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Il mio è chiaramente un eufemismo preso in prestito dalla cucina, argomento poco avvezzo al mio banco di prova tecnologico certo, ma rende bene l’idea se penso a quei piatti fantastici da vedere che si rivelano specchietti per le allodole facendoti cantare vittoria troppo presto. Quando ho voluto credere e investire nell’idea di Anker su Kickstarter l’ho fatto perché mi sono basato su promesse; essere utente di Kickstarter e investire il tuo denaro vuol dire rischiare, metterci del fiuto per le buone idee (o della sfiga mista speranza da uccidere per quelle non così buone), anche quelle un pelino più rischiose perché non di semplicissima realizzazione, come successo per l’eufyCam che oggi ho a disposizione e che sto usando.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare

eufyCam

$3,139,558 raccolti, quasi 9000 persone ci hanno creduto e hanno investito del denaro nell’idea e nella sua realizzazione, eufyCam è certamente la promessa dal grandissimo potenziale ma che oggi si esprime più o meno quanto una Fiat 500 messa a confronto con una Ferrari. Sulla carta ha grandi capacità, nella pratica ha un software che la limita. Ho ricevuto il prodotto a me destinato poco prima delle feste natalizie, dopo mesi di attesa e una lista consegne che ha visto l’Europa all’ultimo posto per i recapiti Worldwide. Packaging molto interessante e completo, non molto compatto ma preserva ottimamente la HomeBase e la telecamera:

L’eufyCam HomeBase ha bisogno di un collegamento ethernet (no, niente WiFi) e una presa di corrente a sua disposizione, la terrai quasi sicuramente vicino al router come ho fatto io, la telecamera può invece prendere posto un po’ dove ti pare a patto che resti nel raggio d’azione del segnale wireless che viene propagato dalla HomeBase (non potrai quindi allontanarti moltissimo, in barba a quanto da te fatto con il router di casa ed eventuali rilanci studiati e ottimizzati); lei è magnetica e può quindi fare a meno di essere fissata a supporti che richiedono passaggi di trapano e tasselli (io ho usato una staffa sospesa del motore del climatizzatore di casa, tanto per dire), è una caratteristica estremamente comoda, lo ammetto.

La batteria dalle enormi promesse arriva già parzialmente carica, il consiglio di Anker è quello di caricarla totalmente prima dell’uso, io non l’ho fatto ma tieni conto che posso recuperare in qualsiasi momento.

Configurazione di eufyCam

Molto intuitiva e sufficientemente semplice, l’applicazione Eufy Security è già disponibile gratuitamente per Android e iOS, e ha ricevuto nel corso di questi giorni ulteriori aggiornamenti che hanno migliorato alcuni aspetti e colmato certe lacune fastidiose perché teoricamente pronte per il lancio o comunque per le consegne presso gli indirizzi specificati dai clienti KickStarter.

Eufy Security
Eufy Security
Developer: Anker
Price: Free
Eufy Security
Eufy Security
Price: Free

Creato l’account, sarà possibile aggiungere i dispositivi come la HomeBase, l’eufyCam e il sensore di apertura porta che ho ricevuto con la stessa spedizione, ho catturato qualche screenshot giusto per farti capire i passaggi eseguiti e la loro semplicità:

Tra gli scatti, noterai gli ultimi due specificatamente dedicati all’energia della camera, con un doppio profilo a disposizione per adattarsi meglio alle tue specifiche esigenze, di cui solo uno in grado di garantire (tutto da dimostrare) il famoso anno di carica senza necessità di ciclo, operazione che può essere effettuata in maniera rapida passando dalla porta USB posta sul retro di eufyCam HomeBase, diversamente sarà possibile ricaricare la batteria interna di eufyCam tramite un normale attacco a muro, come sei già solito fare con il tuo smartphone o tablet.

Inutile dire che il profilo meno energivoro limiterà in parte le funzionalità della registrazione (20 secondi al massimo per episodio manuale o automatico basato sul movimento) ma anche della visione in diretta dello streaming (ti verranno presentati dei messaggi a video che ti ricordano che stare lì a guardare non fa altro che consumare più energia). Nulla di così apocalittico, per carità, è solo che credo sia bene che tu lo sappia.

Spunti interessanti e possibili miglioramenti

Lo è certamente (uno spunto interessante, nda) la Smart detection per il riconoscimento dei volti familiari, funzione alla quale insegnare a riconoscere facce amiche in base alle quali non allarmarsi e lasciar passare come nulla fosse. È una funzione già disponibile al lancio, lavora abbastanza bene ma va un pelo in difficoltà nel momento in cui si indossa un berretto contro il freddo (e in inverno non è poi così tanto anomalo), quindi ampio spazio ai miglioramenti futuri.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 27

Interessante e certamente gradita è anche la questione relativa alla sopravvivenza del sistema in caso di blackout della corrente e della rete internet (per caso fortuito o per intervento di manomissione voluto): eufyCam ha –come già ripetuto allo sfinimento– la propria batteria integrata a lunga durata, ma quello che forse non sai è che anche la HomeBase ne possiede una, ed è in grado di alimentare la base con relativa registrazione su microSD (quella inclusa nel kit è da 16GB ma puoi sostituirla con un’altra card fino a 128GB) e allarme acustico per un paio di giorni.

Qualche difficoltà invece per ciò che riguarda altre promesse non mantenute, ampiamente discusse nella community su KickStarter o nelle mail che Anker fa susseguire verso le caselle di posta elettronica dei suoi backers, passaggi poi spesso raccolti sotto le FAQ (community.anker.com/t/eufycam-faq/64127) seppur non sempre aggiornate tempestivamente.

Una grande assenza è certamente quella relativa alla funzione di Geofence che rende parecchio scomoda da utilizzare la scheda “Mode” dell’applicazione, quella pensata per saltare da un profilo comportamentale all’altro, uno di quei casi in cui una programmazione dello stesso non è cosa percorribile, perché non è mai detto che ci siano orari assolutamente precisi per essere o non essere in casa. Se ne parla nel forum e a quanto pare toccherà aspettare una prossima versione dell’applicazione (e no, non c’è scritto nulla nelle FAQ nonostante ciò che dice Anker), vedi: community.anker.com/t/geofencing-in-the-eufy-security-app-where-is-this-option/64156.

