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C’è una location, c’è una squadra e anche una trama che si rifà per certi versi al mito costruito negli anni (non solo dalla serie Need for Speed). Need for Speed Payback è l’ultimo dei capitoli della lunghissima storia dedicata alle quattroruote truccate che scendono a competere in strada, infrangendo una quantità non meglio definita di leggi e sfidando a muso duro le forze dell’ordine, spesso impotenti davanti all’evidente sovrabbondanza di cavalli e manico contenute rispettivamente da mezzo e pilota che si generalmente davanti al loro muso, apprezzandone tuttalpiù il paraurti posteriore e gli scarichi.

Need for Speed Payback: accendi il motore e scendi in strada 2

Tyler Morgan, Sean Mc Alister, Jessica Miller e Lina Navarro. Questi sono i 4 nomi che leggerai o sentirai durante l’intero corso della tua sfida da zero al cento per cento del completamento della storia principale che ti permetterà di correre su pressoché ogni terreno, anche se principalmente avrai a che fare con sterrato e asfalto, salvo voler fare il giardiniere di tanto in tanto, andando in piena erba alta e cercando di controllare per quanto possibile il tuo mezzo di trasporto. I primi 3 nomi corrispondono a personaggi che potrai e dovrai controllare in base alle missioni da affrontare, ciascuno specializzato in un particolare metodo di guida e relativa vettura più adatta alla sfida, l’ultimo nome è invece quello della figura traditrice, della pecora nera che volta le spalle alla famiglia pur di realizzare il proprio interesse.

Il nemico comune ha un nome apparentemente altisonante (La Loggia, nda), anche se in realtà scoprirai (se avrai modo di giocare a Need for Speed Payback) che la localizzazione italiana è sì completa e ben sincronizzata, ma tutt’altro che curata e poco coinvolgente rispetto a quella che probabilmente era la reale intenzione degli sviluppatori (ancora sorrido pensando all’incipit introduttivo di una crew che sfida la morte su autostrada ai 160 km/h, figlia di una traduzione probabilmente differente dalle 160 miglia all’ora, ben più pericolose e molto più distanti da ciò che chiunque di noi può comunemente realizzare, magari in un sorpasso su corsia doppia per senso di marcia!).

Già, le Crew, altra cosa che –a tradurre dal testo compreso nel gioco– non rispecchia esattamente ciò che viene poi detto. Sono loro che bisognerà affrontare sui diversi terreni di competizione e relative vetture, cercando di mettere a tacere ogni dubbio riguardo le capacità dei piloti che andranno a comporre nuovamente una squadra andata precedentemente alla deriva dopo il tradimento di Navarro.

Quello che forse non sai di Lina è che il suo tradimento era organizzato proprio dalla Loggia, che la tiene a libro paga e che la userà in svariate future occasioni, perché a Fortune Valley nulla è reale, tutto è truccato (d’altronde le sue strade non si discostano poi molto dal gioco d’azzardo che caratterizza nella realtà un paese come Las Vegas), e ciò che rimane è un pugno di resistenze che in qualche maniera si alleeranno per combattere questo monopolio mai richiesto, tu sei solo uno dei protagonisti che dovrà farsi strada scalando le classifiche verso la punta della piramide.

Corsa, accelerazione, derapata, fuoristrada e fuga sono le 5 “discipline” che dovrai affrontare, alzando il tiro sempre di più con il passare del tempo e delle crew sconfitte, perché il tuning estetico è solo uno dei tasselli del gioco, non quello decisivo (ma quello certamente più bello e tamarro che tira fuori tutto l’istinto “levati” che puoi avere in corpo), perché quello spetta alla meccanica, e ti troverai ad affrontare il problema legato ai fondi mai sufficienti abbastanza spesso se non sei scommettitore. Ogni gara porta infatti con sé una possibile scommessa che pagherà –se vincerai rispettando le condizioni– più volte la tua posta. Ho accettato di scommettere poche volte, quasi sempre ho perso, sono tornato a guadagnarmi la pagnotta senza rimetterci ulteriori denari (rendendomi però la vita più difficile, non c’è dubbio). Più alto è il livello del raccomandato, più difficile sarà vincere la gara se il tuo mezzo si trova lontano da quel livello (abbastanza prevedibile), ma non farti problemi se il divario non supera le 10 lunghezze, con l’impegno puoi portartela comunque a casa.

