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Cosa ti serve sapere? Tutto quello che ho scritto nell’articolo dedicato a eufyCam, progetto nato e finanziato tramite KickStarter e al quale ho partecipato anche io, ottenendo così un prodotto non ancora completo, ma dalle belle promesse e speranze, in attesa che queste vengano tutte portate a termine dopo essere state messe in cantiere.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare (Aggiornato)

Aggiornamenti software

Intorno alla chiusura del mese di gennaio (28/1) gli sviluppatori eufyCam hanno rilasciato nuovi aggiornamenti software per i loro dispositivi di sicurezza, portando quindi la versione di HomeBase alla 1.0.7.2 e il firmware di eufyCam alla versione 1.7.6. Questo aggiornamento ha introdotto la skill Alexa (anche se le recensioni non sono certo delle migliori), il miglioramento del riconoscimento facciale e diverse altre novità:

  1. Launched Alexa Skill. Now user who has Alexa Echo Show/Spot can say “Alexa, show me the front door.” to activate the camera and live-stream to Echo Show/Spot. Please go to Side Menu – Settings – Smart Integration for instructions. Currently the Alexa Skill supports English only and we will add multi-language support in the future.
  2. Improved the accuracy of Facial Recognition.
  3. Improved the delay when streaming to Alexa Echo Show/Spot.
  4. Improved the wireless performance by optimizing video transmission protocol.
  5. Fixed the bug where the camera would stream all the time and drain the battery faster when streaming to Alexa Echo Show/Spot.
  6. Fixed the bug where the camera displays 12PM as 00AM.
  7. Fixed the bug where the system may not send notification for Entry Sensor occasionally.

È seguito così l’aggiornamento dell’applicazione alla versione 1.1.6, attualmente disponibile per Android e iOS:

Eufy Security
Eufy Security
Developer: Anker
Price: Free
‎Eufy Security
‎Eufy Security
Price: Free

All’interno della quale troverai:

  1. Added Custom Working Mode for eufyCam. Now the user can customize the recording length and retriggering interval for specific camera. This will let user finetune the parameters for specific camera if they think some recordings start too late or end too early.
  2. Extended the Motion Detection sensitivity range. User can set the sensitivity higher or lower than before. This is to avoid excessive false alarms or short motion- detection range. We highly recommend users use the Test Mode to set the proper sensitivity.
  3. Added Notification Settings for eufyCam, which includes All Events, Human Only and Best Effort Facial Alert.
    1. All Events: user will receive “Motion Detected” notification on all events, including humans, cars and animals. Notification is prompt but could be too frequent.
    2. Human Only: user will receive “Someone has been spotted” notification on human events exclusively.  Notification is more specific and less frequent, but could be slightly delayed because of the extra time required for Human Detection.
    3. Best Effort Facial Alert: user will receive notification with face thumbnail or Facial Recognition result exclusively. Notification may take up to 5s to send, as the AI engine needs more time to detect and screen faces. The delay varies on environment lighting condition, the angle of the face and the distance.
  4. Added Check for HomeBase Firmware on iOS App. Now both Android and iOS App support manual firmware upgrade (Side Menu – My Devices – HomeBase – Device Info – Check for HomeBase Firmware).
  5. Added Device Display Order. User can adjust the device display order on Side Menu – Settings – Device Display Order.

La mappa dei rilasci è stata così aggiornata, in attesa che arrivi marzo (ormai alle porte) per ciò che da più tempo continuo a segnalare come una mancanza importante, la funzione di Geofence (e non è che l’integrazione con l’assistente Google sia esattamente da scartare):

eufyCam: nuovi aggiornamenti e prossimi passi

Un diverso dispositivo

Si chiama eufyCam E ed è una sorta di telecamera economica comparsa qualche tempo fa su Amazon, disponibile tra l’altro anche sullo store italiano. Economica in senso assoluto non lo è di certo, ma sta di fatto che è un po’ meno costosa rispetto al prezzo di “listino” (KickStarter) della sorella maggiore ben più carrozzata rispetto a essa:

eufyCam: nuovi aggiornamenti e prossimi passi 2

Pur rimanendo invariati i capi saldi di un prodotto fatto per ottenere una ottima qualità video e una durata della batteria molto estesa, cambia la certificazione contro acqua e polvere (IP67 contro IP65), la batteria tampone che permette al sistema di funzionare in caso di mancanza di corrente e tutto ciò che è legato all’intelligenza artificiale che il prodotto sfrutta per il suo funzionamento.

