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22 giorni, è questa la durata media della batteria di Mi Band 4 da quando ce l’ho al polso (ormai da luglio scorso) e posso dirti con enorme soddisfazione che si tratta di un ottimo risultato considerando le novità introdotte e la compattezza mantenuta da uno dei prodotti forse più apprezzati della famiglia Xiaomi.

Mi Band 4: 22 giorni di autonomia, schermo a colori e tanto altro

Xiaomi Mi Band 4 è forse comparabile al lavoro fatto da Microsoft con Windows Vista e Windows 7, è come se Mi Band 3 fosse durato troppo poco, come se potessimo considerarlo un po’ quel Windows Vista volutamente immesso sul mercato con già in cantiere (se non addirittura pronto) il successivo erede del fardello, più bello da vedere e più bravo in tutto, un principe neanche lontanamente ereditario che sta simpatico al popolo che lo circonda ma solo perché porta lo stesso cognome del padre, dimenticato non appena arriva il più giovane in campo.

Ho reso l’idea? Credo di sì, perché ti posso assicurare che io il Mi Band 3 l’ho già dimenticato, una meteora che si è già spenta e che lascia il posto a questa nuova versione che sono certo non avrà tempo da vivere chissà quanto superiore al precedessore, c’è da pregare Xiaomi di prendere fiato e lasciarci un po’ in pace, che ad adottare la tecnica di Apple & Co. non sempre si riesce a portare a casa la vittoria (sono però certo che qualcuno avrebbe da obiettare con il classico chi si ferma è perduto).

Non c’è NFC, ci sono però caratteri ben più piccoli che possono mettere in difficoltà molti (mio suocero in primis, per dirne uno vicino al sottoscritto) ma che permettono finalmente di avere notifiche più complete e molteplici, insieme a una quantità di altre funzioni che sono state confermate o introdotte, controllo della musica con tasti volume, play/pause e avanti/indietro, le watchfaces di cui ti ho già parlato qualche tempo fa (Xiaomi Mi Band 4: modificare l’aspetto del quadrante), un costante aggiornamento dell’applicazione ufficiale Mi Fit che porta con sé contestuali aggiornamenti del firmware. L’aggiornamento più importante? No, non è il colore, ma il fatto che questo sia finalmente arrivato porta con sé un display finalmente leggibile anche sotto la luce del sole. Si tratta di un AMOLED da 0.95” da 120 x 240 pixel che può avere una luminosità più bassa o alta in base alla tua esigenza o in base all’orario della giornata (scoprirai che utilizzando questa funzione il monitor diventa molto meno invasivo nelle ore serali e notturne, mai piacevole quando lo attivi per sbaglio e ti illumina a giorno la camera da letto!).

Mi Band 4: 22 giorni di autonomia, schermo a colori e tanto altro 1

La batteria di cui ti parlavo in apertura articolo arriva a durare circa 20 giorni, 22 nel mio caso che non tengo la misurazione costante del battito cardiaco lasciando questo onere al prodotto durante la mia fase di sonno, notifiche abbondanti invece per tutto il corso della giornata fino ad arrivare alle 22:30 quando faccio partire il DND e mi assicuro che il braccialetto non faccia più il minimo movimento fino al mattino successivo quando le sveglie impostate proveranno a riportarmi online fisicamente (fino a ora non hanno mai fallito, tranquillo).

Tra le funzioni di misurazione compare per la prima volta il nuoto che, oltre a contare le tue vasche, permetterà di mettere in blocco lo schermo touch per evitare che questo continui ad accendersi inutilmente quando entra a contatto con l’acqua (cosa sempre accaduta se ci hai fatto caso), ciò non influisce assolutamente con il blocco schermo che potrai sempre e comunque impostare ma non più da applicazione, bensì dalle funzioni extra che raggiungi direttamente dal touch Mi Band 4.

