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La quantità di materiale a disposizione dei possessori di NAS Synology è impressionante. Ci sono community in grado di utilizzarlo per cuocerci due uova e una bistecca al sangue, persone che non si arrendono certo davanti a una commerciale impossibilità (o mancata volontà) di integrare alternative a software ufficiali supportati dalla casa madre. A tutto questo io aggiungerei un “per fortuna“.

Qualche mese dopo l’acquisto del mio Synology DS216j, posso ritenermi tutto sommato soddisfatto di quanto messo in piedi (fa forse eccezione la scelta –sbagliata– del taglio disco da mettere in RAID 1, potendo tornare indietro metterei nel carrello da subito due dischi da 4 TB anziché da 2), e soprattutto sono molto contento di quanto si possa personalizzare il prodotto secondo le proprie esigenze. In questo articolo, ti voglio spiegare come passare a un eMule Adunanza, distribuzione custom dedicata agli abbonati Fastweb e certamente più rapido dell’eMule presente di fabbrica sul prodotto Synology (non solo il mio DS216j).

Synology: nuovi repository e file di ricerca 2

aMule AdunanzA

Ricorda che tutto il mio test (e relativo articolo) hanno fatto leva su un NAS con processore ARM, non posso quindi fare test (e darti istruzioni) per un’architettura diversa, basata per esempio su Intel. Detto ciò, basandomi sulla guida originale del 2016 ancora disponibile nel forum di AdunanzA (forum.adunanza.net/t/installare-amule-adunanza-su-synology-arm/9392), ho fatto accesso al mio NAS e sono passato all’utente di root.

Per farlo (con le versioni di DSM attuali) dovrai accedere al NAS in SSH e utilizzare il sudo -i, comando che richiederà di inserire la password dell’amministratore che solitamente utilizzi per entrare sull’interfaccia web.

ATTENZIONE: io, se posso darti un consiglio, eviterei di utilizzare l’utente root e creerei un account a parte, da utilizzare per installare e poi gestire aMule AdunanzA anche in seguito. Ho fatto così in seguito ai test eseguiti da root.

Se è la prima volta che utilizzi l’utente di root, riceverai un messaggio di Synology che ti inviterà a fare attenzione a ciò che tocchi:

We trust you have received the usual lecture from the local System
 Administrator. It usually boils down to these three things:
 #1) Respect the privacy of others.
 #2) Think before you type.
 #3) With great power comes great responsibility.

Appurato ciò, si passa all’installazione degli aggiornamenti dei pacchetti IPKG:

AduUser@Syno:~# feed=http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable
AduUser@Syno:~# ipk_name=`wget -qO- $feed/Packages | awk '/^Filename: ipkg-opt/ {print $2}'`
AduUser@Syno:~# wget $feed/$ipk_name
--2017-05-01 16:41:55--  http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk
Resolving ipkg.nslu2-linux.org... 140.211.169.161
Connecting to ipkg.nslu2-linux.org|140.211.169.161|:80... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 74474 (73K) [text/plain]
Saving to: 'ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk'

100%[==========================================================>] 74,474       219KB/s   in 0.3s

2017-05-01 16:41:56 (219 KB/s) - 'ipkg-opt_0.99.163-10_arm.ipk' saved [74474/74474]
AduUser@Syno:~# tar -xOvzf $ipk_name ./data.tar.gz | tar -C / -xzvf -
./data.tar.gz
./
./opt/
./opt/bin/
./opt/bin/ipkg
./opt/bin/ipkg-opt
./opt/bin/update-alternatives
./opt/etc/
./opt/etc/ipkg.conf
./opt/lib/
./opt/lib/libipkg.so
./opt/lib/libipkg.so.0
./opt/lib/libipkg.so.0.0.0
./opt/share/
./opt/share/ipkg/
./opt/share/ipkg/intercept/
./opt/share/ipkg/intercept/depmod
./opt/share/ipkg/intercept/ldconfig
./opt/share/ipkg/intercept/update-modules
AduUser@Syno:~# mkdir -p /opt/etc/ipkg
AduUser@Syno:~# echo "src cross $feed" > /opt/etc/ipkg/feeds.conf
AduUser@Syno:~# /opt/bin/ipkg update
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/Packages
Updated list of available packages in /opt/lib/ipkg/lists/cross
Successfully terminated.