eufyCam E, contrariamente all’eufyCam del progetto KickStarter, può essere più facilmente acquistata, e forse questo è il suo attuale maggiore pregio, contrariamente a telecamere e sensori aggiuntivi che a oggi non possono essere comprati da chi si trova bene con il prodotto e desidera in qualche maniera allargare la propria rete di sicurezza, come riportato in una nota pubblicata proprio su KickStarter lo scorso 31 gennaio, riguardante la vendita delle espansioni tramite sito web US di eufyLife, senza possibilità di spedizione in Europa:

As for backers in other region, we’re sorry that at this current time, we don’t have a local warehouse to provide direct sales channel from eufy. But there are some local retailers that are selling eufyCam now, so you can contact them or visit their stores for more information.

Tra gli store disponibili, quello che più si avvicina a noi è il gruppo tedesco Mediamarkt, a capo di Saturn e MediaWorld tra le altre cose. A questo punto non resta che sperare che dalla Germania si faccia tappa anche in Italia tramite la rete vendita già esistente.

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Ormai ci siamo. Dal 2016 a oggi i ragazzi di Cubbit hanno percorso quella strada che gli ha permesso di prendere l’importante decisione di esporsi in pubblica piazza, su KickStarter, per dare via alla loro campagna di crowdfunding necessaria alla realizzazione in serie del prodotto che intendono lanciare per permettere a ogni utente di costruirsi un proprio spazio Cloud sicuro e protetto, ma soprattutto distribuito e non dipendente da quello che in gergo tecnico chiamiamo “Single Point of Failure“: la Cubbit Cell.

Cubbit è pronto a lanciare la campagna di Crowdfunding

Ti ho parlato del progetto una manciata di giorni fa in un articolo dedicato (Cubbit è il Cloud distribuito e sicuro che parla italiano), nel frattempo ho personalmente investito (e sto continuando a farlo) ore del mio tempo (e una piccola spesa per l’hardware necessario) per cercare di provare la soluzione quanto più possibile, identificando bug e segnalandoli tempestivamente, affinché un prodotto finito e pronto per il mercato non contenga grossolane anomalie che potrebbero inficiarne il giudizio finale e la semplicità d’uso da parte di chiunque.

Quello di oggi è un articolo più da birra e chiacchiere con chi in Cubbit ci ha messo anima, competenze e cuore (oltre che tempo e denaro). Ho chiesto ad Alessandro, uno dei fondatori, di raccontarmi com’è nato tutto questo, questo è un po’ il risultato della nostra chiacchierata virtuale:

Cubbit è nata nel marzo 2016 con l’ambiziosa idea di costruire il primo cloud senza data center proprietari. Siamo quattro soci con differenti background ma accomunati dalla passione per le novità e da tanta voglia di fare.

Potremmo dire che all’interno di Cubbit convivono due anime, quella tecnologica – rappresentata da Marco e Lorenzo che lavorano instancabilmente al software e all’architettura di rete – e l’anima più business oriented – rappresentata da me e Stefano, appassionati di innovazione e da tempo conoscitori del mondo startup.

Dopo aver avuto l’idea iniziale eravamo consci che il lavoro da fare sarebbe stato lungo e che la complessità del progetto avrebbe richiesto un impegno full time. Per questo motivo abbiamo aspettato la fine degli studi di tutti e quattro: a marzo 2016 dopo la laurea abbiamo concretamente iniziato a lavorare al progetto, investendo inizialmente 15.000 euro che ci avrebbero garantito la possibilità di avvalerci delle competenze di altri collaboratori necessarie per effettuare una fase esplorativa durata 4 mesi.

Essendo quattro giovani ragazzi appena usciti dal percorso universitario le difficoltà non sono mancate. All’inizio, ci siamo dovuti appoggiare ad una casa che era il nostro ufficio durante il giorno e un Airbnb di notte (dovevamo pur sempre pagare le bollette!). Non è stato facile, anzi, sono stati mesi duri ma il nostro progetto ha cominciato a prendere forma.

