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La domanda che non ha risposta, non una almeno. Chi decide oggi di aprire un blog, o magari un canale YouTube, sceglie di scendere in campo con le proprie competenze (e/o la propria faccia), provando a ritagliarsi una fetta di pubblico che nel corso dei giorni e delle pubblicazioni lo seguirà, con la speranza che quella fetta possa crescere rapidamente, stabilizzandosi più in là possibile, ottenendo così maggiore audience e feedback che aiutano (inutile negarlo) a crescere e migliorare (pur se non sempre costruttivamente).

Chiaramente ci si arriva a chiedere: è solo spesa? Ci rimetto di tasca mia? Io posso solo dirti la mia, basandomi sui tanti anni di esistenza di questo blog, e prima di lui anche di altri.

È possibile farsi sostenere online?

Prima di Gioxx’s Wall era GxWare, prima di GxWare era semplicemente un nickname riservato su chissà quale servizio di hosting gratuito, e gli anni cominciano a farsi sentire parecchio se consideri che sommando tra loro questi fattori si arriva a superare i 20 anni di attività online. Avevo da poco abbandonato le scuole medie quando decisi di mettere in piedi le prime quattro schifezze inguardabili realizzate con Microsoft FrontPage (dapprima, poi modificate a mano per renderle un pelo più appetibili non appena ne ho avuto le capacità, solo perché non volevo affidarmi a Dreamweaver), mi ero stancato di essere solo visitatore.

Di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta e, per esperienza personale, la raccolta fondi non forzata (quella che non ti viene ricordata in maniera invasiva) non è una via certa verso un sostentamento (anche minimo) delle tue attività e dei tuoi acquisti (quelli fatti a fini di studio e realizzazione degli articoli). Inutile negare che qualcuno in questi anni mi ha offerto una birra (virtuale, tramite donazione), un caffè o –per chi non voleva metterci del denaro diretto– pensieri, gadget, roba assolutamente gradita e che in alcuni casi porto ancora oggi con me (fatico a ricordare chi mi ha regalato anni fa una splendida maglietta che ancora uso e adoro durante il cambio di stagione tra “non troppo freddo e non troppo caldo“), ma mai abbastanza per coprire quelle spese vive con le quali si ha a che fare per mantenere tutto online e disponibile per chiunque passi (per abitudine o per caso).

Ultimamente ho cominciato a giocare anche con alcuni nuovi strumenti, provo a parlartene brevemente, raccogliendo (se ti va) anche tuoi pareri in merito, sia che tu li abbia usati in passato come “creatore” (colui che è da sostenere), sia se hai “fatto parte del pubblico” (chi sostiene).

Patreon

È possibile farsi sostenere online? 1

Patreon è una piattaforma Internet che permette ai creatori di contenuti di realizzare il proprio servizio di contenuti con sottoscrizione. È diffuso tra i produttori video di YouTube, artisti web, scrittori, autori di podcast, musicisti e altre categorie di utenti che necessitino di pubblicare regolarmente propri contenuti on line. Permette agli artisti di ricevere direttamente i finanziamenti dai propri fan definiti patrons (“patroni”, “benefattori”). Questi possono finanziare in maniera continuativa e regolare o su singola opera. La società è nata da un’idea del musicista Jack Conte e dello sviluppatore Sam Yam nel 2013, e ha sede a San Francisco.

it.wikipedia.org/wiki/Patreon

Ho deciso di creare un account Patreon dopo averne visti tanti altri attivi in giro, mi incuriosiva e ho deciso di provare a creare una pagina che potesse raccogliere alcuni papabili obiettivi del blog, includendo –quando possibile– aggiornamenti per coloro che sono già presenti sul noto sito web e che preferiscono ricevere gli aggiornamenti tramite feed Patreon. Il funzionamento è estremamente semplice, e prevede che gli utenti inizino a sostenere uno o più creatori di contenuti tramite un pagamento mensile di una quota che può essere stabilita dal creatore di contenuti stesso. Inutile dire che cercare di ottenere da subito grandi quote è fuori di discussione, ed è sempre bene lasciare la possibilità di un sostentamento dal peso molto ridotto sulla tasca del proprio budget mensile.