Quindi si scarica e si installa aMule AdunanzA, pacchetto disponibile anch’esso sul forum (l’ho scaricato precedentemente e messo in una cartella del NAS, la “Download“, così da raggiungerlo facilmente via SSH). Tu puoi ottenerlo da qui o in alternativa prendendo la copia che ho caricato su box (app.box.com/s/bcrnvq0m9uegrsvcf3q03oqdwn3jyub9):

AduUser@Syno:~# cd /volume1/Download/
AduUser@Syno:/volume1/Download# /opt/bin/ipkg install amuleadunanza-svn_rev531-2014.1_arm.ipk
Installing amuleadunanza-svn (rev531-2014.1) to AduUser...
package libupnp suggests installing ushare
Installing libstdc++ (6.0.9-6) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libstdc++_6.0.9-6_arm.ipk
Installing wxbase (2.8.12-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/wxbase_2.8.12-1_arm.ipk
Installing expat (2.0.1-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/expat_2.0.1-1_arm.ipk
Installing zlib (1.2.5-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/zlib_1.2.5-1_arm.ipk
Installing libpng (1.2.44-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libpng_1.2.44-1_arm.ipk
Installing libgd (2.0.35-6) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libgd_2.0.35-6_arm.ipk
Installing libjpeg (6b-3) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libjpeg_6b-3_arm.ipk
Installing freetype (2.3.6-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/freetype_2.3.6-1_arm.ipk
Installing fontconfig (2.8.0-0) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/fontconfig_2.8.0-0_arm.ipk
Installing gconv-modules (2.5-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/gconv-modules_2.5-1_arm.ipk
Installing libupnp (1.6.6-1) to AduUser...
Downloading http://ipkg.nslu2-linux.org/feeds/optware/cs08q1armel/cross/unstable/libupnp_1.6.6-1_arm.ipk
Configuring amuleadunanza-svn
Configuring expat
Configuring fontconfig
Configuring freetype
Configuring gconv-modules
Configuring libgd
Configuring libjpeg
Configuring libpng
Configuring libstdc++
Configuring libupnp
Configuring wxbase
Configuring zlib
Successfully terminated.

Il primo avvio di aMule AdunanzA servirà a verificare che tutto sia andato a buon fine ma, soprattutto, a permetterti di generare i file di configurazione che andranno in seguito modificati per poter ottenere un software che rispetti le tue esigenze e i tuoi criteri d’uso (cambio di porte da utilizzare, attivazione dell’interfaccia web, ecc.):

AduUser@Syno:/opt/bin# ./amuled -f
2017-05-01 16:50:17: Initialising aMuleDAdunanzA MOD based on aMule SVN compiled with wxBase v2.8.12 and Boost 1.56 (Snapshot: rev. 531) AdunanzA 2014.1b1
2017-05-01 16:50:17: Checking if there is an instance already running...
2017-05-01 16:50:17: No other instances are running.
2017-05-01 16:50:17: ListenSocket: Ok.
2017-05-01 16:50:17: amuled: forking to background - see you

Torna sul forum e dai un’occhiata al paragrafo 7 (7. CONFIGURAZIONE amuleAdunanza) per capire come procedere e cosa toccare. Io ho configurato il mio aMule per partire su porti differenti rispetto allo standard (già utilizzate da un altro client in casa). Ricorda che dovrai sempre e comunque toccare la configurazione del tuo router per permettere una corretta comunicazione con l’esterno, ma quello è un altro discorso e spero tu lo conosca già (la stessa sorte vale per il firewall integrato in Synology, se lo utilizzi, nda).

Per snellirla un po’, puoi evitare di scaricare le liste server e nodi, non ti servono, puoi sempre caricarle in un secondo momento o appoggiarti a quelle già disponibili, ti basteranno per partire.

