Archives For Bluetooth

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

C’è un vero e proprio overflow di informazioni lì fuori. Io arrivo volutamente adesso, perché finalmente ci siamo. Samsung Galaxy S8 (e ovviamente S8+) debutta sul mercato per coloro che lo hanno pre-ordinato e chi ha costretto un corriere di Amazon Prime Now a lavorare tra le 00:00 e le 02:00 della notte a cavallo del 19 aprile, per tutti gli altri bisognerà aspettare il prossimo 28 aprile. Questo è il mio pezzo, dopo circa un mese di convivenza con S8, il (più che) degno erede del mio S6, sostituto di un S7 dalle vendite record (aiutate da un Note 7 parecchio sfortunato).

Samsung Galaxy S8: Unbox your phone

Samsung Galaxy S8

Si, ero alla presentazione di S8 al Samsung District, al termine della quale ho ricevuto il mio terminale, quello sul quale ho fatto convogliare tutto il mio mondo Google (e non solo) e che la sera stessa è diventato il mio smartphone, per metterlo davvero alla prova, per capirne pregi e difetti, per affrontare insieme la giornata lavorativa e anche il weekend di sola famiglia e amici.

Volendo provare a seguire il mio punto di vista e la lista che ho stilato nell’articolo di qualche giorno fa, provo a descriverti al meglio Galaxy S8 (tieni presente che S8+ varia per alcune caratteristiche fisiche, rimane assolutamente identico per funzioni e software di base), provando a lasciare il (poco trascurabile, davvero) dettaglio riguardante il prezzo, relegandolo a fondo articolo come si fa con il conto al ristorante.

Android Nougat e personalizzazioni

Android 7.0 è il sistema operativo alla base di Samsung Galaxy S8. Non 7.1 e neanche 7.1.2 (probabilmente impensabile visto i pochi giorni di vita di quest’ultima). Samsung ha scelto di montare la prima versione dell’ultimo SO mobile di Google (agosto 2016, nda), cercando di tappare ogni possibile falla, personalizzandola in maniera non eccessivamente invasiva.

Non a tutti piace l’Android Experience nuda e cruda, è vero, ma sarebbe la giusta via per mantenere un ciclo di rilascio e aggiornamento più rapido, permettendo inoltre un’inferiore frammentazione del mercato, un ragionamento che fatica davvero a entrare nel DNA dei produttori (o semplici assemblatori) hardware. La “Samsung Experience” (così definita) a bordo del terminale (a ora che sto scrivendo) è la 8.1.

Ciò che probabilmente spiazza di più è la parte relativa alla Manutenzione del dispositivo, un agglomerato di voci che solitamente si trovano sparse altrove, e che vengono raccolte sotto uno stesso tetto per permettere all’utilizzatore di modificare il comportamento dello smartphone, di adattarlo alle proprie esigenze, di intervenire sulle sue prestazioni (che già nella modalità “Ottimizzata” sono fantastiche, tanto per dire):

Oltre questa eccezione, troverai il menu delle Impostazioni particolarmente comodo. Questo tenta di raggruppare tutto nella migliore maniera possibile (e spesso lasciando invariato il lavoro già svolto da Google, seppur modificandone in meglio la pura estetica), lasciando però un’ancora di salvezza che consiste nel box di ricerca in alto a destra richiamabile dall’icona della lente di ingrandimento.

Ulteriore personalizzazione Samsung è tutta la parte relativa al Cloud, sezione in cui troverai i riferimenti al Samsung Cloud e Profilo personale oltre a quelli nativi di Google. In quanto cliente Samsung, avrai a disposizione dello spazio sui loro server, utile per salvare i tuoi dati personali e trasferirli più facilmente su un diverso dispositivo Samsung (in futuro, o anche nell’immediato presente se Galaxy S8 non sarà il tuo unico terminale, o se intendi migrare da un vecchio smartphone dell’azienda coreana).

Samsung Galaxy S8: Unbox your phone 3

Nella stessa schermata troverai Smart Switch, funzione che ti permetterà -attraverso procedura guidata- di “clonare” il tuo vecchio ambiente di lavoro migrando in sicurezza i dati dal vecchio al nuovo smartphone, tramite cavo oppure connessione sotto la stessa rete (e non solo, ma maggiori dettagli sono disponibili all’indirizzo samsung.com/it/support/smartswitch). Io ho scelto di ripartire da “zero” (si fa per dire) facendo fare a Google il lavoro sporco, il quale ha quindi ripristinato tutte le mie applicazioni e buona parte delle impostazioni. Ai contenuti ci ho pensato in seguito, la quasi totalità è ospitata in cloud ed è sempre facilmente recuperabile.