Ho deciso di creare due obiettivi principali per il blog, di cui uno è quello che in ogni caso cerco di fare grazie ai tuoi commenti e alle tue idee, cioè ricercare e sviluppare articoli che possano attrarre la tua attenzione, che possano tornarti utili, che possano aiutarti nella quotidianità tecnologica che ti ritrovi ad affrontare (per lavoro, per passione o per “democratica decisione” di un genitore che crede che tu sia sempre il mago dei PC):

  • Raggiungere i 15 dollari mensili mi permette (tolte le spese di Patreon e di PayPal) di mettere da parte ciò che serve per pagare le spese di hosting del blog e della casa virtuale dei miei progetti personali. Sarebbe già un gran bel traguardo.
  • Con 100 dollari mensili non solo pagherei le spese dell’hosting del blog (e del restante annesso, noads.it compreso), ma potrei anche pensare di girare parte di quei fondi verso una collaborazione esterna, qualcuno in grado di darmi una mano a rispondere a più domande poste dai lettori come te, parte integrante e fondamentale senza la quale non avrebbe per me senso continuare a fare con passione ciò che faccio tutti i giorni :-)

Per raggiungere gli obiettivi, ho deciso di creare queste quote:

  • Ci prendiamo un caffè?
    $2 or more per month
    Seppur solo virtualmente vicini, il prendersi un caffè è il gesto forse più comune tra italiani. Permette di fare due chiacchiere, sentire quell’aroma inconfondibile, stringere nuove amicizie. Bevo caffè regolarmente, me ne offri uno per quello che realizzo?

  • Birra stasera?
    $5 or more per month
    Non so tu, ma io più del vino preferisco la birra, animale anomalo di una terra che esalta tutto ciò che gira attorno al prelibato chicco d’uva. Un salto al pub, la scelta di una bionda, o magari di una rossa, le chiacchiere, il divagare come se non ci fosse quel domani che ti vedrà tornare operativo in ufficio, in fabbrica, in qualsiasi altro luogo svolgi quotidianamente il tuo dovere. Con 5 dollari al mese offrirai quel giro di birra e io, per ricambiare, ti dedicherò un ringraziamento pubblico sul blog, oppure se preferisci finirai tra i sostenitori dei miei progetti personali, X Files o FIREFOX:DICT, parliamone insieme, mi trovi facilmente su Telegram.

  • Ai confini della pazzia, sei tu che sostieni me e decidi che carta giocare!
    $10 or more per month
    Sono certo che una quota simile non arriverà mai, ma sperare non costa nulla (tanto per rimanere in tema). Con 10 dollari al mese avrai la possibilità di chiedermi un articolo su un tema a tua scelta. Le ricerche richiedono tempo, così come la stesura, la verifica e la pubblicazione di ogni mio singolo articolo, perché in tanti anni che porto avanti questa mia creatura ho capito che guadagnare un lettore costa sudore, sangue e fatica, ma perderlo è un battito di ciglia.

    Parlami di ciò che vorresti approfondire, avrai un canale diretto con me (usiamo Telegram? La mail? Whatsapp? Decidi tu), ragioneremo insieme sull’articolo, io cercherò di dare risposta alla tua curiosità.

    Occhio, non sono bravo a parlare di vini o di shampoo contro la forfora, rimaniamo nel mio ambito, la tecnologia è il mio mestiere, il web il mio pane quotidiano, i videogiochi una delle passioni che più adoro da quando ho memoria.

Riguardo l’argomento commissioni e spese da sostenere, ti consiglio la lettura di un articolo pubblicato da un altro creatore (Free Playing), in seguito a un cambio di regole stabilito proprio da Patreon a fine del 2017: patreon.com/posts/nuove-regole-su-15813276.

Credo che questo sia anche il momento giusto per ringraziare Andrea, primo a volersi aggiungere alla quota del caffè mensile, è pur sempre un buon auspicio!

Passa a trovarmi all’indirizzo patreon.com/gioxx! :-)

PayPal

È possibile farsi sostenere online? 2

Difficile pensare che tu non lo conosca, considerando che si tratta di uno dei metodi di pagamento forse più conosciuti sulla faccia della Terra. PayPal è nato per altri motivi, vero, ma integra al suo interno un sistema di donazione che può essere facilmente utilizzato da tutti (dove quel tutti corrisponde al bacino utenti che ha almeno un account registrato sul servizio, chiaro). PayPal.me è quella pagina web essenziale, gateway per passaggio di denaro immediato e senza la necessità di istruzioni molto dettagliate.

Non ci sono “goal“, non ci sono quote, c’è la totale libertà da parte dell’utente di sostenere il lavoro fatto, in passato è stato il metodo scelto da qualche lettore per offrirmi una birra virtuale, un ringraziamento sempre apprezzato.

