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La prima volta che ti ho parlato di Keepa è stato in occasione dell’Amazon Prime Day 2016 e, a distanza di due anni, si tratta di un pezzo assolutamente attuale, ancora valido, che ti parla di un componente aggiuntivo che non solo esiste ancora, ma che continua a migliorare in ogni suo aspetto, coadiuvato da un sito web molto ricco di funzioni e che ti fornisce davvero una quantità enorme di informazioni riguardo i prodotti ai quali sei interessato. Dato però che di quell’articolo non si può salvare l’ultima parte (quella relativo al bot Telegram, nel frattempo dismesso), cerco di porre rimedio oggi, parlandoti di una possibile alternativa, un monitor che puoi attivare tramite Pagomeno.

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa

Pagomeno

Pagomeno, in breve:

Pagomeno è un servizio completo per il confronto di prezzi e prodotti il cui scopo è aiutare i consumatori a fare le proprie scelte d’acquisto nel modo più informato possibile. Confronta prima di acquistare: su Pagomeno trovi di tutto, dai frigoriferi ai computer portatili!

Continua su: pagomeno.it/info.php?t=about_company

Un comparatore di prezzi che, tra le altre cose, prende in esame anche Amazon ed eBay, target principali di Keepa, ciò che forse interessa di più a te. Pagomeno è stato già citato in altri miei articoli, è un buon sito web che permette di tenere d’occhio il mercato e l’andamento prezzi dei prodotti più interessanti e “mainstream“, il suo database è già molto ricco e cresce sempre più con il tempo. Anche lui permette di dare un’occhiata ai grafici più immediati da digerire, di farsi un’idea dei costi comprensivi di spedizione (utile per chi vende al di fuori di Amazon ed eBay), di monitorare ciò che più ricerchi.

Pagomeno come possibile alternativa a Keepa

Seppur sprovvisto di strumenti di alert su più fronti (Keepa ti mette a disposizione pressoché qualsiasi tipo di comunicazione, dalla mail al messaggio pubblico via Twitter, passando per feed RSS, Facebook Messenger e Telegram), Pagomeno ti dà la possibilità di impostare alcune condizioni che –se dovessero verificarsi– farebbero partire immediatamente una mail verso il tuo account di posta, associato a un utente registrato sulla piattaforma, in alternativa potrai usare il feed RSS o l’applicazione per smartphone.

Pagomeno
Pagomeno
Price: Free
Pagomeno
Pagomeno
Developer: Prisjakt
Price: Free

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 1

Ecco quindi che per tenere d’occhio la testa termostatica aggiuntiva di Tado (l’esempio qui sopra) ti basterà attivare l’avviso e impostare le tue condizioni:

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 2

Una volta effettuato il salvataggio, Pagomeno terrà d’occhio il prodotto come da norma del servizio stesso, ma si ricorderà di inviarti una notifica in caso quel prezzo vari secondo le specifiche impostate. È semplice, veloce, immediato da comprendere, la registrazione dell’account è gratuita e ti permetterà di impostare gli avvisi di calo prezzo ma anche di creare liste di prodotti che possono interessarti, effettuare confronti e altro ancora.

Ti ricordo ancora una volta che l’area commenti è a tua totale disposizione se vuoi chiacchierare in merito all’articolo e al prodotto di cui parlo, altrimenti puoi proporre una tua alternativa (che magari non conosco e che mi farebbe certamente piacere provare).

Cheers.

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No, non è un nuovo servizio inventato da Mozilla, è semplicemente un’ulteriore freccia all’arco di quell’azienda che sta progressivamente (sempre più) muovendosi in una direzione ben precisa, più dedicata alla libertà, educazione e sicurezza della navigazione, lasciando un po’ da parte quello che era il core business fatto di corsa alle statistiche di utilizzo del proprio browser e ulteriori applicativi disponibili nel bouquet. Oggi si parla quindi di Firefox Monitor, strumento che può tornarti utile per sapere se i tuoi dati e –ancora peggio– le tue credenziali sono finite in mani sbagliate, per cercare di correre ai ripari nel più breve tempo possibile.

Firefox Monitor ti avvisa in caso di furto credenziali

Firefox Monitor

Tutto parte da HIBP

Si chiama “have i been pwned?” (HIBP, per l’appunto), ed è il sito web che ha dato inizio a tutto, pensato, voluto, sviluppato e mantenuto da Troy Hunt, il quale permette un’operazione molto complicata se non si conosce dove mettere le mani: partendo da un indirizzo di posta elettronica (dato fondamentale per la registrazione a qualsivoglia servizio nel 99% dei casi), il sito è in grado di interrogare un database contenente una mole di dati enorme, generalmente sottratti ad aziende che non li hanno protetti a dovere, esposti in seguito sul web, messi a disposizione di un mercato nero che con questo tipo di materiale ci va a nozze (materiale che può servire diversi scopi, così come diversi sono i modi di venderlo e reperirlo anche in un secondo momento, quando le acque si calmano), facendoci sapere se siamo vittime impotenti e spesso inconsapevoli di quegli attacchi.

