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Forse più dedicato ai fissati dell’argomento e per chi mette seriamente in difficoltà la batteria del proprio smartphone (ma anche del proprio tablet), EasyAcc propone un’ulteriore Power Bank con una capacità di 20.000mAh (si, è tanto), 2 ingressi di ricarica (per accelerare i tempi) e ben 4 uscite USB, di cui una Quick Charge di tipo 3.0, con l’immancabile led ad alta luminosità nel caso in cui ci sia bisogno di una torcia, cosa che spesso manca in borsa ;-)

EasyAcc 20000mAh Power Bank con Quick Charge 3.0

Le caratteristiche della serie di batterie d’emergenza EasyAcc che ti ho un po’ abituato a conoscere in queste mie pagine vengono tutte rispettate. La scatola propone infatti la batteria (elemento principale, per forza di cose) ben protetta da eventuali graffi, corredata di due cavi microUSB e il solito striminzito manuale con le informazioni sul prodotto.

Ho quasi sempre portato con me la Power Bank di seconda generazione di EasyAcc, da 10.000mAh, quindi sostituirla con quest’ultimo arrivo (in particolare per la presenza della porta con Quick Charge, interessante per ogni dispositivo compatibile) è stata la prima idea, senza considerare però un dettaglio non trascurabile: peso e dimensioni. Ho scattato qualche fotografia per farti capire la differenza tra vecchia e nuova (che poi vecchia, è ancora in perfetta forma!):

Sono circa 400 i grammi che bisognerà trascinarsi dietro per avere a disposizione quelle porte di output (compresa la Quick Charge 3.0 di Qualcomm) e quella capienza massima. Sono tanti, ma davvero, li senti tutti quando lo metti nel marsupio o nel borsello, si sente certamente meno nello zaino da lavoro, ma così viene meno quella comodità dell’avere una Power Bank a portata di mano quando più è utile, cioè in quelle emergenze tipiche da lontano da casa, lontano da tutto.

Capiamoci: la batteria del mio Samsung Galaxy S8 ha una capienza di 3000mAh. Grazie alla Power Bank da 20.000mAh di EasyAcc posso ricaricare agilmente lo smartphone fino a sei volte, senza necessità di doverla riattaccare a una presa di corrente. Una volta riattaccata però, necessiterà di molto tempo per arrivare a completamento e tornare disponibile, porta pazienza e utilizza il corso di una notte per farlo (utilizzando entrambe le porte di input, puoi anche sfruttare lo stesso caricabatterie, ammesso che lui abbia due porte in uscita).

Vale quindi la pena acquistare un prodotto simile? La risposta è , ammesso che tu abbia spazio e spalle larghe a disposizione per poterlo scorrazzare in giro, perché di certo non potrai tenerla in tasca così comodamente. La risposta è no, se hai bisogno di qualcosa di molto più pratico (e a quel punto, pensa a un’alternativa con porta Quick Charge, anche se ha una capienza di mAh inferiore).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da EasyAcc, mi è stato lasciato al termine del test.
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Se ciò che non ti manca è lo spazio all’interno della borsa, allora i vecchi (?) 10000 mAh potrebbero diventare improvvisamente pochi, soprattutto nel caso in cui i dispositivi da alimentare e tenere sempre carichi siano due o più, ancora più oggi rispetto a ieri, con smartphone che integrano batterie sempre più capienti. Il test di oggi è dedicato nuovamente a un prodotto EasyAcc, che tutto sommato non dista poi tanto (esteticamente parlando) da quello che ho da molto tempo nella mia di borsa. Si tratta di EasyAcc 13000mAh Power Bank.

EasyAcc 13000mAh Power Bank

La tecnologia è sempre la stessa, perché tutto sommato funziona bene: una ricarica veloce (ma non Quick Charge), buone batterie al Litio che possono fare il lavoro sporco, ben due porte in ingresso per ricaricare più velocemente la power bank (anche sfruttando un solo adattatore da muro, non c’è problema) e un led ad alta luminosità che può tornare utile quando meno te lo aspetti. Anche la EasyAcc 13000mAh Power Bank ha i 4 piccoli led che ti permettono di avere immediata visibilità dello stato di carica residua al suo interno (gli stessi che lampeggiano e rimangono accessi durante la ricarica, per capire lo stato di avanzamento).

