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Un passo indietro: nei primi giorni di novembre ho pubblicato un articolo dedicato a un nuovo VBScript sviluppato per tenere d’occhio le installazioni degli agenti Kace nella rete aziendale, così da ricevere delle notifiche (mail) in caso di mancate installazioni o inventari non aggiornati. Trovi tutto qui:

Kace: un alert in caso di client mancante o inventario troppo vecchio

Cosa è cambiato rispetto al mese scorso? Quest (società separatasi da Dell nel 2016) ha rilasciato l’aggiornamento di Kace 8.0.318, il quale porta con sé anche il bundle di agenti 8.0.152. Questi ultimi, contrariamente al passato, si installeranno nella cartella %ProgramFiles%\Quest (%ProgramFiles(x86)%\Quest sui sistemi a 64 bit) anziché %ProgramFiles%\Dell. Il mio script, se distribuito sul tuo dominio, inizierà a inviarti delle notifiche per mancata installazione client, poiché anche il percorso nella %ProgramData% è variato (da %ProgramData%\Dell\KACE a %ProgramData%\Quest\KACE).

NotifyKace.vbs: nuova versione per gli agenti 8

Nello script pubblicato tra i miei Gist, avevo già previsto una banale variabile contenente la directory da monitorare, basterà variare quella per tornare a far funzionare il meccanismo, senza ulteriori falsi positivi (ne avrai ancora, di falsi positivi, se il client non avrà ancora ricevuto l’aggiornamento dell’agent alla versione 8.0.152, mettiti il cuore in pace). Ho lasciato stare il vecchio script (che si ferma così alla versione 0.2rev1) e ne ho salvato un altro (la 0.3), che trovi qui:

Per tutto il resto c’è MasterCard puoi consultare il vecchio articolo, tenendo presente che tutto resta identico ad eccezione delle cartelle del software (modifica Dell con Quest e il gioco è sempre fatto).

Buon lavoro!

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In seguito a una migrazione della virtual appliance di Kace, alcuni dei client dislocati sul territorio hanno perso “la retta via di casa“, non comunicando più correttamente con la console del software di Quest. Per questo motivo, dato che tutti eseguivano almeno uno script di logon, ho deciso di inserire un richiamo a un VBScript che ho sviluppato (prendendo spunto da moltissime fonti, riportate nei credits dello script, nda) e che si occupa di verificare che l’agente Kace sia installato (fondamentale) ein caso lo fosseche l’inventario ultimo non sia più vecchio di 10 giorni.

Kace: un alert in caso di client mancante o inventario troppo vecchio

A oggi i risultati sono stati molto positivi, abbiamo visto spuntare fuori diverse macchine sulle quali è poi bastato connettersi via prompt (niente che non possa essere eseguito da un PsExec) per mettere a posto le cose (te lo spiego più tardi).

La logica di funzionamento

Il principio dello script è semplice e si basa su un comportamento attuale dell’agente di Kace. Se questo è installato, vuol dire che tra i servizi attivi della macchina dovrà esserci Konea, nome assegnato già da Dell prima che Quest ereditasse il prodotto. Se hai l’agente Kace installato sulla tua macchina e vuoi fare un banale controllo, prova a lanciare un sc query Konea via prompt dei comandi, dovresti ottenere un risultato simile:

NOME_SERVIZIO: konea
 TIPO : 10 WIN32_OWN_PROCESS
 STATO : 4 RUNNING
 (STOPPABLE, NOT_PAUSABLE, ACCEPTS_SHUTDOWN)
 CODICE_USCITA_WIN32 : 0 (0x0)
 CODICE_USCITA_SERVIZIO : 0 (0x0)
 PUNTO_CONTROLLO : 0x0
 INDICAZIONE_ATTESA : 0x0

Detto ciò, si passa alla seconda verifica: un inventario sufficientemente aggiornato anche per coloro che magari non accendono il PC per qualche giorno (penso alle ferie nei periodi estivi o invernali, o magari a breve trasferte lavorative anche offline). Ho pensato quindi che 10 giorni fosse un corretto intervallo di tempo massimo, oltre il quale devo allarmare qualcuno affinché faccia un controllo sulla console.

