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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

La comunicazione a mezzo mail dovrebbe essere arrivata a tutti i clienti, ma cerco di riepilogare un po’, nero su bianco per ciò che cambia per te che –come me– utilizzi già Telepass Pyng, l’applicazione di cui ti avevo parlato ormai diverso tempo fa e che facilita la sosta nelle strisce blu (per le città coperte dal servizio), che nel frattempo ti si sarà aggiornata e sarà cambiata in Pyng+.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente

La mail originale e completa è attualmente consultabile qui (fino a quando non verrà spazzata via). Le principali novità riportate sono:

  • L’app Pyng di Telepass diventa Pyng+ di Telepass Pay (come detto in apertura articolo):
Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free
  • Fino al 31 ottobre 2017 puoi continuare ad utilizzare l’attuale app Pyng di Telepass per pagare la sosta sulle strisce blu.
  • Dal 1 novembre 2017 per usufruire del servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu dovrai aderire all’offerta Telepass Pay. Le condizioni contrattuali del servizio Telepass riferite al pagamento del pedaggio, dei parcheggi in struttura, dei traghetti e dell’Area C non subiscono variazioni.
  • Se attiverai con Telepass Pay solo il servizio di pagamento delle strisce blu non ti sarà addebitato alcun costo aggiuntivo.
  • Se vorrai utilizzare tutti i nuovi servizi offerti da Telepass Pay consulta per maggiori informazioni il Foglio Informativo (scorri la schermata, troverai tutti i documenti scaricabili).

Il sito web del nuovo servizio è disponibile all’indirizzo telepass.com/it/telepass-pay, e permette di aderire all’offerta in maniera gratuita fino al 31/12/2017 (almeno per il momento). Il canone sarà poi di 1,50€ / mese per continuare a utilizzare tutto ciò che è collegato a Pyng+. In caso contrario, potrai passare al piano free e continuare a pagare la sosta nelle strisce blu gratuitamente, cosa che probabilmente io farò.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 3

La scelta è attualmente basata sull’unico servizio extra disponibile (pagamento carburante, nda) e dal tipo di accordo che Telepass ha stretto con i gestori delle stazioni di servizio autostradali. La possibilità di effettuare il pieno pagando tramite fattura Telepass è infatti limitato al solo “Servito, notoriamente più costoso del già troppo esoso prezzo richiesto per il litro di carburante. Se preferisci quindi fermarti al Self Service, dovrai continuare a ricorrere alla solita carta di credito presso l’ufficio del gestore, piuttosto che al bancomat accettato dalla colonnina a fianco del distributore stesso.

La storia cambia (e parecchio) quando invece si rimane in città. In quel caso potrai utilizzare l’applicazione Pyng+ per pagare il carburante anche in modalità Self Service (a prezzi più che accettabili rispetto alla rete autostradale), ed è di una manciata di giorni fa questa mia fotografia scattata in un’area Q8, che già accetta questo tipo di pagamento (sono sempre avanti, te ne avevo già parlato!):

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 2

Come funziona?

Funziona che dal momento in cui fai richiesta di attivazione dei servizi di Pyng+ (firma del contratto, copia del documento, ecc. tutto da sito web, nda), ti viene aperto un nuovo contratto online che va ad affiancarsi al tuo già esistente, e ti viene migrato l’account sulla nuova Dashboard di Telepass. Ciò però andrà anche a rendere temporaneamente inaccessibili i servizi legati alla tua utenza precedentemente funzionante, che tornerà tale solo dopo che un operatore avrà attivato il tuo nuovo contratto (a ora che sto scrivendo, sto ancora aspettando che questa cosa accada).

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 4

Telepass (fisico) e Pyng+ sul telefono non dovrebbero smettere di funzionare, ma non prevedo grossi spostamenti in questo weekend (che poi sarà lo scorso, quando leggerai l’articolo!), anche per evitare possibili rogne in merito.

e il rifornimento?

Ecco, questo è proprio il pezzo che andrò a completare riportandoti la mia esperienza quando il nuovo servizio sarà attivo, non ti resta quindi che aspettare :-)

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 6

Update

Ho avuto accesso alla mia nuova Dashboard, tutto trasferito e funzionante. Il serbatoio dell’auto è circa al termine della sua autonomia, stazione di servizio Q8, quella che uso di tanto in tanto rientrando dalla tangenziale (dove ho scattato la fotografia pubblicata in questo articolo), pagamento con Pyng+, ed ecco com’è andata.

A contratto finalmente verificato e attivato, l’applicazione di Pyng+ sullo smartphone ha chiesto l’accettazione delle condizioni d’uso, una sequenza numerica inviata via SMS al numero di cellulare dichiarato nel contratto (come una verifica in due passaggi) e un codice PIN che dovrà essere utilizzato a ogni avvio dell’applicazione stessa (giusta mossa, considerando che è possibile spendere soldi che verranno poi addebitati sul proprio conto corrente). Da questo momento in poi, anche la funzione di rifornimento carburante da applicazione è sfruttabile.