Due le porte USB in uscita, che possono alimentare altrettanti dispositivi, due i cavi presenti nella scatola così da non doverceli mettere di tasca propria. Ciò che più può lasciare perplessi quando si acquista il prodotto, è certamente la coppia spessore-peso, non banale soprattutto se comparata al prodotto di fascia subito inferiore (non per qualità, ma per carica massima), questo può essere ritenuto decisamente più ostico da portare con sé.

EasyAcc 13000mAh Power Bank 8

Se la capienza è molto buona, diverso è l’argomento tempi di ricarica. È un accessorio che è in grado di garantire diversi cicli di carica quando si è in difficoltà, tipicamente lontani da una presa di corrente e un caricabatterie, o quando si sottopone a forte stress il proprio smartphone, ma nel caso in cui non si vadano a sfruttare entrambi gli ingressi (per la ricarica della power bank) i tempi per poterla rimettere in pista si allungano notevolmente (diverse ore, davvero), questo perché per ottenere il massimo delle prestazioni bisognerebbe collegare ambo gli ingressi a due caricabatterie da 2A ciascuno (praticamente quelli degli iPad).

Il costo di EasyAcc 13000mAh Power Bank si aggira sui 20€ circa, da comprare direttamente su Amazon, anche se a ora che sto scrivendo l’articolo questa non sembra essere disponibile in stock (magari lo sarà per tempo rispetto alla pubblicazione!).

Hai domande? Sono a tua disposizione (per i miracoli sto ancora attrezzandomi, ma ci arriverò), utilizza pure l’area commenti! :-)

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Con Android spesso è tutto più semplice, non ha particolari restrizioni nei confronti dell’utente finale e si riescono a fare cose che su iOS attualmente non sono consentite (mi viene subito in mente il controllo remoto, tanto per fare un esempio). L’articolo di oggi parla di un prodotto utile per aggirare l’ostacolo della registrazione del monitor, per realizzare tutorial video o catturare sessioni di gioco da poter poi pubblicare su YouTube (argomento che spesso interessa i più giovani).

Si chiama –senza troppa fantasiaiPhone Screen Recorder, e lo sviluppa la AceThinker.

iPhone Screen Recorder di AceThinker

iPhone Screen Recorder sfrutta la tecnologia AirPlay di Apple per farsi trovare da iOS, e ne cattura l’output. Questo vuol dire che, sul monitor del PC, potrai vedere e registrare qualsiasi cosa accada su iPhone o iPad, audio compreso. Al termine della registrazione, otterrai un video con la qualità e il formato precedentemente stabilito. Il programma nasce evidentemente per Windows, ma è disponibile anche per il più recente macOS, quest’ultimo propone però meno opzioni rispetto a quelle disponibili su sistema Microsoft, ed è la versione che ho provato per scrivere l’articolo.

La configurazione del programma è davvero semplice (e già pronto per funzionare subito dopo l’installazione, senza necessità di particolari impostazioni). Ti basterà cercare dispositivi disponibili per la trasmissione AirPlay dal menu basso di iOS e il gioco è fatto, noterai subito l’applicazione in esecuzione:

Fai clic per trasmettere verso il dispositivo di duplicazione, partirà il mirroring del monitor all’interno dell’applicazione lanciata su PC. Potrai mostrare “la diretta” durante una proiezione, registrare un video o catturare facilmente screenshot, tutto a portata di clic, puoi anche scegliere di mettere a tutto schermo ciò che in quel momento stai facendo sul dispositivo. Ho voluto fare un paio di test con due giochi, dato che la società di sviluppo punta molto su questo aspetto.

Ti lascio vedere il risultato finale mettendo a confronto Super Mario Run e Fallout Shelter, due titoli molto diversi tra di loro, anche per lo sfruttamento delle risorse del dispositivo (un iPhone 6 con a bordo iOS aggiornato). A te la (per forza piccola) playlist:

Avrai certamente notato una mancata sincronizzazione (fluida) tra video e audio del primo e sì, non è colpa della conversione YouTube, e dubito possa essere colpa del mio MacBook (perché ho fatto un altro test passando per QuickTime). Quella mancata simbiosi si nota molto meno nella registrazione di Fallout Shelter, eseguita con l’identico hardware e software. Il programma in realtà dà il meglio di sé quando si chiede di registrare la normale attività del sistema, o magari un passo-passo di una qualche applicazione che non sia ludica, lo ritengo un utilissimo braccio destro per realizzare dei tutorial da mettere a disposizione degli utenti (anche in azienda), meno per pensare di mettermi a fare lo Youtuber imprecando e urlando sull’ultimo titolo disponibile in AppStore.

