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Non è una novità, già da qualche tempo Outlook 2016 propone un pulsante chiamato “Archivia” all’interno della sua barra multifunzione, il quale scatena un’azione predefinita che sposta la mail (singola, o anche un gruppo di) in una cartella denominata (con molta fantasia) Archivio.

Non si tratta però di un vero e proprio archivio, è più un effetto placebo come lo spostare la polvere sotto al tappeto. Non lo vedo, quindi non c’è. Una cosa simile si poteva ottenere anche con un’azione rapida e una cartella creata ad-hoc, ma tant’è. E se il pulsante però venisse premuto per sbaglio? Come rimediare e fare in modo che non accada più?

Outlook 2016: disattivare il pulsante "Archivia"

Outlook 2016 include nella scheda Home della barra multifunzione una caratteristica di archiviazione rapida che invia i messaggi nella cartella Archivio. Gli utenti di Office 365 per le aziende hanno accesso anche a un archivio online.

Nota: per supportare la funzione di archiviazione tra Outlook 2016, Outlook per iOS e Android e Outlook sul web, viene automaticamente creata la cartella di archiviazione . Questa cartella rispetta i criteri di conservazione che potrebbe essere la cassetta postale, tra cui l’eliminazione dei messaggi di posta elettronica.

Il documento completo è disponibile all’indirizzo support.office.com/it-it/article/Caratteristica-Archivio-in-Outlook-2016-per-Windows-25f75777-3cdc-4c77-9783-5929c7b47028, e descrive per filo e per segno il comportamento della funzione. L’archivio online (ciò che viene definito in Exchange un in-place archive) è tutto un altro mondo, e si tratta di un vero archivio, separato dalla propria casella di posta elettronica e soggetto a regole di movimentazione posta che possono essere modificate in qualsiasi momento.

Tornando sull’argomento principale, il tasto “Archiviapuò essere disabilitato, almeno su Outlook, in un colpo solo e in maniera centralizzata, evitando così il dover mettere mano su ciascuna postazione, o lasciar modificare all’utente le preferenze del proprio client andando a rimuovere il pulsante dalla barra (personalizzandola, come permesso da ogni applicativo di Office). La soluzione arriva da slipstick.com e interviene sul registro, aggiungendo una chiave che nasconde l’ID di quel pulsante:

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\16.0\Outlook\DisabledCmdBarItemsList]
"TCID1"="26308"

(trovi copia del file di registro qui). Occhio però: la soluzione è valida se nel registro non esiste già un TCID1, altrimenti occorrerà incrementare il progressivo dello stesso per evitarne la sovrascrittura, ognuno dovrà separatamente nascondere un ID differente (per esempio: TCID1, TCID2, ecc.):

Warning! If you have other commands disabled using policy, do not use this registry key. It will replace the command disabled in TCID1. Edit the registry yourself, incrementing TCID to the next available number.

La modifica è immediata e non servirà riavviare il PC, ti basterà attendere che l’utente chiuda e avvii nuovamente il suo client di posta elettronica (presumibilmente, noterà la modifica il mattino seguente, se è uno di quelli che apre-chiude Outlook una sola volta al giorno). Il suggerimento è quello di utilizzare la console di Group Policy Management per andare a ritoccare il comportamento dei client interessati, o al massimo uno script che intervenga all’avvio del sistema (meglio la prima proposta, se puoi).

E per OWA?

Se tu o i tuoi utenti utilizzano OWA, sappi che allo stato attuale non puoi togliere la voce “Archivia” disponibile nel clic del tasto destro, probabilmente Microsoft lo permetterà (via console) in futuro. Cambia invece la questione relativa all’applicazione per smartphone e tablet, la quale può essere ritoccata nel comportamento andando in ImpostazioniOpzioni di scorrimento.

Da qui potrai evitare di far entrare in funzione l’archiviazione in locale delle tue mail nel caso in cui ti scappi uno swipe verso destra.

Questo è quanto, almeno per il momento.

Buon lavoro!

