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La domanda che non ha risposta, non una almeno. Chi decide oggi di aprire un blog, o magari un canale YouTube, sceglie di scendere in campo con le proprie competenze (e/o la propria faccia), provando a ritagliarsi una fetta di pubblico che nel corso dei giorni e delle pubblicazioni lo seguirà, con la speranza che quella fetta possa crescere rapidamente, stabilizzandosi più in là possibile, ottenendo così maggiore audience e feedback che aiutano (inutile negarlo) a crescere e migliorare (pur se non sempre costruttivamente).

Chiaramente ci si arriva a chiedere: è solo spesa? Ci rimetto di tasca mia? Io posso solo dirti la mia, basandomi sui tanti anni di esistenza di questo blog, e prima di lui anche di altri.

È possibile farsi sostenere online?

Prima di Gioxx’s Wall era GxWare, prima di GxWare era semplicemente un nickname riservato su chissà quale servizio di hosting gratuito, e gli anni cominciano a farsi sentire parecchio se consideri che sommando tra loro questi fattori si arriva a superare i 20 anni di attività online. Avevo da poco abbandonato le scuole medie quando decisi di mettere in piedi le prime quattro schifezze inguardabili realizzate con Microsoft FrontPage (dapprima, poi modificate a mano per renderle un pelo più appetibili non appena ne ho avuto le capacità, solo perché non volevo affidarmi a Dreamweaver), mi ero stancato di essere solo visitatore.

Di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta e, per esperienza personale, la raccolta fondi non forzata (quella che non ti viene ricordata in maniera invasiva) non è una via certa verso un sostentamento (anche minimo) delle tue attività e dei tuoi acquisti (quelli fatti a fini di studio e realizzazione degli articoli). Inutile negare che qualcuno in questi anni mi ha offerto una birra (virtuale, tramite donazione), un caffè o –per chi non voleva metterci del denaro diretto– pensieri, gadget, roba assolutamente gradita e che in alcuni casi porto ancora oggi con me (fatico a ricordare chi mi ha regalato anni fa una splendida maglietta che ancora uso e adoro durante il cambio di stagione tra “non troppo freddo e non troppo caldo“), ma mai abbastanza per coprire quelle spese vive con le quali si ha a che fare per mantenere tutto online e disponibile per chiunque passi (per abitudine o per caso).

Ultimamente ho cominciato a giocare anche con alcuni nuovi strumenti, provo a parlartene brevemente, raccogliendo (se ti va) anche tuoi pareri in merito, sia che tu li abbia usati in passato come “creatore” (colui che è da sostenere), sia se hai “fatto parte del pubblico” (chi sostiene).

Patreon

È possibile farsi sostenere online? 1

Patreon è una piattaforma Internet che permette ai creatori di contenuti di realizzare il proprio servizio di contenuti con sottoscrizione. È diffuso tra i produttori video di YouTube, artisti web, scrittori, autori di podcast, musicisti e altre categorie di utenti che necessitino di pubblicare regolarmente propri contenuti on line. Permette agli artisti di ricevere direttamente i finanziamenti dai propri fan definiti patrons (“patroni”, “benefattori”). Questi possono finanziare in maniera continuativa e regolare o su singola opera. La società è nata da un’idea del musicista Jack Conte e dello sviluppatore Sam Yam nel 2013, e ha sede a San Francisco.

it.wikipedia.org/wiki/Patreon

Ho deciso di creare un account Patreon dopo averne visti tanti altri attivi in giro, mi incuriosiva e ho deciso di provare a creare una pagina che potesse raccogliere alcuni papabili obiettivi del blog, includendo –quando possibile– aggiornamenti per coloro che sono già presenti sul noto sito web e che preferiscono ricevere gli aggiornamenti tramite feed Patreon. Il funzionamento è estremamente semplice, e prevede che gli utenti inizino a sostenere uno o più creatori di contenuti tramite un pagamento mensile di una quota che può essere stabilita dal creatore di contenuti stesso. Inutile dire che cercare di ottenere da subito grandi quote è fuori di discussione, ed è sempre bene lasciare la possibilità di un sostentamento dal peso molto ridotto sulla tasca del proprio budget mensile.