Spostandomi nell’opzione dedicata, ho potuto verificare da mappa quale fosse la stazione di servizio più vicina a me (ovviamente ero già arrivato), selezionandola per il rifornimento (occhio: occorre prima farci clic sopra fino a far comparire la conferma del metodo di pagamento via App, quindi schiacciare “Nuovo rifornimento“), ecco qualche immagine:

Un punto a favore che si nota immediatamente è il tetto massimo che si può raggiungere per fare il pieno, ben 150€, al contrario invece della carta di debito o del bancomat che hanno quella pre-transazione di 100€ massimi. Nel mio caso non mi cambia la vita, non ho mai messo più di 100€ nel serbatoio dell’auto, ma è comunque qualcosa in più rispetto al solito. Ciò che invece suona un pelo male è quel tetto massimo di 10 minuti per sfruttare il codice generato, non ne capisco il motivo.

A questo punto, mi è bastato chiedere alla colonnina di pagamento automatica di farmi inserire il codice di pagamento (stesso pulsante dedicato al codice cliente per la raccolta punti Q8) e, una volta terminato, avere la disponibilità massima dei 150€ per fare il pieno!

Terminata l’operazione, ho ricevuto una notifica di pagamento sullo smartphone, la classica ricevuta cartacea stampata dalla colonnina e, in seguito, ho potuto visualizzare transazione e relativa ricevuta anche tramite App e sul sito web di Telepass:

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente (aggiornato) 9

Insomma, per farla breve, tutto è regolarmente funzionante e abbastanza lineare (crash alla prima ricerca stazione di servizio di Pyng+ a parte). Ho trovato però il pagamento un po’ macchinoso, molto più di quanto non lo sia il tirare fuori la carta di credito dal portafogli. Se però si va ad analizzare oggettivamente il servizio, si capisce che può fare da sostituto proprio di quel portafogli, forse dimenticato, forse senza la carta di credito, agilmente sfilata dalla moglie magari. Non è poi di molto tempo fa un episodio di un amico che ha lasciato il portatogli a casa –Torino– ed era a secco di carburante a Milano, dopo una giornata di lavoro.

Il pagamento del carburante altro non è che una nuova variante del servizio già esistente nelle stazioni di servizio Q8, basato però su PayPal anziché su Telepass. Funziona, è rodato, è giusto che qualcuno voglia approfittare di una tecnologia già presente sul mercato, “rimarchiandola” e permettendo a un bacino molto esteso di clienti di approfittarne, rendendogli il tutto più facile.

Una pre-conclusione

Ogni nuova facilitazione per chi deve usare servizi di rifornimento carburante, car-sharing, mezzi pubblici (e così via) è sempre ben accetta. Se poi a metterla in campo è una società con la quale si è già abituati ad avere a che fare, tanto meglio. Meno siti web dove inserire le proprie coordinate bancarie, meno sbattimento per verificare decine di fatture, più tranquillità e rapidità nell’accesso a ciò di cui si necessita concretamente.

Vedo di buon occhio Pyng+, almeno per il momento, ma tutto dipenderà dalla velocità con la quale i servizi accessori verranno attivati, ma soprattutto dai prezzi / maggiorazioni che verranno applicate per poter salire sul carro della comodità e dimenticarsi davvero il portafogli a casa. Non dimentichiamo inoltre la “compatibilità” con il territorio, fondamentale anch’essa. Perché se è vero che anni fa ING Direct (faccio un esempio pratico basato su esperienza personale) ha sostituito la carta Bancomat con una di debito (circuito V-Pay) promettendo zero problemi, è altrettanto vero che la quasi totalità delle stazioni di servizio sparse tra i nostri paesi e città non accettano quel tipo di carta per i rifornimenti in Self Service, cosa che mi fa tuffare di testa nei primi anni 2000, quando si impazziva per cercare l’attività commerciale che accettava il pagamento con la carta Banco Posta.

Dopo l’area C di Milano (con quell’addebito automatico su fattura Telepass che mi ha salvato un paio di volte) e il pagamento delle strisce blu accettato sempre più, ora tocca nuovamente a te, Telepass, fai la prossima mossa.

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Dicono che non di solo smartphone si possa vivere. Hanno certamente ragione, ma è altrettanto assodato che avere a portata di mano un piccolo personal computer possa giovare alla quotidianità molto più di quanto non si potesse già fare prima, “manualmente” e con qualche minuto in più di lavoro. Stavolta si parla di parcheggi e della mancanza di colonnine di pagamento dentro una delle città più critiche d’Italia: Milano. Si, perché facciamo parte di quel gruppo di persone che, nel caso si debba sostare nella via “sbagliata“, ha l’obbligo di fare una tappa alla tabaccheria più vicina per acquistare i Gratta e Sosta (per gli amici: i grattini), questa roba qui:

Telepass Pyng

Prendi la moneta, gratta il giorno e l’anno, gratta poi l’ora di inizio della sosta, ripeti l’operazione per il numero di ore che comporranno la sosta complessiva (ammesso che abbiate preventivato correttamente le ore in fase di acquisto), torna in tabaccheria e ricomincia da zero se i primi Gratta e Sosta non dovessero bastare. Anni passati a preferire di gran lunga i parcheggi privati (quando possibile) piuttosto che questa commedia all’italiana che è ancora lenta a morire nonostante la buona volontà e le risorse messe a disposizione da ATM.