A questa si aggiungono in maniera sparpagliata e comunque fastidiosa l’incapacità di interfacciarsi con IFTTT, Google Home e Alexa, l’applicazione per PC e altro ancora. Voci che fanno parte di una lista (una roadmap) che i clienti hanno ricevuto via mail qualche tempo fa, che ti ripropongo qui di seguito:

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 28

Se RTSP è da poco arrivato (nei primi giorni del 2019) con ancora dei problemi a dialogare correttamente in reti DMZ (come la mia), per le altre funzioni occorrerà armarsi di pazienza (e di IFTTT neanche si parla più). Aggiungerei inoltre dei problemi di raggiungibilità dei sistemi eufy dall’esterno, evidentemente collegati a utilizzo di porte non immediatamente standard (com’è invece le 443 per HTTPS), cosa che segnalerò quanto prima al supporto.

Configurazione del sensore

Al pari della telecamera, il sensore è molto piccolo e facile da montare sulla porta di ingresso (ma non solo) di casa propria, la configurazione via applicazione richiederà giusto qualche minuto e non di più. Il sensore, così come eufyCam, si configura come ulteriore prodotto da tenere d’occhio tramite l’applicazione eufySecurity e può seguire i profili comportamentali del sistema intero che tiene d’occhio casa, inviando notifiche push agli smartphone e/o facendo attivare l’allarme quando viene rilevata l’apertura della porta / finestra.

eufyCam nel quotidiano

Si tratta di un prodotto certamente robusto e ben ingegnerizzato, con caratteristiche che lo mettono in un segmento di mercato dove giocano squadre già molto ben organizzate e con grande esperienza alle spalle, la sfida è interessante ma il prezzo non immediatamente accessibile (il mio kit è costato 219$), seppur in linea -per esempio- ad Arlo di Netgear (209€ per un kit base con singola camera, a oggi che sto scrivendo questo pezzo).

L’applicazione funziona abbastanza bene ma è solo in inglese (penso a una diffusione più capillare anche in territorio italiano), le funzioni sono ancora limitate e alcune promesse non sono state mantenute (ed è grave considerando i soldi raccolti dalla campagna), il prodotto fa parte di quegli acquisti che probabilmente non avrei fatto se avessi avuto la possibilità di provarlo prima su strada. L’allarme, che poi è una caratteristica fondamentale per un simile sistema, si fa certamente sentire ma non si tratta di quel frastuono che mette a disagio il vicino che verrà così a controllare (non fosse almeno per dirti di far smettere di suonare quell’oggetto), impressione che era invece stata molto positiva durante il test del sistema integrato di Somfy.

Il giudizio complessivo viene fuori quasi da sé:

C’è ancora troppo da mettere a posto, l’idea è quella che qualcosa verrà certamente fatta e portata avanti, ma non credo che questo gap verrà colmato per tutto ciò che la carta garantiva mesi fa. Spero vivamente di sbagliarmi, e nel frattempo continuerò a testare ogni novità e mettere a posto i malfunzionamenti per ciò che riguarda la rete e l’automazione del sistema (così da poterlo integrare in quello che già funziona a casa).

L’area commenti è a tua totale disposizione, sei il/la benvenuto/a per chiedere maggiori delucidazioni o dire la tua in merito, chissà se c’è qualche altro backer che leggerà questo articolo e vorrà partecipare :-)

9/1/19

Anker ha riassunto gli obiettivi raggiunti nel corso del 2018 (la prima delle due immagini di seguito), anticipando le prossime mosse che dovrebbe portare a termine nel corso di questo 2019:

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 39 eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare 40

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: sono stato uno dei "backer" su KickStarter che hanno partecipato al progetto everCam diventato poi eufyCam. Ho atteso qualche mese per permettere la conclusione della costruzione dispositivi e spedizione in tutto il mondo (l'Europa è arrivata per ultima).
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Mi rendo conto che il titolo è molto poco preciso ma provare a buttarci dentro “Come abilitare o disabilitare l’Home Mode di Synology Surveillance Station appoggiandosi a Fritz!Box e agli smartphone collegati alla WiFi di casa” sarebbe stato un pelo esagerato. La sostanza però è proprio questa: il Geofence integrato nell’applicazione DS cam fa oggettivamente schifo, non è assolutamente affidabile e si finisce per non riuscire mai a sfruttare la modalità Home dell’ottimo software di controllo telecamere disponibile per i NAS Synology. L’ostacolo si può aggirare tramite un router Fritz!Box (nella soluzione proposta da questo articolo, chiaro) e un paio di script da tenere sul NAS.

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi

AVM FRITZ!Box Synology Surveillance Home Mode Automation

Mark Schipper è lo sviluppatore che ha in origine pubblicato tutto il necessario in un repository GitHub qui disponibile. Le sue indicazioni sono già valide per poterle sfruttare in un ambiente casalingo dalle pari disponibilità, e dopo una mia segnalazione di possibile bug ha anche integrato una serie di novità e riscritto parte del codice che si occupa di:

  • verificare tramite query SOAP al router Fritz!Box di casa (uno o più) se un dispositivo è connesso alla rete WiFi (bisognerà dichiarare il MAC address del dispositivo, nda);
  • contattare la Surveillance Station tramite API e chiedere di abilitare o disabilitare la modalità Home nel caso in cui il dispositivo sia dentro o fuori casa.

In parole estremamente povere la modalità Home di Synology Surveillance Station si attiva se un tuo smartphone (o altro dispositivo a tua scelta) entra nella rete WiFi di casa, si disattiva invece quando esci da quel perimetro, il tutto lanciando controlli ripetuti a distanza di una quantità di minuti da te stabilita.

