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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

La comunicazione a mezzo mail dovrebbe essere arrivata a tutti i clienti, ma cerco di riepilogare un po’, nero su bianco per ciò che cambia per te che –come me– utilizzi già Telepass Pyng, l’applicazione di cui ti avevo parlato ormai diverso tempo fa e che facilita la sosta nelle strisce blu (per le città coperte dal servizio), che nel frattempo ti si sarà aggiornata e sarà cambiata in Pyng+.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente

La mail originale e completa è attualmente consultabile qui (fino a quando non verrà spazzata via). Le principali novità riportate sono:

  • L’app Pyng di Telepass diventa Pyng+ di Telepass Pay (come detto in apertura articolo):
Pyng+
Pyng+
Developer: Telepass Pay
Price: Free
  • Fino al 31 ottobre 2017 puoi continuare ad utilizzare l’attuale app Pyng di Telepass per pagare la sosta sulle strisce blu.
  • Dal 1 novembre 2017 per usufruire del servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu dovrai aderire all’offerta Telepass Pay. Le condizioni contrattuali del servizio Telepass riferite al pagamento del pedaggio, dei parcheggi in struttura, dei traghetti e dell’Area C non subiscono variazioni.
  • Se attiverai con Telepass Pay solo il servizio di pagamento delle strisce blu non ti sarà addebitato alcun costo aggiuntivo.
  • Se vorrai utilizzare tutti i nuovi servizi offerti da Telepass Pay consulta per maggiori informazioni il Foglio Informativo (scorri la schermata, troverai tutti i documenti scaricabili).

Il sito web del nuovo servizio è disponibile all’indirizzo telepass.com/it/telepass-pay, e permette di aderire all’offerta in maniera gratuita fino al 31/12/2017 (almeno per il momento). Il canone sarà poi di 1,50€ / mese per continuare a utilizzare tutto ciò che è collegato a Pyng+. In caso contrario, potrai passare al piano free e continuare a pagare la sosta nelle strisce blu gratuitamente, cosa che probabilmente io farò.

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 3

La scelta è attualmente basata sull’unico servizio extra disponibile (pagamento carburante, nda) e dal tipo di accordo che Telepass ha stretto con i gestori delle stazioni di servizio autostradali. La possibilità di effettuare il pieno pagando tramite fattura Telepass è infatti limitato al solo “Servito, notoriamente più costoso del già troppo esoso prezzo richiesto per il litro di carburante. Se preferisci quindi fermarti al Self Service, dovrai continuare a ricorrere alla solita carta di credito presso l’ufficio del gestore, piuttosto che al bancomat accettato dalla colonnina a fianco del distributore stesso.

La storia cambia (e parecchio) quando invece si rimane in città. In quel caso potrai utilizzare l’applicazione Pyng+ per pagare il carburante anche in modalità Self Service (a prezzi più che accettabili rispetto alla rete autostradale), ed è di una manciata di giorni fa questa mia fotografia scattata in un’area Q8, che già accetta questo tipo di pagamento (sono sempre avanti, te ne avevo già parlato!):

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 2

Come funziona?

Funziona che dal momento in cui fai richiesta di attivazione dei servizi di Pyng+ (firma del contratto, copia del documento, ecc. tutto da sito web, nda), ti viene aperto un nuovo contratto online che va ad affiancarsi al tuo già esistente, e ti viene migrato l’account sulla nuova Dashboard di Telepass. Ciò però andrà anche a rendere temporaneamente inaccessibili i servizi legati alla tua utenza precedentemente funzionante, che tornerà tale solo dopo che un operatore avrà attivato il tuo nuovo contratto (a ora che sto scrivendo, sto ancora aspettando che questa cosa accada).

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 4

Telepass (fisico) e Pyng+ sul telefono non dovrebbero smettere di funzionare, ma non prevedo grossi spostamenti in questo weekend (che poi sarà lo scorso, quando leggerai l’articolo!), anche per evitare possibili rogne in merito.

e il rifornimento?

Ecco, questo è proprio il pezzo che andrò a completare riportandoti la mia esperienza quando il nuovo servizio sarà attivo, non ti resta quindi che aspettare :-)

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente 6

Update

Ho avuto accesso alla mia nuova Dashboard, tutto trasferito e funzionante. Il serbatoio dell’auto è circa al termine della sua autonomia, stazione di servizio Q8, quella che uso di tanto in tanto rientrando dalla tangenziale (dove ho scattato la fotografia pubblicata in questo articolo), pagamento con Pyng+, ed ecco com’è andata.