Le cose più belle e difficili, forse, sono proprio quelle dedicate a Jess e alla fuga, perché qui entra in gioco la Polizia con tutti i suoi mezzi, che potrai / dovrai (in base alle richieste) distruggere e portare a KO tecnico per poter risolvere le beghe nelle quali ti ritroverai immischiato a causa delle persone che caricherai a bordo (qualcuno ha detto Transporter lì in fondo alla sala?). Ho apprezzato, a tal proposito, gli stage in cui affrontare il nemico comune alternando più vetture, più tracciati e più protagonisti in un solo colpo, un buon punto a favore del gioco.

Buono anche lo spunto dedicato a Ravindra ‘Rav‘ Chaudhry, meccanico dalle mani d’oro che aiuterà i protagonisti del gioco e che potrà resuscitare veri e propri catorci che possono essere recuperati in aree della mappa (dopo aver sconfitto il boss di una qualsivoglia crew), un po’ come succede nella serie di Forza Motorsport (per chi ha console o PC Microsoft), ma che si differenzia per la necessità di andare a ricercare anche 4 parti principali che serviranno a Rav per tirare fuori dal cilindro la soluzione che più preferisci, permettendoti di far rinascere quel mezzo nella categoria che più ti interessa (fuoristrada, fuga, ecc.).

La mappa, sia per quello che riguarda il recupero dei catorci e le loro parti, sia per i numerosissimi punti di interesse e trasporto rapido (ti toccherà comprare qualche garage per muoverti più in fretta nella mappa, così come aumentare gli slot a disposizione del tuo garage personale), è davvero molto molto vasta. Ti concederà di andare avanti con la missione principale (ammesso tu possa supportare la spesa di upgrade del mezzo adatto alle sfide), ma ti permetterà anche di sfidare piloti nomadi, distruggere oggetti e lanciarti in sfide molto rapide per mostrare le tue capacità di velocità massima (autovelox o percorsi ad alta velocità) o di derapata, o ancora di salto.

Tutto –ma proprio tuttoutilizzando uno stile di guida completamente arcade, molto da freno a mano e curva impostata al massimo delle tue capacità per risolvere ogni situazione o quasi. Non c’è realismo alcuno (fatta eccezione per l’ottimo dettaglio delle auto), non c’è botta che possa fermarti (al massimo perderai qualche secondo per rimetterti in pista correttamente e ricominciare a correre), anzi c’è pure qualche glitch che ti salverà quando penserai di aver fatto la cazzata atomica della sessione (tipo andare contro un auto nel momento più brutto, scoprendo che in realtà non si trovava lì, riuscendo a passarci dentro come nulla fosse!). Sempre rimanendo in tema glitch, è quasi insopportabile quello dedicato alla Polizia che compare dietro di noi a caso, senza arrivare da strada alcuna, semplicemente per dare inizio alla vera missione o alla fuga dopo aver rubato una cassa messa lì apposta come Honeypot. Che il tanto amato Frostbite non sia ancora pronto a tutto questo?

Al solito, le mie stupidate vengono messe in bella vista in alcuni video catturati e trasmessi nel mio canale Mixer in sessione di gioco live, senza taglio alcuno e senza alcuna imprecazione, che se ti dessi accesso al mio microfono probabilmente pregheresti per me e per la salvezza della mia anima! Tutto caricato e inserito in playlist YouTube disponibile sul canale di Fuorigio.co:

Ho trovato una marea di riferimenti a opere diverse da quelle viste fino a oggi nella serie di Need for Speed, e non è certo un male, sia chiaro. Probabilmente però, alla lunga, i possibili riferimenti termineranno, così come la necessità di replicare un titolo che toglie e mette sempre qualche dettaglio ogni anno, pur di mostrarsi sempre diverso ma sempre uguale. Il motore grafico, punta di diamante di altri titoli di EA, qui non sembra aiutare fino in fondo. Altre piccole sbavature concorrono a un risultato finale che –pur se pienamente sufficiente– lascia un amaro in bocca difficile da togliere.

