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Ti ho già parlato di Smart Wi-Fi Plug, più semplicemente descritte in precedenza come prese intelligenti, alleati di un’attivazione assolutamente soggetta a esigenza del momento (accensione / spegnimento manuale) o schedulazione stabilita e messa in atto. Ho acquistato su Amazon un nuovo prodotto da poter mettere alla prova, si tratta del TP-Link Smart Wi-Fi Plug HS100.

TP-Link Smart Wi-Fi Plug HS100

Partiamo dalle basi

Come anticipato nel cappello introduttivo dell’articolo, si è già parlato di prese intelligenti, necessità che è nata con la scusa del Natale dello scorso anno, durante il quale ho scelto di acquistare due differenti prodotti per pilotare da remoto (e poi schedulare) le luminarie (rete led sul balcone, albero in casa, nda):

Prese intelligenti: cosa acquistare?

Il succo del discorso è che –con una spesa intorno ai 30€– ti porti a casa qualcosa che nulla ha a che fare con i vecchi temporizzatori, né con le prese telecomandate che in alcuni casi deludono anche più. Il prezzo è altalenante e puoi trovare un equivalente cinese anche a meno (molto), ma non c’è supporto alcuno e le applicazioni spesso sono da installare all’infuori degli store ufficiali.

Parliamo di HS100

La TP-Link Smart Wi-Fi Plug HS100 non ha nulla di particolarmente differente rispetto a molti altri prodotti sul mercato. Corpo unico con attacco tedesco (Schuko), estetica minimale molto gradevole, aspetto tondeggiante dai bordi morbidi (diverso rispetto agli altri prodotti che ho già in casa) ma con la solita occupazione abbastanza importante che bisogna sempre calcolare quando si va a prendere le misure per ciò che si vuole mettere “sotto comando“.

Il prodotto è disponibile in pronta consegna Prime su Amazon, il costo si aggira intorno ai 30€ di cui ti parlavo poco fa, io ho approfittato di un’offerta (non che abbia tolto molto) per pagarlo 29€. Tu, se vuoi, puoi partire dal badge qui di seguito per effettuare l’acquisto:

Collegato alla presa di corrente, HS100 rimarrà in attesa di tuo intervento per poter procedere con il collegamento alla WiFi di casa e cominciare così il suo lavoro. Se vuoi puoi sfruttare il pulsante WPS che trovi nella parte superiore dell’accessorio ma, nel caso tu fossi paranoico come me e il WPS fosse disabilitato, puoi scaricare sin da subito l’applicazione “Kasa” che ti permetterà –ancora prima di controllare la presa intelligente– di configurarla e farla autenticare alla tua rete tramite smartphone:

Kasa for Mobile
Kasa for Mobile
Price: Free
Kasa for Mobile
Kasa for Mobile
Price: Free

Segui le istruzioni a video, dai un nome alla tua nuova HS100, collocala dove ti serve, pianifica accensioni e spegnimenti secondo la tua esigenza. L’applicazione, contrariamente a quella cinese di Yongse, è fatta decisamente meglio e –come per quella di D-Link– supporta più prodotti dello stesso vendor, così da centralizzare quanto più possibile gli accessori smart della casa.

In conclusione

Né più, né meno di quanto già visto, e mi meraviglierei del contrario. La lancia a favore la si spezza più che volentieri per la completezza dell’applicazione che però, rispetto per esempio a D-Link Home (già citata prima), non si integra con IFTTT (che per alcuni è strumento fondamentale per pilotare più condizioni contemporaneamente). Se non fosse per questo, potresti preferire di gran lunga il prodotto TP-Link (e io lo preferisco, perché sono completamente disinteressato all’integrazione tra D-Link e IFTTT che non sfrutto per nulla).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: l'ho acquistato direttamente io su Amazon.
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Che è un po’ un titolo “tirato per il collo“, me ne rendo conto, perché in realtà la porta OBD comunica allo smartphone ciò che la nuova versione del gadget automobilistico Vodafone, il V-Auto, rileva. Esso permette, tra le altre cose, di non perdere mai d’occhio la tua automobile, dandoti la possibilità di ritrovarla in un grande parcheggio oppure di seguirla in caso di furto (facendo i dovuti scongiuri), ma anche di lanciare un segnale SOS in caso di incidente. Il costo del prodotto è di 79€ e può essere sfruttato pagando un abbonamento di 5€ (ogni 4 settimane) che puoi disattivare quando desideri.

