Archives For Microsoft Windows 10

Chiariamo subito la mia personale posizione: ho quasi sempre odiato Apple Software Update e il suo modo di presentarsi a casa (a monitor, sul proprio PC), a tradimento, rompendo le scatole all’utilizzatore. Detto ciò, è fondamentale aggiornare il software per evitare che bachi di sicurezza mettano in pericolo l’incolumità del sistema operativo e dei tuoi dati. Se l’intenzione è quella di evitare la comparsa del popup classico di Apple Software Update su Windows 7 (perché magari hai intenzione di fare un giro completo di aggiornamenti una volta al mese per ogni programma installato, per esempio), ti basterà lanciare l’Utilità di pianificazione e andare a disabilitare la voce relativa ad AppleSoftwareUpdate (sotto Libreria Utilità di pianificazione → Apple):

Disabilitare Apple Software Update su Windows 1

Se il tuo Sistema Operativo è invece Windows 10, il mio consiglio è quello di passare alla versione del programma scaricabile da Store, la quale andrà a disinstallare quasi del tutto autonomamente quella del vecchio tipo:

iTunes
iTunes
Developer: Apple Inc.
Price: Gratis+

Questa si aggiornerà in automatico, senza necessità dei diritti amministrativi e ogni volta che ce ne sarà bisogno, in background, non disturberà e non chiederà costantemente la tua attenzione, una situazione di “win-win” alla quale difficilmente oggi rinuncerei.

Se invece stai lavorando su un sistema macOS, il consiglio è quello di evitare di bloccare in generale gli aggiornamenti di AppStore, poiché questi contengono anche patch di sicurezza. Non puoi filtrare esclusivamente iTunes, sarai costretto a chiedere di non eseguire automaticamente gli aggiornamenti di tutte le applicazioni di AppStore, si fa dalle Preferenze di Sistema → App Store:

Disabilitare Apple Software Update su Windows

Lo screenshot è catturato da una mia macchina virtuale in inglese, poco cambia rispetto alla localizzazione italiana, si capisce comunque benissimo (togliendo l’opzione evidenziata in giallo, non aggiornerai automaticamente le applicazioni installate sulla macchina).

Buon lavoro.


fonte: technipages.com/disable-apple-software-update-screen

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sourcecode-vbscriptAvevo parlato di cambio Description PC da remoto nell’ormai lontano 2016, l’ho sempre fatto con un VBS che tenevo a portata di mano nei miei strumenti. Ma se quegli strumenti non dovessero essere disponibili su una macchina diversa dalla mia? Diciamo che è più semplice trovare (o scaricare) un PSExec e collegarsi al prompt remoto, per poi lanciare un comando molto semplice che modifica -come il VBS- il medesimo parametro.

Hai già effettuato il collegamento via PSExec al prompt remoto? D’accordo, procediamo. Per verificare l’attuale descrizione impostata sulla macchina, ti basterà lanciare il comando net config server, e osservare ciò che compare in corrispondenza della voce “Commento server” (come nell’immagine qui di seguito).

Modificare la descrizione di un PC da Command

A questo punto, per modificare la descrizione, dovrai eseguire un net config server /srvcomment:"Nuova descrizione". Modifica Nuova descrizione con il testo che ti interessa, mantieni gli apici e assicurati che non ci siano spazi tra i due punti e l’apertura degli stessi (:"). Salvo errori, riceverai conferma della modifica a video e potrai ora verificare tu stesso il buon esito dell’intervento lanciando ancora una volta il comando net config server.

Se al posto di questo metodo alternativo vuoi mantenere quello basato su VBScript accomodati, ti rimando al vecchio ma ancora valido articolo che avevo scritto e pubblicato due anni fa :-)

VBS: cambiare la descrizione di un PC da remoto

Buon lavoro!


fonte: lifeofageekadmin.com/changing-windows-computer-description-from-a-command-prompt

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Che si tratti di testo e non, talvolta ti può capitare di dover o voler mettere in evidenza un particolare all’interno di un’immagine che stai caricando sul blog, o magari inserendo all’interno di un documento che intendi condividere con qualcuno a cui spiegare una determinata cosa. Per fare ciò utilizzando GIMP, c’è un metodo abbastanza rapido che richiede solo qualche passaggio e un nuovo livello da applicare all’immagine che stai lavorando. Ti spiego rapidamente come fare.

macOS: Gimp 2.10 (non ufficiale)

Le immagini e il video che vedrai fanno riferimento a McGimp su macOS (che ho usato durante la stesura dell’articolo e la registrazione del monitor), ma nulla cambia rispetto alla versione ufficiale che utilizzi abitualmente sulla tua macchina Windows.

Evidenziare un particolare

Do per scontato che tu abbia già scelto il colore che utilizzerai per evidenziare il particolare che ti interessa sull’immagine in lavorazione (in caso contrario fai clic sul colore primario nella colonna di sinistra, e modifica la tua scelta puntando il colore con il mouse o inserendo manualmente il codice HEX che desideri), io ho scelto molto banalmente un giallo pieno, non in stile evidenziatore (#ffff00).