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La notte: questa lunga, inesauribile, ricca di sirene della polizia e sportellate (solo per cominciare) tra chi la strada la vive fino all’ultimo grammo di gomma rimasta attaccata al cerchione, rigorosamente non di fabbrica. È così che EA intende riportare Need for Speed a quello che forse era l’apice del suo essere adrenalinico, illegale al punto giusto, senza necessità alcuna di preoccuparsi di che fine potesse fare il proprio mezzo, perché alla fine di tutto ci sarebbe sempre stata un’officina pronta a rimettere a posto ogni cosa.

Ne è passata di acqua sotto ai ponti da quell’ormai lontano 2003, e l’esperienza sembra farsi per certi versi sentire, per altri forse un po’ meno, errori dettati da obiettivi odierni che dovrebbero rasentare la perfezione nel più breve tempo possibile, un binomio che non sempre funziona, che non sempre genera il risultato sperato quando è il momento delle promesse verso i giocatori. Need for Speed è un reboot che volta pagina rispetto alla ripetitività degli anni passati, e che cerca di unire i punti di forza di una serie così storica che è impossibile pensare di stare senza.

Need for Speed: stasera si va a correre! 10

Installazione eseguita, gioco avviato e subito la necessaria connessione ai server di EA, il punto critico di tutte le sessioni, un SPoF (Single Point of Failure) che ho più volte mandato giù a fatica, tra una disconnessione senza motivo alcuno a messaggi ripetuti di manutenzione del server con il conto alla rovescia. Sono un tecnico di mestiere, conosco bene di cosa stiamo parlando, e non oso immaginare la quantità di connessioni da tenere a bada, contemporaneamente, con ogni risorsa di gioco, missione, messaggio e qualsiasi altro particolare contenuto nel titolo. Niente connessione? Niente storia o sfide in strada (io prima vedere cammello, cit.), un peccato considerando che l’Italia non brilla certo per diffusione di connessioni a internet correttamente funzionanti.

Ipotizziamo che la connessione a internet non sia il vostro problema, e che possiate ottenere una buona sessione di gioco senza interruzioni (se non forzate da casa madre, nda), tutto ha inizio dal Need for Speed Network: un hub che permetterà di accedere a ogni voce principale del gioco in maniera decisamente intuitiva. Dalla mappa contenente missioni, possibili sfidanti (connessi nella vostra stessa partita) e punti chiave, allo smartphone che –rigorosamente connesso in un 5G che oggi è solo speranza nella realtà– vi permetterà di ricevere chiamate dai vostri compagni di avventura in ogni momento, oltre che fare da segreteria con archivio così che possiate accumulare le gare da portare a termine nel corso delle ore di gioco. Ora che le dovute presentazioni sono state fatte, passiamo alla ciccia.

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Cosa mi ha convinto

Tutto il sistema di guida funziona, ammesso che si impari a controllare il proprio mezzo (da scegliere, come sempre, ad avvio del titolo) nel corso delle prime gare organizzate proprio per farvi prendere confidenza con tutto il sistema di questo reboot. Funzionano anche le inquadrature che seguiranno le derapate e i cambi repentini di direzione, anche se non sarà subito facile abituarsi. A prescindere da come andranno le cose, sarete comunque i vincitori morali che permetteranno alla storia di andare avanti, non crucciatevi e continuate a tenere le mani su quel controller.

Need for Speed: stasera si va a correre! 9

A proposito di storia: molto bello il lavoro dei ragazzi di Ghost Games (studio della stessa EA) che hanno scelto di fondere realtà e finzione grazie a sequenze filmate che vivrete in prima persona, con una tale naturalezza che vi sembrerà quasi di essere lì (attrici un po’ troppo finte a parte, nda), con la possibilità di vedere sullo sfondo la propria vettura come se si trovasse proprio in quell’officina.

