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Lo scorso 30 giugno Authy (fai clic qui se non sai di cosa sto parlando) ha annunciato la disponibilità di una prima versione beta del suo client per PC Windows e macOS:

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Dopo anni passati tra smartphone (o tablet) e la sola estensione per Google Chrome, sembra che finalmente si sia arrivati a un’intenzione concreta, per portare l’autenticazione a due fattori più vicino a ciò che spesso la richiede, un PC. Ci si autentica al servizio desiderato e si ottiene il codice direttamente con un ALT + TAB (Windows, ovviamente, su macOS ⌘⇥), il tutto risparmiando preziosi secondi ed escludendo l’ingaggio di uno smartphone che spesso si vorrebbe lasciare in tasca, o nel cassetto della scrivania.

Il pacchetto di installazione si scarica dal sito web ufficiale e Authy invita gli utilizzatori a inviare ogni feedback all’indirizzo di posta elettronica beta@authy.com, per permettere agli sviluppatori di correggere rapidamente errori e sviste, ma anche di introdurre quanto prima tutte le funzioni già disponibili sul ben più stabile e ricco client per Android e iOS.

La funzione di OneTouch Authentication, che è una tra le cose più interessanti e comode dell’applicazione Mobile, arriverà anche su questa beta PC / macOS di Authy, insieme alla versione del programma per i sistemi Linux. Ciò che nel frattempo puoi già fare e che consiglio caldamente, è proteggere (ulteriormente) i tuoi accessi 2-Step tramite codice di sblocco del nuovo software beta (la Master Password, stesso concetto messo in atto sul software mobile).

In attesa che vengano rilasciate nuove versioni di Authy PC (da capire se riuscirà questa ad aggiornarsi in autonomia o se sarà necessario scaricare e installare manualmente un nuovo pacchetto prendendolo dal sito web dell’azienda), a te non resta che tenerti una copia installata sul tuo smartphone e mettere in funzione anche la versione PC, così da avere sempre a portata di mano i tuoi codici di autenticazione randomici.

Authy
Authy
Developer: Authy Inc.
Price: Free
Authy 2-Factor Authentication
Authy 2-Factor Authentication
Developer: Authy
Price: Free

esc.

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Ne hanno già parlato in molti, io ho atteso, ho provato a capire se potesse “starmi bene addosso“, un po’ come le palme di Piazza Duomo a Milano. Se queste ultime posso tranquillamente sopportarle (un tocco esotico in qualcosa che di esotico non ha nulla, ma tant’è), la prima proprio non va giù. Una verifica 2-Step anomala, che non ci si aspetta, ma evidentemente in Facebook hanno pensato di dare una svecchiata al metodo.

Per permettere a WhatsApp di funzionare, dovrai associare un numero telefonico univoco che andrà verificato tramite un semplice SMS (o chiamata in caso di problemi). La vera “novità” è quella relativa però all’introduzione dell’autenticazione a due fattori, quella che chiunque di noi è abituato a vedere passare da applicazioni di terze parti in grado di leggere l’ormai tradizionale codice QR e fornire la sequenza numerica che cambia ogni 30 o 60 secondi (o altri intervalli di tempo regolari).

WhatsApp è diversa. La loro autenticazione a due fattori in realtà è un codice di 6 cifre che non cambia, come una password senza scadenza, uno step in più –certamente– ma che fa comunque parte di noi utilizzatori, perché siamo noi a sceglierlo, perché nella maggior parte dei casi –senza prestare la dovuta attenzione– si andrà a utilizzare qualcosa che ci può essere associato. Una data di nascita, la parte numerica di una targa, un numero di telefono e altro ancora, tutti dati che in qualche maniera possono venirci sottratti, come tradizione vuole con le password facilmente aggirabili. Non è una vera 2-Step, è –concedimi la battuta scema– uno step e mezzo a fatica.

In ogni caso, il consiglio è quello di attivare la funzione, si tratta pur sempre di un’ulteriore strato di difficoltà che si interpone tra il tuo account e un eventuale malintenzionato:

Non servirà null’altro, solo tanta pazienza. WhatsApp ti richiederà di inserire quel codice di tanto in tanto (pure troppo) per evitare che tu possa dimenticarlo, e per proteggersi da accessi eventualmente non autorizzati. Funziona così anche con Authy (te ne ho parlato qui), ma in versione meno “ansia” e ignorabile secondo richiesta dell’utilizzatore.

