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Mi sono ritrovato ad affrontare un “non problema“, costituito dalla migrazione di posta elettronica accumulata per anni, da portare su un account Office 365. Il tutto però non potendo passare da un Outlook sulla macchina interessata, rendendo di fatto più interessante la richiesta. Migrare la tua posta elettronica senza perdere niente di quanto ricevuto e spedito in tanti anni di attività, credo sia un passaggio importante e delicato, che però è possibile affrontare in maniera semplice con lo strumento giusto, io ho dato un’occhiata a MailStore Home.

Migrare la posta dal tuo client Home a Office 365 (Exchange Online) 6

Nella sua versione casalinga e gratuita, MailStore offre un programma completo, che aiuta chiunque a spostare materiale così tanto delicato e al quale possiamo difficilmente rinunciare. Io ho avuto a che fare con un ambiente basato su Thunderbird e un account che per anni ha scaricato posta in POP3, non lasciando quindi alcunché sul server a distanza di qualche giorno (il solito intervallo del “cancella tutto dopo 15 giorni di permanenza sul server di posta“), men che meno la posta spedita (conservata direttamente in locale). Dall’altro lato, un account WebMail di Office 365, senza quindi la possibilità di installare in locale un Microsoft Outlook con il quale catturare rapidamente tutta la corrispondenza salvata.

MailStore Home è stata la mia ancora di salvezza che, configurata opportunamente, mi ha permesso di caricare tutto il materiale online, portando pazienza, mettendo poi mano all’account di Office 365 giusto per riorganizzare le mail (perché l’esportazione viene eseguita in una cartella con un nome dato dal programma). Lo avevo già utilizzato in passato (per tenere sotto backup il mio account di GMail, preferendogli poi però Gmvault), stavolta è servito eccome :-)

Configurazione da “pronti, via

Scarica MailStore Home dalla pagina ufficiale e, una volta avviato, scegli se installarlo sulla tua macchina o avviarlo in modalità portable (creerà una cartella ad-hoc), io ho preferito quest’ultima. A questo punto l’interfaccia del programma è sufficientemente parlante e logica. Ho caricato una piccola galleria immagini per spiegarti

Ti riporto qui di seguito le istruzioni, nel caso in cui tu abbia problemi nel leggerle direttamente dalla galleria:

  • Spostati in Archivia e-mail, fai clic sul programma di posta che intendi portare su Exchange Online (nel mio caso Thunderbird) e permetti al programma di conservare copia del suo intero archivio di posta (impiegherà diverso tempo, sulla base di quanta posta hai accumulato, porta pazienza).
  • Fai clic su Esporta e-mail. Crea un nuovo profilo in base alla tua “destinazione” (nel mio caso, Cassetta postale di Exchange, valida per Office 365). Inserisci i dettagli richiesti a video, quindi tenta una connessione per verificare che tutto vada bene.
  • Tutto corretto? Bene, salva il profilo, sei pronto a procedere.
  • Fai doppio clic sul profilo appena creato.
  • Ti si presenterà la schermata che ti chiederà che tipo di mail migrare. A te basterà dargli in pasto quelle precedentemente salvate da Thunderbird, ora memorizzate all’interno di MailStore Home. Seleziona tutto ciò che ti interessa portare sul server Exchange.
  • Il processo di migrazione è cominciato. Vai a fare merenda, impiegherà diverso tempo. Puoi comunque continuare a lavorare, a patto di non aprire Thunderbird nel frattempo, così che non ci sia posta elettronica che sfugga alla migrazione. Utilizza poi solo la WebMail (o client alternativo) che punti al tuo nuovo account Office 365.

Salvo errori o problemi nel processo, tutta la tua posta elettronica è ora sul tuo nuovo account, al sicuro. Potrai finalmente pensionare il vecchio metodo di salvataggio della tua corrispondenza.