La polizia. Più cattivi sarete, più proverà a fermarvi con ogni mezzo possibile. Bentornati quindi ai posti di blocco e alle vetture più robuste che saranno in grado di chiudervi nell’angolo. È quello che ormai avete imparato a fare meglio nel corso del tempo: scappate, a meno di non fermare subito l’auto per pagare un’ammenda assolutamente sopportabile per le vostre tasche. Se invece pensate (o sapete) di avere un mezzo più rapido di quelli messi a loro disposizione, ingranate la marcia e dateci dentro. Guadagnerete così ulteriore reputazione, soldi e sbloccherete ulteriori potenziamenti per la vostra automobile.

La personalizzazione è la chiave di tutto. Un’intera officina a vostra disposizione, pezzi che arrivano continuamente, che potrete vincere nelle sfide o sbloccare accumulando punti e reputazione. Estetica e meccanica si fondono, il vostro gusto (o la quantità di maranza non meglio definita, quella che tenete sepolta da qualche parte lì) e le capacità di assemblare solo il meglio che ha da offrire un mercato in continua evoluzione. Correte, vincete (o fate del vostro meglio), tornate all’officina di tanto in tanto per rimettere in sesto la carrozzeria e montare nuovi pezzi, ne guadagnerà la vostra autostima quando dovrete sfidare automobili messe decisamente meglio della vostra. L’open-world messo a disposizione degli sviluppatori è grande, complesso, per alcuni versi nuovo anche se in realtà ha lo stesso sapore di “già visto, anche a causa delle missioni di cui sono ricche le strade che si tende a usare più spesso.

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L’intera portata, per concludere in bellezza questa sfilza di punti a favore, ha un contorno musicale di tutto rispetto. Peccato solo che venga valorizzato come si deve nei momenti giusti del gioco. Salvo modificare le impostazioni audio del titolo e mettervi addosso delle ottime cuffie (collegate direttamente al controller), ascolterete l’ottima playlist scelta solo a tratti, come un buon sottofondo e nulla più, lasciando ampio spazio a telefonate (singole o di gruppo) e al motore e ai tubi di scarico del vostro mezzo. Capiamoci, il secondo citato è assai gradito, tutto il resto può passare anche in secondo piano se mi mandano in quel momento “Go” dei Chemical Brothers :-)

L’amaro in bocca

Non sono tutte rose e fiori, sia chiaro. Il lavoro nel suo complesso è ottimo, convince. Buono il sistema di guida (che è il punto focale per un titolo come questo, ovviamente), buone le sfide e l’adrenalina in grado di scatenare nel giocatore. Buona la resa della vettura e ogni sua personalizzazione, vanno persino bene le missioni, a catena una dopo l’altra.

Certo non mancano i poligoni che si intersecano l’uno con l’altro (vedi immagine qui di seguito), ma è tutto sommato sopportabile. Lo è meno, molto meno, il palo che non si riesce ad abbattere quando si è lanciati a velocità folli e che improvvisamente diventa più robusto di uno scoglio in mare. Fastidioso anche l’essere lanciati in fuga dalla polizia e, con il controller scarico, non poter fare assolutamente nulla se non essere arrestati perché il gioco non va in pausa automatica limitandosi solo a dire che non c’è un controller collegato.

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Il non plus-ultra di tutto questo è quella disconnessione della quale vi ho già parlato all’inizio dell’articolo, a gioco ormai lanciato sugli scaffali è dura da sopportare, non siamo più in fase beta né tanto meno sotto embargo giornalistico quando si possono ancora fare (più o meno) tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su quei server che dopo il lancio non dovrebbero perdere un colpo. Tutte sciocchezze forse (anche se la disconnessione non la considero tale), ma accumulate tra loro possono generare un parere non troppo positivo. Questo perché le cose belle siamo abituati a darle per scontato (sbagliando), le brutte finiscono sempre per essere ricordate, anche dopo molto tempo.

