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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Tu intervieni mettendo a posto un problema davvero molto banale ma che –se lasciato irrisolto– risulta essere alquanto fastidioso. Il problema sembra dipendere da una chiave di registro che in alcuni casi viene toccata e modificata da prodotti di terze parti, intervento che di per sé non è catastrofico, più che altro sgradito ed evitabile.

Se Windows decide di aprire una finestra di Esplora Risorse all'avvio 1

Ho trovato diversi thread in merito nel forum della Community di Microsoft, uno in particolare è quello che ha acceso la lampadina risolvendo poi “l’arcano mistero“, lo trovi anche tu all’indirizzo answers.microsoft.com/en-us/windows/forum/windows_10-files-winpc/file-explorer-opening-on-startup-in-win10/0abb4e16-747f-4f2d-ab2a-81c2e88d76f9, è quello di Fernando Valdivia (9/7/2017 3:19:54 AM, in pagina 2):

Se Windows decide di aprire una finestra di Esplora Risorse all'avvio

Si tratta in pratica di andare a controllare la chiave di registro HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon accertandosi che il valore Userinit corrisponda al classico C:\Windows\system32\userinit.exe o, se si tratta di un client sul quale è installato l’agente Quest Kace (come nel mio caso), che contenga allora C:\Windows\system32\KUsrInit.exe. Se all’interno del valore tu dovessi trovare la somma dei due casi, uno dei due ospiti diventa automaticamente sgradito e colpevole dell’apertura della finestra Esplora Risorse (senza che tu l’abbia chiesta) dopo l’accesso al sistema. Ti basterà ripristinare il corretto valore di chiave per tornare a vivere sereno (e senza la seccatura di dover chiudere finestre non desiderate).

Buon lavoro.

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Sì, ricordi bene (nel caso tu avessi un Déjà vu), avevamo già parlato di questo argomento e della possibilità di mettere a tacere il Lenovo System Update, ottimo programma creato dall’omonimo vendor cinese che però in alcuni casi potrebbe andare a mettere i bastoni tra le ruote al lavoro quotidiano di utenti e amministratori di sistema, e che quindi va usato con attenzione e sotto manutenzione programmata dei client. Torno sull’argomento per parlarti di possibile modifiche meno invasive rispetto alla disattivazione delle sue schedulazioni, che potrebbero andare più incontro al tuo business.

Disabilitare (o modificare) la schedulazione di Lenovo System Update 1

Ti ripropongo parte di un articolo pubblicato in passato, all’interno del quale facevo esplicito riferimento all’abbattimento della schedulazione del software, per poi sfociare in riferimenti a una eventuale modifica della stessa e al relativo manuale Lenovo che puoi usare per gestire al meglio questa utility.

Regedit, XML, GPO

La chiave di registro da modificare è la HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler (su un sistema a 32 bit dovrai escludere la chiave che va a toccare la \Wow6432Node\), il valore è lo SchedulerAbility, che cambierà da YES a NO.

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"

A questo punto dovrai essere tu a decidere se trasformare la chiave di registro in GPO (ti rimando qui) o se farla girare manualmente quando ne hai bisogno (qui trovi la chiave già pronta: app.box.com/s/v4xhf99dx8lxjbi5c0qir2l4gzhtgvpo).

Schedulazione

Se al posto della strada della disabilitazione tu volessi percorrere quella della modifica, ti basterà sapere che all’interno della stessa chiave di registro troverai altri valori modificabili secondo indicazioni già previste e dichiarate da Lenovo. Per muovere i primi passi, ti propongo un elenco di opzioni:

  • Frequency: WEEKLY oppure MONTHLY.
  • NotifyOptions: DOWNLOADANDINSTALLDOWNLOADNOTIFY oppure DOWNLOADANDINSTALL -INCLUDEREBOOT.
  • RunAt: puoi indicare qualsiasi numero compreso tra 0 e 23. Puoi anche scegliere di specificare il formato completo in modalità HH:MM:SS.
  • RunOn: se scegli la modalità MONTHLY, il valore da specificare dovrà essere compreso tra 1 e 28. Per il WEEKLY usa SUNDAY, MONDAY e così via.
  • SchedulerAbility: YES per abilitare gli aggiornamenti automatici.
  • SchedulerLock: SHOW, HIDE, DISABLE oppure LOCK.
  • SearchMode: CRITICAL, RECOMMENDED oppure ALL.

Si tratta di opzioni facilmente intuibili anche senza scendere nello specifico, ma comunque spiegate in maniera più dettagliata (se vuoi approfondire) all’interno del manuale di programma che puoi reperire tramite il sito web ufficiale di Lenovo all’indirizzo download.lenovo.com/ibmdl/pub/pc/pccbbs/mobiles_pdf/tvsu5_mst_en.pdf (di cui ho salvato una copia sul mio spazio box: app.box.com/s/lf4r58grm6igdkxosx5x16zqnbr91dsb), parti con la lettura intorno alla pagina 23.

