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Te la ricordi la UE Roll 2 di cui ti avevo parlato circa un anno fa? No, bene, ottima scusa per tornare sull’argomento Ultimate Ears e rinfrescarti un attimo le idee, il gioco di parole non era voluto, ma ci sta piuttosto bene relativamente a questa occasione, perché si torna a parlare di speaker bluetooth da portare in acqua, ti presento Wonderboom :-)

UE Wonderboom: la musica nuota con te :-) 3

UE Wonderboom

Presentato lo scorso aprile, Wonderboom è il nuovo speaker della sussidiaria di Logitech, studiato e realizzato per coloro che la musica devono necessariamente portarsela ovunque, piscina compresa. Come per il suo ormai più anziano fratello (il Roll 2 che avevo provato, nda), anche Wonderboom può nuotare in acqua, perché è certificato IPX7, permettendoti di portarlo fino a un metro di profondità in acqua dolce, continuando ad ascoltare la musica trasmessa da una sorgente bluetooth che sta entro i 30 metri di distanza dal dispositivo (salvo poi avere in mezzo impedimenti fisici che mettono in difficoltà il segnale, ma quello vale un po’ per tutti).

Dall’occupazione che lo rende estremamente portatile (largo 14 centimetri, alto 10, per un peso totale di 425 grammi), regala un suono potente e avvolgente (relativamente alla capacità di questo tipo di hardware, nda) che viene trasmesso in maniera omnidirezionale grazie ai due woofer da 40mm con doppio radiatore passivo (per darti quel basso pieno con qualsiasi tipo di canzone), il tutto condito da una caratteristica particolarmente importante quando si parla di giornata fuori di casa e festa in acqua: la batteria, garantita dalla casa per una durata di 10 ore (si ricarica totalmente in meno di 3 utilizzando lo stesso caricabatterie del tuo smartphone, il cavo microUSB è presente nella confezione del prodotto, nda).

Io, per i motivi che sei solito conoscere se mi leggi da tempo, ti spengo l’entusiasmo perché ti ricordo che tutto dipende da una serie di fattori che impattano quel monte ore, quelli che vanno dalla pulizia del segnale bluetooth al volume tenuto per tutto il tempo dell’ascolto, dettagli che possono chiaramente modificare il risultato finale. Dai test che ho personalmente eseguito, le ore sono davvero quelle, ma mantenendo la sorgente abbastanza vicina e non esagerando con il volume (che non vuol comunque dire che sei costretto a tenerlo a livello “nonno“).

Se per ricaricarlo hai a disposizione un attacco microUSB (nella tasca dietro, ben protetto per evitare infiltrazioni di acqua), stavolta –e contrariamente al Roll 2– non hai un attacco AUX da sfruttare quando si trova fuori dall’acqua, per evitare il collegamento bluetooth, che rimane così l’unico modo per amplificare le tue note preferite. Stesso destino poi del Roll 2 per quanto riguarda il vivavoce bluetooth: assente. Peccato, sarebbe davvero stupido integrarlo, favorirebbe chi non ha uno smartphone waterproof.

Soliti collegamenti posti invece sulla “scocca” (se così possiamo chiamarla), potrai modificare il volume, accendere / spegnere il dispositivo, metterlo in modalità di accoppiamento bluetooth, mettere in pausa o saltare la traccia (premi una volta il logo UE per mettere in pausa, due volte per andare alla traccia successiva).