Nella confezione (che rimane sempre identica nell’aspetto) troverai la nuova culla caricabatterie dove alloggiare il sensore e il braccialetto di gomma nero. Io quel braccialetto non l’ho neanche scartato, ho riutilizzato quello che avevo con Mi Band 3 essendo il Mi Band 4 rimasto perfetto per calzare quel tipo di bracciale (cosa non successa tra Mi Band 2 e Mi Band 3). Con l’occasione sono anche passato a un braccialetto in metallo che ho comprato qualche tempo fa su Amazon e con il quale mi sto trovando particolarmente bene.

Xiaomi Mi Band 4 mantiene il prezzo al quale l’azienda ci ha ormai abituato, lo troverai quindi a 34 euro circa sul mercato libero, talvolta anche a molto meno passando dagli store cinesi che conosci molto bene (si arriva anche a 27 euro in uscita carrello) ma ricorda che la garanzia non va mai presa sottogamba quando si acquista dall’estero. Su Amazon lo si trova più o meno facilmente (io ho preordinato il mio lì e l’ho ricevuto senza problemi, lo stesso non si può dire con quello di moglie e suocero che ho comprato direttamente al Mi Store di Arese quando le attese online diventavano abbastanza insopportabili), teoricamente lo dovresti trovare anche da Unieuro (sito web compreso).

Io preferisco non indicarti e metterti qui di seguito il solito box con l’offerta Amazon perché – ahimé – per un certo periodo dei venditori di terze parti (che usano la vetrina di Amazon) hanno spedito dei falsi che nulla c’entravano con il vero Mi Band 4, fai quindi molta attenzione e ricorda che la garanzia di Amazon copre anche questo tipo di problemi.

Per qualsiasi dubbio non esitare a porre la tua domanda in area commenti qui di seguito.

Buon inizio settimana!

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: preordinato e acquistato su Amazon al lancio. Pagato di tasca mia.
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Dimentichi da qualche parte le chiavi dell’auto, lo smartphone ti sparisce tra i cuscini del divano, non ricordi dove hai lasciato quella cosa che fino a 5 secondi fa avevi tra le mani. Un portachiavi intelligente sembra essere diventato un must have tra i gadget che oggigiorno si comprano senza pensarci troppo sopra. Io ne ho ricevuto uno in regalo durante un incontro con un fornitore che ho incontrato per lavoro, si tratta di un tile Mate, ho avuto modo di provarlo per qualche tempo, credo di poterne parlare per capire insieme quanto può tornare utile un simile accessorio nella quotidianità.

tile Mate: quanto è utile avere un portachiavi intelligente?

tile Mate

Un ciondolo, un portachiavi, una piastrina da attaccare su un dispositivo, tile Mate può essere tutto sommato descritto in vari modi, dipende dall’uso che intendi farne. È piccolo, leggerissimo, necessita di una batteria per funzionare (CR1632), quest’ultima chiaramente ha una lunga durata che può però variare in base all’utilizzo che si fa del prodotto. Il mio modello, antecedente il restyling del 2018, non prevede il cambio semplificato della batteria, è molto scomodo.

È un pulsante, un ricevitore/trasmettitore bluetooth e un piccolo speaker che insieme compongono una soluzione che dovrebbe permetterti di ritrovare facilmente un qualcosa che tendi a perdere di vista quando meno te lo aspetti, il mazzo di chiavi non è solo un modo per raffigurare il prodotto sulla scatola originale, è forse il componente più comune che completa il dinamico duo. Questo perché le chiavi vengono spesso smarrite, dimenticate, lasciate nei posti più impensabili anziché essere custodite al sicuro, un po’ quello che potenzialmente può accadere anche con uno smartphone o la borsa contenente il proprio laptop (ecco, quest’ultima è stata la mia cavia durante il periodo di test di tile Mate).

tile Mate è davvero semplice da installare e configurare. Lo si allaccia al portachiavi o a ciò che si vuole tenere sempre d’occhio, si apre l’applicazione dedicata per iOS o Android e lo si associa al proprio account (controllabile da smartphone, in parte anche da sito web), la procedura dura pochi minuti. Alcune delle funzioni potenzialmente più interessanti sono però disponibili a pagamento, non ti basterà quindi acquistare il prodotto fisico, dovrai mettere in conto la parte software a rinnovo che costa circa 30$ all’anno.

