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Estasiato credo possa essere il termine più adatto da cucire al petto di quella che è la serie automobilistica che regna sovrana nella mia personale classifica di gradimento, da anni ormai, in maniera grosso modo incontrastata. Playground Games e Microsoft tornano a far parlare di sé grazie all’arrivo di Forza Horizon 4, l’ultimo nato dalle sapienti mani dello studio di sviluppo britannico che dopo così tanti anni decide finalmente di farci approdare nella propria terra natia. Horizon 4 ci lascia sfrecciare sulle strade inglesi, attraversando sterrato, asfalto, laghi ghiacciati e chi più ne ha più ne metta, lasciandoci alle spalle il correre del tempo e il susseguirsi delle 4 stagioni che compongono il periodo freddo e caldo, con in mezzo le burrascose situazioni impreviste e la caduta delle foglie con quei colori spettacolari e accattivanti.

Forza Horizon 4 ti catapulta nelle 4 stagioni inglesi

Forza Horizon 4

Benvenuto in Gran Bretagna

Tutto comincia dalla novità principale del gioco: le Stagioni. Potrai (in realtà dovrai) metterti immediatamente alla guida di alcuni modelli di quattro ruote che incontrerai nel corso del festival, iniziando a prenderci la mano, cercando di capire e carpire tecniche di guida che cambiano in base alle condizioni climatiche e il tipo di strada. Sarai protagonista di cambi repentini tra primavera, estate, autunno e inverno, assaggerai il sapore della strada libera e dritta in grado di farti scaricare a terra tutti i cavalli che hai sotto quel cofano motore, ti ritroverai a derapare nel momento in cui la pioggia decide di rendersi inopportunamente ospite della prossima curva, darai tutto te stesso quando la neve cadrà e metterà a dura prova la tua capacità di controllo del mezzo, cercando di non colpire nulla di ciò che ti circonda, tutto ti può rallentare e tu non vuoi certo farlo, ma tranquillo, è solo una dimostrazione di cosa è capace di trasmettere Forza Horizon 4, il festival non è ancora cominciato e tu non hai certo scelto la tua prossima compagna di viaggio, lo farai tra un po’.

Forza Horizon 4 ti catapulta nelle 4 stagioni inglesi 2

Metti a posto il tuo look, scegli il tuo avatar, personalizzalo per renderlo quanto più somigliante al tuo vero io, o per lo meno a colui che vestirà i panni di pilota durante l’intero arco del festival, in ogni tappa, gara regolare o non (si fa riferimento alle corse clandestine che scoprirai quasi subito), sfida di mezzi di trasporto che difficilmente potrebbero essere realmente comparati all’automobile (anche se Top Gear prima, e Grand Tour dopo, ha insegnato per anni che questa cosa è possibile). Parti dal basso, profilo entry-level, dovrai farti notare, mettere in mostra le tue capacità e dimostrare che meriti un posto alla festa, guadagna notorietà e influenza, un concetto ormai adottato da molti giochi (vedi la stessa serie Forza o The Crew 2, anche se quest’ultimo calca un pelo troppo la mano), solo così potrai sbloccare nuove gare e round, ma soprattutto nuove sfide esibizione che ti permetteranno di mettere la parola fine a una stagione, per poterti mettere alla prova con quella successiva.

Insieme è più bello (?)

Forza Horizon 4 ti catapulta nelle 4 stagioni inglesi 1

Che non è né una domanda, né una affermazione. Forza Horizon 4 porta all’interno della serie Horizon quello che viene definito Mondo Condiviso, una simbiosi tra esperienza di gioco single-mode e multiplayer, andando a inserire all’interno di uno stesso mondo giocatori collegati nel tuo stesso momento al Live di Xbox, che stanno anch’essi giocando a Forza Horizon 4, esplorando magari le tu stesse strade, intraprendendo sfide o carovane che possono essere sfruttate per affrontare insieme il gioco. Nulla di tutto questo è però obbligatorio, una notizia che può rassicurare quelli che -come me- preferiscono guidare da soli, alla ricerca della prossima sfida senza una precisa meta, vagando anche un po’ per la sconfinata mappa messa a disposizione dagli sviluppatori che -aggiungo- hanno realizzato un fantastico lavoro riguardante l’interazione con gli oggetti all’interno della stessa. Potrai abbattere muretti e tronchi di piccolo taglio (quelli più grandi ti metteranno ancora una volta alle strette portando da 100 a 0 la tua velocità, in un solo bruttissimo colpo che però non danneggerà la vettura più dell’estetica esteriore).

Ogni giocatore collegato alla nostra sessione non interagisce direttamente con noi a meno che non lo vogliamo, accentando per esempio di partecipare a una gara organizzata sul momento (tutti con lo stesso mezzo, per non creare disparità), o lanciandogli un guanto di sfida da consumare su una parte di mappa decisa nello specifico momento dalla IA; sì insomma, meno Drivatar (che hanno sempre e comunque caratterizzato in maniera molto positiva il gioco) e più umani a giocare sul medesimo server, il tutto senza notare rallentamento alcuno, anche durante le gare lanciate sul momento, cosa che costituisce chiaramente punto a favore del team di sviluppo e di Microsoft che mantiene la struttura tecnologica su cui appoggia Forza Horizon 4.

