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TeamViewer è uno strumento tutto sommato fantastico e universalmente riconosciuto per essere un giusto partner nell’assistenza remota verso PC diversamente non raggiungibili. In passato brillante per il suo modo di saltare a piè pari le limitazioni imposte dai firewall o dai NAT di rete, oggi cerca di fare bella mostra di sé per alcune finezze e servizi accessori (come la giovane assistenza remota su iOS 11+) che conquistano altre fette di mercato.

Kace: TeamViewer Remote Host Switch 3

TeamViewer è anche lo strumento utilizzato per fare assistenza remota in ufficio e, nel corso del tempo, ho costruito una serie di script che mi hanno facilitato la vita nella gestione delle sue autorizzazioni e comportamenti. Attivazione o disattivazione del popup di conferma al collegamento da parte dell’utente finale, blocco o sblocco (quindi disattivazione o attivazione) della creazione password a video (quella specificata sotto il tuo ID), possibilità di inibire il collegamento via internet lasciando solo quello da rete locale. Un piccolo coltellino svizzero in VBS, da richiamare comodamente da riga di comando in base alle esigenze.

Qualche giorno fa ho “tradotto” uno di quegli script in istruzioni per Kace. In particolare parlo dello script che abilita o disabilita l’accesso con conferma al TeamViewer di qualsiasi macchina (x86/x64) controllata all’interno del dominio / parco macchine gestito da Kace. Se la conferma di accesso è abilitata la disabilita, diversamente la abilita.

Lo script

Eseguito come Local System, si basa su due Task, si tratta rispettivamente di quello per un sistema installato a 64 bit, l’altro a 32. Basta controllare se esiste una chiave di registro partendo dalle voci di registro x64 (le Wow6432Node) e variare un valore in base alla condizione attuale, quindi passare al Task 2 nel caso si avesse a che fare con un Windows x86, a 32 bit.

Ti riporto qui di seguito i passaggi che ho salvato nel mio script.

Task 1

Verify

Verifica che la chiave di registro HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\TeamViewer\AccessControl esista, e che il valore AC_Server_AccessControlType sia impostato a 3 (il popup di conferma al collegamento remoto, che compare a video dell’utente finale quando ci si è autenticati dall’altro lato), tradotto quindi con:

Verify that HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\TeamViewer\AccessControl!AC_Server_AccessControlType is equal to “3”

Kace: TeamViewer Remote Host Switch

On Success

In caso di successo, dovrai terminare il processo relativo al servizio di TeamViewer, il client di TeamViewer stesso e modificare quel valore di chiave prima di poter riavviare il servizio di TeamViewer. Tradotto, si ottiene quindi:

Kill the process “TeamViewer_Service.exe”
Kill the process “TeamViewer.exe”
Set “HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\TeamViewer\AccessControl!AC_Server_AccessControlType” to “0”
Restart service “TeamViewer”

Dove lo 0 equivale a un lasciapassare che non richiede conferma alcuna da parte dell’utente finale, in pratica si va a emulare quella condizione di limbo (che permette la connessione senza conferma) di quando ci si trova nella schermata di login di Windows (CTRL+ALT+CANC).

Remediation

La Remediation serve come faultback, permettendoti quindi di riportare la situazione allo stadio precedente, perché il primo passaggio (quello di Verify, nda) ha evidentemente rilevato che il valore di AC_Server_AccessControlType era impostato su qualcosa di diverso dal 3. Quindi non farai altro che terminare il processo relativo al servizio di TeamViewer, il client di TeamViewer stesso e ritoccare quel valore di chiave prima di poter riavviare il servizio dell’applicazione. Traduco:

Kill the process “TeamViewer_Service.exe”
Kill the process “TeamViewer.exe”
Set “HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\TeamViewer\AccessControl!AC_Server_AccessControlType” to “3”
Restart service “TeamViewer”

Kace: TeamViewer Remote Host Switch 1

La procedura su sistemi a 64 bit è completa. Salvo errori, questa parte sarà già funzionante, a prescindere dallo stato d’uscita dello script in console (potrebbe anche dirti di aver fallito, ma mente, dall’altro lato la modifica è stata eseguita e potrai metterla subito alla prova).