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Tutto nasce da una richiesta (un commento) nell’articolo originale dedicato alla stampa automatica che tiene d’occhio una cartella di Dropbox. Non so se te lo ricordi, ma eventualmente ti rinfresco la memoria:

Stampare in automatico da Dropbox

Quello di cui ti parlo oggi è un metodo alternativo, che sfrutta un programma di terza parte che può, tra le altre cose, tenere d’occhio una specifica cartella del disco e lanciare alcune azioni, tra le quali la stampa di un documento, anche in più copie (semplicemente facendo un lancio dietro l’altro, di una singola stampa, coadiuvato da un piccolo script in PowerShell che va a fare pulizia in seguito). L’applicazione è gratuita, si chiama Folder Agent e la scarichi da qui: folderagent.com

Stampare automaticamente da una cartella di Windows (con Folder Agent)

Per fartela breve, una volta installata e avviata, potrai immediatamente dargli una cartella da tenere d’occhio, quindi creare una “todo list” di azioni che verranno eseguite in successione quando un file comparirà all’interno di quella cartella, un po’ come se venisse lavorato e poi smaltito, così da tenere la cartella sempre pulita, pronta per un successivo “inizio-processo-fine“.

Questo è il mio esempio, dedicato a coloro che hanno necessità di stampare un documento PDF in più copie (nell’esempio: 2), con successiva chiusura del programma (Adobe Acrobat Reader, nda) per evitare che rimanga aperta la finestra sul PC:

Stampare automaticamente da una cartella di Windows

Lo sleep di 10 secondi serve al sistema per permettere di lavorare senza che le operazioni in rapida successione impediscano il corretto susseguirsi delle azioni richieste (con c’è pausa prevista tra le azioni, devi quindi prevederla tu quando necessario). Lo script di PowerShell che richiamo all’ultimo step, invece, serve esclusivamente a chiudere i processi aperti di Adobe Acrobat Reader, così da lasciare inutilmente aperto un programma (consuma RAM, in ogni caso). Occhio però: se in quel momento stai utilizzando il software per altri motivi (e per altri documenti) subirà la stessa sorte di quello utilizzato per lanciare il doppio processo di stampa, dovrai quindi riaprirlo:

Stampare automaticamente da una cartella di Windows 1

Non c’è altro da sapere. Il programma è molto semplice da utilizzare e permette di lanciare un set di operazioni che possono facilmente essere provate in ambiente di test, senza danneggiare quello di lavoro (quindi di produzione). Una volta padroneggiata l’interfaccia di Folder Agent, la strada è tutta in discesa :-)

Buon lavoro!

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Se con Outlook e più in generale con i client di posta elettronica installati sul tuo PC è certamente più semplice, con GMail e la sua interfaccia web, programmare l’invio di una mail (o più) non è certamente permesso by-design. Ne ho avuto necessità per andare incontro all’esigenza di rispettare un determinato orario di invio, tutto ha funzionato e ho utilizzato poi il trucco ancora un paio di volte. Ti basta un addon.

SMTP di GMail: l'utilizzo tramite app 2

L’articolo ha circa un anno di vita ed è del solito Amit Agarwal, che di componenti aggiuntivi costruiti su base fogli elettronici di Google Drive (e non solo) ne fa una religione. Ha realizzato uno scheduler (in versione gratuita limitata, perfetta per l’utilizzo casalingo, ma anche in versione completa a pagamento) facile da utilizzare e che farà lo sporco lavoro a partire dalle bozze della proprio casella di posta elettronica.

Tutto dettagliato all’interno dell’articolo originale (in inglese) che trovi all’indirizzo labnol.org/internet/schedule-gmail-send-later/24867. Te la faccio più semplice:

  • il vantaggio di questo addon è che funziona a prescindere dal tuo browser e dalla tua presenza online quando hai bisogno di far partire la tua mail, non è un’estensione installata a bordo macchina (come succede invece per Boomerang o Sidekick).
  • Il codice di base è pubblico (puoi quindi controllarne la bontà e che non “nasconda alcunché ai tuoi occhi“), lo trovi su ctrlq.org/code/19716-schedule-gmail-emails.
  • Puoi installare lo Scheduler andando su chrome.google.com/webstore/detail/email-scheduler/jnieijnfljjknbiniealpiihfjhmglkn e facendo clic su Installa (in alto a destra, nda), occorrerà dargli i permessi per accedere alla tua casella e per effettuare delle operazioni in autonomia (lettura e invio di posta, per l’appunto).