La soluzione oggi esiste e, almeno su Milano, è già completamente operativa, anche se non per tutti. Si chiama Telepass Pyng ed è dedicata a tutti i clienti Telepass (con un piccolo escamotage per chi non lo è ma ha almeno un contratto in famiglia).

Telepass Pyng: addio Gratta e Sosta!

Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free
Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free

Ferrara, Milano, Roma e Salerno sono le città nelle quali il servizio è già disponibile, con la speranza che i gestori delle strisce blu possano crescere sempre più e associarsi ad un servizio che non deve far perdere tempo prezioso a chi ha bisogno di utilizzare i parcheggi (sempre pochi) disponibili in città lungo le strade.

I vantaggi sono assolutamente tangibili:

  • Si genera la sosta direttamente dall’App o dal sito web Mobile (m.pyng.telepass.it) con la propria utenza Telepass o con una appositamente generata all’attivazione del servizio sul proprio contratto (così che possiate facilmente “distribuirla”), sia per la propria targa che per qualsiasi altra targa della famiglia o del giro amici, a prescindere che questa sia registrata nelle targhe abilitate all’utilizzo dell’apparato Telepass.
  • Nessun mezzo di pagamento ulteriore richiesto. Tutte le soste di ogni nuova targa autorizzata andranno direttamente in fattura Telepass;
  • La sosta è prolungabile in qualsiasi momento, lo stesso vale per la sua interruzione. Si paga solo il tempo di sosta reale. Non ci sarà più bisogno di correre a effettuare un nuovo ticket in colonnina o acquistare altri Gratta e Sosta in tabaccheria;
  • Basterà esporre sul cruscotto il tagliando che riporta il logo di Telepass Pyng, così da evitare la multa e permettere all’operatore di turno di verificare lo stato del pagamento della sosta tramite il suo terminale.

L’attivazione è assolutamente semplice e immediata e la si fa dalla propria area cliente Telepass. Stampate il tagliando, ritagliatelo (io l’ho anche plastificato) e ricordatevi di esporlo sul cruscotto dell’auto anche se ancora non avete avuto modo di utilizzare il servizio, prima che ve ne dimentichiate nel momento peggiore ;-)

A quel punto fermate l’auto in uno dei parcheggi a strisce blu della città, aprite l’app, fatevi rilevare dal GPS e inserite i dettagli della sosta (minuti, targa). Da ora è tutto in discesa e vi basterà davvero poco per cominciare la vostra sosta regolarmente pagata.

In qualsiasi momento potrete riaprire l’applicazione, verificare il tempo di fermo in sosta, aumentarlo, interromperlo e visualizzare immediatamente quanto verrà poi inserito in fattura Telepass successiva.

Comodo, era ora.

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Aggiornamento 27/08/14 17:00
Neanche a farlo apposta (dopo già diverso tempo che il mio conto corrente è stato chiuso e seguirà quello della compagna che andremo a chiudere entro questa settimana) in una mail di Altroconsumo mi ritrovo un collegamento ad una novità che riguarda proprio Poste Italiane e tutte le difficoltà sulla chiusura del loro conto corrente: nlnmac.altroconsumo.it/august-2-2014/showLandingPage?idEmail=53286865&modal=1&url=readMoreItem%3Fid%3D579908f8fe44e97e759b260fa4cbc963. A questo punto, dato l’ampio intervallo di tempo richiesto per la chiusura del mio conto, posso aspettarmi un rimborso delle trattenute di cui si parla? Ai posteri l’ardua sentenza, magari chiedo informazioni all’ufficio postale e aggiorno questo articolo per tutti coloro che si sono trovati nella stessa situazione ;-)

Dopo tanti anni di fiducia verso il gruppo Poste Italiane ho detto basta. I servizi funzionanti per metà, le “carte bancomat” che di bancomat hanno ben poco, le limitazioni, l’home banking con gli orari di chiusura notturni, ho molteplici motivi dietro questa scelta e stamattina avevo preso un appuntamento per la chiusura del mio conto corrente in Posta ma ovviamente non sono riuscito a portare a termine l’operazione, vi spiego il perché e cosa c’è da fare per portare a termine una crociata burocratica tutta italiana.