Task 2

Verify

Non pensare che io lo faccia apposta, ma nulla cambia rispetto a prima. Il Task 2 serve esclusivamente nel caso in cui il primo fallisca, perché evidentemente non ci si trova davanti a una installazione di Windows a 64 bit. Questo primo passaggio pensa perciò a verificare che la chiave di registro HKLM\SOFTWARE\TeamViewer\AccessControl esista, e che il valore AC_Server_AccessControlType sia impostato a 3 (il popup di conferma al collegamento remoto, che compare a video dell’utente finale quando ci si è autenticati dall’altro lato), tradotto quindi con:

Verify that “HKLM\SOFTWARE\TeamViewer\AccessControl!AC_Server_AccessControlType” is equal to “3”

On Success

Anche in questo caso, se la ricerca ha successo, dovrai terminare il processo relativo al servizio di TeamViewer, il client di TeamViewer stesso e modificare quel valore di chiave prima di poter riavviare il servizio di TeamViewer. Tradotto, si ottiene quindi:

Kill the process “TeamViewer_Service.exe”
Kill the process “TeamViewer.exe”
Set “HKLM\SOFTWARE\TeamViewer\AccessControl!AC_Server_AccessControlType” to “0”
Restart service “TeamViewer”

Remediation

Con la Remedetion chiudi il cerchio e anche le operazioni di ambo i Task, riportando la situazione a quella considerata standard, prevedendo che sia l’utente a darti l’autorizzazione al collegamento al suo PC, senza che tu possa entrarci senza controllo alcuno:

Kill the process “TeamViewer_Service.exe”
Kill the process “TeamViewer.exe”
Set “HKLM\SOFTWARE\TeamViewer\AccessControl!AC_Server_AccessControlType” to “3"
Restart service “TeamViewer”

Lo script è utile per casi di emergenza nel caso in cui tu stia lavorando sul PC dell’utente senza presidio dall’altro lato (tipicamente quando ti lascia a fare il tuo lavoro e si allontana per una pausa, un tempo variabile non sempre ben definito), e tu ne perda il controllo per un qualsivoglia motivo, chiudendoti quindi la porta alle spalle (e senza le chiavi di casa). Non andrebbe mai utilizzato come passe-partout all’insaputa dell’utente.

Buon lavoro.

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Una manciata di giorni fa un collega di lavoro mi ha chiesto una mano per cercare qualcosa in grado di facilitargli la vita e accorciare i tempi necessari alla digitazione di testo ripetitivo. Dopo alcune rapide ricerche di base, mi sono imbattuto in Texter, un’applicazione sviluppata anni fa ma che ancora oggi svolge un ottimo lavoro (che quindi merita un piccolo posto nel blog, soprattutto in caso di futura necessità :-)).

Utility: Texter (Windows)

Il codice è di Adam Pash (Lifehacker) e di vecchiaia sulle spalle ne ha abbastanza (l’applicazione è stata pubblicata nel 2007), trovi i sorgenti su GitHub. Puoi scegliere di installare Texter o scaricarlo e iniziare a utilizzarlo al pari di una qualsiasi applicazione portable, si comporta bene anche su Windows 10 (nonostante all’epoca ci fosse Windows XP, tanto per dire). Utilizzare l’applicazione è talmente banale che non credo sia necessario spiegarlo, ma se necessario puoi fare riferimento all’articolo originale, disponibile su Lifehacker all’indirizzo lifehacker.com/238306/lifehacker-code-texter-windows.

Buon lavoro!

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Uno dei componenti aggiuntivi consigliati direttamente da AMO, che ho installato per puro caso perché avevo la necessità di trovare qualcosa che mi permettesse di avere a portata di clic un rimando al whois del sito web visitato. Country Flags & IP Whois è più di un semplice whois visivo e immediato, è una serie di collegamenti rapidi a più strumenti utili per chi necessita di verificare l’identità di un sito web che visita (non sai cos’è un whois?), su che server sta girando, da che IP di uscita e molto altro ancora.

Addons: Country Flags & IP Whois

Country Flags & IP Whois si mostra nella barra dell’URL di Firefox, prendendo le sembianze di una bandiera che corrisponde alla nazione che (in teoria) ospita il server all’interno del quale si trova il sito web visitato (quindi la bandiera cambierà –chiaramente– per ogni tab). Posizionando il puntatore del mouse sulla bandiera (senza fare clic), potrai immediatamente leggere le informazioni di base che riguardano il sito web. Facendo invece clic una volta con il tasto sinistro, verrai portato su dnslytics.com, che ti proporrà molte più informazioni.