Ho deciso di creare due obiettivi principali per il blog, di cui uno è quello che in ogni caso cerco di fare grazie ai tuoi commenti e alle tue idee, cioè ricercare e sviluppare articoli che possano attrarre la tua attenzione, che possano tornarti utili, che possano aiutarti nella quotidianità tecnologica che ti ritrovi ad affrontare (per lavoro, per passione o per “democratica decisione” di un genitore che crede che tu sia sempre il mago dei PC):

  • Raggiungere i 15 dollari mensili mi permette (tolte le spese di Patreon e di PayPal) di mettere da parte ciò che serve per pagare le spese di hosting del blog e della casa virtuale dei miei progetti personali. Sarebbe già un gran bel traguardo.
  • Con 100 dollari mensili non solo pagherei le spese dell’hosting del blog (e del restante annesso, noads.it compreso), ma potrei anche pensare di girare parte di quei fondi verso una collaborazione esterna, qualcuno in grado di darmi una mano a rispondere a più domande poste dai lettori come te, parte integrante e fondamentale senza la quale non avrebbe per me senso continuare a fare con passione ciò che faccio tutti i giorni :-)

Per raggiungere gli obiettivi, ho deciso di creare queste quote:

  • Ci prendiamo un caffè?
    $2 or more per month
    Seppur solo virtualmente vicini, il prendersi un caffè è il gesto forse più comune tra italiani. Permette di fare due chiacchiere, sentire quell’aroma inconfondibile, stringere nuove amicizie. Bevo caffè regolarmente, me ne offri uno per quello che realizzo?

  • Birra stasera?
    $5 or more per month
    Non so tu, ma io più del vino preferisco la birra, animale anomalo di una terra che esalta tutto ciò che gira attorno al prelibato chicco d’uva. Un salto al pub, la scelta di una bionda, o magari di una rossa, le chiacchiere, il divagare come se non ci fosse quel domani che ti vedrà tornare operativo in ufficio, in fabbrica, in qualsiasi altro luogo svolgi quotidianamente il tuo dovere. Con 5 dollari al mese offrirai quel giro di birra e io, per ricambiare, ti dedicherò un ringraziamento pubblico sul blog, oppure se preferisci finirai tra i sostenitori dei miei progetti personali, X Files o FIREFOX:DICT, parliamone insieme, mi trovi facilmente su Telegram.

  • Ai confini della pazzia, sei tu che sostieni me e decidi che carta giocare!
    $10 or more per month
    Sono certo che una quota simile non arriverà mai, ma sperare non costa nulla (tanto per rimanere in tema). Con 10 dollari al mese avrai la possibilità di chiedermi un articolo su un tema a tua scelta. Le ricerche richiedono tempo, così come la stesura, la verifica e la pubblicazione di ogni mio singolo articolo, perché in tanti anni che porto avanti questa mia creatura ho capito che guadagnare un lettore costa sudore, sangue e fatica, ma perderlo è un battito di ciglia.

    Parlami di ciò che vorresti approfondire, avrai un canale diretto con me (usiamo Telegram? La mail? Whatsapp? Decidi tu), ragioneremo insieme sull’articolo, io cercherò di dare risposta alla tua curiosità.

    Occhio, non sono bravo a parlare di vini o di shampoo contro la forfora, rimaniamo nel mio ambito, la tecnologia è il mio mestiere, il web il mio pane quotidiano, i videogiochi una delle passioni che più adoro da quando ho memoria.

Riguardo l’argomento commissioni e spese da sostenere, ti consiglio la lettura di un articolo pubblicato da un altro creatore (Free Playing), in seguito a un cambio di regole stabilito proprio da Patreon a fine del 2017: patreon.com/posts/nuove-regole-su-15813276.

Credo che questo sia anche il momento giusto per ringraziare Andrea, primo a volersi aggiungere alla quota del caffè mensile, è pur sempre un buon auspicio!