Giusto per completezza, ho registrato e caricato un terzo video, registrato con la versione per Windows che, come anticipato, integra alcune altre opzioni riguardo il formato video (e non solo). Ho selezionato prima un diverso livello del gioco, per poi tornare sul livello 1-1 per replicare la registrazione fatta nel primo video catturato dal MacBook.

iPhone Screen Recorder di AceThinker 3

Se ingrandisci l’immagine (ti basterà selezionarla con un clic), noterai una bassa qualità dell’anteprima, cosa che per fortuna sparisce nella registrazione video ad alta qualità.

La licenza (a oggi, che sto pubblicando l’articolo) costa l’equivalente di poco meno di 30€, e permette di sbloccare completamente l’applicazione che stai già provando (magari) sul tuo PC, permettendoti di registrare video lunghi e senza alcun logo all’interno. Una possibile alternativa di fascia alta è AirServer, che avevo provato con risultati molto soddisfacenti in passato, e che propone una licenza meno costosa (meno della metà di quella di iPhone Screen Recorder, nda), con diversi punti a favore e qualche piccola pecca (baso però il mio giudizio su una versione di qualche tempo fa, che potrebbe quindi essere ulteriormente migliorata), e in realtà corrisponderebbe alla mia scelta se dovesse servirmi un software di cattura monitor di iOS.

Esistono ulteriori alternative? Certamente. Con alcuni altri del “settore” bisogna però scendere a compromessi, quelli che a un cliente pagante non piacciono mai (è un po’ più facile mandare giù la pillola amara quando si sfrutta qualcosa gratuitamente, e neanche in tutti i casi).

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Sono diventato cliente Banca Sella già qualche mese fa, incuriosito da una di quelle pubblicità che si vedono mille volte tra le varie fotografie su Instagram e che sono solito ignorare bellamente, cosa che non è successa (per una volta) e che mi ha portato a registrare l’utenza e poi richiedere la loro carta Hype a casa. Ti spiego di cosa si tratta, com’è andata e come si può usare.

Hype di Banca Sella, come funziona? 1

Partiamo dall’esigenza: ho un conto corrente in una banca che Sella non è, carte di pagamento, libretto assegni e così via, ma avevo la necessità di avere una carta da “battaglia“, da utilizzare con facilità su internet (soprattutto) ma anche all’estero, magari in negozi “dietro l’angolo” ma mai visitati prima, dei quali non mi fido ciecamente, soprattutto alla prima visita (la clonazione della propria carta di credito è un rischio che ancora oggi si corre troppo facilmente), preferibilmente con IBAN anche se non strettamente necessario, l’importante per me è stato (sin dal primo momento) poterla ricaricare facilmente, accederla da qualsiasi dispositivo, gestirla in maniera semplice.

Ero possessore di una carta competitor (PostePay Evolution, per chi se lo stesse chiedendo) che rispondeva a ogni requisito, ma con un costo annuale che non era giustificato (mio parere) considerando la quantità di ricariche e transazioni eseguite. Sono passato a Hype usufruendo del piano gratuito e sono –a oggi– parecchio contento della mia scelta (e ho anche convinto qualche amico a fare lo stesso, potrei chiedere la percentuale pubblicitaria al gruppo Sella, quasi quasi).

Banca Sella propone due tipi di sottoscrizione. Il primo è il gratuito Hype Start, che utilizzo attualmente, ma ha ha un limite di ricarica di 2500€ nel corso dell’anno. Il limite viene abbondantemente superato (fino a 50.000€/anno) da Hype Plus, al costo di un euro al mese. Entrambi i pacchetti offrono un ampio bouquet di funzioni accessibili rapidamente e semplicemente: nessun costo di ricarica, nessun costo per passaggio di denaro tra utenti Hype, applicazione per Android e iOS, bonifici, ricariche telefoniche e molto altro ancora. La carta fisica, che è possibile farsi inviare gratuitamente a casa, è MasterCard, accettata pressoché ovunque.