Addons: Country Flags & IP Whois 1

Se però questo non corrisponde a ciò che cerchi, prova a fare clic con il tasto destro sulla bandiera corrispondente al sito web che vuoi analizzare meglio, ti si aprirà un mondo. Potrai, tra le decine di possibilità, accorciare l’URL utilizzando TinyURL, analizzare il dominio alla ricerca di minacce con VirusTotal, tradurlo tramite Google Translate, dare un’occhiata alle vecchie versioni dello stesso sito tramite Internet Archive, verificare la validità del certificato SSL, validarlo tramite strumenti del W3C e molto (ma molto) altro ancora.

Addons: Country Flags & IP Whois 2

È un fantastico coltellino svizzero da adottare con la formula “mai più senza” se nei tuoi interessi c’è quello di tenere d’occhio questo tipo di dati, anche se è più probabile che finisca nel “non per tutti” considerando che tanti potrebbero non essere assolutamente interessati a conoscere questo tipo di informazioni, soprattutto se poco avvezzi all’argomento. Se come me fai parte del primo gruppo di persone, puoi installare il componente aggiuntivo direttamente sul tuo Firefox partendo da questo badge:

Country Flags & IP Whois
Country Flags & IP Whois
Developer: Andy Portmen
Price: Free

Se la bandiera non dovesse mostrarsi subito dopo l’installazione, lancia un refresh di pagina con F5 o CTRL + R.

Buona navigazione! :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Lee Campbell

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Buongiorno e buon sabato mattina. Lo senti il profumo di caffè? Io lo adoro. Ora che ti sei messo comodo ti posso parlare del componente aggiuntivo che ti avevo parzialmente introdotto la scorsa settimana. Si tratta di un tool molto carino per Google Chrome, nulla da fare invece per Firefox nonostante io abbia provato a convertirlo in WebExtension per il browser di casa Mozilla (parzialmente funzionante, ma mancano dettagli importanti all’appello per considerarlo un buon porting), si tratta di Super Netflix.

Addons: Super Netflix

È un bel coltellino svizzero per quelle opzioni diversamente non modificabili perché solitamente gestite in maniera completamente autonoma dal noto servizio di streaming e produttore di contenuti originali. Trovi il componente aggiuntivo nel Chrome Store:

Super Netflix
Super Netflix
Developer: subflicks.com
Price: Free

Una volta installato, ti permetterà di modificare il comportamento standard del player, potrai ritoccare diversi parametri e forzare una visione ad alta definizione impeccabile (ammesso che la tua connessione lo permetta, occhio), così come saltare completamente le intro, avanzare o indietreggiare di 10 secondi, caricare sottotitoli diversi da quelli utilizzati da Netflix, ma non solo.

Addons: Super Netflix 1

Super Netflix è una piccola chicca da non lasciarsi sfuggire se si è soliti utilizzare il browser di big G e guardare Netflix sul proprio portatile. Inutile dire che tutto decade nel momento in cui si passa da tablet o smartphone, o browser di diverso sviluppatore. L’unica alternativa è quella di trasmettere direttamente verso una ChromeCast lasciando che sia il laptop a fare il lavoro sporco.

Addons: Super Netflix 2

Buona visione! :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Jens Kreuter

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La risposta è chiaramente , anche se lo SpeedTest di Ookla è un’autorità indiscussa. Viene usato anche su siti web di terze parti, in versione personalizzata magari, ma pur sempre con la misurazione e lo standard qualitativo imposto dalla società di Seattle, Washington, lanciatasi in questo mercato ormai 12 anni fa (quasi). Scopo dell’articolo è quindi raccontare sì di SpeedTest, ma anche delle sue alternative da tirare fuori dal cilindro quando servono “ulteriori pareri“.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest?

Prima di cominciare

Credo sia obbligatorio fissare alcuni punti chiave che valgono un po’ per tutti i prodotti e le situazioni. Ricordati che:

  • la velocità di allineamento del tuo modem NON è mai la velocità reale della tua connessione internet. Lo ribadisco perché continuo a sentire che la schermata del FastGate che mostra l’allineamento upload / download con la centrale corrisponde alla velocità di scaricamento e caricamento dati online, succede anche con clienti TIM (anch’essa propone il medesimo dato in schermata di gestione del modem proprietario). No, non è così. Ti rimando a questa lettura: assistenzatecnica.tim.it/at/portals/assistenzatecnica.portal?_nfpb=true&_pageLabel=InternetBook&radice=consumer_root&nodeId=/AT_REPOSITORY/632106.
  • Un test, per essere quanto più veritiero possibile, dovrebbe essere condotto tramite cavo di rete, non WiFi (perché questo è soggetto a molti fattori che possono variarne seriamente i risultati), possibilmente tenendo quest’ultima rete quanto più scarica possibile (niente cellulari connessi che stanno navigando o scaricando dati, niente console, decoder, ecc.). Più sarà scarica la tua rete, più sarà sensato il test via cavo.
  • Un solo test non è mai quello giusto. Ricordati che dall’altro lato c’è un server (con relativa banda internet) che sta facendoti scaricare e caricare dati ai fini della misurazione. Quel server potrebbe dover servire più persone contemporaneamente (lo fa, stanne certo) e non sei l’unico che in questo momento sta pensando di misurare la capacità della propria connessione internet. Cambia server, non selezionarlo troppo distante da te, ripeti il test più volte. La media dei risultati è generalmente un buon punto di partenza per capire se la tua connessione a internet sta facendo il suo dovere oppure no.