Tutto questo si è reso “necessario” perché la funzione di Geofence integrata nell’applicazione DS cam per Android e iOS non è esattamente questo gran mostro di precisione. Un esempio virtuoso che potrei farti in questo caso è tado° che difficilmente perde un colpo. Per questo motivo ho preferito mettere in campo e sperimentare quanto scritto da Mark, apportando poi delle piccole modifiche per rendere ancora migliore il risultato e colmando un gap che manca all’appello del README dello sviluppatore originale, che invita a installare il modulo PHP 7 di Synology senza però specificare che occorrerà ricordarsi di attivare l’estensione soap se precedentemente mai attivata.

DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free
DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free

Il fork

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi 1

Il mio fork nasce per integrare alcuni riferimenti in più rispetto al progetto originale e per proporre una modifica allo script di bash che ti permette di ottenere un aggiornamento di stato di Home Mode via Telegram. Quest’ultima funzione è chiaramente opzionale e può essere disabilitata facilmente.

Cosa ti serve

  • Un router Fritz!Box (non obbligatoriamente un 7490 come nel caso di Mark o un 7590 nel mio) e un NAS Synology (ma va?).
  • PHP 7 (disponibile nel Synology Package Manager) con estensioni soap e curl.
  • Utenza limitata per permettere di disabilitare o abilitare Home Mode della Surveillance Station (sconsigliato utilizzarne una già esistente con maggiori autorizzazioni).
  • Pacchetto file contenuti nel repository GitHub.
  • Opzionale: bot Telegram tramite il quale ricevere i cambi di stato.

Affrontiamo per passaggi ogni necessità sopra riportata

#1: PHP 7, soap & curl

Apri il Centro Pacchetti del tuo NAS Synology e cerca PHP 7, quindi installalo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi

Una volta terminata l’installazione, collegati via SSH al tuo NAS (non sai come fare? Guarda qui), quindi spostati in /usr/local/etc/php70 e modifica il file php.ini (esempio: vi php.ini). Per salvare le modifiche che apporterai ti sarò richiesto quasi sicuramente di essere utenza root, lancia un sudo -i seguito da invio, quindi inserisci la password della tua utenza amministrativa e premi invio (non sai di cosa sto parlando? Guarda qui). Ora:

  • cerca la stringa extension_dir = "/usr/local/lib/php70/modules"
  • Aggiungi subito sotto l’abilitazione delle due estensioni per soap e curl:
    extension=soap.so
    extension=curl.so
  • Salva il file e chiudilo (tasto ESC, poi :wq seguito da invio).
  • Torna ora nel Gestore Pacchetti di Synology e riavvia PHP 7.

Il php.ini modificato dovrebbe assomigliare a questo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 1

#2: api_user

Un’utenza limitata che possa solo disabilitare o abilitare Home Mode in Synology Surveillance Station, è ciò di cui hai bisogno in questo momento. Avvia Surveillance Station e apri il menu in alto a sinistra con un clic, quindi seleziona Utente. Aggiungi un nuovo utente seguendo la procedura guidata, ti riepilogo i passaggi e ti propongo poi qualche screenshot:

  • nome utente: api_user (uso questo perché richiamato dagli script, tu puoi decidere di cambiarlo ma ti invito poi a leggere il paragrafo Troubleshooting nella parte finale dell’articolo);
  • descrizione: inserisci una descrizione che possa ricordarti un domani a cosa serve l’utente che stai creando;
  • password: scegline una sufficientemente robusta, puoi crearne una random qui;
  • fai clic su Avanti e crea un nuovo profilo privilegio;
  • dai un nome e una descrizione al profilo privilegio (scegli un nome che possa un domani ricordarti a cosa serve quel privilegio), mantenendo Gestore come tipo;
  • NON aggiungere autorizzazioni nella schermata Videocamere, E-Map e Layout. Arrivato alla schermata dei Privilegi avanzati, spunta l’opzione in corrispondenza di Passa manualmente alla modalità Home.

#3 scarica e modifica gli script

Scarica il contenuto del repository da GitHub, scompatta il file ZIP e ottieni così i file fritz_activemac.php e switch_homemode.sh (puoi buttare via il README). Prima di caricare i file sul NAS ti suggerisco di modificarli in base a ciò che è stato fatto fino a ora (utenza generica, eventuale bot Telegram, ecc.).

Il primo file citato (fritz_activemac.php) non dovrebbe necessitare di modifica alcuna (tranne se hai scelto di creare un utente limitato diverso da quello da me suggerito, quindi non “api_user“, ti rimando a questa nota nel Wiki), contrariamente allo script bash switch_homemode.sh. Aprilo con un buon editor di testo (Notepad++ o Atom) quindi segui queste indicazioni:

  • SYNO_SS_USER: inserisci qui l’utenza limitata che hai precedentemente creato. Se hai seguito scrupolosamente le indicazioni, lascerai probabilmente api_user;
  • SYNO_SS_PASS: inserisci la password che hai scelto e inserito quando hai creato l’utenza limitata;
  • SYNO_URL: inserisci l’IP e la porta utilizzata per collegarsi al tuo NAS;
  • FRITZ_URL: inserisci l’IP (o gli IP se più d’uno, intervallati dai due punti, esempio: 192.168.1.2:192.168.1.3);
  • TELEGRAM: può avere solo due valori, 0 e 1. 0 disabilita le funzionalità legate al bot di Telegram, 1 le attiva;
  • BOT_TOKEN: inserisci qui il token che ti ha rilasciato BotFather quando hai creato il tuo nuovo bot;
  • CHAT_ID: l’ID della chat in cui il bot dovrà riportare i messaggi riguardanti il cambio di stato di Home Mode;
  • MSG_SS_ACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà attiva;
  • MSG_SS_INACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà disattiva.

Fai attenzione: modifica esclusivamente ciò che ho riportato qui sopra, facendo attenzione a mantenere le virgolette dove specificate. Lascia tutto il resto invariato per scongiurare possibili malfunzionamenti. Se non sai come creare un bot Telegram fammi un cenno, sto valutando se scrivere qualche riga di testo nel Wiki su GitHub o meno.

