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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Da anni sono cliente Paragon e scarico regolarmente aggiornamenti di NTFS for Mac, prodotto che permette di lavorare su dischi fissi e chiavette USB formattate per Windows, senza necessità di impazzire o di trovare work-around che non promettono la giusta stabilità (o che comunque possono mettere in difficoltà gli utenti meno esperti). Dato che Paragon sviluppa un software a pagamento, oggi ti suggerisco un’alternativa gratuita funzionante, Mounty.

macOS e NTFS: Mounty

Capiamoci: il software va a fare quello che ho già spiegato anni fa, senza però la necessità che tu sappia cosa c’è dietro ma, soprattutto, senza effetti collaterali dovuti a qualche svista.

Mounty –come già detto– è gratuito e lo si scarica dal sito web ufficiale, o più semplicemente da qui. Da avviato, farà comparire la sua icona nella barra degli strumenti del sistema, utilizzando diversi colori per indicare visivamente il suo stato, e permetterà di montare o smontare un’unità USB formattata in NTFS secondo tua esigenza.

Provato su un diverso Mac rispetto al mio (altrimenti lo manderei in conflitto con Paragon) esegue il suo compito colmando la lacuna di un macOS non modificato, senza necessità di installare ulteriori pacchetti e senza richiedere ulteriore sforzo. Tieni solo conto che un’unità viene montata in NTFS e fatta apparentemente sparire dalla vista del sistema operativo perché non più gestibile direttamente da Finder, ma questa funzionerà, potrà essere esplorata passando da Mounty e spostando dati sull’unità di memoria senza più limitazioni.

Trovi sullo stesso sito web ufficiale dell’utility, delle FAQ nel caso in cui qualcosa vada storto (c’è anche un’area commenti a cui l’autore dell’utility risponde di tanto in tanto).

Buon lavoro!

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Tutti noi facciamo backup delle nostre macchine, giusto? Bravo, vedo che sei convinto della tua risposta mentre continui ad annuire fintamente con la testa. Ora, archiviato questo piccolo dettaglio (non sto scherzando, il backup è fondamentale, dannazione), passiamo all’argomento chiave di questo articolo: snellire il backup di Time Machine.

macOS: come dare una snellita la backup di Time Machine

Time Machine è uno strumento eccezionale sui sistemi di casa Apple, permette di congelare lo stato di file e configurazioni ogni volta che si avvia e che fa backup su un disco esterno (che sia di rete o collegato via USB) ma, salvo diversa configurazione impostata da te, escluderà ben poca roba del sistema su cui sta girando, di certo non andrà a non considerare programmi e cartelle che possono essere facilmente scaricati in caso di rifacimento macchina (o di reinstallazione software). Sto parlando di materiale magari salvato su Dropbox, oppure degli eseguibili della suite Office, giusto per fare un paio di esempi abbastanza facili.

Si tratta infatti di GB che potrebbero mancare su un disco esterno, un NAS o un Time Capsule, ma che sono nulla per una connessione in fibra lasciata lì a fare dei download diretti da internet. O magari non si tratta neanche di spazio mancante, ma di questioni di tempo per andare a terminare il lavoro iniziato.

Te la faccio semplice: hai una buona connessione internet? Bene. Che senso ha allora fare un backup di qualcosa già in backup (Dropbox, nda)? Fermo! Prima di partire in quarta ricorda però una cosa. Una risposta possibile a questa domanda esiste, e si tratta della “profondità di versioning“. Dropbox salva infatti ogni versione modificata di un tuo file, facendola però scadere nei successivi 30 giorni di vita, oltre i quali non sarà più possibile recuperarla dai loro server a meno di avere il servizio aggiuntivo chiamato EVH (Extended Version History). Se per te questo non è un problema, allora sei a cavallo. Se invece non sono stato chiaro, prova a dare un’occhiata qui.