Nell’impostazione “Amici e familiari“, è gratuito per i tuoi amici e familiari inviarti denaro in euro all’interno dell’Unione europea, se usano il saldo PayPal o un conto bancario. Diversa la questione se si sceglie di utilizzare una carta di credito, ti rimando alle domande frequenti per capire qualcosa in più su commissioni e spese da sostenere.

Passa a trovarmi all’indirizzo paypal.me/gioxx! :-)

Buy me a coffee

È possibile farsi sostenere online? 3

Una ventata d’aria fresca in mezzo ai colossi intoccabili. Buy Me a Coffee è un sito web semplice, alla stregua di PayPal.me, per offrire un caffè al creatore di contenuti che preferisci. È tutto maledettamente semplice, dovrai esclusivamente scegliere di offrire uno, tre o cinque caffè (rispettivamente 3, 9 e 15 dollari), “one-shot“, vale solo per quello sparo singolo che potrai certamente ripetere ogni volta che vorrai, ma che in nessuna maniera ti legherà a qualcosa di schedulato e ripetitivo a cadenza regolare nel tempo.

Ho registrato la mia pagina personale e ricevuto in maniera anonima un caffè (grazie), anche qui –come in Patreon– potrai pubblicare aggiornamenti di stato per tenere aggiornati coloro che –iscritti al medesimo servizio– decideranno di seguirti come fosse un qualsiasi feed.

Passa a trovarmi all’indirizzo buymeacoffee.com/gioxx! :-)

Last but not least: Amazon

È possibile farsi sostenere online? 4

Sì perché se c’è un metodo per sostenere i creatori di contenuti che nulla costa a te, quello è proprio Amazon. Il colosso dell’e-commerce conquista e regna pressoché sovrano sul web di oggi, partner affidabile e per certi versi insostituibile per tutti coloro che necessitano di acquistare il prossimo gadget tecnologico o ciò che più banalmente serve in cucina, a casa. Amazon si è costruito negli anni una posizione difficilmente sostituibile, e con il suo abbonamento Prime consente in alcuni casi (in diverse città) di fruire di consegne entro due ore dall’ordine.

Ogni volta che ti parlo di prodotti nelle mie recensioni, tendo a proporti collegamenti verso Amazon che integrano il codice referral, il quale permetterà di guadagnare delle piccole commissioni sulla vendita andata a buon fine. Questo non altera in nessun caso il prezzo finale dell’oggetto che stai acquistando, è una transazione che avviene tra il sottoscritto e Amazon, per questo motivo è la forma di ringraziamento e sostentamento forse più conveniente e comoda per chiunque. Potresti pensare di sostituire il tuo segnalibro con quello che integra già il referral così da darlo per scontato per ogni tuo acquisto da postazione fissa o mobile!

Fai i tuoi acquisti partendo da questo collegamento: spendi.li/gioxx/me :-)

In conclusione

Tanti i metodi disponibili, forse poca l’intenzione di far sentire il proprio contributo quando leggi o usi qualcosa di creato apposta per renderti la vita più semplice, risolvere problemi che avrebbero richiesto molto più tempo o uso di risorse esterne (anche a pagamento), ci sono articoli scritti anni fa e che ancora oggi riscuotono un grande successo (e relativi ringraziamenti, mi viene da pensare a questo solo per fare un esempio), c’è (da sempre, non solo in questo mio specifico caso, ci mancherebbe) una sommaria convinzione che tutto ciò che c’è online sia e debba rimanere gratuito, che si possa ottenere con due clic e via, senza capire bene cosa c’è dietro.

Da circa un ventennio io metto a budget quelle che sono le spese per tenere in piedi questo blog e gli altri siti web che ci gravitano intorno, lo spazio in Cloud che –tra le varie– serve a tenere disponibili h24 file richiamati negli articoli e nei programmi distribuiti in giro, lo faccio molto più che volentieri e per quella grande passione che continuo a nutrire per questo ambito, per il mio modo di essere e di vedere la tecnologia, per il mio lavoro (quello vero, quello stipendiato). Per tutto il resto, e per il futuro non ancora scritto, credo di essere assolutamente d’accordo con quanto scritto da Emanuele qualche giorno fa.

