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Offline e senza l’ausilio di siti web che permettono sì di ottenere lo stesso risultato, ma spesso senza curarsi troppo della privacy dei propri video, soprattutto se si tratta di quelli girati da qualche parente sbadato con il cellulare (cambiando verso di ripresa). È per questo motivo che voglio lasciarti qui di seguito qualche semplice istruzione da seguire passo-passo appoggiandoti al player che credo tu abbia a bordo della tua macchina, Videolan (non ce l’hai? Ma sei serio? Scaricalo da qui e installalo).

Ruotare un video utilizzando VLC

Ruotare un video con VLC

Apri il video da ritoccare con Videolan (VLC), spostati ora sotto StrumentiEffetti e filtriEffetti videoGeometria. È qui che potrai ritoccare la rotazione video secondo necessità (prima dovrai spuntare l’opzione Trasformazione). Fai clic su Salva e chiudi la finestra di modifica.

Ruotare un video utilizzando VLC 1

La modifica che hai appena eseguito verrà letta esclusivamente da VLC e non è quindi da considerarsi permanente nel caso tu voglia passare ad altri il video (che probabilmente lo apriranno con un differente programma). Per questo motivo vai su Strumenti Preferenze (da tastiera CTRL + P) e seleziona “Tutto” in basso a sinistra, nel box Mostra le impostazioni (al posto di Semplice). Spostati ora sotto Uscita del flussoFlusso soutTranscodifica e spunta l’opzione sulla destra chiamata “Filtro trasformazione video“, quindi fai clic su Salva.

Ruotare un video utilizzando VLC 4

Ci siamo quasi. Fai clic ora sul menu MediaConverti / Salva…, aggiungi il file video che hai appena modificato e spostati sul menu a tendina in corrispondenza di Converti / Salva, scegliendo con un clic Converti.

Ruotare un video utilizzando VLC 3

Lascia tutto invariato e specifica la cartella di destinazione (con relativo nome del nuovo file), fai clic su Avvia e se necessario sul Play all’interno di VLC (dovrebbe mostrarti uno schermo nero ma con un avanzamento che continua ad andare avanti, è il processo di conversione). Al termine dell’operazione prova ad aprire il video con tutti i programmi che desideri, ognuno di questi dovrebbe vederlo – e mostrarlo – nella maniera corretta e non più in quella errata che aveva in origine.

Rimetti le cose a posto

Quello che tanti articoli disponibili online non dicono è che dopo aver lavorato sulla conversione del tuo video dovrai anche rimettere a posto ciò che hai toccato su VLC. Questo perché – nel caso tu vada ad aprire un differente file video – lo vedrai ruotato alla stessa maniera di quello che hai precedentemente modificato. Per rimettere le cose a posto ti basterà tornare in StrumentiEffetti e filtriEffetti videoGeometria e togliere il segno di spunta dall’opzione Trasformazione. Un clic su Salva e poi Chiudi, il gioco è fatto.

L’alternativa “pappa pronta”

Potrebbe essere Free Video Flip and Rotate, uno strumento che scarichi gratuitamente da dvdvideosoft.com/products/dvd/Free-Video-Flip-and-Rotate.htm e che permette di ruotare il tuo file come meglio credi (ottenendo anche effetto specchio o simili). Lo stesso software ti permette contestualmente di convertire in diverso formato il file video modificato, il tutto con un paio di clic.

Buon fine settimana 🙂

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Che tu lo faccia di mestiere o semplicemente “quell’unica volta che mi è servito e che forse non più mi servirà“, ti sarà capitato almeno una volta nella vita di dover catturare una sequenza a monitor, un movimento, un comportamento strano di un’applicazione o chissà cos’altro, niente di più banale e semplice del “fare un video a ciò che accade sul mio Desktop“. Ci sono una quantità non meglio definita di applicazioni che possono soddisfare questa tua esigenza, ma un paio ormai da tempo mi fanno compagnia rispettivamente su Windows e su macOS, entrambe gratuite, entrambe Open Source e disponibili su GitHub, si tratta di Captura e Kap.