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Il mio parlare male delle Poste Italiane è un appuntamento quasi fisso in questo spazio, eppure non c’è altro modo di definire un gruppo para-statale che tutto chiede e poco da rispetto ad una crescente concorrenza che è sempre pronta ad offrire di meglio e ad un prezzo decisamente inferiore. Come forse qualcuno di voi saprà (ma credo tanti altri no, ne sono quasi certo) il vostro conto corrente postale non è pari ad un conto corrente bancario, non almeno per ciò che riguarda i circuiti usati e gli accordi tra le banche. Vi risparmierò la saccenza, l’arroganza e la presunzione delle due operatrici che ho incontrato stamani allo sportello cercando di filtrare le informazioni più utili al cliente finale che vorrebbe aprire un conto o che magari si trova nella mia stessa situazione e vorrebbe chiuderlo.

Cosa c’è da sapere?

  • La carta di debito o Postamat “BancoPosta” non è vero bancomat come vorranno farvi credere (e ci hanno provato anche stamattina quando volevano chiedermi di non chiudere il mio conto). Chi accetta solo carte bancomat respingerà la carta BancoPosta, i self-service delle pompe di benzina in primis, impossibile fare rifornimento in autonomia e senza contanti negli orari di chiusura a meno di non avere una carta di credito accettata. Negli ultimi tempi a Milano avevo trovato una pompa di benzina Q8 abilitata circuito Maestro, l’unico modo di usare quella carta.
  • E’ possibile che all’estero abbiate dei problemi nell’effettuare dei pagamenti, meno in Europa, più negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Nonostante le insistenti affermazioni dell’operatrice allo sportello posso assicurarvelo sulla base della mia esperienza personale: Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Canada e non finisce qui la lista dei paesi che ho avuto occasione di visitare, spesso sono stato costretto a pagare con la mia Mastercard e rimettere nel portafogli la BancoPosta.
  • Fidatevi della vostra intelligenza e chiedete consiglio ai vostri colleghi, amici e familiari quando decidete di cambiare conto corrente. Dopo un’attenta valutazione partita da più proposte e qualche chiacchierata tra colleghi di lavoro e amici ho scelto ING Direct per il mio conto corrente. Spese praticamente a zero se non per le extra (pagamenti di bollettini postali o bollo auto, tutta roba che ho sempre pagato attraverso il sito di Poste).
  • Tutto ciò che pagate in maniera schedulata andrà spostato manualmente. Quando si attiva un RID bancario e si vuole cambiare istituto, il passaggio dei RID aperti sul conto avviene ormai in maniera autonoma tra banche, non avviene invece nel caso in cui stiate passando da un conto corrente postale a uno bancario poiché i RID aperti sono postali e non bancari. Circuiti e gestione differente, le società che ricevono i vostri soldi dovranno quindi essere avvisate da voi e dovrete fare richiesta di cambio IBAN, si chiuderà il vecchio RID e si aprirà il nuovo (l’ho dovuto fare per il finanziamento dell’automobile, per la carta di credito aziendale, per la bolletta del telefono e per quella della ADSL di casa, ecc.). Tipicamente vi basterà un giro nei siti web di ciascuna società per trovare documenti ad hoc e indirizzi a cui mandarli per portare a termine questo cambio (vai al paragrafo Moduli da compilare se vuoi conoscere cosa ho utilizzato io, ndr).
  • Non rimpiangete l’area Home Banking così caruccia di Poste Italiane (sono ironico, ndr), quella che dalle 23:00 circa alle 6:00 del mattino successivo chiude manco fosse un ufficio o un negozio, solo perché i server di Poste Italiane non sono in grado di tenerla attiva durante le operazioni di ordinaria manutenzione, gli altri istituti bancari non chiudono mai quell’area a meno di operazioni di manutenzione straordinarie precedentemente annunciate e notificate ai clienti.
  • Contrariamente a molti istituti bancari, Poste Italiane considera la carta di credito come bene supplementare e a pagamento nel caso in cui un cliente lo necessiti. Inutile dire che chiederla costituirà un’ulteriore spesa mensile che verrà scalata dal vostro conto corrente. Allo stato attuale ING Direct mi offre una VISA Oro che non richiede alcun pagamento mensile, nessuna spesa di prelievo dagli sportelli bancomat in giro per il paese (e all’estero) e nessuna commissione carburante. Vi ricordo che prelevare denaro contante con la Postamat da sportelli che non siano Poste Italiane ha un costo variabile (Italia ed estero) che verrà anch’esso scalato dal vostro conto.

Moduli da utilizzare

Come detto nel primo paragrafo sarà necessario compilare alcune scartoffie prima di poter passare a RID bancari tutto ciò che è oggi RID postale.

Fortuna vuole che almeno 3 dei miei pagamenti mensili avvengano tramite addebito su carta di credito aziendale, ciò mi ha permesso in un solo colpo -previa comunicazione a Deutsche Bank del nuovo IBAN- di passare così da Poste Italiane a ING Direct, una gentilissima operatrice dall’altro lato del monitor mi ha confermato in 8 ore lavorative l’avvenuto cambio avvisandomi che l’ultimo addebito sarebbe andato a finire sul vecchio conto Poste Italiane prima di passare definitivamente a ING Direct poiché erano stati già effettuati calcoli e richieste di pagamento all’atto della ricezione della mia mail, poco male. Tutti i pagamenti schedulati su quella carta di credito non cesseranno e continueranno così ad essere erogati come se nulla fosse mai successo.