Buon lavoro!

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HP OMEN 17-w102nl

Gioxx  —  18/06/2018 — Leave a comment

Dopo aver avuto a che fare con un portatile estremamente orientato al business o all’appassionato che vuole avere un prodotto dai molteplici comportamenti e facilmente trasportabile senza troppe rinunce (hardware), oggi ti parlo nuovamente di HP, ma mi sposto nel reparto Gaming, per dare nuova linfa a questa sezione da poco tornata ufficialmente sul mio blog, ti presento HP OMEN 17-w102nl.

HP OMEN 17-w102nl

HP OMEN 17-w102nl

Laptop di fascia alta dedicato al videogiocatore che non vuole vincolarsi al più classico degli spazi in casa (generalmente nella propria camera), HP OMEN 17-w102nl è definibile come postazione “portabile” (dato il suo peso e le generose dimensioni) che può tranquillamente prendere il posto del PC fisso più volte modificato per stare al passo con tempi dettati da chi i giochi li sviluppa, sfruttando ogni tecnologia disponibile di ultima generazione.

Quello dei portatili da gioco è un mercato che ha attratto molto l’attenzione negli ultimi anni, che convince sempre più coloro che non vogliono perdere tempo nella scelta e costruzione del proprio asset videoludico e che hanno la possibilità di investire diversi soldini a ripetizione nell’arco di qualche anno (questo portatile, per fare un esempio, ha più di un anno di vita sulle spalle, con un ottimo processore però fermo alla sesta generazione, con l’ottava già sugli scaffali).

Costruzione

Con una scocca estremamente solida e in grado certamente di sopportare qualche colpo (anche se non è un esperimento che intendo eseguire su questo sample fornitomi), HP OMEN 17-w102nl si contraddistingue per il logo della omonima serie realizzata da HP, pensata appositamente per i videogiocatori fedeli ancora al sistema operativo di casa Microsoft (che poi è lo stesso alla base di Xbox One X, sapientemente modificato e snellito) e alle potenzialità che Windows 10 può esprimere con hardware di alto livello. Monitor da 17,3 pollici con una risoluzione di 1920×1080 pixel a 127 PPI in 16:9 (non è lucido, per la felicità mia e di molti altri utilizzatori). Monta un Intel Core i7-6700HQ (sesta generazione dell’era moderna, Skylake, 12esima se consideriamo la storia complessiva di Intel), con 16 GB di RAM DDR4-2133 (due banchi da 8 GB cadauno) e un’ancora fantastica NVIDIA GeForce GTX 1070 (Laptop) con a bordo 8 GB di RAM dedicati in GDDR5, hardware di elevata qualità che permette di avviare e settare i titoli installati a bordo disco tenendo pressoché tutto al massimo (e non preoccupandosene poi troppo).

Insieme alla dotazione base cito anche il doppio disco (1 TB meccanico, con una memoria PCIe NVMe M.2 SSD da 256 GB).

HP OMEN 17-w102nl 9

Connettività completa di attacco RJ45 LAN (10/1000/1000), WiFi 802.11 a/b/g/n/ac (a/b/g/n/ac) e Bluetooth 4.2, con 3 porte USB 3.1 di seconda generazione, 1 porta HDMI e 1 DisplayPort. C’è anche un lettore di card microSD sulla destra, dove trovi anche l’attacco dell’alimentazione. Jack microfono e cuffie separati (come non ero più abituato a vederli da un po’ di tempo ormai).

La tastiera è estesa, con tastierino numerico e alcuni posizionamenti di HP che non mi hanno mai convinto (e non parlo della serie OMEN, parlo più in generale), retroilluminazione rossa che è possibile disattivare ma non regolare (c’è o non c’è, a risposta secca), certamente accattivante e che forse stona con quel led bianco del pulsante di accensione, un po’ fuori dal coro. Touchpad con giusto affondo ma al quale mancano i due pulsanti di selezione tipici (sinistro / destro, chiaramente) che va un po’ in contrasto con la mia idea di comodità durante l’utilizzo (soprattutto durante un trascinamento).

Audio Bang & Olufsen, con tecnologia HP Audio Boost e ben quattro altoparlanti, posso assicurarti che la resa è davvero ottima considerando che non si ha a che fare con altoparlanti esterni o sistemi ben più complessi.

Gioco

Ho messo alla prova HP OMEN 17-w102nl con alcuni titoli a cui tengo parecchio (Forza Horizon 3 e Forza Motorsport 7) ma anche con una novità che ho iniziato a giocare proprio in questi giorni e che ancora deve entrarmi nelle corde: Fortnite.

