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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Time Machine, quando opportunamente configurato, lavora un po’ come un orologio svizzero. Intervalli da lui stabiliti, backup quando la macchina è alimentata e collegata alla rete (WiFi o LAN poco importa) e con la funzione di Power Nap attiva, in pratica è un po come emulare il backup sui dispositivi portatili (iPhone o iPad). Tutto fa brodo e serve a proteggersi quanto più possibile da perdite di dati che possono cogliere impreparati. Ma se il backup su Time Machine diventa oneroso per le risorse della tua macchina durante le ore di lavoro più stressanti, cosa puoi fare per cambiare la situazione? Un metodo c’è, ed è anche di semplice percorrenza.

macOS: modificare la schedulazione di Time Machine

Il metodo ha un nome, e per fartela quanto più semplice possibile lo si applica sotto forma di applicazione gratuita, si chiama TimeMachineEditor:

TimeMachineEditor is a software for OS X that lets you change the default one-hour backup interval of Time Machine. You can change the interval or create a more sophisticated scheduling (see screenshots below).
This is useful if you don’t need to backup every hour and don’t want the performance penalty. This is also especially useful if you manipulate lots of data within one hour as you would spend the whole day backing up.
tclementdev.com/timemachineeditor

TimeMachineEditor

TimeMachineEditor, una volta installato e avviato, ti permette di mettere mano alla schedulazione dei tuoi backup eseguiti tramite Time Machine, facendo entrare in funzione quest’ultimo quando vuoi tu, e non quando deciso dal sistema operativo (come normalmente avviene).

Per quello che mi riguarda, se non lamenti rallentamenti di macchina dovuti al processo di backup, ti sconsiglio di modificarne allora le schedulazioni originali, permetti a Time Machine di fare il suo lavoro quando lo desidera. In caso contrario, TimeMachineEditor può essere la giusta soluzione per operare su qualcosa di così delicato senza però grandi e irreparabili danni, perché tutto sommato ti trovi in “ambiente controllato” e con possibilità di tornare indietro in qualsiasi momento:

macOS: modificare la schedulazione di Time Machine 1

La finestra è basilare così come la vedi qui sopra, puoi decidere tu stesso quando far entrare in funzione Time Machine, mantenendo se vuoi il parametro “Quando inattivo” (così come proposto in maniera predefinita dal programma), oppure agendo sul calendario (specificando quindi giorni precisi e ora in cui far partire Time Machine), o ancora impostando intervalli più regolari (ogni ora / settimana / mese), mantenendo -io l’ho fatto- la creazione locale di snapshot che ti faranno da ancora di salvataggio in caso di emergenza, sono come delle ciambelle che potrai usare in caso il Time Machine non avesse effettuato backup nell’intervallo in cui tu hai danneggiato o perso qualche dato importante.

Qualsiasi tua modifica sarà immediatamente operativa nel momento in cui farai clic sul pulsante Applica in basso a destra nella finestra principale del programma.

E per tornare indietro?

Dalla finestra principale di TimeMachineEditor ti basterà togliere il segno di spunta all’opzione “Back up“, questo permetterà a Time Machine di tornare a operare così come in origine.

Questo è quanto, mi sembra (e spero) di averti detto tutto :-)

Cheers.

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Quella di GIMP sui sistemi Apple è una storia abbastanza travagliata, fatta di interfacce X11 in passato, poi fortunatamente diventate inutili qualche tempo dopo, fino a diventare un pacchetto DMG normalmente distribuito dal sito web ufficiale. Il problema è che quel pacchetto DMG, contrariamente a Windows o Linux, rimane generalmente indietro sui sistemi della mela.

macOS: Gimp 2.10 (non ufficiale)

Meno di un mese fa è stato rilasciato il nuovissimo GIMP 2.10 (gimp.org/news/2018/04/27/gimp-2-10-0-released) e –manco a dirlo– su Windows è stata installazione e amore (quasi) a prima vista (ho giusto messo a posto qualche impostazione ora predefinita che però non mi piaceva). Il tassello è però completamente mancante su macOS, creando quel vuoto già generato dalla release 2.8.22 ufficiale, rimasta comunque più indietro rispetto a quella Windows di generazione precedente.

