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Mi scrive Marika, di CopyTrans (ho parlato del loro software qualche tempo fa), introducendomi un nuovo prodotto, qualcosa di relativo alla sicurezza e che continua a rimanere nel perimetro Apple. Si chiama CopyTrans Cloudly:

A while ago you wrote about CopyTrans, so we thought you might be interested in our latest app, CopyTrans Cloudly. It can delete and download photos from iCloud to PC all at once. This is as opposed to icloud.com, which requires you to go one-by-one.

We also have a unique feature developed by our programmers that allows us to recover permanently deleted photos. It actually helped us discover some serious Apple privacy breach. You can read about it here: copytrans.net/blog/like-the-titanic-icloud-photos-are-easy-to-sync-but-might-stay-there-forever

CopyTrans Cloudly: cancellare definitivamente le foto di iCloud

Riepilogando: le fotografie, seppur cancellate dai propri dispositivi, vengono spostate nel cestino di iOS, una sorta di soft-delete dei file, che possono così essere facilmente recuperati già dal proprio smartphone, tablet o PC. Questo però lo si sapeva già da tempo.

Il problema nasce nel momento in cui la fotografia viene cancellata definitivamente, anche dal cestino, ordinando così ad Apple di distruggerla dai loro server, cosa che secondo CopyTrans non accade per almeno un anno (circa). Per questo motivo, un’applicazione rilasciata gratuitamente (CopyTrans Cloudly, chiaramente), permette di metterci una pezza e fare quello che andava fatto sin da subito, cancellando definitivamente i file precedentemente eliminati, o permettendone il recupero nel caso in cui torni utile questa “svista” (?) di Apple.

Ho provato a utilizzare l’applicazione ma, nel mio caso, ha ben poca utilità. Io ho disabilitato (su ambo gli account che utilizzo) l’upload delle fotografie nel Cloud. Non l’ho fatto per paranoia o perché non sia comodo. Sono un utente Google e spesso cerco di utilizzare suite di prodotti di uno stesso sviluppatore, e nello specifico credo che Google Photo sia un ottimo prodotto che si sta evolvendo parecchio nel corso dei mesi, e che ha superato già da tempo la iCloud Photo Library. Le fotografie scattate da iOS o Android finiscono nel mio account Google, fine dei giochi.

CopyTrans Cloudly: cancellare definitivamente le foto di iCloud 1

Ho quindi riabilitato il servizio sul mio iPad e fatto qualche prova, e in effetti va esattamente come dice CopyTrans. Ho catturato qualche screenshot di test, dagli un’occhiata (fai clic sulla prima fotografia per aprire la galleria e leggere la descrizione completa dei passaggi):

L’applicazione funziona su sistemi Windows, si scarica gratuitamente da copytrans.net/copytranscloudly e non necessita di installazione, funziona da subito ed è perfettamente compatibile con l’autenticazione a due fattori. Le credenziali non vengono (credo volutamente) memorizzate: se chiudi l’applicazione e la riapri, sei costretto ad autenticarti ancora. È un tool che puoi tenere sicuramente a portata di mano, utile a chi necessita di disintossicarsi da iCloud e non vuole aspettare i tempi di pulizia di Apple.

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Lo scorso 30 giugno Authy (fai clic qui se non sai di cosa sto parlando) ha annunciato la disponibilità di una prima versione beta del suo client per PC Windows e macOS:

View story at Medium.com

Dopo anni passati tra smartphone (o tablet) e la sola estensione per Google Chrome, sembra che finalmente si sia arrivati a un’intenzione concreta, per portare l’autenticazione a due fattori più vicino a ciò che spesso la richiede, un PC. Ci si autentica al servizio desiderato e si ottiene il codice direttamente con un ALT + TAB (Windows, ovviamente, su macOS ⌘⇥), il tutto risparmiando preziosi secondi ed escludendo l’ingaggio di uno smartphone che spesso si vorrebbe lasciare in tasca, o nel cassetto della scrivania.