Cattura video gratuita su Windows e macOS: Captura e Kap

Captura (Windows)

Il primo dei due programmi è pensato e sviluppato per Microsoft Windows, si chiama Captura, è disponibile all’indirizzo mathewsachin.github.io/Captura e l’URL del repository GitHub è github.com/MathewSachin/Captura. Si basa su Microsoft .Net 4.6.1 già presente sull’ultimo nato di casa Redmond (Windows 10), facilmente recuperabile e installabile su Windows 7 o 8 (microsoft.com/it-IT/download/details.aspx?id=49982).

Il programma è disponibile in versione Installer ma anche Portable per un utilizzo immediato senza necessità di diritti amministrativi; propone da qualche tempo una riga di comando per chi vuole scavalcare l’interfaccia grafica, anche se ancora in beta (vedi mathewsachin.github.io/Captura/cmdline). Captura è un software parecchio completo che ti permette di registrare sequenze video o catturare più semplici screenshot, il tutto integrando anche fonti audio e ulteriori video (pensa a una sequenza di gioco mentre la webcam ti inquadra, cosa che ormai è di moda nelle riprese di gameplay). Può essere pilotato tramite hotkey da tastiera e creare GIF se le preferisci rispetto al file video codificato con FFmpeg (mano santa sull’occupazione del file di output). Puoi modificare ogni aspetto della registrazione e puoi limitarla a qualsiasi porzione del tuo monitor, è diventato in poco tempo uno di quei software “mai più senza” che tengo a portata di clic su Dropbox e su penna USB quando mi serve poterlo utilizzare in giro e non su una delle mie macchine.

Kap (macOS)

È un po’ a causa di Capture che ho cercato una buona alternativa su macOS. Sia chiaro, QuickTime fa un ottimo lavoro è vero, ma è pesante e non è di così immediato utilizzo come un utente si aspetta (senza contare sulle personalizzazioni e sui parametri che si possono toccare). Ho continuato a mantenere casa base su GitHub e ho dato un’occhiata ai progetti che vedono la mela di Cupertino come protagonista, è così che sono arrivato a Kap. Esiste solo per macOS, dal sito web minimale (getkap.co) e dal repository GitHub che puoi raggiungere all’indirizzo github.com/wulkano/kap, “An open-source screen recorder built with web technology“.

Sto usando la doppia versione (stabile e beta) in attesa che la 3.0 diventi cosa ufficiale. Kap come Capture permette di catturare sequenze video ma non screenshot (per quelli bastano i comandi rapidi da tastiera su macOS, vedi macOS: modificare la posizione di salvataggio degli screenshot). Di comodo ha la selezione intelligente dell’applicazione in uso (per capirci: potresti dirgli di catturare la finestra del browser oppure quella del gioco specifico), non ha invece l’integrazione con ulteriori input video come la webcam, ha però quello audio (cattura da microfono o dai suoni di sistema, per esempio). Anche in Kap puoi impostare i frame per secondo e –cosa alla quale non molti pensano– chiedere di mettere il tuo PC in modalità DND (Do Not Disturb), così che non ti arrivino notifiche fastidiose durante la registrazione del video, puoi anche nascondere le icone del tuo Desktop (così da migliorare la tua privacy) e mettere bene in evidenza i clic che andrai a eseguire a video, così da poterli più facilmente mostrare al pubblico.

L’ulteriore cosa carina di Kap è la possibilità di integrarsi con plugin che ne aumentano le capacità. C’è quello che ti permette il caricamento diretto su spazio Amazon S3 o di usare banalmente la tua area appunti, passando per l’upload diretto su Dropbox o Imgur (condividendo la cattura come file GIF anziché video puro).