Passa a trovarmi all’indirizzo patreon.com/gioxx! :-)

PayPal

È possibile farsi sostenere online? 2

Difficile pensare che tu non lo conosca, considerando che si tratta di uno dei metodi di pagamento forse più conosciuti sulla faccia della Terra. PayPal è nato per altri motivi, vero, ma integra al suo interno un sistema di donazione che può essere facilmente utilizzato da tutti (dove quel tutti corrisponde al bacino utenti che ha almeno un account registrato sul servizio, chiaro). PayPal.me è quella pagina web essenziale, gateway per passaggio di denaro immediato e senza la necessità di istruzioni molto dettagliate.

Non ci sono “goal“, non ci sono quote, c’è la totale libertà da parte dell’utente di sostenere il lavoro fatto, in passato è stato il metodo scelto da qualche lettore per offrirmi una birra virtuale, un ringraziamento sempre apprezzato.

Nell’impostazione “Amici e familiari“, è gratuito per i tuoi amici e familiari inviarti denaro in euro all’interno dell’Unione europea, se usano il saldo PayPal o un conto bancario. Diversa la questione se si sceglie di utilizzare una carta di credito, ti rimando alle domande frequenti per capire qualcosa in più su commissioni e spese da sostenere.

Passa a trovarmi all’indirizzo paypal.me/gioxx! :-)

Buy me a coffee

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Una ventata d’aria fresca in mezzo ai colossi intoccabili. Buy Me a Coffee è un sito web semplice, alla stregua di PayPal.me, per offrire un caffè al creatore di contenuti che preferisci. È tutto maledettamente semplice, dovrai esclusivamente scegliere di offrire uno, tre o cinque caffè (rispettivamente 3, 9 e 15 dollari), “one-shot“, vale solo per quello sparo singolo che potrai certamente ripetere ogni volta che vorrai, ma che in nessuna maniera ti legherà a qualcosa di schedulato e ripetitivo a cadenza regolare nel tempo.

Ho registrato la mia pagina personale e ricevuto in maniera anonima un caffè (grazie), anche qui –come in Patreon– potrai pubblicare aggiornamenti di stato per tenere aggiornati coloro che –iscritti al medesimo servizio– decideranno di seguirti come fosse un qualsiasi feed.

Passa a trovarmi all’indirizzo buymeacoffee.com/gioxx! :-)

Last but not least: Amazon

È possibile farsi sostenere online? 4

Sì perché se c’è un metodo per sostenere i creatori di contenuti che nulla costa a te, quello è proprio Amazon. Il colosso dell’e-commerce conquista e regna pressoché sovrano sul web di oggi, partner affidabile e per certi versi insostituibile per tutti coloro che necessitano di acquistare il prossimo gadget tecnologico o ciò che più banalmente serve in cucina, a casa. Amazon si è costruito negli anni una posizione difficilmente sostituibile, e con il suo abbonamento Prime consente in alcuni casi (in diverse città) di fruire di consegne entro due ore dall’ordine.

Ogni volta che ti parlo di prodotti nelle mie recensioni, tendo a proporti collegamenti verso Amazon che integrano il codice referral, il quale permetterà di guadagnare delle piccole commissioni sulla vendita andata a buon fine. Questo non altera in nessun caso il prezzo finale dell’oggetto che stai acquistando, è una transazione che avviene tra il sottoscritto e Amazon, per questo motivo è la forma di ringraziamento e sostentamento forse più conveniente e comoda per chiunque. Potresti pensare di sostituire il tuo segnalibro con quello che integra già il referral così da darlo per scontato per ogni tuo acquisto da postazione fissa o mobile!

Fai i tuoi acquisti partendo da questo collegamento: spendi.li/gioxx/me :-)

In conclusione

Tanti i metodi disponibili, forse poca l’intenzione di far sentire il proprio contributo quando leggi o usi qualcosa di creato apposta per renderti la vita più semplice, risolvere problemi che avrebbero richiesto molto più tempo o uso di risorse esterne (anche a pagamento), ci sono articoli scritti anni fa e che ancora oggi riscuotono un grande successo (e relativi ringraziamenti, mi viene da pensare a questo solo per fare un esempio), c’è (da sempre, non solo in questo mio specifico caso, ci mancherebbe) una sommaria convinzione che tutto ciò che c’è online sia e debba rimanere gratuito, che si possa ottenere con due clic e via, senza capire bene cosa c’è dietro.

