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Ehi, ciao, bentrovato/a! Come sono andate le ferie? Qui abbastanza bene, non è semplice tornare in console ma ci si dovrà nuovamente abituare, credo sia meglio farlo in un periodo tranquillo come questo piuttosto che in altri momenti dell’anno ben più “trafficati” 😏

So benissimo di averti già parlato in passato dell’argomento riportato nel titolo, eppure mi è capitato di avere a che fare con un Google Foto particolarmente recidivo al cambiamento (nativo su Android One, nda), per questo motivo ho dovuto utilizzare una via alternativa evidentemente percorribile anche da te che potresti ritrovarti nello stesso vicolo cieco. Andiamo con ordine e partiamo dalla base già tracciata:

Android: abilitare il riconoscimento facciale di Google Foto

Nell’articolo del 2015 ti parlavo di TunnelBear VPN e dell’opzione “Raggruppa volti simili” che compariva all’interno dell’applicazione dopo aver effettuato una connessione VPN con gli Stati Uniti d’America. Tieni per buono che questa cosa dovrebbe funzionare anche oggi, ma nel caso in cui non sia così dovrai semplicemente:

  • chiudere Google Foto anche senza necessità alcuna di cancellare i dati dell’applicazione (come precedentemente suggerito).
  • Aprire Google Chrome su Android e assicurarti che tu abbia effettuato il login ai servizi Google.
  • Puntare il browser all’indirizzo photos.google.com/settings e verificare che compaia la sezione Raggruppa visi simili, all’interno della quale potrai finalmente attivazione l’opzione Raggruppamento dei volti.

Riconoscimento facciale di Google Foto: abilitazione alternativa

Il salvataggio dell’opzione è immediato e non necessita di ulteriore conferma.

A questo punto potrai aprire nuovamente l’applicazione Google Foto su Android, dovresti notare la possibilità di ricercare facilmente Persone e animali all’interno della scheda Album. Lo stesso dicasi per le ricerche. Attenzione però: vale quanto detto nel 2015, il servizio di Google necessita di un po’ di tempo per poter analizzare le tue fotografie e cominciare così a raccogliere i volti da mostrarti in maniera così comoda, non stupirti quindi se inizialmente all’interno di “Persone e animali” non noterai alcun contenuto, torna a dargli un’occhiata dopo una manciata di ore, qualcosa dovrebbe essersi mosso nel frattempo, il pieno regime lo si raggiungerà nell’arco delle successive 24/48 ore.

Buona giornata!

× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Hai comprato la Mi Band 4? Sì, preordinata quando annunciata su Amazon e consegnata nei primissimi giorni di luglio. La recensione arriverà presto (la sto ancora mettendo sotto torchio e sto cercando di capire vantaggi e svantaggi del salto a questa nuova generazione, considerando inoltre consumi e durata batteria fuori dal dichiarato), nel frattempo posso però parlarti di una delle caratteristiche forse più carine, ereditata dagli altri dispositivi indossabili creati nelle fucine del gruppo Xiaomi e parenti vari (Huami in primis): il cambio della watchface.

Xiaomi Mi Band 4: caricare un nuovo quadrante 1

Cambiare volto al Mi Band 4

Chiamalo come ti pare: watchface o quadrante, poco importa, l’importante è che tu abbia capito che quella schermata principale che ti trovi davanti quando vuoi vedere che ora è può essere modificata a tuo piacimento, ne esistono di pronte (tante) ma puoi anche crearla da zero ammesso tu ne abbia le capacità e la pazienza, trovi tutte le istruzioni nella community Mi all’indirizzo c.mi.com/thread-2281025-1-0.html. Oggi diamo insieme un’occhiata al cambio watchface in due metodi, il secondo più comodo (parecchio) del primo, a te la scelta.

Cambio watchface: metodo manuale

Tutto ciò che ti serve è scaricare una watchface che ti interessa (per esempio da amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/?lang=multilingual) e tenere al momento il file nella cartella Download del tuo smartphone. Servirà poi un File Manager (andrà benissimo anche quello predefinito del tuo Android) e un pelo di manualità. Nell’esempio da me proposto in questo articolo utilizzerò un paio di watchfaces che differiscono solo per il colore di sfondo, entrambe dedicate a Super Mario Odyssey:

Si trovano rispettivamente all’indirizzo amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/view/537 e amazfitwatchfaces.com/mi-band-4/view/673. Per tua comodità ho creato due redirect rapidi e più semplici da digitare: go.gioxx.org/mariowf1 e go.gioxx.org/mariowf2. Il download del file bin avrà un nome stabilito dal sito web e verrà salvato nella cartella Download del tuo smartphone.