Se mi leggi da qualche tempo, avrai capito ormai bene quanto io sia “affezionato” (se così si può dire) ai software di Acronis, in particolare al True Image, che utilizziamo molto in ufficio per clonare facilmente i PC, realizzando immagini master che possono essere gestite, aggiornate e riversate in pochi minuti. Poco tempo fa però mi è stata suggerita un’alternativa che, soprattutto con Windows 10, sta comportandosi meglio di quanto mi aspettassi. Si tratta di Macrium Reflect.

Macrium Reflect: l'alternativa ad Acronis

Si tratta di un software che svolge principalmente lo stesso mestiere di True Image, e che una volta installato sul PC ti permette di gestire facilmente le immagini, montandole (se serve) come disco fisso virtuale e permettendoti di esplorarle o lavorarci dentro (in sola lettura nella sua versione free, distruggendo quindi le modifiche in fase di smontaggio del drive). Il pacchetto è più snello e meno ricco di opzioni rispetto a True Image, e per una soluzione casalinga può essere quindi più comodo rispetto al prodotto di Acronis, e forse anche a livello aziendale (dove le alternative Business a pagamento permettono molto più movimento).

In attesa della versione “Free” 7 (per scopi non commerciali, espressamente proibiti dalla licenza), puoi scaricare l’ultima disponibile del ramo 6 all’indirizzo macrium.com/reflectfree. La clonazione e il ripristino sono operazioni assai semplici, ma se hai qualche dubbio puoi dare un’occhiata alla documentazione ufficiale che trovi nel sito web (qui un esempio).

Dallo stesso programma potrai, con qualche clic, creare supporti di boot che ti permetteranno di utilizzare le sue funzioni facendole girare in un ambiente Windows (WinPE) aggiornato, così che nessun file di sistema possa lamentarsi di essere in uso o problemi simili. Sempre grazie a Reflect, potrai convertire immagini (da lui catturate) in file VHD che potranno essere visti / fatti girare come ambiente virtuale Microsoft.

C’è una pecca in questo sistema? Sì. Ho notato un po’ di astio con ciò che riguarda il ripartizionamento dinamico dei dischi. Nel caso in cui tu debba far stare dei dati in una partizione più piccola rispetto a quella di partenza, Macrium inizierà a fare i capricci, senza adattarsi all’esigenza. Ho dovuto quindi lavorare con un diverso tool per mettere tutti d’accordo e passare (durante il mio test) da un disco con capienza 500GB, a uno con la metà di quello spazio. Ho scaricato la versione Portable di Partition Magic, fortunatamente funziona a meraviglia come ricordavo (ne ho fatto uso in passato, prima dell’era Acronis). In alternativa puoi usare una versione live (o installata) di EaseUS Partition Master.

Io, al momento, mi sono preparato una chiave USB basata su Windows 10 x64 (retro-compatibile con gli altri sistemi Microsoft), e sto mettendolo alla prova con alcune delle immagini master che sono abituato a lavorare, ottenendo buoni risultati che potrebbero spingermi verso l’adozione della sua versione business, così da sostituire Acronis in ufficio.

Tu lo hai mai provato? Se si, come ti sei trovato? Hai avuto modo di testarlo seriamente in ambiente lavorativo? Fatti avanti, un buon consiglio è sempre il benvenuto! :-)

Mi è stato dato in pasto un vecchio HP 620. Dati su disco (quindi da formattare), nessun supporto di Recovery per riportare il sistema alle impostazioni di fabbrica (e no, neanche una Recovery Partition nascosta). Unico dettaglio è l’etichetta di Windows 7 Pro OEM posta sotto la sua scocca. Volendo evitare costi e tempi di attesa per un supporto HP (chiave USB o disco ottico), ho preferito cercare qualcosa in giro sul web, per capire se era possibile partire con un Windows 7 pulito sul quale reinstallare in seguito le applicazioni di base e gli aggiornamenti di sistema. Si può (con qualche accortezza).