Andare per esclusioni

Bando alle ciance, ne abbiamo fatte abbastanza, passiamo all’esempio pratico. Ho modificato la mia configurazione di Time Machine per fare un test e rendermi conto dell’effettivo guadagno in termini di velocità di backup (lo spazio disco per il momento non è un problema). Ho escluso in un primo step la suite di Office, facilmente scaricabile per me che sono abbonato Office 365. Dalle Opzioni di Time Machine (il pulsante è in basso a destra nella finestra delle impostazioni di backup) si può andare ad aggiungere (o rimuovere) dati “ignorabili“, così:

macOS: come dare una snellita la backup di Time Machine 1

Senza troppa fatica, ho tolto 8 GB dal monte dati da mandare in backup ogni volta che macOS si trova in modalità standby, collegato alla WiFi (o al cavo cablato) e alla rete elettrica (il requisito minimo per far lavorare Time Machine mentre non si è davanti al PC).

E nel caso questo non basti, si può sempre pensare di escludere tutta la ~/Dropbox (nel mio caso altri 15 GB circa, su questo MacBook).

Chi occupa cosa / quanto

Tutto qui? No, non necessariamente. Nessuno conosce (in teoria) meglio di te il tuo Mac, ed è per questo motivo che teoricamente dovresti essere sempre tu a sapere cosa escludere e cosa no. Per aiutarti nel compito, io posso dirti cosa occupa più spazio all’interno del tuo hard disk (e quindi nel tuo backup), grazie all’utilizzo di uno strumento di terza parte. Si chiama Disk Inventory X, e si scarica gratuitamente dal sito web derlien.com.

Una volta installato e lanciato, ti permetterà di avviare una scansione di tutti i dati salvati sul tuo disco, generando poi un report visuale che ti consentirà di renderti subito conto di chi sta occupando spazio:

macOS: come dare una snellita al backup di Time Machine

Va da sé che immagini (Libreria di Foto in primis), video e musica la fanno generalmente da padrone, e tocca a te capire se vuoi tenerli in backup o meno (nel mio caso Spotify mi permette di non avere musica salvata su disco, i video li tengo già in una diversa cartella del NAS e la Libreria di Foto è un “guai a chi la tocca“, quella è fondamentale che resti sempre sotto la protezione di Time Machine). Poi magari hai una macchina virtuale (come me), una libreria giochi di Steam o chissà cos’altro.

Grazie a Disk Inventory X puoi facilmente individuare questi file e cartelle, e con la scusa approfittarne per fare una pulizia manuale, seguita eventualmente da un’esclusione nelle impostazioni di Time Machine.

Tutto chiaro? Sei già pronto a ritoccare la tua configurazione di backup? :-)

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Pillole

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Parlare di PDF e di come li si può modificare, è un’attività che in questi lidi è abbastanza normale. Le alternative (gratuite e non) ai software professionali di Adobe esistono da sempre, e alcune sono particolarmente efficaci. Se però a te basta poco per essere un ragazzo felice (non battere le mani, non c’è bisogno), allora PDFSam è un altro di quei software da tenere a portata di clic, nella solita cartella delle utility che di tanto in tanto viene “disturbata“.

PDFSam Basic: strumenti offline per modificare PDF

Merge, Split ed estrazione di pagine ben specifiche possono essere eseguite nel giro di qualche movimento di mouse. Puoi unire diversi PDF, crearne uno ex-novo prendendo porzioni da più file, puoi ruotare pagine scansionate e inviate via mail nel caso in cui tu le abbia messe nel “verso sbagliato“.

Un software italiano pensato e sviluppato per più sistemi, macOS compreso (ed è anche questa la sua forza), gratuito in versione Basic, disponibile per il download all’indirizzo pdfsam.org/download-pdfsam-basic.

La sua versione professionale, a pagamento, non prevede invece OS alternativi a Windows (qui i dettagli).

Se su macOS è facile copiare l’eseguibile nella cartella Applicazioni (tiene tutto al suo interno), su Windows (parlo di PDFSam Basic) puoi scegliere di non installare alcunché, scaricando il file ZIP ed estraendo / posizionando la cartella contenente l’eseguibile dove preferisci, è completamente portable. In alternativa, se non puoi scaricare alcunché da web, puoi sempre passare dal sito web sejda.com, che fa parte della stessa famiglia!