Come non parlare poi di Bixby? L’assistente sviluppato da Samsung arriva in Italia solo in parte. Pronta l’interfaccia grafica e la parte relativa alla ricerca di un prodotto che si inquadra tramite la fotocamera (anche se perde colpi abbastanza facilmente), non pervenuto il set di comandi vocali che non sono ancora disponibili al lancio, che si presume arriveranno invece per fine anno (forse, circa, chi lo sa). Samsung ci crede talmente tanto (in Bixby) che gli ha dedicato uno dei (pochi) pulsanti fisici del telefono, è quello che si trova sulla sinistra, sotto a quelli del volume.

Il comportamento di quel tasto è apparentemente modificabile e ci ho provato riuscendoci (utilizzando All in one Gestures), ma poi torna all’ovile al successivo riavvio o in seguito a un aggiornamento del sistema, quindi in fondo non penso ne valga la pena (e tutto sommato Bixby Hello, la pagina principale che viene lanciata da quel tasto, è anche utile).

All in one Gestures
All in one Gestures
Developer: YS Liang
Price: Free+

Prova a dare una possibilità a Bixby (c’è gente che lo ha portato anche su altri modelli di smartphone Samsung, non è bello ma piace direbbe qualcuno), magari non te ne pentirai, io non ancora trovato un motivo per farlo. Magari sarà bello tornare sull’argomento quando ci sarà più carne sul fuoco (e magari più possibilità per noi italiani).

Dimensioni

Se Samsung Galaxy S8 propone i suoi 148.9 (altezza) x 68.1 (larghezza) x 8.0 mm di spessore (155 grammi il suo peso) e una diagonale da 5,8″, il Galaxy S8+ arriva a 159.5 x 73.4 x 8.1 mm (173 grammi) e una diagonale da 6,2″. Sono dimensioni importanti, non semplici da tenere a bada (non subito almeno), ma chi è già abituato a un S7 o più in generale a uno smartphone tendente al phablet (o alla serie Note, tanto per dire) non farà fatica ad abituarsi rapidamente. Io mi sono abituato dopo qualche tempo, passando da S6 a S8.

Samsung Galaxy S8: Unbox your phone 2

Galaxy S8 (e ancor di più S8+) propone uno schermo completamente edge, arrotondato quindi da ambo i lati, dando quella sensazione (che in realtà solo sensazione non è) di un monitor senza l’abituale limite imposto dalla cornice, molto delicato, alimentando una paura costante e un senso di ansia che ti alita sul collo perché credi che ti scivolerà via in qualsiasi momento, cadendo e rompendosi rovinosamente (e auguri con la riparazione).

Ciò che ti riporta sulla terra è però proprio quello stesso monitor, che senza più un pulsante fisico in facciata ha potuto dare il meglio di sé, espandendosi oltre i comuni limiti, portando in dono (un po’ come i Magi ma con il conto a tuo nome) una risoluzione da 2960×1440 pixel, in un 18,5:9 Quad HD+ Super AMOLED che ci puoi provare, ma al momento di meglio non ce n’è. Mettila così, puoi modificare la risoluzione (risparmiando qualcosina sulla batteria), portandola a un più “comune” (?) Full HD + (2220×1080) senza accorgerti della differenza, almeno a occhio nudo.

Fa parte del comparto display anche la funzione di Always On, quella che con un nero assolutamente perfetto (ma davvero) e un testo fioco che non disturba neanche di notte, ti permette di tenere in primo piano informazioni di base (tipo l’ora, tanto per fare un esempio) e le icone delle applicazioni che hanno quindi generato notifica. Dopo qualche giorno di test, ho scelto di non tenere più attivata la funzione. Il consumo di batteria è davvero nullo, impercettibile, cosa buona per chi quindi è abituato a farne uso quotidianamente e non vuole rinunciarci.