UE Wonderboom: la musica nuota con te :-) 6

La scheda prodotto è disponibile sul sito ufficiale, risponde all’indirizzo di ultimateears.com/it-it/wonderboom, il prezzo di listino si attesta sul più classico dei prezzi “,99 finale“, ma in realtà ti serviranno un centinaio di euro per portarti a casa il tuo Wonderboom preferito (sono disponibili diversi colori, chiaramente). Stavolta, contrariamente al solito, neanche Amazon può andare poi molto in controtendenza rispetto al listino (puoi risparmiare al massimo 5 euro nel migliore dei casi):

Si tratta certamente di un bel prodotto che può tornare utile nei mesi che ci accingiamo ad affrontare, le vacanze sono ormai qualcosa di ben diverso da un miraggio, pronti alla prova costume? (io in quello di Gabibbo entro perfettamente) :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Logitech, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Ho da poco ricevuto un prodotto del quale fatico a vedere la reale necessità, ma che dovessi valutarlo come semplice gadget beh, allora non farei fatica a identificarlo come un portachiavi fuori dal normale. Si tratta dell’altoparlante bluetooth 2.1 portatile di dodocool!

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 6

Dalle dimensioni effettivamente ridotte (comunque più grande del portachiavi di cui parlavo poco fa), è un piccolo altoparlante che include un microfono e un pulsante che, oltre ad accendere l’accessorio, ti permette di lanciare quella semplice operazione di clic sul pulsante che scatta una fotografia, in pratica un telecomando portatile per il proprio smartphone.

Con un’autonomia dichiarata di 4 ore, l’altoparlante bluetooth di dodocool permette di ascoltare musica con una qualità accettabile (meglio di alcuni speaker integrati negli smartphone, ma nulla più, sia chiaro), così come mettere in vivavoce una telefonata che diventa improvvisamente più comoda e meno pesante da reggere rispetto al proprio telefono (che così può essere tenuto in tasca, per esempio). Su Android, l’accessorio viene immediatamente rilevato come estensione della tastiera, motivo per il quale non c’è bisogno di nessuna ulteriore impostazione per poter scattare fotografie quando si apre la relativa applicazione.

dodocool Altoparlante Bluetooth 2.1 Portatile 2

Con un costo alquanto accessibile, l’altoparlante dodocool ti porta via poco più di 10€ (11,99, per la precisione al centesimo), ammesso che tu ne abbia realmente bisogno, in doppia colorazione attualmente disponibile:

Il laccetto per poterlo facilmente trasportare (o allacciare alla cintura, tanto per dirne una) è incluso all’interno della confezione del prodotto, così come un piccolissimo cavo di ricarica microUSB.

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Prodotto: fornito da dodocool, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

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Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Ultimate Ears (UE) non è solo un capriccio di shopping della Logitech (che l’ha acquisita nel 2008, nda) ma una vera e propria sfida nel mercato degli speaker portatili (molto gettonati e nati come funghi in tutte le salse negli ultimi anni) dove già competitor anche molto più grandi la fanno da padrone. Ho avuto modo di mettere le mani sull’ultima loro creazione, UE Roll 2, un prodotto capace di unire una buona resa audio a un’estetica fuori dal comune, con qualche caratteristica sicuramente degna di nota.

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune

Partiamo subito senza troppi giri di parole.

Mi è piaciuto perché è esteticamente diverso dagli altri, perché è impermeabile, perché se la sa cavare nel reparto audio che tutto sommato ho trovato accettabile ma inferiore rispetto ad altri speaker della stessa fascia di mercato (occhio: fascia, non con le stesse identiche caratteristiche, nda).

Mi è piaciuta la scelta di mettere i controlli del volume talmente grandi da essere quasi ignorati a una prima occhiata, perfettamente integrati in quella trama così particolare da sembrare anche fuori luogo, poi in realtà ci si convince che può rispecchiare il carattere della persona che lo acquista. Funziona alla stessa maniera con il cavo microUSB che puoi utilizzare per collegare lo speaker al PC o al caricabatterie da muro, rigorosamente caratterizzato da un colore sgargiante (la mia fotografia è qui sopra, lo vedi quel giallo che dice “levati“?) ;-)

UE è talmente fuori dai gangheri che include una piccola ciambella all’interno del pacchetto di Roll 2, così da poterla far accomodare in piscina come vorresti fare tu con il cocktail nel materassino di chissà quale fantasia da trasposizione cinematografica, ce l’hai un amico con una piscina in casa? Potresti approfittarne, potresti dare un senso alla “Ciambella Roll“. Se non hai nessun amico di questo tipo, accontentati della doccia o della vasca da bagno, quella dovremmo avercela tutti.