Salva il file, questo lavoro è terminato. Carica ora i due script all’interno della cartella /var/services/homes/api_user del tuo NAS, dove “api_user” ovviamente dovrà essere modificato se hai scelto di creare un utente dallo username differente. A questo punto sei pronto a verificare il funzionamento.

#4 test e programmazione

Salvo errori, gli script sono ora pronti a lavorare. Puoi provare tu stesso lanciando da terminale

./switch_homemode.sh MAC1 MAC2

dove MAC1 e MAC2 dovranno essere sostituiti con due MAC Address appartenenti a dispositivi che sono collegati alla rete casalinga. Sia chiaro, puoi specificare anche solo un MAC Address, non c’è bisogno di metterne due o più (ma puoi farlo). A questo punto verrà lanciata la query SOAP al router e il risultato (un semplice true o false) verrà salvato all’interno del file synohomemode.state (che verrà creato sul momento se non esistente).

Se il dispositivo non è collegato alla WiFi casalinga, Home Mode verrà disattivato, diversamente verrà attivato.

Manca l’ultimo passaggio, programmare l’esecuzione dello script tramite Utilità di pianificazione di Synology. Accedi all’utilità tramite Pannello di controllo, quindi crea una nuova operazione e compila i dati richiesti:

  • Attività: dai un nome all’attività, uno “parlante” (che ti ricordi immediatamente di cosa si tratta).
  • Utente: lascia che sia root a eseguire l’attività.
  • Programmazione: l’esecuzione dovrà essere giornaliera, a partire dalla mezzanotte, ogni 5 minuti fino alle 23:55. I 5 minuti possono anche essere diminuiti o aumentati, dipende dalla tua esigenza.
  • Impostazioni attività: dovrai semplicemente inserire nel box di testo la stringa che ti permetterà di avviare il controllo, quindi
bash /var/services/homes/api_user/switch_homemode.sh MAC1 MAC2

Sostituisci chiaramente MAC1 e MAC2 con i veri MAC Address dei dispositivi che vuoi tenere sotto controllo, puoi specificarne solo uno o anche più di due.

Il gioco è ormai fatto :-)

Se ci sono dubbi o problemi l’area commenti è a tua disposizione, io qui di seguito inserisco già un paio di risposte ad altrettante domande che potresti avere, ma sentiti libero di chiedere altro se dovesse servire.

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 9

Buon Natale!

Troubleshooting

Cambiare lo username dell’utente generico

Puoi chiaramente scegliere di utilizzare un nome utente che non corrisponda ad api_user come riportato nell’articolo, dovrai però ricordarti di modificare quel SYNO_SS_USER="api_user"; in switch_homemode.sh, oltre che eventuali operazioni programmate nell’Utilità di pianificazione del NAS. Modifica poi, sempre in switch_homemode.sh, tutto il blocco relativo ai file di stato e il richiamo dello script PHP:

## State file configuration (don't touch anything if not necessary)
STATEFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.state';
RETRYFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.retry';
CHECKFRITZ='/usr/local/bin/php70 /var/services/homes/api_user/fritz_activemac.php';

dove al posto di api_user dovrai chiaramente inserire il nome utente da te scelto.

Wiki: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/Cambiare-lo-username-dell%E2%80%99utente-generico

Errore nella query SOAP

Qualcosa non torna e lanciando lo script di bash manualmente ottieni errori sulla query SOAP? Forse è necessario copiare i moduli delle due estensioni, prova a dare un’occhiata al documento che ho salvato nel Wiki del repository GitHub: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/PHP-7:-abilitare-CURL-e-SOAP-su-Synology-DSM.


credits:

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Dalle sembianze e dimensioni che ricordano per certi versi una scatola di pelati, il sistema Somfy One+ è in realtà un agglomerato di tecnologia in grado di proteggere ciò a cui teniamo generalmente di più: la nostra casa. Ho avuto la possibilità di giocare con lui e i suoi accessori per qualche tempo, l’ho messo alla prova sostituendo una delle telecamere che sorvegliano il living del mio appartamento, ora posso raccontarti com’è andata.

Somfy One+: sistema smart di protezione della casa 1

Non è la prima volta che mi occupo di questo argomento, mi piace sperimentare e sono certo che non si finisca mai di imparare in merito, soprattutto perché c’è di mezzo qualcosa a cui generalmente affidiamo la nostra tranquillità, i nostri ricordi più cari.

Per sommi capi, il prodotto di Somfy racchiude:

  • una telecamera full HD (1080p) a 30 fps (che potrai sfruttare al massimo solo se te lo consentirà la tua banda in upload, diversamente dovrai pretendere qualcosa in meno) che a sua volta permette:
    • visione grandangolare a 130° (meno di quanto facevo con la DCS-960L sostituita in occasione di questo test) e zoom digitale 8x,
    • visione notturna fino a 6 metri di distanza;
  • una sirena da circa 90 dB;
  • microfono e altoparlante per poter ascoltare e dire la propria in stanza (ti ci vedo a urlare all’eventuale intruso di andare via per cortesia!);
  • un sensore CMOS 1/3″ AR0330 e uno di movimento fino a 5 metri che promette di sorprendere chiunque senza però farsi ingannare dai nostri animali domestici (e vorrei anche vedere, con quella quattro zampe che ho in casa);
  • registrazione in cloud dei filmati h24 (ma di questo te ne parlo meglio dopo);
  • una batteria tampone della durata di 6 ore nel caso in cui venga a mancare la corrente elettrica.

Su quest’ultimo aspetto sono rimasto un po’ dubbioso, perché se dovesse mancare la corrente, il router finirebbe KO con essa, facendo quindi perdere la possibilità a Somfy One+ di inviare le notifiche push allo smartphone. Il produttore in questo caso propone la tecnologia SomfyAround, che cerca ponti funzionanti su prodotti della stessa serie nei dintorni (una specie di rete WowFi di Fastweb, nda), ammesso che ce ne siano. I video registrati invece rimangono salvati sulla memoria locale, non removibile (si parla di una scheda SD montata nella Somfy One+, ma non ho idea di quanta memoria tu abbia a disposizione e se questa sia sostituibile autonomamente in caso di guasto).