A questo punto il più è fatto. Troverai il componente aggiuntivo all’interno del tuo Drive, potrai lanciarlo in qualsiasi momento con un semplice doppio clic. Una volta aperto il “foglio di calcolo” fai clic sulla voce “Componenti aggiuntivi” (nella barra menu), quindi Email SchedulerConfigure. Ci sei, seleziona dal popup di destra la mail che ti interessa spedire (il componente aggiuntivo va a controllare le tue bozze, è lì che dotrai tenere ferme le mail in attesa di invio), scegli giorno e ora di spedizione, conferma il tutto. Verrà aggiunta una linea di log al foglio (non modificarla manualmente, pena il mancato funzionamento dello script) e troverai la schedulazione tra quelle fissate, sempre nel popup di destra:

Schedulare l'invio della posta (se usi GMail)

Salvo problemi (che fino a oggi non ho riscontrato), la tua mail partirà con circa 15 minuti di anticipo o ritardo in base alla tua schedulazione, ma nulla più di questo compromesso.

Ricorda di, nel momento in cui questo tool non ti servirà più, andare a disattivare i permessi che hai precedentemente concesso, mai lasciare porte aperte che non sfrutti più: myaccount.google.com/permissions

Schedulare l'invio della posta (se usi GMail) 1

Ora ti lascio alla tue schedulazioni :-)

Buon lavoro!

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La quantità di materiale a disposizione dei possessori di NAS Synology è impressionante. Ci sono community in grado di utilizzarlo per cuocerci due uova e una bistecca al sangue, persone che non si arrendono certo davanti a una commerciale impossibilità (o mancata volontà) di integrare alternative a software ufficiali supportati dalla casa madre. A tutto questo io aggiungerei un “per fortuna“.

Qualche mese dopo l’acquisto del mio Synology DS216j, posso ritenermi tutto sommato soddisfatto di quanto messo in piedi (fa forse eccezione la scelta –sbagliata– del taglio disco da mettere in RAID 1, potendo tornare indietro metterei nel carrello da subito due dischi da 4 TB anziché da 2), e soprattutto sono molto contento di quanto si possa personalizzare il prodotto secondo le proprie esigenze. In questo articolo, ti voglio spiegare come passare a un eMule Adunanza, distribuzione custom dedicata agli abbonati Fastweb e certamente più rapido dell’eMule presente di fabbrica sul prodotto Synology (non solo il mio DS216j).

Synology: nuovi repository e file di ricerca 2

aMule AdunanzA

Ricorda che tutto il mio test (e relativo articolo) hanno fatto leva su un NAS con processore ARM, non posso quindi fare test (e darti istruzioni) per un’architettura diversa, basata per esempio su Intel. Detto ciò, basandomi sulla guida originale del 2016 ancora disponibile nel forum di AdunanzA (forum.adunanza.net/t/installare-amule-adunanza-su-synology-arm/9392), ho fatto accesso al mio NAS e sono passato all’utente di root.

Per farlo (con le versioni di DSM attuali) dovrai accedere al NAS in SSH e utilizzare il sudo -i, comando che richiederà di inserire la password dell’amministratore che solitamente utilizzi per entrare sull’interfaccia web.

ATTENZIONE: io, se posso darti un consiglio, eviterei di utilizzare l’utente root e creerei un account a parte, da utilizzare per installare e poi gestire aMule AdunanzA anche in seguito. Ho fatto così in seguito ai test eseguiti da root.

Se è la prima volta che utilizzi l’utente di root, riceverai un messaggio di Synology che ti inviterà a fare attenzione a ciò che tocchi:

We trust you have received the usual lecture from the local System
 Administrator. It usually boils down to these three things:
 #1) Respect the privacy of others.
 #2) Think before you type.
 #3) With great power comes great responsibility.