Anche le gare comprese nella storia della mappa (quindi le tappe del Festival) possono essere giocate contro altri utenti reali, o magari in collaborazione con loro. La scelta ti viene proposta ogni volta che ne avvii una, puoi quindi combinare più modi di vivere Forza Horizon 4 secondo il tuo umore del momento.

Un’occhiata agli eventi Live

Forza Horizon 4 ti catapulta nelle 4 stagioni inglesi 4

Live che tornano a essere protagonisti della tua storia solo nel momento in cui, dopo qualche ora di gioco, andrai a chiudere il primo ciclo stagionale. Questo ti permetterà di far prendere vita al tuo mondo Horizon, un susseguirsi rinnovato delle stagioni, che ora saranno sincronizzate con gli altri giocatori della tua sessione, permettendoti di partecipare ai nuovi Forzathon e guadagnare crediti che potranno essere spesi in uno shop di nuova concezione, presso il quale potrai sbloccare nuove auto, accessori, potenziamenti. Ti accorgerai di tutto questo grazie al comparire di alcuni messaggi sul tuo schermo, potrai accettare di entrare a far parte di un evento e raggiungere il luogo stabilito entro un tempo limite, accodandoti poi a una serie di altri giocatori (fino a un massimo di 11) con i quali dovrai collaborare per ottenere il risultato sperato.

Ogni evento live è suddiviso in tre stage uno in fila all’altro, con una durata massima di 15 minuti in totale, le regole verranno dettate dal gioco e tu dovrai solo cercare di rispettarle e portare a termine il compito richiesto. Preparati a sfrecciare davanti a un autovelox o concatenare una serie di spettacolari derapate (senza perdere il controllo dell’auto o distruggere i punteggi sbattendo dove non devi), ma non solo.

Tutti i tuoi risultati andranno a comporre uno schema “Vita Horizon” che riepilogherà i risultati raggiunti nelle varie categorie, costruendo così una tua personalità all’interno del gioco (tutto concorre al miglioramento del tuo Drivatar, che continuerà comunque a esistere e farsi vedere all’interno delle sessioni di gioco dei tuoi amici di Live). Più punti guadagni in ogni categoria, più potrai ambire a diventarne il re, portando progressivamente a casa crediti, ruote della fortuna (in questo capitolo del gioco anche in versione “Super” con 3 premi per ciascun giro) e novità da dedicare alle tue vetture o al tuo personaggio.

Casa è dove puoi avere il tuo garage a portata di mano

Forza Horizon 4 ti catapulta nelle 4 stagioni inglesi 3

Altra novità del gioco, in Forza Horizon 4 potrai “mettere radici” in svariati punti della mappa, grazie all’acquisto di case (dalla più modesta a quella più assurda e costosa) che ti permetteranno così di accedere al tuo garage e mettere a punto facilmente le vetture, ma anche di avanzare nelle stagioni (inizialmente) a sfide esibizione concluse, come se ci si spostasse in auto verso il Festival Horizon che però spesso si troverà più lontano rispetto a queste abitazioni.

Ogni casa porta con sé un bonus, il quale potrà essere sbloccato portando lì la propria residenza (c’è infatti la possibilità di scegliere dove trasferirsi in pianta più stabile, condizione che sfrutta il bonus e non cambia null’altro ai fini della propria storia e dell’avanzare del Festival). La casa, così come l’epicentro del Festival Horizon, costituisce un punto di spostamento rapido, che però andrà sbloccato in ogni caso con qualche credito (in media i soliti 8000 se ben ricordo, non lo uso praticamente mai). Sia la propria casa che il Festival Horizon permettono l’accesso, oltre che al proprio garage, al salone d’auto (per comprarne di nuove) e alla casa d’asta, per provare ad aggiudicarci qualche pezzo raro (ammesso che i crediti offerti bastino) oppure vendere i propri gioielli inutilizzati, metodo certamente utile per fare una robusta base crediti da utilizzare per migliorare ciò che si è soliti guidare di più.

C’è altro?

C’è tanto, tantissimo, come sempre. Ci sono i gioielli dimenticati che potrai scoprire e recuperare in posti della mappa generalmente ben nascosti, c’è la modalità Drone che può aiutarti a scoprirne di nuovi e che permette ancora una volta di scattare splendide fotografie da salvare e condividere nella galleria personale, c’è la possibilità di personalizzare ogni vettura del proprio garage grazie all’utilizzo di design splendidi già realizzati e messi a disposizione dalla community o di partire da zero creandone uno proprio, c’è la messa a punto delle vetture che ti consentirà di migliorarne le prestazioni (o anche solo l’estetica esteriore fatta di paraurti, spoiler, cerchi e molto altro ancora). C’è un mondo intero racchiuso in circa 60 GB di gioco (non considerando i pacchetti auto extra, i nuovi contenuti che arriveranno, le espansioni, ecc.) che ho potuto cominciare ad apprezzare un pelo prima del dovuto grazie all’edizione Ultimate che ho comprato (con un buono sconto, che non si scherza mica considerando il prezzo di listino!).