Trovi ulteriori riferimenti ai file di configurazione (per poter utilizzare aMule senza GUI) all’indirizzo stefano.dscnet.org/a/amuled_amule_senza_gui. Ora, ammesso che non ci siano errori, sei pronto per avviare ancora una volta il demone di aMule, e subito dopo quello della sua interfaccia di amministrazione web (altrimenti diventa più difficile amministrarlo per chi non si destreggia più di tanto con la riga di comando, nda). Ammesso che tu ti sia spostato già nella /opt/bin, dove hai installato aMule AdunanzA, i comandi per lanciare ciò che ti serve sono ./amulewed -f e ./amuleweb.

Al comando che avvia amuleweb ho notato che serve indicargli la password come parametro da riga di comando, la stessa che ti servirà per accedere poi all’interfaccia web (appunto). Per facilitarmi la vita, ho preparato un piccolo script da tenere a portata di mano sul NAS, il quale può avviare, spegnere o riavviare i servizi dedicati ad aMule:

Update

Ho aggiornato lo script includendo anche la possibilità di riavviare il solo servizio relativo all’interfaccia web di aMule, talvolta capita che questa vada in crash a causa delle elevate risorse richieste. Ho aggiunto il comando restartweb (già che c’ero ho anche messo a posto qualcosina, pura estetica e nulla più) :-)

L’utilizzo (se sei abituato a convivere con questo genere di roba) è semplice. Lo richiami tramite ./aMuleStart.sh (dopo averlo reso eseguibile, nda), seguito da start (per far partire i processi che ti servono), stop (per terminarli) o restart (per fermare e avviare da zero i processi). Lo script è chiaramente da tenere a portata di mano per poterlo richiamare facilmente da prompt SSH (la cartella home dell’utente che hai creato per installare e far partire aMule AdunanzA può essere la giusta scelta).

Se –ancora una volta– non ci sono stati errori, potrai finalmente aprire il tuo browser e puntare all’IP del tuo NAS, porta 4711 (a meno che tu non l’abbia cambiata, cosa che ti consiglio di fare) :-)

Synology qualche mese dopo: Adunanza, nuovi repository e file di ricerca

Da qui in poi, nonostante si tratti di un’interfaccia molto più spartana rispetto a quella del client proposto sui sistemi Microsoft (e per certi versi anche più di quella proposta da Synology), potrai aggiungere download da eseguire, nuovi server, ecc. Ci sono alcuni bug, le statistiche non sono sempre ben visibili, ma il suo lavoro lo porta a termine correttamente, e se hai fatto tutto questo perché sei cliente Fastweb con necessità di far lavorare AdunanzA, noterai seri miglioramenti rispetto a quanto fatto con il modulo integrato nel DSM.

Nuovi repository

Che poi è un po’ un tornare all’introduzione di questo articolo, e capire sin da subito che il mondo va ben oltre quello che propone Synology tramite il Centro Pacchetti “di base“. Ci sono decine di porting per applicazioni che siamo abituati a vedere funzionare su sistemi Linux non embedded come quello di questo NAS, ed è assolutamente facile varcare quella soglia volutamente (e giustamente, aggiungerei) imposta dal produttore.

Allo stato attuale, i contributi scaricabili dalla comunità arrivano a superare i 100 pacchetti, tutti alla portata di clic (e successiva configurazione secondo proprie esigenze), tutti raggiungibili andando a modificare quella lista di repository che tu stesso puoi popolare andando nel Centro PacchettiImpostazioniPacchetti sorgente:

Synology qualche mese dopo: Adunanza, nuovi repository e file di ricerca 1

Trovi diversi riferimenti in internet dove è possibile capire cosa propongono i repository Synology amatoriali (e non), prova a dare un’occhiata al sito italiano dedicato (qui trovi una discussione ad-hoc), o magari a quello ufficiale (qui in particolare un post di un thread che raccoglie diverse fonti ancora funzionanti).

In realtà poco tempo fa funzionava perfettamente anche il monitor messo a disposizione da dottoremoe.com, utile per tenere d’occhio tutti i repository e relativi tempi di up & down (vedi dottoremoe.com/synomon-3rd-parties-package-list-update), sfortunatamente però a ora sembra non funzionare più (credo ci siano stati problemi con il provider che ospita quel sito web, in attesa quindi che vengano risolti), era davvero utile.