Appurato ciò, si passa all’installazione degli aggiornamenti dei pacchetti IPKG:

AduUser@Syno:~# feed=http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable
AduUser@Syno:~# ipk_name=`wget -qO- $feed/Packages | awk '/^Filename: ipkg-opt/ {print $2}'`
AduUser@Syno:~# wget $feed/$ipk_name
--2017-05-01 16:41:55--  http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
Resolving ipkg.nslu2-linux.org... 140.211.169.161
Connecting to ipkg.nslu2-linux.org|140.211.169.161|:80... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 74474 (73K) [text/plain]
Saving to: 'ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk'

100%[==========================================================>] 74,474       219KB/s   in 0.3s

2017-05-01 16:41:56 (219 KB/s) - 'ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk' saved [74474/74474]
AduUser@Syno:~# tar -xOvzf $ipk_name ./data.tar.gz | tar -C / -xzvf -
./data.tar.gz
./
./opt/
./opt/bin/
./opt/bin/ipkg
./opt/bin/ipkg-opt
./opt/bin/update-alternatives
./opt/etc/
./opt/etc/ipkg.conf
./opt/lib/
./opt/lib/libipkg.so
./opt/lib/libipkg.so.0
./opt/lib/libipkg.so.0.0.0
./opt/share/
./opt/share/ipkg/
./opt/share/ipkg/intercept/
./opt/share/ipkg/intercept/depmod
./opt/share/ipkg/intercept/ldconfig
./opt/share/ipkg/intercept/update-modules
AduUser@Syno:~# mkdir -p /opt/etc/ipkg
AduUser@Syno:~# echo "src cross $feed" > /opt/etc/ipkg/feeds.conf
AduUser@Syno:~# /opt/bin/ipkg update
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/Packages
Updated list of available packages in /opt/lib/ipkg/lists/cross
Successfully terminated.

Quindi si scarica e si installa aMule AdunanzA, pacchetto disponibile anch’esso sul forum (l’ho scaricato precedentemente e messo in una cartella del NAS, la “Download“, così da raggiungerlo facilmente via SSH). Tu puoi ottenerlo da qui o in alternativa prendendo la copia che ho caricato su box (app.box.com/s/bcrnvq0m9uegrsvcf3q03oqdwn3jyub9):

AduUser@Syno:~# cd /volume1/Download/
AduUser@Syno:/volume1/Download# /opt/bin/ipkg install amuleadunanza-svn_rev531-2014.1_arm.ipk
Installing amuleadunanza-svn (rev531-2014.1) to AduUser...
package libupnp suggests installing ushare
Installing libstdc++ (6.0.9-6) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libstdc++_6.0.9-6_arm.ipk
Installing wxbase (2.8.12-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/wxbase_2.8.12-1_arm.ipk
Installing expat (2.0.1-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/expat_2.0.1-1_arm.ipk
Installing zlib (1.2.5-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/zlib_1.2.5-1_arm.ipk
Installing libpng (1.2.44-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libpng_1.2.44-1_arm.ipk
Installing libgd (2.0.35-6) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libgd_2.0.35-6_arm.ipk
Installing libjpeg (6b-3) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libjpeg_6b-3_arm.ipk
Installing freetype (2.3.6-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/freetype_2.3.6-1_arm.ipk
Installing fontconfig (2.8.0-0) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/fontconfig_2.8.0-0_arm.ipk
Installing gconv-modules (2.5-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/gconv-modules_2.5-1_arm.ipk
Installing libupnp (1.6.6-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libupnp_1.6.6-1_arm.ipk
Configuring amuleadunanza-svn
Configuring expat
Configuring fontconfig
Configuring freetype
Configuring gconv-modules
Configuring libgd
Configuring libjpeg
Configuring libpng
Configuring libstdc++
Configuring libupnp
Configuring wxbase
Configuring zlib
Successfully terminated.