Ho catturato circa tre di ore di gioco (le prime), senza tagli, con una marea di errori e con alcune perdite di tempo dovute alla scoperta dei menu e delle funzionalità. Le ho mandate in streaming come sempre sul mio account Mixer e caricate successivamente sul mio canale YouTube, il risultato è questo:

In conclusione

Forza Horizon 4 è un capolavoro della tecnica e del divertimento, è un risultato sotto al quale Playground Games non è ormai capace di abbassarsi, e il giocatore finale solo sa quanto questa sia cosa buona e giusta. La contemporaneità dei giocatori connessi e degli elementi caricati, le sfide, le mille sfaccettature dovute al cambio stagionale e ai panorami che questo porta con sé, i paesaggi sempre in movimento e “distruttibili” con i quali interagire, gli animali (ai quali non potrai fare del male, fortunatamente), le vetture dell’intelligenza artificiale che aggiungo quel tocco di piccantezza alla guida spericolata con la quale vuoi portare a casa alti punteggi.

Tutto di Forza Horizon 4 racconta una storia, si vive ciascuna rotonda o taglio netto come fosse l’ultimo, freno a mano tirato e giù con una derapata quanto più spettacolare possibile (ma la figura becera con incidente annesso è sempre dietro l’angolo, ne so qualcosa), poi giù tutto il piede a chiedere gas, fino alla prossima sfida. Questo gioco rappresenta il meglio che l’azienda videoludica ha offrire, non me ne vogliano i puristi di GT e simili, per me il racing game per eccellenza è Forza, Horizon è l’espressione più scanzonata e libertina, ma è probabilmente questo (in concomitanza con la mancanza di errori tecnici) a renderla assolutamente perfetta, con quel 99,9% di risultato raggiunto, perché lo 0,01% voglio tenermelo (e ci tengo particolarmente) da parte, per quando decideranno -se mai lo faranno- di reintegrare la lingua italiana nei dialoghi, dato che tutto il resto del gioco è perfettamente localizzato.

Dal canto mio non posso quindi fare altro che consigliarti l’acquisto del titolo, a prescindere dalla versione che sceglierai ti divertirai comunque come un pazzo.

Novità, proprio a partire da questa recensione, è il nuovo sistema di Rating interno, che darà finalmente un voto (da 1 a 5) ai prodotti provati :-)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: comprato di tasca mia, non potevo non averlo, possiedo tutti i capitoli di Forza nonostante Microsoft abbia deciso di interrompere la collaborazione con il sottoscritto.
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Non di solo Telepass sembra essere fatta la sosta comoda della propria vettura, eppure io ci ho fatto l’abitudine, penso che il servizio possa contare su alcune killer-features e apprezzo in maniera netta la possibilità di pagare ciò che devo in fattura trimestrale senza preoccuparmi di null’altro (stessa cosa dicasi per Area C a Milano), eppure. L’eppure è diventato d’obbligo nel momento in cui ho lasciato la mia comfort-zone cittadina per godermi qualche giorno di sacrosanto riposo in Romagna, dove ho trascorso le ferie d’agosto e dove Telepass Pay non c’è (senza voler scendere nei dettagli).

È per questo motivo che ho approfondito nuovamente l’argomento e mi sono rivolto a due competitor che mi hanno offerto grosso modo la stessa possibilità di pagamento delle soste, con alcuni pro e contro che provo a raccogliere e raccontarti di seguito.

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 1

myCicero

Non è bella, per certi specifici versi neanche intuitiva per chi magari si ritrova alle “prime armi” (non pensare a me, pensa a tuo babbo o tua mamma!), eppure funziona a dovere. myCicero è l’applicazione che senza troppe scuse ti garantisce la possibilità di pagare le soste della tua vettura nelle strisce blu, di prendere i biglietti dell’autobus, della metropolitana o del treno, navette per raggiungere centri commerciali, aeroporti e imbarcazioni, è indubbiamente un coltellino svizzero del trasporto, e include anche ulteriori informazioni come luoghi di interesse ed eventi che si trovano nei paraggi della tua posizione (rilevata via GPS).

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 2

myCicero-Sosta Treno Bus Metro
myCicero-Sosta Treno Bus Metro

Più una WebApp correttamente riadattata al monitor che un qualcosa di costruito ad-hoc per il tuo smartphone, myCicero prevede la registrazione di un account personale, il quale avrà a sua disposizione un borsellino all’interno del quale caricare un credito che verrà usato per pagare i servizi che si intende usufruire. Questo è secondo me un punto a sfavore del software, perché costringe a tenere sempre da parte qualcosa. Sì, è molto comoda la ricarica tramite Satispay o PayPal, eppure è fastidioso non poter pagare esclusivamente quello che si usufruisce.

Tornando all’argomento principale dell’articolo e a myCicero, posso confermare con piacere che troverai molto facilmente i cartelli contenenti il codice dell’area di sosta, posti generalmente sotto quelli generici e informativi riguardo orari e giorni durante i quali è necessario pagarla, informazione che troverai inoltre sul parchimetro più vicino, per evitare qualsiasi tipo di errore dovuto –per esempio– a un rilevamento GPS errato, dato che talvolta una differenze di pochi metri può determinare due tariffe differenti applicate (e la possibile multa che bene certo non fa).