Apri l’applicazione Mi Fit originale di Xiaomi, spostati in ProfiloMi Smart Band 4Impostazioni display del braccialeDisplay bracciale. Seleziona una qualsiasi tra le proposte dell’applicazione e sincronizza il quadrante per applicarla. Attendi che l’operazione venga completata e apri il File Manager che preferisci.

Spostati nella cartella Android → data → com.xiaomi.hm.health → files → watch_skin_local. Se non hai mai installato prima alcun quadrante, troverai qui una sola cartella ad attenderti (la chiamo Cartella WF per comodità, tra poco capirai perché), entrandoci noterai un’immagine che riporta il quadrante che hai appena sincronizzato. Copia il nome del file bin che trovi qui dentro e ora rinominalo aggiungendo un .bak finale (ottenendo così – per esempio – 1563269694_6e55b7h937.bin.bak).

Spostati adesso nella cartella Download dello smartphone utilizzando sempre il File Manager, cerca e rinomina il file .bin che avevi precedentemente scaricato dal sito web di amazfitwatchfaces.com incollando al suo interno il testo che avevi copiato. Ora sposta questo file .bin all’interno della Cartella WF. Il risultato? Una cartella contenente un file .bin corretto, un .bin.bak e un file immagine che puoi ignorare tranquillamente.

Torna nell’applicazione Mi Fit, spostati nella schermata dedicata ai quadranti e sincronizza nuovamente quella di prima nonostante l’immagine non sia cambiata, otterrai così il risultato sperato.

Il metodo appena suggerito è lento, per alcune persone complesso e sicuramente lascia dello sporco in giro (quadranti con immagine non corretta è già una motivazione più che corretta), preferisco fare uso di applicazioni di terza parte che svolgono il mestiere in maniera molto più corretta.

Cambiare watchface: metodo semplificato

MiBand4 – WatchFace for Xiaomi Mi Band 4

Rokitskiy.DEV non è nuovo in quanto a sviluppo di applicazioni dedicate al cambio dei quadranti dei prodotti Xiaomi/Huami, non c’è quindi da stupirsi del fatto che abbia tirato fuori dal cappello la neonata “MiBand4 – WatchFace for Xiaomi Mi Band 4“, disponibile gratuitamente sul Play Store di Google e tutt’oggi ancora in sviluppo e costante modifica per l’introduzione di novità e miglioramenti, te la propongo più comodamente qui di seguito:

Puoi aprire l’applicazione, scorrere la lista dei quadranti disponibili per Mi Band 4 e scegliere quello che vuoi installare (ovviamente puoi scaricarne quanti ne vuoi, non c’è limitazione alcuna) passando tramite l’applicazione Mi Fit originale senza la quale non puoi completare l’operazione. La logica d’utilizzo è talmente banale che chiunque è già in grado di utilizzarla, cosa devi sapere?

  • Non tutti i quadranti sono disponibili in lingua italiana, quello che posso consigliarti è quindi l’utilizzo del filtro sulla lingua, per escludere tutto ciò che nasce esclusivamente in lingua russa (c’è molto materiale che arriva dalle fredde terre di Putin!).
  • Una volta scelto il quadrante che vuoi utilizzare sul tuo Mi Band 4 puoi selezionarlo, fare clic su Install (e confermare con un ulteriore clic sul pulsante OPEN MIFIT per passare all’applicazione ufficiale del prodotto), quindi spostarti in ProfiloMi Smart Band 4Impostazioni display del braccialeI miei display bracciale. È qui che troverai tutte le personalizzazioni che hai salvato. A questo punto ti basta selezionare la watchface che vuoi provare e fare clic su Sincronizza il quadrante.

Ho registrato un breve video esplicativo, noterai quanto semplice è percorrere questo metodo:

AmazFaces

Sulla falsa riga di quanto appena raccontato poco sopra, lo stesso amazfitwatchfaces.com ha aggiornato la sua applicazione AmazFaces disponibile gratuitamente sul Play Store:

AmazFaces
AmazFaces
Developer: GIK-Team's web
Price: Free

Installala e avviala senza necessità alcuna di creare un account (fai clic su Continue as guest), consenti l’accesso ai file memorizzati sul dispositivo (necessario per il salvataggio dei quadranti da passare a Mi Fit) e seleziona Mi Band 4 tra i prodotti compatibili con l’applicazione. Ora potrai cercare i quadranti che più ti interessano, filtrarli per lingua e molto altro. Anche in questo caso potrai selezionare una watchface e installarla immediatamente in Mi Fit per una più rapida sincronizzazione:

Il metodo semplificato per mezzo di un’applicazione di terza parte ti permette di non dover mettere mano ad alcun file, è certamente quello da preferire se sei meno esperto o se vuoi che l’operazione di cambio volto del tuo Mi Band 4 vada tutta in discesa.