In ogni caso il titolo non delude, e finalmente accontenta anche quelli che desideravano da tempo di poter sporcarsi nuovamente le mani in officina, me per primo. La parte più lunga e bella è proprio quella della personalizzazione, che è in grado di rendere ogni vettura diversa dalle altre, anche in strada, dove poi è il pilota che conta.

A voi non resta che scendere in strada e accettare la sfida.

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Squadra che vince non si cambia, ed è quello che EA sa bene perché è dal 1998 che il format “Guardie e ladri” su strada funziona portando a casa risultati validi, evolvendosi solo ed esclusivamente sul fattore grafica e fisica, ma il concetto di base non cambia: o stai da un lato o dall’altro, buoni contro cattivi, un tempo si chiamava Hot Pursuit, oggi Need for Speed: Rivals.

Need for Speed: Rivals

A Redview County viene riproposto un po’ di ciascun titolo precedente della saga: vetture appena uscite di concessionaria, tecnologicamente avanzatissime, equipaggiabili con armi o difese per permettere di farsi largo tra gli altri piloti, un traffico che potrebbe mettervi in difficoltà, sfidanti ad ogni incrocio o pattuglie della polizia pronte a far terminare il vostro “regolamento di conti” a suon di battistrada consumato, accelerazioni ed evoluzioni al limite del fisicamente possibile sulle sempre infinite strade americane (vi sfido io ad ambientare qualcosa nei paesi di campagna italiani con i vicoli talmente stretti da doversi ricordare di far chiudere gli specchietti laterali!).

Capiamoci: nulla che abbia a che fare con l’unico capitolo che fino ad oggi non hanno voluto rivisitare e che secondo me meriterebbe più chances (Underground, nda), ma si tratta pur sempre di quella creatura che in EA è un po’ come Super Mario in Nintendo: basta aggiungere e togliere randomicamente dei dettagli per macinare comunque delle vendite, è un appuntamento fisso al quale il giocatore è ormai abituato e di cui difficilmente si stanca, nel peggiore dei casi si allontana per una o due edizioni per poi però rientrare nella schiera dei fedeli del brand.

La trama è inconsistente ma non serve tutto sommato a nulla: un poliziotto ferito durante una gara clandestina inizia a far discutere la contea ed è così che parte una vera e propria guerra che vede i due gruppi scontrarsi in qualsiasi momento, su qualunque terreno, con squadre speciali dotate di automobili sempre più potenti e sempre più attrezzate per fermare il nemico, senza considerare gli aiuti che possono arrivare dall’alto (elicotteri) o da un incrocio quando meno ce lo si aspetta, magari con delle strisce chiodate per cercare di forare ogni gomma della vettura da bloccare. Un lungo tutorial che vi farà “assaggiare” entrambi i lati per poi arrivare alla scelta personale: buono o cattivo? Non preoccupatevi, potete in qualsiasi momento saltare da un gruppo all’altro direttamente dal menu di gioco.

Need for Speed: Rivals 1

Cosa c’è di nuovo?

Potete mettere le mani su un Hot Pursuit nuovamente rivisitato (dopo il primo rifacimento del 2010) con diversi miglioramenti e il nuovo sistema di guida AllDrive che vi permetterà di partecipare alle corse clandestine o agli inseguimenti della polizia insieme ad amici e giocatori a voi vicini (geograficamente parlando) come se vi trovaste perennemente in modalità multiplayer, sfruttando l’intera estensione del territorio di Redview County (mica piccola) e partendo da uno qualsiasi dei posti di controllo (per la Polizia) o dal garage che preferite (per chi ha deciso di stare contro la legge), tornandovi quando vorrete fare una pausa e depositare i vostri guadagni maturati su strada.