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 7

Non ci sono costi ulteriori da sostenere, l’applicazione svolge quindi il suo compito avvisandoti per tempo di soste che stanno per terminare (così da poterle prolungare in caso di necessità), mantenendo un pieno controllo così come offerto dal competitor Telepass Pay, con la relativa tranquillità di passare indenne controlli da parte delle autorità (o poter fare contestazione in opportuna sede dimostrando date e orari del pagamento della sosta). Messa alla prova sul lungomare di Punta Marina Terme (RA), myCicero è tornata utile e mi ha permesso di rilassarmi, correggendo una sola volta il tiro (ho prolungato la sosta quasi all’ultimo minuto, quando ci siamo decisi a rimanere ancora un po’ in spiaggia anziché tornare in città).

La medesima applicazione usata invece a Rimini per pagare il trasporto pubblico ha superato brillantemente la prova relativa all’acquisto del ticket, forse un pelo meno quella relativa all’obliterazione che –sostituendo la tradizionale macchina appositamente montata sugli autobus con un QR Code stampato su carta adesivanon è sempre operazione semplice da portare a termine: riflessi, calca all’interno del mezzo di trasporto e guida dell’autista che non attende certo te per ripartire possono rendere complicato confermare l’inizio del tuo viaggio e metterti al riparo da possibili multe da parte dei controllori di bordo. Promossa, seppur con qualche riserva.

EasyPark

Ultima non certo per importanza, EasyPark è la terza opzione se consideriamo Telepass Pay e myCicero. Anch’essa ben presente sul territorio (per lo meno quello da me visitato e a cui sono abituato, da verificare un pelo più a sud se queste tecnologie sono disponibili, dimmelo pure nei commenti!), EasyPark propone lo stesso modello di myCicero per ciò che riguarda la sosta del tuo veicolo nelle aree di parcheggio della città.

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 8

EasyPark
EasyPark
Developer: EasyPark AS
Price: Free
EasyPark
EasyPark
Developer: EasyPark
Price: Free

Non ci sono mezzi pubblici, non ci sono eventi, non c’è nulla oltre la sosta del tuo mezzo di trasporto personale. EasyPark è immediata, facile da capire e utilizzare, fastidiosa tanto quanto myCicero per ciò che riguarda il portafogli personale che dovrai in qualche maniera riempire per usufruire del servizio in aree coperte, senza possibilità di scalare i soldi direttamente da un tuo conto PayPal / Satispay o carta di credito. Un’idea di business ben precisa, che tenta di trovare riparo economico anche in altre voci di servizio definite extra, ma che in un’epoca come la nostra hanno tanto il sapore di anomalo (forse non tanto il messaggio SMS quanto la mail, vedi immagine 3 di seguito):

Intelligente e certamente comoda l’idea e possibilità di aggiungere un conto aziendale all’interno delle forme di pagamento accettate dall’applicazione, permettendo così a realtà con personale assunto (immagino agenti di commercio e professionisti che macinano chilometri ogni settimana) di pagare le soste e tenerle d’occhio, evitando note spese e possibili raggiri, con un’immediata visibilità da parte di un ufficio amministrativo pronto a tenere tutto in ordine.

Apri EasyPark, individua il codice di zona (funziona alla stessa identica maniera di myCicero, troverai nel 90% dei casi un’indicazione bene in vista sul parchimetro più vicino o direttamente sotto le targhe informative piantate a terra nelle dirette adiacenze del parcheggio), regola i tempi della tua sosta e falla partire, potrai interromperla in qualsiasi momento (se arrivi prima del previsto all’automobile), potrai prolungarla chiedendo all’applicazione di avvisarti prima della scadenza (troverai la possibilità di modificare il tempo di avviso all’interno delle Impostazioni del programma):

In conclusione

Due ottime alternative che pareggiano i conti in quelle zone non coperte dal servizio offerto da Autostrade per l’Italia attraverso la soluzione Telepass Pay, che in ogni caso continuo a preferire per i tanti motivi sopra riportati (e non solo). Hanno entrambe (myCicero e EasyPark) il medesimo punto a sfavore che le accomuna: un credito da ricaricare e che rischia di rimanere lì a far la muffa fino a oltranza, senza possibilità di riscattarlo per poterlo rimettere in un diverso borsellino rispetto a quello dell’applicazione: il proprio. Non ci sono altre osservazioni negative a loro carico, ma restano per me una seconda scelta (a pari merito) con alcuni margini di miglioramento, ancore di salvataggio –anyway– quando ci si deve arrendere alla non-presenza del servizio principale.

Se hai qualche dubbio o commento da fare, qualche alternativa da proporre, qualche ulteriore suggerimento, l’area commenti è a tua totale disposizione, sono certo che ci siano altre soluzioni per pagare la sosta della vettura, magari qualcuna di queste addirittura migliore di Telepass Pay e le ulteriori due sopra riportate, fatti avanti!

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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The Crew 2

Gioxx  —  26/07/2018 — Leave a comment

Di acqua sotto i ponti ne è passata dall’ormai lontano 2014, il figlio era buono ma non si applicava fino in fondo, almeno secondo alcune delle voci appartenenti ai giocatori e critici dell’epoca. Ivory Tower –a mio parere– ci aveva già visto giusto, proponendo qualcosa di nuovo all’interno di un mondo fatto di percorsi da A a B, dove fortunatamente Turn 10 dava già quel dettaglio in più nei titoli realizzati per conto di Microsoft, facendoci però mancare quella varietà di mezzi e sfondi che lo studio appartenente a Ubisoft voleva invece portare davanti agli occhi di tutti. Quel sogno sembra essere diventato realtà e si è concretizzato nell’abito che veste The Crew 2.