Hype di Banca Sella, come funziona? 2

L’applicazione è immediatamente scaricabile, sarà lei a mostrarti i dati della tua nuova carta prepagata, con il relativo codice CV2 e data di scadenza, possibilità di metterla in pausa (impedendone così qualsiasi tipo di utilizzo) o bloccare selettivamente le sue caratteristiche (acquisti online, in negozio o prelievi bancomat). Dalla stessa potrai facilmente accedere al resto delle funzioni, compresa quella per il pagamento diretto da smartphone presso le attività associate a Hype. Su Milano, sfortunatamente, di attività non ce ne sono poi molte, conto (e spero) possano aumentare prossimamente.

Hype
Hype
Developer: BancaSella
Price: Free
Hype
Hype
Price: Free

È ancora una volta l’applicazione a proporre un diverso modo di raccogliere fondi per raggiungere i propri obiettivi: dal biglietto del concerto che stavi aspettando da mesi alla vacanza all’estero in occasione delle prossime ferie invernali. Fissalo, dagli un nome “parlante“, raggiungilo facendo la formica, un passo alla volta.

Hype di Banca Sella, come funziona? 3

L’applicazione ufficiale, fatta eccezione per alcune funzioni che spero potranno essere implementate in futuro, fa il suo dovere sotto ogni aspetto. Mancano all’appello bonifici esteri, pagamenti di bollettini postali, ricorrenti, manca anche la possibilità di sbloccare il software tramite impronta digitale su Android. Se stai cercando una carta ricaricabile un po’ più avanzata di molte altre, puoi provare Hype e dirmi cosa ne pensi, io di certo non guadagnerò soldi per avertela proposta.

Cheers.

G

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Era da qualche tempo che non si tornava a parlare di Car Sharing. Il mercato si è pressoché stabilizzato (ovviamente faccio sempre riferimento a Milano, città dove vivo) e sembra che la vita sorrida anche a Share’NGo (di cui ti parlerò presto, giusto per esprimere un paio di dubbi in merito). Car2Go ha appena rinnovato la sua flotta e introdotto anche la ForFour, lo scorso 1 ottobre, per accogliere più persone a bordo di una sola vettura, aumentando però i costi di noleggio al minuto per quest’ultima (dici che serve fare un articolo riepilogativo sulla situazione attuale?). Oggi però il protagonista vuole e deve essere BMW. Dopo un primo tentativo non andato in porto, pare che il grande marchio tedesco sia pronto per approdare a Milano. Dal prossimo 19 ottobre sarà infatti possibile salire a bordo di un parco auto molto interessante.

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 2

Lo si definisce Car Sharing di lusso. Sicuramente il parco auto è diverso da quello al quale siamo un po’ tutti abituati. Si passa da macchine agili e piccole (Smart, Fiat 500 e le piccole elettriche ZD1 made in China, escludendo scooter e il servizio di ATM, nda) a BMW Serie 2 Active Tourer (anche Cabrio), MINI Clubman, MIINI 5 porte, la BMW Serie 1, BMW e MINI cabrio. Trasmissioni manuali e automatiche, un po’ in base alle esigenze, un po’ alla disponibilità sul territorio e alla richiesta degli utenti.

Allo stato attuale l’iscrizione è gratuita, e tramite questo link otterrai anche 20 minuti di bonus gratuito: drive-now.com/f/IT/NR3ZRI2EX8GJ. Passerà in seguito a 29€ una tantum.

Area di copertura del servizio

Funziona –ahimé e forse ahinoi– come con Car2Go. C’è una Milano di serie A e una di serie B, torna quindi in auge la mappa con doppia tariffazione, all’interno della quale un ulteriore balzello di 4,90€ verrà richiesto a coloro che abitano (o hanno necessità di arrivare) nell’area non centrale, quella considerata gialla:

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 3

Saranno invece incentivati coloro che inizieranno il noleggio in area gialla e porteranno la vettura in area verde, mostrando una percentuale bonus sull’applicazione, nulla di nuovo quindi rispetto al servizio di “Car2Go Prendimi” del quale mi sono lamentato all’epoca del lancio e che –ancora oggi– continua a non convincere perché non ha dato –secondo me– i miglioramenti sperati in fase di valutazione e lancio (lo scopo era quello del permettere a tutti di trovare un’auto, in qualsiasi momento, nella maggior parte delle posizioni coperte dal servizio).