Non mancheranno gli imprevisti, le condizioni meteo variabili o le scorciatoie che vi permetteranno di seminare gli inseguitori o guadagnare terreno sottraendolo al totale da percorrere (suggerito ed evidenziato nella piccola mappa in basso a sinistra nello schermo) per chiudere prima la vostra sfida. Di sicuro c’è che in tutto questo ne guadagna la longevità di un titolo che se non altro guadagnerà punti proprio nel permettervi di intraprendere la doppia carriera, anche alternandola ogni qual volta vi annoierete nei panni di uno o dell’altro protagonista.

Giusto una piccola nota: mi spiegate come sia possibile realizzare alla perfezione vetture e ambientazioni (nella loro totalità, non stiamo a guardare il dettaglio) per poi trascurare completamente il pilota dell’automobile quando si ha un incidente? L’inquadratura in caso di incidente (appunto) vi mostrerà un pilota completamente impassibile e completamente bloccato all’interno dell’abitacolo, neanche una statua di ferro saprebbe fare di meglio, ma perdere qualche minuto in più per curare un aspetto così ben visibile era davvero troppo? E questa è solo la punta dell’iceberg se si pensa che lo stesso titolo su Xbox One, dove dovrebbe dare il meglio di se stesso, non riesce a girare a 60fps, vanificando di fatto il divario tecnologico con il sistema predecessore che ho infatti scelto come terreno di prova, senza farmi mancare quella marcia in più della next-gen.

In conclusione

Need for Speed: Rivals è un titolo bello e divertente, forse noioso dopo averci giocato per più di 5 o 6 ore, probabilmente non riuscirete a sopportare (a meno che non abbiate alternative) il dover rifare tutto dall’altro lato della barricata scelta dopo il tutorial ma può comunque essere promosso. I pieni voti li rimandiamo a quando EA riuscirà davvero a stupirci con un titolo completamente rinnovato. So che è difficile ma non credo che sia impossibile per un’azienda così.

Nice try guys.

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Preparato in origine per XboxWay.com, datato 15/02, è rimasto nel mio archivio dei “non pubblicati“, ripescato e “buttato fuori as-is“, quello che ho pensato dopo aver giocato il penultimo titolo di casa EA :-)

Con poco elegante ritardo causato dai mille impegni quotidiani, lo spazio di oggi è riservato all’ultimo arrivato della saga “Need for Speed“, gloriosa crociata dell’automobilismo arcade in piedi dal 1992 e viva ancora oggi sulle nostre piattaforme di gioco preferite. La Electronic Arts sfida il popolo dei videogiocatori con un titolo ripescato dall’archivio (capitolo originale datato 1998) e svecchiato grazie alle licenze per l’utilizzo di bolidi attuali, vetture conosciute e viste anche sulle nostre strade, che fanno nascere quella malsana voglia di essere guidate a velocità da arresto immediato.

Hot Pursuit coniuga la bellezza e la novità del capitolo originale, con il quale sono state introdotte le pattuglie all’inseguimento dei piloti, con la grafica e le risorse di oggi.

Due le modalità con le quali confrontarsi (tipiche): single player e multi via connessione al network della propria console. La prima permetterà al giocatore di vestire i panni di pilota o di poliziotto (le tappe da affrontare sono stabilite dal gioco), contrariamente alla parte online si potrà scegliere cosa impersonare (solo nelle partite tra amici, in quelle rapide continuerà a scegliere in maniera più o meno casuale il server).

Durante il tragitto (e in entrambe le modalità) sarà possibile utilizzare armi per attaccare o difendersi dal nemico, decisioni da prendere rapidamente in base al contesto e alla situazione in cui ci si trova. Oltre all’onnipresente N2O, avremo a disposizione gli IEM (impulsi elettromagnetici) che permetteranno di disturbare il normale funzionamento dell’automobile mirata, le strisce chiodate per fermare il pilota in fuga o impedire alla macchina della Polizia di raggiungerci e tamponarci nel tentativo di fermare la corsa, il posto di blocco (per i poliziotti) o un turbo decisamente spiazzante (per i piloti) e il disturbatore radio (per i piloti) per impedire le comunicazioni tra pattuglie della Polizia.