Prima configurazione

La si effettua tramite applicazione ufficiale del produttore, e questo mi piace poco perché –come forse saprai già– prediligo di gran lunga la configurazione manuale via interfaccia web, assente su Somfy One+. L’applicazione è chiaramente gratuita e si trova sugli store di Apple e Google:

Somfy Protect
Somfy Protect
Price: Free
Somfy Protect
Somfy Protect
Price: Free

Questa sarà la tua interfaccia unica per la gestione del prodotto (altro punto a sfavore, perché talvolta non propriamente reattiva nel collegamento ai server del produttore, a prescindere che si utilizzi la WiFi di casa o il 4G). Ti verrà richiesto di creare un account e, una volta fatto, potrai installare i tuoi componenti (unità principale e accessori al seguito):

È tutto maledettamente semplice e alla portata di chiunque, credimi, anche tuo nonno potrebbe installarsela in pressoché totale autonomia, su questo ho ben poco da ridire, ed è certamente un punto a favore di questa eventuale scelta. In pochi minuti riuscirai a dare un’occhiata allo streaming live catturato dal prodotto (il ritardo è minimo), il quale verrà inoltre registrato gratuitamente sul Cloud di Somfy per i primi 15 giorni, oltre i quali occorrerà pagare un abbonamento per continuare a usufruire del CVR (il servizio di registrazione continua). Il dazio richiesto potrà arrivare a costare anche 10 euro circa al mese (qui le offerte disponibili), da aggiungere perciò al prezzo del prodotto (e da considerare su base annua se lo si vuole continuare a sfruttare).

Peccato per il collegamento alla WiFi casalinga, che viene stabilito sulla rete 2,4 GHz nonostante la disponibilità della 5 GHz:

Somfy One+: sistema all-in-one di protezione della casa

Personalizzazione

La posizione scelta per la telecamera dovrà essere quanto più possibile centrale rispetto all’ambiente da controllare, è così che l’obiettivo grandangolare potrà svolgere al meglio il suo mestiere durante le ore d’assenza da casa.

Nel caso tu fossi un po’ smemorato e dimenticassi di attivare l’allarme chiudendo la porta alle tue spalle, potrai scegliere di programmare un avvio schedulato su base giornaliera, impostando un’ora ben precisa alla quale il prodotto entrerà in azione proteggendo il suo territorio. Una volta rientrato all’ovile, invece, potrai disattivare l’allarme e mandare in modalità privacy Somfy One+, chiudendo lo sportellino e pretendendo così che resti in disparte per il resto della giornata / notte, senza poter registrare alcunché.

Se non disattiverai l’allarme entro 30 secondi, Somfy One+ farà partire un segnale acustico alquanto fastidioso, in grado di attrarre sicuramente l’attenzione, anche nel caso in cui qualcuno decida di staccare lo spinotto di alimentazione, poiché coadiuvato da batteria tampone (di cui ti parlavo prima). L’operazione di disattivazione (o di attivazione) potrà essere eseguita tramite il telecomando (disponibile nella scatola originale di Somfy One+ o acquistabile separatamente in seguito, se necessario) o via applicazione su smartphone (questa, in base ad alcuni sporadici casi non riproducibili, non è estremamente veloce, un piccolo neo che ho notato e che mi ha dato fastidio in un paio di occasioni, nda):

Condivisione

Se vuoi permettere ad altre persone di disattivare il tuo allarme nel caso in cui questo scatti per un falso positivo, potrai invitare un utente già registrato (o che si registrerà contestualmente) al servizio Somfy Protect, assegnandogli poi i giusti permessi (molto basilari). Tutto viene gestito tramite l’invio di una mail da parte del produttore e, in seguito, da un avviso a video nell’applicazione Somfy Protect che il tuo familiare avrà installato sul suo smartphone:

Condivisione che a mio parere può sfociare anche in un diverso discorso, da dedicare al ragionamento su più livelli e più stanze da tenere d’occhio, affidandosi agli accessori consigliati per Somfy One+. Penso per esempio all’IntelliTAG, piccolo sensore in grado di capire se una porta di ingresso (ma non solo) viene aperta (così da far partire il conto alla rovescia per far scattare l’allarme), molto diverso dal più classico rilevatore magnetico, questo è in grado di carpire il più sciocco movimento cercando di abbattere quanto più possibile il tentativo di manomissione, frutto di uno studio brevettato dalla stessa Somfy (qui trovi maggiori informazioni).

Il parco di compatibilità con i sistemi One e One+ è ampio, e permette di includere anche ulteriori rilevatori di movimento interno (senza telecamera), ulteriori sirene interne ed esterne, videocamere di sicurezza sottili e pratiche, ecc. Trovi una pagina dedicata alla composizione di un sistema One completo all’indirizzo protect.somfy.it/it/componi-il-tuo-sistema-somfy-one.html.

In conclusione

Un prodotto che ha certamente dei vantaggi nell’integrare ogni tecnologia necessaria alla protezione del proprio ambiente casalingo, permettendo inoltre un’espansione che ti consentirebbe di allargarne lo spettro di verifica e controllo, certamente non della linea più professionale esistente, ma pur sempre un qualcosa che un privato cittadino potrebbe tranquillamente inserire nella lista della spesa per la sorveglianza di casa propria.

Arrivando al punto e a quella che in Romagna verrebbe schiettamente chiamata “la dolorosa“, un sistema Somfy One+ che comprende quindi un telecomando e un IntelliTAG arriva a costare (di listino) 399€. Non è poco, affatto, ma neanche troppo se si considera l’eventuale acquisto di una serie di IP Cam provviste di microfono in-out e una buona ottica in grado di tenere l’occhio vispo su quanto più spazio possibile senza rinunciare alla qualità di trasmissione. Non considero poi nell’equazione un sistema di allarme completo e più professionale (montato da specialisti, per un buon motivo).