E tu? Cosa ne pensi? Ti piace scrivere online? Hai un blog? Un canale YouTube? Chi sostiene le spese? Che metodi di sostentamento hai usato o continui a usare per raccogliere le donazioni dei tuoi lettori? Pensi che sia giusto limitare la tua creatività e la diffusione dei contenuti offrendoli ai lettori interessati a versare una quota per ciò che crei?

L’area commenti è a tua totale disposizione per discuterne insieme :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Fabian Blank

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Quando ho deciso di spendere quei 40€ per l’acquisto di una Amazon Fire TV Stick, l’intenzione era quella di provarla e capire se potesse fare al caso dell’ambiente cucina e living poco smart dei miei genitori, con televisori collegati –fino a oggi– ai piccoli Roku targati e personalizzati NOW TV, abbastanza limitati nei movimenti, ormai non al passo con i tempi. Ti racconto com’è andata e perché potresti farci anche tu un pensierino, se l’intenzione è quella di poter personalizzare (di molto, rispetto al semplice Cast) il tuo rapporto con il televisore e i contenuti video.

Amazon Fire TV Stick | Basic Edition: ha senso l'acquisto? 1

Amazon Fire TV Stick

Parto con il dirti che sono stato utilizzatore di Google Chromecast per anni, e ancora prima di Apple TV (subito prima che il TvOS lasciasse il giusto spazio allo Store e alle applicazioni di terze parti, quando statisticamente in casa Android ha preso il sopravvento), questo mi è sempre bastato, streaming diretto dai miei dispositivi e decoder satellitare per tutto il resto. Amazon Fire TV Stick non era prevista, così come un qualsiasi altro box TV Android più carrozzato e specifico. Amazon Fire TV Stick può collocarsi in una fascia di mercato medio-bassa, dedicata a chi vuole rendere smart il proprio televisore, completandolo con applicazioni che sei abituato a usare quotidianamente su smartphone o tablet (entro i limiti hardware imposti dal prodotto).

Nella sua versione Basic Edition, Amazon Fire TV Stick propone la chiave da collegare alla porta HDMI del televisore (con relativa prolunga, per farla un pelo più assomigliare a Chromecast e per aiutare chi ha posizionato il televisore a corta distanza dal muro), un cavo microUSB e un comune adattatore da inserire in una presa per l’alimentazione, inclusi anche telecomando Fire TV e 2 batterie AAA (il telecomando può essere “sostituito” dall’applicazione Fire TV per Android e iOS).

App Telecomando Fire TV
App Telecomando Fire TV
Amazon Telecomando Fire TV
Amazon Telecomando Fire TV
Developer:
Price: Free

Ho iniziato a configurarlo, installare nuove applicazioni approfittando delle proposte Amazon in primo piano, per poi perdermi in un mondo di personalizzazioni fatto perlopiù di alternative realizzate da terzi, ben distanti dalla raccolta organizzata in malo modo dal big del commercio (sì, non sopporto davvero l’organizzazione delle categorie e suddivisione delle applicazioni proposte da Amazon, oltre il “Primo piano” si entra in un pozzo di confusione più unico che raro).

Acquistare una Amazon Fire TV Stick oggi vuol dire riuscire a portare sullo schermo di casa Amazon Prime Video, servizio altrimenti non “castabile” (fa schifo, lo so, è per fartela rapida) a causa della solita annosa questione legata all’antipatia tra Google e Amazon (la stessa che ha causato la magica sparizione dell’applicazione YouTube proprio da Fire TV Stick, ora accessibile solo tramite browser, nda). Fino a oggi, l’unico modo che avevo per guardare Prime Video oltre l’utilizzo dell’iPad Mini (limitato quindi dalla sua massima diagonale di monitor) era accendere la Xbox One X e utilizzare l’applicazione installata dallo Store di Microsoft:

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: Amazon Development Centre (London) Ltd
Price: Gratis

L’interfaccia, fatta eccezione per l’organizzazione delle applicazioni installabili in un secondo momento (come già detto qualche riga più su), è sufficientemente valida e semplice da utilizzare, si può intuire quanto basta come e dove muoversi, ma si potrebbe fare di gran lunga meglio (qui Netflix può solo fare scuola, così come in generale un qualsivoglia buon launcher per Android).

