta sulla memoria SD (o su una risorsa esterna collegata tramite USB) del RPi.

Prima di partire con il lavoro su RPi ti consiglio di abilitare NFS sul NAS e rendere così la cartella utente personale accessibile in lettura e scrittura montando l’unità su Linux (autorizzando il solo IP del tuo RPi, per rendere la cosa più sicura). Tutto è spiegato correttamente – corredato da immagini esplicative – nella documentazione ufficiale del prodotto disponibile all’indirizzo synology.com/it-it/knowledgebase/DSM/tutorial/File_Sharing/How_to_access_files_on_Synology_NAS_within_the_local_network_NFS#t4.

Fatto ciò, potrai passare all’installazione di Gmvault su RPi, comune ad ambo gli utilizzi (salvataggio dati su NAS o su memoria SD / esterna collegata a RPi).

Installazione Gmvault su RPi

SMTP di GMail: l'utilizzo tramite app 2

Cosa abbastanza semplice se segui passo-passo una procedura già testata e verificata sul mio RPi. Ci sono alcune dipendenze (Python) da portare a bordo del tuo Raspberry, superato questo passaggio il resto è abbastanza in discesa. Ho raccolto la procedura in un file MD pubblicato sul mio spazio GitHub, lo trovi all’indirizzo github.com/gioxx/SomePublicStuff/blob/master/RPi/scripts/rpi_install-Gmvault.md. Nello specifico installa le dipendenze necessarie:

sudo apt-get install python-dev python-pip python-virtualenv python-setuptools

Al termine spostati nella cartella home di pi, ottieni il pacchetto più recente di Gmvault e installalo creando prima un virtualenv:

cd /home/pi/
wget https://bitbucket.org/gaubert/gmvault-official-download/downloads/gmvault-v1.9.1-src.tar.gz
tar -xvzf gmvault-v1.9.1-src.tar.gz
virtualenv gmvault
cd gmvault-v1.9.1/
~/gmvault/bin/python setup.py install

Ci sei quasi, creati un file Bash che richiami l’esecuzione di Gmvault indicando l’account da portare in backup (lo script di Bash potrai poi richiamarlo anche in Crontab molto facilmente):

#!/bin/bash
/home/pi/gmvault/bin/gmvault sync -d /home/pi/backup/gmvault-db user@gmail.com

Questo prevederà da parte tua un’autenticazione verso la casella di Gmail. Puoi in ogni caso utilizzare il metodo già visto su Windows (quello che fa partire una finestra del browser per l’autenticazione e rilascio del token da riutilizzare anche successivamente) o addirittura copiare e incollare nella cartella /root/.gmvault su RPi (stessa location dove verrà creato il file di configurazione di Gmvault, gmvault_defaults.conf). Lanciando il file di Bash partirà il processo di verifica e download della posta elettronica da Gmail verso la cartella di destinazione da te scelta (che nel mio caso utilizza il NAS e un puntamento da /mnt, nda), salvo errori avrai migrato il backup della tua casella di posta da Windows a RPi, comodo e meno esoso in termini di risorse di corrente, CPU e RAM.

Da questo momento potrai tornare – volendo – a utilizzare il gmvault sync -t quick utente@gmail.com -p -d /mnt/Gmailvault. Se per qualsiasi motivo tu dovessi riscontrare delle anomalie nell’utilizzo di Gmvault dai un’occhiata a questa discussione sviluppatasi su Github: github.com/gaubert/gmvault/issues/335.

Buon inizio settimana! 👋


immagine di copertina: unsplash.com / author: Kristina Tripkovic
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Di motivi possono essercene diversi, eppure la sostanza rimane sempre quella: RPi deve poter inviare email in caso di necessità. È comodo, è logico, è necessario quando hai bisogno di essere avvisato riguardo cambiamenti di sistema (un IP nuovo? È solo un esempio), rilevamento di dati da sensori esterni, log di backup che hai fatto eseguire al tuo fedele micro-computer e chissà cos’altro. Con ssmtp è questione di un attimo, sei subito pronto per partire, ti servirà solo un server SMTP da sfruttare (va bene anche Gmail, basati sulle informazioni di questo vecchio articolo: SMTP di GMail: l’utilizzo tramite app (terze parti)).

