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macOS Mojave è stato ormai rilasciato pubblicamente il 24 settembre scorso, le installazioni sui vari Mac compatibili proseguono –immagino– progressivamente, probabilmente qualche utilizzatore (come me, vecchia scuola) di Caffeine se ne sarà già accorto: la preziosa utilità tenuta a portata di Spotlight per tanti anni ha smesso definitivamente di funzionare. Un addio al quale in realtà mi ero già preparato qualche tempo fa (te lo ricordi questo articolo?), ma al quale non ho mai davvero fatto l’abitudine, continuando a utilizzare per praticità il software di Lighthead.

E adesso che si fa?

Addio Caffeine, benvenuto KeepingYouAwake!

Si utilizza il comando da Terminale o si sostituisce Caffeine con un’applicazione che offre le stesse caratteristiche? La scelta è tua, io ti elenco le possibilità.

Caffeinate

Lo ripropongo ancora una volta. Il comando da Terminale è ormai disponibile da diverse versioni del Sistema Operativo di casa Apple, è semplice da ricordare e, nel caso in cui non ti venissero in mente i parametri da passargli, puoi sempre usare il manuale da riga di comando:

OS X: bisogno di Caffeina?

KeepingYouAwake

Nato come progetto pubblico su GitHub, raccoglie un po’ l’eredità del Sacro Graal e la plasma secondo canoni più odierni, al passo con i tempi e con le necessità di praticità che noi tutti abbiamo. Se per la prima questione legata alla contemporaneità ti basta buttare nel calderone una buona icona che non sfiguri in mezzo alle altre che generalmente vedi nella barra Menu alta del Sistema Operativo, per la seconda ti tocca di donare all’applicazione un pannello Impostazioni degno di questo nome, che possa magari introdurre qualche novità.

Addio Caffeine, benvenuto KeepingYouAwake! 9

È ciò che KeepingYouAwake in realtà fa, perché oltre al classico singolo clic che ti permette di abilitare o disabilitare il caffeinate (alla base del funzionamento del programma), le sue Impostazioni (che puoi richiamare con il tasto destro sull’icona del programma quando questo è in esecuzione) ti permetteranno di regolarne il funzionamento secondo comportamenti a te più consoni, in base alle tue esigenze. Potrai scegliere di avviarlo insieme al Sistema Operativo, di farlo entrare in funzione appena lo si lancia, configurarne tempi di funzionamento predefiniti, farlo disattivare se la tua batteria sta per lasciarti appiedato.

KeepingYouAwake svolge perfettamente il mestiere per il quale è stato “ideato“, ti evita di dover imparare la sintassi da utilizzare da Terminale e aggiunge quella componente di comodità in più che per molti utenti può diventare irrinunciabile, è certamente uno strumento da tenere a portata di mano e installare sul proprio macOS anche a costo di doverlo utilizzare una sola volta. Questa è certamente la mia scelta tra le proposte elencate in articolo.

Amphetamine

Alternativa al sopra citato KeepingYouAwake, Amphetamine svolge lo stesso identico lavoro di base, proviene da Mac App Store (puoi scaricarlo gratuitamente utilizzando il badge qui di seguito) e include diversi altri accorgimenti che possono attivarne o disattivarne l’effetto in base a determinate condizioni.

Amphetamine
Amphetamine
Price: Free

Dietro un motore così carino e coccoloso, Amphetamine nasconde una serie di optional mica tanto da ridere. Questi possono costituire il bivio al quale sarai costretto a prendere una decisione, scegliendo di percorrere una o l’altra strada. Il software sviluppato da William Gustafson permette infatti di intervenire su una moltitudine di condizioni per le quali mettere il tuo Mac in condizioni di poter andare in sleep o meno, chiamando in causa azioni come il download di un file tramite una specifica applicazione o la connessione a una particolare WiFi (esempio -quest’ultimo- che ti mostro qui di seguito, chiedendo al mio MacBook di non spegnersi se collegato alla WiFi di casa):

La personalizzazione non finisce certo qui. Puoi chiamare in causa diverse altre condizioni, o anche attivare il Drive Alive, per tenere sempre viva e in allerta un’unità disco (poco importa se si tratta di una interna al tuo Mac o esterna, collegata magari via USB). Forse inutile aggiungere che –così come per KeepingYouAwake– anche Amphetamine permette di tenere d’occhio i consumi di batteria quando non si è attaccati alla corrente, consentendo di disattivare il caffeinate sotto una certa soglia e riattivarlo non appena possibile.

