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Periodo ricco per chi ancora oggi si diverte nel firmware modding dei dispositivi Android (in alcuni casi è una necessità), in particolar modo sui fronti Samsung e Xiaomi che poi sono i due che da tempo seguo con attenzione. Di tempo dalla mia ultima modifica su un Mi Pad 3 ne è passato (Xiaomi Mi Pad 3: cambiare la ROM per ottenere la lingua italiana), eppure è sempre bene tenersi allineati.

Un paio di letture a proposito di firmware modding su Android

Gli articoli / discussioni (nei forum) a cui faccio riferimento sono in inglese. Sto effettivamente valutando se localizzarli in italiano o comunque lavorare su una mia versione, fammi sapere se questo può realmente interessarti.

Mondo Samsung

  • [Tool] Frija – Samsung firmware downloader/checker via XDA Developers
    Friija va a prendere il posto del mai troppo rimpianto SamFirm, ormai abbandonato e non più aggiornato e supportato. Per effettuare il flash del firmware verrà sempre e comunque utilizzato Odin.

Mondo Xiaomi

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Un articolo da tenermi stretto per il futuro, come un blocco appunti, che potrà tornare utile anche ad altri, insomma la solita storia. Ho avuto tra le mani uno Xiaomi Mi Pad 3, gran bel tablet che potrebbe facilmente prendere il posto del mio iPad Mini in futuro (chissà), ma che per una questione evidentemente legata alla sua gioventù, non propone un firmware Global, riducendosi così a un originale Xiaomi con solo la lingua inglese e cinese a bordo. Per ottenere l’italiano, non c’è altra alternativa che passare dal sostituire il firmware a bordo, un’operazione delicata ma che provo a documentarti tutta nel dettaglio, per evitarti di impazzire e trovare il da fare “a pezzi”, saltando di community in community.

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana

Prima di partire, la solita raccomandazione, fondamentale per casi come questi dove si deve lavorare “a cuore aperto“:

ATTENZIONE: Prima di partire, il solito consiglio: occhio sempre a quello che tocchi e che rimuovi, effettua dei backup del tuo sistema per sicurezza, così potrai agilmente tornare indietro in caso di problemi. Io ti ho avvisato, non puoi dopo venire qui disperato a dire che è tutta colpa mia (che poi in realtà puoi, ma questo non cambierà le cose, e io non sarò certo lì per poterti consolare e aiutare!).

Se sei già esperto di modding Android e vuoi saltare tutta la parte relativa alla spiegazione dettagliata –con immagini– per l’installazione della nuova ROM, vai direttamente al paragrafo “L’angolo dello Sburone“, lì ti riepilogo tutti i passaggi da fare per installare la custom ROM europea su Mi Pad 3.

Xiaomi Mi Pad 3

Partiamo dal principio: Xiaomi Mi Pad 3 è un buon tablet per un uso quotidiano da ufficio o divano. Caratteristiche non eccellenti ma un carattere forte, con qualche pecca nella scelta stilistica (vedi il posizionamento delle casse stereo giusto dove solitamente mettiamo la mano per impugnare questo tipo di oggetti) ma con delle belle risorse a disposizione (buono il processore, la RAM e la batteria).

Avere il firmware con la lingua italiana non è obbligatorio, ma torna parecchio comodo per chi preferisce l’idioma nostrano. Fortunatamente, a tal proposito, la community di Miui.it fa un gran bel lavoro, e a noi tocca solo portarlo sul dispositivo.

Attrezzi del mestiere

Per portare a termine l’intero processo, io ho utilizzato un PC Windows 10 Pro x64, ma va bene anche una macchina con Windows 7. Se fai parte di quel gruppo che non vuole saperne nulla di perdere tempo, ho creato una cartella condivisa sul mio spazio MEGA dove ho caricato tutti i file utilizzati nell’articolo: mega.nz/#F!QEdkBRoJ

Cosa ti serve per partire:

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana 1

Non manca altro. Il cavo USB-C lo hai già nella scatola del dispositivo, tu dovrai solo accenderlo e collegarlo al PC per permettere l’installazione dei driver e cominciare a mettere le mani nel cofano. Nel caso in cui qualcosa vada storto e i driver non si installino correttamente, puoi scaricare e installare l’utility ufficiale di Xiaomi per flashare il firmware (la trovi qui).