A contratto finalmente verificato e attivato, l’applicazione di Pyng+ sullo smartphone ha chiesto l’accettazione delle condizioni d’uso, una sequenza numerica inviata via SMS al numero di cellulare dichiarato nel contratto (come una verifica in due passaggi) e un codice PIN che dovrà essere utilizzato a ogni avvio dell’applicazione stessa (giusta mossa, considerando che è possibile spendere soldi che verranno poi addebitati sul proprio conto corrente). Da questo momento in poi, anche la funzione di rifornimento carburante da applicazione è sfruttabile.

Spostandomi nell’opzione dedicata, ho potuto verificare da mappa quale fosse la stazione di servizio più vicina a me (ovviamente ero già arrivato), selezionandola per il rifornimento (occhio: occorre prima farci clic sopra fino a far comparire la conferma del metodo di pagamento via App, quindi schiacciare “Nuovo rifornimento“), ecco qualche immagine:

Un punto a favore che si nota immediatamente è il tetto massimo che si può raggiungere per fare il pieno, ben 150€, al contrario invece della carta di debito o del bancomat che hanno quella pre-transazione di 100€ massimi. Nel mio caso non mi cambia la vita, non ho mai messo più di 100€ nel serbatoio dell’auto, ma è comunque qualcosa in più rispetto al solito. Ciò che invece suona un pelo male è quel tetto massimo di 10 minuti per sfruttare il codice generato, non ne capisco il motivo.

A questo punto, mi è bastato chiedere alla colonnina di pagamento automatica di farmi inserire il codice di pagamento (stesso pulsante dedicato al codice cliente per la raccolta punti Q8) e, una volta terminato, avere la disponibilità massima dei 150€ per fare il pieno!

Terminata l’operazione, ho ricevuto una notifica di pagamento sullo smartphone, la classica ricevuta cartacea stampata dalla colonnina e, in seguito, ho potuto visualizzare transazione e relativa ricevuta anche tramite App e sul sito web di Telepass:

Telepass: da Pyng a Pyng+, cosa cambia per il cliente (aggiornato) 9

Insomma, per farla breve, tutto è regolarmente funzionante e abbastanza lineare (crash alla prima ricerca stazione di servizio di Pyng+ a parte). Ho trovato però il pagamento un po’ macchinoso, molto più di quanto non lo sia il tirare fuori la carta di credito dal portafogli. Se però si va ad analizzare oggettivamente il servizio, si capisce che può fare da sostituto proprio di quel portafogli, forse dimenticato, forse senza la carta di credito, agilmente sfilata dalla moglie magari. Non è poi di molto tempo fa un episodio di un amico che ha lasciato il portatogli a casa –Torino– ed era a secco di carburante a Milano, dopo una giornata di lavoro.

Il pagamento del carburante altro non è che una nuova variante del servizio già esistente nelle stazioni di servizio Q8, basato però su PayPal anziché su Telepass. Funziona, è rodato, è giusto che qualcuno voglia approfittare di una tecnologia già presente sul mercato, “rimarchiandola” e permettendo a un bacino molto esteso di clienti di approfittarne, rendendogli il tutto più facile.

Una pre-conclusione

Ogni nuova facilitazione per chi deve usare servizi di rifornimento carburante, car-sharing, mezzi pubblici (e così via) è sempre ben accetta. Se poi a metterla in campo è una società con la quale si è già abituati ad avere a che fare, tanto meglio. Meno siti web dove inserire le proprie coordinate bancarie, meno sbattimento per verificare decine di fatture, più tranquillità e rapidità nell’accesso a ciò di cui si necessita concretamente.

Vedo di buon occhio Pyng+, almeno per il momento, ma tutto dipenderà dalla velocità con la quale i servizi accessori verranno attivati, ma soprattutto dai prezzi / maggiorazioni che verranno applicate per poter salire sul carro della comodità e dimenticarsi davvero il portafogli a casa. Non dimentichiamo inoltre la “compatibilità” con il territorio, fondamentale anch’essa. Perché se è vero che anni fa ING Direct (faccio un esempio pratico basato su esperienza personale) ha sostituito la carta Bancomat con una di debito (circuito V-Pay) promettendo zero problemi, è altrettanto vero che la quasi totalità delle stazioni di servizio sparse tra i nostri paesi e città non accettano quel tipo di carta per i rifornimenti in Self Service, cosa che mi fa tuffare di testa nei primi anni 2000, quando si impazziva per cercare l’attività commerciale che accettava il pagamento con la carta Banco Posta.

Dopo l’area C di Milano (con quell’addebito automatico su fattura Telepass che mi ha salvato un paio di volte) e il pagamento delle strisce blu accettato sempre più, ora tocca nuovamente a te, Telepass, fai la prossima mossa.