A queste funzioni si aggiungono quelle relative alle scorciatoie da tastiera per richiamare le azioni principali del programma, l’aspetto visivo (con possibilità di modificare l’icona usata da Amphetamine e tornare alla più conosciuta tazza di caffè) comprensivo di notifiche video e audio, l’uso dei profili rapidi da icona (in una configurazione standard il clic con il tasto sinistro richiamerà il menu completo, mentre quello da tasto destro permetterà di attivare o disattivare rapidamente il caffeinate).

Lo avrai capito: Amphetamine lo è di nome e di fatto, perché qui si va molto più in là rispetto al semplice tenere attivo e sveglio il proprio Mac. Si condisce questa banale ma fondamentale funzione di sistema con una serie di condizioni che possono permetterne o meno l’attivazione, una quantità non indifferente di variabili completamente pilotabili. Puoi adattare l’uso del programma alle tue esigenze, questo non è affatto un dettaglio da trascurare, ma tutto dipende dall’uso che vuoi fare di questo comando.

Oltre Amphetamine e KeepingYouAwake troverai svariate alternative disponibili, magari gratuite e con tanto di codici sorgenti pubblicati su GitHub, o pronte da scaricare su App Store. Io ho preso quelle forse più conosciute o che più mi sono piaciute, sperando di aver fatto cosa gradita ad altri utilizzatori orfani come me. Se hai ulteriori suggerimenti ti prego di lasciare il tuo commento in coda all’articolo, aiuterai il sottoscritto e probabilmente tanti altri lettori.

A te la scelta quindi, con cosa intendi sostituire il caro vecchio Caffeine? :-)

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OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1Non ti ho mai parlato prima di InkScape perché, al contrario di GIMP, lo uso molto meno, lo prediligo per lavorare più facilmente delle immagini vettoriali o dei file SVG, prevalentemente su Windows e pressoché zero su macOS. Eppure qualche giorno fa ho avuto la necessità di creare rapidamente un file PNG partendo da un SVG sul MacBook, e l’ho fatto con una finestra di Terminale e InkScape senza necessità di lanciare l’interfaccia grafica.

InkScape

Lo scarichi gratuitamente dal sito web ufficiale e, contrariamente a GIMP, ha ancora bisogno di un sistema di finestre X, questo si appoggia nello specifico a XQuartz (che quindi ti tocca scaricare e installare a parte, anche lui gratuitamente).

Una volta fatto (sia il primo che il secondo pacchetto DMG), non avviare neanche InkScape.

Da Terminale

Supponendo che la tua immagine SVG si trovi nella cartella Download (e il programma sotto la classica /Applications), aprendo Terminale potrai richiamare script --without-gui dalle risorse di InkScape, in questa maniera:

macOS: trasformare un SVG in PNG con Terminale e InkScape

Spiegata in soldoni, il comando ti permette di richiedere a InkScape di esportare un file PNG partendo dal file SVG, specificando ovviamente l’una e l’altra cartella su cui lavorare (sorgente e destinazione, chiaramente), aggiungendo ulteriori parametri di cui potresti aver bisogno, tutti disponibili da documentazione linux.die.net/man/1/inkscape.

Nel mio caso (quello dell’immagine poco sopra), ho estratto prima un PNG a risoluzione intera, poi ho tenuto a bada la larghezza, portandola a 1000px. Ti riporto il codice qui di seguito:

/Applications/Inkscape.app/Contents/Resources/script --without-gui --export-png=/Users/gioxx/Downloads/raster-image.png /Users/gioxx/Downloads/Logo-TeamViewer-2016.svg

e:

/Applications/Inkscape.app/Contents/Resources/script --without-gui --export-png=/Users/gioxx/Downloads/raster-image.png /Users/gioxx/Downloads/Logo-TeamViewer-2016.svg -w 1000

Ovviamente la cartella dovrai modificarla (in ambo i casi) con quella che corrisponde alla tua situazione attuale, il resto è un colpo di invio e il risultato servito su un piatto d’argento.