Da circa un ventennio io metto a budget quelle che sono le spese per tenere in piedi questo blog e gli altri siti web che ci gravitano intorno, lo spazio in Cloud che –tra le varie– serve a tenere disponibili h24 file richiamati negli articoli e nei programmi distribuiti in giro, lo faccio molto più che volentieri e per quella grande passione che continuo a nutrire per questo ambito, per il mio modo di essere e di vedere la tecnologia, per il mio lavoro (quello vero, quello stipendiato). Per tutto il resto, e per il futuro non ancora scritto, credo di essere assolutamente d’accordo con quanto scritto da Emanuele qualche giorno fa.

E tu? Cosa ne pensi? Ti piace scrivere online? Hai un blog? Un canale YouTube? Chi sostiene le spese? Che metodi di sostentamento hai usato o continui a usare per raccogliere le donazioni dei tuoi lettori? Pensi che sia giusto limitare la tua creatività e la diffusione dei contenuti offrendoli ai lettori interessati a versare una quota per ciò che crei?

L’area commenti è a tua totale disposizione per discuterne insieme :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Fabian Blank

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Senza voler disturbare il padre della lingua italiana, oggi bistrattata più di ieri, abbassiamo immediatamente il livello imposto dal titolo dell’articolo a qualcosa di più caciottaro, terra terra, ma non per questo meno importante e utile. Oggi voglio presentarti un piccolo nuovo progetto collaborativo, che nasce ancora una volta da ciò che probabilmente tu –come me– sei solito fare senza neanche dargli troppo peso, perché è cosa assai normale per chi ci tiene a evitare banali errori ortografici facilmente correggibili grazie alla classica sottolineatura rossa che allerta riguardo qualcosa “che non va“. Si chiama FIREFOX:DICT, e adesso ti spiego bene di cosa si tratta.

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT

FIREFOX:DICT

Controllo ortografico

Se usi Firefox (ma non solo) avrai molto probabilmente notato che questo permette la ricerca di errori ortografici nel testo digitato, evidenziati dalla classica sottolineatura rossa per ciò che non viene riconosciuto. Per abilitare questa funzione si fa clic con il tasto destro in una qualsiasi casella di testo (o box, come quelli che forse sei abituato a vedere nei forum e simili) e si seleziona la voce “Controllo ortografico“. Questo funzionerà da subito, a patto di aver installato almeno un dizionario, quello italiano è stato generato da Mozilla Italia (da Francesco) e pubblicato su AMO:

Dizionario italiano
Dizionario italiano
Developer: flod
Price: Free

Questo porting nasce grazie al lavoro svolto dall’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org (plio.it), alla base dell’estensione che in passato ha permesso di integrare il dizionario italiano nella suite OpenOffice (dico in passato perché oggi è tutto integrato nativamente nella suite).

L’installazione non richiede il riavvio, la selezione del dizionario è possibile sempre tramite il menu del tasto destro del mouse (in area testuale):

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 1

Commetti ora volutamente un errore, dovresti vedere qualcosa di simile:

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 2

No, non stai vedendo doppio, è la frase poco sopra, modificata in maniera errata e catturata in uno screenshot!

Questo è segno che il dizionario sta facendo il suo lavoro. E se la tua memoria è buona (e mi leggi da qualche tempo), probabilmente ricorderai che di questa cosa te ne avevo già parlato, era il 2016:

Correttore ortografico di Firefox: copia del dizionario personale

A cosa serve FIREFOX:DICT

A colmare una lacuna del dizionario italiano portato su Mozilla Firefox e sugli altri prodotti che si basano sull’utilizzo delle estensioni Mozilla (sia le nuove WebExtensions, sia le vecchie XUL/XPCOM). Non c’è a oggi un riferimento aggiornato di quel dizionario integrabile in Firefox, e per questo motivo si può ricorrere al file di dizionario personalizzato che si trova all’interno della cartella profilo di ciascuno di noi, il persdict.dat.