La mappa non è ancora molto dettagliata e non si vedono le piccole traverse che incrociano le principali, spero onestamente in una mappa più dettagliata o qualche chiarimento in più a partire dalla data di lancio del servizio, magari nell’articolo scritto e pubblicato in origine sul blog italiano del servizio.

Dalla registrazione all’area personale

Ho trovato la registrazione molto semplice. L’ho eseguita tramite PC (via drive-now.com/f/IT/NR3ZRI2EX8GJ) ma è fattibile anche via applicazione, ovviamente gratuita e disponibile per tutte le piattaforme:

DriveNow Carsharing
DriveNow Carsharing
DriveNow Carsharing
DriveNow Carsharing
Developer: DriveNow
Price: Free
DriveNow Car Sharing
DriveNow Car Sharing
Developer: DriveNow GmbH and Co. KG
Price: Free

Il tutto in attesa che gli sviluppatori terze parti, quelli delle applicazioni di gestione account Car Sharing (ti avevo parlato in passato di eVeryride e Bat Sharing, anche se nel frattempo hanno cambiato nome), aggiornino le loro creature per introdurre il parco vetture BMW e Sixt.

La registrazione ti chiederà tutti i classici dati fondamentali per sfruttare questo tipo di servizi. Dovrai riportare le tue generalità, i riferimenti della patente, e della carta di credito che verrà chiamata in causa per ciascun pagamento al termine del tuo noleggio. Ti verrà inviata una mail di conferma (occhio, finisce nello spam, dai un’occhiata e tirala fuori da lì) e contemporaneamente un SMS sul tuo cellulare. Servono entrambe le cose. Nella mail troverai un collegamento per aprire una pagina web che chiederà un codice numerico di 4 cifre, è quello che hai ricevuto via SMS.

Termina qui la fase di prima registrazione. Scarica ora l’applicazione (ti ho messo sopra i riferimenti rapidi) e avviala. Autenticati con il tuo account e potrai finalmente caricare i documenti necessari. Nessuna scansione, basta una fotografia. Il fronte e il retro della tua patente, il fronte e il retro di un tuo documento di identità (carta di identità o passaporto), e per finire un tuo selfie.

Quando avrai terminato di inviare le fotografie (inserendole negli appositi spazi dichiarati nell’applicazione e facendo partire l’upload, nda), dovrai attendere che lo staff di DriveNow effettui la sua verifica. Allo stato attuale sembra che il processo richieda fino a 48 ore, ma ti lascio immaginare quanti controlli saranno arrivati nel frattempo allo staff, porta pazienza, sono certo che prima della data di lancio tutto sarà pronto. Solo allora potrai considerare davvero conclusa la registrazione e iniziare così a utilizzare il servizio.

Costi e inizio del noleggio

Guidare una vettura del parco auto DriveNow costerà 31 centesimi di euro al minuto (non per tutte le vetture). Ho lavorato su un piccolo specchietto Excel per tracciare una rapida panoramica:

Iscrizione Al minuto Flat/h Km flat 24h Km extra Fuori Zona
Car2Go: ForTwo 9,00 € 0,24 € 13,90 € 200 59,00 € 0,29 € 4,90 €
Car2Go: ForFour 9,00 € 0,26 € 13,90 € 200 59,00 € 0,29 € 4,90 €
Enjoy: 500 / 500L 0,00 € 0,25 € 50 50,00 € 0,25 €
Enjoy: Mp3 0,00 € 0,35 € 50 60,00 € 0,35 €
Share’NGO 10,00 € 0,28 € 12,00 € 80 50,00 €
DriveNow: base 29,00 € 0,31 € 4,90 €
DriveNow: premium 29,00 € 0,34 € 4,90 €

Giusto qualche nota:

  • Car2Go ha tariffe promozionali fino al 31/12/16 (car2go.com/IT/it/milano/costs).
  • Ho inserito un 80 in corrispondenza dei Km “flat” di Share’NGO perché sono quelli che può fare con una carica massima delle batterie.
  • DriveNow “base” è per identificare BMW Serie 1, MNI, MINI Clubman.
  • DriveNow “premium” è per identificare BMW Serie 2 Active Tourer, BMW Serie 2 Cabrio, MINI Cabrio.