Tile
Tile
Developer: Tile Inc.
Price: Free+
‎Tile: trova chiavi e telefoni
‎Tile: trova chiavi e telefoni

Parliamo però del piano base, quello che offre la possibilità di contattare il tile Mate dallo smartphone o che – al contrario – permette dal tile Mate di far partire una suoneria sullo smartphone anche se questo si trova nello modalità silenzioso, utile per chi è solito smarrire in casa o in ufficio il proprio telefono. L’applicazione è estremamente intuitiva, c’è una mappa su cui verrà mostrata la posizione del proprio tile Mate e dello smartphone (che verrà ora riconosciuto come dispositivo tile anch’esso e che potrà essere individuato da web.thetileapp.com/find-your-phone, molto simile al Find my iPhone di Apple), tu potrai da qui verificare la raggiungibilità di tile Mate (la comunicazione avviene tramite Bluetooth, nda), farlo suonare e – in caso di furto o smarrimento – far partire la ricerca di ciò che hai perduto grazie alla rete costituita da tutti i possessori di tile. Sono questi che si attiveranno infatti per intercettare il tuo dispositivo e trasmettere al tuo smartphone la posizione non appena verrà rilevata, così che tu possa tornare in possesso di quanto perso.

Il tutto funziona quindi se la rete tile è ben nutrita in ogni zona della tua città, diversamente nulla di tutto ciò potrà realmente aiutarti. Aggiungo che la posizione viene rilevata dal GPS dello smartphone che comunica con il tile Mate e necessita che l’applicazione ufficiale di tile non venga sottoposta a risparmio energetico (come spesso accade con custom ROM che preservano lo stato della batteria), diversamente questa non potrà di tanto in tanto aggiornarsi e mostrarti l’indirizzo più recente rilevato, l’esempio sopra è palese, la comunicazione con il mio tile Mate è avvenuta l’ultima volta il 2 agosto, eppure lo zaino era con me qualche ora fa in ufficio. Io ho comunque segnalato come smarrito il mio dispositivo (seppur non vero) giusto per verificare il comportamento quando gli farò nuovamente rilevare il tile Mate.

Per verificare se nei tuoi dintorni ci sono altri possessori di tile puoi spostarti nella seconda scheda dell’applicazione (utilizzando il menu formato dalle 3 icone in basso) e scorrere verso destra, questo andrà a delimitare un’area abbastanza estesa all’interno della quale ti verrà segnalato il conteggio totale di utenti tile che potrebbero aiutarti a ritrovare il tuo oggetto smarrito:

tile Mate: quanto è utile avere un portachiavi intelligente? 14

Il funzionamento alla base di quanto appena scritto è parte integrante del video pubblicato dalla stessa azienda su YouTube, puoi dargli un’occhiata direttamente da qui:

Io credo ormai di averti detto tutto. La mia impressione è che un tile possa tornare comodo solo in alcune particolari occasioni e che le funzioni effettivamente più interessanti (come quella relativa al promemoria automatico per non dimenticare nulla a casa o in ufficio o la cronologia delle posizioni dove un dispositivo è stato rilevato nel corso del tempo) si trovino esclusivamente nel piano in abbonamento, che è un po’ come prendere in giro il cliente che ha appena speso dei soldi per comprare un hardware che non può essere considerato completo.

Certo c’è il periodo di prova dell’abbonamento Premium, è vero, eppure non riesco proprio a farmi piacere questo modo di intendere un gadget che si può trovare anche su un mercato parallelo, di diversa marca, che magari integra anche altra tecnologia in grado di rendersi autonoma e completamente staccata dallo smartphone, prezzo chiaramente diverso, eppure c’è da pensarci bene sopra.