Cheers :-)

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Pillole

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Momento fisima gentilmente offerto dalla proprietà del blog: per un Desktop più pulito, bisogna smettere di farci finire dentro tutti gli screenshot catturati tramite le classiche combinazioni tasti di macOS. Una di quelle ossessioni stupide, lo ammetto, ma una semplice modifica rimette tutto al suo posto e la cosa mi piace assai.

macOS: modificare la posizione di salvataggio degli screenshot

Come catturare uno screenshot su macOS è cosa assai nota, e nulla è cambiato rispetto ai tempi di Mac OS X, ma se ancora tu dovessi avere dei dubbi in merito beh, ti rimando direttamente a take-a-screenshot.org/mac.html.

Ora, l’argomento della pillola di oggi è diversa. Sì perché uno screenshot catturato da combinazione di tastiera (e non da Terminale, per esempio), prevede che questo venga salvato sul Desktop del tuo utente. Questa cosa è deleteria per chi però adora vedere il Desktop libero e gli screenshot in una di quelle cartelle che –come da tradizionale script di Mission Impossible– si autodistruggerà tra pochi secondi.

La soluzione esiste ed è talmente banale da fare il giro doppio e attestarsi tra le assolute genialità in una sola mossa, e arriva da un utente che ha commentato un articolo di Lifehacker: lifehacker.com/1823807283

In breve: apri Terminale e digita al suo interno il comando:

defaults write com.apple.screencapture location /Users/gioxx/Downloads/scr

Che -neanche a dirlo- dovrà essere differente nel tuo caso perché di certo non sarai “gioxx” sul tuo Mac e probabilmente non desideri il mio stesso identico posizionamento (cartella scr all’interno della cartella Downloads). Puoi copiare e incollare la prima parte di comando (fino a location, nda), quindi trascinare la cartella all’interno della quale desideri far finire i tuoi screenshot all’interno di Terminale. macOS dovrebbe trascrivere la posizione di quella cartella traducendola con il suo percorso sul disco locale.

macOS: modificare la posizione di salvataggio degli screenshot 1

Premi ora invio, salvo errori palesi la modifica andrà a buon fine e ti comparirà una nuova riga di Terminale libera. Lancia ora un killall SystemUIServer per applicare la modifica e prova a catturare un nuovo screenshot, dovrebbe finire nella cartella che hai scelto tu.

Per tornare indietro

Nulla di più semplice. Ripeti quanto fatto per cambiare cartella, ma trascina quella della Scrivania subito dopo location. In pratica dovresti ottenere qualcosa di simile:

defaults write com.apple.screencapture location /Users/gioxx/Desktop

Al posto di “gioxx” ci sarà il tuo utente (ma va?). A quel punto dovrai nuovamente lanciare un killall SystemUIServer per applicare la modifica.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Oliver Shou

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Pillole

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Mi sono ritrovato davanti a un macOS con una marea di aggiornamenti di sistema da eseguire e un AppStore decisamente troppo rallentato e pressoché inutilizzabile. Dato che però le vie del Terminale sono infinite, ho raggiunto lo scopo senza passare da AppStore. C’è una funzione immediatamente richiamabile che ti aiuta a superare questo ostacolo, è la softwareupdate.

macOS: aggiornamento software tramite Terminale

Apri un Terminale e digita:

softwareupdate -l

Così facendo otterrai la lista degli aggiornamenti da eseguire, che potrai in seguito installare singolarmente oppure per gruppi di priorità (quelli critici, i suggeriti, quelli che puoi anche ignorare). Se vuoi conoscere la lista dei parametri accettati da softwareupdate, puoi richiamare il manuale in linea:

man softwareupdate

macOS: aggiornamento software tramite Terminale 1

Il resto del gioco consiste solo nel leggere e preparare la stringa completa che fa al caso tuo. Occhio però: se non si fosse capito (se non fosse stato sufficiente il mio dire “aggiornamenti di sistema” in apertura articolo), ribadisco il concetto: softwareupdate può essere utilizzato da Terminale per installare le patch di sistema, non le applicazioni scaricate da AppStore in un secondo momento. Per quelle ti tocca passare per forza dal “portale” Apple, che comunque dovrebbe tornare a essere più snello e reattivo se almeno gli hai già tolto buona parte del lavoro.