Ho spostato manualmente Fastweb, un finanziamento con Volkswagen Bank per l’automobile, l’accredito dello stipendio e il Telepass (che fa paragrafo a se a seguire).

logo_fastweb

Nel primo caso è bastato scaricare e compilare direttamente da sito web un modulo già previsto per il cambio dell’addebito RID (vedi documento “Cambio metodo di pagamento” alla pagina fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide/assistenza-amministrativa/il-mio-abbonamento/cambio-metodo-pagamento) disponibile nella propria area all’indirizzo fastweb.it/myfastpage/goto/?id=CMP&u=%2Fmyfastpage%2Fgoto%2Fmomi%2F%3Fid%3Dvar-cmp. A quel punto basterà scegliere l’opzione “Cambio estremi conto corrente bancario / conto banco posta“, inserire le informazioni richieste, scaricare il modulo PDF che verrà generato, stamparlo, firmarlo e inviarlo via fax (non ho trovato una casella di posta verso la quale indirizzare la richiesta) al numero che vi verrà indicato al termine della procedura. La modifica è pressoché immediata (tempi tecnici tra istituto bancario e l’amministrazione di Fastweb), la bolletta successiva sarà già scalata dal nuovo conto.

2014 World Green Car of the Year Finalists Photos (3)

Volkswagen Bank è l’istituto creditizio dell’omonima marca di automobili, a capo anche di Seat, Audi, Skoda, Lamborghini, Ducati e chi più ne ha più ne metta. Dato che il finanziamento della mia auto è ancora attivo (e lo sarà per molto altro tempo, ndr) ho chiaramente dovuto comunicare anche a loro il cambio. Recuperate il vostro codice contratto dai documenti di acquisto della vettura e preparate una nuova mail che indirizzerete alla casella clienti@vwfs.com:

Buonasera,
come da accordi telefonici invio le informazioni richieste per lo spostamento del RID per il pagamento del mio finanziamento

FINANZIARIA VOLKSWAGEN BANK – DELEGA N. RA0000XXXXXXXXXX per Seat Leon 2009 targa EX000XX.

Codice contratto XXXXXXX.

Il nuovo IBAN è il seguente: IT 57 I XXXXX XXXXX ecc. (ING Direct).

Attendo fiducioso una conferma.
Grazie mille e buon lavoro.

Chiaramente per voi non ci saranno precedenti accordi telefonici ma la sostanza può grosso modo rimanere la stessa, io ho inserito anche il codice di delega che è possibile leggere nel vostro estratto conto mensile, non si sa mai :-)

Probabilmente non vi arriverà conferma alcuna scritta -come nel mio caso- ma vedrete arrivare la richiesta di pagamento sul nuovo conto all’inizio (o alla fine, dipende dal vostro caso) del mese successivo, tutto funzionante quindi!

????

L’accredito dello stipendio è ovviamente fondamentale e va spostato da un istituto all’altro con la collaborazione del vostro datore di lavoro. Nel caso specifico di ING Direct viene fornito un modulo pre-compilato con i vostri dati direttamente nell’area cliente personale. Sarà sufficiente scaricarlo, terminare la compilazione con i dati dell’azienda, firmarlo e consegnarlo al proprio ufficio risorse umane (manualmente o via posta elettronica) per far si che dal mese successivo la cifra arrivi nella sua “nuova casa“, niente di più semplice. Nel caso in cui la vostra nuova banca non lo metta a disposizione basterà comunicare allo stesso ufficio il nuovo IBAN che è più che sufficiente per poter effettuare l’accredito di ciò che vi spetta, nessun altro tipo di fronzolo! ;-)

La questione Telepass

Perché un paragrafo dedicato? Perché far andare d’accordo diverse società tra di loro non è mai cosa facile e chi ci rimette è sempre il cliente finale, occhio quindi a fare le cose correttamente!

telepass-banner

Giusto perché sia chiaro sin dall’inizio: spostare il proprio contratto Telepass dal conto delle Poste Italiane a quello nuovo è impossibile. Dovrete aprire un secondo contratto su carta di credito o sul nuovo IBAN tramite il sito di Telepass (almeno nel caso in cui abbiate un conto ING Direct o di una banca già “compatibile” con Telepass.it). Io l’ho fatto molto rapidamente e ho ricevuto a casa il pacchetto contenente il nuovo Telepass e la documentazione da firmare e spedire indietro con busta con affrancatura a carico del destinatario (almeno questo!). Il Telepass potrà essere immediatamente attivato tramite sito web nonostante la documentazione non sia ancora stata spedita (fatelo comunque nel più breve tempo possibile).