RPi: inviare posta elettronica da Raspberry

Installazione e configurazione

Dopo aver lanciato un sudo apt-get update utile all’aggiornamento dei pacchetti disponibili, installa ssmtp come anticipato nell’apertura dell’articolo, ti basta poco:

sudo apt-get install ssmtp
sudo apt-get install mailutils

Al termine dovrai inserire i dati di configurazione per poter sfruttare il server SMTP esterno, ti basterà modificare il file di configurazione di ssmtp tramite sudo nano /etc/ssmtp/ssmtp.conf. Puoi commentare le righe già presenti nel file, aggiungendo in coda l’intero blocco necessario:

root=postmaster@contoso.com
mailhub=smtp.contoso.com:587
rewriteDomain=contoso.com
hostname=rpi.contoso.com
AuthUser=postmaster@contoso.com
AuthPass=Pa$$word
UseSTARTTLS=YES
UseTLS=NO

Rapidissimamente:

  • postmaster@contoso.com è l’indirizzo (esistente) sul server SMTP, il quale verrà utilizzato per farsi riconoscere (root=) e autenticarsi (AuthUser=).
  • smtp.contoso.com:587 è il server SMTP che intendi utilizzare, seguito dal :587 che sta a indicare la porta da utilizzare (in questo caso la 587, varia in base alla configurazione del provider che scegli di utilizzare).
  • rewriteDomain=contoso.com è il valore / dominio che sta dopo la chiocciola, se il tuo indirizzo di posta è mario.rossi@pippo.it dovrai specificare pippo.it.
  • rpi.contoso.com è l’hostname dal quale partirà la nuova email. Questo può anche non esistere, ma se il parametro SPF specificato sul tuo server SMTP non permette all’intero dominio di essere riconosciuto dagli antispam, rischi che l’email venga scartata dal provider di posta di chi riceverà le email spedite da RPi. Ti consiglio quindi di mantenere il tuo vero dominio di posta (quello che usi per spedire le email, il famoso “pippo.it” di cui ti parlavo poco fa) così da evitare problemi.
  • UseSTARTTLS=YES e UseTLS=NO sono parametri che servono a chiedere a ssmtp di utilizzare l’autenticazione con protezione StartTLS anziché TLS.

Nel caso in cui tu voglia utilizzare il server SMTP di Gmail ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo che ho trovato sul web.

Modifica ora il contenuto del file revaliases (sudo nano /etc/ssmtp/revaliases) aggiungendo semplicemente questa riga:

root:postmaster@contoso.com

Salva il file e chiudilo, a questo punto ti manca solo da mettere a posto i permessi del file di configurazione di ssmtp (sudo chmod 774 /etc/ssmtp/ssmtp.conf) e sei pronto a eseguire il primo test di invio posta elettronica dal tuo RPi.

Test di invio

Lancia da terminale un semplice echo "testo della email" | mail -s "test" mario.rossi@contoso.com sostituendo ovviamente mario.rossi@contoso.com con il tuo indirizzo reale di posta elettronica, questo dovrebbe inviarti nel giro di poco una nuova email alla tua casella, segno che tutto è andato per il verso giusto.

Ma

Nel caso tu avessi mancato o riprodotto male un passaggio potresti avere la sfortuna (come successo la prima volta al sottoscritto) di incorrere nell’errore mail: cannot send message: Process exited with a non-zero status. A questo punto ti serve qualche informazione in più, io per averla io ho installato mpack (sudo apt-get install mpack) e:

  • creato un file di testo contenente il corpo di un messaggio di test (echo "Messaggio di test" > messaggio.txt),
  • creato un file di testo che fungesse da possibile allegato (echo 123prova > attach.txt),
  • fatto un invio di test tramite mpack per ottenere un messaggio di errore più esplicativo (mpack -s "Invio di test" -d messaggio.txt attach.txt mario.rossi@contoso.com).