La tradizionale verifica 2-Step è da sempre disponibile su Facebook (sito web e applicazione), non riesco a capire perché non portare a bordo anche WhatsApp, ma per il momento ci si dovrà accontentare (ancora ricordo i primi passi di 2-Step authentication di Twitter, poi tornata sui suoi passi, tutti possono cambiare in meglio).

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Dopo il B50-50, ho messo mano su un Lenovo ThinkPad E560, portatile per PMI anch’esso da 15.6″ disponibile in più configurazioni (processore, scheda grafica, ecc.). Come per l’altra macchina, vi suggerisco di dare un’occhiata a scheda tecnica e prestazioni tenendo conto della panoramica, proprio per la varietà di configurazioni possibili. Ciò che ancora una volta mi interessa fare, è informarti, nel caso tu possegga questa macchina, riguardo i programmi inutili installati a bordo del sistema operativo. Si parla ancora una volta di un Windows 7 Professional OEM Lenovo.

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un ThinkPad E540

AlertVale la stessa regola dell’ultima volta: non posso supportare eventuali problemi della macchina nei commenti. Per questo tipo di cose esiste già il forum di supporto di Lenovo, posso solo dare qualche indicazione per il primo utilizzo e pulizia della personalizzazione prima di passare all’utilizzo quotidiano, per cercare di togliere quanta più sporcizia possibile, che di RAM e spazio libero su disco non ce n’è mai abbastanza.

I fondamentali: ripristino immagine

Contrariamente al solito, la chiave da 8GB non mi è bastata. Non avendo a disposizione quella da 16, sono dovuto ricorrere a qualche vecchio DVD-R ancora vergine (che tenevo come repertorio storico sulla scrivania). Un totale di 5 dischi utilizzati, di cui il primo (lo “zero”) masterizzato solo per contenere il necessario all’avvio dell’utility per il ripristino di fabbrica. Dopo di lui, 4 dischi contenenti i dati necessari per riportare allo stato originale il Lenovo E540. Ora i dischi possono andare a finire in magazzino per imperitura memoria.

L’utility per creare i dischi è già installata sul sistema, e parte semplicemente facendo clic sulla partizione di recupero “Lenovo_Recovery“, che dovrebbe corrispondere alla lettera Q visibile in “Computer” (su OS Windows 7). Questa partizione può essere eliminata (recuperando spazio disco) se il supporto di recupero immagine di fabbrica è stato creato e messo al sicuro.

Pulizia del sistema

Ora che sei partito con un sistema “pulito” (si fa per dire) puoi finalmente passare alla vera pulizia dello stesso, rimuovendo programmi inutili che occupano spazio e risorse che potresti investire in tutt’altra cosa, altri tipi di software, non imposti certo da fabbrica.

Parto come al solito con la lista di quelli che puoi pulire senza troppi pensieri. L’elenco non è in ordine alfabetico.