Sempre su quel display, il pulsante centrale in fondo c’è seppur virtuale, ed è attivabile con una pressione un pelo più decisa, come già succede per gli iPhone con il loro force-touch. Ti dà un buon feed tattile, gradevole, immediato, a quel punto ti basterà lanciare uno slide verso l’alto e sbloccare il Galaxy S8 tramite riconoscimento delle iridi o codice numerico, per lo sblocco con l’impronta ti toccherà utilizzare il lettore di impronte posto sul retro, vicino la fotocamera, ma di questo ne parliamo meglio tra poco.

E le prestazioni?

Se non lo avessi ancora capito, Samsung Galaxy S8 scende in campo con una dotazione che dovrebbe farti dimenticare ogni possibile problema legato al tuo smartphone attuale, se mai decidessi di acquistarlo.

Con un processore Exynos Serie 9 8895, octa-core a 2.3 GHz a 10nm (sigle sempre difficili, ma ti basti sapere che si tratta di una tecnologia di ultimissima generazione che scalda poco e rende moltissimo, passi da gigante rispetto a solo due anni fa, tanto per dire) che fa coppia con una GPU Mali-G71, 4 GB di RAM LPDDR4 e 64 GB di memoria interna nella quale puoi conservare i tuoi dati (e che puoi espandere fino a un massimo di 256 GB tramite scheda microSD), hai un set di armi che dovrebbero permetterti di abbattere qualsiasi barriera, sia essa applicativa pura o gaming (se ti scappa il figlio che ti ruba il telefono dalla tasca e si mette a giocare a Real Racing, che è parecchio esoso in termini di prestazioni).

Mettila così: anche se utilizzi molte applicazioni (e diversi giochi), scatti fotografie o giri video in continuazione (Google Photo è sempre lì eh, usalo!), porti in giro della musica che non proviene da Spotify (sacrilegio!), 64 GB ti devono bastare, altrimenti c’è un problema di fondo (ma poi chissenefrega, comprati una microSD e montala come espansione di memoria gestita dal sistema!).

Lode anche al comparto connessioni, che con bluetooth di quinta generazione (5.0 con LE/EDR/A2DP/aptX) permette la connessione contemporanea a due dispositivi, che riceveranno pressoché contemporaneamente l’audio in uscita dal telefono, e che non ne aumenteranno particolarmente i consumi (è molto ottimizzato). Connettività Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac 2.4+5GHz, che ti permetterà di sfruttare pienamente la tua connessione casalinga (i risultati da me con fibra FTTH sono eccezionali) e che, nel caso ti trovassi fuori, ti farà appoggiare sul suo hotspot per navigare rapidamente sul web. Il chip NFC, poco utilizzato sul Galaxy S6, torna comodo per associare rapidamente periferiche di terze parti ma anche per i pagamenti, in vista (si spera) di Samsung Pay un domani (anche questo potrebbe arrivare entro l’anno in corso).

Volendo inserirlo di straforo in questo paragrafo, ti ricordo che Samsung Galaxy S8 e S8+ sono certificati IP68. Trovi la spiegazione dei livelli su Wikipedia, ti basti sapere che lo smartphone sopporta agilmente la polvere ma anche l’immersione completa in acqua fino a 1,5 mt per 30 minuti, come riportato anche sul sito ufficiale del prodotto.

Batteria

3000 mAh. L’ho messa alla prova, più e più volte, ho sofferto insieme a lei in particolari condizioni, ho avuto sempre a portata di mano una PowerBank per evitare di rimanere appiedato (l’ho usata solo una volta, in calcio d’angolo e perché avevo realmente ignorato l’avviso di batteria quasi scarica prima di uscire di casa), ho esultato quando ha superato i due giorni lontana da un alimentatore senza troppa fatica. Ho più volte inviato screenshot dei consumi a un amico sufficientemente fissato (per molti di quel gruppo è un “fanboy”, nda) con Samsung, che non vede certamente l’ora di mettere le mani sul suo prossimo Galaxy S8 e che vuole sapere già tutto subito.

Agevolo qualche scatto giusto per capirci al volo:

A me questa batteria (abituato con ben altro, parecchio meno duraturo) piace, secondo me lavora bene e la continua ottimizzazione offerta da Nougat aggiunge quel tocco necessario per arrivare a fine giornata e dimenticarsi di mettere sotto carica il Galaxy S8, anche se con la ricarica rapida il processo dura molto poco e ti permette di arrivare al 100% in circa un’ora, dicendo addio alle lunghe attese per poter riprendere in mano il proprio terminale (che se sei in casa importa poco, ma se devi scappare via di casa la storia cambia!).