V-Auto by Vodafone: la porta OBD comunica con lo smartphone

Magari non te lo ricordi, ma qualcosa di simile esisteva già, e parlo sempre di un prodotto Vodafone, anche se i tempi erano quelli del “lab” e il gadget si chiamava “Driverxone” (si trova ancora qualcosa in giro, come questo vecchio thread sul forum della community). Avevo anche provato (nel 2014) a chiederne un sample, ma trattandosi di un prodotto in beta chiusa veniva venduto agli interessati e non c’è stato un vero e proprio lancio stampa, quindi ho dovuto rimandare il tutto e arrivare –finalmente!– oggi ad avere tra le mani la versione rivista e perfezionata, ufficialmente lanciata sul mercato.

V-Auto

V-Auto è un accessorio che si attacca alla porta OBD dell’automobile (cos’è la porta OBD?) e ne cattura alcune informazioni che possono tornare utili durante un’ispezione di officina, ma anche all’applicazione ufficiale del prodotto che è possibile scaricare dagli store di riferimento:

V-Auto by Vodafone
V-Auto by Vodafone
Developer: Vodafone
Price: Free
V-Auto by Vodafone
V-Auto by Vodafone
Developer: Vodafone
Price: Free

L’installazione si fa tutta tramite procedura guidata e richiede che si utilizzi una SIM ricaricabile Vodafone, limitazione importante che nel mio caso non avrei potuto superare senza l’aiuto di una SIM di test fornita dall’operatore stesso (ho una SIM business Vodafone, attualmente non compatibile con il servizio).

V-Auto by Vodafone: la porta OBD comunica con lo smartphone 4

C’è un nutrito elenco di marche e modelli selezionabili dall’elenco compatibilità di V-Auto, anche se ho notato che in alcuni casi mancano all’appello vetture certamente compatibili ma tenute fuori per altri motivi (per esempio, un restyling che manca all’appello, come nel mio caso):

Cosa fare in questi casi? Seppur non si tratti di qualcosa di certificato e sicuramente compatibile, puoi provare a selezionare un modello successivo al tuo, verificando in seguito (entro qualche giorno) che l’applicazione faccia correttamente il suo lavoro, per evitare di pagare a vuoto il servizio. Generalmente il work-around funziona se si tratta di modelli vicini tra di loro (data di produzione), perché i dati rilevati dal V-Auto sono “pochi” e facili da recuperare da quella porta nella tua vettura, non dovresti incontrare grandi difficoltà.

Procedi quindi con la compilazione dei dati richiesti a video (una volta superata la fase della scelta veicolo, nda) e dai la conferma a procedere con il pagamento dei primi 5€ (fatturazione ogni 4 settimane, te lo ricordo!) che verranno scalati direttamente dal credito residuo della SIM. Una volta ricevuta la conferma, dovrai spostarti verso l’automobile, si procede con l’installazione vera e propria.

Questa richiede:

  • che tu conosca dove si trova la porta OBD della tua vettura (non ti preoccupare, l’applicazione propone fotografie e istruzioni dettagliate per ogni modello compatibile!).
  • Che la tua automobile si trovi fuori dal garage (se sotterraneo), perché in caso contrario non ci sarebbe rilevazione della posizione via GPS (quello di V-Auto, nda), né tanto meno sarebbe possibile agganciarsi a una cella Vodafone.

Ciò che devi fare è parcheggiare l’automobile in una piazzola di sosta scoperta e NON accendere il motore.

V-Auto possiede infatti una batteria tampone al litio che può durare anche diverse settimane in assenza di energia (presa dalla batteria auto quando quest’ultima è accesa e in movimento), così da garantire il pieno funzionamento dell’alloggiamento SIM e del suo GPS integrato. Ciò sarà fondamentale in caso di incidente o di fermi prolungati della vettura (e inserirei anche i casi di furto).