Questo file viene creato da Firefox nel momento in cui si fa clic con il tasto destro su un termine non riconosciuto (quindi sottolineato in rosso) e selezionando la voce “Aggiungi al dizionario“:

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 3

Collaborando insieme a un contenuto più allargato del persdict.dat si permette al proprio Firefox di riconoscere molti più termini, evitando doppioni e arricchendo il controllo ortografico già possibile grazie al dizionario italiano installabile da AMO (addons.mozilla.org, nda). Termini come screenshot, blog, router e molti altri ancora sono entrati nell’uso comune della lingua, e sono ufficialmente riconosciuti da dizionari con grandi storie alle spalle (Treccani, Zingarelli, Hoepli, ecc.), ma non da Firefox.

Per poter rimediare ho scelto di mettere a disposizione il mio file di dizionario personalizzato, sulla falsa riga di X Files, che è nato e cresciuto tantissimo partendo nella stessa identica maniera, si trattava infatti della lista dei miei filtri personali, poi diventati i più utilizzati in Italia (dopo la costrizione imposta da EasyList) grazie alla collaborazione di tutti coloro che l’hanno scelta come sottoscrizione principale. Ho prima di tutto rimediato a una mia necessità sulla quale ho sorvolato per molto tempo (ho più PC, più versioni di Firefox e più profili sparsi, con un persdict.dat sempre differente!), e in secondo luogo pensato di allargare il concetto di dizionario collaborativo tra tutti coloro che vorranno salire a bordo.

Per rispondere a una tua possibile domanda (che è un po’ una ripetizione rispetto a qualche riga fa), voglio evitare di caricare nel file persdict.dat basi di dati già esistenti che raccolgono tutti i possibili termini italiani sulla faccia della Terra per non sovraccaricarlo, e anche perché molti di quei termini esistono già nel vocabolario installabile da AMO, senza considerare inoltre che molti altri sono a oggi molto poco utilizzati (o affatto), quindi probabilmente inutili (passami il termine, anche se non del tutto corretto).

Come funziona

Ho pubblicato una pagina dedicata al progetto che ti spiega un po’ tutto, ospitata da NoAds.it che è diventata la casa di quei progetti personali legati a Mozilla, ma ti riporto tutto qui di seguito :-)

Partendo dal presupposto che tu stia usando Firefox (la procedura non cambia di molto sugli altri software), questo è un esempio pratico attraverso il quale potrai utilizzare il file di dizionario collaborativo:

  • Spostati nella barra URL di Firefox, quindi digita about:profiles e premi invio.
  • Nella schermata che comparirà, individua il profilo in uso (lo noterai facilmente, sotto al nome del profilo troverai la dicitura “Non è possibile eliminare il profilo attualmente in uso.“), quindi fai clic sul pulsante Apri cartella in corrispondenza di “Cartella radice” (su macOS troverai “Mostra nel Finder“, nda).

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 4

Il file di dizionario sarà ora aggiornato, ma verrà caricato da Firefox solo al successivo avvio. Se puoi aspettare, non è necessario che tu vada a chiudere e riaprire ora il tuo browser. In caso contrario, non appena lo riavvierai, questo caricherà tutti i termini vecchi e nuovi che gli hai dato in pasto.

Questo è un metodo per forza funzionante su Windows, macOS e Linux. Per il sistema operativo di casa Microsoft ho però pensato a una facilitazione che ti permette di portare a casa il file di dizionario personalizzato più aggiornato con un doppio clic, grazie all’uso di uno script VBS, te ne parlo nel prossimo paragrafo.

