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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Momento fisima gentilmente offerto dalla proprietà del blog: per un Desktop più pulito, bisogna smettere di farci finire dentro tutti gli screenshot catturati tramite le classiche combinazioni tasti di macOS. Una di quelle ossessioni stupide, lo ammetto, ma una semplice modifica rimette tutto al suo posto e la cosa mi piace assai.

macOS: modificare la posizione di salvataggio degli screenshot

Come catturare uno screenshot su macOS è cosa assai nota, e nulla è cambiato rispetto ai tempi di Mac OS X, ma se ancora tu dovessi avere dei dubbi in merito beh, ti rimando direttamente a take-a-screenshot.org/mac.html.

Ora, l’argomento della pillola di oggi è diversa. Sì perché uno screenshot catturato da combinazione di tastiera (e non da Terminale, per esempio), prevede che questo venga salvato sul Desktop del tuo utente. Questa cosa è deleteria per chi però adora vedere il Desktop libero e gli screenshot in una di quelle cartelle che –come da tradizionale script di Mission Impossible– si autodistruggerà tra pochi secondi.

La soluzione esiste ed è talmente banale da fare il giro doppio e attestarsi tra le assolute genialità in una sola mossa, e arriva da un utente che ha commentato un articolo di Lifehacker: lifehacker.com/1823807283

In breve: apri Terminale e digita al suo interno il comando:

defaults write com.apple.screencapture location /Users/gioxx/Downloads/scr

Che -neanche a dirlo- dovrà essere differente nel tuo caso perché di certo non sarai “gioxx” sul tuo Mac e probabilmente non desideri il mio stesso identico posizionamento (cartella scr all’interno della cartella Downloads). Puoi copiare e incollare la prima parte di comando (fino a location, nda), quindi trascinare la cartella all’interno della quale desideri far finire i tuoi screenshot all’interno di Terminale. macOS dovrebbe trascrivere la posizione di quella cartella traducendola con il suo percorso sul disco locale.

macOS: modificare la posizione di salvataggio degli screenshot 1

Premi ora invio, salvo errori palesi la modifica andrà a buon fine e ti comparirà una nuova riga di Terminale libera. Lancia ora un killall SystemUIServer per applicare la modifica e prova a catturare un nuovo screenshot, dovrebbe finire nella cartella che hai scelto tu.

Per tornare indietro

Nulla di più semplice. Ripeti quanto fatto per cambiare cartella, ma trascina quella della Scrivania subito dopo location. In pratica dovresti ottenere qualcosa di simile:

defaults write com.apple.screencapture location /Users/gioxx/Desktop

Al posto di “gioxx” ci sarà il tuo utente (ma va?). A quel punto dovrai nuovamente lanciare un killall SystemUIServer per applicare la modifica.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Oliver Shou

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Mi sono ritrovato davanti a un macOS con una marea di aggiornamenti di sistema da eseguire e un AppStore decisamente troppo rallentato e pressoché inutilizzabile. Dato che però le vie del Terminale sono infinite, ho raggiunto lo scopo senza passare da AppStore. C’è una funzione immediatamente richiamabile che ti aiuta a superare questo ostacolo, è la softwareupdate.

macOS: aggiornamento software tramite Terminale

Apri un Terminale e digita:

softwareupdate -l

Così facendo otterrai la lista degli aggiornamenti da eseguire, che potrai in seguito installare singolarmente oppure per gruppi di priorità (quelli critici, i suggeriti, quelli che puoi anche ignorare). Se vuoi conoscere la lista dei parametri accettati da softwareupdate, puoi richiamare il manuale in linea:

man softwareupdate

macOS: aggiornamento software tramite Terminale 1

Il resto del gioco consiste solo nel leggere e preparare la stringa completa che fa al caso tuo. Occhio però: se non si fosse capito (se non fosse stato sufficiente il mio dire “aggiornamenti di sistema” in apertura articolo), ribadisco il concetto: softwareupdate può essere utilizzato da Terminale per installare le patch di sistema, non le applicazioni scaricate da AppStore in un secondo momento. Per quelle ti tocca passare per forza dal “portale” Apple, che comunque dovrebbe tornare a essere più snello e reattivo se almeno gli hai già tolto buona parte del lavoro.