Posso dirti che rispetto a Chromecast, Amazon Fire TV Stick è certamente più comoda per una questione di libertà rispetto ai dispositivi posseduti, ma scomoda per quello che riguarda il controllo dello streaming (un Plex che trasmette a Chromecast può essere facilmente controllato dall’area notifiche dello smartphone, per mettere in pausa o muoversi in avanti / indietro rispetto al momento che si sta visualizzando con un solo clic), con però il minimo comune denominatore dovuto alla compatibilità con un numero limitato di applicazioni, cosa che con Amazon Fire TV Stick si nota molto meno, grazie alla possibilità di personalizzazione (più ampia rispetto al concetto espresso da Amazon stessa).

Personalizzazione

È forse questo il paragrafo più interessante per il cliente finale, soprattutto con quello che adora mettere le mani sotto al cofano senza accontentarsi di ciò che che viene proposto dal libretto di istruzioni. Ciò che ti serve avere a disposizione per poter procedere con questa parte di articolo è uno smartphone o tablet Android (ultima spiaggia è un emulatore installato sul tuo PC, come BlueStacks), che ti renda la vita maggiormente comoda grazie all’applicazione Apps2Fire:

Apps2Fire (Original)
Apps2Fire (Original)
Developer: Koni
Price: Free

Prima di partire: modalità sviluppatore

Per poter operare su Fire TV Stick in totale (o quasi) libertà, ti servirà attivare la modalità sviluppatore e la comunicazione ADB (quest’ultima fondamentale per lo scambio dati via IP con Apps2Fire). Per effettuare la modifica dovrai andare nel menu Impostazioni, spostarti in Dispositivo, quindi Opzioni sviluppatore, e infine attivare Debug ADB e Applicazioni da fonti sconosciute.

Configurazione di Apps2Fire

Ora che la Fire TV Stick è pronta, apri Apps2Fire così da poterla configurare. Spostati nella schermata di Setup (l’ultima) e inserisci l’indirizzo IP della tua Fire TV Stick. Se non conosci quest’ultimo, vai nelle Impostazioni di Fire TV Stick, spostati sotto DispositivoInformazioni → Rete, leggi sulla destra i dettagli e riporta l’indirizzo IP nell’applicazione:

Fai clic su Save, verrà tentata la connessione alla tua Fire TV Stick. Fatto ciò, si può procedere con qualche piccolo esperimento.

Mediaset Infinity

Altro servizio che ho sempre mandato in streaming via Chromecast e che, con l’aiuto di Apps2Fire, è possibile installare su Fire TV Stick anche se non dichiarato compatibile (e quindi non disponibile nelle applicazioni proposte nell’elenco ufficiale di Amazon). Tutto nasce da un thread all’interno del forum di XDA, dicembre dello scorso anno: forum.xda-developers.com/fire-tv/themes-apps/app-mediaset-infinity-apk-android-tv-t3715377.

Sky Online o Mediaset Infinity? La verità sta sempre nel mezzo 5

La procedura di installazione è semplice e te la riporto qui di seguito (già verificata con successo).

Via Smartphone (e Apps2Fire)

  • Scarica tramite smartphone (tablet o Android su PC) il file APK di Infinity per TV che trovi su XDA. Per tua comodità, ne ho salvato una copia all’indirizzo gioxx.org/fire/apk/Infinity_1.0.5.apk.
  • Apri Apps2Fire, spostati sotto Fire TV Apps e fai clic sull’icona Upload (quella con la freccia rivolta verso l’alto) per iniziare la procedura di caricamento APK. Salvo errori, il pacchetto di Infinity si troverà all’interno della cartella Download del tuo smartphone, fai clic su di esso e lascia che Apps2Fire faccia il resto, caricando sulla Stick Infinity e installandola.

Avvia l’applicazione ed effettua il login, goditi ora il catalogo Mediaset al quale hai accesso.

Via Fire TV Stick

  • Installa Downloader (programma suggerito già alla prima installazione di Amazon Fire TV Stick), aprilo e puntalo all’indirizzo go.gioxx.org/infinityapk, questo ti permetterà di scaricare l’APK di Infinity nella memoria di Fire TV Stick, dovrai solo installare manualmente l’applicazione.

C’è solo Infinity?

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 3

Affatto. C’è TIMVision, ma anche SkyGo o RaiPlay, APK che trovi facilmente tramite GitHub, puntando il browser all’indirizzo github.com/TheMiguelBi/APP_for_Amazon-Fire-Tv-Stick_BasicEdition e che puoi installare con gli stessi metodi che ti ho riportato sopra per Infinity.

La RAI, per esempio, preferisco richiamarla tramite Kodi (e insieme a lei anche La7, Mediaset On Demand e altro ancora).