Sì, ma i file di ricerca?

Quasi dimenticavo. I file di ricerca servono ad aggiungere motori (appunto) di ricerca (ma va?) a quelli già disponibili sul DSM. Naviga verso synoboost.com, ed esplora la quantità di alternative messe a disposizione. Scarica e installa ciò che ti serve all’interno del Download Manager, le istruzioni sono fornite per ogni pacchetto aggiuntivo scaricato, dai un’occhiata a queste due immagini catturate durante i test eseguiti sul mio NAS, giusto per farti un’idea:

In conclusione

Un mondo tutto da esplorare e da migliorare costantemente. L’importante è dedicargli il giusto tempo, provare (e riprovare), cercando però di evitare danni irreparabili (occhio, che qui i backup non sono poi così semplici da tirare in piedi, non si torna indietro in un batter d’occhio), ma soprattutto da tenere sempre in sicurezza (non aprire verso l’esterno porte che non ti servono e tieni sempre up-to-date il tuo DSM, giusto qualche giorno fa è stata resa pubblica la patch che ha corretto il bug relativo a WannaCry), trovi le note di rilascio sul sito di Synology:

Version: 6.1.1-15101-4
(2017/05/25)

Important Note

  1. The update is expected to be available for all regions within the next few days, although the time of release in each region may vary slightly.

Fixed Issues

  1. Fixed a security vulnerability regarding samba service (CVE-2017-7494).

vedi: synology.com/en-us/releaseNote/DS216j

E anche per stavolta è tutto.

Buon inizio di settimana! :-)

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La funzione di Message Trace di Office 365, quindi Exchange in cloud, funziona abbastanza bene. Si dichiara l’intervallo da analizzare e il mittente o il destinatario sul quale devi effettuare delle verifiche. A quel punto ti basterà mettere la visualizzazione in ordine di oggetto mail e cercare ciò che ti interessa realmente. E se invece si potesse saltare questo step, avere da subito maggiore profondità (in giorni) e cercare per oggetto della mail senza specificare un mittente o un destinatario? Si può fare, basta aggirare l’ostacolo passando –come spesso accade– da PowerShell.

PowerShell: un Message Trace basato sull'oggetto della mail

Ho cercato sul web qualcuno con la mia stessa esigenza. L’ho trovato e ho potuto osservarne il lavoro. Tutto parte dallo script proposto su blogs.perficient.com/microsoft/2016/03/office-365-script-to-perform-message-trace-by-subject. È la giusta base di partenza alla quale vanno modificate solo un paio di cose, soprattutto per quello che riguarda il modo di trattare il parametro di data e ora, secondo quanto spiegato qui.

La modifica è banale e riguarda esclusivamente il modo in cui viene formato l’output del Get-Date, parametro senza il quale lo script va in errore e non è capace di svolgere correttamente il suo lavoro:

[DateTime]$DateEnd = Get-Date -format "MM/dd/yyyy HH:mm"

Così facendo, non è necessario intervenire ulteriormente sullo script originale (a meno che tu non voglia modificare il formato di output nelle 3 volte in cui viene richiamato nel corso dello script, nda). Ho caricato la versione modificata dello script su GitHub, ed è entrata a far parte della “suite” dedicata all’amministrazione di Office 365 via PowerShell: github.com/gioxx/o365/blob/master/Get-MessageTraceBySubject.ps1

Il risultato funziona, impiega il suo tempo, presenta infine le mail che è riuscito a individuare e che contengono quell’oggetto ricercato (attento, usa le wildcard quanto non sei sicuro del titolo completo dato a una mail). Il file di log viene prodotto nella stessa cartella in cui risiede lo script, a meno di andare a lanciare lo stesso con il parametro -LogFile $percorso, per esempio .\Get-MessageTraceBySubject.ps1 -LogFile C:\MessageTrace.txt

Buon lavoro :-)

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Se n’è parlato nei commenti di uno dei tanti articoli dedicati a Office 365 e alle modalità di distribuzione sulle macchine controllate. In  realtà non capisco perché non l’ho suggerito prima, forse perché tutto sommato il file XML che permette di lanciare il download (o il setup) di Office è semplice da costruire. Dato che però non è così per tutti, ecco “Office 365 ProPlus Configuration XML Editor“, un tool grafico che aiuta chi vuole creare un custom XML per distribuire Office 365 ProPlus e non vuole conoscere i riferimenti spiegati in Technet.