Il mix è succulento e offre al giocatore un bouquet di opzioni da non sottovalutare. La longevità è garantita dal fatto che sarà sempre possibile collegarsi al network e sfruttare gli altri giocatori per iniziare gare al cardiopalma, dove ci si schiererà nell’una o nell’altra fazione e portare a termine la propria missione. L’eterna sfida tra guardie e ladri è un “sempreverde” e caratterizza pesantemente questo capitolo che vi concederà diverse ore di divertimento o –come nel mio caso– una validissima alternativa alla quotidianità fatta di giochi d’avventura o sparatutto.

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Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post sponsorizzato. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe denaro in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Cosa ci fanno Napolux, sottoscritto, Alessandro e altri giocatori nello stesso posto a Milano? Semplice: provano la versione finale di Blur, ultima realizzazione Activision / Bizarre Creations che uscirà su tutti gli scaffali il prossimo 28 maggio :-)

Blur - Screen dal gioco

Blur - Schermata di gioco - Clicca sulla foto per vedere l'intero set

Chi di questi giochi se ne serve quotidianamente, ricorderà bene i “PRO” di quasi tutti i titoli fino ad ora pubblicati (per console o per PC, è indifferente). Cosa ho individuato in Blur? Un matrimonio di quei PRO affinché l’esperienza finale di gioco sia esclusiva, come un voler forzatamente imporre il dominio sulle console di casa nostra sostituendo precedenti titoli altrui con un solo disco. A vedere (e provare) il gioco completo (finalmente il Single Player!) sembra che il traguardo non sia poi così lontano e inarrivabile …

Questi i titoli che ho potuto “scoprire” giocando a Blur:

  • Need for Speed – saga Underground e successivi per stile di gioco, scelta delle automobili, modalità di carriera, boss da sfidare;
  • OutRun 2 SP – nella modalità Heart Attack Mode quando vi toccherà stupire i vostri fan;
  • Mario Kart Wii – per attacchi e difese durante il tracciato, utilizzabili contro le altre macchine (o per difendersi dalle stesse);
  • Forza Motorsport 3 – per lo stile di guida e la fisica ben studiata, anche se talvolta troppo permissiva nei confronti del giocatore che può –come al solito– andare a sfasciare la macchina contro un muro nel caso in cui non riesca a frenare per tempo, senza conseguenze eccessive;

Una nutrita lista di vantaggi per il giocatore che riuscirà a trovare adrenalina, competizione e longevità in un titolo che sicuramente può guadagnarsi il proprio spazio nella teca sotto alla console di casa :-)

Ciò che ha colpito chi è riuscito a fare un salto in Ambito5 è stata la particolare cura per gli scenari, gli effetti grafici (come gli schizzi d’acqua sul monitor, il senso di velocità della macchina o le ombreggiature degli oggetti e delle automobili in corsa), nessun rallentamento, anche in prossimità di oggetti che si integrano perfettamente con la fisica della macchina (si veda quei barili in mezzo alla strada che durante una sfida boss ho fatto volare in orbita :mrgreen:).

Ho approfittato dell’occasione per porre una semplice domanda a chi è intervenuto alla serata per conto di Activision: perché “copiare” da giochi che hanno già fatto successo mettendo un po’ di tutto in Blur? La risposta è stata secca e abbastanza convincente, posso riassumerla in una semplice frase:

l’idea del tutto nuova di Activision è stata quella di prendere il meglio di giochi già apprezzati e mischiare tra di loro le caratteristiche più valide, questo è ciò a cui nessuno ancora aveva pensato, il tutto senza rovinare il titolo finale permettendone quindi una diffusione –si spera– capillare tra i videogiocatori che adorano il genere.

Nessun’altra anticipazione, bisognerà attendere venerdì prossimo per saperne di più, per la lista dei modelli auto completa, per le piste messe a disposizione del pilota, per nuovi scontri all’ultimo Power-Up :-)

Ci si becca in multiplayer? Correte ad iscrivervi su X360 Gamers, di tanto in tanto organizziamo sfide in Live Party!

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