Uso dell’applicazione

C’è ancora poco, ed è tutto sommato intuitivo, sicuramente ci sarà spazio in futuro per aggiungere nuovi dati e funzionalità a un oggetto che potrebbe per esempio dirci il livello di carburante nel serbatoio, o magari se c’è qualche altro errore o avviso che ci siamo persi quando abbiamo guardato l’ultima volta il cruscotto. Vodafone ha esperienza in questo settore, la sua tecnologia è già a bordo di vetture di tipo premium (come BMW o Porsche), ma anche in qualche modo connessa a qualcosa di più “terra“, come le FIAT 500 del servizio Enjoy, il potenziale c’è quindi tutto, si tratta solo di capire quanto spingersi in là e quanto questo servizio faccia reale breccia nei cuori dei suoi utilizzatori.

Ciò che certamente non mi è piaciuto è l’insistenza e lo scadere rapido delle sessioni di login che richiedono un’autenticazione a due fattori che passa necessariamente da un SMS inviato sul numero che paga l’abbonamento (lo considero ormai superato, e preferirei un’applicazione 2FA più rapida per confermare la mia identità, come Authy e soci), ma anche la scarsità di dettagli della schermata di Guida Sicura (un livello calcolato sulla base del proprio stile di guida, velocità media, chilometri percorsi), c’è certamente ampio margine per arricchire il tutto, ma ci vuole tempo.

Essenziale invece, ma già corretta, la schermata riepilogativa che propone i percorsi fatti con relativo giorno, velocità media, tempo impiegato e tappe toccate. Ti propongo qualche schermata catturata dall’applicazione di V-Auto:

In conclusione

V-Auto è un bell’accessorio, lo ammetto, ero curioso già della sua prima versione nel 2014, questa nuova progettazione basata su 3 anni di feedback e ulteriore sviluppo è stata pensata e realizzata per un pubblico certamente più ampio, rimodulando anche il prezzo del servizio (i 3€ dell’epoca sono diventati oggi 5, con fatturazione ogni quattro settimane anziché mensile), che diventa parte importante di un monte spesa annuale che va a sommarsi con qualsiasi altro costo a rinnovo (Spotify, Netflix, ecc.).

Può essere il giusto alleato per accompagnare la vettura che compri per tuo figlio, ma anche una finestra sui tuoi spostamenti con possibilità di tracciare facilmente tempi e chilometraggi (comodissimo soprattutto per i rimborsi spese), con un occhio di riguardo alla sicurezza costituita dal plus del servizio SOS di Vodafone che viene gestito da sede, che interviene autonomamente in caso di incidente grave, mandando soccorsi nel più breve tempo possibile (cosa della quale io mi devo fidare rispetto a quanto mi ha detto Vodafone, perché di certo non ho intenzione di provarla volontariamente!).

Il gioco può valere la candela? Ciascun caso va analizzato a compartimenti stagni, non ho un parere secco che possa calzare in maniera universale. L’applicazione può e deve migliorare, credo che già a livello firmware (aggiornando il V-Auto connesso alla porta OBD) si possa fare più di quanto a disposizione oggi, ma sono certo che le carte verranno scoperte con il tempo.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Vodafone, ho potuto tenerlo al termine dei test. Anche la SIM di test è stata fornita da Vodafone, viste le attuali limitazioni legate all'operatore (questa torna all'ovile).
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Prima di parlare di SRS-XB10, buongiorno e bentrovato. Nonostante qui tutte le attività lavorative siano ripartite già da una settimana, molti lettori (e forse anche tu) sono appena tornati davanti alla scrivania e al monitor, spero che le tue feste siano andate bene :-)

Se ti sei perso il vero protagonista della settimana da poco terminata (che protagonista lo rimarrà per molto altro tempo ancora, sfortunatamente), ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo.

Ma ora bando alle ciance. Ti avevo parlato del Sony SRS-X11 più di due anni fa, è stato per me compagno fedele di lavori di ristrutturazione mentre la nostra nuova casa prendeva forma, l’ho adorato perché ha sempre fatto il suo lavoro e ha accompagnato sottoscritto e operai in mezzo alla polvere e alla vernice, e funziona tutt’oggi anche se meno utilizzato (è nel garage di casa, dove ogni tanto lavoro e ascolto un po’ di buona musica). Sony mi ha ha permesso di mettere mano su un SRS-XB10, che a vederlo è un po’ quel “vecchio” cubo rivisitato, con un aspetto estetico meno spigoloso e la solita buona profondità di suono che contraddistingue il costruttore giapponese.