Come sarebbe dovuta andare

Ho chiamato il call center del servizio clienti Telepass chiedendo quale fosse il metodo migliore per affrontare la questione. Mi è stato chiesto di andare presso la mia filiale Poste Italiane per chiudere completamente il conto corrente. Così facendo le Poste avrebbero dovuto notificare la chiusura di contratto alla società Telepass permettendomi poi di concludere l’operazione semplicemente riportando il vecchio apparato ad un qualsiasi Punto Blu presente sul territorio. Ultima fattura ad agosto, regolare pagamento dal vecchio conto che verrà comunque tenuto aperto dalle Poste per le ultime verifiche e fine del gioco.

Ho preso un appuntamento nella filiale di Poste Italiane per fare l’operazione e sono stato trattato con enorme superficialità e un po’ da cretino. Mi è stato detto che quanto affermato è sbagliato e che devo essere io a chiudere il contratto con Telepass prima di poter chiudere il conto alle Poste. Inutile dire che richiamando il call center mi è stato confermato che devono essere le Poste a farlo dato che la prima apertura contratto è stata fatta da loro (ricordate tutta la trafila fatta per l’apertura? Io si, ne avevo parlato qui). Su nuovo suggerimento del call center ieri sono passato a restituire il vecchio apparato e mi sono fatto rilasciare una ricevuta che presenterò all’ufficio postale per chiedere la chiusura del contratto Telepass, quindi la chiusura conto corrente appena possibile.

Come sta andando

Ho preso un nuovo appuntamento per sabato mattina, con la speranza che stavolta vada un pelo meglio dell’altra, mi dispiacerebbe davvero perdere ancora del tempo solo perché un operatore ha deciso che lavorare al sabato pesa e che quindi i clienti (tra poco ex, e non vedo l’ora davvero) possono essere trattati male.

Chiaramente aggiornerò l’articolo non appena avrò novità in merito.

Mi faccio da solo un ulteriore in bocca al lupo, certo che per rendere difficili queste cose l’Italia è sempre la prima della classe.

Aggiornamento 22/07/13 20:00
Venerdì scorso intorno alle 18:30 sono passato ancora una volta dall’ufficio postale nonostante avessi fissato l’appuntamento per il mattino dopo. Ho trovato una delle due operatrici che rispetto alla scorsa volta ha tirato fuori qualche sorriso, dimenticato la saccenza e l’arroganza a casa ed è arrivata insieme al sottoscritto a fine richiesta: ho consegnato il libretto di assegni, la carta e la ricevuta dell’apparato Telepass riconsegnato al Punto Blu qualche giorno prima (per la cronaca: vi basterà portarlo al Punto Blu, far presente che volete chiudere quel contratto, restituire quindi l’apparato e attendere che vi venga rilasciato un documento che attesti il tutto).L’accordo finale è: notificare la chiusura del contratto alla società Autostrade per l’Italia S.p.A. (dato che è proprio la vostra banca -in questo caso Poste Italiane- ad aprire il contratto la prima volta), attendere che arrivi l’ultima fattura che dovrà ovviamente essere scalata dal vecchio conto quindi procedere alla chiusura dello stesso con l’accredito sul nuovo conto di ciò che avanza (a meno che non abbiate spostato tutto tramite un precedente bonifico, ve lo sconsiglio comunque per sicurezza, dato che verranno calcolate le ultime spese del conto giusto prima di terminarlo definitivamente. Basterà pazientare un po’ dando la possibilità alle Poste di riaccreditarvi la cifra che vi spetta. A questo punto dato che il pagamento dell’ultima fattura dovrebbe arrivare ad agosto mi basterà attendere una decina di giorni per capire come andrà a finire (quindi migrare anche il conto di Ilaria, tanto per fare le cose per bene! :-D)

La brutta parentesi

Durante l’attesa nella sala d’aspetto della sala consulenza io e Ilaria abbiamo assistito ad una scena a dir poco triste, subdola, quasi a non volerci credere.

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Due coniugi, un conto Bancoposta da aprire. La dipendente dell’ufficio elenca le varie condizioni e arriva a toccare il punto “Telefonia“, chiedendo se la persona fosse interessata a passare all’operatore virtuale Poste Mobile. L’anziano risponde di no, che sta bene con la sua offerta TIM grazie alla quale può chiamare ad un costo contenuto anche la Tunisia (dove evidentemente alloggiano parenti o amici) e il discorso, anziché chiudersi, evolve nella maniera più brutta che potesse esserci: la dipendente inizia ad elencare gli enormi vantaggi dell’operatore Poste Mobile arrivando addirittura a dire che per sottoscrivere un nuovo conto corrente Bancoposta è necessario avere una SIM Poste Mobile, che in caso contrario il conto sarebbe difficile da gestire, che si potrebbe rimanere appiedati nel momento peggiore possibile e che senza i servizi offerti da quell’operatore non ci sarebbe nulla da fare se non passare dall’agenzia durante gli orari di apertura per poter accedere alle proprie finanze, “e se poi si trova in difficoltà durante il fine settimana, ma ci pensa? Senza Poste Mobile lei sarebbe completamente impossibilitato a fare qualsiasi operazione sul conto“.