In conclusione

Software assolutamente maturi e validi che possono tornarti molto utili in caso di necessità. Spero che i suggerimenti siano di tuo gradimento e ti invito a lasciare un commento per raccontarmi la tua esperienza o per portare a conoscenza mia (e degli altri lettori) ulteriori proposte tanto valide quanto queste se non di più :-)

Buon lavoro!


immagine di copertina: unsplash.com / author: Rubén Menárguez

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Ho scaricato una quantità elevata di video e fotografie da vecchi supporti ottici, tutti scatti di amici e famiglia che non ho mai organizzato in Libreria Foto di Apple o caricato su Flickr (dal quale toccherà levare le tende quanto prima, ma questo è un altro argomento di cui discutere), con l’intenzione di metterli a posto e tenerli sotto un backup un pelo più affidabile.
Mi sono ritrovato con cartelle difficilmente esplorabili e utilizzabili da Finder (su macOS), ho quindi cercato di saltare l’ostacolo riorganizzando quei file in gruppi di 300 immagini o 50 video per ciascuna cartella, appoggiandomi a degli script di bash che ho avviato sul NAS, dove ho inizialmente spostato il materiale.

Bash: riorganizzazione rapida di immagini e video

picsMover.sh e vidsMover.sh si occupano rispettivamente di rinominare i file JPEG/JPG/jpeg in jpg (case sensitive) e MP4 in mp4 (medesima sorte), quindi spostarli in cartelle che verranno create automaticamente, 300 immagini o 50 video per ciascuna di queste (chiamate PICS_X e VID_X, dove X è il numero progressivo della cartella).

Ho caricato entrambi gli script su Gist, così che tu possa recuperarli facilmente e riutilizzarli come meglio credi.

picsMover.sh

vidsMover.sh

Provati tutti e due sul mio Synology DS216j, il quale ha portato a termine il suo mestiere. Per entrambi i codici valgono crediti e ringraziamenti a chi mi ha inconsapevolmente messo sulla via giusta per ottenere il risultato sperato:

Buon lavoro! :-)

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Pillole

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Quando ho deciso di spendere quei 40€ per l’acquisto di una Amazon Fire TV Stick, l’intenzione era quella di provarla e capire se potesse fare al caso dell’ambiente cucina e living poco smart dei miei genitori, con televisori collegati –fino a oggi– ai piccoli Roku targati e personalizzati NOW TV, abbastanza limitati nei movimenti, ormai non al passo con i tempi. Ti racconto com’è andata e perché potresti farci anche tu un pensierino, se l’intenzione è quella di poter personalizzare (di molto, rispetto al semplice Cast) il tuo rapporto con il televisore e i contenuti video.

Amazon Fire TV Stick | Basic Edition: ha senso l'acquisto? 1

Amazon Fire TV Stick

Parto con il dirti che sono stato utilizzatore di Google Chromecast per anni, e ancora prima di Apple TV (subito prima che il TvOS lasciasse il giusto spazio allo Store e alle applicazioni di terze parti, quando statisticamente in casa Android ha preso il sopravvento), questo mi è sempre bastato, streaming diretto dai miei dispositivi e decoder satellitare per tutto il resto. Amazon Fire TV Stick non era prevista, così come un qualsiasi altro box TV Android più carrozzato e specifico. Amazon Fire TV Stick può collocarsi in una fascia di mercato medio-bassa, dedicata a chi vuole rendere smart il proprio televisore, completandolo con applicazioni che sei abituato a usare quotidianamente su smartphone o tablet (entro i limiti hardware imposti dal prodotto).

Nella sua versione Basic Edition, Amazon Fire TV Stick propone la chiave da collegare alla porta HDMI del televisore (con relativa prolunga, per farla un pelo più assomigliare a Chromecast e per aiutare chi ha posizionato il televisore a corta distanza dal muro), un cavo microUSB e un comune adattatore da inserire in una presa per l’alimentazione, inclusi anche telecomando Fire TV e 2 batterie AAA (il telecomando può essere “sostituito” dall’applicazione Fire TV per Android e iOS).