Sony SRS-XB10 è il degno erede dell'adorato Sony SRS-X11?

Speaker full-range mono da 46 mm racchiuso in un diametro da circa 7,5 cm e un’altezza inferiore ai 10 cm (9,1 secondo quanto dichiarato nelle specifiche tecniche), SRS-XB10 fa parte della linea Extra Bass di Sony che –ormai dovresti saperlo– va a stuzzicare quel piccolo essere tamarro che vive ancora nel mio corpo dopo circa 30 anni di esistenza. Il prodotto pesa (giusto per non allontanarci troppo dal suo predecessore) circa 260 grammi, assolutamente trasportabili in qualsiasi occasione e modo.

Ovviamente la connettività è quella alla quale ci ha abituati Sony, il pacchetto è il solito “completo” che comprende quindi NFC, Bluetooth e AUX (quest’ultimo stavolta nascosto alla vista, capirai tra breve perché), con pulsanti dal gradevole feed al tatto, che affondano leggermente prima di poter portare a termine il loro lavoro.

Ancora una volta ritroviamo la possibilità di utilizzare il dispositivo come vivavoce per lo smartphone (anche se in tal senso, continuo a sostenere che questa funzione non fa il suo dovere in maniera corretta, costringendo a spostare la telefonata sullo speaker e microfono del telefono). Presente all’appello anche l’accoppiamento con un altro speaker bluetooth della stessa serie, per ottenere un suono “stereo” e di maggiore impatto all’interno dello stesso ambiente.

La nota nuova di SRS-XB10 consiste invece nell’impermeabilità del prodotto, certificato IPX5, resistente quindi all’acqua ma non in grado di immergersi o galleggiare come succede per il Wonderboom di UE, motivo per il quale l’attacco AUX (IN) è ben protetto e “nascosto” insieme al microUSB e al foro di reset, sotto un tappo molto ben compresso, messo lì a lato dei controlli.

Riporto, per completezza:

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

La durata della batteria di SRS-XB10 viene stimata in circa 16 ore di autonomia, che possono variare (non mi stancherò mai di dirlo) in base al volume mantenuto e alle condizioni di utilizzo del prodotto (come la distanza dalla sua sorgente bluetooth, per esempio, o la temperatura dell’ambiente), ore oltre le quali dovrai tirare fuori il cavo (fornito nella scatola del prodotto) e collegarlo a una sorgente elettrica (il caricabatterie del tuo smartphone, oppure una porta USB del tuo PC, perché l’attacco a muro non è fornito).

Passa alla cassa

Paragrafo di conclusione che negli anni non può che riproporsi in questo tipo di articoli. Sony SRS-XB10 ha un prezzo di listino di 60€ secondo il sito web del produttore, ma puoi facilmente trovare sconti sul prodotto pari o superiori ai 20€. In questo momento di stesura dell’articolo, su Amazon si trova facilmente a 35€, ti propongo qui di seguito i link diretti per l’acquisto (e aggiungo 3 tipi di custodie per trasportare lo speaker facilmente, proteggendolo):

Il prodotto è bello esteticamente, costruito bene (a questo Sony ci ha ormai abituato, inutile negarlo), con un suono certamente gradevole e potente quanto basta (considerando dimensioni e capacità tecniche), adatto alle stanze di casa propria oppure la scrivania in ufficio (per diffondere buona musica e allietare anche i colleghi di lavoro, perché no), valido anche per seguirti altrove, magari in bicicletta durante una buona pedalata al parco. Il prezzo, passando da fornitore terzo, è parecchio interessante (ci sono competitor molto meno blasonati che arrivano a inserire prodotti di mercato intorno ai 20/25€, facci caso e tieni conto della differenza).