Dato che in alcuni casi è necessario ignorare determinate macchine sulle quali ci si autentica con le proprie credenziali, lo script prevede anche delle esclusioni in base al nome macchina,ciò implica però che tu vada a utilizzare una nomenclatura ben precisa (altrimenti ti toccherà inserire una miriade di nomi diversi).

Lo script

Ho notato che l’agente di Kace aggiorna il file kinventory.db ogni volta che comunica il suo inventario completo. Per questo motivo, lo prendo come punto di riferimento e mi accerto che l’ultima data di modifica del file non sia più vecchia dell’intervallo stabilito (intervallo che tu, secondo una diversa esigenza o ragionamento, puoi chiaramente modificare).

Se anche questo controllo passa indenne, nessun problema. In caso contrario, spedirò una mail a un singolo destinatario o un gruppo di HelpDesk che possa far partire i controlli necessari.

Tradotto in codice (anche non elegante, non ottimizzato e chissà cos’altro ancora), questo è il risultato:

Cosa c’è da sapere, cosa dovrai modificare

I punti modificabili all’interno dello script sono diversi, alcuni necessari, altri meno (nel senso che puoi lasciarli invariati rispetto al mio suggerimento), andiamo con ordine.

  • sDirectoryPath = "C:\ProgramData\Dell\Kace": salvo modifiche da parte di Quest, la cartella dove risiede il DB di inventario è questa, e vale per Windows 7 o superiore. Se ci saranno modifiche in futuro, aggiornerò lo script e l’articolo, puoi starne certo.
  • iDaysOld = 10: modificando quel 10, modificherai i giorni oltre i quali allarmarsi per un possibile disallineamento dell’agente Kace rispetto alla console. Credo che il mio sia un giusto intervallo, ma ogni realtà è diversa, così come ogni esigenza.
  • exclusions = Array( "WIN7TEST", _: per ogni riga, potrai specificare una parte di nome che –nel caso in cui dovesse far parte dell’hostname– verrà ignorata, facendo chiudere in automatico lo script. Nello script di esempio pubblicato su Gist (quello che vedi poco sopra), ho pensato a macchine virtuali (o fisiche) che contengano nel loro nome WIN7TEST o WIN10TEST. Cambia quei nomi con ciò che ti interessa ignorare, altrimenti non curarti di questa porzione di codice e vai avanti.
  • Destination = "tuonome@contoso.com": ogni campo Destination (ce ne sono due, nda) dovrà contenere l’indirizzo di posta di chi riceverà la mail di alert in caso di problemi. Sostituisci quindi “tuonome@contoso.com” con un indirizzo di posta esistente e sensato.
  • objMessage.From = "Alert Kace <kacealert@contoso.com>: un po’ come sopra, anche se questo è in realtà l’indirizzo del mittente che invierà la mail. Può essere anche fittizio, ma occhio ai controlli antispam del tuo client di posta.
  • "smtp.contoso.com": sostituiscilo con l’indirizzo del tuo server SMTP, possibilmente interno alla tua rete.
ATTENZIONE: Nel caso in cui tu non avessi un SMTP interno alla tua rete aziendale, dovrai passare per un provider esterno. In questo caso, potresti dover utilizzare un’autenticazione per spedire posta. Dai un’occhiata alla pagina paulsadowski.com/wsh/cdo.htm per sapere come modificare lo script e procedere (oppure chiedi aiuto nell’area commenti del mio blog).

Fai molta attenzione. Come anticipato, ci sono due campi per Destination, objMessage.From e smtp.contoso.com. Lo script, salvo errori, ti consegnerà comodamente in Inbox delle mail di questo tipo:

Tocca ora a te collegarti alle macchine tramite prompt dei comandi e procedere con le opportune operazioni. Ti riepilogo brevemente in cosa potresti imbatterti.