Molte delle cose che ti ho riportato qui sopra, vengono adottate anche per le misurazioni ufficiali di AGCOM, le uniche che possono aiutarti a chiudere un contratto -senza ulteriori spese (e magari anche con rimborso di quanto ingiustamente pagato)- con un fornitore che promette ma non mantiene. Dagli un’occhiata, male non può certo fare: misurainternet.it/download/nemesys.

SpeedTest

Indiscusso Re di ogni misurazione, viene adottato come standard da molti, anche dai provider che ne sfruttano i risultati come allegati in caso di disservizi lamentati dall’utente finale. Fastweb è certamente uno di questi, poi c’è TIM, e sono solo un paio di esempi tra i tanti possibili.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 1

SpeedTest è un prodotto che è stato molto migliorato nel tempo, che ha pubblicato applicazioni, che ha sviluppato pagine accessibili (anche se solo negli ultimi anni, costretta dal costante –finalmente– affondare di Flash). I server che permettono i test sono sparsi nel mondo e hanno generalmente una potenza di fuoco importante, tendendo quindi a dare risposte sufficientemente veritiere quando si mette alla prova la propria connessione casalinga (o d’ufficio, ovviamente). Resta scontato quanto già specificato però nei punti chiave: non è la singola misurazione a determinare il risultato finale.

Su PC puoi raggiungere il servizio puntando il browser all’indirizzo speedtest.net, oppure puoi scaricare l’applicazione da installare, quest’ultima mi è utile e ho scelto di averla su ogni mia postazione, è uno strumento che si utilizza abbastanza spesso. Se vuoi evitare di installare un’ulteriore applicazione, puoi sempre aggiungere l’estensione a Google Chrome (no, nulla da fare per il momento per Firefox, ci ho provato ma ottengo errori nella conversione):

Speedtest by Ookla
Speedtest by Ookla
Developer: speedtest.net
Price: Free

Su mobile, Speedtest è presente su qualsiasi piattaforma (persino quelle dichiarate ben più che morte!):

Speedtest.net Speed Test
Speedtest.net Speed Test
Developer: Ookla
Price: Free+
Speedtest.net
Speedtest.net
Developer: Ookla
Price: Free+
Speedtest.net
Speedtest.net
Developer: Ookla
Price: Free+

SpeedTest è la mia scelta, quella pressoché obbligata in qualsiasi occasione, quella che mi permette di selezionare server più vicini alla mia posizione (è possibile farla rilevare direttamente dal sito web o dall’applicazione) e ottenere così risposte certamente plausibili e ragionevolmente corrette, in una “media sulle 3“.

Fast

Forse il più conosciuto dopo SpeedTest, perché introdotto da Netflix qualche tempo dopo l’arrivo sui nuovi mercati europei. Fast.com permette di effettuare una misurazione della tua connessione internet, anche se solo in una direzione, quella in ingresso verso il tuo dispositivo. In pratica scambi dati con i server del noto provider di contenuti multimediali per cercare di capire se la fruizione dei contenuti possa essere soddisfacente. Fast.com è un po’ la base di quei risultati che Netflix pubblica di tanto in tanto, stilando una classifica dei migliori provider in circolazione (vedi: ispspeedindex.netflix.com/country/italy).

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 2

Presente sul web (puntando appunto all’indirizzo fast.com), è disponibile anche per dispositivi mobili, per iOS e Android:

FAST Speed Test
FAST Speed Test
Developer: Netflix, Inc.
Price: Free
FAST Speed Test
FAST Speed Test
Developer: Netflix, Inc.
Price: Free

Fast è certamente la mia seconda scelta (quella di backup, diciamo), alla ricerca della conferma delle misurazioni ottenute tramite SpeedTest.