In ogni caso ho sempre usato qualità massima del dettaglio e nessun compromesso, mettendo sotto stress la macchina e il relativo sistema di raffreddamento che va a fare da colonna sonora un po’ di tutta la sessione di gioco e registrazione Clip. A tal proposito, ti propongo qui di seguito un paio di video catturati in gioco, avrei voluto caricare anche il terzo ma durante l’esecuzione di Forza Horizon 3 ho avuto diversi problemi di stabilità e non mi è mai riuscita, un dettaglio assolutamente seccante che non mi sarei aspettato. In tutti i casi ho sempre usato Windows 10 aggiornato all’ultima versione stabile (1803) e i controlli integrati di Xbox Layer richiamabili tramite la combinazione tasto Windows + G. Ah già, a proposito di Xbox: ho collegato e usato sempre uno dei miei controller Xbox One (che Windows 10 ha immediatamente riconosciuto e installato).

In conclusione

Una macchina dalle prestazioni ancora oggi molto più che accettabili (il livello è ancora più elevato di tante altre macchine presenti lì fuori sul mercato), e con un prezzo che rispecchia il tipo di hardware che ci si sta portando a casa, pagando pegno anche per il fatto di scegliere una macchina più facilmente trasportabile rispetto all’impacchettare tutta la propria “strumentazione fissa“. HP OMEN 17-w102nl balla intorno ai 2000€ “chiavi in mano ed è ancora disponibile in tante catene di commercio della grande distribuzione ma anche online (Amazon in primis).

Scheda tecnica completa disponibile sul sito web ufficiale di HP all’indirizzo support.hp.com/it-it/product/omen-by-hp-17-w100-laptop-pc/12499486/document/c05346014, io mi ritengo abbastanza soddisfatto (salvo quelle piccole pecche di cui ti ho già parlato, alle quali forse aggiungerei la configurazione ibrida con un SSD oggi ormai piccolo) e sono pronto a farlo tornare all’ovile, dopo essermi divertito a rimettere in pista quella modalità di gioco che ormai da tanti anni ho abbandonato (diciamo che la valvola di sfogo predefinita è Xbox, che trova spazio sotto al televisore della sala) :-)

Alla prossima!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da HP, torna all'ovile al termine del test.
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Recita il sito web ufficiale: “Dism++ can be considered as a GUI frontend of DISM, but it is based on low-level Component Based Servicing (CBS) interface instead of DISM API or DISM Core API.” e, in effetti, si tratta di un’interfaccia grafica che va a operare con strumenti che hai già a disposizione nel tuo sistema operativo (DISM / CBS), ma che probabilmente non sai utilizzare al massimo delle loro potenzialità e muovendoti con quel pelo di sicurezza in più che vorresti avere. Dism++ ti permette di operare le tue modifiche e i tuoi interventi in maniera più controllata e meglio spiegata.

Dism++: pulizia e gestione profonda del disco e del tuo Windows 1

Dism++

Scaricabile gratuitamente e compatibile con sistemi Vista (!!), 7, 8.1 e 10 (qui il download diretto per 32 e 64 bit, da quel momento in poi il programma potrà aggiornarsi autonomamente su tua conferma senza necessità di andare a scaricare manualmente i nuovi pacchetti), Dism++ nasce come utility portable, senza necessità quindi di essere installata sul sistema che la ospita (comoda da avere a portata di mano su chiave USB o cartella Dropbox / di rete).

Una volta avviato, Dism++ ti permetterà di muoverti subito tra le voci di menu disponibili nella colonna di sinistra. Tra le più importanti sicuramente c’è quella relativa alla Pulizia disco per la rimozione di file di cui “puoi fare a meno“, l’Avvio Automatico e i Servizi, la gestione delle User Appx / Provisioned Appx, le applicazioni installate da Store o passate in provisioning da Windows 10 alla creazione di un nuovo utente locale (cosa solitamente gestibile via PowerShell, non per tutti), e molto (ma molto) altro ancora, anche strumenti che non ti aspetteresti di trovare in un tool di questo tipo (come l’estrazione / creazione dei file ISO partendo dal contenitore ESD).

Nell’Ottimizzazione Sistema potrai invece trovare diverse opzioni per la modifica del comportamento del SO, anche voci particolarmente delicate diversamente intoccabili per un Sistema pensato come “AAS” (As A Service) da Microsoft. Puoi intervenire sul comportamento di Windows Update, ma anche sul riavvio automatico in caso di problemi (BSOD) o l’avvio rapido. Voci attentamente raccolte e organizzate per categoria, alle quali dovrai prestare particolare attenzione (e ti consiglio di evitare modifiche a meno che tu non sappia molto bene cosa stai andando a fare). Da qui in poi la scalata verso Driver (e possibile rimozione completa), gestione delle applicazioni o delle funzionalità installate (molto simile a quella visibile via Pannello di Controllo) e gestione degli aggiornamenti installati è cosa del tutto prevedibile e naturale (ma pericolosa in ogni caso, sempre occhi ben aperti e mouse non troppo a portata di clic).