Il pacchetto di installazione si scarica dal sito web ufficiale e Authy invita gli utilizzatori a inviare ogni feedback all’indirizzo di posta elettronica beta@authy.com, per permettere agli sviluppatori di correggere rapidamente errori e sviste, ma anche di introdurre quanto prima tutte le funzioni già disponibili sul ben più stabile e ricco client per Android e iOS.

La funzione di OneTouch Authentication, che è una tra le cose più interessanti e comode dell’applicazione Mobile, arriverà anche su questa beta PC / macOS di Authy, insieme alla versione del programma per i sistemi Linux. Ciò che nel frattempo puoi già fare e che consiglio caldamente, è proteggere (ulteriormente) i tuoi accessi 2-Step tramite codice di sblocco del nuovo software beta (la Master Password, stesso concetto messo in atto sul software mobile).

In attesa che vengano rilasciate nuove versioni di Authy PC (da capire se riuscirà questa ad aggiornarsi in autonomia o se sarà necessario scaricare e installare manualmente un nuovo pacchetto prendendolo dal sito web dell’azienda), a te non resta che tenerti una copia installata sul tuo smartphone e mettere in funzione anche la versione PC, così da avere sempre a portata di mano i tuoi codici di autenticazione randomici.

Authy
Authy
Developer: Authy Inc.
Price: Free
Authy 2-Factor Authentication
Authy 2-Factor Authentication
Developer: Authy
Price: Free

esc.

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Articolo nato da appunti sparsi e tanti link consultati.

Chi lavora nell’ambito IT (o è comunque appassionato, cugino di (TM) o “tu che sai tutto di PC” (cit.)) sa bene che –nella storia– la grande azienda di Redmond è incappata in qualche piccolo scivolone nei rilasci di fix e patch più complesse che, pur andando a correggere alcuni importanti errori, andavano contemporaneamente a crearne di nuovi, costringendo gli sviluppatori a tirare fuori correzioni delle correzioni. Era da diverso tempo che non accadeva in maniera così plateale, fa tutto parte del periodo giugno-luglio che volge ormai al termine, e ha interessato sia Office che Windows.

Microsoft, quanta confusione (storie di KB che correggono KB)

Tutto è più o meno cominciato con quel KB4022725 per Windows, seguito a ruota dall’aggiornamento 1706 di Office 365 ProPlus, entrambi articoli usciti solo una manciata di giorni fa. Se a questi si aggiunge il gran rumore di fondo prodotto nei forum di Social Technet Microsoft e le ripetute lamentele degli utenti, si arriva a un risultato non esattamente soddisfacente. Gli errori fatti nel rilascio patch di giugno si sono trascinati fino a un caldo luglio che ha portato con sé ulteriori anomalie, in buona parte risolte solo ora che anche lui volge al termine.

Tutto torna

Ho dato una rapida occhiata ai ticket che sono stati aperti in helpdesk aziendale (di primo e secondo livello) durante questo “periodo caldo” (e non per colpa delle temperature esterne), e la maggior parte dei casi più eclatanti (e che hanno richiesto maggiore tempo di lavorazione) sono stati proprio quelli che hanno visto come protagonista degli errori generati dai fix di Redmond, tutti arrivati poi a medesima conclusione (un rollback dove assolutamente necessario, l’attesa della correzione dove si poteva stringere i denti e rispettare il ciclo di rilascio di Microsoft).

  • Il KB4022716 del 27 giugno correggeva alcuni problemi relativi a Internet Explorer e Microsoft Edge che però hanno portato a un nuovo bug decisamente più fastidioso e impattante, crash randomici di entrambi i browser durante la navigazione, visitando siti web sempre diversi, assolutamente non collegati tra di loro.
  • Il KB4025342 del 11 luglio corregge questo errore (qui in dettaglio), ma porta con sé un loop di installazione per chi in azienda possiede un WSUS. Il pacchetto terminava la sua installazione senza però “notificare” la riuscita, facendo credere all’OS (e al WSUS) di avere ancora necessità di quel KB. Se ne è parlato in un thread su Social Technet. Microsoft ha corretto in corsa il problema, rilasciando il medesimo KB senza però il bug incluso nel prezzo (cito un intervento di un utente dal forum: Our WSUS just pulled in new updates at 3:30 eastern time and IE KB4025252 appeared again.  This updated KB seems to have fixed the issue. Several workstations no longer show that it’s needed.).