Se sei curioso di provare tile posso anticiparti che il prodotto (in varie versioni o bulk) è disponibile su Amazon, ti lascio qualche riferimento qui di seguito.

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Prodotto: si tratta di un regalo ricevuto durante un incontro con un fornitore aziendale.
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Il risultato non cambia, e questa è un po’ la chiusa che potrei già raccontarti in fase di apertura articolo. Un ossimoro niente male, non trovi anche tu? L’estate è ormai scoppiata e nonostante qualche incertezza nel clima (dove le piogge di stagione hanno lasciato spazio a grandinate tropicali che Miami levati) torna prepotente la presenza della musica nelle ore che ci accompagnano durante le nostre ferie, è un argomento che si ripete tanto quanto i servizi di Studio Aperto sul non uscire nelle ore calde. Contrariamente al solito però oggi si parla nuovamente di SONY e della possibilità di acquistare un buon prodotto che ti tenga compagnia ma a un prezzo molto più che accessibile: lo speaker bluetooth SRS-XB01.

Sony SRS-XB01: cambiando l'ordine degli addendi ...

SONY SRS-XB01

Colori vivaci, compatto e leggero, suono deciso, pulito, con un basso onesto per una dimensione così contenuta, titolo dell’articolo e introduzione vogliono sottolineare quanto una ricerca e relativo sviluppo già ben rodato possano permettere a un’azienda come SONY di introdurre sul mercato concetti nuovi nelle forme mantenendo pur sempre un forte legame con il passato e con quanto già provato tempo addietro (Sony SRS-XB10 è il degno erede dell’adorato Sony SRS-X11? o ancora Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth), approvato e utilizzato da molti clienti che ancora oggi non sentono assolutamente il bisogno di cambiare qualcosa che funziona bene.

SRS-XB01 è un altoparlante mono da 37,5mm con diffusione full range racchiuso in 160 grammi totali di prodotto dalle dimensioni molto contenute (L x A x P: circa L81,5 x A57,5 x P56,5 mm secondo i dati ufficiali che trovi tu stesso nella scheda tecnica disponibile su sony.it/electronics/speaker-wireless/srs-xb01/specifications), con connessione Bluetooth (principale nonché consigliata) e un ingresso Mini-jack stereo (AUX) al quale puoi anche scegliere di collegare un lettore Mp3 esterno o il tuo smartphone nel caso in cui tu non abbia necessità di allontanarlo dallo speaker (il range di copertura arriva a circa 10 mt quando si sfrutta il Bluetooth, per completezza di informazioni).

La durata della batteria integrata (parametro sempre fondamentale per una valutazione completa) di SRS-XB01 si attesta sulle 6 ore secondo la scheda caratteristiche pubblicata da SONY, quello che io posso dirti è che il valore può ballare come in ogni altro caso / prodotto / occasione, il volume tenuto e la distanza dalla sorgente sono punti da tenere sempre all’interno di un’equazione non sempre ben bilanciata. Di certo non sono poche le ore di riproduzione, devi pensare quindi a questo speaker come a un compagno di avventure nel caso in cui tu stia uscendo in bicicletta o per andare al mare, da utilizzare in un intervallo di tempo tutto sommato definito, non è certo la soluzione perfetta per un’intera giornata fuori di casa (a meno di non portare con sé una batteria tampone diventata ormai molto comune nella dotazione di noi tutti). Una ricarica della batteria (se questa è a zero) richiede 3 ore.

Come ogni speaker Bluetooth SONY che si rispetti anche questo permette un controllo totale della playlist grazie ai pulsanti rapidi che puoi utilizzare per mettere in pausa (e riprendere) l’ascolto della traccia, alzare o abbassare il volume, rispondere al telefono grazie alla possibilità di trasformarlo in dispositivo vivavoce per lo smartphone, cambiare traccia con un piccolo trucco: due colpi sul pulsante di play/pausa per mandare avanti, tre colpi per tornare indietro (qui trovi il manuale completo del prodotto).