Quindi, giusto per concludere rispondendo alla domanda posta nel titolo dell’articolo beh, la risposta è no, e non certo per una mera questione tecnica (quella la passa con la promozione e buoni voti), ma per la questione affetto e nulla più! ;-)

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Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Disponibile per macOS e Windows, Acethinker Video Master è la versione offline e più completa di quel Video Converter disponibile gratuitamente online, all’indirizzo acethinker.com/online-converter, la quale permette di ritoccare i video, scaricarne da piattaforme online (come YouTube) e molto altro. Io ho avuto l’occasione di provarlo su PC Windows, ti racconto brevemente com’è andata.

Acethinker Video Master 6

Sufficientemente intuitivo e accessibile anche a chi non ha esperienza alcuna con questo tipo di lavori, permette di lavorare (su più passaggi) un video da modificare, da modellare secondo proprie esigenze, da convertire in diverso formato o più semplicemente da integrare con diversi altri spezzoni scaricati o ottenuti separatamente. Io ho approfittato di questo test per mettere le mani su una registrazione di SuperQuark che ha fatto uno splendido approfondimento sui Mosaici di Ravenna.

Ho potuto quindi passare da una puntata intera (ottenuta dal sito della RAI) a un semplice spezzone tagliato e modellato a regola d’arte, senza perdere un secondo del servizio desiderato. La codifica del video finale è molto rapida (anche se questa dipende in realtà molto dalla tua dotazione hardware e dalla quantità di processi già attivi sul PC) e il risultato è ottimale.

Oltre alla modifica dei file video, Acethinker Video Master permette di scaricare video di YouTube (e altri siti web noti che svolgono lo stesso mestiere) così da poterli tenere conservati sul disco fisso del proprio PC (o su un qualsiasi altro dispositivo di memorizzazione), anche se ovviamente non tutti i siti web che probabilmente utilizzi saranno compatibili con il suo downloader (io l’ho messo alla prova proprio con il sito di RAI).

O, se non è il download a interessarti, potrai pensare di convertire una discreta quantità di formati video (MP4, MKV, AVI, WMV, HEVC, H.264, MKV, 3GP, FLV, SWF, HTML5, M4V, MOV, ASF, DV, VOB, OGV, YouTube, ASF, RM, MTS/M2TS/TS/TP/TRP, MOD, TOD, secondo il sito web ufficiale) in quello che più ti si confà (o di cui hai necessità), potendo inoltre sfruttare alcuni preset di impostazioni dedicate all’ottimizzazione dei video per le marche di smartphone e più in generale di dispositivi / supporti smart più conosciute (Apple, Samsung, HTC, Blackberry, Sony, Nokia, Motorola, Game, LG, TVS, DVD, Android, Archos).

Infine, per chi è alla ricerca di qualcosa di completo che possa anche registrare video da zero, Acethinker Video Master propone una funzione dedicata alla cattura del video (anche in HD) dalla propria WebCam o altra sorgente di input, così da permetterti poi di sfruttare le altre funzioni integrate nel programma per poter completare la tua opera. Questo può tornare molto comodo anche nel caso in cui tu voglia creare dei tutorial video riprendendo il tuo Desktop, con possibilità di caricare poi il risultato direttamente su YouTube (ma non solo).

Il software ha un costo di circa 30$, ma puoi provarlo gratuitamente scaricandolo direttamente dal sito web ufficiale.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: licenza fornita da Acethinker, che ringrazio. Ho potuto tenerla al termine del test.
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Dalle sembianze e dimensioni che ricordano per certi versi una scatola di pelati, il sistema Somfy One+ è in realtà un agglomerato di tecnologia in grado di proteggere ciò a cui teniamo generalmente di più: la nostra casa. Ho avuto la possibilità di giocare con lui e i suoi accessori per qualche tempo, l’ho messo alla prova sostituendo una delle telecamere che sorvegliano il living del mio appartamento, ora posso raccontarti com’è andata.

Somfy One+: sistema smart di protezione della casa 1

Non è la prima volta che mi occupo di questo argomento, mi piace sperimentare e sono certo che non si finisca mai di imparare in merito, soprattutto perché c’è di mezzo qualcosa a cui generalmente affidiamo la nostra tranquillità, i nostri ricordi più cari.

