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Apparentemente una funzione banale e assai semplice a parlarne con il collega alla macchinetta del caffè, cosa che però nella pratica cambia, perché non esiste a oggi nulla che ti permetta di fare un merge tra librerie fotografiche gestite dal noto programma di Apple, incluso nel suo Sistema Operativo. Meglio ancora se uno dei player fa parte di un vecchio portatile, mai aggiornato magari (te lo ricordi iPhoto?).

Photo by Trevor Brown

Sì perché parrebbe che una vera funzione di merge disponibile in Foto non sia ancora stata prevista, e che tocca quindi fare un giro strano (mettendo mano al portafogli, anche se si tratta di qualche spicciolo), perché richiede spazio iCloud, e quasi certamente i tuoi 5 GB gratuiti non basteranno.

A volerla sintetizzare, caricheremo le nostre fotografie (quelle raccolte nella libreria che a oggi stai utilizzando quotidianamente, e che forse alimenti anche da iPhone e iPad) nello spazio Cloud di Apple, per poi rendere primaria una diversa libreria fotografica, la quale si sincronizzerà a sua volta con i server di Cupertino, allineando quindi tutti i nostri scatti, raccogliendoli in un solo posto.

Nello specifico

Sposta le librerie fotografiche che vuoi unire sotto una stessa cartella (Immagini andrà benissimo), o tieni tutto su disco esterno, poco male, l’importante è mettere sul piatto tutto quello che c’è da fare. Apri Foto e assicurati che la libreria attualmente utilizzata vada già a finire nel Cloud di Apple. Puoi vederlo dalle PreferenzeiCloud:

macOS: unire più librerie fotografiche 1

Se l’opzione “Libreria foto di iCloud” non è attiva, attivala. È qui che il programma ti notificherà la mancanza di spazio sul tuo account Cloud gratuito se le fotografie sono più del dovuto (ti verrà fornita l’occupazione totale della libreria e –di conseguenza– il piano suggerito per l’upgrade). Considera che questa operazione può avere un costo “one-shot“, paghi solo il mese in cui stai eseguendo il lavoro (non c’è periodo di tempo inferiore al mese), poi potrai immediatamente effettuare il downgrade per tornare all’account gratuito.

Attento però: se l’occupazione totale delle librerie supera lo spazio suggerito per l’upgrade, scegli l’offerta superiore (aumenta sì l’investimento per quel mese, ma anche lo spazio a disposizione). Per capire con che dimensioni stai “giocando“, fai clic con il tasto destro del mouse su ogni libreria che possiedi, quindi verifica dalle informazioni lo spazio occupato sul disco fisso. Sommando tutte le occupazioni, capirai che piano acquistare. Tutto chiaro?

Il dazio è pagato, procediamo con i tecnicismi

Ora che la tassa è stata pagata (hai già effettuato il downgrade? Puoi farlo anche subito, lo spazio rimarrà lì a tua disposizione fino allo scadere del mese pagato, non preoccuparti), puoi cominciare l’upload delle fotografie. L’operazione potrebbe durare molto tempo, quindi porta pazienza. Più sono le fotografie, più dovrai attendere (in tal senso, i server di Apple non hanno un gran bocchettone in ricezione per questo tipo di backup, gioca anche molto la tua velocità di connessione in Upload):

macOS: unire più librerie fotografiche 2

Al termine del primo caricamento

Se tutte le fotografie sono state caricate nel tuo spazio iCloud, chiudi Foto. Ora apri con un doppio clic una diversa libreria fotografica, Foto dovrebbe mostrarti quest’ultima. Entra nelle Preferenze e quindi iCloud. Dovresti trovarti davanti all’apparente inesorabile messaggio di impossibilità di caricare i tuoi scatti online:

macOS: unire più librerie fotografiche 3

Cosa che chiaramente cambia nel momento in cui torni alla tab precedente (la Generale) per far diventare questa la tua nuova libreria principale di sistema. Fai clic su Usa come libreria foto di sistema e confermalo quando a video comparirà il messaggio di avviso che ti mette in guardia riguardo la disattivazione del backup in iCloud:

Dopo aver confermato, torna nel pannello dedicato a iCloud e riattiva il caricamento della libreria, così che tutte le foto già caricate vengano sincronizzate con il tuo Mac, mentre quelle non ancora caricate verranno inviate al tuo account in Cloud. Fai la medesima cosa con le altre librerie, fino a quando arriverai all’ultima, che manterrai poi come quella predefinita di sistema, e sarà questa a contenere tutti i tuoi scatti.