A te non resta che divertirti 🙂👋

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Una pubblicità neanche tanto vecchia recitava grosso modo che quando una cosa funziona bene ti dimentichi di averla. Ecco, SMS Backup+ è forse l’applicazione che più di tutte ho utilizzato su qualsiasi mio smartphone o tablet Android. Dopo anni di onoratissimo servizio mi sono ritrovato in difficoltà con l’annuncio del lockdown delle API di Google entrato in vigore ufficialmente lo scorso 15 luglio (te ne avevo parlato anche in Letture per il (non) weekend: Google tra diritto alla Privacy e API dei programmi terza parte). Permettere a SMS Backup+ di continuare a fare il suo lavoro è possibile, ti spiego di seguito come.

SMS Backup+: nuova vita dopo il lockdown API di Google

SMS Backup+

Non volevo spendere troppe parole sul farti conoscere SMS Backup+ perché se non l’hai usato fino a oggi è molto probabile che non ti serva realmente creare una copia di backup di SMS e cronologia chiamate sul tuo account di posta Google, o forse sì? Forse non sai che SMS Backup+ è un’applicazione gratuita disponibile sullo store di Google per Android che ti permette di creare una copia dei tuoi messaggi di testo e dell’intera cronologia chiamate salvandola nell’account di posta (Gmail), permettendoti così una piena e immediata ricercabilità di testo e/o interlocutore, una comodità alla quale non ho mai voluto rinunciare nel corso degli anni.

SMS Backup+
SMS Backup+
Developer: Jan Berkel
Price: Free+

Una volta installata e connessa all’account Google tramite modern-authentication bastava dare una controllata (e non necessariamente modificare) agli intervalli di sincronizzazione con l’account Gmail lasciando al software l’incombenza di prima sincronizzazione, operazione che veniva poi seguita da ulteriori check decisamente meno pesanti rispetto al primo. Alla stessa maniera, cambiando dispositivo, è sempre stato possibile chiedere a SMS Backup+ di ripristinare tutto lo storico effettuando così l’operazione contraria. Mai avuto un problema, mai.

Post-lockdown

Post chiusura dell’accesso API per tutte quelle applicazioni che non sono realmente client di posta elettronica (calderone in cui è finita ovviamente anche SMS Backup+), l’applicazione su Android ha perso l’accesso a Gmail e di conseguenza non ha più potuto portare a termine il proprio lavoro. Lacrimucce a parte e messaggio di errore che non ha neanche avuto la decenza di chiedere permesso prima di mostrarsi a video, il work-around era già a portata di mano e segue un filone totalmente diverso che si spera Google non voglia andare a toccare (perché andrebbe a impattare anche su altro).

SMS Backup+: nuova vita dopo il lockdown API di Google 1

La soluzione si chiama IMAP e grosso modo ce l’hanno già tutti a disposizione. Se così non fosse il consiglio (se vuoi continuare a utilizzare SMS Backup+ è quella di andare ad abilitare l’accesso con questo protocollo dalle impostazioni di Gmail):

SMS Backup+: nuova vita dopo il lockdown API di Google 2

A questo punto non resta che modificare la configurazione di SMS Backup+ andando a ritoccare la modalità di accesso a Gmail. Per farlo ti basterà andare in Impostazioni avanzate → Impostazioni server IMAP e:

  • ritoccare Autenticazione selezionando Testo semplice al posto di XOAuth2 (Gmail),
  • verificare che l’indirizzo del server riporti imap.gmail.com:993,
  • verificare che l’indirizzo email / account IMAP riporti il tuo indirizzo di Gmail (corrispondente quindi allo username da utilizzare),
  • inserire la password che utilizzi per accedere al tuo account Gmail (*),
  • lasciare inalterate le voci Sicurezza e Trust all certificates.