Ha un attacco AUX, ma questo è comune a tutti questi prodotti. La batteria viene garantita per 9h di riproduzione (più o meno), siamo sulle stesse riportate dagli altri competitor, ci arriva quasi, a volume moderatamente alto ho potuto godere di circa 8h di riproduzione prima di essere stato costretto alla ricarica, la quale è durata quasi 6 ore (ho usato volutamente la notte). La sua tecnologia Bluetooth consente di spostarsi agilmente dallo speaker di qualche metro, ma anche di collegare più dispositivi contemporaneamente (fino a due) e diversi da conservare nella “cronologia” (fino a 8 associazioni che possono partire rapidamente richiamate quando ne hai bisogno).

UE Roll 2: l'audio esteticamente fuori dal comune 1

Mi è persino piaciuto il modo che UE ha trovato per integrare un semplice gancio che può essere utilizzato per appendere lo speaker, oppure per portarlo manualmente in maniera più semplice di quanto si possa tenere nel palmo della mano. Pulsante di accensione (con led) e pairing Bluetooth si trovano sul retro del prodotto.

Ciò che meno mi ha convinto è stata la profondità dei bassi, per certi punti di vista quasi mancante, troppo poco incisiva. Mi ha convinto poco il design, strano, difficilmente può trovare un giusto spazio all’interno del proprio salotto (tanto per fare un esempio stupido), sicuramente è dovuto al fatto che il prodotto sia stato pensato per essere portato in giro, utilizzato tra amici, nelle scampagnate e anche in quei casi in cui non ci si aspetterebbe di avere a disposizione uno speaker per la propria musica, lecito, probabilmente preferirei le varianti meno sgargianti ed esteticamente più “banali” dello stesso identico prodotto. Mi ha stupito persino la mancanza di poterlo sfruttare come vivavoce per il proprio smartphone, niente microfono, niente party.

Il prezzo è l’ultimo dettaglio che non ho potuto ignorare. Il listino riporta 134,99€, UE Roll 2 si trova però anche su Amazon fortunatamente, a poco meno di 100€. In questo caso sono disposto a dare un diverso peso al tutto.

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Prodotto: fornito da Logitech, sto ancora cercando di capire se deve o meno rientrare all'ovile!
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Piccino, tanto piccino, potente rispetto alle dimensioni e alle previsioni. Sapete quanto mi piaccia l’argomento e quanto ci tenga ad avere il giocattolo di turno per poter fruire la mia musica ovunque io sia, qualcosa che vada oltre gli auricolari in-ear. Sony mi ha fatto un piccolo regalo giusto in tempo per le ferie, e io l’ho portato con me proprio per poterlo utilizzare, provare, conoscere al meglio. Si tratta del Sony SRS-X11, uno speaker wireless parecchio portatile che -come tutti ormai- sfrutta la tecnologia bluetooth ma anche AUX per amplificare e trasmettere ciò che riceve da una qualsiasi sorgente audio.

SONY SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth

Il peso è il dettaglio forse più importante insieme alla qualità dell’audio e del design. Portare con sé questo cubo equivarrà all’aggiungere 215 grammi al bagaglio personale, nulla che non sia comparabile ad un tablet che magari siamo già abituati a trascinarci dietro. Coadiuvato da un pratico laccetto in silicone potrete facilmente trasportare Sony SRS-X11 ovunque vogliate, diventerà presto anti-estetico se deciderete di lasciarlo su una scrivania o accanto al vostro PC o smartphone ;-)

La cassa contenuta all’interno del dispositivo eroga 10 W di potenza (nominale, non RMS) promettendo anche una buona qualità dei bassi grazie al sistema “Dual Passive Radiator“, all’orecchio la sensazione è piacevole e inizia ad infastidire quando si alza di molto il volume tra sorgente e pulsantiera della cassa. Può succedere solo ed esclusivamente se la sorgente invia tracce a bassa qualità, diversamente il problema non si nota affatto, partendo poi dal presupposto che il piccolo giocattolo Sony utilizza il suo codec LDAC per migliorare già la qualità della sorgente (quindi vuol dire che state partendo da qualcosa di ridotto molto male). In ogni caso tutte le specifiche per i più curiosi sono disponibili nella pagina prodotto sul sito web ufficiale.