Google

È dal settembre dello scorso anno che Google ha introdotto anche in Italia un risultato di ricerca (una keyword, come quelle di cui ti avevo già parlato in passato) che ti permette di effettuare un rapido test di velocità. Senza molta fantasia, ti basterà scrivere “speed test” (vale anche “test velocità internet“) all’interno del campo di ricerca, per vedere come prima proposta un box attraverso il quale potrai lanciare un rapido scambio dati in download e upload, così da ottenere una misurazione:

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 4

Facendo clic sul pulsante “Esegui test della velocità“, ti si aprirà un piccolo popup (che metterà in secondo piano tutto il resto della pagina) il quale scaricherà dapprima dei dati, poi li caricherà verso Google. Non ci sono applicazioni dedicate, puoi comunque fare riferimento all’applicazione generica di Google e lanciare la medesima ricerca anche su Mobile, per arrivare a ottenere la stessa possibilità di misurazione su smartphone e tablet.

Google
Google
Developer: Google, Inc.
Price: Free
Google
Google
Developer: Google LLC
Price: Free

Nonostante si faccia generico riferimento a un server situato a Milano (città che mi ospita), quindi ipoteticamente il più vicino alla mia connessione, Google non è certamente parte delle mie scelte personali. Le sue misurazioni sono quelle meno accurate, quelle che più discostano dalla reale velocità del Gigabit che c’è a casa, la stessa cosa succede nelle misurazioni fatte in ufficio dove la linea business è addirittura una Gigabit simmetrica (giusto per chiarire che non è evidentemente qualcosa di limitato alla configurazione del mio router, cosa comunque improbabile visti i test eseguiti con gli altri competitor).

nPerf

Scoperto un po’ per caso qualche tempo fa, nPerf è un altro strumento di misurazione della propria connessione, sviluppato bene anche se forse troppo caotico in home page (preferisco di gran lunga lo stile minimalista di Ookla). Lo puoi raggiungere puntando il browser all’indirizzo nperf.com/en, e facendo partire la misurazione dal tachimetro in bella vista (via cavo mi raccomando, non fare come me che durante la stesura dell’articolo ho usato il WiFi giusto per catturare qualche screenshot!). Anche in questo caso ti verrà proposto il server più vicino in base alla tua posizione (rilevata tramite browser previa tua autorizzazione, nda) e continua a valere inoltre la regola base dei 3 tentativi e media di questi.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 5

nPerf è disponibile online, navigabile da qualsiasi browser (senza necessità di alcun plugin) ma anche tramite applicazioni specificatamente studiate per il mondo Mobile (iOS e Android). Particolarità molto gradita delle applicazioni è l’ulteriore possibilità di mettere alla prova la connessione 4G facendo eseguire delle misurazioni con il download / visione di filmati ad alta definizione, ascolto Mp3 e altro ancora (davvero un punto ulteriore a favore di questa soluzione alternativa).

nPerf internet speed test
nPerf internet speed test
Developer: nPerf SAS
Price: Free+
Speed Test Velocità e QoS 4G
Speed Test Velocità e QoS 4G
Developer: nPerf.com
Price: Free+

nPerf è sicuramente una validissima alternativa a SpeedTest di Ookla, da tenere a portata di clic su PC fissi e portatili, e come applicazione sui dispositivi mobili. È nella stessa cartella strumenti di SpeedTest e Fast (sul mio smartphone e pure su iPad), e non perde il suo posto da molto tempo ormai.

Prima di concludere

Spero di averti dato qualche spunto interessante riguardo le alternative a SpeedTest, ma sono certo che lì fuori ce ne saranno molti altri, anche di buona qualità. Per questo motivo ti invito caldamente a usare l’area commenti per proporre le tue alternative, quelle delle quali non puoi fare a meno, che propongono magari (come nPerf) qualcosa in più rispetto alla più classica misurazione della banda in download e upload.

Se vuoi, alla lista sopra discussa potresti aggiungere un’applicazione sviluppata dallo staff di OpenSignal, il grande progetto che mira a censire tutti i punti di accesso mobili in giro per il mondo (con un’applicazione pensata e sviluppata proprio per portare a termine questo complesso lavoro). Si chiama Meteor Speed Test ed è disponibile per iOS e Android:

Meteor: App speed test
Meteor: App speed test
Developer: OpenSignal, Inc
Price: Free
Meteor Speed test applicazioni
Meteor Speed test applicazioni

A me non resta che ringraziarti per aver letto questo articolo.

Buona navigazione! :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Chris Liverani

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