Prima di concludere, un doveroso passaggio per le funzionalità di riparazione dirette di DISM (già previste da riga di comando e parzialmente anche da GUI di Windows 10), quelle che potrai trovare facendo clic sulla voce Recupero. È da qui che potrai facilmente lanciare la ricerca di errori operata da DISM ed eventualmente la riparazione completa dell’immagine di sistema, così come potrai effettuare un backup o un restore dello stato attuale della tua macchina, utile –magari– prima di operare modifiche che potrebbero mettere a rischio la tua postazione, il tutto sfruttando comandi sempre disponibili da riga di comando, di cui spesso si ignora l’esistenza, o con i quali non ci si vuole mettere alla prova.

Dism++: pulizia e gestione profonda del disco e del tuo Windows 8

Lo avrai capito: Dism++ è un coltellino svizzero dall’indubbia utilità, che può davvero renderti la vita più facile e salvarti in situazioni critiche, ma che –come ogni lama– porta sempre con sé quel rischio intrinseco di un taglio non previsto, nonostante tutta l’attenzione dedicata alle operazioni lanciate. Tienilo a portata di mano e leggi attentamente le informazioni che ti presenterà davanti agli occhi e, nel caso non dovesse farlo, cerca in rete consigli e documentazioni che possano meglio esplicarti pro e contro di ogni operazione che vuoi portare a termine.

Buon lavoro.


In caso di problemi con il download del pacchetto ufficiale, puoi salvarne una copia prendendola dal mio account Box, che ospita la versione 10.1.1000.70 (CbsHost 10.1.1000.62, NCleaner 10.1.1000.62, WimGAPI 10.0.17134.1, disponibile all’URL app.box.com/s/0661r8e09hmmbtzxkm2iwf0sc63hi6am.

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Questo perché, nonostante tu abbia fatto tutto come al solito, se sei utente standard (di dominio o locale senza però permessi amministrativi), non basta più schedulare l’evento tra quelli portati a termine da Windows (e vale anche se ereditati da Windows 7, magari durante un upgrade in-place). È questo ciò che mi è capitato su una macchina controllata, la quale con Windows 10 ha smesso di eseguire il suo lavoro durante la pausa pranzo (una semplice copia di file da disco locale a disco di rete, quest’ultimo sotto backup contrariamente al primo).

La spiegazione c’è ed è abbastanza semplice.

SyncBack: i backup programmati non partono su Windows 10

Il riferimento da tenere sotto mano è quello proposto dalla documentazione ufficiale di programma: 2brightsparks.com/syncback/help/creatingaschedule.htm

In particolare, alcuni passaggi riferiti al Sistema Operativo più recente di Microsoft:

Starting with Windows 10, you cannot create a schedule with the Do not store password setting unless you are an administrator. This is a security restriction implemented by Microsoft with Windows 10.

E anche:

You should also make sure the user account has the necessary Windows user rights. To do this, run the Local Security Policy control panel applet (in the Administrative Tools section of the control panel). If you are using the home version of Windows then you may not have access to the Local Security Policy control panel applet (Microsoft have removed the feature from home versions of Windows).

Make sure that the user account has the following user rights:

  • Act as part of the operating system
  • Log on as a batch job
  • Log on as a service

Make sure the user account is not listed in the following user rights:

  • Deny logon as a batch job
  • Deny logon as a service

Volendola fare più semplice rispetto alle tante proposte trovate online e nelle GPO di Windows, vuol dire inserire l’utente proprietario di quel backup (l’utilizzatore comune della macchina, nda) all’interno del gruppo Backup Operators locali di Windows 10. Puoi anche scegliere di evitare futuri problemi e inserire il gruppo Authenticated Users all’interno di Backup Operators, così da permettere a tutti gli utenti della macchina (locali, ma anche di dominio) di utilizzare correttamente SyncBack.

Per farlo, ti basterà lanciare (Start → Esegui) compmgmt.msc (si tratta del pannello di Gestione computer), spostarti sotto Utenti e gruppi localiGruppi e aprire Backup Operators. Aggiungi l’utente che ti interessa far funzionare all’interno di questo gruppo, il gioco è già fatto.

SyncBack: i backup programmati non partono su Windows 10 1

Attendi ora che arrivi l’ora stabilita per la partenza dell’evento programmato e verifica che tutto torni a funzionare come un tempo.

Buon lavoro.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Erda Estremera

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