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 1

Come quasi tutti i prodotti di questo tipo, c’è la possibilità di connettersi rapidamente tramite NFC, largo quindi ai dispositivi che lo hanno a bordo per saltare il classico pairing (che si ottiene tenendo premuto il tasto dell’accensione/spegnimento dell’oggetto) ma non solo, Sony prevede l’eventualità di un collegamento ad una seconda cassa tramite un ponte tra le due unità. Non che io abbia il gemello del mio Sony SRS-X11, ma c’è un pulsante “Add” (sulla parte posteriore del prodotto) che potete facilmente intuire a cosa serva. Questo vi permetterà di amplificare ulteriormente il suono e “seminare i cubi per casa” (basta lasciarli comunque a portata di segnale, ovviamente).

Grazie poi ad un microfono integrato potrete utilizzare Sony SRS-X11 come vivavoce per lo smartphone (o tablet, ovviamente). Il tutto per una durata massima della batteria stimata in 12 ore (sulla carta). Un’autonomia di tutto rispetto che però andrà a variare in base al volume mantenuto e alla qualità del segnale bluetooth in ingresso (quest’ultima parte decade se il collegamento viene effettuato in AUX, chiaramente). Per poterlo ricaricare vi basterà collegare un cavo microUSB (incluso nella confezione) a muro (con il più classico degli ormai comuni caricabatterie per smartphone, tablet e chissà quant’altra roba ancora), dal mio test è risultato che in meno di due ore è pronto per poter essere utilizzato al pieno delle sue potenzialità.

Il prodotto vale il suo costo?

Sony SRS-X11: Speaker wireless portatile con Bluetooth 2Il prezzo di listino di Sony SRS-X11 è di 85€, affatto trascurabile considerando l’offerta disponibile sul mercato e le dimensioni che spesso non contano quando si vuole portare in mobilità (e per lungo tempo sprovvisti di corrente elettrica) la propria musica offrendola anche agli altrui timpani. Se invece il prezzo non è per voi un problema considerando dimensioni, peso e ingegnerizzazione di questo piccolo gioiellino, potrebbe essere ciò che fa al caso vostro.

Su Amazon lo si trova a circa 30 euro in meno, se volete approfittarne (con offerta Prime, tra l’altro), probabilmente quelli più dubbiosi sul fattore costi potrebbero trovare allettante la scappatoia (in questo caso Sony SRS-X11 diventa decisamente competitiva rispetto ad altri prodotti nella stessa fascia).

A me è piaciuto, ad essere onesto lo trovo davvero molto bello ed è in grado di portare a termine in maniera soddisfacente il mestiere per il quale è stato concepito. Nulla di inarrivabile ma certamente al top rispetto a tanti altri che mettono sul mercato oggetti che durano (come si suol dire) da Natale a Santo Stefano (valgono il prezzo che li si paga, ovviamente) e vengono acquistati più facilmente da una massa che non si rende conto di spendere cifre alte comprando più volte lo stesso tipo di prodotto.

Prima di chiudere vi lascio un rapido riferimento alla guida d’utilizzo nel caso in cui ne abbiate bisogno, disponibile in italiano all’indirizzo helpguide.sony.net/speaker/srs-x11/v1/it.

Enjoy!

Disclaimer per un mondo più pulito
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Prodotto: fornito da Sony, ho potuto tenerlo al termine del test.
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