Reinstallare Windows OEM quando il supporto di Recovery non c'è 7

Ottenere un file ISO di Windows

Parto dal principio e comincio dando per scontato che qualsiasi dato sensibile sia stato messo al sicuro dal tuo utente, che il tuo lavoro quindi si limiti a dover preparare da zero la macchina, radendo al suolo qualsiasi cosa viva attualmente sul disco fisso. Né HP, né Microsoft permettono in maniera pulita di ottenere un’immagine pulita del sistema. HP ti permette di ordinare i supporti originali del tuo prodotto, Microsoft invece mette a disposizione l’interfaccia di accesso facilitato a Digital River ma, nel caso in cui si tratti di un prodotto OEM e non Retail (cioè una licenza acquistata a parte, da qualsiasi rivenditore autorizzato), ti tira fuori un poco simpatico dito medio:

Per questo motivo ho cercato un’alternativa, la quale si è materializzata con il nome di Microsoft Windows and Office ISO Download Tool.

Si tratta di uno strumento abbastanza banale ma assolutamente adatto all’occasione (attuale, ma anche futura, non si sa mai), perché scavalca la limitazione imposta da Microsoft e permette la navigazione all’interno del loro sito web, consentendoti di selezionare l’intero percorso a te utile, per sistema operativo, versione, lingua e architettura. Una volta scaricata e avviata (non serve installazione) ti basterà selezionare il tipo di software da scaricare nel box in alto a destra (c’è anche Office, nda) e seguire la procedura guidata. Ho fatto qualche screenshot per farti vedere meglio di cosa si tratta:

A selezione completata, partirà il download del file ISO che hai scelto, porta pazienza (tutto dipende dalla tua connessione). Al termine, chiudi il tool, non ti dovrebbe più servire (tienilo da parte, magari in futuro potrebbe tornarti utile).

Creare il supporto di installazione

Di questo io e te ne abbiamo già parlato in realtà, ma probabilmente non lo ricordi. Ho tirato fuori Rufus dalla polvere, e con l’occasione l’ho aggiornato alla versione 2.14 (build 1086), mantenendo ovviamente la sua release Portable, così da non dover installare alcunché sulla macchina.

Trova una memoria USB che abbia almeno 3 GB di spazio disponibile da dedicare alla ISO di Windows scompattata (una stick da 4 GB andrà benissimo, tanto per capirci), mantieni le impostazioni suggerite dal programma e dagli in pasto il file precedentemente scaricato:

Reinstallare Windows OEM quando il supporto di Recovery non c'è 5

Rufus è pronto a creare il supporto USB avviabile per l’installazione di Windows 7 Pro Sp1 OEM in italiano, a 32 bit!

Ci siamo, lancia la preparazione del supporto facendo clic su Avvia e conferma l’operazione di formattazione della memoria USB, attendi quindi che il procedimento arrivi a completamento (impiegherà circa 15, 20 minuti al massimo). Espelli la chiave, infilala in una porta USB del PC che devi preparare da zero e falla partire, il resto è storia.

Riattivazione di Windows

Al completamento dell’installazione del sistema operativo, questo ti chiederà di essere attivato. Inserisci la Product Key che trovi sull’etichetta generalmente posta sulla scocca del portatile, tenta l’attivazione immediata perché –anche se dovesse fallire– la procedura proseguirà fino a portarti al Desktop del tuo PC appena formattato.

Controlla in autonomia se l’attivazione è andata a buon fine. Fai clic con il tasto destro su Computer, seleziona Proprietà e guarda in fondo alla schermata se il sistema è attivato o meno. Nel caso in cui non lo fosse, procedi con il riconoscimento telefonico. Ho provato un brivido lungo la schiena che mi ha riportato subito a una decina di anni fa, ma tutto funziona ancora, ti tocca solo di sopportare quella decina di minuti (circa) che serviranno ad ascoltare la voce guida, inserire i blocchi di numeri generati (ID di attivazione, nda) e ottenere quindi quelli in risposta, da inserire a video. Una volta fatto tutto, otterrai il tuo Windows 7 OEM completamente attivato e pronto per essere preparato.