Office 365 / 2013 Pro Plus: reset della licenza via Powershell 2

Lo strumento è disponibile all’indirizzo officedev.github.io/Office-IT-Pro-Deployment-Scripts/XmlEditor.html ed è stato realizzato con lo stesso stile che sei abituato a vedere quando apri la tua WebMail di Office 365 oppure di Outlook.com (tanto per fare un esempio). Lo troverai molto semplice da capire e utilizzare, tutto dipenderà dalle opzioni selezionate e dagli URL specificati, i quali genereranno righe di XML che comporranno poi il tuo file finale per il download e l’installazione:

Office 365: Configuration XML Editor (grafico)

Salva ogni passaggio intermedio, così da continuare a generare l’anteprima del file XML (nel box di destra), non soffermarti su righe che trovi “di troppo“, potrai (dovrai) metterle a posto più tardi. Giusto per fare un esempio e capirci, ho voluto creare un file XML per installare un Office 2016 a 64 bit, in italiano, ramo corrente (e relativi aggiornamenti), che accettasse in autonomia la EULA e non proponesse alcunché a video, con aggiornamenti diretti da Microsoft e nessuna icona nella taskbar. Ho ottenuto questo:

<Configuration>
 <Add OfficeClientEdition="64" Channel="Current">
 <Product ID="O365ProPlusRetail">
 <Language ID="it-it"/>
 </Product>
 </Add>
 <Updates Enabled="TRUE" Channel="Current"/>
 <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE"/>
 <Logging Level="Standard" Path="%Temp%"/>
 <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1"/>
 <Property Name="FORCEAPPSHUTDOWN" Value="TRUE"/>
 <Property Name="SharedComputerLicensing" Value="0"/>
 <Property Name="PinIconsToTaskbar" Value="FALSE"/>
</Configuration>

All’interno del file XML c’è una riga per me inutile, questa:

 <Property Name="SharedComputerLicensing" Value="0"/>

La quale dovrà essere eliminata manualmente, perché non è possibile dire al tool di non tradurla dalla GUI al file generato (fa parte della stessa tab di configurazione dell’attivazione prodotto e del fermo forzato di eventuali applicazioni Office lasciate aperte). Nulla di che, basta saperlo. Dallo stesso sito web è inoltre possibile scaricare la versione più aggiornata del Deploy Tool di Microsoft (c’è il pulsante Download Office Deployment Tool in alto a destra, nda), ti consiglio sempre di tenerlo d’occhio (per una migliore compatibilità con eventuali opzioni -del file XML- più nuove rispetto al tool che magari hai scaricato un anno fa!).

Mi sembra che ci sia tutto. In caso di dubbi non esitare a lasciare un commento, come al solito :-)

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Anche Bugzilla (@Mozilla) dice addio a PersonaSe sei un utilizzatore di prodotti Mozilla che ha aperto almeno una segnalazione di anomalia / bug nella vita, e usi Mozilla Persona per autenticarti sul Bugzilla ufficiale, fai attenzione al messaggio comparso in testa al sito web:

Beginning on October 25th, 2016, Persona will no longer be an option for authentication on BMO. For more details see Persona Deprecated.

Il collegamento riporta a una più completa spiegazione. Mozilla Persona viene ufficialmente dismesso, in maniera definitiva da Mozilla, pur rimanendo open-source e potenzialmente installabile su un tuo server:

Beginning on October 25th, 2016, Persona is no longer a supported authentication method for bugzilla.mozilla.org (BMO). The Mozilla supported Persona service will cease operations on November 30th, 2016 so therefore BMO will not longer be able to use the service for authentication. You can go here for more information about Persona and the reasons for shutting down service.