Provando a passare da Amazon qualcosina la si risparmia certamente, ma non si tratta di sconti che fanno realmente la differenza.

A me non resta che ringraziare Somfy per avermi permesso di testare il prodotto, che ora verrà formattato e riconsegnato al mittente! :-)

Io, come al solito, ti invito a lasciare un commento per qualsiasi dubbio o per esprimere un tuo giudizio nel caso in cui tu abbia acquistato il prodotto e lo stia utilizzando per tenere d’occhio casa tua, o magari il tuo ufficio, o chissà cos’altro!

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Prodotto: fornito da Somfy, tornato all'ovile al termine del test.
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Sono anni che mi diletto nel provare telecamere di sicurezza pensate e realizzate per la casa. Materiale certamente non professionale, senza unità centrale, che appoggia le registrazioni su scheda SD (o server FTP) e che viene collegata alla rete tramite cavo o WiFi, validi aiutanti per capire che succede in casa quando si è via, e salvare ogni fotogramma in caso di necessità.

Sempre da qualche anno, ho scelto D-Link come mia marca principale. Telecamere diverse, periodi diversi, software diversi (seppur molto simili tra loro), possibilità di controllarle tutte tramite IP Cam Viewer Pro su Android (e tutte configurate per scattare fotografie e registrare video salvando nel più breve tempo possibile altrove, dove tutto resta sempre accessibile a prescindere da loro). Oggi ti parlo dell’ultimo acquisto: la D-Link DCS-960L.

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180°

Acquistata su Amazon, in occasione di un’offerta abbastanza conveniente, lo scorso maggio, ho aspettato a parlarne perché in un paio di occasioni mi ha fatto degli scherzi che sembravano voler sfociare in un recupero da parte del corriere con conseguente restituzione al magazzino del big dell’e-Commerce. A oggi la telecamera è però ancora in casa, funziona bene ma ha un piccolo particolare che è fastidioso e non risolto, ma te ne parlerò in seguito.

Punti di forza

Ho voluto mettere le mani su un prodotto Wide Eye 180° perché, contrariamente al solito, volevo provare a tenere d’occhio una stanza abbastanza grande senza la necessità di utilizzare due prodotti contemporaneamente, sbloccandone così uno che si sarebbe potuto dedicare ad altro (ed è quello che è successo, in effetti).

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180° 1

La D-Link DCS-960L lo permette eccome. Posta più o meno al centro del salotto, è in grado di mostrarmelo per intero, con un’ottima resa dell’immagine (1280×720 px, 30 fps, 3 Mbps) e una fluidità eccezionale (coadiuvata ovviamente dalla connessione in fibra che verso l’esterno ha un buon upload, chiaro). Salvataggio dell’immagine (fino a 6 screenshot) e del video che potranno essere spediti via mail, tenuti su SD (inclusa nella confezione, da 16 GB) o caricati su uno spazio FTP. Alimentata tramite porta microUSB (posta sul retro della telecamera), può essere collegata alla corrente elettrica tramite adattatore e cavo forniti nella scatola del prodotto, o magari puoi allacciarti a qualcosa che sia costantemente alimentato nei pressi del posto dove hai intenzione di collocare la DCS-960L (la mia è collegata a una multipresa USB già presente vicino al televisore, tanto per dire).

La configurazione del prodotto è semplice e si può affrontare scaricando l’applicazione del vendor dallo store del proprio smartphone o tablet:

mydlink Lite
mydlink Lite
Price: Free
mydlink Lite
mydlink Lite
Price: Free
mydlink Lite
mydlink Lite
Developer: D-LINK CORPORATION.
Price: unknown

Io, fatto lo stretto indispensabile con l’applicazione, ho poi portato a termine tutto il resto manualmente, impostando un IP riservato sul router, e aprendo la porta che mi serviva per il controllo da remoto quando mi trovo fuori casa.

Cosa non mi ha convinto

La scena si fa calda

In generale il prodotto si comporta molto bene ed è un piacere vederlo all’opera. Ciò che però mi ha convinto meno rispetto agli altri tipi di telecamere usate, è che questa scalda molto durante il corso della giornata, e con le temperature afose di una casa milanese a giugno e luglio (prima dell’arrivo e conseguente accensione del climatizzatore) ha causato un paio di KO tecnici. Telecamera non più raggiungibile, accesa ma completamente inerme, con obbligo di togliere e rimettere il cavo di alimentazione per farla ripartire (dopo qualche minuto però, così da farla raffreddare).

Sia chiaro, non sono proprio alle prime armi, non ho messo la telecamera in una posizione in cui non respira. Ha la giusta distanza da altri apparati, il ricircolo è abbastanza giusto, ma certamente soffre tanto quanto un decoder o un televisore che ne condividono la porzione di suolo occupata e la temperatura interna dell’appartamento (mai oltre i 34° con il climatizzatore spento).

Se in quei periodi bui io non avessi avuto altre telecamere in funzione o magari fossi stato in villeggiatura, mi sarei arrabbiato non poco (d’altronde voglio avere questo tipo di prodotti in casa per tenerla d’occhio di tanto in tanto, no?). Oltre però quei due casi, non ne ho avuti altri da riportare, motivo per il quale non ho neanche voluto richiamare in causa Amazon per un ritiro / sostituzione prodotto.

Una questione di notifiche

A questo aggiungo un ulteriore problema che si verifica anch’esso sulla “lunga distanza“, l’invio degli alert di movimento via posta elettronica. Le telecamere sparse nella casa avvisano il mio account di posta ogni volta che rivelano un movimento davanti al loro obiettivo, allegando inoltre 6 scatti presi a corto raggio l’uno dall’altro. La DCS-960L lo fa, almeno inizialmente, poi smette. Mi pongo relativamente il problema, uso un’applicazione che mi permette di tenerle d’occhio sempre sullo smartphone (con widget, te ne parlo dopo), ma è comunque parecchio fastidioso che un prodotto di così nuova generazione abbia così tante pecche rispetto agli altri più vecchi.