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Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Q8easy CLUB4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Q8easy CLUB

Gli Europei 2016 di calcio sono appena cominciati, sono scese in campo la Francia (padrona di casa) e la Romania, tengo la partita in sottofondo, ogni tanto do un’occhiata, nel frattempo mi faccio passare per la testa lo stupido dubbio: che articolo ti propongo tra qualche ora? La serie è ovviamente quella del #4WeekendApps, seconda settimana (qui il primo articolo, nel quale ti parlo di Moovit), voglio parlare di un’applicazione che -prima di altre- ha voluto scommettere e parzialmente rivoluzionare un gesto che siamo tutti abituati a fare senza neanche accorgercene più (salvo poi dare un’occhiata all’estratto conto del Bancomat!). Si parla di carburante, si parla di Q8easy CLUB, applicazione appartenente all’omonimo gruppo che ha voluto semplificare il pagamento del pieno, e che ti permette di gestire eventuali residui, sfruttare bonus, approfittare di sconti presso partner.

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra
Price: Free

L’applicazione è disponibile anche per iOS:

Q8easy CLUB
Q8easy CLUB
Developer: Archeometra srl
Price: Free

Questione di abitudine, è da un pezzo che scelgo Q8 per fare il pieno all’automobile, mantiene prezzi un po’ più onesti rispetto ai competitor (IP è l’unica alternativa in grado di tenere testa, non in tutte le città, nda). Ciò che ho più apprezzato già dagli esordi di questa applicazione (è fuori da diverso tempo, nonostante non te ne abbia mai parlato, nda) è la facilità di utilizzo e la possibilità di avere un tabulato aggiornato dei movimenti (pieni / data-ora / prezzo pagato / ecc.) e una scorciatoia che ti libera dallo scontrino cartaceo nel caso in cui rimanga del residuo rispetto al contante inserito nello sportello del self-service, pratica più appartenente a mio padre (io utilizzo il Bancomat, solitamente), con il quale ho condiviso il mio codice cliente, dandogli così la possibilità di recuperare quel credito quando vuole, semplicemente con un tocco (ti occorrerà generare un codice dall’applicazione, con scadenza, per recuperare quanto ti spetta).

A ciò si è andato ad aggiungere (poco dopo) la possibilità di pagare un pieno in anticipo via PayPal, un gateway verso il proprio conto corrente (o carta di credito) al quale ormai siamo abituati a dare fiducia, permettendoti così di non avere contante, o magari non tirare mai fuori la tua carta di credito, inserendo semplicemente un codice di pagamento proprio sulla colonnina del self-service, prima di scegliere la pompa che andrà ad erogare il carburante. Ho avuto modo di testarlo solo una volta, fatto più che altro per curiosità che necessità, tutto ha funzionato correttamente e ho potuto riscattare quanto pagato. Immagino che, andando a pagare un pieno superiore al necessario, questo genererà un residuo riscattabile proprio come con i contanti.

Cosa c’è quindi di eccezionale? Assolutamente nulla. Tutto funziona a meraviglia, sono un cliente soddisfatto e consiglio (nel caso in cui ti capiti di fermarti a fare carburante in una stazione Q8) di iscriversi al programma Q8easy CLUB, che tra l’altro ha riservato (e credo continuerà a farlo) bonus e sconti presso partner di terzi parti. Io non ne ho mai usufruito, ma mai dire mai. Ho notato che anche ENI ha introdotto una sua applicazione e possibilità di pagare il pieno in anticipo, è sicuramente una formula vincente e spero che tutti i gestori possano adeguarsi alla nostra generazione (e quindi alle future) quanto prima, anche se –a dirla proprio tutta– ce ne sono tanti lì fuori incapaci persino di aggiornare le colonnine del self-service, non ancora in grado di accettare carte di debito (su circuito vPay, tanto per dire) o carte di credito!

Un consiglio prima di concludere: genera il codice di riscatto credito residuo un po’ di tempo prima rispetto alla tua sosta nella stazione di servizio, magari prima di uscire dall’ufficio. I sistemi impiegano un po’ di tempo a sincronizzarsi e potrebbe capitare di generare il codice in stazione e non poterlo utilizzare immediatamente, mettendoti in difficoltà poiché la scadenza ravvicinata costringe a ripassare in una stazione di servizio a corto raggio dalla tappa già prevista!

Al solito: per suggerimenti, commenti e alternative, l’area commenti è a tua totale disposizione.