Le controindicazioni del foglietto illustrativo

Che stavolta non compaiono e che non troverai quindi scritte in Verdana 2 grigio chiaro in fondo a un foglio. Le controindicazioni ci sono certamente, e sono facilmente intuibili anche solo leggendo l’articolo (in parte te ne ho parlato):

  • è un metodo che richiede un piccolo investimento, anche per un solo mese di servizio.
  • È lento per definizione, perché il caricamento delle fotografie su iCloud da Mac non è veloce, ma con la pazienza (e una buona connessione internet) puoi tutto.
  • Tutti i dispositivi collegati al medesimo account iCloud riceveranno gli scatti che stai caricando dalle librerie che vuoi unire, occhio quindi al piano dati di quei dispositivi, potrebbe risentirne parecchio.
  • Più sono le librerie, più queste occuperanno spazio su disco, perché se è vero che continuerai a caricare scatti mancanti su iCloud, è anche vero che questo porterà sul tuo disco locale una copia delle fotografie mancanti alla libreria sulla quale stai lavorando in quel momento. Hai terminato la migrazione di una libreria? Bene, buttala nel Cestino, inizia a fare pulizia da subito.
  • Fotografie vecchie risulteranno appena caricate nello Stream fotografico di Apple. Vuol dire che se si utilizza quella vista su iPhone noterai vecchi scatti come fossero gli ultimi disponibili, fotografie più nuove rimarranno “indietro“. Poco male invece se utilizzi (come me) la visualizzazione per anno, luogo o altra caratteristica chiave.

In conclusione

Il metodo è testato e funzionante, non è certo il più comodo in assoluto ma è quello che mi ha permesso di fare un buon merge di –parecchie– fotografie e utilizzare oggi una sola libreria Foto alquanto cicciona. Se conosci altri metodi altrettanto stabili (e magari più semplici) sei il benvenuto, parliamone insieme nei commenti, magari la prossima volta mi tornerà molto utile (e ci si scrive volentieri un articolo su).

Ah, già, giusto: so bene che si potrebbe passare per un esporta-importa da vecchia a nuova libreria, ma così facendo si vanno a perdere i metadati delle fotografie, e la cosa mi scoccerebbe alquanto.

Buon lavoro!


Credits: blog.macsales.com/40866-rocket-yard-guide-combine-multiple-photos-libraries-into-a-single-library

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

È un periodo parecchio impegnativo dal punto di vista professionale e privato, un mese ricco di uscite videoludiche che assorbono molto del mio già risicato tempo libero, portandomi a passare più ore in compagnia di fuorigio.co che con il mio blog personale. Ho tanti nuovi prodotti con i quali sto giocando e conto –quanto prima– di parlartene, sii fiducioso! :-)

Quello di oggi è un semplice articolo “pillola” dedicato al mondo Office 365 (di cui solitamente parlo tanto, ma in associazione al panorama Windows) e macOS, il sistema che prediligo e che utilizzo quando mi trovo tra le mura di casa. Che cosa devi fare se c’è qualche problema in una delle applicazioni (o addirittura in tutta la Suite) e vuoi effettuare un downgrade?

Office 365 e macOS: quando il downgrade non è previsto

Non ti farà piacere sentirlo, ma la risposta è “non puoi farci nulla“. Contrariamente a Office 365 ProPlus installato su Windows, su macOS non esiste ancora la possibilità di effettuare downgrade, risultato della mancanza del Click2Run già ben rodato (anche se non privo di sbavature) sul sistema operativo di Redmond.

Come procedere

Da procedura Microsoft, dovrai disinstallare i tuoi prodotti (tutti, o anche singolarmente in base all’esigenza, se preferisci), quindi scaricare e reinstallare il pkg di Office 2016 (io faccio i conti con questo, essendo abbonato Office 365) che andrà a sostituire le parti danneggiate della suite. A me è servito farlo perché sono iscritto al circuito veloce Insider, e l’ultima versione di Excel (20171017, nda) ha dei bug talmente bloccanti da renderla pressoché inutilizzabile.

La disinstallazione è cosa assai semplice su macOS, e quasi certamente saprai cosa fare. In caso contrario, qui trovi i banali passaggi da eseguire, puoi fermarti alla cancellazione dei file principali delle applicazioni, al resto ci pensa Dr.Cleaner, che spero tu abbia già avuto modo di provare e tenere installato sul tuo Mac (te ne avevo parlato qui):

Update

aggiornamento 24/10/17: Ho sostituito il link di download del pkg Microsoft con uno più aggiornato.