Il primo avvio di aMule AdunanzA servirà a verificare che tutto sia andato a buon fine ma, soprattutto, a permetterti di generare i file di configurazione che andranno in seguito modificati per poter ottenere un software che rispetti le tue esigenze e i tuoi criteri d’uso (cambio di porte da utilizzare, attivazione dell’interfaccia web, ecc.):

AduUser@Syno:/opt/bin# ./amuled -f
2017-05-01 16:50:17: Initialising aMuleDAdunanzA MOD based on aMule SVN compiled with wxBase v2.8.12 and Boost 1.56 (Snapshot: rev. 531) AdunanzA 2014.1b1
2017-05-01 16:50:17: Checking if there is an instance already running...
2017-05-01 16:50:17: No other instances are running.
2017-05-01 16:50:17: ListenSocket: Ok.
2017-05-01 16:50:17: amuled: forking to background - see you

Torna sul forum e dai un’occhiata al paragrafo 7 (7. CONFIGURAZIONE amuleAdunanza) per capire come procedere e cosa toccare. Io ho configurato il mio aMule per partire su porti differenti rispetto allo standard (già utilizzate da un altro client in casa). Ricorda che dovrai sempre e comunque toccare la configurazione del tuo router per permettere una corretta comunicazione con l’esterno, ma quello è un altro discorso e spero tu lo conosca già (la stessa sorte vale per il firewall integrato in Synology, se lo utilizzi, nda).

Per snellirla un po’, puoi evitare di scaricare le liste server e nodi, non ti servono, puoi sempre caricarle in un secondo momento o appoggiarti a quelle già disponibili, ti basteranno per partire.

Trovi ulteriori riferimenti ai file di configurazione (per poter utilizzare aMule senza GUI) all’indirizzo stefano.dscnet.org/a/amuled_amule_senza_gui. Ora, ammesso che non ci siano errori, sei pronto per avviare ancora una volta il demone di aMule, e subito dopo quello della sua interfaccia di amministrazione web (altrimenti diventa più difficile amministrarlo per chi non si destreggia più di tanto con la riga di comando, nda). Ammesso che tu ti sia spostato già nella /opt/bin, dove hai installato aMule AdunanzA, i comandi per lanciare ciò che ti serve sono ./amulewed -f e ./amuleweb.

Al comando che avvia amuleweb ho notato che serve indicargli la password come parametro da riga di comando, la stessa che ti servirà per accedere poi all’interfaccia web (appunto). Per facilitarmi la vita, ho preparato un piccolo script da tenere a portata di mano sul NAS, il quale può avviare, spegnere o riavviare i servizi dedicati ad aMule:

Update

Ho aggiornato lo script includendo anche la possibilità di riavviare il solo servizio relativo all’interfaccia web di aMule, talvolta capita che questa vada in crash a causa delle elevate risorse richieste. Ho aggiunto il comando restartweb (già che c’ero ho anche messo a posto qualcosina, pura estetica e nulla più) :-)

L’utilizzo (se sei abituato a convivere con questo genere di roba) è semplice. Lo richiami tramite ./aMuleStart.sh (dopo averlo reso eseguibile, nda), seguito da start (per far partire i processi che ti servono), stop (per terminarli) o restart (per fermare e avviare da zero i processi). Lo script è chiaramente da tenere a portata di mano per poterlo richiamare facilmente da prompt SSH (la cartella home dell’utente che hai creato per installare e far partire aMule AdunanzA può essere la giusta scelta).

Se –ancora una volta– non ci sono stati errori, potrai finalmente aprire il tuo browser e puntare all’IP del tuo NAS, porta 4711 (a meno che tu non l’abbia cambiata, cosa che ti consiglio di fare) :-)

Synology qualche mese dopo: Adunanza, nuovi repository e file di ricerca

Da qui in poi, nonostante si tratti di un’interfaccia molto più spartana rispetto a quella del client proposto sui sistemi Microsoft (e per certi versi anche più di quella proposta da Synology), potrai aggiungere download da eseguire, nuovi server, ecc. Ci sono alcuni bug, le statistiche non sono sempre ben visibili, ma il suo lavoro lo porta a termine correttamente, e se hai fatto tutto questo perché sei cliente Fastweb con necessità di far lavorare AdunanzA, noterai seri miglioramenti rispetto a quanto fatto con il modulo integrato nel DSM.

Nuovi repository

Che poi è un po’ un tornare all’introduzione di questo articolo, e capire sin da subito che il mondo va ben oltre quello che propone Synology tramite il Centro Pacchetti “di base“. Ci sono decine di porting per applicazioni che siamo abituati a vedere funzionare su sistemi Linux non embedded come quello di questo NAS, ed è assolutamente facile varcare quella soglia volutamente (e giustamente, aggiungerei) imposta dal produttore.