Ed ecco servito il reale problema:

sendmail: RCPT TO:<mario.rossi@contoso.com> (504 5.5.2 <pi@raspberrypi>: Sender address rejected: need fully-qualified address)

Una volta messo a posto quanto sbagliato (segui scrupolosamente la procedura riportata poco sopra in questo mio articolo e assicurati di aver specificato nel modo giusto il tuo dominio di posta e le relative credenziali) la mail è partita correttamente, consegnata ancora calda nella mia mailbox poco dopo:

RPi: inviare posta elettronica da Raspberry 1

Da questo momento sarà possibile inviare mail da RPi, potrai quindi inserire i comandi necessari in qualsiasi script o esecuzione programmata (cronjob) secondo esigenza.


Grazie a:
askubuntu.com/questions/643873/how-to-get-ssmtp-to-map-local-user-to-email-address-for-the-to-field
raspberrypi.org/forums/viewtopic.php?t=191675
raspberry-projects.com/pi/software_utilities/email/ssmtp-to-send-emails
possiblelossofprecision.net/?p=591
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Offline e senza l’ausilio di siti web che permettono sì di ottenere lo stesso risultato, ma spesso senza curarsi troppo della privacy dei propri video, soprattutto se si tratta di quelli girati da qualche parente sbadato con il cellulare (cambiando verso di ripresa). È per questo motivo che voglio lasciarti qui di seguito qualche semplice istruzione da seguire passo-passo appoggiandoti al player che credo tu abbia a bordo della tua macchina, Videolan (non ce l’hai? Ma sei serio? Scaricalo da qui e installalo).

Ruotare un video utilizzando VLC

Ruotare un video con VLC

Apri il video da ritoccare con Videolan (VLC), spostati ora sotto StrumentiEffetti e filtriEffetti videoGeometria. È qui che potrai ritoccare la rotazione video secondo necessità (prima dovrai spuntare l’opzione Trasformazione). Fai clic su Salva e chiudi la finestra di modifica.

Ruotare un video utilizzando VLC 1

La modifica che hai appena eseguito verrà letta esclusivamente da VLC e non è quindi da considerarsi permanente nel caso tu voglia passare ad altri il video (che probabilmente lo apriranno con un differente programma). Per questo motivo vai su Strumenti Preferenze (da tastiera CTRL + P) e seleziona “Tutto” in basso a sinistra, nel box Mostra le impostazioni (al posto di Semplice). Spostati ora sotto Uscita del flussoFlusso soutTranscodifica e spunta l’opzione sulla destra chiamata “Filtro trasformazione video“, quindi fai clic su Salva.

Ruotare un video utilizzando VLC 4

Ci siamo quasi. Fai clic ora sul menu MediaConverti / Salva…, aggiungi il file video che hai appena modificato e spostati sul menu a tendina in corrispondenza di Converti / Salva, scegliendo con un clic Converti.

Ruotare un video utilizzando VLC 3

Lascia tutto invariato e specifica la cartella di destinazione (con relativo nome del nuovo file), fai clic su Avvia e se necessario sul Play all’interno di VLC (dovrebbe mostrarti uno schermo nero ma con un avanzamento che continua ad andare avanti, è il processo di conversione). Al termine dell’operazione prova ad aprire il video con tutti i programmi che desideri, ognuno di questi dovrebbe vederlo – e mostrarlo – nella maniera corretta e non più in quella errata che aveva in origine.

Rimetti le cose a posto

Quello che tanti articoli disponibili online non dicono è che dopo aver lavorato sulla conversione del tuo video dovrai anche rimettere a posto ciò che hai toccato su VLC. Questo perché – nel caso tu vada ad aprire un differente file video – lo vedrai ruotato alla stessa maniera di quello che hai precedentemente modificato. Per rimettere le cose a posto ti basterà tornare in StrumentiEffetti e filtriEffetti videoGeometria e togliere il segno di spunta dall’opzione Trasformazione. Un clic su Salva e poi Chiudi, il gioco è fatto.

L’alternativa “pappa pronta”

Potrebbe essere Free Video Flip and Rotate, uno strumento che scarichi gratuitamente da dvdvideosoft.com/products/dvd/Free-Video-Flip-and-Rotate.htm e che permette di ruotare il tuo file come meglio credi (ottenendo anche effetto specchio o simili). Lo stesso software ti permette contestualmente di convertire in diverso formato il file video modificato, il tutto con un paio di clic.

Buon fine settimana 🙂

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