Mentre, lato tech, si scriveva notte e giorno il codice sorgente, io e Stefano, lato business, partecipavamo a numerosi bandi. Le soddisfazioni sono arrivate presto a ripagare gli sforzi di tutti noi. Prima abbiamo vinto il bando di Aster, poi il Myllennium Award, ottenendo 10.000 euro di premio e un viaggio al Boston Innovation Gateway che ci ha permesso di entrare in contatto con lo stimolante ambiente hi-tech statunitense. A dicembre 2016 è poi arrivata la “consacrazione” del progetto con la vittoria del Premio Nazionale Innovazione.

Da lì non ci siamo più fermati, e anzi abbiamo continuato a presentare il nostro progetto anche in ambienti internazionali. Siamo stati finanziati dall’Unione Europea tramite il programma Horizon2020 e subito dopo siamo stati i primi italiani ad essere investiti e accelerati da Barclays, banca UK, e Techstars a Tel Aviv in Israele, un ecosistema straordinario per le startup tecnologiche nascenti e che cerca sempre di premiare tecnologie che siano veramente “​distruptive​”.

Negli anni abbiamo ricevuto diverse proposte di trasferire la nostra sede all’estero (es. Tel Aviv) ci hanno detto spesso che spostandoci dall’Italia le nostre chance di successo sarebbero aumentate ma noi vogliamo dare il nostro contributo al nostro Paese. Siamo profondamente legati a questo: ci ha offerto un’ottima formazione e tante opportunità di crescita. Siamo convinti che il futuro del cloud possa essere made in Italy, e per questo abbiamo scelto di gettare le nostre basi a Bologna.

Ci piace pensare che il futuro del cloud possa essere made in Italy.

A inizio articolo ti parlavo del 2006 perché è proprio da lì che parte il team, volendo infatti riassumere le tappe più importanti della crescita del progetto Cubbit si potrebbe determinare una timeline di questo tipo:

  • Marzo 2016 – Cubbitnasce da quattro founders: Marco Moschettini, Lorenzo Posani, Alessandro Cillario e Stefano Onofri.
  • Dic 2016 Cubbit vince il premio nazionale italiano per l’innovazione (PNI), la ricompensa più significativa per le startup hi-tech del paese. Il mondo inizia a conoscere la nostra tecnologia, anche se è ancora scritta in C ++ e questo cambierà presto.
  • Febbraio 2017​– Cubbit va a Boston. Come parte del Myllennium Award vinto un paio di mesi prima, seguiti da un team internazionale di esperti in innovazione entriamo in contatto con lo stimolante ambiente hi-tech statunitense.
  • Giugno 2017​– Il software Cubbit è pronto per essere testato: viene lanciato un primo alpha test! Il primo neonato swarm di Cubbit è composto da 50 Raspberry Pi 3 sparsi per l’Italia.
  • Dicembre 2017 ​– Alla European MakerFaire di Roma comunichiamo pubblicamente il nostro alpha test e raccogliamo adesioni di appassionati di informatica e tecnologia che vogliono aiutarci a rimodellare il futuro del cloud. Il nostro stand è sopraffatto dalla folla e l’ultimo giorno di fiera ci viene assegnato il premio ​Maker of Merit​.
  • Gennaio 2018​– Più di 250 persone provenienti da 8 paesi si uniscono allo sciame degli Alpha tester. Grazie alla loro disponibilità e collaborazione i nostri programmatori riescono a testare il servizio e a migliorare l’user experience del software.
  • Apr 2018 L’Unione Europea riconosce l’innovazione e l’eco-sostenibilità del nostro cloud distribuito: Cubbit vince la prima fase del prestigioso programma Horizon2020.
  • Maggio 2018 Una grande notizia!. Dopo un lungo processo di selezione, Cubbit è stata scelta come innovazione all’avanguardia su cybersecurity da Techstars, uno dei 3 migliori acceleratori di startup al mondo, e Barclays, banca UK che sceglie di investire sul progetto. Il team vola a Tel Aviv per 4 mesi di un programma di altissimo livello condotto da mentor globali.
  • Ottobre 2018​– Un anno dopo, scegliamo ancora la Maker Faire Rome come luogo per annunciare il prossimo grande passo: la campagna di crowdfunding di Cubbit prevista per fine febbraio 2019.
  • Febbraio 2019 Lancio della campagna di crowdfunding su Kickstarter