Si poteva fare di meglio? Certo (la dimostrazione è Galaxy S8+), ma è probabile che la società abbia scelto di limitarsi un pelo visto quanto accaduto con Note 7. Il tutto senza considerare che il processore di Galaxy S8 e S8+ arriva a consumare (secondo stime Samsung) fino al 40% in meno rispetto al passato (e questo si sente, ai fini della carica residua della batteria). Di certo bisognerà attendere (non qualche ciclo, ma l’anno di vita circa) per trarre giuste conclusioni a riguardo.

A proposito di sblocco

Te l’avevo promesso. Anticipato prima, ora si parla di sblocco, non molto in realtà, ma è giusto spendere qualche parola. Te la faccio semplice, un elenco puntato basta e avanza:

  • lo sblocco con il riconoscimento delle iridi funziona, ma se hai gli occhiali devi spesso toglierli. Se la luce fa riflesso sul monitor le possibilità di arrivare a uno sblocco rapido calano drasticamente, e la stessa sorte ti tocca se tenti lo sblocco al buio (nonostante il led rosso che prova a dare un minimo di illuminazione alla ricerca dei tuoi occhi), è sicuramente una bella novità ma ha ancora bisogno di qualche ritocco, forse.
  • Il lettore di impronte è posto sul retro del telefono (ovviamente), vicino alla fotocamera. Lo hanno già detto tutti ed è una delle poche cose alle quali ci si attacca per dire che “così fa schifo“. È vero, se lasci Galaxy S8 nudo e crudo come mamma l’ha pensato. Tutto questo decade (fortunatamente) se scegli di utilizzare una custodia protettiva per lo smartphone. Io ne ho scelta una perfetta per lo scopo, lo protegge e mi riesce a dare il giusto limite per prendere in pieno il lettore di impronte senza sporcare la fotocamera:
  • C’è il riconoscimento del volto. Non usarlo, puoi ingannarlo abbastanza agilmente con una fotografia, d’altronde i tratti sono quelli, e se la foto è nitida è un ottimo punto di partenza. Ne hanno parlato in tanti, è una cosa abbastanza normale (è così praticamente da sempre, non l’ha certo inventato Samsung).
  • Puoi ancora usare il PIN, funziona, è sempre una buona via d’uscita, cerca di sceglierne uno difficilmente indovinabile (anche per tentativi), ma che sia semplice da ricordare per te (evita la data di nascita tua o della moglie, e anche quella del figlio, sono tutti dati che qualcuno può recuperare senza troppa fatica).

Piccola nota a favore dello sblocco con impronta digitale: se poggi il tuo dito sul lettore e attendi (basta un secondo) lo schermo si sblocca immediatamente, senza necessità di accenderlo prima. So che è banale, ma ti assicuro che ti entra in testa dopo poco e ti permette di tornare ai tempi dello sblocco rapido ai quali eri abituato.

Altro da dichiarare?

USB-C

Beh, si, ci sarebbe da scrivere per molto altro tempo e diverse altre righe. Posso dirti che per caricare (o collegare al PC) Galaxy S8 ti servirà un cavo USB-C, e che all’interno della scatola dello smartphone ne troverai uno già pronto, insieme al solito caricabatterie da muro che eri già abituato a vedere nella precedente generazione Samsung, ma troverai anche un paio di adattatori che ti permetteranno di utilizzare “vecchi” cavi microUSB o USB standard con un ingombro assolutamente trascurabile.

Io ho scelto di non rinunciare ai cavi che avevo già in giro, e ho acquistato una piccola scatola contenente 3 adattatori da microUSB a USB-C, della Aukey, la trovi su facilmente su Amazon:

Così facendo sono riuscito ad avere nuovamente in giro 5 cavi pronti per poter ricaricare facilmente il mio terminale.

Audio

Dopo aver già parlato del bluetooth 5.0 (e averlo inserito nei pro del prodotto), bisogna riportare la prima pecca (perché non si vive certo di sole lusinghe). Lo speaker di Galaxy S8 e S8+ è singolo, posto sul lato inferiore destro dello smartphone. Scelta obbligata o meno, è comunque un punto a sfavore che ti costringe alla solita mano “a coppetta” quando vuoi ascoltare un file audio o vedere un video e il livello del volume non ti basta (perché magari ti trovi in un ambiente molto rumoroso).