Allo stato attuale, i contributi scaricabili dalla comunità arrivano a superare i 100 pacchetti, tutti alla portata di clic (e successiva configurazione secondo proprie esigenze), tutti raggiungibili andando a modificare quella lista di repository che tu stesso puoi popolare andando nel Centro PacchettiImpostazioniPacchetti sorgente:

Synology qualche mese dopo: Adunanza, nuovi repository e file di ricerca 1

Trovi diversi riferimenti in internet dove è possibile capire cosa propongono i repository Synology amatoriali (e non), prova a dare un’occhiata al sito italiano dedicato (qui trovi una discussione ad-hoc), o magari a quello ufficiale (qui in particolare un post di un thread che raccoglie diverse fonti ancora funzionanti).

In realtà poco tempo fa funzionava perfettamente anche il monitor messo a disposizione da dottoremoe.com, utile per tenere d’occhio tutti i repository e relativi tempi di up & down (vedi dottoremoe.com/synomon-3rd-parties-package-list-update), sfortunatamente però a ora sembra non funzionare più (credo ci siano stati problemi con il provider che ospita quel sito web, in attesa quindi che vengano risolti), era davvero utile.

Sì, ma i file di ricerca?

Quasi dimenticavo. I file di ricerca servono ad aggiungere motori (appunto) di ricerca (ma va?) a quelli già disponibili sul DSM. Naviga verso synoboost.com, ed esplora la quantità di alternative messe a disposizione. Scarica e installa ciò che ti serve all’interno del Download Manager, le istruzioni sono fornite per ogni pacchetto aggiuntivo scaricato, dai un’occhiata a queste due immagini catturate durante i test eseguiti sul mio NAS, giusto per farti un’idea:

In conclusione

Un mondo tutto da esplorare e da migliorare costantemente. L’importante è dedicargli il giusto tempo, provare (e riprovare), cercando però di evitare danni irreparabili (occhio, che qui i backup non sono poi così semplici da tirare in piedi, non si torna indietro in un batter d’occhio), ma soprattutto da tenere sempre in sicurezza (non aprire verso l’esterno porte che non ti servono e tieni sempre up-to-date il tuo DSM, giusto qualche giorno fa è stata resa pubblica la patch che ha corretto il bug relativo a WannaCry), trovi le note di rilascio sul sito di Synology:

Version: 6.1.1-15101-4
(2017/05/25)

Important Note

  1. The update is expected to be available for all regions within the next few days, although the time of release in each region may vary slightly.

Fixed Issues

  1. Fixed a security vulnerability regarding samba service (CVE-2017-7494).

vedi: synology.com/en-us/releaseNote/DS216j

E anche per stavolta è tutto.

Buon inizio di settimana! :-)

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Reinstallazione di Windows 10 (la 1703) su un nuovo Lenovo ThinkPad E570, tutti i driver al loro posto tranne uno, nonostante io abbia fatto il download completo dalla pagina dedicata sul sito di supporto del produttore (questa, per la cronaca: pcsupport.lenovo.com/it/it/products/laptops-and-netbooks/thinkpad-edge-laptops/thinkpad-e570/downloads).

Il driver in questione è quello siglato VID_138A, a prescindere dal PID che lo segue, che è ininfluente per questo specifico caso:

Lenovo ThinkPad E570 e il driver sconosciuto ()

Si tratta del lettore di impronte che è stato incluso nell’E570. Puoi scaricare i driver adatti dalla pagina pcsupport.lenovo.com/it/it/downloads/DS103635, sono validi per Windows 10 a 32 o 64 bit. Così facendo risolverai il tuo problema, anche se continuo a non capire perché Lenovo abbiamo dimenticato di elencarlo all’interno della pagina ufficiale del prodotto, non l’ho trovato neanche togliendo il filtro sui driver per Windows 10 a 64 bit (ottenendo così l’elenco completo, anche per altre versioni del sistema)!

Buon lavoro.

p.s. anche per questa serie, il blocco del tasto “Fn”, si ottiene tramite la pressione di Fn+Esc, giusto per la cronaca e per chi come me odia il default impostato a Fn sempre attivo ;-)

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