Buon fine settimana ;-)

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Non sono qui per parlarvi dello scandalo Made in USA firmato Volkswagen, una quantità spropositata di testate giornalistiche e siti web specializzati (e non) lo ha già fatto nelle scorse settimane, una ricerca Google vi aiuterà a saperne qualcosa di più (anche se spesso il sensazionalismo alla base di articoli diversamente validi e ricchi di boiate un tanto al kg ha superato di gran lunga i dettagli di quanto accaduto in maniera oggettiva, conseguenze europee comprese). Lo scandalo esiste, è serio, il cliente finale ha acquistato un bene con l’inganno e il grande marchio tedesco dovrà sicuramente pagarne tutte le conseguenze.

Anche io, come tanti, possiedo una vettura del gruppo Volkswagen (una Seat Leon del 2011, per la precisione) e per questo motivo mi sono informato, ho fatto ricerche e ho aderito alla Class Action contro la nota azienda automobilistica che Altroconsumo.it ha messo nel mirino: altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/news/altroconusmo-contro-volkswagen.

Dieselgate Volkswagen: verifica del telaio (Audi, Seat, Skoda)

Cosa potete fare oggi? Capire se fate parte o meno di quel gruppo di clienti “truffati” (ed eventualmente unirvi nella Class Action, se lo ritenete opportuno), fermo restando che il problema riguarda esclusivamente i motori Diesel di categoria Euro 5 (il codice del motore è EA189), dormite quindi sonni tranquilli se possedete una macchina del gruppo alimentata però a benzina. È possibile effettuare il controllo in totale autonomia inserendo il proprio numero di telaio in una delle quattro pagine web messe a disposizione dall’azienda, selezionando quindi il vostro marchio di appartenenza:

Il numero di telaio è quello che trovate in corrispondenza del campo (E) nel vostro libretto di circolazione, come in immagine (occhio, nell’esempio qui di seguito ho inserito il libretto di una Subaru, non c’entra nulla, è giusto per farvi capire dove leggere!):

Dieselgate Volkswagen: verifica del telaio (VW, Audi, Seat, Skoda)

Ed è così che si può arrivare alla crudele verità (si vede la lacrimuccia scendere sul viso?):

Gentile Cliente

Siamo spiacenti di informarti che la tua vettura è interessata dal problema. SEAT S.A. conferma che il tuo veicolo è tecnicamente sicuro e adatto alla circolazione su strada.

Il Gruppo Volkswagen sta lavorando a pieno ritmo per implementare le opportune misure tecniche che potrebbero essere necessarie e sosterrà il costo di tutti gli eventuali interventi.

Il tuo Concessionario SEAT ti contatterà il prima possibile per informarti in merito alle misure che devono essere intraprese. Qualora non avessi i contatti di un Concessionario SEAT puoi consultare l’apposita sezione su questo sito web.

Cosa cambia? Allo stato attuale assolutamente nulla. Occorrerà attendere di essere contattati da uno dei centri che trattano il vostro marchio specifico e capire il da farsi (a carico del gruppo Volkswagen, ovviamente) sulla vettura.

Keep Calm (e prima o poi aggiornerò questo articolo con gli sviluppi sulla questione).

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Problema sempre più attuale: la benzina costa tanto nonostante l’euro sia particolarmente forte sul dollaro. La principale motivazione fornita per giustificare il problema si basa sul fatto che i barili di greggio vengono ormai acquistati in Euro che, mantenendo la propria superiorità sulla moneta americana, faccia schizzare i prezzi del prodotto finito nelle pompe cittadine e autostradali (ed in tantissimi altri settori). Solo negli ultimi giorni si è notato un lieve ribasso dei prezzi che però non accennano a tornare alla situazione di qualche mese fa.

Per venire incontro alla clientela che di soldi ne ha pochi e tutti da organizzare al meglio sono nate delle pompe di benzina dette “bianche“, gestite da società sicuramente poco conosciute (piccole “formiche” in mezzo a marchi come Eni, Esso e simili) ma comunque valide nella produzione e distribuzione del prodotto nell’area cittadina.

Ne esistono in tutta Italia, propongono prezzi nettamenti inferiori alla media consentendo un risparmio di circa 20 / 30 centesimi a litro (nei casi più fortunati). Solo in Emilia Romagna ne esistono 22, in Lombardia 34 (le due regione nelle quali mi sposto più frequentemente con il mezzo a due e quattro ruote).

Emilia Romagna

Lombardia

La Federconsumatori pubblica sul proprio sito web una lista ufficiale delle Pompe Bianche costantemente aggiornata, in PDF, liberamente scaricabile da chiunque, ne consiglio caldamente il download “a cadenza sporadica“, l’ultimo update risale allo scorso 4 agosto!

Buon pieno! :)

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