Amazon Fire TV
Amazon Fire TV
Price: Free
Amazon Fire TV
Amazon Fire TV
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free

Ho iniziato a configurarlo, installare nuove applicazioni approfittando delle proposte Amazon in primo piano, per poi perdermi in un mondo di personalizzazioni fatto perlopiù di alternative realizzate da terzi, ben distanti dalla raccolta organizzata in malo modo dal big del commercio (sì, non sopporto davvero l’organizzazione delle categorie e suddivisione delle applicazioni proposte da Amazon, oltre il “Primo piano” si entra in un pozzo di confusione più unico che raro).

Acquistare una Amazon Fire TV Stick oggi vuol dire riuscire a portare sullo schermo di casa Amazon Prime Video, servizio altrimenti non “castabile” (fa schifo, lo so, è per fartela rapida) a causa della solita annosa questione legata all’antipatia tra Google e Amazon (la stessa che ha causato la magica sparizione dell’applicazione YouTube proprio da Fire TV Stick, ora accessibile solo tramite browser, nda). Fino a oggi, l’unico modo che avevo per guardare Prime Video oltre l’utilizzo dell’iPad Mini (limitato quindi dalla sua massima diagonale di monitor) era accendere la Xbox One X e utilizzare l’applicazione installata dallo Store di Microsoft:

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: ‪Amazon Development Centre (London) Ltd‬
Price: Gratis

L’interfaccia, fatta eccezione per l’organizzazione delle applicazioni installabili in un secondo momento (come già detto qualche riga più su), è sufficientemente valida e semplice da utilizzare, si può intuire quanto basta come e dove muoversi, ma si potrebbe fare di gran lunga meglio (qui Netflix può solo fare scuola, così come in generale un qualsivoglia buon launcher per Android).

Posso dirti che rispetto a Chromecast, Amazon Fire TV Stick è certamente più comoda per una questione di libertà rispetto ai dispositivi posseduti, ma scomoda per quello che riguarda il controllo dello streaming (un Plex che trasmette a Chromecast può essere facilmente controllato dall’area notifiche dello smartphone, per mettere in pausa o muoversi in avanti / indietro rispetto al momento che si sta visualizzando con un solo clic), con però il minimo comune denominatore dovuto alla compatibilità con un numero limitato di applicazioni, cosa che con Amazon Fire TV Stick si nota molto meno, grazie alla possibilità di personalizzazione (più ampia rispetto al concetto espresso da Amazon stessa).

Personalizzazione

È forse questo il paragrafo più interessante per il cliente finale, soprattutto con quello che adora mettere le mani sotto al cofano senza accontentarsi di ciò che che viene proposto dal libretto di istruzioni. Ciò che ti serve avere a disposizione per poter procedere con questa parte di articolo è uno smartphone o tablet Android (ultima spiaggia è un emulatore installato sul tuo PC, come BlueStacks), che ti renda la vita maggiormente comoda grazie all’applicazione Apps2Fire:

Apps2Fire
Apps2Fire
Developer: Koni
Price: Free

Prima di partire: modalità sviluppatore

Per poter operare su Fire TV Stick in totale (o quasi) libertà, ti servirà attivare la modalità sviluppatore e la comunicazione ADB (quest’ultima fondamentale per lo scambio dati via IP con Apps2Fire). Per effettuare la modifica dovrai andare nel menu Impostazioni, spostarti in Dispositivo, quindi Opzioni sviluppatore, e infine attivare Debug ADB e Applicazioni da fonti sconosciute.

Configurazione di Apps2Fire

Ora che la Fire TV Stick è pronta, apri Apps2Fire così da poterla configurare. Spostati nella schermata di Setup (l’ultima) e inserisci l’indirizzo IP della tua Fire TV Stick. Se non conosci quest’ultimo, vai nelle Impostazioni di Fire TV Stick, spostati sotto DispositivoInformazioni → Rete, leggi sulla destra i dettagli e riporta l’indirizzo IP nell’applicazione:

Fai clic su Save, verrà tentata la connessione alla tua Fire TV Stick. Fatto ciò, si può procedere con qualche piccolo esperimento.