Si parte con Fastboot

Spegni il tablet (se lo avevi lasciato acceso) e riaccendilo in modalità Fastboot. Per farlo, dovrai tenere premuto contemporaneamente il tasto volume – e il tasto di accensione, fino ad arrivare a questa schermata:

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana 3

A questo punto apri un prompt dei comandi come Amministratore, spostati nella cartella di installazione del Minimal ADB and Fastboot Tool (C:\Program Files (x86)\Minimal ADB and Fastboot) e lancia un fastboot devices per verificare che il tuo dispositivo venga riconosciuto correttamente. Puoi anche verificare che il bootloader di Mi Pad 3 sia nativamente sbloccato lanciando un fastboot getvar all (la risposta dovrebbe essere ):

Ora ti tocca di andare a scompattare il file d’archivio con la ROM Developer cinese originale che dovresti aver già scaricato. Una volta terminata l’opera, dovresti notare una cartella images contenente diversi file, tra cui boot.img, cache.img o ancora recovery.img. Trovata? Molto bene. Torna sul prompt dei comandi e lancia questa serie di comandi, attendendo sempre che ti venga data una conferma a video:

  • fastboot flash system C:\images\system.img
  • fastboot flash boot C:\images\boot.img
  • fastboot flash recovery C:\images\recovery.img
  • fastboot flash cache C:\images\cache.img
  • fastboot flash userdata C:\images\userdata.img

Al posto di C:\images, inserisci la posizione esatta delle immagini scompattate! Nel mio caso, erano tutte in una cartella temporanea (C:\temp\eccetera), dai un’occhiata alle mie schermate catturate durante il processo per capire meglio cosa intendo:

Al termine spegni il Mi Pad 3, quindi avvialo nuovamente in modalità Fastboot. A questo punto potrai fare un wipe completo (fastboot -w) e infine caricare l’immagine custom di Recovery che hai precedentemente scaricato, la TWRP (fastboot flash recovery C:\images\twrp.img). Occhio, anche in questo caso, il comando di flash della recovery deve puntare a un file esistente, nel mio caso in cartella temporanea (guarda lo screenshot di seguito) e rinominato più semplicemente in twrp.img:

TWRP, installazione nuova ROM

Non hai più bisogno di Fastboot, ormai hai terminato quello che dovevi fare. Puoi quindi spegnere il dispositivo e riaccenderlo mandandolo in Recovery. Per farlo, dovrai tenere premuto contemporaneamente il tasto volume + e il tasto di accensione, togliendo poi il dito da quello di accensione quando sarà comparsa la schermata iniziale di avvio tablet (quella con il logo Mi in centro). Salvo problemi, ti ritroverai davanti alla schermata principale di TWRP (dovrai far scorrere la barra inferiore per accedere al menu principale, nda).

Carica nel frattempo la ROM europea nella chiavetta USB OTG di cui ti ho parlato prima. Ti interessa spostare solo quel file ZIP, non scompattarlo. Fatto questo, da TWRP dovrai prima lanciare una pulizia della partizione di Cache e Dalvik, seleziona quindi la voce Wipe (dal menu principale) e scorri la barra inferiore per lanciare il comando:

Ora si passa al caricamento della ROM europea. Torna quindi al menu principale di TWRP, spostati in Install, inserisci la chiavetta USB con a bordo il file ZIP del nuovo sistema e quindi scegli il diverso Storage all’interno del quale leggere i dati (USB OTG), fai quindi clic su Ok. Dovresti ora riuscire a vedere il file ZIP precedentemente caricato, selezionalo e fai clic su Install Image, quindi effettua il solito Swipe nella schermata successiva per procedere (se ci sono i segni di spunta sulle due opzioni “Zip signature verification” e “Reboot after installation to complete“, toglili), al termine lancia nuovamente il Wipe di Dalvik e Cache:

Riavvia ora Mi Pad 3 manualmente.

Prima configurazione

Attendi che parta il nuovo sistema con la MIUI ancora calda :-), quindi configura il tuo account di Google e anche quello di Xiaomi. Fai tutto ciò che devi fare ma al termine dei passaggi iniziali, spegni il tablet, c’è ancora un ultimo step da fare. Avvia ora il tablet in modalità Recovery (ti ho già detto come fare, dai un’occhiata qualche riga più sopra) e in TWRP spostati in WipeAdvanced Wipe → seleziona la voce Data → fai clic su Repair or Change File System → scegli infine Resize File System.