Per sommi capi, il prodotto di Somfy racchiude:

  • una telecamera full HD (1080p) a 30 fps (che potrai sfruttare al massimo solo se te lo consentirà la tua banda in upload, diversamente dovrai pretendere qualcosa in meno) che a sua volta permette:
    • visione grandangolare a 130° (meno di quanto facevo con la DCS-960L sostituita in occasione di questo test) e zoom digitale 8x,
    • visione notturna fino a 6 metri di distanza;
  • una sirena da circa 90 dB;
  • microfono e altoparlante per poter ascoltare e dire la propria in stanza (ti ci vedo a urlare all’eventuale intruso di andare via per cortesia!);
  • un sensore CMOS 1/3″ AR0330 e uno di movimento fino a 5 metri che promette di sorprendere chiunque senza però farsi ingannare dai nostri animali domestici (e vorrei anche vedere, con quella quattro zampe che ho in casa);
  • registrazione in cloud dei filmati h24 (ma di questo te ne parlo meglio dopo);
  • una batteria tampone della durata di 6 ore nel caso in cui venga a mancare la corrente elettrica.

Su quest’ultimo aspetto sono rimasto un po’ dubbioso, perché se dovesse mancare la corrente, il router finirebbe KO con essa, facendo quindi perdere la possibilità a Somfy One+ di inviare le notifiche push allo smartphone. Il produttore in questo caso propone la tecnologia SomfyAround, che cerca ponti funzionanti su prodotti della stessa serie nei dintorni (una specie di rete WowFi di Fastweb, nda), ammesso che ce ne siano. I video registrati invece rimangono salvati sulla memoria locale, non removibile (si parla di una scheda SD montata nella Somfy One+, ma non ho idea di quanta memoria tu abbia a disposizione e se questa sia sostituibile autonomamente in caso di guasto).

Prima configurazione

La si effettua tramite applicazione ufficiale del produttore, e questo mi piace poco perché –come forse saprai già– prediligo di gran lunga la configurazione manuale via interfaccia web, assente su Somfy One+. L’applicazione è chiaramente gratuita e si trova sugli store di Apple e Google:

Somfy Protect
Somfy Protect
Price: Free
Somfy Protect
Somfy Protect
Price: Free

Questa sarà la tua interfaccia unica per la gestione del prodotto (altro punto a sfavore, perché talvolta non propriamente reattiva nel collegamento ai server del produttore, a prescindere che si utilizzi la WiFi di casa o il 4G). Ti verrà richiesto di creare un account e, una volta fatto, potrai installare i tuoi componenti (unità principale e accessori al seguito):

È tutto maledettamente semplice e alla portata di chiunque, credimi, anche tuo nonno potrebbe installarsela in pressoché totale autonomia, su questo ho ben poco da ridire, ed è certamente un punto a favore di questa eventuale scelta. In pochi minuti riuscirai a dare un’occhiata allo streaming live catturato dal prodotto (il ritardo è minimo), il quale verrà inoltre registrato gratuitamente sul Cloud di Somfy per i primi 15 giorni, oltre i quali occorrerà pagare un abbonamento per continuare a usufruire del CVR (il servizio di registrazione continua). Il dazio richiesto potrà arrivare a costare anche 10 euro circa al mese (qui le offerte disponibili), da aggiungere perciò al prezzo del prodotto (e da considerare su base annua se lo si vuole continuare a sfruttare).

Peccato per il collegamento alla WiFi casalinga, che viene stabilito sulla rete 2,4 GHz nonostante la disponibilità della 5 GHz:

Somfy One+: sistema all-in-one di protezione della casa

Personalizzazione

La posizione scelta per la telecamera dovrà essere quanto più possibile centrale rispetto all’ambiente da controllare, è così che l’obiettivo grandangolare potrà svolgere al meglio il suo mestiere durante le ore d’assenza da casa.

Nel caso tu fossi un po’ smemorato e dimenticassi di attivare l’allarme chiudendo la porta alle tue spalle, potrai scegliere di programmare un avvio schedulato su base giornaliera, impostando un’ora ben precisa alla quale il prodotto entrerà in azione proteggendo il suo territorio. Una volta rientrato all’ovile, invece, potrai disattivare l’allarme e mandare in modalità privacy Somfy One+, chiudendo lo sportellino e pretendendo così che resti in disparte per il resto della giornata / notte, senza poter registrare alcunché.