Mediaset Infinity

Altro servizio che ho sempre mandato in streaming via Chromecast e che, con l’aiuto di Apps2Fire, è possibile installare su Fire TV Stick anche se non dichiarato compatibile (e quindi non disponibile nelle applicazioni proposte nell’elenco ufficiale di Amazon). Tutto nasce da un thread all’interno del forum di XDA, dicembre dello scorso anno: forum.xda-developers.com/fire-tv/themes-apps/app-mediaset-infinity-apk-android-tv-t3715377.

Sky Online o Mediaset Infinity? La verità sta sempre nel mezzo 5

La procedura di installazione è semplice e te la riporto qui di seguito (già verificata con successo).

Via Smartphone (e Apps2Fire)

  • Scarica tramite smartphone (tablet o Android su PC) il file APK di Infinity per TV che trovi su XDA. Per tua comodità, ne ho salvato una copia all’indirizzo gioxx.org/fire/apk/Infinity_1.0.5.apk.
  • Apri Apps2Fire, spostati sotto Fire TV Apps e fai clic sull’icona Upload (quella con la freccia rivolta verso l’alto) per iniziare la procedura di caricamento APK. Salvo errori, il pacchetto di Infinity si troverà all’interno della cartella Download del tuo smartphone, fai clic su di esso e lascia che Apps2Fire faccia il resto, caricando sulla Stick Infinity e installandola.

Avvia l’applicazione ed effettua il login, goditi ora il catalogo Mediaset al quale hai accesso.

Via Fire TV Stick

  • Installa Downloader (programma suggerito già alla prima installazione di Amazon Fire TV Stick), aprilo e puntalo all’indirizzo go.gioxx.org/infinityapk, questo ti permetterà di scaricare l’APK di Infinity nella memoria di Fire TV Stick, dovrai solo installare manualmente l’applicazione.

C’è solo Infinity?

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 3

Affatto. C’è TIMVision, ma anche SkyGo o RaiPlay, APK che trovi facilmente tramite GitHub, puntando il browser all’indirizzo github.com/TheMiguelBi/APP_for_Amazon-Fire-Tv-Stick_BasicEdition e che puoi installare con gli stessi metodi che ti ho riportato sopra per Infinity.

La RAI, per esempio, preferisco richiamarla tramite Kodi (e insieme a lei anche La7, Mediaset On Demand e altro ancora).

Kodi per Fire TV Stick

Il mondo che include altri mondi, Kodi è il Media Player che da anni monopolizza i Media Center di molti salotti o semplici postazioni da lavoro portatili. Puoi installarlo anche su Fire TV Stick, è semplice e puoi farlo rapidamente tramite Downloader. Ti ho creato un collegamento rapido che punta alla giusta versione per l’architettura utilizzata dalla Stick di Amazon: go.gioxx.org/firekodi.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 4

Una volta installato, puoi espandere i confini del semplice Media Player locale arricchendolo di plugin che puoi facilmente reperire online, chiaramente aggiungendo sorgenti sorgenti esterne.

Prima di continuare

Ti tocca abilitare l’installazione di plugin di terze parti da fonti sconosciute, un po’ come fatto prima per l’installazione degli APK in Fire TV Stick. Vai nelle Impostazioni e spostati in Add-ons, quindi abilita l’opzione Fonti sconosciute (nella parte di destra, come in immagine di seguito seppur in lingua inglese):

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 6

Ora puoi procedere

Per farlo vai nelle ImpostazioniFileAggiungi Sorgente, quindi fai clic su <Nessuno> e imposta l’URL verso il repository dei plugin (e non solo) da installare, per esempio https://gioxx.org/fire, spazio personale che ho creato per raccogliere alcuni plugin sicuramente funzionanti e testati, messi anche a tua disposizione. Una volta dato un nome e aggiunta la sorgente esterna, potrai richiamarla per l’installazione di file ZIP.

