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All’anagrafe “Launchpad Manager“, è il programma che ho utilizzato con somma soddisfazione, gaudio e forse anche una mezza imprecazione riguardante il tempo perso precedentemente per mettere un po’ d’ordine nel mio Launchpad, risorsa spesso tralasciata sui sistemi macOS ma che talvolta può tornare utile per tenere d’occhio l’avanzamento di un download, o per lasciare a portata di clic icone di programmi che spesso si usano e che si vuole recuperare da lì anziché con un richiamo da Spotlight.

macOS: modificare facilmente l'aspetto del LaunchPad

A ogni nuova installazione software il Launchpad si arricchisce della sua icona per permetterti di poterlo immediatamente trovare e usare, ciò non vuol dire necessariamente ordine (anzi, quasi mai) e neanche che sia fondamentale tenere lì quel richiamo, è per questo motivo che nasce l’esigenza di fare ordine, di mettere in cartella, un po’ come sei già abituato a fare con il tuo iOS o Android (anche se il primo esempio è chiaramente più azzeccato in ambito Apple).

È qui che per me è entrato in gioco Launchpad Manager, perché mettere a posto le icone, spostarle in cartella o semplicemente eliminarle può diventare un lavoro oneroso e seccante, l’ho capito un pelo troppo tardi. Il programma si scarica gratuitamente da launchpadmanager.com, sito web sul quale puoi anche trovare la licenza per la versione a pagamento che sblocca ogni ulteriore funzionalità del software, ma che nel nostro specifico caso non serve.

Launchpad Manager

Con quel sito web un po’ anni ’90 da poco tempo aggiornato per comprendere anche Mojave e High Sierra (che prima non comparivano in dicitura), Launchpad Manager è di immediato utilizzo. Una volta copiato nella cartella Applicazioni e avviato, ti proporrà direttamente il tuo Launchpad attuale, permettendoti di sfruttare le sue rapide funzioni per spostare icone in blocco, saltare da una pagina all’altra in maniera più immediata, cancellare icone che non ti interessano più e altro ancora.

macOS: modificare facilmente l'aspetto del Launchpad 1

Ti troverai immediatamente bene, comincerai a inserire icone in gruppo più facilmente rispetto al metodo originale di Apple ed eviterai di doverti confrontare con il Terminale e la riga di comando (attraverso la quale puoi fare lo stesso mestiere, ma anche dei danni se non sai dove mettere le mani). A quel punto potrai semplicemente salvare il lavoro fatto, il programma penserà al resto, proponendoti infine il risultato a video, subito fruibile.

macOS: modificare facilmente l'aspetto del Launchpad 2

Non fare caso all’icona di Firefox “danneggiata“, problema di aggiornamento risoltosi dopo un riavvio del mio MacBook. CleanMyMac X e Transmission sono stati spostati subito dopo. È giusto per rendere l’idea e farti capire che è possibile snellire rapidamente quello con cui combatti oggi.

Buon lavoro! :-)

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Prendiamocela comoda, oggi teoricamente dovremmo poter riposare qualche ora, fatta eccezione per tutti coloro che lavorano su turni diversi e ai quali non posso altro che stare vicino e augurare buon lavoro (io verrò richiamato all’ordine nella notte tra venerdì e sabato, quindi posso capirvi benissimo), un articolo molto leggero è ciò che ci vuole, meglio ancora se si tratta di un consiglio a bruciapelo e nulla più (ma tu prendi l’estintore, non si sa mai). E allora perché non imparare a duplicare rapidamente da tastiera le schede di Finder?

macOS: duplicare una scheda di Finder

No, non intendo aprire una nuova scheda tramite ⌘ + T o una nuova finestra con ⌘ + N, così sono bravi tutti, parlo proprio di duplicare una specifica scheda che hai usato fino a ora per navigare in una particolare posizione, e che ti serve mentre vuoi aprire magari una sottocartella all’interno della quale copiare o spostare dei file.

Ecco, in questo caso aprire una nuova scheda è scomodo, perché dovresti poi ripercorrere l’elenco delle cartelle fino ad arrivare a quella da te desiderata. Per aprire quindi una nuova scheda partendo da quella che stai usando ti basterà lanciare la combinazione da tastiera CTRL + ⌘ + O. Lo so, non è immediatamente intuitivo ma lo diventerà presto, e tu mi ringrazierai perché potrai usare la tastiera e non il mouse, arrivando immediatamente a destinazione.

Cercando e navigando in giro per il web trovi una marea di alternative più o meno valide, credo che questa sia la più rapida in assoluto.