Perché ho utilizzato un asterisco in corrispondenza della voce relativa alla password di Gmail? Perché qui hai due possibili vie da percorrere:

Se hai fatto tutto senza errori dovresti riuscire ora a far ripartire ogni normale attività di SMS Backup+ come nulla fosse mai accaduto:

Il tutto per la tua (e anche mia) felicità, con buona pace dell’accesso in modern-authentication di Google che avrei certamente preferito, ma che evidentemente non sarà più utilizzabile dall’autore dell’applicazione che è assolutamente informato e allineato sul problema, pur essendo impotente davanti alla scelta di big G. (con tanto di rifiuto alla richiesta specifica di accesso API per la sua applicazione), vedi il thread su GitHub all’indirizzo github.com/jberkel/sms-backup-plus/issues/959 e nello specifico questo commento: github.com/jberkel/sms-backup-plus/issues/959#issuecomment-505645577.

L’autenticazione IMAP con password in chiaro è chiaramente meno sicura rispetto all’autenticazione moderna, me ne rendo conto, ma generare un’app password per SMS Backup+ è certamente meglio che inserire la password che permette un totale accesso al proprio account Google. Ti prego, vai ad attivare l’autenticazione a due fattori se non lo hai ancora fatto, è davvero molto stupido rischiare così tanto (e non parlo solo di questo specifico caso).

Happy backup! ✌️


crediti: github.com/jberkel/sms-backup-plus/issues/959
immagine di copertina: unsplash.com / author: Web Hosting
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Gioxx’s Wall ospita oggi un piccolo confronto tra applicazioni di messaggistica istantanea alternative a WhatsApp e Telegram, scritto in collaborazione con Stefania Grosso di TechWarn, portale di informatica e tecnologia generalista.
Al contrario del sottoscritto Stefania utilizzerà il “voi“, io non lo faccio ormai da tempo ma posso comprendere che “per parlare alla folla” possa essere ancora lecito.
Buona lettura :-)

Cosa usate per comunicare con i vostri amici? La risposta sarà all’unisono: WhatsApp! Qualcuno dirà Messenger? O forse Telegram, con un passo in più verso la sicurezza delle nostre comunicazioni. E per quanto queste applicazioni siano comode, facili da usare e istantanee, non sono altrettanto efficaci in termini di sicurezza. E vista la grande attenzione posta sulla questione della privacy ultimamente, ecco a voi cinque applicazioni per comunicare in totale sicurezza.

Signal

Signal - Messaggero Privato
Signal - Messaggero Privato

Signal è un’app di messaggistica istantanea open source creata nel 2014. Come tutte le app di comunicazione potete inviare sticker, immagini, video, GIF e audio. Ma il suo punto di forza è la funzione dei messaggi ‘a scadenza’, quelli che si cancellano automaticamente dopo un determinato lasso di tempo impostato dall’utente. Inoltre il suo livello di sicurezza, dato dalla crittografia, è molto più elevato rispetto a WhatsApp.

Threema

Threema
Threema
Developer: Threema GmbH
Price: 2,99 €
Threema
Threema
Developer: Threema GmbH
Price: 3,49 €

Fondata nel 2012, Threema è una della app più utilizzate per comunicare in sicurezza grazie a una crittografia end-to-end imperscrutabile. Inizialmente diffusasi solo in Germania, dopo i problemi di sicurezza di WhatsApp e Facebook ha preso piede in tutto il mondo. Unico punto a sfavore: non è gratuita, se usata però in combinazione con una connessione VPN diventa davvero infallibile a livello di anonimato e sicurezza.

Silence

Silence
Silence
Developer: Silence
Price: Free

Non è disponibile una versione per sistemi iOS.

Di nuovo un’app open source. Silence è diventata famosa per avere una delle migliori crittografie, progettata accuratamente per proteggere messaggi in entrata e in uscita. Il punto di forza è che i messaggi vengono criptati in locale, sul dispositivo, in modo che nessuno oltre a voi vi possa accedere. E il codice con cui è scritta è completamente disponibile online, da consultare liberamente.

Wickr Me

Wickr Me – Private Messenger
Wickr Me – Private Messenger
Developer: Wickr Inc
Price: Free
Wickr Me - Private Messenger
Wickr Me - Private Messenger
Developer: Wickr, LLC
Price: Free

Grafica minimal e comunicazioni come abbiamo visto solo nei film: questa è Wickr, un’app di messaggistica istantanea ultra sicura. Wickr, oltre a disporre di una crittografia completa, consente anche di inviare messaggi a scadenza e avere il pieno controllo sulle chat, rendendovi anonimi mentre comunicate anche le più importanti e delicate informazioni.

