Need for Speed Heat: il giorno e la notte delle corse automobilistiche

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Ahhhhh, Need for Speed. Sospiro pensando a quanti maledetti anni sono passati da quella prima volta, nonostante qui non si parli di argomenti piccanti posso certamente dirti che “è stato bellissimo” e che da quel momento non l’ho più abbandonato (salvo eccezioni più che giustificate). E oggi? A distanza di una buona manciata di mesi dall’uscita ho acquistato Need for Speed Heat, ultimo dei capitoli dedicati alle gare automobilistiche stradali legali e non. Dopo qualche ora di gioco posso raccontarti com’è andata.

NFS:Heat

Need for Speed Heat

Need for Speed non è stato e non è tutt’oggi il titolo che spicca di più tra quelli messi al mondo da Electronic Arts, forse per quella parte di colpa attribuibile a coloro che lo hanno sviluppato facendogli spesso perdere la strada maestra, quella chiara identità che il brand aveva subito messo in risalto e che i giocatori hanno potuto apprezzare già nel 1994, talvolta storcendo il naso e archiviando qualche uscita nello scaffale molto prima del previsto e dello sperato.

Quell’apice toccato con l’Underground del 2003 è molto difficile – se non impossibile – da replicare, probabilmente è stato quel guizzo tirato fuori al momento giusto e nell’epoca dei Fast and Furious che hanno sdoganato parecchio l’argomento relativo alla modifica estetica e motoristica della propria vettura. Che tu abbia l’animo tamarro dalla nascita o che semplicemente ti piaccia correre, non puoi non aver giocato e apprezzato Underground nei suoi due capitoli (meglio il secondo del primo, alla faccia del concetto che la novità vince sempre sul brodo allungato).

Cos’è quindi Heat? Need for Speed Heat è l’ennesima storia di gare su quattro ruote che vive le sue due vite a metà tra il bene e il male, la legalità fatta di eventi corsi durante il giorno, alla luce del sole e in piena regola, tutto l’opposto di quell’illegalità punita severamente durante la notte e quelle sfide che non si dovrebbero correre nelle strade di una Miami virtuale che per l’occasione è stata ribattezzata in Palm City.

Volendo prendere a piene mani da titoli diretti competitor della serie Need for Speed troviamo in Heat molti collezionabili e sfide rapide che potrai portare a termine in qualsiasi momento, dal cartellone da abbattere all’autovelox che dovrà segnare record mai toccati prima e per i quali bisognerà attendere configurazioni ben più performanti di quella inizialmente messa a tua disposizione vista la scarsa quantità di modelli di vetture e modifiche che potrai eseguire a causa delle risicate finanze da rimpolpare quanto prima. Non mancano neanche i salti in lungo e il primo che dice “ma allora è proprio Forza!” esce dalla classe e va dal preside.

Gioco di squadra

Need for Speed Heat 3

A farci compagnia nella scalata verso la vetta stavolta c’è Ana Rivera, competitiva, preparata e abbandonata dalla sua precedente crew che ha dovuto fare i conti con le forze dell’ordine di Palm City che hanno piede e mano decisamente pesante, con qualche scheletro nell’armadio che salterà fuori nel corso della storia. Inutile dire che il suo habitat naturale è la corsa illegale notturna e che quindi la ritroverai nel corso della movida all’ombra di quel sole che calerà ogni volta che vorrai perché Need for Speed Heat dipende esclusivamente dalla tua voglia di giocarlo come meglio preferisci, pur costringendoti a rimanere nel legale se vuoi portarti a casa la storia completa composta da tutti gli eventi organizzati nei vari distretti della città, chiusi e messi al sicuro per lo Speedhunters Showdown.