Cancellazione sicura

  • CyberLink PowerDVD 10: dovresti conoscerlo, in caso contrario puoi leggere tutte le informazioni sul prodotto all’indirizzo it.cyberlink.com/products/powerdvd-ultra/features_it_IT.html. Anche stavolta riporto l’alternativa data per il B50-50: ti va di dare un’occasione a VLC?
  • Lenovo Communications Utility: consente di modificare tutte le impostazioni di funzionalità integrate, quali videocamera, microfono e funzioni audio, in un’unica posizione, per ottimizzare l’esperienza relativa a video e VOIP (Voice over Internet). Informazioni disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds028673.
  • REACHit (lenovo.com/us/en/apps/reachit) e SHAREit (shareit.lenovo.com) sono le due applicazioni Lenovo dedicate alla gestione e condivisione di file, in barba a sistemi ben più rodati e robusti come possono essere Google Drive o Dropbox. Cancellali se non li hai mai usati e non intendi farlo, tienili se hai già utilizzato questa tecnologia in passato.
  • Lenovo Warranty Information: poche informazioni (e pure confuse) sul sito ufficiale. Riporto direttamente da fonte esterna: “Lenovo Warranty Information is a program developed by Lenovo. The most used version is 1.0.0005.00, with over 98% of all installations currently using this version. The main program executable is WarrantyViewer.exe. The software installer includes 4 files and is usually about 799.93 KB (819,128 bytes). In comparison to the total number of users, most PCs are running the OS Windows 7 (SP1) as well as Windows 8.“. Esperti ricercatori stanno ancora cercando di capire il senso della sua esistenza, rimuovi in tranquillità.
  • Message Center Plus: ovvero, come ti sostituisco (o almeno ci provo) il Centro di Sicurezza di Windows, avvisandoti riguardo problemi che già il Sistema Operativo notifica abitualmente, tenendo attivo un processo in background che probabilmente non serve ad alcunché. Tutte le informazioni sul prodotto (e i download) sono disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds000885.
  • Lenovo User Guide: facile intuire che si tratta dei manuali di utilizzo del laptop. Pensateci: come un CD driver (per le stampanti o più in generale per le periferiche acquistate presso i rivenditori), anche i manuali salvati in locale su un portatile nascono già obsoleti rispetto a quello che è possibile trovare online.
  • CyberLink PowerDVD Create: vale quanto detto per il B50-50 l’ultima volta. Se hai bisogno di un programma di masterizzazione, ti consiglio di passare a un’alternativa non a pagamento e decisamente più leggera, come InfraRecorder.
  • Lenovo Solution Center: il centro di controllo (pure troppo) dato in pasto a qualsiasi modello Lenovo. In azienda abbiamo deciso di rimuoverlo da ogni nostro portatile, ancora stiamo cercando un problema legato al non averlo a bordo macchina, sappi che non l’abbiamo trovato.
  • Lenovo QuickControl: “consente di controllare il computer in remoto utilizzando lo smartphone. Puoi controllare il cursore del mouse, modificare le impostazioni del secondo schermo e gestire le app e le finestre attive. Lenovo QuickControl richiede l’esecuzione di un’app dedicata sullo smartphone.“, come riportato nella scheda disponibile all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/products/laptops-and-netbooks/thinkpad-w-series-laptops/thinkpad-w550s/downloads/ds035726.
  • Lenovo QuickDisplay: informazioni in merito pressoché inesistenti, si trova qualcosa all’indirizzo thinkwiki.org/wiki/Lenovo_QuickDisplay e si capisce che in realtà questo tool serve esclusivamente a sfruttare collegamenti senza fili per trasmettere verso accessori della stessa marca.
  • Lenovo Solutions for Small Business e Lenovo Solutions for Small Business Customizations: un set di utility pensate e sviluppate da Intel per Lenovo, inutile dire che fine gli ho fatto fare (qui puoi trovare maggiori informazioni: support.lenovo.com/it/it/downloads/ds030146#notes).
  • RapidBoot HDD Accelerator: riporto quanto trovato direttamente nel blog di Lenovo, che scrive “RapidBoot uses a collection of proprietary technologies and optimizations, which vary based on the EE 3 system. Smart defragmentation defragments the area of the hard disk drive that contains the boot files used to load Windows®. Defragmenting increases the speed that the data can be accessed and read. HDD accelerator uses system memory (RAM) as a cache for boot files, which allows faster performance.“, motivo per il quale ho scelto di disinstallare il prodotto, considerandolo assolutamente inutile, voglio essere io a deframmentare il disco se e quando necessario (se ne parla anche nel forum di Lenovo).
  • Lenovo Registration: non c’è nulla o quasi di documentato su questo singolo modulo, ma il nome è abbastanza parlante, qualcosa è possibile leggerla sul sito di Should I remove It?
  • Nitro Pro 9: nona versione della suite di lavorare e modificare file PDF (e non solo), tutte le informazioni sono disponibili sul sito web ufficiale. L’ho disinstallato esclusivamente perché non utile all’utente finale, dovrai essere tu a decidere se mantenerlo oppure no. Esistono diverse alternative gratuite, forse non complete come Nitro ma in ogni caso valide.

Quelli a metà strada

  • Microsoft Office: nel senso che sta a voi capire se tenerlo o meno. Si tratta della versione che è possibile attivare o provare per qualche tempo. Per chi ha già un abbonamento Office 365, basterà scaricare l’ultimo pacchetto disponibile dall’area personale, è possibile quindi eliminare questo Office pre-caricato e far spazio al proprio, o magari a OpenOffice.org (se lo utilizzi).
  • Lenovo Active Protection System: un software che dovrebbe proteggere la salute del tuo hard disk nel caso in cui questo riceva uno shock (da caduta, o da impatto), descritto all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/documents/ht003517. Un software che diventa inutile nel caso in cui tu vada a montare un disco a stato solido (SSD), forse utile quando si tiene il disco meccanico previsto da fabbrica. Nulla potrà salvarti (per esperienza personale) da una botta imprevista e ben assestata, neanche un miracolo. Scegli quindi il destino di questo tool.
  • Norton Internet Security: un anno di abbonamento sfruttabile per un antivirus che io preferisco non utilizzare. A te la scelta. Puoi sfruttare l’annualità gratuitamente offerta, poi cambiare prodotto, oppure rimuoverlo immediatamente e scegliere la tua soluzione di protezione.