Archiviamo anche questa, e buon weekend! :-)

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Nel 99% dei casi mi capita di lavorare file PDF sulla postazione Windows che utilizzo quotidianamente, ma una manciata di giorni fa ho avuto la necessità di estrarre un paio di pagine specifiche da un file PDF ben più complesso. Stavo utilizzando il mio MacBook e non avevo nessun particolare strumento installato a bordo, ho quindi provato un paio di metodi entrambi funzionanti.

macOS: come scomporre rapidamente un PDF

Utilizzare l’Anteprima

  • Tasto destro sul file interessato, Apri conAnteprima, questo ti permetterà di aggirare l’apertura di Adobe Reader (ammesso che tu lo abbia installato, io sì).
  • A questo punto dovrai semplicemente chiedere di mostrare la sidebar dedicata alle miniature (VistaMiniature, oppure ⌥⌘2), selezionare le pagine interessate dalla barra laterale (tieni premuto il CMD ⌘ per selezionarne diverse, come il CTRL in Windows), quindi fare clic con il tasto destro su una delle pagine selezionate e scegliere “Esporta come…“. Il gioco è fatto, indica un nome e tieni PDF come formato di esportazione.

macOS: come scomporre rapidamente un PDF 1

Questo è probabilmente il metodo più semplice e immediato, che non richiede competenze particolari e che –soprattutto– funziona su qualsiasi PC della mela, perché non necessita di programmi terze parti ed è subito disponibile anche a sistema appena installato.

Passare tramite Automator

AutomatorAbbiamo già parlato di Automator, anche se probabilmente non lo ricordi. Anche l’ultima volta (poco più di un anno fa) avevo toccato l’argomento documenti, anche se si parlava di DOCX da trasformare in PDF. Tutto rimane invariato (l’Automator in sé, così come la possibilità di installare dei servizi nel proprio sistema operativo), ovviamente cambia il set di istruzioni.

A tal proposito, ho trovato maledettamente utile un articolo di DocumentSnap che propone esattamente ciò di cui avevo bisogno, permettendo il download del servizio già pronto da installare (per chi non vuole perdere tempo) e la procedura per fare tutto manualmente. Trovi l’articolo all’indirizzo documentsnap.com/how-to-split-pdf-documents-into-single-pages-using-mac-osx. Io, per farla semplice, mi sono limitato a installare il servizio che, by design, permette di effettuare uno split a singola pagina di un PDF più complesso (PDF da 30 pagine? 30 singoli PDF, uno per pagina, ora è più chiaro?). Dai singoli PDF, sarà poi semplice crearne uno solo (sempre tramite l’anteprima, tanto per fare un esempio).

Il servizio è disponibile sul sito web di DocumentSnap, ma ne ho anche salvato una copia sul mio spazio box: app.box.com/s/xu5bgymadyugndp51kc8cjz8x1vtwvls

Scarica il file ZIP e scompattalo, il file workflow è da spostare nel solito posto, ovvero ~/Library/Services, che potrai richiamare nel Finder (via menu a tendina o con la combinazione ⌘⇧G). Una volta fatto, ti basterà fare clic con il tasto destro del mouse su un documento PDF, spostarti in Servizi e selezionare Split PDF:

macOS: come scomporre rapidamente un PDF 2

Due modi per ottenere (più o meno) lo stesso risultato, anche se molto è dettato dalla tua specifica esigenza e questo tipo di work-around potrebbe non bastarti.

Buon lavoro! :-)

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Firefox

Con Firefox in versione Nightly, dai un’occhiata “prima del tempo” a ciò che succederà nella versione stabile del browser di Mozilla, prendendoti rischi e pericoli per il tuo profilo e per la stabilità del browser stesso (ogni tanto può capitare che qualcosa si inceppi e venga risolta qualche ora dopo). Quella che è stata da poco introdotta è una di quelle novità “invasive” che potrebbero portare rogne all’utente medio, impattando sui suoi componenti aggiuntivi.