Quei fondi ti serviranno per pagare nuovi mezzi e nuove modifiche ma molto dipenderà anche dalla reputazione che potrai costruirti solo di notte, mettendo a dura prova le tue abilità non solo nelle corse contro gli altri piloti, quanto negli inseguimenti con la task force di Frank Mercer che metterà in campo delle vetture con configurazioni e potenzialità pari o spesso superiori a quelle che metterai a punto sulla vettura che hai scelto di guidare e che ti costringeranno a tirare fuori il meglio di te e centellinare le riparazioni che potrai eseguire passando nelle pompe di benzina che si trovano sparse in lungo e in largo nella mappa di Palm City.

Contrariamente alla fase diurna – infatti – le riparazioni notturne hanno un limite di 3 per sessione (con sessione intendo la fase di gioco notturno che terminerà quando riuscirai a portare la vettura libera da inseguimenti e ulteriori vincoli di gioco in uno dei rifugi disponibili), imparerai molto presto a tenere d’occhio la barra relativa alla salute del tuo mezzo e capire quando è realmente arrivato il momento di rimetterlo in sesto. Più farai arrabbiare le pattuglie che ti inseguiranno, maggiore sarà il moltiplicatore punteggi che porterà la tua reputazione in alto, a patto di concludere la fuga sfuggendo ai radar e all’elicottero che certo non può essere corrotto come invece potrai fare con le volanti che inizialmente ti incroceranno per strada e che potranno far finta di nulla se opportunamente foraggiate.

Questo non ti impedirà in ogni caso di migliorare, sfidarti continuamente e fare progressi per cercare di raggiungere l’obiettivo che Ana si è posta con la precedente crew e che riproporrà anche a te manco fosse la peperonata della sera prima.

Elabora, derapa, ripeti

Come per ogni Need for Speed che si rispetti (almeno per quelli della nuova generazione) anche Need for Speed Heat non fa eccezione alcuna in merito alle elaborazioni estetiche e funzionali che riguardano la vettura che hai scelto di guidare (ciascuna di quelle che hai scelto di mettere nel tuo personale garage). Potrai modificare qualsiasi dettaglio riguardi le 120 automobili che il titolo ti permetterà di vedere (e possedere) nel corso della storia e del gioco libero. Paraurti, spoiler, minigonne, cerchioni, persino il rumore che dovranno fare gli scarichi, passando per i neon sottoscocca e gli impianti audio (che scarseggiano ma che in realtà costituiscono una parte piuttosto trascurabile nella costruzione della tua vettura), condendo il tutto con alcuni ritocchi che possono certamente tornare utili soprattutto durante gli inseguimenti notturni, c’è infatti la possibilità di montare dei kit di rigonfiaggio gomme (nel caso di forature procurate dalle forze di pattuglia), dei disturbatori radar o scegliere di portare al massimo le tue ricariche di nitro per avere quella spinta in più che talvolta potrebbe fare la differenza.

Nessuna vettura è realmente uguale a un’altra, uno schema molto semplice che ti verrà mostrato durante l’elaborazione ti permetterà di capire se stai andando a operare nella maniera che porterà la tua automobile a essere più pronta per la guida su strada, per quella sullo sterrato, per le gare o per le derapate. In linea di massima questo non ti impedirà affatto di affrontare ogni sfida che ti venga proposta ma è chiaramente un piccolo bilanciamento che va a modificare le sorti della tua storia, migliorandola o peggiorandola in base al momento, molto è comunque affidato alla tua capacità spicciola.

Need for Speed Heat è e rimane infatti un puro Arcade che con la simulazione non ha nulla a che fare. Ho iniziato a guidare la mia vettura pensando di dovermi ben bilanciare con il freno semplice e il freno a mano per portare a derapare la mia automobile e mi sbagliavo, ho commesso le prime sbavature ed errori pesanti pensando di trovarmi un po’ come in Forza Motorsport o soci. Ho quindi fatto un po’ di pratica e iniziato a usare molto meno il freno (praticamente mai) prediligendo il freno a mano solo ed esclusivamente nelle competizioni che richiedono curve particolarmente veloci e strette per evitare di andare a perdere punti e moltiplicatori perché si sbatte contro le protezioni a bordo strada. A tal proposito: potrai distruggere pressoché qualsiasi elemento ti circondi e faccia parte dello sfondo di Need for Speed Heat, evita giusto di farlo durante le competizioni perché finiresti inevitabilmente per perdere parte della tua velocità e quindi farti raggiungere dai tuoi avversari rendendo più difficile tagliare il traguardo primo e portarti a casa il migliore bottino possibile.