Inizialmente ho dato la colpa alla configurazione da me modificata. Poi sono passato al mail server (GMail), che probabilmente doveva gestirne troppe nell’arco di poco tempo (ci sono i limiti specificati qui, anche se non avevo alcuna mail di avviso da big G.). A quel punto ho fatto un paio di giochi sul pannello DNS di un dominio di test, ho girato il parametro MX verso l’IP di casa mia e ho avviato un nuovo Mail Server sul mio Synology (che funziona a meraviglia, sono estasiato da questo giocattolino), nessun limite imposto ma stesso risultato, per curiosità ci ho spostato sopra anche le altre telecamere, che inviano mail in maniera assolutamente regolare:

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180° 2

Sto ancora giocando con la sua configurazione, prima di arrendermi definitivamente e contattare il supporto D-Link.

In linea un po’ più generica mi aspetto che il prezzo di questi apparati, abbastanza superiore rispetto alle sorelle “più standard“, ne certifichi anche una migliore costruzione e una maggiore affidabilità (nel tempo, chiaro, ma anche nell’immediato utilizzo), ma anche una robustezza software sulla quale poter contare.

Un occhio sempre vigile

L’interfaccia web di amministrazione dell’apparato propone un set di pagine ASP che controllano ogni dettaglio, dalla qualità dell’immagine (e del video) alle impostazioni dell’invio alert via mail, passando inoltre per una Live View e il Motion Detection. C’è sempre differenza tra una telecamera e l’altra, nonostante nasca dalle “stesse mani“, e un po’ fatico a comprendere questa cosa (opzioni sotto altre voci, voci che non corrispondono, ecc.).

Quello che è certo è che bisogna sempre tenere d’occhio i rilasci da parte del vendor, cosa che va portata a termine manualmente, passando dalla pagina web del prodotto (nel caso di D-Link DCS-960L, questa: dlink.com/it/it/products/dcs-960l-hd-180-panoramic-camera, scorri leggermente più in basso e spostati nella tab Download), quindi andandolo a caricare proprio in interfaccia di amministrazione (Maintenance → Firmware Upgrade).

IP Cam Viewer Pro

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180° 3

Non uso myDlink, preferisco guardare lo streaming delle telecamere tramite l’applicazione (Android) IP Cam Viewer Pro. La uso da tanto tempo ormai, e credo valga tutti i 4€ circa richiesti (a oggi). Si tratta della versione a pagamento di IP Cam Viewer in versione Basic, completa, senza pubblicità, con possibilità di inserire il widget di una (o di tutte) telecamera su una delle schermate principali del proprio smartphone.

Con poca fatica potrai tenere sotto lo stesso tetto più prodotti di diversi vendor, pilotarli, vederli in schermata singola (così da avere una più completa panoramica), trovo che sia la vera alternativa all’applicazione ufficiale di D-Link, anni luce indietro:

IP Cam Viewer Pro
IP Cam Viewer Pro
Developer: Robert Chou
Price: 4,29 €

Nello specifico caso della DCS-960L, andrà selezionata la voce relativa alla versione DCS-960.

In conclusione

Mi ritengo abbastanza soddisfatto dell’acquisto. Non è stato economico certamente, ma ho approfittato di una buona offerta grazie al monitoraggio dei prezzi sul big del commercio elettronico, e io ero curioso di provare per la prima volta un prodotto casalingo con così ampio raggio di visione. Il prezzo pieno di oggi è di circa 120€ (su store alternativi si va a toccare anche quota 170/180€), in consegna immediata per i clienti Prime:

I difetti sono seccanti, lo ammetto candidamente, ma questo prodotto ha risolto un problema che mi si era posto e ha incontrato le mie esigenze di tutti i giorni. Mi piacerebbe (e spero di riuscirci) tornare ad avere le notifiche via mail con puntualità, mentre non ho avuto ulteriori segni di cedimento dovuti alle alte temperature raggiunte (e spero che continui così).

Se hai domande o dubbi, l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato su Amazon.it di tasca mia. Nessuna collaborazione da parte di D-Link (nonostante io abbia più volte richiesto un sample dedicato alla stampa all'agenzia che se ne occupa in Italia).
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Ricordo ancora il comunicato stampa di Sitecom di qualche tempo fa, annunciava la loro scesa nel campo della Home Security, presentando due piccoli dispositivi di ripresa (audio e video) per permettere di controllare casa propria anche a distanza, quando non ci troviamo fisicamente al suo interno e ci preoccupiamo che possa accadere qualcosa, o magari accontentare coloro che hanno l’esigenza di tenere sott’occhio il proprio animale domestico, perché no. Si tratta di WiFi Home Cam Mini e WiFi Home Cam Twist. Ho avuto la possibilità di mettere mano sulla prima delle due, la più piccola, vi racconto com’è andata.

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000) 1

Di cosa si tratta

Di una WiFi Home Cam piccola (decisamente), in grado di registrare video fino a 720p (qualità HD, se la rete ne permette uno streaming fluido, cosa che comunque non riguarda la registrazione video su file, nda), che non mette a disposizione una porta di rete cablata, che ha un microfono ambientale (e uno speaker, per permettere una comunicazione da ambedue i lati, nda) e dei sensori notturni (a infrarossi) che permettono così di registrare gli eventi lungo l’arco delle 24 ore, senza preoccuparsi del buio e della gestione della memoria (microSD, inclusa nella confezione nel taglio da 4GB e supportata fino a un massimo di 32GB, nda) che verrà controllata e fatta girare direttamente dal software Sitecom.