Da quanto ricordo (e mi sono ri-documentato in seguito) la SIM Poste Mobile non è vincolante per l’apertura di un nuovo conto e nonostante offra servizi aggiuntivi ed espressamente dedicati ai correntisti è comunque meno vantaggiosa di altri operatori reali sul mercato, primo della lista H3G del quale sono cliente io stesso. Inutile dire che con delle premesse simili la moglie dell’anziano signore ancora prima di lui stesso, comunque entrambi visibilmente preoccupati da quanto affermato dalla signora dietro quella scrivania, ha spinto per mettere la parola fine alla SIM della TIM per passare ad una “vantaggiosissima” offerta Poste Mobile con ulteriore pacchetto dedicato alle chiamate per l’estero, senza però specificare alcuna cifra e rimandando entrambi i malcapitati clienti alla lettura di un opuscolo contenente dettagli e costi che sarebbe stato inserito nel fascicolo cliente del conto corrente.

Un comportamento simile è a dir poco vergognoso, fare del “terrorismo psicologico” sue due persone evidentemente poco informate sull’apertura del conto è da bastardi. Di certo entrambi i clienti avrebbero potuto rifiutare in ogni caso l’offerta chiedendo maggiori spiegazioni in merito ma posso capire che trovandosi li davanti e con le informazioni appena ricevute non sia così semplice reagire rapidamente volgendo a proprio favore la situazione.

Che schifo.

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Un paio di mesi fa mi è arrivata comunicazione scritta (a mezzo mail) da parte della società Telepass, il mio apparato –secondo loro controlli– stava scaricandosi e necessitava di essere sostituito, a titolo rigorosamente gratuito, presso uno dei tanti Punti Blu sparsi per l’Italia. Ho atteso e ho pensato che la batteria del mio apparato potesse resistere ancora un po’, nel frattempo ho ricevuto ulteriori comunicazioni (a mezzo posta ordinaria, tramite telefonata con voce registrata al mio numero di cellulare e tramite la mia area riservata sul sito web di Telepass).

Qualcuno dei miei ‘vecchi lettori‘ forse ricorderà lo spiacevole episodio legato a Telepass, in seguito al quale ho poi ricevuto una telefonata da parte del loro Customer Service (che ancora oggi ringrazio, ndr) il quale mi ha permesso di risolvere brillantemente il problema concedendomi anche qualche mese di abbonamento gratuito per il disguido (per la cronaca: ho evitato di pagare il noleggio dell’apparato per sei mesi).

Oggi mi trovavo negli uffici poco distanti dal Duomo, ho deciso quindi di fare un salto al Punto Blu di Milano centro per cambiare l’apparato. Su suggerimento di Paolo, mio collega di lavoro, ho chiesto il fantomatico Telepass TR Limited Edition (qui uno screen della pagina), e festeggiamo anche noi ‘sti 20 anni di Telepass!

Ho come l’impressione che abbiate intuito la risposta: Telepass TR Limited Edition mancante, per qualche strano motivo in quel Punto Blu non lo hanno, non lo ‘trattano, non li hanno richiesti nonostante una delle ragazze al desk si sia lamentata della cosa e confermi di aver avanzato una richiesta qualche giorno prima, eppure sulla vostra pagina spacciate quella sede come “Limited-dotata. L’operatore, estremamente gentile (grazie, anche se non mi leggi), mi ha consigliato di andare al Punto Blu di Novate presso il quale sicuramente avrei potuto trovare il Limited Edition (ma questi non sono i famosi Telepass ricaricabili? Li avete per caso rilanciati con diverso nome?).

Morale della favola: da un costo zero (dovevo tornare a prendere la metro, ho giusto fatto due passi in più) ho voluto andare fino in fondo recuperando l’auto al capolinea della metro e andando al Punto Blu suggerito, subendo l’adorabile coda delle tangenziali / autostrade milanesi. Almeno ho trovato (e sostituito) l’apparato (cacchio quanto è grande rispetto al tradizionale!) come promesso dall’operatore del centro storico.

Ah, prima di chiudere, giusto un’altra cosa, un suggerimento spassionato per coloro che gestiscono il sito web della società e magari si occupano di gestire la realizzazione dell’applicazione per iOS / Android: trovare un Punto Blu (via, orari, ecc.) è pressoché impossibile da cellulare. Provando a navigare nella pagina dedicata ci si imbatte nella mappa contenente tutti i PIN (e fin qui …) da andare a selezionare per poter essere ‘esplosi‘ e letti. Il problema è che la mappa è troppo scomoda da esplorare via Safari Mobile (da iPhone) e non si riescono a trovare i dati necessari in nessun altro modo, neanche dall’applicazione dedicata! Perché non inserirli in modo più chiaro e pulito nella prossima versione? ;-)

E anche per stavolta è andata, speriamo che la prossima scadenza sia ben distante da oggi!