Kodi per Fire TV Stick

Il mondo che include altri mondi, Kodi è il Media Player che da anni monopolizza i Media Center di molti salotti o semplici postazioni da lavoro portatili. Puoi installarlo anche su Fire TV Stick, è semplice e puoi farlo rapidamente tramite Downloader. Ti ho creato un collegamento rapido che punta alla giusta versione per l’architettura utilizzata dalla Stick di Amazon: go.gioxx.org/firekodi.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 4

Una volta installato, puoi espandere i confini del semplice Media Player locale arricchendolo di plugin che puoi facilmente reperire online, chiaramente aggiungendo sorgenti sorgenti esterne.

Prima di continuare

Ti tocca abilitare l’installazione di plugin di terze parti da fonti sconosciute, un po’ come fatto prima per l’installazione degli APK in Fire TV Stick. Vai nelle Impostazioni e spostati in Add-ons, quindi abilita l’opzione Fonti sconosciute (nella parte di destra, come in immagine di seguito seppur in lingua inglese):

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 6

Ora puoi procedere

Per farlo vai nelle ImpostazioniFileAggiungi Sorgente, quindi fai clic su <Nessuno> e imposta l’URL verso il repository dei plugin (e non solo) da installare, per esempio https://gioxx.org/fire, spazio personale che ho creato per raccogliere alcuni plugin sicuramente funzionanti e testati, messi anche a tua disposizione. Una volta dato un nome e aggiunta la sorgente esterna, potrai richiamarla per l’installazione di file ZIP.

Spostati nella schermata degli Add-on e scegli di installarne da Repository (Installa da repository), quindi fai clic su “..” (è la prima voce in alto in ordine alfabetico, servirà per salire di un livello) → Installa da un file zip.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 5

Scegli ora il repository esterno che hai precedentemente inserito in Kodi e seleziona il file ZIP da installare. Nella sorgente esterna che ti ho messo a disposizione troverai alcuni plugin potenzialmente interessanti anche per te, come quello dedicato alla Rai, Mediaset On-Demand, La7 e altri ancora, devi solo prenderti un po’ di tempo per effettuare i tuoi test.

In conclusione

Da qui in poi, ti basterà qualche ricerca Google e del tempo libero perché di grandi limiti associati a Kodi io non ne ho trovati. C’è tanto da scoprire, e Amazon Fire TV Stick ti offre la possibilità di farlo a un giusto prezzo, per lo meno fino a quando non deciderai di crescere (alzare l’asticella dai, mica mi riferisco alla tua età anagrafica!) e guardare con interesse al mercato dei box Android che offrono maggiori prestazioni (processori, RAM e memoria disponibile dai tagli decisamente più alti rispetto alla configurazione comunque valida di Fire TV Stick).

Acquistare Amazon Fire TV Stick per un cliente Prime vuol dire spendere circa 40€ (39,99€), che diventano 60 (59,99€) per chi cliente Prime non lo è. Il mio consiglio è quello di acquistare il prodotto se sei cliente Prime, o farlo fare al collega di lavoro (o amico) che lo è e che potrà acquistarne fino a due con il proprio account, perché per 60€ probabilmente punterei su altro (o conserverei quel budget per aggiungerci qualcosina e acquistare un box più performante).

Di certo c’è che l’esperienza rispetto a Google Chromecast cambia parecchio, e devo rimangiarmi la parola (basata un po’ sulla fiducia) verso coloro ai quali avevo detto che acquistare Amazon Fire TV Stick era inutile se si possedeva già Chromecast. Si possono fare maggiori esperimenti e far funzionare applicazioni non compatibili con Chromecast, senza metterci di mezzo una terza parte costituita dagli smartphone o tablet che mandavano il loro Cast verso il televisore, talvolta rimettendoci in qualità e stabilità di segnale (con Plex queste cose si notavano parecchio, soprattutto su flussi streaming esosi).

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione inerente l’articolo, ti ricordo che l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per capire se potesse fare al caso dei miei genitori, ho finito per tenerlo, personalizzandolo per le esigenze di casa mia e di Ilaria!
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Disponibile per macOS e Windows, Acethinker Video Master è la versione offline e più completa di quel Video Converter disponibile gratuitamente online, all’indirizzo acethinker.com/online-converter, la quale permette di ritoccare i video, scaricarne da piattaforme online (come YouTube) e molto altro. Io ho avuto l’occasione di provarlo su PC Windows, ti racconto brevemente com’è andata.