Resta fortunatamente buono il livello della chiamata in vivavoce, con pulizia del rumore di fondo.

Samsung, forse per farsi perdonare, o semplicemente per giustificare un prezzo così alto, include degli auricolari in-ear AKG nella scatola. Suono pieno, pulito, preciso. Realizzati in cordura, non si avvolgono neanche per sbaglio, ti faranno così risparmiare del tempo quando li metterai via di fretta e li riprenderai solo qualche ora dopo, con altrettanta fretta, perché magari hai una telefonata importante e ti servono gli auricolari per avere le mani libere ;-)

Comparto fotografico

Passa l’esame a pieni voti. In condizioni di luce ottimale ma anche di luce scarsa / notturna, Galaxy S8 riesce a realizzare scatti precisi, mai mossi, dai colori brillanti ma mai troppo esuberanti. La rapidità dell’autofocus è eccezionale. Fotocamera posteriore da 12 Megapixel, 8 quella anteriore, registra video fino a 4K mantenendo i 30 fps. Lascio parlare le immagini, ne ho caricate alcune tra quelle scattate nell’ultimo periodo:

Si, ma il prezzo?

È qui che si conclude l’articolo, con la pecca forse più grande. Il prezzo. Samsung Galaxy S8 costa (di listino) 829€. Si arriva a 929€ per la versione Plus. Manco a dirlo, entrambi i telefoni hanno già prezzi più bassi presso rivenditori autorizzati e grandi catene, ma la differenza non è ancora sufficientemente sensibile per gridare al miracolo, presumibilmente bisognerà attendere il periodo natalizio per avere uno sconto più forte.

Il concetto è sempre lo stesso: la qualità si paga, Apple insegna (e Samsung si accoda da sempre, e tutto sommato fa bene se il mercato le dà ragione). Non è il solo costo dell’hardware ma anche dei servizi annessi, dell’ingegnerizzazione, di tutto ciò che riguarda la storia del prodotto. È chiaro che, se al Galaxy S8 o S8+, ci si associa anche uno o più accessori, allora il costo può raggiungere vette preoccupanti, ma è corretto che ognuno si faccia i conti in tasca propria, cercando di trarre le conclusioni e mettendo sul piatto un risultato che lo spingerà (o meno) verso l’acquisto.

Il mio giudizio su questo smartphone è assolutamente positivo. Ha le sue pecche, ma vengono superate di gran lunga dai vantaggi e dai punti di forza, è innegabile. Samsung ha fatto davvero un ottimo lavoro.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Samsung, ho potuto tenerlo al termine del test.

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Da quando Sierra è stato reso pubblico, di problemi noi utilizzatori ne abbiamo visti passare davanti agli occhi un po’ in maniera randomica e neanche tanto di rado. Con una botta al cerchio e uno alla botte, aggiustare il tiro è sempre stato abbastanza semplice e alla portata di chiunque. Questo problema però mi si è riproposto come la peperonata mangiata a tarda ora, almeno fino a quando non ho scoperto un metodo alternativo che sembra aver messo la parola fine all’anomalia.

Uso un Magic Mouse di Apple (la prima serie) che con Sierra ha dato qualche volta l’errore che ti ho riportato nel titolo dell’articolo, questo nell’immagine per essere fiscali:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere

In pratica da un momento all’altro (nella maggior parte dei casi al risveglio del portatile) si perde la possibilità di utilizzare il mouse esterno. Tocca riavviare la macchina, perché non c’è modo di riavviare solo la parte bluetooth e far riconnettere il Magic Mouse (o equivalente). Ho quindi dato un’occhiata a vecchi thread nel forum di Apple, ho provato a cancellare file plist, pulire dispositivi precedentemente associati e altro ancora, ma nulla da fare.

Ho trovato un metodo che però sembra funzionare, (molto) facile da riprodurre. Tieni premuto il tasto Alt () e fai clic (con il tasto sinistro) sull’icona del bluetooth. Accederai a un menu decisamente più popolato rispetto a quello che sei abituato a vedere:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere 1

Fai clic sulla voce Debug, accederai così a un ulteriore tendina del menu che ti permetterà di ripristinare completamente il modulo bluetooth:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere 2

Questo rimuoverà in un solo colpo tutti i dispositivi precedentemente associati (dovrai riassociarli al successivo riavvio della macchina), ma dovrebbe finalmente risolvere ogni anomalia legata al modulo, permettendoti così di ricominciare a utilizzare il tuo mouse, possibilmente senza ulteriori scherzi in futuro.