In attesa della campagna

In attesa che la campagna abbia inizio (sarà mia cura aggiornare questo articolo e rilanciarlo su Twitter, LinkedIn e Reddit), quello che io posso fare è invitare uno dei lettori a provare la versione Alpha del software, a patto che questa persona abbia già a sua disposizione un Raspberry Pi 3 e un disco USB esterno, o almeno una chiave (sempre USB) con qualche GB di spazio da utilizzare esclusivamente per Cubbit (non meno di 16 ti direi, capirai in seguito il perché).

Ti inviterò all’interno di un forum attualmente privato dove troverai tutte le istruzioni per installare Cubbit sul Raspberry, così da poter cominciare da subito a giocare con il software e creare il tuo spazio sicuro in Cloud. Credo fermamente che i contributi possano aiutare a migliorare qualsiasi tipo di esperienza o prodotto, un paio di occhi e mani in più non possono certamente fare male. Ho un solo invito disponibile, dimmi perché dovrei scegliere proprio te, lascia un commento a questo articolo ? (mi rendo conto che il tempo è poco e che alcuni lettori vedranno questo articolo in seguito, mi spiace davvero, ma presto Cubbit sarà disponibile per tutti!).

A questo punto non mi resta che augurare a tutti un buon inizio di settimana.

26/2/19

L’ora della campagna KickStarter è stata annunciata!

Il tempo è terminato, non ti resta che partecipare alla campagna KickStarter che verrà lanciata ufficialmente oggi, alle 17:30! Se anche tu come me ti sei mosso “prima del dovuto” registrandoti sul sito di Cubbit per ottenere novità e promozioni in questa fase della campagna, allora potrai accedere a un particolare vantaggio sicuramente graidito. Copio e incollo riportando dalla mail originale (ovviamente evitando di fornire ulteriori dettagli per non sminuire ciò che è stato fatto dai “precursori“:

Siamo felici di annunciarti un vantaggio esclusivo, riservato solo a coloro che come te hanno deciso di entrare in contatto con Cubbit ancora prima di Kickstarter.

Scegli il pledge della tua Cubbit Cell su Kickstarter entro le prime 24h dal lancio e otterrai 50GB di spazio cloud extra sul tuo account!

Cubbit è pronto a lanciare la campagna di Crowdfunding 2

Per non arrivare tardi all’ora di lancio puoi tenere d’occhio il canale Telegram ufficiale del progetto (go.gioxx.org/cubbit-telegram) o decidere di farti recapitare i messaggi all’interno del tuo Facebook Messenger (go.gioxx.org/cubbit-messenger).

26/2/19

La campagna è Live!

Ci siamo, la campagna KickStarter è partita ufficialmente e le offerte per i Super Early Bee sono davvero molto allettanti (€199 per la Cubbit Cell con 512 GB di spazio disco a tua disposizione, €279 per quella da 1 TB). Puoi consultare tutti i dettagli all’indirizzo kickstarter.com/projects/cubbit/cubbit-reinventing-the-cloud.

In bocca al lupo ragazzi :-)

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La prima volta che ho sentito parlare di Cubbit ho pensato si trattasse dell’ennesima soluzione di Cloud Storage fedele a una formula tanto vincente quanto vecchia, quella strettamente legata alla citazione There is No Cloud: It’s just someone else’s computer (e lo stesso dicasi per Babbo Natale o il coniglietto di Pasqua, mi spiace). Nonostante io affidi al Cloud molti dei miei dati ai quali tengo particolarmente (e che mantengo in backup anche su un NAS locale), sono sufficientemente consapevole che un attacco ben congegnato ai danni degli utilizzatori di uno o più servizi molto conosciuti possa fare reali e importanti danni (come già dimostrato e parzialmente successo in passato).