Buon aggiornamento.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Sergey Zolkin

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Cyberduck su macOS: impedire il collegamento automatico all'avvioUtilizzo Cyberduck come client FTP/SFTP (e non solo) su macOS, un’alternativa a FileZilla che ho abbandonato qualche tempo fa (ogni tanto si cambia), anche in vista di una sempre più necessaria normalizzazione software tra il SO di Apple e quello di Microsoft.

Lo trovo adatto alle mie esigenze, fatta eccezione per un comportamento adottato di default e che ho modificato intervenendo nelle sue opzioni: la connessione automatica all’ultimo sito web gestito all’avvio del client.

No, non la sopporto e devo io essere io a gestire la connessione quando apro Cyberduck, sono io che decido se ricollegarmi all’ultimo sito web gestito oppure a un altro. Se anche tu hai lo stesso problema, sappi che ti basterà intervenire nelle opzioni generali di programma, andando a disattivare il salvataggio del Workspace:

Cyberduck su macOS: impedire il collegamento automatico all'avvio 1

Fatto questo, toccherà a te scegliere il sito a cui connetterti, ogni volta che aprirai una nuova sessione di Cyberduck.

Buon lavoro!

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Ogni file ha una sua estensione, e ognuna di queste ha la relativa (o più) applicazione dedicata in grado di aprirla, questo è un dato di fatto su ambienti Windows tanto quanto Linux e macOS, giusto? Bene. Nel caso però su un sistema tu dovessi far convivere più applicazioni in grado di lavorare lo stesso tipo di file e volessi modificare l’applicazione predefinita, come ti muoveresti?

macOS: modificare l'associazione predefinita di estensioni e app

Se su Windows la cosa è talmente facile da poter essere agilmente riprodotta anche da tuo nonno, su macOS potrebbe diventare un attimo più complicato per coloro che non sono abituati a utilizzare il Terminale, soluzione sempre immediata e preferibile solo nel caso in cui tu abbia particolare confidenza e capacità di movimento al suo interno.

Fermo immediatamente quella persona in fondo al corridoio che sta urlando che sono un pirla: pur confermando quanto pensa di me (sono anni che mi alleno per migliorarmi sempre più, nda), non è sempre detto che un tasto destroApri conAltroApri sempre con questa applicazione risolva la situazione, ho visto con i miei occhi alcuni casi (che anche io ho faticato a credere nel momento della descrizione del problema a voce) di associazione estensione-applicazione tornati al precedente stato dopo un riavvio o una più semplice chiusura del nuovo programma appena associato in maniera predefinita.

Per questo motivo ho cercato una soluzione a portata di tutti, scoprendo RCDefaultApp. Si tratta di un’estensione delle Preferenze di Sistema di macOS che raccoglie in maniera ordinata e molto pulita le associazione tra estensioni e applicazioni, proponendo un look & feel per certi versi simile a quello che Windows ha utilizzato per anni (e che in parte è stato mantenuto in Windows 10, anche se ormai avviato al pensionamento definitivo). Ti mostro qui qualche screenshot per farti capire di cosa sto parlando:

Se questo miglioramento ti piace, ti posso dire che RCDefaultApp è gratuito e che è possibile scaricare l’ultima versione dalla pagina ufficiale (rubicode.com/Software/RCDefaultApp *). Fai clic qui per scaricare direttamente il file Zip (richiede macOS 10.2 o superiore), dovrai scompattarlo e fare doppio clic su RCDefaultApp.prefPane. Ti verrà richiesto a video se installare il nuovo pannello preferenza solo sul tuo account o su tutti gli account presenti nello stesso macOS, a te la scelta (io l’ho installato solo per il mio utente, anche perché non ce ne sono altri su questo MacBook!).

macOS: modificare l'associazione predefinita di estensioni e app 9

La modifica è immediatamente operativa e non serve riavviare il tuo Mac. Puoi così andare a modificare un’associazione che non ti ha dato retta in maniera definita e più convenzionale.

Buon lavoro! :-)


Immagine di copertina: Jaromír Kavan on Unsplash

(*): nella malaugurata ipotesi il sito web ufficiale non dovesse essere raggiungibile, ho caricato sul mio spazio box una copia del DMG: app.box.com/s/zxtopbs2o25v3utgzbau4ijx220h0gcb

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Non è la prima volta che mi viene chiesto, scrivo e pubblico un pezzo rapido così che sia più semplice per tutti capire se è arrivato il momento di cambiare la batteria del proprio iPhone, così da uscire (almeno nella teoria) dal tunnel della depotenziazione confermata da Apple qualche tempo fa (lo sanno anche i muri, credo sappia anche tu di cosa sto parlando). Ciò che ti serve è un Mac (iMac o Macbook, non ha importanza) o, nel caso in cui tu non lo abbia, un’applicazione da scaricare e installare su iPhone direttamente da AppStore.

iPhone: come posso capire se devo cambiare la mia batteria?