Passa una buona giornata :-)


fonte: superuser.com/a/666827/959359

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
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Chiariamo subito la mia personale posizione: ho quasi sempre odiato Apple Software Update e il suo modo di presentarsi a casa (a monitor, sul proprio PC), a tradimento, rompendo le scatole all’utilizzatore. Detto ciò, è fondamentale aggiornare il software per evitare che bachi di sicurezza mettano in pericolo l’incolumità del sistema operativo e dei tuoi dati. Se l’intenzione è quella di evitare la comparsa del popup classico di Apple Software Update su Windows 7 (perché magari hai intenzione di fare un giro completo di aggiornamenti una volta al mese per ogni programma installato, per esempio), ti basterà lanciare l’Utilità di pianificazione e andare a disabilitare la voce relativa ad AppleSoftwareUpdate (sotto Libreria Utilità di pianificazione → Apple):

Disabilitare Apple Software Update su Windows 1

Se il tuo Sistema Operativo è invece Windows 10, il mio consiglio è quello di passare alla versione del programma scaricabile da Store, la quale andrà a disinstallare quasi del tutto autonomamente quella del vecchio tipo:

iTunes
iTunes
Developer: Apple Inc.
Price: Gratis+

Questa si aggiornerà in automatico, senza necessità dei diritti amministrativi e ogni volta che ce ne sarà bisogno, in background, non disturberà e non chiederà costantemente la tua attenzione, una situazione di “win-win” alla quale difficilmente oggi rinuncerei.

Se invece stai lavorando su un sistema macOS, il consiglio è quello di evitare di bloccare in generale gli aggiornamenti di AppStore, poiché questi contengono anche patch di sicurezza. Non puoi filtrare esclusivamente iTunes, sarai costretto a chiedere di non eseguire automaticamente gli aggiornamenti di tutte le applicazioni di AppStore, si fa dalle Preferenze di Sistema → App Store:

Disabilitare Apple Software Update su Windows

Lo screenshot è catturato da una mia macchina virtuale in inglese, poco cambia rispetto alla localizzazione italiana, si capisce comunque benissimo (togliendo l’opzione evidenziata in giallo, non aggiornerai automaticamente le applicazioni installate sulla macchina).

Buon lavoro.


fonte: technipages.com/disable-apple-software-update-screen

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macOS Mojave è stato ormai rilasciato pubblicamente il 24 settembre scorso, le installazioni sui vari Mac compatibili proseguono –immagino– progressivamente, probabilmente qualche utilizzatore (come me, vecchia scuola) di Caffeine se ne sarà già accorto: la preziosa utilità tenuta a portata di Spotlight per tanti anni ha smesso definitivamente di funzionare. Un addio al quale in realtà mi ero già preparato qualche tempo fa (te lo ricordi questo articolo?), ma al quale non ho mai davvero fatto l’abitudine, continuando a utilizzare per praticità il software di Lighthead.

E adesso che si fa?

Addio Caffeine, benvenuto KeepingYouAwake!

Si utilizza il comando da Terminale o si sostituisce Caffeine con un’applicazione che offre le stesse caratteristiche? La scelta è tua, io ti elenco le possibilità.

Caffeinate

Lo ripropongo ancora una volta. Il comando da Terminale è ormai disponibile da diverse versioni del Sistema Operativo di casa Apple, è semplice da ricordare e, nel caso in cui non ti venissero in mente i parametri da passargli, puoi sempre usare il manuale da riga di comando:

OS X: bisogno di Caffeina?

KeepingYouAwake

Nato come progetto pubblico su GitHub, raccoglie un po’ l’eredità del Sacro Graal e la plasma secondo canoni più odierni, al passo con i tempi e con le necessità di praticità che noi tutti abbiamo. Se per la prima questione legata alla contemporaneità ti basta buttare nel calderone una buona icona che non sfiguri in mezzo alle altre che generalmente vedi nella barra Menu alta del Sistema Operativo, per la seconda ti tocca di donare all’applicazione un pannello Impostazioni degno di questo nome, che possa magari introdurre qualche novità.

Addio Caffeine, benvenuto KeepingYouAwake! 9

È ciò che KeepingYouAwake in realtà fa, perché oltre al classico singolo clic che ti permette di abilitare o disabilitare il caffeinate (alla base del funzionamento del programma), le sue Impostazioni (che puoi richiamare con il tasto destro sull’icona del programma quando questo è in esecuzione) ti permetteranno di regolarne il funzionamento secondo comportamenti a te più consoni, in base alle tue esigenze. Potrai scegliere di avviarlo insieme al Sistema Operativo, di farlo entrare in funzione appena lo si lancia, configurarne tempi di funzionamento predefiniti, farlo disattivare se la tua batteria sta per lasciarti appiedato.

KeepingYouAwake svolge perfettamente il mestiere per il quale è stato “ideato“, ti evita di dover imparare la sintassi da utilizzare da Terminale e aggiunge quella componente di comodità in più che per molti utenti può diventare irrinunciabile, è certamente uno strumento da tenere a portata di mano e installare sul proprio macOS anche a costo di doverlo utilizzare una sola volta. Questa è certamente la mia scelta tra le proposte elencate in articolo.

Amphetamine

Alternativa al sopra citato KeepingYouAwake, Amphetamine svolge lo stesso identico lavoro di base, proviene da Mac App Store (puoi scaricarlo gratuitamente utilizzando il badge qui di seguito) e include diversi altri accorgimenti che possono attivarne o disattivarne l’effetto in base a determinate condizioni.