Quelli da non toccare

  • ThinkPad USB 3.0 Ethernet Adapter Driver: un driver che permette di installare all’occorrenza una nuova scheda di rete (e relativa porta) utilizzando una porta USB. Magari non la userai mai, ma è pur sempre un driver già a bordo macchina, puoi passare avanti e non rimuoverlo.
  • ThinkPad UltraNav Driver: tutto ciò che riguarda il touchpad.
  • ThinkPad OneLink Dock: i driver della Docking Station. Trattandosi di serie ThinkPad, può essere attaccato (tramite attacco pinza posta sulla parte bassa della scocca, sotto la tastiera) al suo replicatore di porte, per poter utilizzare agilmente il portatile con un monitor esterno, tastiera, mouse, ecc.
  • Lenovo Power Management Driver: profili di utilizzo energetico del portatile. Puoi lasciarli lì e verificare se possono (o meno) tornarti utili direttamente selezionandoli dal Pannello di Controllo del Sistema Operativo.

Ho citato 4 voci nella possibile installazione custom del tuo E560, in realtà ci sono però più voci, utili ai fini della corretta gestione del portatile. In generale, se non riportate nell’elenco delle disinstallazioni sicure, puoi lasciare vivere i software che trovi in giro nel Pannello di Controllo. Ti consiglio inoltre di tenere sempre aggiornati driver e applicazioni Lenovo sopravvissute tramite System Update (chiamato anche “Lenovo – Aggiornamento e driver“):

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un ThinkPad E560

In conclusione

Non dovrei aver dimenticato nulla. Il ThinkPad E540 dovrebbe ora aver recuperato un po’ di spazio disco e della RAM precedentemente utilizzata per tenere in piedi servizi e processi inutili per la quotidianità. Hai altri suggerimenti da integrare nell’articolo? L’area commenti è -come sempre- a tua totale disposizione.

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Ho da poco scelto di sostituire un compagno fedele che per anni ha protetto l’accesso a questo blog (e non solo questo), chiedendomi sempre un codice di autenticazione insieme alla password del mio account. Sai già quanto ho spesso parlato in passato di autenticazione in due passaggi e quanto è importante per proteggere l’accesso ai servizi che utilizzi.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 3

Il tuo blog WordPress non fa certo eccezione, per anni (in concomitanza con l’attivazione 2-Step per il mio account principale Google, da poco rinnovata) ho utilizzato (e mi sono trovato bene) il plugin gratuito Google Authenticator:

Google Authenticator
Google Authenticator
Developer: Henrik Schack
Price: Free

Una rapida configurazione per ciascun account utente, procedendo in autonomia tramite area personale (quella con tutti i dettagli dell’account WordPress) ed ecco servito il campo Authenticator come obbligatorio per poter procedere, la migliore condizione è quella nella quale non si prevede una password per accesso applicativo (per esempio per utilizzare il blog dall’applicazione WordPress per iOS o Android) così da evitare ulteriori rischi. Perché quindi ho scelto di cambiare? Maggiore comodità e standardizzazione riferita all’utilizzo di Authy, applicazione che permette di generare codici di autenticazione 2-Step della quale ti ho già parlato in passato. È proprio suo il plugin in uso adesso, che permette tra l’altro di sfruttare un’autenticazione “OneTouch” estremamente comoda e simile a quella pensata e realizzata da Google.

Il plugin di Authy: configurazione e test

Installa e attiva il plugin di Authy, lo trovi (come al solito) nell’area pubblica su WordPress.org (raggiungibile quindi anche da Dashboard):

Authy Two Factor Authentication
Authy Two Factor Authentication

Ora, per poter utilizzare il plugin, dovrai fornire una chiave API (gratuita) che dovrai generare dal sito web del produttore, all’indirizzo authy.com/signup (ti confermo che occorrerà creare un account Twilio per generare l’API Key di Authy, giusto per tua sicurezza). Grazie all’account appena registrato, potrai poi fare accesso anche a dashboard.authy.com, sito web dal quale gestire l’applicazione appena generata (e attraverso la quale hai ottenuto la chiave API per configurare il plugin nel tuo blog) e crearne di nuove senza ovviamente dover registrare ogni volta un nuovo account.