Spostati nella schermata degli Add-on e scegli di installarne da Repository (Installa da repository), quindi fai clic su “..” (è la prima voce in alto in ordine alfabetico, servirà per salire di un livello) → Installa da un file zip.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 5

Scegli ora il repository esterno che hai precedentemente inserito in Kodi e seleziona il file ZIP da installare. Nella sorgente esterna che ti ho messo a disposizione troverai alcuni plugin potenzialmente interessanti anche per te, come quello dedicato alla Rai, Mediaset On-Demand, La7 e altri ancora, devi solo prenderti un po’ di tempo per effettuare i tuoi test.

In conclusione

Da qui in poi, ti basterà qualche ricerca Google e del tempo libero perché di grandi limiti associati a Kodi io non ne ho trovati. C’è tanto da scoprire, e Amazon Fire TV Stick ti offre la possibilità di farlo a un giusto prezzo, per lo meno fino a quando non deciderai di crescere (alzare l’asticella dai, mica mi riferisco alla tua età anagrafica!) e guardare con interesse al mercato dei box Android che offrono maggiori prestazioni (processori, RAM e memoria disponibile dai tagli decisamente più alti rispetto alla configurazione comunque valida di Fire TV Stick).

Acquistare Amazon Fire TV Stick per un cliente Prime vuol dire spendere circa 40€ (39,99€), che diventano 60 (59,99€) per chi cliente Prime non lo è. Il mio consiglio è quello di acquistare il prodotto se sei cliente Prime, o farlo fare al collega di lavoro (o amico) che lo è e che potrà acquistarne fino a due con il proprio account, perché per 60€ probabilmente punterei su altro (o conserverei quel budget per aggiungerci qualcosina e acquistare un box più performante).

Di certo c’è che l’esperienza rispetto a Google Chromecast cambia parecchio, e devo rimangiarmi la parola (basata un po’ sulla fiducia) verso coloro ai quali avevo detto che acquistare Amazon Fire TV Stick era inutile se si possedeva già Chromecast. Si possono fare maggiori esperimenti e far funzionare applicazioni non compatibili con Chromecast, senza metterci di mezzo una terza parte costituita dagli smartphone o tablet che mandavano il loro Cast verso il televisore, talvolta rimettendoci in qualità e stabilità di segnale (con Plex queste cose si notavano parecchio, soprattutto su flussi streaming esosi).

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione inerente l’articolo, ti ricordo che l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per capire se potesse fare al caso dei miei genitori, ho finito per tenerlo, personalizzandolo per le esigenze di casa mia e di Ilaria!
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Meglio conosciuto come Parental Control o Filtro Famiglia, questo permette generalmente di limitare la visione di contenuti non adatti ai più piccoli di casa. Seppur non presente all’appello (il piccolo in casa, intendo), l’argomento è certamente interessante e merita qualche riga (ne bastano davvero poche). Netflix ha aggiunto la caratteristica da una manciata di giorni, permettendo adesso di specificare un PIN di protezione e un livello di contenuti che è possibile filtrare.

Netflix: abilitare il PIN per la visione dei contenuti 2

Ti basterà puntare il browser all’indirizzo netflix.com/YourAccount e, una volta autenticato, selezionare la voce Filtro famiglia. Da qui ti sarà possibile specificare un PIN a 4 cifre e la soglia oltre la quale quel PIN sarà necessario per poter sbloccare la visualizzazione del contenuto, come già succede con il decoder di Sky o altri dispositivi simili:

Netflix: abilitare il PIN per la visione dei contenuti

Un clic su Salva per confermare la modifica ed è fatta, immediatamente operativa e con la caratteristica fondamentale dell’ignorare il livello impostato sui profili creati sotto lo stesso account (non importa più essere bambino o adulto, qui la legge è uguale per tutti, tanto se si è autorizzati si conosce e inserisce il PIN, il gioco è fatto).


immagine di copertina: unsplash.com / author: Charles Deluvio

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