Se non disattiverai l’allarme entro 30 secondi, Somfy One+ farà partire un segnale acustico alquanto fastidioso, in grado di attrarre sicuramente l’attenzione, anche nel caso in cui qualcuno decida di staccare lo spinotto di alimentazione, poiché coadiuvato da batteria tampone (di cui ti parlavo prima). L’operazione di disattivazione (o di attivazione) potrà essere eseguita tramite il telecomando (disponibile nella scatola originale di Somfy One+ o acquistabile separatamente in seguito, se necessario) o via applicazione su smartphone (questa, in base ad alcuni sporadici casi non riproducibili, non è estremamente veloce, un piccolo neo che ho notato e che mi ha dato fastidio in un paio di occasioni, nda):

Condivisione

Se vuoi permettere ad altre persone di disattivare il tuo allarme nel caso in cui questo scatti per un falso positivo, potrai invitare un utente già registrato (o che si registrerà contestualmente) al servizio Somfy Protect, assegnandogli poi i giusti permessi (molto basilari). Tutto viene gestito tramite l’invio di una mail da parte del produttore e, in seguito, da un avviso a video nell’applicazione Somfy Protect che il tuo familiare avrà installato sul suo smartphone:

Condivisione che a mio parere può sfociare anche in un diverso discorso, da dedicare al ragionamento su più livelli e più stanze da tenere d’occhio, affidandosi agli accessori consigliati per Somfy One+. Penso per esempio all’IntelliTAG, piccolo sensore in grado di capire se una porta di ingresso (ma non solo) viene aperta (così da far partire il conto alla rovescia per far scattare l’allarme), molto diverso dal più classico rilevatore magnetico, questo è in grado di carpire il più sciocco movimento cercando di abbattere quanto più possibile il tentativo di manomissione, frutto di uno studio brevettato dalla stessa Somfy (qui trovi maggiori informazioni).

Il parco di compatibilità con i sistemi One e One+ è ampio, e permette di includere anche ulteriori rilevatori di movimento interno (senza telecamera), ulteriori sirene interne ed esterne, videocamere di sicurezza sottili e pratiche, ecc. Trovi una pagina dedicata alla composizione di un sistema One completo all’indirizzo protect.somfy.it/it/componi-il-tuo-sistema-somfy-one.html.

In conclusione

Un prodotto che ha certamente dei vantaggi nell’integrare ogni tecnologia necessaria alla protezione del proprio ambiente casalingo, permettendo inoltre un’espansione che ti consentirebbe di allargarne lo spettro di verifica e controllo, certamente non della linea più professionale esistente, ma pur sempre un qualcosa che un privato cittadino potrebbe tranquillamente inserire nella lista della spesa per la sorveglianza di casa propria.

Arrivando al punto e a quella che in Romagna verrebbe schiettamente chiamata “la dolorosa“, un sistema Somfy One+ che comprende quindi un telecomando e un IntelliTAG arriva a costare (di listino) 399€. Non è poco, affatto, ma neanche troppo se si considera l’eventuale acquisto di una serie di IP Cam provviste di microfono in-out e una buona ottica in grado di tenere l’occhio vispo su quanto più spazio possibile senza rinunciare alla qualità di trasmissione. Non considero poi nell’equazione un sistema di allarme completo e più professionale (montato da specialisti, per un buon motivo).

Provando a passare da Amazon qualcosina la si risparmia certamente, ma non si tratta di sconti che fanno realmente la differenza.

A me non resta che ringraziare Somfy per avermi permesso di testare il prodotto, che ora verrà formattato e riconsegnato al mittente! :-)

Io, come al solito, ti invito a lasciare un commento per qualsiasi dubbio o per esprimere un tuo giudizio nel caso in cui tu abbia acquistato il prodotto e lo stia utilizzando per tenere d’occhio casa tua, o magari il tuo ufficio, o chissà cos’altro!

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Somfy, tornato all'ovile al termine del test.
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