A questo punto potrai scaricare il file pkg stabile di Office (anche una vecchia versione, tanto poi verrà aggiornata dai server di Microsoft) e procedere con una reinstallazione. Trovi un pacchetto certamente funzionante sul CDN di Microsoft: officecdn.microsoft.com/pr/C1297A47-86C4-4C1F-97FA-950631F94777/OfficeMac/Microsoft_Office_2016_15.39.17101000_Installer.pkg, io per sicurezza ne ho caricato online una copia anche sul mio spazio Mega (l’account -ti ricordo- è quello gratuito e limitato, chi prima arriva, meglio alloggia ;-)).

In alternativa, qui trovi i pacchetti per singola applicazione (o l’intera Suite più aggiornata): support.office.com/en-us/article/Update-history-for-Office-2016-for-Mac-700cab62-0d67-4f23-947b-3686cb1a8eb7

Ora puoi tornare a lavorare in santa pace, almeno fino al prossimo update ;-)

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Da anni sono cliente Paragon e scarico regolarmente aggiornamenti di NTFS for Mac, prodotto che permette di lavorare su dischi fissi e chiavette USB formattate per Windows, senza necessità di impazzire o di trovare work-around che non promettono la giusta stabilità (o che comunque possono mettere in difficoltà gli utenti meno esperti). Dato che Paragon sviluppa un software a pagamento, oggi ti suggerisco un’alternativa gratuita funzionante, Mounty.

macOS e NTFS: Mounty

Capiamoci: il software va a fare quello che ho già spiegato anni fa, senza però la necessità che tu sappia cosa c’è dietro ma, soprattutto, senza effetti collaterali dovuti a qualche svista.

Mounty –come già detto– è gratuito e lo si scarica dal sito web ufficiale, o più semplicemente da qui. Da avviato, farà comparire la sua icona nella barra degli strumenti del sistema, utilizzando diversi colori per indicare visivamente il suo stato, e permetterà di montare o smontare un’unità USB formattata in NTFS secondo tua esigenza.

Provato su un diverso Mac rispetto al mio (altrimenti lo manderei in conflitto con Paragon) esegue il suo compito colmando la lacuna di un macOS non modificato, senza necessità di installare ulteriori pacchetti e senza richiedere ulteriore sforzo. Tieni solo conto che un’unità viene montata in NTFS e fatta apparentemente sparire dalla vista del sistema operativo perché non più gestibile direttamente da Finder, ma questa funzionerà, potrà essere esplorata passando da Mounty e spostando dati sull’unità di memoria senza più limitazioni.

Trovi sullo stesso sito web ufficiale dell’utility, delle FAQ nel caso in cui qualcosa vada storto (c’è anche un’area commenti a cui l’autore dell’utility risponde di tanto in tanto).

Buon lavoro!

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Tutti noi facciamo backup delle nostre macchine, giusto? Bravo, vedo che sei convinto della tua risposta mentre continui ad annuire fintamente con la testa. Ora, archiviato questo piccolo dettaglio (non sto scherzando, il backup è fondamentale, dannazione), passiamo all’argomento chiave di questo articolo: snellire il backup di Time Machine.

macOS: come dare una snellita la backup di Time Machine

Time Machine è uno strumento eccezionale sui sistemi di casa Apple, permette di congelare lo stato di file e configurazioni ogni volta che si avvia e che fa backup su un disco esterno (che sia di rete o collegato via USB) ma, salvo diversa configurazione impostata da te, escluderà ben poca roba del sistema su cui sta girando, di certo non andrà a non considerare programmi e cartelle che possono essere facilmente scaricati in caso di rifacimento macchina (o di reinstallazione software). Sto parlando di materiale magari salvato su Dropbox, oppure degli eseguibili della suite Office, giusto per fare un paio di esempi abbastanza facili.

Si tratta infatti di GB che potrebbero mancare su un disco esterno, un NAS o un Time Capsule, ma che sono nulla per una connessione in fibra lasciata lì a fare dei download diretti da internet. O magari non si tratta neanche di spazio mancante, ma di questioni di tempo per andare a terminare il lavoro iniziato.

Te la faccio semplice: hai una buona connessione internet? Bene. Che senso ha allora fare un backup di qualcosa già in backup (Dropbox, nda)? Fermo! Prima di partire in quarta ricorda però una cosa. Una risposta possibile a questa domanda esiste, e si tratta della “profondità di versioning“. Dropbox salva infatti ogni versione modificata di un tuo file, facendola però scadere nei successivi 30 giorni di vita, oltre i quali non sarà più possibile recuperarla dai loro server a meno di avere il servizio aggiuntivo chiamato EVH (Extended Version History). Se per te questo non è un problema, allora sei a cavallo. Se invece non sono stato chiaro, prova a dare un’occhiata qui.

