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Ho aggiornato il DSM installato sul mio Synology. È uscita la nuova versione 6.1 dopo il suo periodo di beta testing, la quale introduce alcune novità, ma che al contempo impedisce il corretto funzionamento di Plex, compreso quell’ultimo pacchetto disponibile sul sito ufficiale (installato come suggerito nell’articolo di una manciata di giorni fa). In attesa che una delle due parti corregga il problema (immagino toccherà a Plex), c’è un work-around funzionante che è possibile attivare manualmente da SSH oppure da script personalizzato.

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around

La risposta si trova all’interno di uno dei tanti commenti disponibili sul forum ufficiale di Plex, in particolare in una discussione dedicata proprio ai problemi della versione 6.1 (quando si trovava in beta) e il noto Media Center. L’autore del commento ha fatto centro in due mosse, come spiegato all’indirizzo  forums.plex.tv/discussion/comment/1292473/#Comment_1292473 (il tutto risale addirittura a novembre dello scorso anno!):

cd /var/packages/Plex Media Server/scripts
 ./start-stop-status start

Si tratta di due banalissime istruzioni da lanciare via terminale SSH, o magari da inserire in uno script personalizzato da lanciare all’avvio del SO di Synology (perché, salvo problemi ed errori legati a Plex, quest’ultimo rimarrà attivo fino al successivo reboot di sistema).

Via SSH

Controlla di aver attivato il servizio SSH da Pannello di controlloTerminale e SNMP:

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 1

Fai clic sul checkbox in corrispondenza di “Attiva servizio SSH” e applica la modifica.

A questo punto collegati via PuTTY (su Windows) o Terminale (Mac OS) utilizzando il nome utente con il quale amministri il tuo NAS, quindi spostati nella cartella script di Plex (cd /var/packages/Plex Media Server/scripts) e lancia l’applicazione (./start-stop-status start).

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 2

A questo punto, navigando verso la dashboard principale di Plex installato sul Synology, dovresti notare che tutto è tornato alla normalità, e che ti è possibile esplorare i tuoi contenuti, senza ulteriori errori.

Via Utilità di pianificazione

Decisamente più comodo per il momento, e non richiede intervento manuale né per l’abilitazione di SSH (che ti consiglio di tenere disabilitato se il tuo IP è pubblico e non vuoi lasciare esposto il servizio sulla rete), né per inserire manualmente le istruzioni per l’avvio. Lo si fa una volta e ce ne si dimentica –ripeto– fino a quando non verrà risolto il problema dagli sviluppatori di Plex.

Unica nota differente alla quale fare molta attenzione: il cambio di directory tramite script deve essere fatto includendo dei backslash in caso di spazi in mezzo al nome delle cartelle, quindi:

cd /var/packages/Plex\ Media\ Server/scripts/

Accedi all’Utilità di pianificazione di Synology da Pannello di controllo, quindi crea una nuova attività azionata:

Hai terminato il tuo lavoro, lo script dovrebbe essere ormai capace di avviare Plex insieme al DSM, almeno fino a quando “la pezza” non sarà più utile e una nuova versione di Plex correggerà il problema definitivamente (e dovrai quindi andare a eliminare lo script che hai definito, per evitare possibili conflitti o errori).

Se vuoi fare un test (e capire se hai sbagliato qualcosa) puoi riavviare immediatamente il tuo NAS, e verificare che Plex venga avviato senza battere ciglio.

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Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

È strano, è una cosa che faccio abitualmente (e che consiglio) ma senza averne mai parlato qui sul blog. Si tratta di un trucco semplice da mettere in pratica e che -oggi- può tranquillamente sostituire il salvataggio automatico dei dati di Desktop e Documenti su iCloud, soprattutto se hai già un account su Dropbox, giusto per fare un esempio.

macOS: salvare una cartella su Dropbox automaticamente 1

Lo scopo è semplice: voglio che qualsiasi file passi dal Desktop o dalla cartella Documenti del mio MacBook, vada automaticamente a finire su Dropbox, così da poter recuperare quei file da qualsiasi altro dispositivo e dall’interfaccia web, quello che già succede su Windows (avevo parlato del junction per Windows Xp e il mklink per Windows 7 e superiori, già nel 2010). Per poter collegare una cartella all’equivalente su Dropbox, funziona praticamente alla stessa maniera, ti basterà infatti una riga di codice lanciata da Terminale.

Crea e spostati nella cartella di destinazione (es: cd Dropbox/CARTELLABACKUPDESKTOP), quindi lancia un ln -s ~/Desktop/ (nel caso in cui tu voglia clonare la cartella Desktop del tuo sistema operativo, altrimenti ~/Documents/ per la Documenti):

macOS: salvare una cartella su Dropbox automaticamente

La modifica è immediata e partirà così la sincronizzazione dei file già presenti nella cartella sorgente, sulla sua equivalente in Dropbox. Inutile dire che vale per qualsiasi sorgente e quindi destinazione, a prescindere che si tratti di Dropbox o un altro servizio (NAS compreso).