The Crew 2 1

The Crew 2

Una scusa qualsiasi, quella del programma basato sulla spettacolarità delle modalità di gioco disponibili, una triste realtà, quella del “più follower, più fama, più soldi“, insieme a una serie di sfide che progressivamente andranno a presentarsi su una vastissima mappa americana che ti permetterà di accontentare ogni tua voglia, basta che questa abbia a che fare con un motore, un acceleratore e del protossido di azoto (che avrai su qualsiasi mezzo da subito, non ci sarà bisogno di acquistarlo, tuttalpiù potenziarlo). Non importa se si tratta di velivolo, motoscafo, automobile o due ruote da off road, l’importante è divertirsi, far divertire e scalare chiaramente la piramide sociale fino a quando non si potrà andare a conquistare la vetta occupata da chi –in quella specifica disciplina o a bordo del mezzo giusto– sembrerà avere tutte le carte in tavola per non essere spodestato. The Crew 2 per certi versi può ricordarti il bel festival di Horizon (e non per nulla ti ho parlato di Turn 10 in apertura articolo) e del fatto che lo spettatore dall’altro lato debba potersi appagare di quanto da te trasmesso, è solo una mia impressione o forse anche la tua che hai provato magari entrambi i titoli?

Questione di Classe

Street Racing, Off Road, Freestyle e Pro Racing costituiscono il poker di classi principali, il quale potrà poi suddividersi in alcune altre sotto-categorie che ti permetteranno di provare altri mezzi di trasporto e discipline non necessariamente su strada.

The Crew 2 2

Lo Street Racing è forse quello con cui hai (come me) maggiore confidenza, e ti permette di sfrecciare in piena città con le vetture più belle e potenti che esistono oggi (e in parte anche ieri) sul mercato. È questa la classe che ti permetterà di metterti alla prova anche con gare di Drift, accelerazione o grandi traversate. L’Off Road è fatto di Raid Rally e Cross, rispettivamente basati sulla gara fatta di checkpoint –dai quali dovremo sì passare, ma decidendo noi che percorso intraprendere (il rischio è quello di allungare troppo e perdere terreno rispetto agli avversari)– o percorsi ben stabiliti da affrontare in sella alla due ruote.

Il Free Style è la valvola di sfogo fatta di acrobazie spettacolari in aria (velivoli), in acqua (motoscafi) o su strada (Monster Truck!), ma anche di Pro Racing che mette alla prova le tue abilità nel Power Boat (motoscafi), Touring Cars / Alpha GP (automobili) e Air Race (velivoli), con checkpoint da rispettare e tempi che possono improvvisamente diventare stretti (e nel mio caso ciò che più mi ha portato quasi al rage-quit è il tipo di acrobazie richieste!). Il risultato della somma di questo grande bacino di competizioni è la Live Xtrem Series, una “puntata in diretta” dello show per follower tuoi (e non solo), durante la quale sarai chiamato a pilotare più mezzi, uno in seguito all’altro, cercando di portare a casa il miglior risultato possibile.

Vincere è certamente la migliore delle opzioni, ma non è sempre necessario, spesso un piazzamento sul podio (primi 3 posti) sarà più che sufficiente per guadagnare crediti, follower e potenziamenti per il mezzo guidato al momento della sfida. Il tutto concorrerà a far salire la percentuale di completamento della disciplina, la quale –arrivata almeno al 70% di completamento– ti permetterà di andare a sfidare il campione della stessa, con la possibilità di chiudere al primo posto e prenderti le chiavi (e tutto il resto) del suo mezzo, che immagino possa farti gola.

Al di fuori della scalata, potrai metterti alla prova con rapide sfide basate su velocità di punta contro autovelox che immortaleranno il tuo passaggio, raccolta di bonus lasciati liberi per strada (le Live Rewards) e fotografie da scattare seguendo indicazioni che ti verranno date durante il free-roaming. Tutto, ma proprio tutto, è raggiungibile da mappa senza la necessità di spostarsi a bordo del proprio mezzo, un rapido salto alla tappa interessata ti permetterà di prendere immediatamente parte alla competizione successiva, senza la necessità di arrivarci “manualmente” (e forse questo toglie un po’ il bello dell’esplorazione libera e del mero divertimento nel sentire rombare la propria macchina, moto, scafo o velivolo).

Questione di feeling

Non è tutta guida Arcade e storia finita (anche se di questo stiamo parlando se si bada al mero meccanismo di base e all’impossibilità di riportare danni al mezzo usato). Ogni vettura ha le proprie peculiarità, vantaggi e svantaggi, modi di comportarsi e reazioni al tentato controllo da parte tua, ne ho pagato le conseguenze pensando di poter guidare la Mustang GT del 2015 come fosse una qualsiasi berlina e nulla più (te ne accorgerai dando un’occhiata alla video-cattura del giocato). È forse questo un grande pregio di The Crew 2, non “mollarla troppo facilmente“, quasi al limite della sopportazione per un casual-gamer che si avvicina al titolo per la prima volta e al quale mancano le basi.