Aggiungo inoltre che SRS-XB01 è protetto contro spruzzi d’acqua e polvere, per la precisione si parla di una certificazione IPX5 (riporto fedelmente):

IPX5 (grado di protezione contro spruzzi d’acqua): il sistema è stato testato e mantiene la propria funzionalità anche se esposto a spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione utilizzando una bocchetta dal diametro interno di 6,3 mm in una quantità di circa 12,5 litri d’acqua al minuto per una durata di oltre 3 minuti da una distanza di circa 3 metri. Liquidi a cui si applicano le specifiche di prestazioni waterproof: acqua dolce, acqua di rubinetto, sudore. Le specifiche non si applicano a liquidi diversi da quelli elencati (acqua contenente detersivo, acqua di piscina, acqua di mare, ecc.).

Ciò vuol dire che puoi certamente portarlo in piscina ma non potrai fargli fare il bagno insieme a te, né tanto meno continuare a tirarlo dentro a eventuali battaglie di gavettoni senza esclusione di colpi ?

In conclusione

Un prodotto che ha certamente delle limitazioni ma che svolge egregiamente il lavoro che è chiamato a fare. Si tratta di un investimento che richiede davvero una cifra irrisoria, si parla di 35€ di listino che diventano anche meno se si passa da Amazon (dove costa meno di 20€!) e affini. È SONY, motivo per il quale guadagna punti fiducia e non tradisce anche quando messo seriamente alla prova, è il vorrei ma non posso dei suoi fratelli più grandi, ma in quel caso si parla di tutt’altro tipo di prodotto e di budget da mettere a disposizione dell’acquisto musicale estivo.

Promosso come entry-level dalle caratteristiche “limpide” e senza pretese, un piccolo che sa farsi sentire.

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Prodotto: un regalo di SONY arrivato a dirla tutta un bel po' di tempo fa, utilizzato più volte ma mai recensito in questo blog. Perché non farlo adesso in occasione della stagione più calda dell'anno?
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Ed ecco l’articolo che avevo fatto uscire per sbaglio, del quale avevo gettato le basi ma al quale mancava l’intero corpo. Si torna a parlare di MIUI e quindi del mondo Xiaomi, di bug (evviva!), di quelle cose assai stupide perché in realtà non sto facendo null’altro che sfruttare quello che il software custom del grande gruppo cinese mette a disposizione. È un po’ come una coperta corta, se la tiri da un lato resti scoperto dall’altro, seccante, basta però “sapere le cose” in attesa di risoluzione ufficiale, con tanto di workaround attualmente funzionante.

MIUI e Android Auto: errore di comunicazione 16 1

Come da titolo l’errore di oggi è il “16” e riguarda Android Auto, il quale smetterà di funzionare se hai anche solo un’applicazione clonata tramite funzione di sistema (cosa assai comune quando gestisci più account su applicazioni differenti). Bella forza venirlo a scoprire così, pappa pronta e subito.

Tra l’ultimo collegamento Android Auto con la mia vettura e quello che mi ha restituito questo errore 16 avevo modificato il tema utilizzato dal sistema (ho abilitato il Dark Mode reso da poco disponibile in MIUI) e il comportamento del Bluetooth affinché non mostrasse a chicchessia il nome del mio smartphone (MIUI e Bluetooth sempre visibile, come rimediare), mai avrei pensato all’applicazione clonata, per questo motivo sono tornato indietro sulle altre due modifiche citate senza giovarne assolutamente:

MIUI e Android Auto: errore di comunicazione 16

A questo punto mi è bastato cercare altri casi simili per approdare a un paio di discussioni nel forum della community MIUI, en.miui.com/thread-3806629-2-1.html e en.miui.com/thread-3328762-2-1.html. Reddit era quindi il colpevole (tengo attivo un mio profilo personale che include il cazzeggio Marvel & Co. e uno lavorativo più orientato a temi seri e talvolta noiosi oltre le ore d’ufficio), la soluzione allo stato attuale è ovviamente una sola fino a quando Xiaomi non correggerà questo stupido bug:

MIUI e Android Auto: errore di comunicazione 16 2

Una volta eliminate le applicazioni clonate tramite funzione di MIUI tutto tornerà a funzionare correttamente, potrai utilizzare nuovamente Android Auto. Come ho risolto il problema del doppio account di Reddit? Passo da un diverso client, sto provando Sync.