Ultimo ma non certo per importanza è il sistema “online/offline” del gioco: Need for Speed Heat può essere giocato in solitaria senza problema alcuno, non c’è obbligo di essere connessi a Internet (che è utile però per scaricare le skin da applicare alla vettura durante la fase di elaborazione, quelle create e condivise dalla community di gioco). Se però decidi di far parte di una crew (o crearne una tutta tua) allora dovrai connetterti, potrai così incontrare altri giocatori nella mappa, partecipare a gare in cui ci si sfiderà e fare da diversivo durante gli inseguimenti della polizia nel caso in cui un tuo amico o compagno di squadra si troverà in difficoltà perché non sarà capace di schiodarsi di dosso una pattuglia. Tutto funziona correttamente ma non sposta l’ago della bilancia ai fini della valutazione complessiva di Need for Speed Heat.

In conclusione

Need for Speed Heat 2

Con un doppiaggio completamente in italiano e una mappa vasta, ricca di possibilità e di azioni secondarie da portare a termine, è chiaro che questo Need for Speed Heat è un titolo che può divertire e che deve far parte della collezione se possiedi già i titoli precedenti della serie (io non li ho proprio tutti, ho rinunciato a qualcuno che davvero non capisco come abbia potuto far parte di questa grande saga), pur avendo ampi margini di miglioramento che dubito potranno ormai arrivare a distanza di mesi dalla sua uscita (la speranza è l’ultima a morire, giusto?).

La modalità giorno/notte a scelta è sicuramente una strategia vincente perché delega a me giocatore la possibilità di decidere contro chi o cosa gareggiare, mi porterà inevitabilmente a dover affrontare ambo i tipi di sfida ma con tempi che deciderò io e soltanto io. Promosso il sistema dinamico di riparazione passando per le pompe di benzina (squadra che vince non si cambia, non è una novità di Need for Speed Heat ma continua a funzionare bene e convincermi), bocciato però quel limite di 3 riparazioni notturne perché si va incontro a degli inseguimenti con pattuglie sempre più feroci e dotate di vetture che metteranno davvero in ginocchio la resistenza del tuo mezzo a quattro ruote, finendo inevitabilmente per andare KO di tanto in tanto e perdere crediti, reputazione, tempo e voglia di ripercorrere chilometri già alle tue spalle per cercare di rimettere in sesto le finanze e la necessità di farti un nome nel gioco.

Promosso anche tutto il reparto di modifica che – soprattutto se sei appassionato – ti farà perdere un mucchio di tempo senza che tu te ne accorga. Ogni singola modifica estetica, ogni dettaglio, la vettura è la creatura del giocatore di Need for Speed Heat, una trasposizione virtuale che ne mostra i gusti e l’estro, questo fa sì che ogni automobile sia sempre diversa dall’altra, anche se il modello e la marca dovessero essere le stesse di altri giocatori incontrati per strada, è gratificante e sicuramente invoglia a fare delle modifiche sempre più particolari.

Valutazione finale: 3.5

Giocare a Need for Speed Heat mi è piaciuto, continuerò a farlo nonostante quei suoi difetti e non smetterò di sperare che un capolavoro come Underground (epico anche nella scelta musicale, tanto per dire) possa davvero essere replicato prima o poi.

#StaySafe

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Ogni articolo rispetta - come sempre - i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio punto di vista fatto di pro e di contro. Riporto i fatti a prescindere dal giudizio finale.
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Prodotto: ho approfittato di una buona offerta Amazon e mi sono portato in bacheca Need for Speed Heat a 29,90€, un prezzo che ritengo più che giusto per il titolo.

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