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La settimana scorsa mi trovavo a Milano per il solito giro tra clienti, fin qui nulla di strano. Facendo la solita strada in tram per raggiungere il centro città mi sono ricordato di dover andare al Punto Blu per sottoscrivere un contratto Telepass Family da assegnare alla Ibiza e magari alla Corolla di papà.

Pensandoci bene però mi è tornata in testa la pubblicità delle Poste Italiane che invitava i suoi clienti ad andare presso un qualsiasi loro ufficio per poter richiedere un Telepass con domiciliazione della bolletta sul proprio conto corrente. Comodo, facile, veloce, perché no?

Ve lo spiego io il perché no.

Premessa: ufficio postale di Ravenna (Centro, il più grande della città, ndr), in altre città o in altri sportelli della stessa Ravenna potrei avere vita migliore, quasi sicuramente proverò nei prossimi giorni.

#1 info & richiesta modulo

Ravenna Centro ha due addetti allo sportello titolari Postamat. Uno dei due, donna, alle prime armi, presumo apprendista (mai vista, chiedeva lumi per qualsiasi operazione). Il problema non sussiste, ho un’ora a disposizione durante la quale può anche apprendere usando me come cavia (sperando che non faccia errori nel contratto!). I problemi cominciano quando:

  • la signorina mi chiede se sono correntista presso le Poste
    (altrimenti che ci venivo a fare a questo ufficio e sportello?)
  • la signorina mi chiede se il mio conto è stato stipulato presso quell’ufficio postale
    (altrimenti che ci venivo a fare proprio a questo ufficio quando ne ho uno dietro casa?)
  • la signorina mi chiede dapprima un documento d’identità (avanti / indietro verso la fotocopiatrice e viceversa), subito dopo essersi seduta chiede anche il codice fiscale facendo lo stesso tragitto
  • la signorina non è in grado di espormi costi e requisiti del servizio prima di iniziare a compilare il contratto

una volta accortasi delle difficoltà ha passato la palla al collega dello sportello accanto. Risultato? Una vergogna profonda del sottoscritto per aver occupato due sportelli contemporaneamente (chiaramente la signorina si era messa a mò di falchetto sulle spalle del collega per carpire i segreti del mestiere lasciando scoperto il suo sportello), senza considerare il percorso (ed il tempo) sprecato tra le procedure sul terminale, tutte da ripetere.

#2 terminale, punto e a capo

Una volta ripetute le varie procedure a video ed inseriti nuovamente i miei dati è stato possibile procedere con l’ultimo passaggio: conferma del numero di contratto impresso sul foglio compilato (per ottenere un’associazione cartaceo / virtuale). Problema: il numero di contratto non era lecito, la procedura fatta su cartaceo non corrispondeva alla mia richiesta correttamente avviata invece su terminale. 15 minuti circa di plotone d’esecuzione (sportellista 1, sportellista 2, responsabile d’ufficio) tutti intenti a ragionare sul da farsi (distruggere questo contratto e fare l’altro oppure forzare la procedura e proseguire con la stipula?), alcune prove per tentare di convincere il terminale a desistere, ulteriori 5 minuti di consulenza a porte chiuse.

  • $sottoscritto: mi scusi, sono quasi le 11, avrei un appuntamento urgente un pò distante da qui! (ero arrivato allo sportello alle 10 circa, ndr)
  • $sportellista: $nomeeeeeee (urlando), il ragazzo ha fretta!
  • $responsabile: anche iooooo! (urlando anche lei)
  • $sottoscritto: ok, vado via, mi consegna cortesemente i miei documenti?
  • $sottoscritto /2: grazie, distrugge anche il contratto dove ci sono le mie firme?
  • $sportellista: (sguardo e modo di fare alquanto presuntuoso) fatto, contento?
  • $sottoscritto: si, grazie, buona giornata!

#3 conclusioni

I corsi di aggiornamento fatti per addestrare personale “estraneo” alla società Autostrade per l’Italia (e non solo quelli) evidentemente non sono valsi granché, almeno non per Ravenna Centro. Lo stesso accade quando si tenta di fare la richiesta di passaporto, la scena cambia di poco. E poi c’è chi ancora dice che a fare le cose fisicamente si fa prima o si fa meglio perché c’è il rapporto face-to-face tra ente e cliente, con internet ci si impiega la metà del tempo ed un quarto dello sforzo.

#4 telepass.it, aggiornati!

Un’ultima osservazione per la società Autostrade per l’Italia e Telepass.it: se davvero volete avvantaggiare i clienti BancoPosta perché non inserite come modalità di acquisto e pagamento online anche questo tipo di conto?

Nessun riconoscimento tra le carte di credito o tra i conti correnti “abilitati” :(

Davvero un peccato, calcolando che il primo Punto Blu valido per me è … Bologna!

E voi? Avete provato ad attivare servizi “non nativi” presso l’ufficio postale della vostra città? Come vi è andata?

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