Enjoy.

Ho da poco ricevuto un prodotto del quale fatico a vedere la reale necessità, ma che dovessi valutarlo come semplice gadget beh, allora non farei fatica a identificarlo come un portachiavi fuori dal normale. Si tratta dell’altoparlante bluetooth 2.1 portatile di dodocool!

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 6

Dalle dimensioni effettivamente ridotte (comunque più grande del portachiavi di cui parlavo poco fa), è un piccolo altoparlante che include un microfono e un pulsante che, oltre ad accendere l’accessorio, ti permette di lanciare quella semplice operazione di clic sul pulsante che scatta una fotografia, in pratica un telecomando portatile per il proprio smartphone.

Con un’autonomia dichiarata di 4 ore, l’altoparlante bluetooth di dodocool permette di ascoltare musica con una qualità accettabile (meglio di alcuni speaker integrati negli smartphone, ma nulla più, sia chiaro), così come mettere in vivavoce una telefonata che diventa improvvisamente più comoda e meno pesante da reggere rispetto al proprio telefono (che così può essere tenuto in tasca, per esempio). Su Android, l’accessorio viene immediatamente rilevato come estensione della tastiera, motivo per il quale non c’è bisogno di nessuna ulteriore impostazione per poter scattare fotografie quando si apre la relativa applicazione.

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 2

Con un costo alquanto accessibile, l’altoparlante dodocool ti porta via poco più di 10€ (11,99, per la precisione al centesimo), ammesso che tu ne abbia realmente bisogno, in doppia colorazione attualmente disponibile:

Il laccetto per poterlo facilmente trasportare (o allacciare alla cintura, tanto per dirne una) è incluso all’interno della confezione del prodotto, così come un piccolissimo cavo di ricarica microUSB.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da dodocool, ho potuto tenerlo al termine del test.

Il messaggio che compare a video è poco eloquente, eppure segnala un evidente problema nato durante l’installazione di un software.

KB3172605 and/or KB3161608 are installed in your system. Please uninstall KB3172605 and/or KB3161608 before installing this driver.

Scoprirò in seguito che si tratta di un driver, quello bluetooth per l’esattezza. Una rapida ricerca nei forum di Microsoft ed ecco che salta immediatamente fuori la segnalazione (ce ne sono diverse altre, una in particolare è palese). Non sono il solo a lamentarlo (e fin qui era stata semplice, perché alcuni utenti in ufficio mi avevano detto di aver visto la stessa finestra comparire a tradimento da un paio di settimane), si tratta di un errore che nasce dall’accoppiata Microsoft e Lenovo System Update (in alcuni configurazioni viene anche chiamato “Lenovo – Aggiornamento e driver“, nda).

Lenovo: modificare il BIOS eliminando il Secure Boot (UEFI)

Ho fatto ulteriori ricerche, tutto sembra essere partito a luglio dello scorso anno (Microsoft yanks buggy speed-up patch KB 3161608, replaces it with KB 3172605 and 3172614), si parla -appunto- dei driver bluetooth di Intel. Microsoft ha rilasciato un paio di KB che quasi certamente avrai anche tu sulla tua macchina Lenovo, la quale però tenterà di far installare alla sua utility una nuova versione del driver durante uno dei controlli settimanali pianificati di default, i due KB di Microsoft non possono però coesistere (in questo ordine) con il fix ordinato da Lenovo:

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update

KB3172605 and/or KB3161608 are installed in your system. Please uninstall KB3172605 and/or KB3161608 before installing this driver.

Partendo dal thread sul forum di Microsoft, pare che qualcuno sia uscito fuori dal tunnel disinstallando le KB manualmente, facendo seguire poi l’aggiornamento del driver così come richiesto (da Lenovo System Update), e lasciando poi che Windows Update facesse nuovamente il suo lavoro (cioè reinstallasse i due KB): answers.microsoft.com/thread/bd93ab91-5d9b-434a-a10e-d6574ca97180.