Download via VBS

Sempre su GitHub ho pubblicato il codice sorgente del VBScript che ti permetterà di scaricare la versione più aggiornata del persdict.dat dal repository, sostituendolo contestualmente a quello che stai usando. Lo puoi trovare qui: github.com/gioxx/firefox-dict/blob/master/Downloader/FirefoxDictDownloader.vbs

Apri il file appena scaricato con un editor di testo (va bene Blocco Note, ma sai bene che io adoro e consiglio esclusivamente Notepad++ per Windows) e modifica la riga 13, quella in corrispondenza di HTTPDownload, questa contiene (spiegata in parole povere) la sorgente e destinazione del file di dizionario. La prima parte è chiaramente l’indirizzo del file più aggiornato su GitHub, la seconda è quella relativa alla cartella del tuo profilo. Ricordi quello che ti ho spiegato prima sulla schermata di about:profiles? Bene.

Sostituisci "C:\Users\TUONOME\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\TUACARTELLAPROFILO\persdict.dat" (nello script, nda) con la vera posizione del tuo profilo e quindi del file persdict.dat. Copia ciò che trovi in corrispondenza di Cartella radice e ricorda di mantenere il \persdict.dat finale, perché altrimenti lo script andrebbe in errore.

L'italiano non è un optional, ti presento FIREFOX:DICT 5

Se dovessi prendere in esame l’immagine qui sopra, il risultato completo corrisponderebbe a:

HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\vmh5owgp.default\persdict.dat"

Mi raccomando, niente spazi nei percorsi (è facile che sfuggano a una prima occhiata!).

Sulla falsa riga di quanto appena detto, nel caso in cui tu dovessi avere più profili di Firefox sulla stessa macchina Windows, puoi pensare di duplicare (o triplicare, e così via) la riga di HTTPDownload inserendo in ciascuna di queste la cartella del profilo che intendi “raggiungere“. Prova a immaginare, hai tre profili diversi chiamati firefox.default1, firefox.default2 e firefox.default3, il risultato genererebbe qualcosa di simile (sempre basandomi sulla cartella del mio PC Windows come poco sopra):

HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\firefox.default1\persdict.dat"
HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\firefox.default2\persdict.dat"
HTTPDownload "https://raw.githubusercontent.com/gioxx/firefox-dict/master/persdict.dat", "C:\Users\Giovanni\AppData\Roaming\Mozilla\Firefox\Profiles\firefox.default3\persdict.dat"

Come collaborare

Ed eccoci arrivati al fatidico paragrafo, quello senza il quale questo diventa solo un mio repository utile per i profili e le postazioni che possiedo, senza considerare invece l’utilità che potrebbe avere per altri utenti come te. Il progetto vuole essere collaborativo e aperto a ogni possibile contributo.

Sai e vuoi dare una mano? Sei il benvenuto, qui ho inserito alcuni metodi per entrare a far parte del team: dict.noads.it/#contribute. Ti piace ciò che faccio e vuoi sostenerlo senza collaborare alla crescita della raccolta termini? Che ne dici di offrirmi un caffè per portare avanti il tutto? Puoi donare in qualsiasi momento, direttamente tramite PayPal: paypal.me/gioxx/1,50, oppure decidere di diventare un sostenitore tramite Patreon.

Non dovrei aver dimenticato nulla ma, come sempre, c’è l’area commenti di questo articolo a tua completa disposizione per chiedere ulteriori informazioni, segnalarmi qualcosa di sbagliato o ottenere supporto per la prima installazione.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Amador Loureiro

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Sicurezza: la 2-step verification di PayPal 3Un tempo limitata e non accessibile dall’Italia, da un po’ a questa parte è finalmente stata sbloccata e resa disponibile per tutti. Ora anche noi possiamo proteggere con un accesso a “doppia mandata il nostro account PayPal, estremamente delicato a prezioso perché spesso gateway verso la nostra carta di credito o conto corrente bancario e si sa, con i soldi non si scherza.

Anche questo articolo va così ad aggiungersi alla già importante lista di quelli che ti parlano di sicurezza e 2-Step Authentication, ormai dovrei essere diventato per te insopportabile e quasi monotematico, ma ribadisco sempre e comunque che si tratta di un argomento importante e da non sottovalutare, soprattutto quando si tratta di dati riservati che non vogliamo finiscano in mano a sconosciuti.