Nel frattempo, anche Office presenta qualche “piccolo mal di pancia” dovuto ai rilasci nel ramo Current, motivo per il quale abbiamo scelto di togliere gli utenti di test da quel gruppo e portarli insieme agli altri in First Release for Deferred Channel. Dei rami di aggiornamenti ne avevo già parlato tempo fa (questo l’articolo: gioxx.org/2016/03/22/office-2016-gestione-tramite-gpo-admx), seppur in maniera poco approfondita.

Cosa fare quindi per modificare il comportamenti degli Office installati nella rete?

Puoi ricorrere all’uso delle GPO, che reputo la via più comoda e immediata per migrare più PC in un colpo solo. Il comportamento di una installazione di Office fatta tramite Click2Run lo trovi sul sito di Support di Office (qui, per la precisione: support.office.com/en-us/article/Configuration-options-for-the-Office-2016-Deployment-Tool-d3879f0d-766c-469c-9440-0a9a2a905ca8?ui=en-US&rs=en-US&ad=US&fromAR=1), mentre trovi su support.office.com/authredir?url=https%3a%2f%2fsupport.office.com%3a443%2fen-us%2farticle%2fVersion-and-build-numbers-of-update-channel-releases-ae942449-1fca-4484-898b-a933ea23def7%3fui%3den-US%26rs%3den-US%26ad%3dUS%26fromAR%3d1&hurl=m4liUtElQo4FOghQgIRY6JbgTI8LrOMAfWv8uiBuEG0%3d.POsLak2i%2fGs6Exmzf062pgyAG0jqZ4zDu4vtjXF3Q2g%3d&ipt=0&si=1&wctx=70b585db-aec0-4c05-8dd0-e69a5774f03c&wa=wsignin1.0 la mappa di rilascio (con relative versioni) di Office 2016 (a oggi) per ciascun ramo.

Quindi, tanto per capirci, questa è la situazione con una GPO programmata per comandare gli Office ad aggiornarsi direttamente dai server Microsoft, seguendo il ramo di rilascio First Release for Deferred Channel:

Microsoft, quanta confusione (storie di KB che correggono KB) 1

È finita qui? Forse, o almeno per il momento, fino al prossimo giro di roulette ed ennesima scoperta di “cosa si è rotto stavolta“, un gioco che Microsoft conduce in maniera fantastica e appassionante (si nota l’ironia sottile?), dal 1995, anno più, anno meno. Sia chiaro: nessuno è esente da errori, soprattutto i più grandi. L’importante è correggerli, possibilmente senza lasciar passare troppo tempo (e non sempre questo accade) perché forse non ci si rende bene conto di quanto impatto possa dare una “piccola modifica“.

Ora posso smettere di delirare, torno a cuccia.

Adios.

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Notepad++ LogoDove per “righe interessate” potresti volerne estrarre alcune contenenti una determinata parola, una sigla, un qualsiasi dettaglio ricercabile (anche incastrando più filtri o espressioni regolari).

Ne ho avuto bisogno per portare “informazioni pulite” fuori da un log di ingresso / uscita posta elettronica molto più complesso e sporco. Sono serviti alcuni rapidi e semplici passaggi senza l’uso (stavolta) di espressioni regolari. Basta solo giocare un attimo con funzioni già presenti e disponibili nei menu dell’applicazione.