Prova ora a immaginare circa 500 macchine con lo stesso problema, capisci bene che è letteralmente impensabile intervenire così come riportato dall’utente nel forum. Potrei chiedere al nostro WSUS di rimuovere i due pacchetti e tenerli fermi (per il momento), lasciare che System Update lavori, rilasciare nuovamente i due KB. Ho notato però, dopo diversi test e ricerche, che non tutti i System Update propongono l’aggiornamento come “Critical“, a causa del fatto che alcune macchine non hanno precedentemente aggiornato quel driver (non arrivato quindi alla versione interessata dal problema), rendendo di fatto inutile questo metodo:

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update 1

Ho scelto quindi di tenere fuori dai giochi il Lenovo System Update, non impedendo certo il suo utilizzo, ma andando a staccare quella che è la schedulazione che viene creata di default su ogni macchina Lenovo (la puoi verificare tu stesso avviando l’applicazione e facendo clic su Pianifica aggiornamenti). Per operare ho scelto di creare una GPO ad-hoc, ti spiego rapidamente come replicare nel tuo ambiente aziendale. Se sei un utente casalingo e vuoi risolvere rapidamente il problema, salta all’ultimo paragrafo dell’articolo :-)

Goodbye System Update

Il Lenovo System Update ha due schedulazioni predefinite che partono al logon dell’utente e una volta a settimana. La seconda è quella che si occupa del download e dell’installazione degli update definiti critici. Teoricamente ogni utente può scegliere di modificare questo comportamento andandolo a variare dall’applicazione stessa (come spiegato poco fa), la mia modifica segue il suggerimento di questo articolo e inibisce all’utente tale possibilità.

Regedit, XML, GPO

Il metodo è sempre lo stesso. La chiave di registro da modificare è la HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler (su un sistema a 32 bit si salterà la \Wow6432Node\), il valore è lo SchedulerAbility, che cambierà da YES a NO.

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"

La chiave, trasformata in XML, darà questo risultato (non è indentato, lo so):

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Disable Lenovo System Update"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="HKEY_LOCAL_MACHINE"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="SOFTWARE"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Wow6432Node"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Lenovo"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="System Update"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Preferences"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="UserSettings"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Scheduler"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="SchedulerAbility" status="SchedulerAbility" image="7" changed="2017-01-16 16:01:08" uid="{8D71093F-6362-7087-5ED8-94EDBD7719C6}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_LOCAL_MACHINE" key="SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler" name="SchedulerAbility" type="REG_SZ" value="NO"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Lenovo"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="System Update"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Preferences"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="UserSettings"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Scheduler"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="SchedulerAbility" status="SchedulerAbility" image="7" changed="2017-01-16 16:01:08" uid="{0D58379E-C99A-0B72-264C-4143F8AD0680}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_LOCAL_MACHINE" key="SOFTWARE\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler" name="SchedulerAbility" type="REG_SZ" value="NO"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection>

A questo punto è tutto in discesa. Dal Group Policy Management Editor crea la nuova GPO e naviga in Computer ConfigurationPreferencesWindows SettingsRegistry. Copia il codice XML che vedi qui sopra e incollalo direttamente nella finestra del Group Policy Management Editor (nella parte destra, quella del Registry), otterrai un risultato simile a quello in figura :-)

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update 2

A questo punto potrai assegnare la GPO ai domini che ti interessano (mantieni il filtro di sicurezza su Authenticated Users). Non appena questa andrà ad applicarsi ai PC gestiti, nessuno più lamenterà l’anomalia (e le operazioni schedulate spariranno da Windows).

Come lo risolvo sul mio PC di casa?

Scarica la chiave di registro che trovi sul mio spazio box: app.box.com/s/v4xhf99dx8lxjbi5c0qir2l4gzhtgvpo.

Fai doppio clic sul file scaricato, conferma la modifica delle informazioni di registro e verifica che ora il tuo Lenovo System Update non effettui controlli e installazioni autonome (puoi controllarlo aprendo l’applicazione e facendo clic su Pianifica aggiornamenti, che ora dovrebbe essere completamente disabilitato).

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update 3

Inutile dirlo, ma è chiaro che il mio è un work-around e non una soluzione al problema che spero Lenovo possa gestire in qualche maniera, basterebbe far saltare fuori una soluzione per mettere a posto l’anomalia e nulla più, nulla che poi non si possa gestire tramite GPO o un sistema di distribuzione software (almeno spero). Io continuerò a tenermi aggiornato tramite forum di Microsoft e Lenovo, aggiornerò questo articolo in caso ci fossero novità.

Buon lavoro! :-)

Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.