Per abilitare l’autenticazione a due fattori di PayPal ti basterà visitare l’URL paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_security-token, autenticarti e specificare ora il tuo numero di telefono principale, sul quale PayPal potrà spedire un SMS contenente il codice da inserire quando avrai superato correttamente l’autenticazione con password.

sshot-1

Una volta registrato, PayPal invierà un codice di verifica che servirà a completare l’operazione. Solo così potrai vedere quel numero come correttamente registrato all’interno del profilo di sicurezza PayPal:

sshot-2

Da ora in poi ricorda che senza quel codice, non potrai accedere al profilo PayPal da una nuova postazione non precedentemente autenticata (o sulla quale hai effettuato manualmente un log-off). Come ulteriore verifica, riceverai una segnalazione a mezzo posta elettronica per ricordarti di aver richiesto di effettuato un nuovo accesso al sito web, il quale ovviamente richiederà anche il secondo codice di sicurezza, generato randomicamente nello specifico momento dell’accesso, così da evitare possibili attacchi dall’esterno.

Sicurezza: la 2-step verification di PayPal 2

Cosa stai aspettando? Vai ad abilitarlo!

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Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Q8easy CLUB4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Q8easy CLUB

Gli Europei 2016 di calcio sono appena cominciati, sono scese in campo la Francia (padrona di casa) e la Romania, tengo la partita in sottofondo, ogni tanto do un’occhiata, nel frattempo mi faccio passare per la testa lo stupido dubbio: che articolo ti propongo tra qualche ora? La serie è ovviamente quella del #4WeekendApps, seconda settimana (qui il primo articolo, nel quale ti parlo di Moovit), voglio parlare di un’applicazione che -prima di altre- ha voluto scommettere e parzialmente rivoluzionare un gesto che siamo tutti abituati a fare senza neanche accorgercene più (salvo poi dare un’occhiata all’estratto conto del Bancomat!). Si parla di carburante, si parla di Q8easy CLUB, applicazione appartenente all’omonimo gruppo che ha voluto semplificare il pagamento del pieno, e che ti permette di gestire eventuali residui, sfruttare bonus, approfittare di sconti presso partner.

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra
Price: Free

L’applicazione è disponibile anche per iOS:

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra srl
Price: Free

Questione di abitudine, è da un pezzo che scelgo Q8 per fare il pieno all’automobile, mantiene prezzi un po’ più onesti rispetto ai competitor (IP è l’unica alternativa in grado di tenere testa, non in tutte le città, nda). Ciò che ho più apprezzato già dagli esordi di questa applicazione (è fuori da diverso tempo, nonostante non te ne abbia mai parlato, nda) è la facilità di utilizzo e la possibilità di avere un tabulato aggiornato dei movimenti (pieni / data-ora / prezzo pagato / ecc.) e una scorciatoia che ti libera dallo scontrino cartaceo nel caso in cui rimanga del residuo rispetto al contante inserito nello sportello del self-service, pratica più appartenente a mio padre (io utilizzo il Bancomat, solitamente), con il quale ho condiviso il mio codice cliente, dandogli così la possibilità di recuperare quel credito quando vuole, semplicemente con un tocco (ti occorrerà generare un codice dall’applicazione, con scadenza, per recuperare quanto ti spetta).

A ciò si è andato ad aggiungere (poco dopo) la possibilità di pagare un pieno in anticipo via PayPal, un gateway verso il proprio conto corrente (o carta di credito) al quale ormai siamo abituati a dare fiducia, permettendoti così di non avere contante, o magari non tirare mai fuori la tua carta di credito, inserendo semplicemente un codice di pagamento proprio sulla colonnina del self-service, prima di scegliere la pompa che andrà ad erogare il carburante. Ho avuto modo di testarlo solo una volta, fatto più che altro per curiosità che necessità, tutto ha funzionato correttamente e ho potuto riscattare quanto pagato. Immagino che, andando a pagare un pieno superiore al necessario, questo genererà un residuo riscattabile proprio come con i contanti.