Fatto ciò, utilizza lo strumento di selezione dell’area e raccogli al suo interno ciò che vuoi mettere in evidenza. Fai ora clic con il tasto destro su quest’area e applica un nuovo livello all’immagine, quindi trascina il colore primario al suo interno; questa operazione applicherà un colore all’area che coprirà anche il testo posto sotto. Ora, assicurandoti che il livello sia ancora selezionato, fai clic sul menu Modalità (nella colonna di destra, in alto) e scegli la voce Moltiplica. Questo ti permetterà di riportare nuovamente in primo piano il testo che avevi precedentemente coperto, lasciando però che quell’area rimanga evidenziata, che poi è esattamente (spero) ciò che volevi ottenere come risultato.

Per rendere la spiegazione più semplice, ho catturato il mio monitor durante l’operazione di preparazione di un’immagine che mi serviva inserire all’interno di un articolo del blog (quello dedicato al Mi Band 3, che ti consiglio di leggere se non lo hai ancora fatto!), realizzando così un video che ho caricato sul mio canale YouTube, te lo mostro qui di seguito:

L’operazione è davvero molto semplice e veloce, inutile dire che allo stesso nuovo livello immagine potrai aggiungere ulteriori aree da mettere in evidenza (non serve assolutamente creare più livelli) all’interno della stessa immagine in lavorazione. In caso di dubbi puoi sempre usare l’area commenti qui di seguito, io ringrazio a mia volta chi il metodo l’ha spiegato pubblicamente (in lingua originale, inglese), dal quale ho tratto la versione localizzata sul mio blog.


fonte: gimplearn.net/viewtopic.php/Highlighting-an-image-text-in-GIMP?t=49

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Un problema tanto banale quanto fastidioso che ho avuto migrando i contenuti del vecchio al nuovo portatile lavorativo: uso il Remote Desktop Connection Manager (più facilmente: RDCMan) per collegarmi rapidamente ad alcune delle macchine dell’azienda (quelli più d’uso comune), e aprendo il file RDG per la prima volta sul nuovo PC, mi ritrovo davanti a una nutrita serie di errori riguardanti tutti lo stesso argomento, il mancato decrypt delle password d’accesso precedentemente salvate (Failed to decrypt using $$ credential).

RDCMan: risolvere il problema del decrypt password

Il file RDG altro non è che un XML modificabile con Notepad++, il quale con un’espressione regolare può cercare ed eliminare i campi logonCredentials che contengono –tra le altre cose– anche le password custom precedentemente salvate. Così facendo non otterrai più errori in apertura di RDCMan, tuttalpiù ti toccherà inserire nuovamente quelle password non decriptate.

Apri il file RDG con Notepad++, lancia un “Cerca e sostituisci” (CTRL+H), quindi inserisci nel campo “Trova” l’espressione <logonCredentials[\s\S]*?<\/logonCredentials>, lasciando invece vuoto il campo “Sostituisci con“. Assicurati di selezionare “Espressione regolare” nel tipo di ricerca e fai partire la sostituzione:

RDCMan: risolvere il problema del decrypt password 1

Salvo errori, la sostituzione produrrà un numero di risultati che varia in base a quante password personalizzate hai salvato nel tuo file. Puoi ora chiudere Notepad++ e riaprire RDCMan, per verificare che questo non ti dia più errori a video. Se così non fosse, assicurati che non ci siano ulteriori tag password dichiarati (se così fosse, ti basta cancellarli lasciando solo <password></password> dove presenti).

Buon lavoro.


crediti: community.spiceworks.com/how_to/116471-fix-remote-desktop-connection-manager-rdcman-failed-to-decrypt-error

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Seppur rientrato da qualche giorno ormai, le ferie ti portano ad avere quegli strascichi difficili da scrollarsi di dosso, e la medesima carica di un lombrico che deve scalare l’Everest, senza considerare la gran quantità di posta elettronica e questioni da riprendere in mano dopo l’assenza. Per questo motivo le trasmissioni ufficiali sono rimandate alla prossima settimana, e nell’attesa non posso fare altro che proporti qualche piccola pillola, più semplice da digerire :-)

Quella di oggi in realtà è una nota di Chrome, il browser di Google, il quale si integra ancora più con le notifiche di sistema (nel mio caso Windows 10, ma potrei dirti lo stesso per Linux e macOS) grazie all’utilizzo –oggi– di un flag sperimentale, il quale passerà prossimamente a essere comportamento predefinito di questo software.

Chrome: passare alle notifiche native di sistema (Windows 10)

Per poter abilitare la nuova funzione aggiorna il tuo Chrome all’ultima versione, quindi “visita” l’URL chrome://flags/#enable-native-notifications e modifica la voce del menu a tendina portandola su Enabled.

Chrome: passare alle notifiche native di sistema (Windows 10) 2

La modifica è immediatamente operativa, le notifiche compariranno ora in basso a destra come qualsiasi altra legata al sistema operativo e alle altre applicazioni di terze parti precedentemente integrate. Potrai controllarle direttamente dal gestore notifiche di Windows 10 (e la medesima cosa, come già detto in apertura articolo) potrai farla da Linux o macOS.

Buon proseguimento di giornata! :-)

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