Cubbit è il Cloud distribuito che parla italiano

In cosa differisce quindi questo progetto nato in Italia? Nel fatto che quell’else’s computer si trasforma in una moltitudine di nodi distribuiti all’interno dei quali nessuno può sbirciare secondo quanto dichiarato, Cubbit viene presentato come un cloud peer-to-peer: zero necessità di conoscenze tecniche, zero abbonamenti ed ecocompatibile, da un team che ha sede a Bologna e Tel Aviv (in Israele) e che si ritrova a collaborare anche con il CERN. La compagnia è finanziata da Techstars, Barclays e dalla Commissione Europea tramite il programma H2020, così come dal progetto europeo “Climate Kic” dedicato all’ecosostenibilità.

Cubbit è il Cloud distribuito che parla italiano 3

Decentralizzazione

Cubbit è il Cloud distribuito e sicuro che parla italiano

È questa la parola chiave di un progetto che mira a eliminare quell’intermediario costituito oggi da una miriade di Data Center sparsi per il globo, all’interno dei quali trovano spazio i server che contengono i dati di ciascun utente che utilizza servizi competitor come Dropbox, Box o OneDrive di Microsoft (ma non solo, la lista è ormai lunga). La privacy è generalmente garantita da chi il servizio lo rende disponibile e si accerta che rimanga al riparo da ogni possibile abuso, accertandosi così che i dati di ciascun utente non vadano a finire in mano a degli sconosciuti non autorizzati, ma allo stato attuale nessuno può realmente garantire che questo accada (con la GDPR qualcosa si muove, almeno in Europa).

Ciò che Cubbit afferma di voler raggiungere è un rimescolamento delle carte, una decentralizzazione dei Data Center grazie a un hardware che chiunque può ospitare tra le mura di casa propria, risparmiando risorse inutilizzate (CPU, banda e storage) e garantendo una privacy dei dati che sta a cuore ormai a noi tutti.

Cubbit a oggi è poco più di un sito web e una sperimentazione software nell’attesa che la campagna KickStarter parta nel corso di questo mese e permetta di raccogliere i fondi necessari per la preparazione dell’hardware che consentirà a tutti di costruirsi il proprio Cloud in maniera alternativa, tramite le Cubbit Cell; è grazie a questa che – una volta collegata alla rete – si potrà iniziare a utilizzare il servizio in maniera completamente gratuita (sì, per sempre).

La Cubbit Cell

Cubbit è il Cloud distribuito che parla italiano 2

La cella permette di entrare a far parte della rete p2p di Cubbit e necessita di alimentazione e connessione di rete stabile (LAN) per funzionare. Premesso ciò, si avrà così accesso a:

  • (fino a) 4 account: all’utente vengono garantiti fino a 4 account (l’esigenza media di una famiglia). Nell’eventualità tu non avessi necessità di tutti gli account potrai sempre pensare di acquistare in gruppo la Cubbit Cell e dividere le spese, che male non fa.
  • Espandibilità: la Cubbit Cell è espandibile fino a 4 TB di spazio cloud semplicemente collegando un altro Hard Disk via USB. Per ogni GB di spazio fisico che l’utente aggiunge alla Cubbit Cell, metà di quello viene trasformato in cloud e reso disponibile all’utente. Occhio, è un passaggio importante per fare il giusto calcolo, ottenere 4 TB di spazio in Cloud ti costerà 8 TB di disco fisicamente attaccato alla cella. Questo è un passaggio attualmente obbligato che in futuro prossimo potrebbe però cambiare.
  • Zero-knowledge: la Cubbit Cell non salva i file dell’utente nella loro interezza, ma solo pezzi criptati dei dati che sono stati caricati (secondo un ragionamento che ti viene spiegato meglio qualche riga più in basso). Per completezza occorre specificare che la Cubbit Cell non salva neanche la tua password, da nessuna parte, il tutto per garantire un più alto livello di sicurezza.

Cubbit è il Cloud distribuito che parla italiano 4

Allo stato attuale Cubbit garantisce l’uso della sua soluzione tramite un’applicazione web che è chiaramente compatibile con Desktop e Mobile (lo stretto indispensabile per poter operare a oggi). Seppur non esista ancora nulla di pubblicamente accessibile, un video su YouTube ti permette di dare una sbirciata a ciò che c’è in cantiere (già funzionante).