  • Evidenzia il testo interessato e lancia la ricerca (CTRL + F), quindi spostati nella scheda “Evidenzia” (è l’ultima, nda). Seleziona qui l’opzione Imposta segnalibro sulla riga.
  • A questo punto, potrai andare nel menu Cerca, spostarti nella voce Segnalibri e scegliere l’operazione da eseguire:

Notepad++: isolare (ed estrarre) righe di testo

Il tutto va fatto in base a ciò che ti serve. Se vuoi estrarre le righe che ti interessano, ti basterà tagliarle e portarle in un file nuovo. Se invece ti interessa pulire il file originale, potrai decidere di eliminare le righe evidenziate precedentemente. Limiti? Quelli imposti da programma, o magari quelli che ti permette di orchestrare una espressione regolare (ne abbiamo già parlato in passato).

Buon lavoro! :-)

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Ti è mai capitato di preparare una macchina “template” da catturare e clonare su diverse altre macchine dello stesso modello? Qui continuamente, ed è tutto ciò su cui si cerca di basare il rilascio di nuove postazioni. Avere un solo modello Desktop e uno laptop (o comunque un numero quanto più limitato) aiuta a gestire meglio il parco macchine aziendale, è risaputo ed è una pratica di quelle buone, da cercare di mantenere il più possibile nel tempo.

Tralasciando però quella che è la pippa mentale relativa alla teoria delle buone pratiche, passiamo al succo dell’articolo e al problema specifico da risolvere: un SysPrep fallito, con tanto di messaggio di accompagnamento simile (in realtà potrebbe essere identico) a quello riportato nel titolo dell’articolo.

Microsoft Windows

Di motivi per far fallire un SysPrep ne esistono diversi, ma un paio sono quelli più comuni e sono quelli a cui possiamo fare riferimento insieme (con relativa soluzione), e onestamente non ho idea del perché io abbia lasciato nel dimenticatoio questo articolo (la bozza era del 2014, fa un po’ te). Provo a dargli una svecchiata, magari è la volta buona che va in pubblicazione :-)

Hai finito le cartucce

Con Windows 7, contrariamente a Windows 10, avevi a disposizione un massimo di 3 Rearm di sistema (il Rearm serviva a terminare un intervallo di utilizzo di sistema privo di attivazione, cominciandone uno nuovo e permettendoti di estendere il tuo periodo “di prova” di Windows, ciò è alla base dei periodi trial di Microsoft tutt’oggi, sia per Windows che per Office). Questo era ciò che nel libro di teoria potevi trovare pressoché ovunque, ma che come ogni medaglia, dava il meglio di sé voltando la prima faccia. Un SysPrep comprendente un parametro di Rearm, andava a dare un’occhiata a quello che era il contatore di sistema, che puoi facilmente richiamare ancora oggi eseguendo il comando slmgr.vbs -dlv (come suggerito anche nel forum di Microsoft):

A fatal error occurred while trying to sysprep the machine

Lo screenshot qui sopra fa riferimento a quel vecchio sistema 7 che dovevo mandare in SysPrep nel 2014, e che riportava uno zero in corrispondenza della voce “Numero di ripristini di Windows rimanenti“, era proprio lui a impedirmi di portare a termine il mio compito. Come si aggirava e si aggira tutt’oggi (se hai ancora a che fare con Windows 7, nda) l’ostacolo? Semplice. Si va a modificare la chiave di registro che ne controlla il contatore.

Per farlo però, ti occorre mandare in recovery il sistema, premendo F8 durante l’avvio dell’OS e selezionando la voce relativa alla partenza avanzata di Windows (Advanced Boot Options), quella che ti permette di avere un prompt dei comandi. Dal prompt dovrai semplicemente fare tre operazioni relative al registro di Windows:

reg load HKLM\MY_SYSTEM "%~dp0Windows\System32\config\system"
reg delete HKLM\MY_SYSTEM\WPA /f
reg unload HKLM\MY_SYSTEM