Sync for reddit
Sync for reddit
Developer: Red Apps LTD
Price: Free+
× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Mi sono lasciato convincere dai colleghi di lavoro e alla fine ho ceduto alla tentazione dopo aver a lungo aspettato e resistito nel gioco del “stacca e attacca” tra alimentazione e vecchi auricolari con adattatore, ho comprato le AirPods. Nella quotidianità il cellulare squilla diverse volte (meno o più del telefono fisso, dipende dalla giornata e da dove sto lavorando, se in ufficio, mobilità o smart working) e odio tenerlo attaccato all’orecchio per troppo tempo, ho sempre preferito l’utilizzo di auricolari con cavo o cuffie bluetooth in base a ciò che mi trovo a portata di mano in quel momento, con le AirPods ho risolto il problema seppur non mi convincano del tutto (si tratta della generazione precedente, ma dubito che la nuova differisca poi così tanto).

Apple AirPods

Piccole, leggere, con tutti i difetti del mondo ma anche con una capacità di integrarsi con dispositivi Apple che ovviamente nessun altro può garantire, non almeno a questo livello, facile intuire il perché. Ho quasi sempre parlato male di questo accessorio studiato e messo al mondo dal team di Cupertino, non c’è una motivazione realmente valida per l’acquisto ma si finisce per ammettere che sono comode e che tornano utili troppo spesso all’interno dell’intervallo di tempo che metti a disposizione della vita lavorativa (ma non solo), inevitabilmente moltiplicato per cinque giorni su sette (perché – spero per te – nel fine settimana si deve provare in tutti i modi a stare lontani da smartphone, tablet e qualsiasi altra amenità tecnologica non necessaria).

Sono circondato da colleghi di lavoro che hanno fatto “l’incauto acquisto” già da tempo, talvolta fregandosene di offerte e prezzi da Black Friday pur di possedere ‘sta scatoletta da tenere nella tasca dei jeans e tirare fuori all’occorrenza. Io ho sborsato circa 130€ oggi che Apple ha ormai tirato fuori la seconda versione del prodotto, approfittando di un buon prezzo di uno store eBay che si è rivelato essere affidabile, preciso e puntuale nella transazione (lui: go.gioxx.org/airpods-ebay). Ci ho aggiunto in seguito una custodia per proteggere quanto più possibile l’involucro originale (questa: amzn.to/2Rytc1t), tanto per non farmi mancare nulla.

E ora?

E ora cosa vuoi che ti dica? Un’associazione per la quale mi è bastato aprire la culla e attendere un secondo prima di confermare che si trattava delle mie nuove AirPods, collegamento bluetooth immediato a ogni successiva esigenza, verifica dello stato di carica della culla e dei singoli auricolari tutto sommato rapidissimo e di semplice consultazione (qualche volta può fallire o metterci più tempo ad aprire il popup riepilogativo dello stato di salute AirPods, ma si tratta di casi sporadici e del tutto sopportabili), una quantità di autonomia di carica che può coprire l’intera giornata lavorativa senza battere ciglio per almeno un paio di cicli in culla senza la necessità di ricaricare quest’ultima (e la ricarica è in ogni caso lesta).