Copia la chiave API, torna su WordPress e incollala nel campo Authy Production API Key delle impostazioni del plugin:

WordPress e Authy: autenticazione OneTouch 4

Assicurati di aver abilitato la possibilità di autenticarsi in due fattori per le categorie di utenti che desideri (nel mio caso le ho selezionate tutte) e di rendere obbligatorio il doppio fattore (l’opzione avrà validità solo per chi poi andrà ad abilitare l’autenticazione in due fattori nel proprio profilo del blog), quindi fai clic su Save Changes per confermare.

Il plugin, se nulla è andato storto, sta già facendo il suo lavoro e permette già un’autenticazione in due passaggi. Per poterlo verificare, ti basterà andare nel tuo profilo sul blog, quindi scorrere la schermata e andare ad abilitare la Two-Factor Authentication, come in immagine:

WordPress e Authy: autenticazione OneTouch

Questo farà partire la procedura di verifica, la quale richiederà anche il tuo numero di telefono (ti verrà inviato un codice via SMS per confermare la tua identità). Una volta immesso il codice ricevuto, l’autenticazione in due fattori sarà finalmente attiva.

Prova a disconnetterti dal blog. Ricollegati subito dopo, dovresti poter vedere il solito blocco di richiesta username e password. Una volta superata la prima autenticazione, ti troverai davanti alla necessità di inserire il codice 2-Step generato da Authy. Se inserendolo e confermando il login passi questo ulteriore controllo, vorrà dire che hai portato a termine il tuo lavoro in maniera corretta :-)

(Se non hai passato il controllo e non riesci più ad accedere alla tua Dashboard, puoi sempre andare a cancellare o rinominare la cartella del plugin via FTP, questo basterà ad eliminare l’ostacolo e permetterti di autenticarti come amministratore nuovamente, per andare a verificare cosa è andato storto).

OneTouch

Non mi sono dimenticato. Ho scelto di parlarti di OneTouch in un paragrafo separato perché si tratta di qualcosa in più rispetto al funzionamento base di Authy. OneTouch permette infatti di autorizzare l’accesso al proprio blog con un semplice clic, una volta aperta l’applicazione sul proprio smartphone. Ciò non implica il fatto di dover escludere l’autorizzazione 2-Step con codice generato randomicamente, è semplicemente un diverso tipo di “ultima autorizzazione” e sarà sempre possibile scegliere di utilizzare ancora il codice numerico.

Per attivare OneTouch, ti basterà tornare nelle opzioni del plugin di Authy e abilitare la funzione che si trova nella parte finale della pagina delle opzioni. Verrai così collegato alla Dashboard del prodotto (quella di cui ti ho parlato prima) dove confermerai l’attivazione del servizio, che verrà così messo a disposizione delle categorie di utenti da te selezionati.

Salvo errori, potrai ora disconnetterti e riconnetterti al tuo blog per verificare il funzionamento della modifica. Una volta autenticato con username e password, dovresti poter arrivare a una schermata molto simile a questa:

WordPress e Authy: autenticazione OneTouch 3

Dovrai ora aprire l’applicazione di Authy sul tuo smartphone e confermare che si tratta di una tua richiesta di accesso. Per comodità, ti propongo qui di seguito i collegamenti rapidi al download dell’app su iTunes Store e Play Store.

Authy
Authy
Developer: Authy Inc.
Price: Free
Authy 2-Factor Authentication
Authy 2-Factor Authentication
Developer: Authy
Price: Free

La schermata che vedrai, dovrebbe essere molto simile a questa:

WordPress e Authy: autenticazione OneTouch 5

Da questa potrai approvare il tuo accesso. Dopo un paio di secondi circa, il blog ti lascerà passare e accedere così alla Dashboard amministrativa, senza la necessità di inserire un ulteriore codice random :-)

Comodo, facile, veloce da implementare, ti assicuro che è stato forse più difficile parlarne che mettere il tutto in pratica.