Acethinker Video Master 6

Sufficientemente intuitivo e accessibile anche a chi non ha esperienza alcuna con questo tipo di lavori, permette di lavorare (su più passaggi) un video da modificare, da modellare secondo proprie esigenze, da convertire in diverso formato o più semplicemente da integrare con diversi altri spezzoni scaricati o ottenuti separatamente. Io ho approfittato di questo test per mettere le mani su una registrazione di SuperQuark che ha fatto uno splendido approfondimento sui Mosaici di Ravenna.

Ho potuto quindi passare da una puntata intera (ottenuta dal sito della RAI) a un semplice spezzone tagliato e modellato a regola d’arte, senza perdere un secondo del servizio desiderato. La codifica del video finale è molto rapida (anche se questa dipende in realtà molto dalla tua dotazione hardware e dalla quantità di processi già attivi sul PC) e il risultato è ottimale.

Oltre alla modifica dei file video, Acethinker Video Master permette di scaricare video di YouTube (e altri siti web noti che svolgono lo stesso mestiere) così da poterli tenere conservati sul disco fisso del proprio PC (o su un qualsiasi altro dispositivo di memorizzazione), anche se ovviamente non tutti i siti web che probabilmente utilizzi saranno compatibili con il suo downloader (io l’ho messo alla prova proprio con il sito di RAI).

O, se non è il download a interessarti, potrai pensare di convertire una discreta quantità di formati video (MP4, MKV, AVI, WMV, HEVC, H.264, MKV, 3GP, FLV, SWF, HTML5, M4V, MOV, ASF, DV, VOB, OGV, YouTube, ASF, RM, MTS/M2TS/TS/TP/TRP, MOD, TOD, secondo il sito web ufficiale) in quello che più ti si confà (o di cui hai necessità), potendo inoltre sfruttare alcuni preset di impostazioni dedicate all’ottimizzazione dei video per le marche di smartphone e più in generale di dispositivi / supporti smart più conosciute (Apple, Samsung, HTC, Blackberry, Sony, Nokia, Motorola, Game, LG, TVS, DVD, Android, Archos).

Infine, per chi è alla ricerca di qualcosa di completo che possa anche registrare video da zero, Acethinker Video Master propone una funzione dedicata alla cattura del video (anche in HD) dalla propria WebCam o altra sorgente di input, così da permetterti poi di sfruttare le altre funzioni integrate nel programma per poter completare la tua opera. Questo può tornare molto comodo anche nel caso in cui tu voglia creare dei tutorial video riprendendo il tuo Desktop, con possibilità di caricare poi il risultato direttamente su YouTube (ma non solo).

Il software ha un costo di circa 30$, ma puoi provarlo gratuitamente scaricandolo direttamente dal sito web ufficiale.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: licenza fornita da Acethinker, che ringrazio. Ho potuto tenerla al termine del test.
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Con Android spesso è tutto più semplice, non ha particolari restrizioni nei confronti dell’utente finale e si riescono a fare cose che su iOS attualmente non sono consentite (mi viene subito in mente il controllo remoto, tanto per fare un esempio). L’articolo di oggi parla di un prodotto utile per aggirare l’ostacolo della registrazione del monitor, per realizzare tutorial video o catturare sessioni di gioco da poter poi pubblicare su YouTube (argomento che spesso interessa i più giovani).

Si chiama –senza troppa fantasiaiPhone Screen Recorder, e lo sviluppa la AceThinker.

iPhone Screen Recorder di AceThinker

iPhone Screen Recorder sfrutta la tecnologia AirPlay di Apple per farsi trovare da iOS, e ne cattura l’output. Questo vuol dire che, sul monitor del PC, potrai vedere e registrare qualsiasi cosa accada su iPhone o iPad, audio compreso. Al termine della registrazione, otterrai un video con la qualità e il formato precedentemente stabilito. Il programma nasce evidentemente per Windows, ma è disponibile anche per il più recente macOS, quest’ultimo propone però meno opzioni rispetto a quelle disponibili su sistema Microsoft, ed è la versione che ho provato per scrivere l’articolo.