Se hai ancora dubbi in merito, lascia pure un commento in fondo all’articolo! :-)

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OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1Uno di quei consigli che tengo qui come blocco appunti, un po’ come al solito. Foto si apre automaticamente ogni volta che inserite un supporto di memoria fotografico nel vostro MacBook? Poco male, esiste la possibilità di disattivare questa apertura non gradita. La modifica (manco a dirlo) si effettua da Terminale:

OS X: bloccare l'apertura automatica di Foto

defaults -currentHost write com.apple.ImageCapture disableHotPlug -bool true

Vi verrà richiesta la password di Amministratore del sistema. La modifica sarà immediata. Ovviamente per invertire la rotta vi basterà portare la variabile booleana a false (sostituite il -bool true con -bool false). Il trucco è stato testato con successo su un OS X 10.11.4 (El Capitan).

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Vi ricordate di Caffeine? Una di quelle applicazioni abusate in passato (approdata in Mac App Store nel 2010, nda), che svolgevano un unico lavoro, semplice, preciso, perfetto. Lo sapevate che la GUI proposta è tutto fuorché necessaria? Scopro che in tanti lì fuori non lo sanno, ed è un peccato perché nel caso in cui non ci sia connessione dati.

OS X: bisogno di Caffeina? 1

Chiunque con un Terminale può evitare che il MacBook vada in standby con un semplice comando:

OS X: bisogno di Caffeina?

caffeinate -di

Dove il -di si traduce con un tempo non definito, lo standby non partirà fino a quando il Terminale resterà attivo (fino al vostro CTRL+C, per capirci). Potete altrimenti specificare un diverso range di tempo tramite un -dt (in secondi) facilmente calcolabile (a mente o tramite una ricerca ad-hoc su Google), per esempio potreste lanciare un caffeinate -dt 600 per mandare in standby il Mac dopo 10 minuti. La riga di comando riporta:

usage: caffeinate [-disu] [-t timeout] [-w Process ID] [command arguments…]

Il trucco è stato testato con successo su un OS X 10.11.4 (El Capitan).

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AutomatorJacob Salmela ha pubblicato un codice tanto banale quanto perfetto, lo scorso 12 marzo, per permettere ad Automator di trasformare un documento di Word (DOCX) in un file PDF con un paio di clic (tasto destro sul file interessato → Servizi → Convert DOCX to PDF). Una modifica a quel codice permette inoltre di scavalcare (la malaugurata tanto quanto voluta) scelta di cancellare il file sorgente una volta ottenuto il PDF. Il codice modificato sarà il seguente:

#!/bin/bash
# Jacob Salmela 2016-03-12
# Gioxx 2016-03-22
# Convert annoying DOCX into PDFs with a right-click
# Run this as an Automator Service

###### SCRIPT #######
for f in "$@"
do
 # Get the full file PATH without the extension
 filepathWithoutExtension="${f%.*}"
 # Convert the DOCX to HTML, which cupsfilter knows how to turn into a PDF
 textutil -convert html -output "$filepathWithoutExtension.html" "$f"
 # Convert the file into a PDF
 cupsfilter "$filepathWithoutExtension.html" > "$filepathWithoutExtension.pdf"
 # Remove the temporary HTML file, leaving the original DOCX and the new PDF
 rm "$filepathWithoutExtension.html" >/dev/null
done

La differenza è esclusivamente nell’ultimo Remove (rm), che nella modifica esclude il file originale ($f), il DOCX, diventando quindi:

# Remove the temporary HTML file, leaving the original DOCX and the new PDF
 rm "$filepathWithoutExtension.html" >/dev/null

Tutto il resto rimane invariato proprio perché già funzionante. Ho creato una copia del file di Workflow che potete scaricare e installare rapidamente, la trovate all’indirizzo app.box.com/s/jzits3oxyyuptqtmhkkrrvhp8th9wmp6.

Scompattate il file sul vostro OS X, quindi con un doppio clic chiedete al sistema di installarlo:

OS X: convertire un DOCX in PDF con due clic

Da questo momento, potrete convertire rapidamente un vostro documento Word in PDF, semplicemente seguendo la procedura sopra indicata (tasto destro sul file interessato → Servizi → Convert DOCX to PDF).

E se volessi rimuoverlo?

Pensate che il servizio non serva più e che quella voce sia particolarmente sgradita nel vostro menu Servizi? Nessun problema, si fa sempre in tempo a rimuoverlo.

  • In una finestra di Finder, premete ⌘ ⇧ G (apre una cartella specifica).
  • Inserite “~/Library/Services” (senza le virgolette).
  • Cercate il file relativo al servizio installato non più desiderato.
  • Cancellate il file (o trascinatelo nel cestino)

Il servizio non sarà più disponibile :-)

Il mio personale grazie a Jacob per l’ottimo lavoro, non ci avevo pensato e ho spesso utilizzato il Terminale per eseguire la stessa operazione o Word stesso per salvare (da Salva con nome) il file in formato PDF. Fortunatamente non si finisce mai di imparare!

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