Fortunatamente però un pacchetto esiste, segue il filone ufficiale e porta in dono anche la lingua italiana (si parte in inglese, dovrai modificare la lingua dalle Impostazioni e questa avrà effetto dal successivo avvio dell’applicazione). Lo ha realizzato Partha Bagchi (non la prima volta, perché a quanto pare lo fa da un pezzo) e lo distribuisce tramite il suo sito web personale, partha.com. Il download diretto per McGimp 2.10 (questo il nome della versione portata su macOS, anche se ricorda un po’ il nome di un panino della nota catena di ristorazione a basso costo) si avvia tramite partha.com/downloads/McGimp-2.10-std.app.zip, io ho salvato il file ZIP anche sul mio spazio Box, puoi trovarlo all’indirizzo go.gioxx.org/mcgimp2-10. Sul sito di Partha puoi anche trovare ulteriori distribuzioni modificate (anche di altre versioni di GIMP) e diverse risorse aggiuntive, alle quali ti consiglio di dedicare una tua occhiata.

Io ho già provveduto all’installazione dell’applicazione (scompatta il file ZIP e sposta in Applications, nda), la quale però necessita di sblocco da parte tua perché chiaramente lo sviluppatore non è verificato (puoi sbloccare l’esecuzione dal solito pannello Sicurezza e PrivacyGenerali.

Il gioco è fatto, bentrovato GIMP:

macOS: Gimp 2.10 (non ufficiale) 1

Ora tocca a te, va e installa l’ultima versione dell’editor gratuito! :-)

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Tra le varie utility sviluppate e pubblicate da EaseUS ce n’è una in particolare che può tornarti utile nel caso in cui tu debba recuperare dei dati “persi” sui tuoi dispositivi Apple, si tratta di EaseUS MobiSaver. Gratuita (nella sua versione più basilare), disponibile per Windows e macOS, in grado di analizzare e recuperare dati partendo dal tuo dispositivo, da un backup iTunes o direttamente da iCloud.

EaseUS MobiSaver recupera i dati dei tuoi dispositivi iOS

EaseUS MobiSaver

Sai bene che qualsiasi dato tu vada a cancellare non è in realtà eliminato in maniera completa dai tuoi dispositivi. Passa solitamente in un limbo con durata limitata di giorni entro i quali potrai recuperare ciò che probabilmente hai rimosso per sbaglio e, anche quando quell’intervallo di giorni è ormai passato, c’è ancora qualche possibilità di recuperare il file ormai perso.

EaseUS MobiSaver svolge questo mestiere e tenta il recupero di quei dati apparentemente persi per sempre, provandoci con iOS (quindi direttamente con il tuo smartphone o tablet), con un backup di iTunes o collegandosi direttamente al tuo account iCloud. Va un po’ a fare l’esatto contrario di quanto ti ho raccontato qualche tempo fa con tool di tutt’altro tipo (e occhio, quelle non le recuperi più da iCloud, puoi provarci solo da iOS o da file generato tramite iTunes).

Il software è disponibile in versione gratuita e non (dedicata ai professionisti).

Nello specifico

Una volta installato e avviato (io ho eseguito i miei test su macOS High Sierra e iPad personale, nda) probabilmente ti ritroverai davanti al messaggio di non piena compatibilità con il più aggiornato sistema operativo di Apple (quindi bene, ma non benissimo per cominciare):

EaseUS MobiSaver recupera i dati dei tuoi dispositivi iOS 1

Tolto il dente (e anche il primo dolore), si passa all’interfaccia vera e propria del programma, la quale chiederà di collegare il dispositivo e di autorizzare il PC per poterci lavorare sopra (il tutto con una localizzazione che nonostante anni di rapporti anche con l’Italia, fatica a migliorare), ciò a cui sei già abituato nel panorama degli “iDevice“. Dovrai ora lanciare la scansione e dare il tempo all’applicazione di eseguire una verifica completa del dispositivo, alla ricerca di tutto il materiale attualmente disponibile misto quello che probabilmente hai eliminato ma che ancora potresti / vorresti recuperare:

EaseUS MobiSaver cerca di portare fuori tutti i più classici dati solitamente conservati sullo smartphone o sul tablet, si parla quindi di fotografie e messaggi in primis, comprese le chat di WhatsApp che nessuno vuole perdere, resta fuori ovviamente Telegram perché basato totalmente sul Cloud. Dentro invece quei dati che solitamente non consideriamo nell’equazione, come fotografie e video che si trovano all’interno di altre applicazioni che permettono loro di rimanere lì fino a dimenticarcene (penso ai vari lettori video che accettano materiale passato in upload tramite iTunes o non solo). Si possono arrivare a recuperare anche memo (testuali o vocali), appuntamenti di calendario e preferiti di Safari (cosa alquanto intelligente considerando che cancellare un segnalibro mi è già accaduto per sbaglio in passato).

Se non iOS è a poterti dare soddisfazione o risposte alle tue domande, sappi che EaseUS MobiSaver permette anche di analizzare backup completi effettuati tramite iTunes (come già detto sopra) o collegandosi direttamente a iCloud tramite il tuo account (a prescindere che abbia o meno protezione a due fattori, che dovrai chiaramente superare):

Io non sono solito usare iTunes (meno lo uso, meglio sto) e cerco di mandare tutto in backup esclusivamente su iCloud (considerando che la libreria fotografica è disattivata e preferisco passare da Google Photos e dal mio account di Google), dal quale però sono solito cancellare in maniera definitiva i file ancora fermi nel limbo, rendendo di netto più difficile (se non impossibile) il lavoro di questo tipo di programmi (fortunatamente per la privacy dell’utente finale).

Il test è stato quindi eseguito con successo sul mio iPad direttamente, recuperando un evento di calendario precedentemente cancellato per mettere alla prova EaseUS MobiSaver, e quelli non passano per il famoso limbo di cui ti parlavo, generalmente dedicato alle fotografie e ai tuoi video (che effettivamente necessitano di un cestino che possa salvarti da brutti scherzi dovuti alla fretta o alla distrazione).

EaseUS MobiSaver è un’applicazione che puoi tenere a portata di mano qualora dovesse mai servirti, non costa nulla e tentare (il recupero dei dati) non può nuocere più di quanto non lo abbia già fatto la perdita. Resta capo saldo quanto già specificato in apertura articolo: occhio a quello che si sviluppa e poi non si mantiene, l’errore in apertura applicazione e un paio di crash durante i test fanno storcere (e parecchio) il naso, non si vive di solo Windows al mondo (anzi, tutto il contrario considerando che si parla di Apple e ci sono tanti Mac lì fuori) ;-)

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OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1Non ti ho mai parlato prima di InkScape perché, al contrario di GIMP, lo uso molto meno, lo prediligo per lavorare più facilmente delle immagini vettoriali o dei file SVG, prevalentemente su Windows e pressoché zero su macOS. Eppure qualche giorno fa ho avuto la necessità di creare rapidamente un file PNG partendo da un SVG sul MacBook, e l’ho fatto con una finestra di Terminale e InkScape senza necessità di lanciare l’interfaccia grafica.

InkScape

Lo scarichi gratuitamente dal sito web ufficiale e, contrariamente a GIMP, ha ancora bisogno di un sistema di finestre X, questo si appoggia nello specifico a XQuartz (che quindi ti tocca scaricare e installare a parte, anche lui gratuitamente).

Una volta fatto (sia il primo che il secondo pacchetto DMG), non avviare neanche InkScape.