Amphetamine
Amphetamine
Price: Free

Dietro un motore così carino e coccoloso, Amphetamine nasconde una serie di optional mica tanto da ridere. Questi possono costituire il bivio al quale sarai costretto a prendere una decisione, scegliendo di percorrere una o l’altra strada. Il software sviluppato da William Gustafson permette infatti di intervenire su una moltitudine di condizioni per le quali mettere il tuo Mac in condizioni di poter andare in sleep o meno, chiamando in causa azioni come il download di un file tramite una specifica applicazione o la connessione a una particolare WiFi (esempio -quest’ultimo- che ti mostro qui di seguito, chiedendo al mio MacBook di non spegnersi se collegato alla WiFi di casa):

La personalizzazione non finisce certo qui. Puoi chiamare in causa diverse altre condizioni, o anche attivare il Drive Alive, per tenere sempre viva e in allerta un’unità disco (poco importa se si tratta di una interna al tuo Mac o esterna, collegata magari via USB). Forse inutile aggiungere che –così come per KeepingYouAwake– anche Amphetamine permette di tenere d’occhio i consumi di batteria quando non si è attaccati alla corrente, consentendo di disattivare il caffeinate sotto una certa soglia e riattivarlo non appena possibile.

A queste funzioni si aggiungono quelle relative alle scorciatoie da tastiera per richiamare le azioni principali del programma, l’aspetto visivo (con possibilità di modificare l’icona usata da Amphetamine e tornare alla più conosciuta tazza di caffè) comprensivo di notifiche video e audio, l’uso dei profili rapidi da icona (in una configurazione standard il clic con il tasto sinistro richiamerà il menu completo, mentre quello da tasto destro permetterà di attivare o disattivare rapidamente il caffeinate).

Lo avrai capito: Amphetamine lo è di nome e di fatto, perché qui si va molto più in là rispetto al semplice tenere attivo e sveglio il proprio Mac. Si condisce questa banale ma fondamentale funzione di sistema con una serie di condizioni che possono permetterne o meno l’attivazione, una quantità non indifferente di variabili completamente pilotabili. Puoi adattare l’uso del programma alle tue esigenze, questo non è affatto un dettaglio da trascurare, ma tutto dipende dall’uso che vuoi fare di questo comando.

Oltre Amphetamine e KeepingYouAwake troverai svariate alternative disponibili, magari gratuite e con tanto di codici sorgenti pubblicati su GitHub, o pronte da scaricare su App Store. Io ho preso quelle forse più conosciute o che più mi sono piaciute, sperando di aver fatto cosa gradita ad altri utilizzatori orfani come me. Se hai ulteriori suggerimenti ti prego di lasciare il tuo commento in coda all’articolo, aiuterai il sottoscritto e probabilmente tanti altri lettori.

A te la scelta quindi, con cosa intendi sostituire il caro vecchio Caffeine? :-)

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Scoperto per puro caso mentre ero alla ricerca di un buon metodo per individuare e rimuovere più facilmente doppioni fotografici finalmente messi a posto dopo anni di archiviazione su Dropbox alla “meno peggio“, Gemini è un programma tanto semplice quanto fondamentale per questo tipo di attività. Interfaccia assolutamente intuitiva, rapidità, buona analisi e pressoché zero falsi positivi. Macina –senza fare troppi complimenti– una mole di dati potenzialmente enorme (gli ho dato in pasto foto di amici e famiglia per un totale di circa 175 GB) e restituisce ciò che c’è da fare, senza prendere iniziative a meno che non sia tu a ordinarglielo.

Gemini 2 è evidentemente l’evoluzione di un primo già riuscito progetto, ed è oggi disponibile per macOS 10.10 o superiore, in versione gratuita che permette un numero limitato di operazioni e pulizie, completo se sbloccato da store ufficiale o direttamente da App Store su macOS, io ho optato per la licenza singola che viene poco meno di 20€, costa il 50% in meno se possiedi la prima versione del programma. Se non sei sicuro in merito all’acquisto, sappi che sullo store viene riportata la garanzia del soddisfatti o rimborsati entro 30 giorni (ed è stata quella a convincermi ad acquistare la licenza per capire se ne poteva davvero valere la pena).

Gemini 2: The Duplicate Finder
Gemini 2: The Duplicate Finder

Il programma è disponibile anche in italiano e no, se te lo stai chiedendo, non ricevo alcun compenso per questo mio articolo. Ho scaricato e sbloccato Gemini 2 ormai un paio di mesi fa o forse più, sono rimasto soddisfatto dell’acquisto e l’ho utilizzato per un paio di occasioni in cui è stato alleato prezioso, mi limito quindi a consigliarlo a chi dovesse trovarsi nella stessa condizione / esigenza :-)

Buon lavoro!

P.S. Nota a margine: mi accorgo solo durante la stesura finale del pezzo che Gemini 2 fa parte della famiglia software di MacPaw, la stessa alla base di The Unarchiver del quale ti ho parlato qualche giorno fa, poco c’entra, ma a questo punto penso darò un’occhiata anche ad altro loro software.

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