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Dopo il B50-50, ho messo mano su un Lenovo ThinkPad E560, portatile per PMI anch’esso da 15.6″ disponibile in più configurazioni (processore, scheda grafica, ecc.). Come per l’altra macchina, vi suggerisco di dare un’occhiata a scheda tecnica e prestazioni tenendo conto della panoramica, proprio per la varietà di configurazioni possibili. Ciò che ancora una volta mi interessa fare, è informarti, nel caso tu possegga questa macchina, riguardo i programmi inutili installati a bordo del sistema operativo. Si parla ancora una volta di un Windows 7 Professional OEM Lenovo.

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un E560

AlertVale la stessa regola dell’ultima volta: non posso supportare eventuali problemi della macchina nei commenti. Per questo tipo di cose esiste già il forum di supporto di Lenovo, posso solo dare qualche indicazione per il primo utilizzo e pulizia della personalizzazione prima di passare all’utilizzo quotidiano, per cercare di togliere quanta più sporcizia possibile, che di RAM e spazio libero su disco non ce n’è mai abbastanza.

I fondamentali: ripristino immagine

Se Windows è stato già attivato almeno una volta, procurati una chiave USB vuota da almeno 8GB (io ne ho utilizzata una da 16) sulla quale Lenovo, tramite una utility da loro rilasciata, creerà tutto ciò che occorre al ripristino del sistema allo stato di fabbrica. Ti basterà poi inserire la chiave in fase di boot, premere invio per entrare nel menu e premere F12 per selezionare una diversa periferica di avvio, il resto verrà da sé.

L’utility di cui parlo è Rescue and Recovery, è pre-installata sui sistemi Lenovo (da 7 in poi) e se ne parla molto (insieme agli altri metodi di ripristino ufficiali Lenovo) all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/solutions/ht035659.

Pulizia del sistema

Ora che sei partito con un sistema “pulito” (si fa per dire) puoi finalmente passare alla vera pulizia dello stesso, rimuovendo programmi inutili che occupano spazio e risorse che potresti investire in tutt’altra cosa, altri tipi di software, non imposti certo da fabbrica.

Parto come al solito con la lista di quelli che puoi pulire senza troppi pensieri. L’elenco non è in ordine alfabetico.

Cancellazione sicura

  • CyberLink PowerDVD 12: dovresti conoscerlo, in caso contrario puoi leggere tutte le informazioni sul prodotto all’indirizzo it.cyberlink.com/products/powerdvd-ultra/features_it_IT.html. Anche stavolta riporto l’alternativa data per il B50-50: ti va di dare un’occasione a VLC?
  • CyberLink WaveEditor: ormai abbandonato, è il fratello minore di Audio Director, descritto sul sito ufficiale all’indirizzo it.cyberlink.com/products/audiodirector/features_it_IT.html. Software sorpassato, tienilo esclusivamente se credi di dover fare esperimenti con file audio registrati da una tua periferica, altrimenti opta per una rimozione immediata.
  • Lenovo Solution Center: il centro di controllo (pure troppo) dato in pasto a qualsiasi modello Lenovo. In azienda abbiamo deciso di rimuoverlo da ogni nostro portatile, ancora stiamo cercando un problema legato al non averlo a bordo macchina, sappi che non l’abbiamo trovato.
  • Lenovo Warranty Information: poche informazioni (e pure confuse) sul sito ufficiale. Riporto direttamente da fonte esterna: “Lenovo Warranty Information is a program developed by Lenovo. The most used version is 1.0.0005.00, with over 98% of all installations currently using this version. The main program executable is WarrantyViewer.exe. The software installer includes 4 files and is usually about 799.93 KB (819,128 bytes). In comparison to the total number of users, most PCs are running the OS Windows 7 (SP1) as well as Windows 8.“. Esperti ricercatori stanno ancora cercando di capire il senso della sua esistenza, rimuovi in tranquillità.
  • Message Center Plus: ovvero, come ti sostituisco (o almeno ci provo) il Centro di Sicurezza di Windows, avvisandoti riguardo problemi che già il Sistema Operativo notifica abitualmente, tenendo attivo un processo in background che probabilmente non serve ad alcunché. Tutte le informazioni sul prodotto (e i download) sono disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds000885.
  • Lenovo User Guide: facile intuire che si tratta dei manuali di utilizzo del laptop. Pensateci: come un CD driver (per le stampanti o più in generale per le periferiche acquistate presso i rivenditori), anche i manuali salvati in locale su un portatile nascono già obsoleti rispetto a quello che è possibile trovare online.
  • REACHit (lenovo.com/us/en/apps/reachit) e SHAREit (shareit.lenovo.com) sono le due applicazioni Lenovo dedicate alla gestione e condivisione di file, in barba a sistemi ben più rodati e robusti come possono essere Google Drive o Dropbox. Cancellali se non li hai mai usati e non intendi farlo, tienili se hai già utilizzato questa tecnologia in passato.
  • Lenovo PowerENGAGE: non semplice reperire informazioni (una novità, a voler essere parecchio ironici), fortunatamente c’è un riferimento nel manuale PDF di un modello di ThinkCentre che abbiamo in azienda (gli M73), PowerENGAGE viene descritto come “programma che consente di registrare il computer con Lenovo“.
  • CyberLink PowerDVD Create: vale quanto detto per il B50-50 l’ultima volta. Se hai bisogno di un programma di masterizzazione, ti consiglio di passare a un’alternativa non a pagamento e decisamente più leggera, come InfraRecorder.
  • Lenovo Communications Utility: consente di modificare tutte le impostazioni di funzionalità integrate, quali videocamera, microfono e funzioni audio, in un’unica posizione, per ottimizzare l’esperienza relativa a video e VOIP (Voice over Internet). Informazioni disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds028673.