Kace: amptools

Spostati nella cartella di installazione del Kace (C:\Program Files (x86)\Dell\KACE per i sistemi a 64 bit, C:\Program Files\Dell\KACE per quelli a 32) e procedi verificando la configurazione del tuo agente Kace. Questa è memorizzata nel file amp.conf che si trova nella %ProgramData%, ma puoi facilmente ottenerla lanciando il comando amptools get:

C:\Program Files (x86)\Dell\KACE>amptools get
[2017-11-06.09:05:23][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] Agent Configuration Values
[2017-11-06.09:05:23][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] KACE Agent version 7.2.10 Jun 5 2017
[2017-11-06.09:05:23][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] ------------------------------------------------
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] debug: true
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] host: kace.contoso.com
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] weburl: https://kace.contoso.com
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] webport: 443
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] serverversion: 7.2.101
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] max download speed: unlimited
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] companyname: Contoso Corp.
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] splashtext: KACE Systems Management Appliance is verifying your system configuration and managing software updates. Please Wait...
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] processtimeout: 14400000
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] filetimeout: 86400
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] sslrequired: TRUE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] verifyssl: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] koneaport: 443
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] servercompress: TRUE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disablebootupsplash: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disableloginsplash: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disablewaitforbootuptasks: FALSE
[2017-11-06.09:05:24][AMPTools:AgentConfig::LogAll ] disablewaitforlogintasks: FALSE

Assicurati che i campi host e weburl siano corretti e, nel caso non lo fossero, procedi secondo un ragionamento semplice:

  • se la versione dell’agente è antecedente la 7, dovrai disinstallarlo, quindi installare la versione più recente, questo a causa di una incompatibilità con console esposte in HTTPS e porte diverse da quelle utilizzate in passato.
  • Se la versione è successiva alla 7, ti basterà lanciare una semplice riconfigurazione.

Disinstallazione

Senza muoverti dalla cartella nella quale ti trovi via prompt dei comandi, esegui un amptools uninstall all-kuid per rimuovere l’agente e pulire ogni configurazione.

C:\Program Files (x86)\Dell\KACE>amptools uninstall all-kuid
[2017-11-06.12:49:31][AMPTools:StopIfNeeded ] [Stopping Service]
Stopping ..
AMPWatchDog stopped successfully
[2017-11-06.12:49:31][AMPTools:StopKonea ] [Stopping konea]
[2017-11-06.12:49:31][AMPTools:StopKonea ] Service "konea" stopped.
Stopping ..
AMPAgent stopped successfully
AMPWatchDog already stopped
DeleteSvcWithName:AMPWatchDog uninstalled.
[2017-11-06.12:49:45][AMPTools:RemoveKonea ] [Stopping konea]
[2017-11-06.12:49:45][AMPTools:RemoveKonea ] Service "konea" uninstalled.
Removing KUID from registryRemove the entire data directory

A questo punto, lancia l’installazione del pacchetto MSI in maniera silente. L’agente, non appena installato, contatterà nuovamente la console e invierà il suo inventario aggiornato. Nell’esempio di seguito, tengo conto di un’installazione dell’agente eseguita da una cartella locale del PC (l’agente è stato precedentemente copiato), nulla ti vieta di lanciarla da un’unità di rete che dovrà però essere accessibile anche da prompt dei comandi:

msiexec /i ampagent-7.2.10-x86_kace.contoso.com.msi /quiet /qn /norestart

Ti ricordo che, nel caso ti sfuggisse o non lo sapessi affatto, potrai specificare l’indirizzo del tuo Kace direttamente nel nome del pacchetto MSI, così da evitare che venga richiesto a video. Ti basterà posporre l’URL al nome pacchetto, subito prima dell’estensione. Guarda tu stesso l’esempio poco sopra: il pacchetto originale si chiamava ampagent-7.1.62-x86.msi, modificandolo in ampagent-7.1.62-x86_kace.contoso.com.msi, questo proverà immediatamente a contattare kace.contoso.com per inviare il suo inventario.

L’operazione dura un paio di minuti circa. A quel punto vedrai comparire il PC nella tua console Kace, e potrai cancellare il pacchetto MSI dalla cartella locale del PC (ammesso tu l’abbia copiato prima).