The Crew 2 è spettacolarità sotto ogni condizione climatica e nell’arco delle intere 24h, in alcuni casi con seria difficoltà (credimi) nell’individuare il giusto percorso in mancanza di buona illuminazione (e questo, in tutta onestà, non l’ho realmente apprezzato); è quantità e qualità nei mezzi di trasporto e nelle ambientazioni proposte (perché ce n’è veramente per tutti i gusti), senza considerare che oltre le molte competizioni per la scalata nelle varie classi c’è anche tutta una base di free-roaming assolutamente previsto e messo a disposizione (seppur non per tutti i singoli dettagli, ma diversamente non ci avrei proprio creduto). Puoi davvero spaziare in ogni dove e mettendoti alla guida di qualsiasi mezzo tu conosca (persino di una macchina di Formula 1, alquanto inusuale in un titolo di questo genere, che non sia quindi specializzato e focalizzato sull’argomento).

Sì, ma quindi?

The Crew 2 5

Rispetto al primo episodio del gioco, in The Crew 2 trovo una localizzazione italiana migliorata (dialoghi e sottotitoli), così come una colonna sonora valida e gradevole che ti accompagna durante l’intera sessione di gioco. Buonissimi i caricamenti, estremamente rapidi (e non faccio riferimento alla velocità raggiunta grazie all’evoluzione di Microsoft per Xbox One X) e con possibilità di saltare ogni convenevole legato all’esplorazione forzata dell’ambiente (il famoso trasporto rapido di cui ti ho parlato prima). Viene a mancare una caratterizzazione maggiore del personaggio utilizzato (ma non sposta poi troppo l’asticella del risultato finale) e del metodo di avvicinamento al mezzo da scegliere (la camminata fatta in prima persona è al limite dell’osceno), ma anche di coloro che ti circondano e che ti accompagnano nel percorso di crescita, è evidente che i maggiori sforzi profusi dai ragazzi di Ivory Tower siano sbilanciati verso la cura del dettaglio dei mezzi usati, delle ambientazioni e delle possibilità di esplorazione del mondo libero.

Mi è piaciuto The Crew 2? Per certi versi è confusionario, con un sistema di progressione discutibile e con alcuni comportamenti e reazioni dei mezzi che non mi convincono, eppure l’evoluzione c’è e si vede, la quantità di mezzi che è possibile provare è davvero vasta e il divertimento è certamente assicurato. È quindi promosso, con quella riserva che avrai da solo capito dalle mie parole, ma che non cambia la sufficienza più che piena che si porta a casa (non arriva all’8, ma ci va molto vicino).

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Prodotto: copia gioco fornita da Ubisoft
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La ghiaia è l’unica cosa che davvero non manca in quello che è il titolo scelto da Milestone per riportarti sulle quattro ruote dopo un paio di anni di assenza (se consideriamo Sébastien Loeb Rally Evo, pubblicato nel 2016), il mio personale benvenuto quindi a Gravel.

Gravel: pronto a rotolarti nel fango? 13

Gravel

Ho deciso di affrontare questo nuovo nascituro voltando ogni possibile pagina relativa alla storia di Milestone e delle sue ultime uscite non propriamente andate benissimo in queste pagine (anche se si faceva riferimento alle due ruote e non alle quattro), ho quindi approcciato Gravel positivamente, con quello spirito di scoperta e sana curiosità, facendo galoppare velocemente la mia sfrenata e sfrontata passione per quello che alcuni vedono solo come mero mezzo di locomozione, siete ignobili e vi meritate la Fiat Panda, gnè.

Gravel parte dalle basi, dal fango, e propone immediatamente una sfida (con una sua storia dietro, spiegata a inizio gioco) che ti permetterà di prendere confidenza con il sistema di guida, con le misure del tuo veicolo e il fastidio procurato da chi proverà a starti davanti o speronarti dal fianco non favorendo certo quella che in realtà sarebbe una vista poco pulita (cosa che stranamente manca all’appello nella trasposizione virtuale, in realtà me la sarei aspettata eccome, come elemento di disturbo sul parabrezza).

Un campionato (Off-Road Masters) con una piramide da scalare e una virtuale copertura televisiva con personaggi reali ripresi in ammiccamenti da veri poser e sguardo duro un tanto al chilogrammo, con un avanzo di tute da piloti recuperate da qualche parte lì in magazzino, prive di sponsor e credibilità (lo so, l’ho appoggiata piano, me ne rendo conto, ma ho faticato a non sorridere guardando questo frangente narrato). 15 episodi di passaggio (che corrispondono a singoli eventi o a gruppi di eventi, comunque limitati nella durata) in cui affrontare 7 contendenti oltre te, i quali ti porteranno a 5 episodi in stile “boss-battle“, durante i quali dovrai affrontare gli specialisti delle varie modalità, nei tracciati stabiliti dall’intelligenza artificiale e cercando di portarla a casa al meglio delle 3. Ad aspettarti sul trono di quella piramide troverai il texano Sean Walker.