A spiegare il perché e il come di HIBP è proprio Troy Hunt nella pagina About del sito web ufficiale: haveibeenpwned.com/About. Io ho interrogato diversi indirizzi di posta elettronica appartenenti al sottoscritto, l’ho fatto ormai qualche anno fa, e ho approfittato della possibilità di iscriversi al servizio di alert per ricevere successive comunicazioni in caso di nuovi attacchi contenenti i miei dati personali. In quei dati possono esserci riferimenti alla persona e alla sua posizione (indirizzo di residenza, ufficio, ecc.) ma non solo (password, IBAN, potenzialmente anche riferimenti alle carte di pagamento, seppur privi di date di scadenza e CVV2). Nel tempo si sono susseguiti miglioramenti della piattaforma e ricerca anche per dominio colpito, ma il cuore pulsante è e rimane il servizio basato sull’interrogazione dell’indirizzo di posta elettronica e alert impostabile per futuri attacchi.

Cos’è quindi Firefox Monitor?

Firefox Monitor è un po’ la personalizzazione di un servizio che forse non tutti conoscono, ma che continua a svolgere il suo prezioso lavoro ogni giorno. In collaborazione con HIBP, un apposito nuovo sito web (monitor.firefox.com, manco a volerlo rendere troppo complicato) si occuperà di lanciare l’interrogazione e mostrare i risultati a video (oltre che notificarli a mezzo posta elettronica, se lo vorrai), tutto minuziosamente spiegato nell’articolo pubblicato lo scorso 25 settembre sul blog della società:

Introducing Firefox Monitor, Helping People Take Control After a Data Breach

Io ho ovviamente fatto qualche test con alcuni dei miei account, ottenendo i medesimi risultati che conoscevo già (in seguito ai quali ho chiaramente cambiato password dove e quando necessario):

Anche in questo caso potrai iscriverti per futuri aggiornamenti automatici (Firefox Monitor Protection), che ti verranno consegnati a mezzo posta elettronica dai server di Mozilla, rendendo il tutto un po’ più ufficiale e forse fidato rispetto al progetto autonomo di Troy (che comunque, continuo a ribadire, è il primo ed è in fin dei conti quello che ci mette le ricerche, le API e tutto ciò che serve per analizzare i dati recuperati dopo gli attacchi e individuare al loro interno il tuo account di posta elettronica). Ciò che tu dovrai fare in seguito alla consultazione dei risultati è seguire quanto suggerito dal sito web e, per non saper né leggere né scrivere, andare a cambiare la password degli account colpiti. Mozilla usa il nuovo sito web per riepilogare le mosse da intraprendere, tutte abbastanza comprensibili nonostante non siano ancora localizzate in italiano:

Firefox Monitor ti avvisa in caso di furto credenziali 3

Ciò che posso consigliarti è dare un’occhiata al mio vecchio –seppur ancora valido– articolo dedicato alla scelta di una password robusta e sempre diversa per ogni tuo servizio, pubblicato in occasione dell’ultimo attacco a Twitter e a molti dei suoi account:

Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia la password di Twitter

Al solito, per qualsiasi dubbio o informazione riguardante l’argomento discusso in questo articolo, l’area commenti è a tua totale disposizione, così come il forum di Mozilla Italia dove –se ti va– possiamo approfondire l’argomento relativo a Firefox Monitor.

Buon proseguimento :-)

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Seppur esistente da tempo passando per metodi di terze parti (come IFTTT), da qualche tempo un componente aggiuntivo ufficiale per GMail ti permette di allegare (o salvare gli stessi) nel tuo spazio Dropbox. Si chiama –con molta poca fantasiaDropbox for GMail e si installa gratuitamente da gsuite.google.com/marketplace/app/dropbox_for_gmail/33761876029.

GMail e Dropbox: salvare (o inserire) facilmente gli allegati

La procedura di installazione richiede i diritti di accesso alla tua casella di posta e non necessita di ulteriori modifiche da parte tua. Entrerà in funzione non appena avrai a che fare con una mail contenente allegati (tradizionali, ma anche immagini inserite nel corpo mail, tanto per dire), che potrai decidere di salvare direttamente in una cartella di Dropbox, con un necessario ultimo passaggio di mezzo: dovrai infatti completare l’accesso al tuo account Dropbox, effettuando il login su quest’ultimo e dando i permessi al componente aggiuntivo per fare da tramite tra le due piattaforme.