Se la modifica va a buon fine, potrai riavviare la macchina e rilanciare il comando slmgr.vbs -dlv per verificare che il contatore sia tornato a mostrare un numero di possibili Rearm positivo. Se Windows dovesse richiederti il Product Key, ignora il passaggio e recuperalo in seguito, anche via prompt dei comandi, sempre passando per il slmgr.vbs. Il comando completo per passare un Product Key al sistema è slmgr /ipk XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX dove, chiaramente, dovrai andare a sostituire la serie di “X” con il codice in tuo possesso. Se non lo hai, utilizzane uno a tempo (scadono entro un mese):

  • Windows 7 Ultimate: D4F6K-QK3RD-TMVMJ-BBMRX-3MBMV
  • Windows 7 Professional: HYF8J-CVRMY-CM74G-RPHKF-PW487
  • Windows 7 Home Premium: RHPQ2-RMFJH-74XYM-BH4JX-XM76F
  • Windows 7 Home Basic: YGFVB-QTFXQ-3H233-PTWTJ-YRYRV
  • Windows 7 Starter: 7Q28W-FT9PC-CMMYT-WHMY2-89M6G

A tutto questo c’è un’alternativa che ti permette di bypassare il contatore dei Rearm e fare SysPrep perdendo un po’ meno tempo. È riportata in un articolo che mi è tornato molto utile in passato (questo: mickitblog.blogspot.it/2011/08/fatal-error-occurred-while-trying-to.html), questo il riassunto:

  • Nel file Unattend.xml cerca e cancella il parametro skiprearm=1
  • Nel regedit, naviga in HKLM\SYSTEM\Setup\Status\SysprepStatus, quindi cerca e imposta GeneralizationState a 7
  • Da un prompt dei comandi, lancia prima un msdtc -uninstall, fai seguire poi un msdtc -install
  • Torna nel regedit, naviga in HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\SoftwareProtectionPlatform, quindi cerca e imposta il valore SkipRearm a 1
  • Togli il cavo di rete dalla macchina (e disconnettila dal WiFi, se connessa)
  • Rilancia il SysPrep.

E se invece è un problema di profilo?

Può capitare anche questo, ed è il secondo caso più comune. Hai preparato il sistema, sei partito da un’immagine già esistente, da fondamenta già gettate e apparentemente ben solide ma, all’ultimo minuto, il SysPrep va in errore per cause apparentemente sconosciute, strane da interpretare. Potresti scoprire che in realtà si tratta di un vecchio profilo locale rimosso, ma rimasto “appeso” nel registro di sistema. Se ne parlava in un vecchio thread nel forum, tra le possibili soluzioni: social.technet.microsoft.com/Forums/windows/en-US/2aa9466d-a203-4f3e-80d9-f1ae6d11f6c5/sysprep-failed-at-microsoftwindowsshellsetup?forum=w7itproinstall

È ancora una delle vie d’uscita poco considerate, ma che possono toglierti le castagne dal fuoco. Avvia il regedit, naviga in HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\ProfileList. Noti nulla di strano? Se qui compare un profilo non più presente sulla macchina, la CopyProfile prevista dal tuo file XML unattend non potrà mai andare a buon fine, generandoti l’errore a video.

Cancella la chiave di registro (intera) relativa al profilo non più esistente. Riprova ora il SysPrep, molto probabilmente andrà a buon fine e tu potrai concludere il lavoro.

Cosa dice Microsoft

Raccoglie qualche riferimento all’interno di un documento ufficiale di Support, che tu stesso puoi leggere puntando il browser a support.microsoft.com/en-us/help/929828/an-error-message-occurs-when-you-run-sysprep-generalize-in-windows-vis, probabilmente però questo non riuscirà a dare risposta alla tua domanda e difficoltà, ma questa è un’altra storia.

Ciò che mi auguro è che l’articolo, rispolverato e rimesso più o meno in ordine, possa darti realmente una mano in caso di difficoltà con questo ottimo strumento che è SysPrep.

Buon lavoro!

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