Riconfigurazione

La riconfigurazione è cosa assai più semplice, perché non richiede che un solo comando da eseguire via prompt, senza necessità di disinstallare alcunché. Anche se l’agente non è aggiornato rispetto a quello distribuito da console, ma è già compatibile con le nuove porte usate dal servizio Konea, penserà lui stesso ad aggiornarsi quando sarà nuovamente collegato al tuo Kace.

Sempre da prompt dei comandi (e dalla cartella di installazione dell’agente Kace) lancia un amptools resetconf host=kace.contoso.com (sostituendo ovviamente l’URL con quello della tua console), il servizio verrà così riavviato e partirà utilizzando il nuovo indirizzo fornito:

C:\Program Files (x86)\Dell\KACE>amptools resetconf host=kbox.contoso.com
[2017-11-08.09:23:16][AMPTools:AgentTools::PerformRese] Resetting config file C:\ProgramData\Dell\KACE\amp.conf
[2017-11-08.09:23:16][AMPTools:AgentTools::PerformRetr] Removing previous certificate (if it exists): C
[2017-11-08.09:23:16][AMPTools:AgentTools::StopIfNeede] [Stopping Service]
Stopping ..
AMPWatchDog stopped successfully
Stopping ...
OfflineScheduler stopped successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StopKonea ] [Stopping konea]
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::Launch ] KLaunchClient::Launch()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::DumpStat] Launch State: Command="C:\Program Files (x86)\Dell\KACE\konea.exe" Arguments="-stop" WorkingDir="" Timeout=14400000 ShouldDetach=0 ShowWindow=0 Redirect_stdout=1 Redirect_stderr=0 Desktop=winsta0\default Using Wait_Override=0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchUtils::DoesToken] DoesTokenHaveLSAPriviledges returning: 0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::Launch() DoesCurrentProcessHaveLSAPriviledges = false
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Setu] KLaunchClientImpl::SetupStartInfo *Don't CreateStdPipe StdIn Pipe (disabled)
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession - CreateProcess returned successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Read] KLaunchClientImpl::ReadStdPipe End of ReadStdPipe method
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Proc] KLaunchClientImpl::ProcessResults - End
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StopKonea ] Service "konea" stopped.
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:AgentTools::StartIfNeed] [Starting Service]
OfflineScheduler started successfully
AMPWatchDog started successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StartKonea ] [Starting konea]
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::Launch ] KLaunchClient::Launch()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClient::DumpStat] Launch State: Command="C:\Program Files (x86)\Dell\KACE\konea.exe" Arguments="-start" WorkingDir="" Timeout=14400000 ShouldDetach=0 ShowWindow=0 Redirect_stdout=1 Redirect_stderr=0 Desktop=winsta0\default Using Wait_Override=0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchUtils::DoesToken] DoesTokenHaveLSAPriviledges returning: 0
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::Launch() DoesCurrentProcessHaveLSAPriviledges = false
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession()
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Setu] KLaunchClientImpl::SetupStartInfo *Don't CreateStdPipe StdIn Pipe (disabled)
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Laun] KLaunchClientImpl::LaunchNoSession - CreateProcess returned successfully
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Read] KLaunchClientImpl::ReadStdPipe End of ReadStdPipe method
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KLaunchClientImpl::Proc] KLaunchClientImpl::ProcessResults - End
[2017-11-08.09:23:36][AMPTools:KoneaTools::StartKonea ] Service "konea" started.

In conclusione

Se dovessero servirti (o sei semplicemente curioso) trovi le opzioni da riga di comando degli “amptools” nella documentazione prodotto, ma dovrai avere un’utenza registrata per poterla consultare: support.quest.com/kace-systems-management-appliance/kb/146458.

Salvo errori o modifiche non eseguite, tutto dovrebbe funzionare a pieno regime, consentendoti di riportare sulla terra ferma le macchine che navigano altrove perché senza una rotta certa. Certo inizialmente potresti avere molte segnalazioni e ti sembrerà di aver fatto una stupidata e che forse “occhio non vede, cuore non duole” è un gran proverbio, ma pensandoci a mente fredda forse mi ringrazierai :-)

In caso di dubbi, o se volessi dare ulteriori suggerimenti in merito, l’area commenti è sempre a tua totale disposizione.