Installazione del software

I driver vengono (teoricamente) scaricati da Microsoft Update se hai connesso la macchina a internet, puoi quindi non preoccupartene (in alternativa puoi navigare il sito web del costruttore della tua macchina, cercare la pagina del prodotto ed esplorare i driver messi a disposizione). Ciò che devi installare è il solito Firefox (o Chrome, in base alla tua preferenza), Java, Skype, ma anche Java, Dropbox e altro ancora.

Avevo pubblicato qualche tempo fa un documento per riepilogare un’installazione tipo (uno dei possibili esempi), la trovi ancora oggi all’indirizzo public.gfsolone.com/wiki/doku.php?id=documenti:setuppc, ma l’alternativa “all’olio di gomito“, download multiplo e “Next, Next, Done” si chiama Ninite. Si tratta di un sito web che ti permette di selezionare i software che ti interessano da una lista abbastanza nutrita e, una volta terminato, scaricare un piccolo pacchetto eseguibile da lanciare sul PC interessato.

Reinstallare Windows OEM quando il supporto di Recovery non c'è 6

Penserà lui a scaricare le ultime versioni dei software che hai scelto, installandole subito dopo, senza chiederti nulla a video (evitando così possibili errori e flag inopportuni che talvolta installano software ulteriore non richiesto, tipicamente pubblicitario). Si tratta di uno di quei tool che può essere utilizzato anche per aggiornare il software in seguito, replicando il solo clic necessario (si collegherà ai siti web delle applicazioni richieste, verificherà le ultime versioni disponibili e le confronterà con quelle a bordo del tuo PC), da tenere quindi da parte in caso di necessità.

Probabilmente superfluo dirlo, ma ricorda di far girare un Windows Update che possa rimettere completamente in bolla il sistema neonato. Le immagini ISO di Windows su Digital River sono aggiornate, ma non quelle relative a Windows 7 (e forse neanche quelle 8), immagino che Microsoft abbia maggiore interesse a tenere in linea quelle relative al suo ultimo prodotto sul mercato (giustamente, aggiungerei). In alternativa (se preferisci qualcosa di meno tradizionale ma efficace), ricorda che c’è sempre WSUS Offline.

In conclusione

Mi sembra di aver detto tutto, non dovrei aver saltato nulla, ma l’area commenti è ovviamente a tua totale disposizione nel caso in cui ti siano venuti dei dubbi o mi voglia richiedere qualcosa inerente l’argomento affrontato. Magari hai anche un consiglio alternativo a quello fornito, nel caso in cui mi capiti in futuro di avere ancora a che fare con PC che non hanno a portata di mano il loro disco di Recovery! ;-)

Update

Gironzolando sul web, ho notato di essere in buona compagnia per il più generico discorso relativo alla “Reinstallazione di Windows“. Ti consiglio quindi un ulteriore articolo (molto completo) che riprende buona parte di quanto sopra riportato, suggerendo inoltre delle possibili soluzioni a problemi che potresti riscontrare, soprattutto se hai a che fare con BIOS differenti. Ecco il collegamento: dellwindowsreinstallationguide.com/windows-7-sp1-iso-download

Prima dell’aggiornamento a Windows 10, avevo uno o due processi programmati che mi mostravano a video un semplice messaggio di testo, un promemoria in alcune giornate ben precise, a orario precedentemente stabilito. Con l’ultima versione del sistema operativo di casa Microsoft questo non è più possibile, non con la stessa immediatezza almeno, poiché tale funzione è stata deprecata.

Chiaramente esiste il modo di aggirare l’ostacolo, si può passare da PowerShell e da fondamenti di Visual Basic. Un risultato esteticamente molto meno accattivante,ma che ti permette di portare a casa ciò che prima avevi.