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000) 2

È un oggetto che, una volta tirato fuori dalla scatola, potrà essere avviato, configurato e messo in produzione entro qualche minuto al massimo, la facilità di configurazione è tutto sommato accettabile, ma di certo i meno esperti non impiegheranno quei pochi minuti riportati dall’azienda sulla confezione del prodotto, ve lo posso assicurare ;-)

In ogni caso, la procedura potrà arrivare a conclusione passando da smartphone e applicazioni per iOS e Android, disponibili gratuitamente:

MyCam
MyCam
Price: Free
Sitecom MyCam
Sitecom MyCam
Price: Free

Com’è andata

Qualche difetto in realtà c’è, e credo sia dovuto più che altro alla gioventù del software e dell’idea alla base, la lamentela vera sulla quale baso questo mio articolo non viene avanzata verso l’hardware, tutto sommato più che accettabile considerando lo spazio che occupa il prodotto.

Ho creato un nuovo account Sitecom autenticandomi tramite quello di Google, così facendo ho notato che non è possibile salvare l’accesso né tanto meno tenerlo attivo per ogni volta che si entra nell’applicazione, costringendomi a fare autenticazione, seguita dal codice 2-step, per arrivare finalmente alla schermata di controllo dei miei dispositivi. Davvero troppo tempo. Tutto molto lento, la comunicazione con i server di Sitecom toglie secondi preziosi che magari vorremmo impiegare per verificare cosa WiFi Home Cam Mini sta vedendo e sentendo, soprattutto in seguito a una eventuale segnalazione (di movimento o audio).

Non ha una interfaccia gestibile via web (collegandosi al suo IP) ma è possibile accedere a un’area riservata sul sito di Sitecom che potrà gestire contemporaneamente più telecamere, permettendoci di fare zapping nel caso lo desiderassimo. Ho aperto quindi il mio browser predefinito su Windows (Firefox a 64 bit, nda) e ottenuto questo messaggio di errore:

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000)

Un po’ stupito ho cambiato browser, ho fatto regolarmente accesso e ho notato una sommaria lentezza nell’esecuzione dell’applet Java, trasformatasi poi in un grande blocco verde dopo un paio di secondi. Audio perfetto, video in diretta inservibile, ciò che non accade quando si sceglie di visualizzare le proprie sorgenti tramite applicazione su smartphone. Giusto per fugare ogni dubbio: ho cambiato browser, ho cambiato Java Machine in uso, ho fatto diversi test che però hanno aggiunto ulteriore complessità al servizio e non mi hanno permesso di usufruirne in maniera semplice e immediata.

Per la cronaca: dato che si tratta di problemi software, quindi risolvibili, vorrei far notare che Sitecom (al contrario di altri produttori, offre l’accesso all’area personale sul loro sito in via del tutto gratuita. Sarà possibile visualizzare lo streaming in diretta oppure scegliere di accedere all’archivio su microSD e vedere un video precedentemente registrato, non da tutti, apprezzabile.

Abbandonata l’area personale sul sito di Sitecom mi sono quindi dedicato all’applicazione ufficiale. Smartphone personale, quindi Android, ho dato un’occhiata troppo rapida alla versione iOS per poterne parlare in maniera approfondita. Riepilogo rapidamente quella che è stata la mia esperienza dicendovi che l’applicazione funziona abbastanza bene, che sono stato costretto a rinunciare al login tramite account Google e passare a un account Sitecom che mi ha permesso di memorizzare le credenziali e fare un auto-login a ogni apertura (così facendo ho però dovuto dissociare la telecamera dall’account collegato tramite credenziali Google e riassociarla al nuovo creato, con ulteriore perdita di tempo e frustrazione per non averlo saputo prima, nda).

Le notifiche non sono sempre perfette e talvolta vengono segnalate un po’ troppo in ritardo, ma poco importa perché potremo facilmente accedere all’archivio delle registrazioni, l’integrazione con Google Drive proposta dalla fabbrica (esula dall’account Google precedentemente connesso, fortunatamente) funziona molto bene e produce i suoi frutti, senza contare una ulteriore (e favolosa) integrazione a catena con Google Foto che ne permette una gestione assolutamente perfetta. Nel caso in cui non vogliate fare uso del vostro spazio Google, nessun problema, c’è sempre la microSD, esplorabile anch’essa tramite applicazione (la qualità e velocità di streaming verso il vostro smartphone dipendono esclusivamente dalla velocità in upload della vostra connessione casalinga).

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000) 3

Dalla stessa applicazione potrete modificare il nome della telecamera, la qualità del video, la sensibilità per allertarsi in caso di movimento o suono in ingresso (comprese le opzioni che escludono ambo le funzioni, nda), così come potrete rimuovere la singola WiFi Home Cam Mini dal vostro account, pronta per essere associata a un diverso proprietario. Come già detto: non c’è alcuna interfaccia di gestione web integrata tramite webserver: dimenticatevi quindi possibilità di essere notificati via mail (secondo me fondamentale, soprattutto per ottenere 3 o 4 rapidi scatti prima di accedere al video registrato o in streaming), di riportarla allo stato di fabbrica inteso come memory reset, modificare le impostazioni di rete (che quindi andranno regolate dal router, nda) o altro ancora. WiFi Home Cam Mini ha poche funzioni e molto del lavoro di regia viene gestito dal software Sitecom, se non vi sta bene, questo non è il prodotto che fa per voi.

Ah, prima di chiudere, un ulteriore spunto di discussione: ho notato che su Google Play ci sono alcuni utilizzatori che lamentano casi di mancata connessione allo streaming della telecamera. Vero, è capitato anche a me talvolta, ma ho aggirato l’ostacolo perché nel frattempo la WiFi Home Cam Mini aveva già registrato il video e fatto copia su Google Drive, quindi ho fatto accesso tramite l’applicazione di Google Foto. Ciò non giustifica certamente il problema e la scarsa ricezione del segnale quando tutto non fila esattamente liscio, sia chiaro, ma ancora una volta, in maniera del tutto logica, è possibile capire da soli che si tratta di problemi del software, quindi risolvibili (ammesso che l’azienda lo voglia), anche se allo stato attuale non c’è alcun aggiornamento disponibile per il prodotto, più volte verificato tramite applicazione con risposta sempre negativa.

Sitecom WiFi Home Cam Mini (WLC-1000)

Avanti Sitecom, so bene che si può far di meglio! ;-)

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sitecom, tornato all'ovile.
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