For users of Persona on BMO, there are two other methods for authentication that are supported and you will need to switch over to one of them before October 25th, 2016.

Native Login

BMO has always supported native authentication using a password securely stored in our database. If you have used Persona since first creating your BMO account, you will probably not know this password. But you can reset it to something you do know by clicking on ‘Forgot Password’ at the right-hand top of the page. Enter your email you used with Persona in the text field and click ‘Reset Password’.

You will receive an email with a link you can use to reset your current password to something you can use from now on. After you reset your password, simply enter your login and the password in the login fields at the top of any BMO page.

Github Login

Github is also a BMO supported method of authentication. To use Github, click ‘Login’ at the top of any BMO page and then click on the ‘Github’ login image. You will need to have a Github account that has an email address the same as the Persona email you were using, otherwise a different BMO account will be created. You will be able to choose the email address you want to use for BMO if you have more than one configured in your Github profile. If none of the email addresses you have configured in Github match what you were using for Persona, native login described above may be your best choice if you want to retain your BMO data.

Se hai un account GitHub (come il sottoscritto), questo dovrà avere lo stesso identico indirizzo di posta elettronica registrato nei suoi database. Se è già così, allora potrai continuare ad autenticarti in maniera trasparente, senza necessità di avere una coppia di credenziali dedicate su Bugzilla. In caso contrario, attendi che venga dismesso completamente Persona e autenticati con la password inizialmente stabilita, oppure puoi sempre chiederne il reset.

Cheers.

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Sempre più siti web, anche di un certo livello (come SourceForge, tanto per dire), propongono download di software corredati di prodotti di terze parti molto spesso inutili, addirittura potenzialmente dannosi quando si parla di raccolta dati a fini pubblicitari. Per questo motivo navigare in maniera responsabile e attenta è sempre stato importante, oggi ancora più di ieri.

Firefox (& Co.): download senza "aggiunte" (AntiAdware)

In soccorso dei naviganti possono arrivare ulteriori software, quelli che stanno dalla parte “dei buoni“, e che aiutano i meno capaci a cavarsela anche in questi casi, per evitare poi di incorrere in sgradite sorprese che necessitano dell’aiuto di un tecnico in un secondo momento. Ciò di cui parlo oggi è AntiAdware, un piccolo ma potente script per Greasemonkey che vi farà tirare un sospiro di sollievo quando andrete a fare clic su “Download” nella pagina del software che vi interessano.

Se avete già installato Greasemonkey andate alla pagina greasyfork.org/en/scripts/4294-antiadware e selezionate Install this script, confermando poi la scelta. La differenza è immediatamente visibile e il test eseguito riguarda FileZilla, che viene rilasciato tramite SourceForge, così prima (notare “Installer Enabled” nel pulsante verde del Download):

Firefox (& Co.): download senza "aggiunte" (AntiAdware) 1

così dopo (si arriva immediatamente al pacchetto per OS X, sistema dal quale sto facendo i test e scrivendo l’articolo):

Firefox (& Co.): download senza "aggiunte" (AntiAdware) 2

Risultato che si ottiene anche sul sito di Adobe quando si vuole scaricare Flash (o Acrobat Reader e qualsiasi altro tipo di software da loro rilasciato, ndr) e altri siti web ancora, più di 100 quelli attualmente supportati, sempre in aumento (grazie anche alla segnalazione degli utilizzatori che possono suggerirne di nuovi), disponibile sulla pagina di progetto GitHub: github.com/HandyUserscripts/AntiAdware/wiki/Supported-Websites.

Vi ricordo che Greasemonkey è disponibile anche per Google Chrome, nel caso in cui non siate utilizzatori Firefox, con il nome di Tampermonkey:

Tampermonkey
Tampermonkey
Developer: tampermonkey.net
Price: Free

Una piccola accortezza dal peso contenuto che potrà certamente fare bene alla vostra navigazione, sempre in “pericolo” considerando l’eterna e sempre più insistente necessità di posizionamento di prodotti pubblicitari anche nei software gratuiti.

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