È un buon prodotto (data anche la sua gioventù e il fatto che la batteria sia nuova)? . Resisterà nel corso del tempo? Ne dubito, avevo letto e rilanciato questo articolo poco tempo fa (si parla di maggio): vice.com/it/article/neaz3d/gli-apple-airpod-sono-una-tragedia, credo che in tal senso l’affermazione alla base sia del tutto inattaccabile.

Con iPhone 7 e superiori (io utilizzo un 8 come aziendale) Apple ha creato dal nulla la domanda per questo tipo di prodotto, rendendo di fatto scomoda la convivenza tra il cavo di ricarica Lightning e l’adattatore (anch’esso con stessa tecnologia) per utilizzare i vecchi EarPods che vengono tutt’ora inclusi nella scatola dello smartphone. Esistono adattatori multipli su Amazon che non fanno altro però che rendere l’esperienza d’uso più difficoltosa e intricata più delle liane di Indiana Jones, qualcosa da scartare più che preferire (seppur il prezzo da pagare sia nettamente inferiore a quello di AirPods prima o seconda generazione).

Quello che è certo è il falso senso di isolamento che le AirPods danno quando ci si trova in ambienti particolarmente rumorosi, perché la cancellazione del rumore di fondo è applicata esclusivamente ai microfoni dei due auricolari, lasciando però scoperto il fianco dell’ascolto che viene così fortemente penalizzato, cosa che è possibile verificare ulteriormente in riproduzione musicale in un luogo affollato come può essere quello di una palestra (e di ragazzi con AirPods indosso ne vedo davvero tanti, e mi convinco che sia più per scena che reale qualità dell’audio misto comodità del non avere cavi penzolanti lungo il corpo), sono immediatamente tornato al mio set bluetooth che con l’isolamento e volume massimo scherza molto poco seppur privo di cancellazione di rumore a bordo (Creative Outlier Sports: attività in movimento secondo Creative).

In conclusione

Comprare delle Apple AirPods oggi vuol dire abbattere in un solo colpo la scomodità di dover scegliere se ricaricare il proprio smartphone o parlare con qualcuno senza la necessità di tenere iPhone (o qualsiasi altro telefono compatibile) attaccato all’orecchio per troppo tempo. Non è un passo economico, porta i suoi frutti in termini di rapidità di collegamento (tiro fuori l’auricolare destro quando il mio telefono inizia a squillare, rispondo alla chiamata quasi immediatamente con un doppio tap sull’auricolare una volta che l’ho indossato) e pulizia della conversazione (non al pari livello dell’uso del telefono diretto, ma ci siamo quasi) ma se ne può anche fare a meno, soprattutto visto il contatore alla rovescia che comincia a partire un po’ da quando le si acquista già consapevoli dell’impossibilità di un cambio batteria agevole che costringerà quindi a passare – se si intende continuare a sfruttare il vantaggio – a una nuova generazione del prodotto o alla medesima generazione ma comunque a un qualcosa già presente a magazzino (e i soldi da spendere saranno grosso modo sempre quelli).

Ci sono competitor molto più costosi sul mercato che offrono ulteriori caratteristiche (Noise Cancelling in primis) ma chiaramente non è un qualcosa alla portata di tutti (già non lo sono le AirPods, ribadisco), c’è da ragionarci un attimo sopra e capire bene la propria esigenza e il valore che si vuole dare a un prodotto di questo tipo. Ognuno le valuta per punti che spesso non sono “condivisi” dall’ottica comune, basti pensare che il mio giudizio è molto più “pacato” rispetto a quello di alcuni colleghi.

Io ti lascio i soliti collegamenti allo store Amazon dove puoi trovare AirPods di attuale e vecchia generazione, l’area commenti è invece a disposizione per scambiare opinioni e mettere in evidenza insieme pro e contro di questo accessorio Apple.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Suganth
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Prodotto: acquistato dal sottoscritto su eBay a circa 130€. Durante il fine settimana del 22/23-6 sono saltati fuori ulteriori sconti (si arrivava a 127€ per dire) ma si trovano ormai abbastanza facilmente (quelle della generazione precedente).
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