Buon aggiornamento.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Sergey Zolkin

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Ho aggiornato il DSM installato sul mio Synology. È uscita la nuova versione 6.1 dopo il suo periodo di beta testing, la quale introduce alcune novità, ma che al contempo impedisce il corretto funzionamento di Plex, compreso quell’ultimo pacchetto disponibile sul sito ufficiale (installato come suggerito nell’articolo di una manciata di giorni fa). In attesa che una delle due parti corregga il problema (immagino toccherà a Plex), c’è un work-around funzionante che è possibile attivare manualmente da SSH oppure da script personalizzato.

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around

La risposta si trova all’interno di uno dei tanti commenti disponibili sul forum ufficiale di Plex, in particolare in una discussione dedicata proprio ai problemi della versione 6.1 (quando si trovava in beta) e il noto Media Center. L’autore del commento ha fatto centro in due mosse, come spiegato all’indirizzo  forums.plex.tv/discussion/comment/1292473/#Comment_1292473 (il tutto risale addirittura a novembre dello scorso anno!):

cd /var/packages/Plex Media Server/scripts
 ./start-stop-status start

Si tratta di due banalissime istruzioni da lanciare via terminale SSH, o magari da inserire in uno script personalizzato da lanciare all’avvio del SO di Synology (perché, salvo problemi ed errori legati a Plex, quest’ultimo rimarrà attivo fino al successivo reboot di sistema).

Via SSH

Controlla di aver attivato il servizio SSH da Pannello di controlloTerminale e SNMP:

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 1

Fai clic sul checkbox in corrispondenza di “Attiva servizio SSH” e applica la modifica.

A questo punto collegati via PuTTY (su Windows) o Terminale (Mac OS) utilizzando il nome utente con il quale amministri il tuo NAS, quindi spostati nella cartella script di Plex (cd /var/packages/Plex Media Server/scripts) e lancia l’applicazione (./start-stop-status start).

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 2

A questo punto, navigando verso la dashboard principale di Plex installato sul Synology, dovresti notare che tutto è tornato alla normalità, e che ti è possibile esplorare i tuoi contenuti, senza ulteriori errori.

Via Utilità di pianificazione

Decisamente più comodo per il momento, e non richiede intervento manuale né per l’abilitazione di SSH (che ti consiglio di tenere disabilitato se il tuo IP è pubblico e non vuoi lasciare esposto il servizio sulla rete), né per inserire manualmente le istruzioni per l’avvio. Lo si fa una volta e ce ne si dimentica –ripeto– fino a quando non verrà risolto il problema dagli sviluppatori di Plex.

Unica nota differente alla quale fare molta attenzione: il cambio di directory tramite script deve essere fatto includendo dei backslash in caso di spazi in mezzo al nome delle cartelle, quindi:

cd /var/packages/Plex\ Media\ Server/scripts/

Accedi all’Utilità di pianificazione di Synology da Pannello di controllo, quindi crea una nuova attività azionata:

Hai terminato il tuo lavoro, lo script dovrebbe essere ormai capace di avviare Plex insieme al DSM, almeno fino a quando “la pezza” non sarà più utile e una nuova versione di Plex correggerà il problema definitivamente (e dovrai quindi andare a eliminare lo script che hai definito, per evitare possibili conflitti o errori).

Se vuoi fare un test (e capire se hai sbagliato qualcosa) puoi riavviare immediatamente il tuo NAS, e verificare che Plex venga avviato senza battere ciglio.

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