Ho caricato il file Excel sul mio Dropbox, lo trovi qui: dropbox.com/s/w3e3xnj1q7ta7s1/Prezzi%20Car%20Sharing%20Milano.xlsx?dl=0 (magari così facendo potrò aggiornarlo facilmente in futuro). Ti ricordo che il mio specchietto non include molti altri costi, come quelli relativi alle spese di gestione multe, ai danni, alle franchigie e molto altro ancora, quindi ti conviene sempre fare riferimenti ai listini disponibili sui siti web ufficiali (enjoy.eni.com/it/milano/tariffe, sharengo.it/pdf/Regolamento_Sharengo.pdf, it.drive-now.com/#!/rates, Car2Go l’ho già citato nelle note).

All’inizio del prossimo anno arriveranno pacchetti minuti per risparmiare qualche soldino e prevedere un noleggio più esteso, come già accade con i competitor. DriveNow prevede inoltre un quarto d’ora di prenotazione gratuito, oltre il quale cominceremo a pagare 15 centesimi di euro al minuto (fino a quando non comincerà il noleggio o al massimo per 8 ore successive). Una particolarità del servizio BMW prevede invece -sin da subito- qualcosa di molto simile alla reservation. Potrai tenere prenotata una vettura dalla mezzanotte fino alle 6:00 (weekend escluso) gratuitamente, come riportato nel blog ufficiale.

A proposito di inizio noleggio: al contrario dei servizi attualmente presenti e attivi in città, DriveNow darà inizio alla tariffazione / minuto solo alla pressione dell’avvio motore reale. Lodevole.

Così come Car2Go, anche DriveNow permette di sfruttare il servizio nelle altre città servite, in tutta Europa, una volta accettate le condizioni di utilizzo per il paese interessato, magari destinazione del tuo prossimo viaggio privato o di lavoro (vedi: blog.drive-now.it/2016/10/07/drivenow-in-tutto-il-mondo-roaming). In questo caso, è forse più conveniente richiedere la carta che va a sostituire il lavoro che fa l’applicazione, mi piacerebbe sapere come fare, ma le FAQ nel sito italiano non esistono ancora, probabilmente si può portare a termine l’operazione andando presso gli uffici italiani:

DriveNow Italy S.r.l.
Via Carlo Ottavio Cornaggia 16, 20123 Milano
tel: 02 94754881 mail: servizioclienti@drive-now.it

  • Domenica: chiuso
  • Sabato: chiuso
  • Lun. – Ven.: 09:00 – 18:00

Il tuo account

Non ho potuto provare poi molto dell’applicazione o dell’account tramite sito web ufficiale, ovvio. Bisognerà aspettare il prossimo 19 ottobre, trovare un’occasione per provare il servizio (anche solo per curiosità). Via PC Desktop potrai accedere all’account, visualizzare la mappa (e quindi le macchine disponibili sul territorio coperto), modificare i tuoi dati, scaricare le tue fatture e il solito set di altre cose necessarie.

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 1

La vera novità è costituita da un paio di dettagli disponibili anche sull’applicazione. Quella più importante è la programmazione del tuo viaggio, molto utile per risparmiare minuti preziosi. Puoi prenotare l’auto, attendere il SMS di conferma e accedere così al “Configura viaggio“, così stabilirai da subito la destinazione e il navigatore della vettura si imposterà automaticamente una volta entrato in macchina. Comodo? Si, parecchio.

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 6

Alla stessa maniera, a quanto pare, potrai salvare delle destinazioni preferite che il navigatore potrà leggere ogni volta che accedi alla vettura, così da facilitarti di parecchio la vita, ho già visto dove mettere le mani nelle impostazioni dell’account sul sito web. C’è da fidarsi? Non lo so. Probabilmente non salverei mai un indirizzo relativo a casa mia nel database del servizio, forse ci metterei quello dell’ufficio. Sicuramente è utile quando si deve raggiungere una destinazione a fini ludici (sabato sera con gli amici?), forse nulla più.

In conclusione

Non vedo l’ora di provare il servizio, come già successo per gli altri competitor.

Il Car Sharing è maledettamente comodo quando si ha una sola macchina in famiglia e magari ti serve andare in centro per un appuntamento dell’ultimo minuto, ovviamente pregando pegno in quanto a traffico e tempi di percorrenza, questo però succede già, il milanese imbruttito che è in ognuno di noi lo sa bene.

Benvenuta BMW :-)

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