La configurazione del programma è davvero semplice (e già pronto per funzionare subito dopo l’installazione, senza necessità di particolari impostazioni). Ti basterà cercare dispositivi disponibili per la trasmissione AirPlay dal menu basso di iOS e il gioco è fatto, noterai subito l’applicazione in esecuzione:

Fai clic per trasmettere verso il dispositivo di duplicazione, partirà il mirroring del monitor all’interno dell’applicazione lanciata su PC. Potrai mostrare “la diretta” durante una proiezione, registrare un video o catturare facilmente screenshot, tutto a portata di clic, puoi anche scegliere di mettere a tutto schermo ciò che in quel momento stai facendo sul dispositivo. Ho voluto fare un paio di test con due giochi, dato che la società di sviluppo punta molto su questo aspetto.

Ti lascio vedere il risultato finale mettendo a confronto Super Mario Run e Fallout Shelter, due titoli molto diversi tra di loro, anche per lo sfruttamento delle risorse del dispositivo (un iPhone 6 con a bordo iOS aggiornato). A te la (per forza piccola) playlist:

Avrai certamente notato una mancata sincronizzazione (fluida) tra video e audio del primo e sì, non è colpa della conversione YouTube, e dubito possa essere colpa del mio MacBook (perché ho fatto un altro test passando per QuickTime). Quella mancata simbiosi si nota molto meno nella registrazione di Fallout Shelter, eseguita con l’identico hardware e software. Il programma in realtà dà il meglio di sé quando si chiede di registrare la normale attività del sistema, o magari un passo-passo di una qualche applicazione che non sia ludica, lo ritengo un utilissimo braccio destro per realizzare dei tutorial da mettere a disposizione degli utenti (anche in azienda), meno per pensare di mettermi a fare lo Youtuber imprecando e urlando sull’ultimo titolo disponibile in AppStore.

Giusto per completezza, ho registrato e caricato un terzo video, registrato con la versione per Windows che, come anticipato, integra alcune altre opzioni riguardo il formato video (e non solo). Ho selezionato prima un diverso livello del gioco, per poi tornare sul livello 1-1 per replicare la registrazione fatta nel primo video catturato dal MacBook.

iPhone Screen Recorder di AceThinker 3

Se ingrandisci l’immagine (ti basterà selezionarla con un clic), noterai una bassa qualità dell’anteprima, cosa che per fortuna sparisce nella registrazione video ad alta qualità.

La licenza (a oggi, che sto pubblicando l’articolo) costa l’equivalente di poco meno di 30€, e permette di sbloccare completamente l’applicazione che stai già provando (magari) sul tuo PC, permettendoti di registrare video lunghi e senza alcun logo all’interno. Una possibile alternativa di fascia alta è AirServer, che avevo provato con risultati molto soddisfacenti in passato, e che propone una licenza meno costosa (meno della metà di quella di iPhone Screen Recorder, nda), con diversi punti a favore e qualche piccola pecca (baso però il mio giudizio su una versione di qualche tempo fa, che potrebbe quindi essere ulteriormente migliorata), e in realtà corrisponderebbe alla mia scelta se dovesse servirmi un software di cattura monitor di iOS.

Esistono ulteriori alternative? Certamente. Con alcuni altri del “settore” bisogna però scendere a compromessi, quelli che a un cliente pagante non piacciono mai (è un po’ più facile mandare giù la pillola amara quando si sfrutta qualcosa gratuitamente, e neanche in tutti i casi).

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È uno strumento che ormai utilizzo da un pezzo, ma non credo di avertelo mai suggerito. Si tratta di un sito web che cattura in una sola mossa uno screenshot di un video YouTube da te scelto.

Di default, lo strumento mette a disposizione l’immagine di copertina scelta da chi il video l’ha caricato, ma suggerisce altre possibilità qualità e tempi di cattura dell’immagine. In seguito all’ultimo aggiornamento del sito web (rilasciato diverso tempo fa) è stato introdotto un player attraverso il quale riprodurre il video, fermarlo nell’esatto momento desiderato e scattare una fotografia da poter eventualmente riutilizzare.

Catturare screenshot dai video YouTube

Lo trovi all’indirizzo youtubescreenshot.com e funziona piuttosto bene. In passato utilizzavo componenti aggiuntivi di Firefox (esistono anche per Chrome, nda) ai quali ho facilmente rinunciato. Inoltre posso evitare di dover mettere a tutto schermo il video e ritagliare il frame che mi interessa con la mia applicazione di cattura predefinita (utilizzo una vecchia versione di WinSnap gratuita, non ho sentito mai il bisogno di cambiare anche se ultimamente mi ha colpito positivamente una versione portable di Lightscreen).

Buon fine settimana! :-)

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