Il tempo a tua disposizione e l’esperienza maturata dando fondo allo pneumatico ti permetteranno di ottenere nuove vetture e sbloccare più tracciati (e relative specialità) in cui dare spettacolo, togliendo il velo nel corso dell’avanzamento da grandi capolavori del passato come la Lancia Delta S4 o la Toyota Celica, o ancora la Renault R5, tutti “ferri” duri a morire che hanno vinto tutto. Il dettaglio è sufficiente (parlo di quello delle vetture) per far scatenare in te quel giusto senso di nostalgia e di occhio umidiccio. Gravel però lascia spazio anche a capolavori della tecnologia più moderna, come la Focus RS o la Mini X-Raid All4 Racing. Ogni tuo risultato ottenuto nella carriera singola atta alla scalata piramidale, sbloccherà di conseguenza i tracciati in modalità libera, all’interno dei quali potrai scegliere il mezzo che desideri (adatto allo scopo, ovviamente) e fare un tempo migliore per poterlo confrontare con quello degli altri giocatori sparsi di Gravel nel mondo.

Tutto, in qualsiasi modalità, è sempre “venduto in coppia” con il tasto rewind, il quale chiaramente ti permetterà di mettere una pezza a eventuali sbavature volute o non (sì, ogni tanto ci sono anche quelle volute, fatte per cercare di capire dove sta il limite di quella derapata nel fango, che quest’ultimo aiuta parecchio a tenere il traverso).

Tirando le somme?

Le possibilità di dare sfogo alla tua voglia di accelerazione e competizione non mancano. Nell’affrontare i 4 tipi di sfida hai a disposizione più tracciati e papabili modi di attaccare la classifica per mettere al sicuro la tua posizione anche nel caso in cui tu avessi scelto il mezzo di trasporto meno adatto (sì, mi è capitato, e sono subito tornato su certezze che mi hanno precedentemente coadiuvato nel compito di chiudere in testa, se non ricordo male una la vedrai chiaramente nel video registrato durante la prima sessione di gioco).

Gravel: pronto a rotolarti nel fango? 14

L’Off-Road non spaventa, anzi aiuta a riprendere anche il controllo (non tanto della vettura quanto degli sfidanti) in caso di errore perché non tutto corrisponde alla realtà, è pur sempre un gioco profondamente arcade e con uno scarso livello di attenzione a ciò che circonda l’automobile utilizzata e -a malapena- quelle che cercano di guadagnarne la posizione prevaricandola quando si trova in testa. Le ambientazioni sono buone, appena sufficiente invece la soglia di dettaglio che in alcuni casi non risponde neanche “all’appello del professore“, ho faticato davvero a guidare al buio nelle gallerie scavate nella roccia (e non è necessariamente corretto, considerando che una stessa ambientazione su titoli sviluppati da diversi team propone un ottimo senso claustrofobico che però non manca di illuminazione proiettata dai fanali della propria quattro ruote). Le cose migliorano in mezzo alla neve o alla nebbia, ma anche sotto la scrosciante pioggia.

Gravel è un buon gioco che non brilla per nessuna delle sue caratteristiche. Se la cava, fa divertire il tanto che basta, ma probabilmente è qualcosa di cui ci dimenticheremo tra qualche tempo.

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
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Che è un po’ un titolo “tirato per il collo“, me ne rendo conto, perché in realtà la porta OBD comunica allo smartphone ciò che la nuova versione del gadget automobilistico Vodafone, il V-Auto, rileva. Esso permette, tra le altre cose, di non perdere mai d’occhio la tua automobile, dandoti la possibilità di ritrovarla in un grande parcheggio oppure di seguirla in caso di furto (facendo i dovuti scongiuri), ma anche di lanciare un segnale SOS in caso di incidente. Il costo del prodotto è di 79€ e può essere sfruttato pagando un abbonamento di 5€ (ogni 4 settimane) che puoi disattivare quando desideri.

V-Auto by Vodafone: la porta OBD comunica con lo smartphone

Magari non te lo ricordi, ma qualcosa di simile esisteva già, e parlo sempre di un prodotto Vodafone, anche se i tempi erano quelli del “lab” e il gadget si chiamava “Driverxone” (si trova ancora qualcosa in giro, come questo vecchio thread sul forum della community). Avevo anche provato (nel 2014) a chiederne un sample, ma trattandosi di un prodotto in beta chiusa veniva venduto agli interessati e non c’è stato un vero e proprio lancio stampa, quindi ho dovuto rimandare il tutto e arrivare –finalmente!– oggi ad avere tra le mani la versione rivista e perfezionata, ufficialmente lanciata sul mercato.

V-Auto

V-Auto è un accessorio che si attacca alla porta OBD dell’automobile (cos’è la porta OBD?) e ne cattura alcune informazioni che possono tornare utili durante un’ispezione di officina, ma anche all’applicazione ufficiale del prodotto che è possibile scaricare dagli store di riferimento:

V-Auto by Vodafone
V-Auto by Vodafone
Developer: Vodafone
Price: Free
V-Auto by Vodafone
V-Auto by Vodafone
Developer: Vodafone
Price: Free

L’installazione si fa tutta tramite procedura guidata e richiede che si utilizzi una SIM ricaricabile Vodafone, limitazione importante che nel mio caso non avrei potuto superare senza l’aiuto di una SIM di test fornita dall’operatore stesso (ho una SIM business Vodafone, attualmente non compatibile con il servizio).