Privacy

Leggo e riporto qui di seguito:

Con Cubbit, la privacy è un diritto fondamentale, non un optional a pagamento. Ogni file caricato sulla Cubbit Cell è criptato con AES-256, un protocollo di sicurezza militare, e poi spezzettato e distribuito in modo sicuro attraverso la rete p2p attraverso canali criptati end-to-end. Solo l’utente la chiave per decifrare e accedere ai suoi file. Inoltre, Cubbit rende i dati dell’utente indistruttibili, dal momento che essi risiedono su una rete distribuita, non in una banca dati centralizzata. Infine, l’architettura è 10 volte più ecocompatibile di un servizio di cloud storage tradizionale, con profonde implicazioni sull’inquinamento globale: per ogni 1000 terabyte di dati salvati su Cubbit, il mondo risparmia 100 tonnellate di CO2 ogni anno. In altre parole, ogni 4 terabyte Cubbit risparmia l’energia consumata da un frigo.

“È ora di alzare l’asticella del cloud – dice Stefano Onofri, CEO di Cubbit – con Hotmail abbiamo smesso di pagare per le email, con WhatsApp abbiamo smesso di pagare per gli sms. Con Cubbit smetteremo di pagare per il cloud storage.” Una visione realizzabile grazie alla tecnologia di Cubbit. “L’architettura dell’intero sistema è zero-knowledge – dice Marco Moschettini, CTO – perché è progettato per non avere accesso alla password dell’utente. Grazie a questo, i dati dentro Cubbit non possono essere rubati dal momento che sono distribuiti e protetti dai più avanzati strumenti crittografici.”

“Cubbit cambia l’infrastruttura del cloud” aggiunge Alessandro Cillario, COO. “Il nostro data center distribuito schiaccia le piattaforme cloud tradizionali in termini di costi, sicurezza ed efficienza energetica. Questa è la ragione per cui il nostro servizio cloud può contare su grandi vantaggi competitivi rispetto a giganti come Dropbox. “Grazie al nostro algoritmo di machine learning” commenta Lorenzo Posani, CSO, “evitiamo trasferimenti di dati sulle lunghe distanza che, in molti casi, consumano tanto quanto lo stesso storage. Paragonati con le piattaforme cloud centralizzate, Cubbit ha un impatto ambientale estremamente ridotto: -90% (dieci volte meno) sul mantenimento dati e – 50% (due volte meno) sul loro trasferimento. Fornisce dunque un esempio di come un cambio radicale di paradigma può beneficiare sia il consumatore finale che la società nel suo insieme.”

TL;DR per chi non vuole perdersi in quanto scritto nel comunicato stampa: Cubbit utilizza il protocollo AES-256 per proteggere i dati caricati online, i quali potranno essere decodificati esclusivamente tramite una chiave in possesso del solo proprietario dei dati stessi. Quei dati, per evitare il più classico dei Single Point of Failure, saranno spezzettati e caricati nella rete p2p creata dalle varie Cubbit Cell collegate a Internet e sparse per il globo, assicurandoti così che non si possano distruggere a causa di una rottura disco (cosa assai comune ai tempi d’oggi).

In conclusione

Tante domande e voglia di mettere alla prova questa tecnologia e la relativa applicazione, ancora poco a disposizione se non la speranza di avere tra le mani una Cubbit Cell appena possibile. Dopo aver preso contatto con il team di Cubbit dovrei avere presto accesso alla WebApp e a qualche GB a mia disposizione per iniziare a operare sulla piattaforma, così da capire pregi e difetti di un prodotto che vuole davvero rivoluzionare il modo di intendere il Personal Cloud, offrendo la possibilità a tutti di entrare in famiglia e rispettando la privacy dei dati.

A questo punto non mi resta che rimandarti al sito web ufficiale dove potrai – ancora per poco – iscriverti alla newsletter e ricevere un codice sconto che ti permetterà di risparmiare 100€ sull’acquisto della tua cella su Kickstarter (199€ anziché 299€). Sempre sul sito web della società troverai anche una serie di domande e risposte che potrebbero già oggi darti qualche informazione in più sul funzionamento di Cubbit e sulla sopravvivenza della rete p2p dedicata alla distribuzione, conservazione e protezione dei tuoi dati.

Se fai parte di coloro che sono già pronti ad acquistare la Cubbit Cell su KickStarter fammelo sapere con un commento a questo articolo, io dal canto mio tenterò di riportare aggiornamenti e novità sul progetto appena queste saranno disponibili! :-)

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