Andare per esclusioni

Bando alle ciance, ne abbiamo fatte abbastanza, passiamo all’esempio pratico. Ho modificato la mia configurazione di Time Machine per fare un test e rendermi conto dell’effettivo guadagno in termini di velocità di backup (lo spazio disco per il momento non è un problema). Ho escluso in un primo step la suite di Office, facilmente scaricabile per me che sono abbonato Office 365. Dalle Opzioni di Time Machine (il pulsante è in basso a destra nella finestra delle impostazioni di backup) si può andare ad aggiungere (o rimuovere) dati “ignorabili“, così:

macOS: come dare una snellita la backup di Time Machine 1

Senza troppa fatica, ho tolto 8 GB dal monte dati da mandare in backup ogni volta che macOS si trova in modalità standby, collegato alla WiFi (o al cavo cablato) e alla rete elettrica (il requisito minimo per far lavorare Time Machine mentre non si è davanti al PC).

E nel caso questo non basti, si può sempre pensare di escludere tutta la ~/Dropbox (nel mio caso altri 15 GB circa, su questo MacBook).

Chi occupa cosa / quanto

Tutto qui? No, non necessariamente. Nessuno conosce (in teoria) meglio di te il tuo Mac, ed è per questo motivo che teoricamente dovresti essere sempre tu a sapere cosa escludere e cosa no. Per aiutarti nel compito, io posso dirti cosa occupa più spazio all’interno del tuo hard disk (e quindi nel tuo backup), grazie all’utilizzo di uno strumento di terza parte. Si chiama Disk Inventory X, e si scarica gratuitamente dal sito web derlien.com.

Una volta installato e lanciato, ti permetterà di avviare una scansione di tutti i dati salvati sul tuo disco, generando poi un report visuale che ti consentirà di renderti subito conto di chi sta occupando spazio:

macOS: come dare una snellita al backup di Time Machine

Va da sé che immagini (Libreria di Foto in primis), video e musica la fanno generalmente da padrone, e tocca a te capire se vuoi tenerli in backup o meno (nel mio caso Spotify mi permette di non avere musica salvata su disco, i video li tengo già in una diversa cartella del NAS e la Libreria di Foto è un “guai a chi la tocca“, quella è fondamentale che resti sempre sotto la protezione di Time Machine). Poi magari hai una macchina virtuale (come me), una libreria giochi di Steam o chissà cos’altro.

Grazie a Disk Inventory X puoi facilmente individuare questi file e cartelle, e con la scusa approfittarne per fare una pulizia manuale, seguita eventualmente da un’esclusione nelle impostazioni di Time Machine.

Tutto chiaro? Sei già pronto a ritoccare la tua configurazione di backup? :-)

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Pillole

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Da quando Sierra è stato reso pubblico, di problemi noi utilizzatori ne abbiamo visti passare davanti agli occhi un po’ in maniera randomica e neanche tanto di rado. Con una botta al cerchio e uno alla botte, aggiustare il tiro è sempre stato abbastanza semplice e alla portata di chiunque. Questo problema però mi si è riproposto come la peperonata mangiata a tarda ora, almeno fino a quando non ho scoperto un metodo alternativo che sembra aver messo la parola fine all’anomalia.

Uso un Magic Mouse di Apple (la prima serie) che con Sierra ha dato qualche volta l’errore che ti ho riportato nel titolo dell’articolo, questo nell’immagine per essere fiscali:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere

In pratica da un momento all’altro (nella maggior parte dei casi al risveglio del portatile) si perde la possibilità di utilizzare il mouse esterno. Tocca riavviare la macchina, perché non c’è modo di riavviare solo la parte bluetooth e far riconnettere il Magic Mouse (o equivalente). Ho quindi dato un’occhiata a vecchi thread nel forum di Apple, ho provato a cancellare file plist, pulire dispositivi precedentemente associati e altro ancora, ma nulla da fare.

Ho trovato un metodo che però sembra funzionare, (molto) facile da riprodurre. Tieni premuto il tasto Alt () e fai clic (con il tasto sinistro) sull’icona del bluetooth. Accederai a un menu decisamente più popolato rispetto a quello che sei abituato a vedere:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere 1

Fai clic sulla voce Debug, accederai così a un ulteriore tendina del menu che ti permetterà di ripristinare completamente il modulo bluetooth:

macOS e il "Bluetooth: non Disponibile", come risolvere 2

Questo rimuoverà in un solo colpo tutti i dispositivi precedentemente associati (dovrai riassociarli al successivo riavvio della macchina), ma dovrebbe finalmente risolvere ogni anomalia legata al modulo, permettendoti così di ricominciare a utilizzare il tuo mouse, possibilmente senza ulteriori scherzi in futuro.

Enjoy.

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