V-Auto by Vodafone: la porta OBD comunica con lo smartphone 4

C’è un nutrito elenco di marche e modelli selezionabili dall’elenco compatibilità di V-Auto, anche se ho notato che in alcuni casi mancano all’appello vetture certamente compatibili ma tenute fuori per altri motivi (per esempio, un restyling che manca all’appello, come nel mio caso):

Cosa fare in questi casi? Seppur non si tratti di qualcosa di certificato e sicuramente compatibile, puoi provare a selezionare un modello successivo al tuo, verificando in seguito (entro qualche giorno) che l’applicazione faccia correttamente il suo lavoro, per evitare di pagare a vuoto il servizio. Generalmente il work-around funziona se si tratta di modelli vicini tra di loro (data di produzione), perché i dati rilevati dal V-Auto sono “pochi” e facili da recuperare da quella porta nella tua vettura, non dovresti incontrare grandi difficoltà.

Procedi quindi con la compilazione dei dati richiesti a video (una volta superata la fase della scelta veicolo, nda) e dai la conferma a procedere con il pagamento dei primi 5€ (fatturazione ogni 4 settimane, te lo ricordo!) che verranno scalati direttamente dal credito residuo della SIM. Una volta ricevuta la conferma, dovrai spostarti verso l’automobile, si procede con l’installazione vera e propria.

Questa richiede:

  • che tu conosca dove si trova la porta OBD della tua vettura (non ti preoccupare, l’applicazione propone fotografie e istruzioni dettagliate per ogni modello compatibile!).
  • Che la tua automobile si trovi fuori dal garage (se sotterraneo), perché in caso contrario non ci sarebbe rilevazione della posizione via GPS (quello di V-Auto, nda), né tanto meno sarebbe possibile agganciarsi a una cella Vodafone.

Ciò che devi fare è parcheggiare l’automobile in una piazzola di sosta scoperta e NON accendere il motore.

V-Auto possiede infatti una batteria tampone al litio che può durare anche diverse settimane in assenza di energia (presa dalla batteria auto quando quest’ultima è accesa e in movimento), così da garantire il pieno funzionamento dell’alloggiamento SIM e del suo GPS integrato. Ciò sarà fondamentale in caso di incidente o di fermi prolungati della vettura (e inserirei anche i casi di furto).

Uso dell’applicazione

C’è ancora poco, ed è tutto sommato intuitivo, sicuramente ci sarà spazio in futuro per aggiungere nuovi dati e funzionalità a un oggetto che potrebbe per esempio dirci il livello di carburante nel serbatoio, o magari se c’è qualche altro errore o avviso che ci siamo persi quando abbiamo guardato l’ultima volta il cruscotto. Vodafone ha esperienza in questo settore, la sua tecnologia è già a bordo di vetture di tipo premium (come BMW o Porsche), ma anche in qualche modo connessa a qualcosa di più “terra“, come le FIAT 500 del servizio Enjoy, il potenziale c’è quindi tutto, si tratta solo di capire quanto spingersi in là e quanto questo servizio faccia reale breccia nei cuori dei suoi utilizzatori.

Ciò che certamente non mi è piaciuto è l’insistenza e lo scadere rapido delle sessioni di login che richiedono un’autenticazione a due fattori che passa necessariamente da un SMS inviato sul numero che paga l’abbonamento (lo considero ormai superato, e preferirei un’applicazione 2FA più rapida per confermare la mia identità, come Authy e soci), ma anche la scarsità di dettagli della schermata di Guida Sicura (un livello calcolato sulla base del proprio stile di guida, velocità media, chilometri percorsi), c’è certamente ampio margine per arricchire il tutto, ma ci vuole tempo.

Essenziale invece, ma già corretta, la schermata riepilogativa che propone i percorsi fatti con relativo giorno, velocità media, tempo impiegato e tappe toccate. Ti propongo qualche schermata catturata dall’applicazione di V-Auto:

In conclusione

V-Auto è un bell’accessorio, lo ammetto, ero curioso già della sua prima versione nel 2014, questa nuova progettazione basata su 3 anni di feedback e ulteriore sviluppo è stata pensata e realizzata per un pubblico certamente più ampio, rimodulando anche il prezzo del servizio (i 3€ dell’epoca sono diventati oggi 5, con fatturazione ogni quattro settimane anziché mensile), che diventa parte importante di un monte spesa annuale che va a sommarsi con qualsiasi altro costo a rinnovo (Spotify, Netflix, ecc.).

Può essere il giusto alleato per accompagnare la vettura che compri per tuo figlio, ma anche una finestra sui tuoi spostamenti con possibilità di tracciare facilmente tempi e chilometraggi (comodissimo soprattutto per i rimborsi spese), con un occhio di riguardo alla sicurezza costituita dal plus del servizio SOS di Vodafone che viene gestito da sede, che interviene autonomamente in caso di incidente grave, mandando soccorsi nel più breve tempo possibile (cosa della quale io mi devo fidare rispetto a quanto mi ha detto Vodafone, perché di certo non ho intenzione di provarla volontariamente!).

Il gioco può valere la candela? Ciascun caso va analizzato a compartimenti stagni, non ho un parere secco che possa calzare in maniera universale. L’applicazione può e deve migliorare, credo che già a livello firmware (aggiornando il V-Auto connesso alla porta OBD) si possa fare più di quanto a disposizione oggi, ma sono certo che le carte verranno scoperte con il tempo.

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Prodotto: fornito da Vodafone, ho potuto tenerlo al termine dei test. Anche la SIM di test è stata fornita da Vodafone, viste le attuali limitazioni legate all'operatore (questa torna all'ovile).
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