Quelli a metà strada

  • Microsoft Office: nel senso che sta a voi capire se tenerlo o meno. Si tratta della versione che è possibile attivare o provare per qualche tempo. Per chi ha già un abbonamento Office 365, basterà scaricare l’ultimo pacchetto disponibile dall’area personale, è possibile quindi eliminare questo Office pre-caricato e far spazio al proprio, o magari a OpenOffice.org (se lo utilizzi).
  • Lenovo Active Protection System: un software che dovrebbe proteggere la salute del tuo hard disk nel caso in cui questo riceva uno shock (da caduta, o da impatto), descritto all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/documents/ht003517. Un software che diventa inutile nel caso in cui tu vada a montare un disco a stato solido (SSD), forse utile quando si tiene il disco meccanico previsto da fabbrica. Nulla potrà salvarti (per esperienza personale) da una botta imprevista e ben assestata, neanche un miracolo. Scegli quindi il destino di questo tool.
  • McAfee LiveSafe – Internet Security: un anno di abbonamento sfruttabile per un antivirus che io preferisco non utilizzare. A te la scelta. Puoi sfruttare l’annualità gratuitamente offerta, poi cambiare prodotto, oppure rimuoverlo immediatamente e scegliere la tua soluzione di protezione.

Quelli da non toccare

  • ThinkPad USB 3.0 Ethernet Adapter Driver: un driver che permette di installare all’occorrenza una nuova scheda di rete (e relativa porta) utilizzando una porta USB. Magari non la userai mai, ma è pur sempre un driver già a bordo macchina, puoi passare avanti e non rimuoverlo.
  • ThinkPad UltraNav Driver: tutto ciò che riguarda il touchpad.
  • ThinkPad OneLink Dock: i driver della Docking Station. Trattandosi di serie ThinkPad, può essere attaccato (tramite attacco pinza posta sulla parte bassa della scocca, sotto la tastiera) al suo replicatore di porte, per poter utilizzare agilmente il portatile con un monitor esterno, tastiera, mouse, ecc.
  • Lenovo Power Management Driver: profili di utilizzo energetico del portatile. Puoi lasciarli lì e verificare se possono (o meno) tornarti utili direttamente selezionandoli dal Pannello di Controllo del Sistema Operativo.

Ho citato 4 voci nella possibile installazione custom del tuo E560, in realtà ci sono però più voci, utili ai fini della corretta gestione del portatile. In generale, se non riportate nell’elenco delle disinstallazioni sicure, puoi lasciare vivere i software che trovi in giro nel Pannello di Controllo. Ti consiglio inoltre di tenere sempre aggiornati driver e applicazioni Lenovo sopravvissute tramite System Update (chiamato anche “Lenovo – Aggiornamento e driver“):

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un ThinkPad E560

In conclusione

Non dovrei aver dimenticato nulla. Il ThinkPad E560 dovrebbe ora aver recuperato un po’ di spazio disco e della RAM precedentemente utilizzata per tenere in piedi servizi e processi inutili per la quotidianità. Hai altri suggerimenti da integrare nell’articolo? L’area commenti è -come sempre- a tua totale disposizione.

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