Dust

Dust Messaggistica
Dust Messaggistica
Developer: Radical App LLC
Price: Free+
Dust - a safer place to text
Dust - a safer place to text

Dust oltre ad avere tutto ciò che un’app di comunicazione deve possedere e offrire, ha dalla sua un sistema che rende l’invio di qualunque file molto più veloce. Non mancano poi le feature di sicurezza, con crittografia end-to-end, una modalità di ricerca stealth e la possibilità di sapere, grazie agli avvisi del watchdog, se la nostra sicurezza è stata compromessa.

Cosa ne penso?

Un articolo rapido e poco ricco di dettagli ma che ti introduce alle possibili alternative delle più blasonate applicazioni di messaggistica istantanea già disponibili sul mercato. Non conoscevo personalmente né Silence, né Wickr e neanche Dust. Signal e Threema li ho installati in passato e il primo citato lo uso ancora nonostante la rubrica contatti sia davvero troppo striminzita. Di certo mi incuriosisce Silence e il suo essere completamente accessibile grazie alla pubblicazione del codice sorgente su GitHub, forse sono un po’ meno attratto dalle altre due proposte. Una piccola precisazione: la crittografia end-to-end è assolutamente consona e funzionante anche per ciò che riguarda WhatsApp, semplicemente ci si fida di meno poiché questo fa parte della grande famiglia di Zuckerberg ed è ospitato sui server di Facebook. Questi di certo tracciano una moltitudine di dati nettamente superiore a Signal o qualsiasi altro software citato.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Rachit Tank
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La regia si prende un piccolo break e vi lascia ai consigli per gli acquisti, articoli scritti sempre e comunque dal proprietario della baracca (o da ospiti di vecchia data) ma -contrariamente al solito- sponsorizzati.
Il giudizio è e sarà sempre imparziale come il resto delle pubblicazioni. D'accordo pagare le spese di questo blog, ma mai vendere giudizi positivi se non meritati.

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Ed ecco l’articolo che avevo fatto uscire per sbaglio, del quale avevo gettato le basi ma al quale mancava l’intero corpo. Si torna a parlare di MIUI e quindi del mondo Xiaomi, di bug (evviva!), di quelle cose assai stupide perché in realtà non sto facendo null’altro che sfruttare quello che il software custom del grande gruppo cinese mette a disposizione. È un po’ come una coperta corta, se la tiri da un lato resti scoperto dall’altro, seccante, basta però “sapere le cose” in attesa di risoluzione ufficiale, con tanto di workaround attualmente funzionante.

MIUI e Android Auto: errore di comunicazione 16 1

Come da titolo l’errore di oggi è il “16” e riguarda Android Auto, il quale smetterà di funzionare se hai anche solo un’applicazione clonata tramite funzione di sistema (cosa assai comune quando gestisci più account su applicazioni differenti). Bella forza venirlo a scoprire così, pappa pronta e subito.

Tra l’ultimo collegamento Android Auto con la mia vettura e quello che mi ha restituito questo errore 16 avevo modificato il tema utilizzato dal sistema (ho abilitato il Dark Mode reso da poco disponibile in MIUI) e il comportamento del Bluetooth affinché non mostrasse a chicchessia il nome del mio smartphone (MIUI e Bluetooth sempre visibile, come rimediare), mai avrei pensato all’applicazione clonata, per questo motivo sono tornato indietro sulle altre due modifiche citate senza giovarne assolutamente:

MIUI e Android Auto: errore di comunicazione 16

A questo punto mi è bastato cercare altri casi simili per approdare a un paio di discussioni nel forum della community MIUI, en.miui.com/thread-3806629-2-1.html e en.miui.com/thread-3328762-2-1.html. Reddit era quindi il colpevole (tengo attivo un mio profilo personale che include il cazzeggio Marvel & Co. e uno lavorativo più orientato a temi seri e talvolta noiosi oltre le ore d’ufficio), la soluzione allo stato attuale è ovviamente una sola fino a quando Xiaomi non correggerà questo stupido bug:

MIUI e Android Auto: errore di comunicazione 16 2

Una volta eliminate le applicazioni clonate tramite funzione di MIUI tutto tornerà a funzionare correttamente, potrai utilizzare nuovamente Android Auto. Come ho risolto il problema del doppio account di Reddit? Passo da un diverso client, sto provando Sync.

Sync for reddit
Sync for reddit
Developer: Red Apps LTD
Price: Free+
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