Buon lavoro!

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In realtà è una cosa vecchia ormai di mesi, ma ancora sfugge ai più: Google ha limitato l’accesso al proprio server SMTP sia tramite GMail, sia tramite applicazioni di terze parti. Questo vuol dire che non si potrà più sfruttare (con facilità) il server della posta in uscita di big G. se si intende utilizzare una casella con dominio che non sia @gmail.com (a pagamento o gratuito, ha poca importanza).

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Aggirare l’ostacolo è in apparenza semplice. Secondo il documento ufficiale “Come consentire alle app meno sicure di accedere al tuo account” disponibile su support.google.com/accounts/answer/6010255?hl=it, basterà modificare un’opzione del proprio account per permettere l’accesso a chi non si appoggia all’autenticazione made in Google.

SMTP di GMail: l'utilizzo tramite app

Talvolta però questo non basta, e continuerete a ricevere errori simili a “Please log in via your web browser and then try again” quando proverete a fare uso di impostazioni e credenziali del server SMTP di Google partendo da prodotti di terze parti (o interfaccia di GMail stessa). L’errore è generalmente seguito da un URL abbastanza corposo, contenente anche il proprio indirizzo di posta elettronica e la password in codifica base64 (accounts.google.com/ContinueSignIn?sarp=eccetera).

A quel punto vi arriverà una mail contenente un avviso importante, “qualcuno conosce la vostra password di GMail” e il tentativo di login è stato quindi bloccato. Vi verrà fornito ogni dato possibile: ora e data del tentativo di login, posizione sulla mappa della possibile connessione che ha generato la richiesta di login, tipo di device utilizzato e altro ancora. Non c’è modo di autorizzare e sbloccare l’operazione dall’interfaccia che vi verrà proposta, dovrete aprire una nuova tab (o una nuova finestra) e andare all’indirizzo accounts.google.com/DisplayUnlockCaptcha. Vi si aprirà così un box dove potrete consentire temporaneamente l’accesso al vostro account di posta:

SMTP di GMail: l'utilizzo tramite app 1

Facendo clic su “Continua” avrete una finestra temporale (non specificata da Google, nda) durante la quale potrete fare accesso all’account senza incorrere nell’errore che vi siete cuccati fino a due secondi prima.

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Sembra una banalità e molto spesso tendo a dare per scontato cose apparentemente elementari nonostante esistano persone che continuano a chiedere una mano per configurare le proprie caselle di posta elettronica sotto lo stesso tetto, magari quello offerto da GMail (o da un qualsiasi altro competitor, Outlook.com compreso).

Un passato basato su caselle di posta contenenti nickname strani, un presente / futuro verso l’ormai classico e sicuramente più elegante nome.cognome@gmail.com (o @propriodominio.com, opportunamente “nascosto” dietro il servizio di posta di big G.), vediamo insieme come fare, un articolo leggero dedicato davvero a chiunque, giusto per questi ultimi giorni d’estate così per come la conosciamo un po’ tutti!

Gmail-Banner

Quando si parla di caselle di posta gratuite di vecchia generazione si parla di Virgilio, Tiscali, Libero e chi più ne ha più ne metta, me potremmo anche parlare di qualcosa di più nuovo o di personalizzato: un dominio personale o di lavoro con un nome particolare. Tutto può essere portato, amministrato e utilizzato quotidianamente nella casella di Google. Un unico concentratore, una sola password, più identità per ricevere e inviare posta elettronica. Saltando in tronco quella che è la semplice registrazione di un nuovo account GMail (cominciate da qui, nda), andiamo a catturare tramite GMail tutto quello che è presente in una casella di posta già esistente su un diverso server.