Windows 10 e i messaggi "Deprecati" del Task Scheduler, come risolvere

Per poter aprire una finestra contenente il messaggio “promemoria“, il codice PowerShell è il seguente:

I due parametri che il file PS1 si aspetta serviranno a specificare il titolo della finestra e il contenuto del messaggio che comparirà a video. Il tutto è chiaramente fattibile anche con un file VBScript, se lo preferisci. Se vuoi scaricare il file PS1 riportato sopra fai clic con il tasto destro sulla voce view raw (in basso a destra nel box) e scegli di salvare la destinazione con nome. Io ho adottato questa soluzione che in realtà nasce da un thread nel forum di WindowsSecrets.

Cerca l’attività nelle operazioni pianificate di Windows, modificala e vai a togliere l’azione (quella che mostrava il messaggio), anche perché provando a riattivarla o modificarla otterrai un errore a video:

A questo punto dovrai avviare un programma, dargli in pasto l’eseguibile di PowerShell (C:\Windows\System32\WindowsPowerShell\v1.0\powershell.exe) e specificare un argomento unico che vada a pescare il file PS1 precedentemente salvato, passando a quest’ultimo il titolo e il messaggio da mostrare a video, per esempio:

Windows 10 e i messaggi "Deprecati" del Task Scheduler, come risolvere 3

Nel mio caso, la riga dell’argomento contiene:

C:\Documenti\Script\ShowReminder.ps1 -MsgTitle 'Reminder' -MsgText 'Ciao, ricordati di fare il report'

dove il parametro MsgTitle corrisponde (ovviamente) al titolo del popup che ti comparirà a video, e MsgText il contenuto del corpo, il messaggio vero e proprio. Salva quanto modificato. Se serve, modifica ora e giorno di esecuzione, quindi salva tutto quanto per evitare di perdere quanto fatto fino a ora.

Lancia manualmente l’operazione schedulata per verificare che tutto funzioni regolarmente, salvo errori sei a posto e hai trovato il giusto escamotage per risolvere il tuo problema.

Cheers.

 

Ci hai mai pensato? Utilizzi una casella di Google come principale. Probabilmente ci fai arrivare qualsiasi tua e-mail, che sia personale o di lavoro, senza pensarci su due volte. È capitato solo una manciata di giorni fa che una mia collega di lavoro si sia chiusa la porta dietro le spalle. Un banale cambio password che, per un motivo o l’altro, dopo un soffio è scappato via. Ha dimenticato quella password appena modificata perché il processo non era andato a buon fine al primo colpo. Una scemenza? Certo che sì. Una cosa che non potrebbe mai capitare a te? Forse. C’è modo di rimediare al detto “il backup è quella cosa di cui ti preoccupi dopo aver fatto il danno“? Si.

SMTP di GMail: l'utilizzo tramite app 2

Prima di arrivare alla situazione attuale ho provato diverse alternative. Non vorrei perdere da un giorno all’altro l’accesso al mio indirizzo e alla cronistoria scritta. Per il primo non c’è problema (il dominio è mio, posso facilmente reindirizzare la posta in ingresso), per il secondo un po’ meno, serve giusto il tempo di fare restore verso una diversa casella. Questo grazie a Gmvault, programma gratuito che funziona su più sistemi.

Senza scendere troppo nel dettaglio, puoi scaricare e installare facilmente Gmvault sul tuo PC. A quel punto dovrai semplicemente autenticarti e iniziare la prima sincronizzazione che creerà una copia di tutte le tue e-mail all’interno di una directory da te scelta.

Autenticazione

Una volta avviata la shell di Gmvault, potrai semplicemente lanciare un gmvault sync tuoaccount@gmail.com per chiedere al software di far partire una nuova finestra del browser tramite la quale autenticarti sul tuo account di posta elettronica, quindi tornare indietro con il token che autorizza l’azione e procedere con la prima sincronizzazione. Tutto viene riportato nella documentazione ufficiale, e nello specifico all’indirizzo gmvault.org/in_depth.html#authentication

Un backup in locale di GMail con Gmvault

Se hai un’autenticazione in due fattori e preferisci passare da una password specifica per applicazione, puoi lanciare un gmvault sync tuoaccount@gmail.com -p, ti verrà richiesto di inserire la password a video subito dopo. Aggiungendo in coda il parametro --store-passwd potrai chiedere a Gmvault di salvare quella password nelle sue impostazioni così da non doverla specificare successivamente (basterà un -p senza null’altro, Gmvault utilizzerà la password memorizzata), ma ricorda che seppur offuscata è pur sempre rischioso.