Come saprai, Firefox gira ormai in multiprocesso (wiki.mozilla.org/Electrolysis), permettendoti così di fruire di una navigazione più stabile e che più difficilmente va in crash come un tempo (e ti ricordo che spesso il problema era causato dai plugin, Adobe Flash in primis, e non certo dal browser in sé). Ulteriore novità verso la quale stiamo andando incontro, è la compatibilità con componenti aggiuntivi considerati obsoleti poiché non passati al nuovo standard Web Extensions (wiki.mozilla.org/WebExtensions). Se a questo aggiungi anche un (giusto, nda) impedimento nei confronti del funzionamento di componenti aggiuntivi non compatibili con la modalità multiprocesso, questo è il risultato:

Firefox: estensioni disattivate perché non multiprocesso

Fatta eccezione per Pushbullet, fuori uso nell’immagine ma in seguito aggiornato e nuovamente funzionante, gli altri componenti aggiuntivi sono rimasti KO fino a mio intervento. Questa mossa di Mozilla sta generando una “naturale selezione” che tenderà a pulire quello che è il più vasto catalogo ufficiale messo a disposizione degli utilizzatori del panda rosso, AMO (addons.mozilla.org).

Cosa sta succedendo in Nightly (e che quindi succederà nelle prossime versioni stabili del software) lo spiega direttamente Mozilla, in un articolo disponibile sulla Wiki ufficiale:

The Firefox team is currently focused on vastly improving performance in Firefox 57. Unfortunately, if you have add-ons installed in Nightly that are not WebExtensions, they make performance measurements on Nightly much harder. This is especially true of add-ons that are not multiprocess compatible and use shims.

Trovi maggiori informazioni (l’articolo è a oggi ancora in aggiornamento) all’indirizzo wiki.mozilla.org/Add-ons/ShimsNightly. Forse ti basterà sapere che, per ora, una modifica all’about:config ti permetterà di riportare in vita ciò che è stato automaticamente disattivato. Digita about:config nella barra dell’URL, premi invio e garantisci a Mozilla che farai attenzione a ciò che modificherai ;-)

Ora cerca la voce extensions.allow-non-mpc-extensions, e impostala a true, contrariamente a quanto presente di default (false, per ovvi motivi):

Firefox: estensioni disattivate perché non multiprocesso 1

La modifica è immediata, i componenti aggiuntivi si riattiveranno e –a meno che non abbiano bisogno di un riavvio del browser– saranno nuovamente operativi senza ulteriori operazioni da eseguire.

Cosa puoi fare nel frattempo? Cercare alternative ai componenti aggiuntivi utilizzati fino a oggi. Ti serve software che venga aggiornato e mantenuto nel tempo, in modo da soddisfare quelli che ormai sono i requisiti minimi (o consigliati) imposti da Mozilla, per rimanere al passo con i tempi e andare incontro alla continua evoluzione dettata spesso dalle esigenze degli utilizzatori stessi.

Vale ovviamente una giusta alternativa, quella che consiste nel contattare chi i componenti aggiuntivi li scrive, pregandolo di tenerli aggiornati, cosa che può anche succedere passando per AMO stesso, come per Xmarks (addons.mozilla.org/it/firefox/addon/xmarks-sync/reviews), mantenendo però la calma e tenendo a bada la lingua (o la tastiera, in questi casi). Giusto segnalare un malfunzionamento, ma con i modi corretti (e in inglese, consiglio spassionato). Io ho preferito contattare il supporto di LastPass (che possiede Xmarks) tramite il loro sistema di ticket, segnalando il problema (e ottenendo risposte che mi hanno lasciato intendere che l’helpdesk non conosca poi così tanto bene le varianti ufficiali di Firefox, ma tant’è).

Fai attenzione: con l’arrivo di Firefox 57 questa modifica sarà ufficialmente in produzione, senza riserve (salvo modifiche alla roadmap). Ricordati sempre che il forum di Mozilla Italia è sempre a tua disposizione in caso di problemi.

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