Impostare la ricezione da GMail

Se avete a disposizione una casella POP3 / SMTP potete farla gestire a GMail così che tutte le vecchie e nuove e-mail vengano prelevate dal servizio. Per farlo basterà accedere alle Opzioni di GMail (icona a forma di ingranaggio in alto a destra nella schermata) quindi selezionare la voce Impostazioni:

gmail-Impostazioni

A questo punto occorrerà spostarsi nella tab “Account” ed in corrispondenza di “Controlla la posta da altri account (utilizzando POP3)” fare clic su “Aggiungi un tuo account di posta POP3“:

gmail-AddAccountPOP3

Si aprirà a questo punto un popup per chiedere i dettagli della casella, prima di tutti l’indirizzo di posta elettronica per provare a rilevare così i dettagli del server di posta:

gmail-popupPOP1

Tutto ciò che non viene automaticamente rilevato verrà richiesto, compreso il nome utente (spesso l’indirizzo di posta completo di chiocciola e dominio o semplicemente la parte prima della chiocciola) e la password:

gmail-popupPOP2

Sarà possibile –dalla stessa finestra– specificare se lasciare una copia dei messaggi sul server (tipicamente la risposta sarà no, dato che utilizzerete da ora in poi GMail per gestire il tutto), se usare una connessione protetta (questo varia da provider a provider ed è solitamente specificato nei documenti di configurazione della casella di posta che vi vengono messi a disposizione, non è bloccante, potete lasciare l’opzione così com’è) e se applicare una particolare etichetta alle mail che riceverete su quell’indirizzo così da riconoscerle immediatamente a prima vista (vi consiglio di farlo per questioni di praticità se avete molte caselle da far gestire a GMail).

A questo punto vi verrà richiesto (se tutto è andato a buon fine) se intendete mandare messaggi di posta elettronica tramite il nuovo indirizzo importato, ovviamente a voi la scelta (per me è generalmente un si):

gmail-popupPOP3

Se si procede occorrerà confermare a GMail l’identità della persona, l’indirizzo di posta da utilizzare come mittente e se si tratta o meno di alias (qui i dettagli sulla differenza tra alias e non). Eventualmente è possibile specificare un diverso indirizzo per le risposte, affinché il client dall’altro lato sia “forzato” a rispondere ad un indirizzo di posta elettronica diverso da quello appena importato (utile quando con più caselle di posta elettronica volete cominciare a convogliare tutta la corrispondenza verso un solo indirizzo di posta elettronica considerato definitivo).

gmail-popupPOP4

Andrà ora fatta la scelta riguardo il server SMTP. E’ possibile scegliere di utilizzare direttamente GMail per la consegna della vostra posta a destinazione o continuare ad utilizzare il server SMTP del vostro provider o fornitore di servizio. Nel caso in cui sceglieste Google vi basterebbe confermare e saltare il prossimo passaggio descritto:

gmail-popupPOP5

In caso contrario si potrà specificare ogni dettaglio riguardo il server SMTP un po’ come fatto con quello POP3. Anche in questo caso andranno inseriti il nome utente, la password ed eventuali preferenze di protezione della connessione e dettagli tipicamente specificati nei documenti di configurazione del gestore del servizio:

gmail-popupPOP6

Manca l’ultimo passaggio: una mail verrà inviata al vostro “vecchio” indirizzo di posta elettronica per confermare la vostra identità e la possibilità di inviare mail a nome di quell’indirizzo (appunto, scusate la ripetizione!). Potete chiudere tranquillamente questa finestra e attendere che arrivi la mail, questa conterrà infatti un collegamento diretto alla conferma:

gmail-popupPOP7

Una volta arrivata la mail fate clic sul collegamento contenuto al suo interno:

gmail-CodiceConfermaAlias

a questo punto avrete confermato la proprietà dell’indirizzo e la possibilità di utilizzarlo per inviare posta elettronica verso l’esterno!

gmail-ConfermaAliasRiuscita

Un’ultima verifica nelle Impostazioni della vostra nuova casella GMail confermerà la corretta configurazione dell’indirizzo di posta elettronica importato. Più è ricco il vostro archivio di posta da importare, più tempo occorrerà per effettuare l’operazione. Non vi preoccupate più di nulla: l’importazione è completamente automatica, verrà effettuata da Google e terminerà con la dovuta calma spesso imposta da chi offre la casella di posta “vecchia” (un limite di mail scaricabili per volta, nda):

gmail-VerificaRicezionePOP3SMTPAlias

Il gioco è fatto, potrete ora ricevere e inviare posta non solo dall’account GMail ma anche da quello appena importato rimanendo però nella stessa interfaccia.