Da Terminale

Supponendo che la tua immagine SVG si trovi nella cartella Download (e il programma sotto la classica /Applications), aprendo Terminale potrai richiamare script --without-gui dalle risorse di InkScape, in questa maniera:

macOS: trasformare un SVG in PNG con Terminale e InkScape

Spiegata in soldoni, il comando ti permette di richiedere a InkScape di esportare un file PNG partendo dal file SVG, specificando ovviamente l’una e l’altra cartella su cui lavorare (sorgente e destinazione, chiaramente), aggiungendo ulteriori parametri di cui potresti aver bisogno, tutti disponibili da documentazione linux.die.net/man/1/inkscape.

Nel mio caso (quello dell’immagine poco sopra), ho estratto prima un PNG a risoluzione intera, poi ho tenuto a bada la larghezza, portandola a 1000px. Ti riporto il codice qui di seguito:

/Applications/Inkscape.app/Contents/Resources/script --without-gui --export-png=/Users/gioxx/Downloads/raster-image.png /Users/gioxx/Downloads/Logo-TeamViewer-2016.svg

e:

/Applications/Inkscape.app/Contents/Resources/script --without-gui --export-png=/Users/gioxx/Downloads/raster-image.png /Users/gioxx/Downloads/Logo-TeamViewer-2016.svg -w 1000

Ovviamente la cartella dovrai modificarla (in ambo i casi) con quella che corrisponde alla tua situazione attuale, il resto è un colpo di invio e il risultato servito su un piatto d’argento.

Cheers :-)

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Che in pratica è già la risposta conclusiva di un articolo che vuole essere estremamente leggero per tutti coloro che –forse– si sono potuti permettere il lusso di godersi un ponte molto lungo (qualcuno era in ferie dal 23 aprile, e non sono io, maledizione!), le trasmissioni vere e proprie (quelle più pallose perché più lunghe da leggere, me ne rendo conto) ricominceranno da domani. Bando alle ciance: cos’è ATOM? L’editor di testo avanzato che può davvero colmare la grave lacuna lasciata da Notepad++ sui sistemi macOS.

L'alternativa a Notepad++ su macOS è ATOM

Completo, personalizzabile, con una vasta documentazione a supporto dell’utilizzatore. ATOM è quel progetto che mancava quando anni fa cercavo una reale alternativa al mio amato Notepad++ rifugiandomi in progetti come TextWrangler (poi BBEdit) con la stessa felicità di un bambino che deve mangiare i broccoli. No dico, i broccoli, hai capito di che sto parlando? Del non-plus-ultra dello “no, grazie“.

ATOM è la risposta che cercavo su macOS, ma è in grado di accontentare ogni palato essendo stato pensato e progettato per ogni Sistema Operativo. Nato in casa GitHub ascoltando gli sviluppatori (e non solo) nell’ormai quasi lontano 2014, è arrivato oggi a quella condizione di robustezza e affidabilità che può permettersi di avere a che fare un po’ con tutti, esperti e non. Il fatto di essere realizzato su base Chromium (insieme poi a CoffeeScript, JavaScript, CSS, C++ e TypeScript) ne permette l’estrema flessibilità e personalizzazione (anche sotto al cofano motore), i pacchetti disponibili sono ormai abbondanti (così come i temi, anche se a quelli non do peso) e possono fare quasi qualsiasi cosa.

ATOM è parte di una lista che ho usato diversi mesi fa ormai per cambiare editor di testo (mi ero ridotto a virtualizzare Notepad++ passando da VMware Fusion, giusto per rendere l’idea) e che trovi qui: webeeky.com/alternatives-of-notepad-mac-os (una lettura in più non può fare mai male). Altra lettura che ti consiglio (una delle prime portate a casa dal sottoscritto) è anche quella relativa agli shortcut da tastiera, arma per me fondamentale per evitare di usare quanto più possibile il mouse: blog.bugsnag.com/atom-editor-cheat-sheet.

La mia scelta l’ho ormai fatta, ora tocca a te dirmi se sei diventato anche tu utilizzatore ATOM oppure se vuoi dire la tua in merito e segnalare un diverso programma per chi sviluppa (a livello amatoriale e non) o comunque chi necessita di un editor più avanzato del semplice TextEdit sul Sistema Operativo di Cupertino.

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