Da questo momento in poi ti sarà più facile gestire i tuoi file, senza la necessità di passare da cartelle d’appoggio (banalmente potremmo parlare della Download su Windows o macOS), sfruttando appieno lo spazio messo a disposizione dal servizio in Cloud, rendendo il tutto più semplice anche dai dispositivi mobili (sì, se hai aggiornato l’applicazione di GMail su Android / iOS, questa sarà compatibile con il medesimo componente aggiuntivo).

Gmail
Gmail
Developer: Google LLC
Price: Free
Gmail - l'email di Google
Gmail - l'email di Google
Developer: Google, Inc.
Price: Free

Non farti ingannare dalla dicitura riguardante GSuite (la versione dedicata alle organizzazioni no-profit o al business), il componente funzionerà anche con il tuo account di GMail personale. Non ti resta quindi che installarlo e provarlo, magari puoi dirmi cosa ne pensi, sfrutta l’area commenti che trovi in fondo all’articolo :-)

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Weekend: tra password WiFi da recuperare e letture consigliate 2Lo so, non è certo la classica formula, ma d’altronde è quasi il fine settimana, prendiamocela leggera. Nel corso dei giorni passati ho dato un’occhiata a diverse notizie e approfondimenti potenzialmente interessanti anche per te (se mi segui e ti piacciono gli argomenti che tratto, ovviamente; altrimenti boh, potremmo parlare del meteo e delle ferie estive che sono quasi alle porte, o almeno così ci piace pensare). Generalmente gli articoli in lingua originale sono quelli che vengono rilavorati da me e messi a disposizione in italiano, ma quelli che ti proporrò sono facili da leggere e mettere in pratica (mal che vada, usa l’area commenti per chiedere delucidazioni in merito, sarò felice di discuterne insieme).

Sei quindi pronto a leggere qualche spunto interessante? Ho deciso di togliere la polvere dal mio account personale TinyLetter che avevo registrato secoli fa, senza mai usarlo, provo a buttarci dentro qualche riflessione e qualche rilancio verso articoli (e non solo) di terze parti, come fosse un elenco di letture consigliate dalle quali partire per qualche ragionamento comune che andrò analizzando in successive mail insieme a te. Magari potrei approfittarne per dare un tetto comune e storicizzato di quelle pubblicazioni che sono solito lanciare via Twitter e Facebook.

L’archivio sarà pubblicamente accessibile e la newsletter non seguirà un modello ben preciso, parteciperò anche io (pop corn alla mano) per capire in cosa evolverà. Se ti va, iscriviti! :-)

p.s. La cadenza della newsletter non sarà settimanale, scriverò (e tu riceverai) quando riuscirò a farlo o quando avrò qualcosa di interessante da proporti, vale un po’ come con il blog. Se non ho modo di starci dietro o nulla di realmente interessante di cui parlarti, preferisco sempre lasciarti in pace! ;-)

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Quando si abilita la funzione di Archivio in-place di Microsoft Office 365, l’operazione vera e propria di spostamento delle mail (che rispettano i criteri imposti) richiede generalmente un numero di ore non meglio definito, in base generalmente al carico di lavoro dei server di Microsoft e del tuo tenant. Ci sono casi in cui, però, serve che quell’operazione venga svolta abbastanza rapidamente, per cercare magari di snellire il database principale di posta elettronica, e per fortuna c’è la scappatoia sfruttabile via PowerShell.

PowerShell: assegnazione in bulk delle licenze Office 365

Si fa riferimento a questo tipo di operazione nel documento Microsoft relativo allo Start-ManagedFolderAssistant, il processo che si occupa della migrazione delle mail, puoi trovarlo all’indirizzo docs.microsoft.com/en-us/powershell/module/exchange/policy-and-compliance-retention/Start-ManagedFolderAssistant?view=exchange-ps. L’operazione da lanciare è quindi abbastanza semplice. Se hai attivato l’archivio di una casella di posta elettronica (non ha importanza se personale o condivisa), puoi collegarti al tuo Exchange via PowerShell e lanciare:

Start-ManagedFolderAssistant -Identity <Mailbox>

Dovrai solo modificare <Mailbox> con l’indirizzo di posta elettronica sul quale operare (esempio Start-ManagedFolderAssistant -Identity mario@contoso.com).

A questo punto non ti resta che attendere (puoi verificare in qualsiasi momento che il processo venga eseguito tenendo d’occhio la WebMail della casella interessata, noterai che le mail si sposteranno una dopo l’altra in base al criterio impostato sulla singola cartella o sull’intera mailbox).


fonti:
docs.microsoft.com/en-us/powershell/module/exchange/policy-and-compliance-retention/Start-ManagedFolderAssistant?view=exchange-ps
mysysadmintips.com/windows/servers/374-force-archiving-on-hosted-exchange-office-365

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