Dove trovo i parametri di connessione della mia casella?

All’atto della registrazione di una nuova casella di posta elettronica gratuita (ma vale anche per quelle con dominio personalizzato) dovreste ricevere una documentazione (o un collegamento a una guida online) contenente tutti i dettagli di collegamento. In caso contrario potete cercare i dettagli di connessione sul web, con una semplice ricerca in Google. Tra i servizi più utilizzati ci sono certamente Tiscali (qui i dettagli), Virgilio (qui i dettagli) o Libero (qui i dettagli), almeno per l’Italia.

Tipicamente vi basterà andare su Google e digitare “nomeprovider configurazione posta” (esempio: virgilio configurazione posta) per ottenere già nei primi risultati dei collegamenti validi per imparare a configurare la vostra casella di posta elettronica su un apposito programma o su GMail (è la stessa identica cosa).

E se volessi gestire il tutto da Mobile?

GMailNessun problema. Per chi possiede uno smartphone Android o iOS Google ha reso da tempo disponibile l’applicazione GMail liberamente scaricabile (è gratuita) che vi permetterà di leggere e inviare la posta elettronica sfruttando ogni vostro indirizzo. La trovate su Play Store (per i device Google) e AppStore (per i device Apple).

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Stamattina rispondendo alle varie richieste di supporto sul forum di Mozilla Italia ho notato una nuova discussione riguardante i server POP3 / IMAP / SMTP di Virgilio.it ora disponibili per qualsiasi tipo di connessione in ingresso. E’ tutto vero, ho provato con un account creato per l’occasione ed effettivamente tutto fila liscio come non mai. Ecco quindi come configurare la propria casella di posta elettronica Virgilio su Windows Live Mail (presto arriverà la guida anche per Thunderbird).

Anche stavolta si tratta di due passi fondamentali, il resto verrà da se con il regolare utilizzo.

# nome utente, password e personalizzazione

Nella prima schermata proposta sarà necessario specificare il proprio nome utente e la password, solitamente utilizzati dall’interfaccia web.

Ricordate: il nome utente deve essere completo, comprende quindi la chiocciola seguita dal dominio che avete scelto in fase di registrazione della cartella. Io ho usato una casella di posta di test @virgilio.it. Ecco quindi il risultato:

Prima di procedere occorrerà spuntare l’opzione “Configura manualmente le impostazioni del server per l’account di posta elettronica” per poter modificare il tipo di accesso alla macchine di posta Virgilio.

# impostazioni avanzate del server

Seconda schermata, impostazioni avanzate, giusto qualche specifica come richiesto dalla documentazione ufficiale. I 4 punti fondamentali da tenere d’occhio sono quelli indicati nello screenshot:

  1. Server di posta in arrivo (in.virgilio.it)
  2. Specificare nuovamente lo username corrispondente all’indirizzo completo di posta elettronica
  3. Server di posta in uscita (out.virgilio.it)
  4. Spuntare l’opzione “Il server della posta in uscita richiede l’autenticazione

Selezionando ora “Avanti” si concluderà la parte relativa alla configurazione del client e si potrà procedere con il download della posta elettronica:

Essendo però la mia una casella nuova di posta, ho deciso di fare un test mandando dalla mia connessione Fastweb una mail verso indirizzo esterno, ergo: dalla mailbox Virgilio alla mia vera casella di posta elettronica:

Il risultato? Giudicate voi!


Clicca sull’immagine per ingrandire

Brava Telecom, bene così per Virgilio, una volta tanto si tende a rinnovare le proprie idee anziché “chiudere tutti i cancelli” e offrire un buon servizio ai soli clienti.

Buona configurazione e buon utilizzo ;)

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