Cosa c’è quindi di eccezionale? Assolutamente nulla. Tutto funziona a meraviglia, sono un cliente soddisfatto e consiglio (nel caso in cui ti capiti di fermarti a fare carburante in una stazione Q8) di iscriversi al programma Q8easy CLUB, che tra l’altro ha riservato (e credo continuerà a farlo) bonus e sconti presso partner di terzi parti. Io non ne ho mai usufruito, ma mai dire mai. Ho notato che anche ENI ha introdotto una sua applicazione e possibilità di pagare il pieno in anticipo, è sicuramente una formula vincente e spero che tutti i gestori possano adeguarsi alla nostra generazione (e quindi alle future) quanto prima, anche se –a dirla proprio tutta– ce ne sono tanti lì fuori incapaci persino di aggiornare le colonnine del self-service, non ancora in grado di accettare carte di debito (su circuito vPay, tanto per dire) o carte di credito!

Un consiglio prima di concludere: genera il codice di riscatto credito residuo un po’ di tempo prima rispetto alla tua sosta nella stazione di servizio, magari prima di uscire dall’ufficio. I sistemi impiegano un po’ di tempo a sincronizzarsi e potrebbe capitare di generare il codice in stazione e non poterlo utilizzare immediatamente, mettendoti in difficoltà poiché la scadenza ravvicinata costringe a ripassare in una stazione di servizio a corto raggio dalla tappa già prevista!

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon fine settimana ;-)

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C’è davvero bisogno che vi parli ancora di EaseUS? Utilizzo i loro prodotti per i più disparati scopi e ne parlo spesso. Stavolta sono stato contattato da loro per un’iniziativa rivolta a tutti quanti, anche coloro che fino a oggi non hanno mai utilizzato un prodotto dell’azienda cinese. EaseUS ha infatti organizzato un giveaway di 48 ore, durante le quali potrete accaparrarvi (in maniera illimitata) di alcuni dei loro software: EaseUS MobiSaver per iPhone (utile al recupero dei dati persi), EaseUS Data Recovery per Mac (per recuperare i dati persi sul vostro Mac), EaseUS EverySync (utile per tenere sempre sincronizzati i dati dei vostri PC, utilizzando anche piattaforme cloud come Dropbox o Google Drive) e WinX DVD Ripper Platinum (famosissimo software di copia DVD, anche protetti).

EaseUS organizza un giveaway di 48 ore. I migliori prodotti a meno!

Easter Day Giveaway of EaseUS Software

Un po’ come la tradizionale caccia alle uova, EaseUS ha reso pubblica una pagina che vi permetterà di ottenere la vostra licenza e partecipare a un grande gioco che vi permetterà inoltre di vincere buoni Amazon (o PayPal) dal valore di 30$, da spendere come meglio preferite. Tutti i dettagli sull’iniziativa sono disponibili all’indirizzo todo-backup.com/giveaway/easter-day.html.

Occhio però. Le danze avranno inizio a partire dalla mezzanotte del 23 marzo prossimo, in UTC -5 (l’Italia ha l’orario UTC+1), terminerà ovviamente 48 ore dopo. Niente paura quindi, quando vi sveglierete potrete tranquillamente partecipare all’iniziativa e accaparrarvi inoltre i prodotti di punta EaseUS a prezzi decisamente stracciati, a partire da 1,99$ (offerta però limitata). Si parla di best seller come Data Recovery Wizard Pro per Windows e per Mac, Todo Backup Home (di cui vi ho già parlato) o Partition Master (vi ho parlato anche di lui), quest’ultimo venduto con una licenza che vi permetterà di ottenere nuovi aggiornamenti a vita! :-)

EaseUS Todo Backup Home: mettete al sicuro i vostri dati

Lenovo: recuperare lo spazio dell’unità di ripristino con EaseUS Partition Master

Tutte le chiavi di licenza che riuscirete a conquistare avranno validità di riscatto fino al 25 marzo prossimo, data oltre la quale non sarà più possibile sfruttare ciò che avete vinto, dovrete quindi acquistare i software a prezzi di listino (fatta salva qualche particolare offerta decisa dal produttore, ovviamente).

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