Dove salvare

Gmvault, salvo diversa specifica da parte tua, salverà ogni singola mail in formato eml, con un ulteriore file .meta in cui inserirà ulteriori informazioni (utili per un successivo restore, se mai dovesse servire), il tutto all’interno di una cartella predefinita chiamata gmail-db che troverai nella tua cartella utente di Windows. Per questo motivo ho preferito sin da subito modificare il puntamento di quella cartella, stessa cosa che puoi fare anche tu con il parametro -d. Tanto per farla completa, potrai lanciare Gmvault passandogli il giusto parametro per l’autenticazione e modificare la directory dove effettuare il salvataggio, per esempio gmvault sync tuoaccount@gmail.com -p -d C:\BackupGmail

Da qui in poi è solo attesa e velocità della connessione per scaricare tutto il contenuto della tua casella di posta elettronica.

Un backup in locale di GMail con Gmvault 1

Ora manca solo uno step, quello che riguarda la costanza.

Schedulazione

Ammirevole voler effettuare un backup ora che il disastro è stato sfiorato (nel caso della mia collega abbiamo fatto un redirect temporaneo verso un’altra casella grazie a un’ultima sessione viva collegata ancora al suo account principale, poi recuperato l’accesso dopo circa tre settimane di attesa e innumerevoli tentativi di farsi riconoscere da Google), ma ciò che è davvero importante è continuare a essere costanti, ripetere l’operazione nel tempo, basta una schedulazione :-)

Sul PC dove è stato installato e utilizzato per la prima volta Gmvault, ti basterà aprire l’Utilità di Pianificazione di Windows, quindi creare una nuova attività di base. Pubblico qui di seguito una galleria che ti permette di vedere tutti i passaggi, dopo riporto ciò che c’è da sapere / copiare per rendere tutto più semplice:

Crea una nuova attività di base e programmala per partire quando credi di averne necessità (io, visto il carico di posta ricevuta e inviata, ho programmato un job alle 20:30, 4 volte alla settimana), seleziona l’avvio di un programma e scegli gmvault.bat, lo trovi in %LocalAppdata%\gmvault (ti ricordo che %LocalAppData% corrisponde alla cartella C:\Users\TUONOME\AppData\Local), aggiungi un comando in coda (quindi specificalo nella riga “Aggiungi argomenti”) che permette al batch di lanciare la sincronizzazione:

sync -t quick TUOACCOUNT@gmail.com -d C:\BackupGMail

Tranne la prima parte (dove ritoccare solo il tuo indirizzo di posta elettronica), la seconda è del tutto modificabile. Il -d dovrà essere utilizzato solo per variare la directory dove salvare le nuove mail trovate sul tuo account. Ovviamente, alla stessa maniera, potrai specificare il -p se hai inserito e memorizzato precedentemente una password, e così via (vale quanto già raccontato nel paragrafo relativo al backup, ma anche ogni diverso riferimento riportato nella documentazione ufficiale del programma).

Se vuoi verificare di aver fatto tutto per bene, puoi provare ad avviare manualmente il job (tasto destro sull’operazione schedulata, un clic su Esegui), quindi dare un’occhiata alla finestra che ti comparirà a video, la quale dovrebbe portare a termine il lavoro in maniera del tutto automatica, per poi chiudersi.

Tutto funziona bene, i file EML li puoi aprire con Outlook (o altri programmi compatibili) e il tutto è fatto perché un domani tu possa recuperare ciò che hai perso eseguendo un restore con la stessa facilità del backup, anche se non te lo auguro! ;-)