In generale, uno stato di usura batteria che porta la carica massima sfruttabile al pari (o al di sotto) dell’80% è da considerarsi già papabile per la riparazione (sostituzione della batteria).

Detto ciò, ecco le due alternative che ti suggerisco.

Mac e coconutBattery

coconutBattery è uno di quei tool che esistono da sempre, e che devono essere sempre tenuti a portata di clic, perché tanto piccoli quanto fantastici quando ce n’è bisogno. Si scarica gratuitamente dal sito web ufficiale coconut-flavour.com/coconutbattery, e ne esiste una versione Plus che è nata per sostenere il progetto in futuro, introducendo alcune ulteriori funzionalità davvero niente male.

In origine è stato sviluppato per tenere d’occhio l’usura della batteria del MacBook (e l’ho scaricato qualche anno fa proprio per questo motivo), per poi introdurre in seguito il controllo della batteria di iPhone e iPad (oltre che iPod, se ne possiedi ancora uno). Una volta collegato il tuo iPhone via cavo al Macbook (o iMac), autorizza il PC a connettersi allo smartphone (ti comparirà la solita richiesta di conferma a video su iPhone), quindi apri coconutBattery e spostati nella scheda relativa al tuo iPhone per verificarne la capacità di batteria e l’usura attuale:

iPhone: come posso capire se devo cambiare la mia batteria? 1

iPhone e Battery Life

Altra accoppiata scoperta per caso un paio di anni fa circa, poi suggerita più e più volte, costituisce la concreta e unica alternativa al collegamento tra iPhone (o iPod / iPad) e Mac, senza neanche inserire in equazione la visita presso l’Apple Store più vicino (perché ti ricordo che, prendendo appuntamento, puoi far controllare lo stato di usura della tua batteria anche in Apple Store o centro autorizzato).

Battery Life è un’applicazione gratuita (guadagna sulla pubblicità che ti mostra all’interno di ogni sua schermata, nda) che puoi scaricare direttamente da AppStore, oppure utilizzando il badge qui di seguito:

Battery Life
Battery Life
Developer: RBT Digital LLC
Price: Free+

Estremamente chiara e semplice da utilizzare, una volta installata e avviata ti mostrerà immediatamente le informazioni relative alla batteria e alla sua usura, fornendo inoltre grafici, cronologia e calcoli che ti permetteranno di capire quante ore di vita ha a disposizione lo smartphone se continuerai a utilizzarlo. Ti mostro qualche screenshot catturato dall’applicazione (il telefono è il mio iPhone 6 aziendale):

Condizioni imposte da Apple

Te le riporto qui di seguito, così che possano tornarti immediatamente comode. In linea di massima, se dovesse servirti qualche altra informazione, ti rimando al documento ufficiale di Apple che trovi all’indirizzo support.apple.com/it-it/iphone/repair/battery-power:

Fino al 31 dicembre 2018, il prezzo dell’intervento di assistenza per le batterie fuori garanzia è di € 29 per tutti i modelli idonei iPhone 6 o successivi. L’intervento di assistenza per la batteria al prezzo di € 29 è limitato a una riparazione per iPhone.

I problemi causati da danni accidentali non sono coperti dalla garanzia limitata Apple. I prezzi si applicano solo alle riparazioni della batteria eseguite da Apple. Altri service provider potrebbero stabilire prezzi diversi. Aggiungeremo un costo di spedizione di € 12,20 se la riparazione richiede la spedizione e non è coperta da garanzia o da AppleCare+. Tutti i costi sono espressi in euro e sono comprensivi di IVA.

In conclusione

Ora dovresti avere tutte le informazioni necessarie per poterti muovere e capire se è arrivato il momento di approfittare del cambio batteria a 29€ presso l’Apple Store più vicino a te! In caso di dubbi, come al solito, puoi utilizzare l’area commenti che trovi qui di seguito.

Cheers.


Immagine di copertina di Radovan on Unsplash
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