Avvia ora il tuo tablet ancora una volta, sei pronto a utilizzarlo, completamente in italiano :-)

L’angolo dello Sburone

Che è quell’angolo dedicato a chi non sopporta le immagini, quello che parla solo in codice binario e conosce esattamente dove mettere le mani. In pratica ti ripeto i passaggi spiegati nel dettaglio sopra, senza troppi fronzoli.

  • Scarica la ROM ufficiale cinese per Developer da update.miui.com/updates/v1/fullromdownload.php?d=cappu&b=X&r=cn&n=
  • Scompatta il file scaricato e tieni da parte solo la cartella images.
  • Scarica la TWRP da eu.dl.twrp.me/mocha/twrp-3.1.1-0-mocha.img
  • Avvia il Mi Pad 3 in modalità Fastboot (tasto volume – e tasto accensione contemporaneamente) e verifica che sia connesso con il PC (fastboot devices), già che ci sei, assicurati che il bootloader sia sbloccato (fastboot getvar all).
  • Carica le immagini della ROM cinese:
    • fastboot flash system system.img
    • fastboot flash boot boot.img
    • fastboot flash recovery recovery.img
    • fastboot flash cache cache.img
    • fastboot flash userdata userdata.img
  • Riavvia il dispositivo (fastboot reboot) e torna in modalità Fastboot.
  • Fai Wipe completo con fastboot -w
  • Carica la TWRP di Recovery con fastboot flash recovery twrp.img
  • Scarica la ROM europea per Mi Pad 3 da androidfilehost.com/?fid=889764386195928251 e copiala su memoria USB OTG, senza scompattarla.
  • Riavvia il tablet in Recovery (tasto volume + e tasto accensione contemporaneamente, poi solo tasto volume + quando compare il logo Mi al centro del display) e fai Wipe di Dalvik e Cache.
  • Installa la ROM di Xiaomi.eu selezionando come storage la chiave USB OTG.
  • Rifai Wipe di Dalvik e Cache.
  • Avvia normalmente Mi Pad 3, effettua la prima configurazione e NON installare alcunché. Riavvia il dispositivo in modalità Recovery (si rientra in TWRP).
  • Naviga nel menu WipeAdvanced Wipe → seleziona la voce Data → fai clic su Repair or Change File System → scegli Resize File System.
  • Riavvia Mi Pad 3.

Xiaomi Mi Pad 3: cambiare il firmware per ottenere la lingua italiana 24

Benvenuto a bordo :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Ricordi l’articolo dedicato all’ottimizzazione delle immagini del tuo WordPress? (se non lo ricordi, dagli un’occhiata adesso!). Sono stato contattato poco dopo da Alex Florescu, fa parte del team di ShortPixel, sito web e nome del prodotto che ho avuto modo di provare su questa installazione WordPress (Gioxx’s Wall).

È questo prodotto che si occupa dell’ottimizzazione delle immagini al posto tuo, che le recupera, modifica e ricarica sostituendo le originali decisamente più esose di spazio e spesso ricche di informazioni non utili ai fini del tuo articolo, mettendo al riparo lo spazio disco e la banda che sarà necessario utilizzare per fornire i contenuti ai tuoi lettori, il tutto aggiungendo un ulteriore strato di sicurezza, tenendo un backup delle immagini originali (che potrai poi cancellare quando sarai sicuro che tutto è a posto, nulla di perso). Ti racconto com’è andata :-)

WordPress: ShortPixel Image Optimizer

Installazione, attivazione, registrazione al sito web per ottenere la chiave API personale e collegare il blog al servizio, senza la quale non lo si potrà utilizzare. Se ti registri utilizzando questo collegamento, otterrai 100 ottimizzazioni in più rispetto al piano base (andando così a 200, altrimenti ne avrai solo 100 gratuite al mese, altrimenti dovrai scegliere le offerte premium). Il plugin funziona in maniera assolutamente intuitiva, permetterà una ottimizzazione in bulk (tutte le immagini, un processo di ottimizzazione unico che dura dall’inizio alla fine) oppure una selezione di ciò che ti interessa, in maniera decisamente più specifica. Ti proporrà infatti una colonna nuova all’interno della schermata Media, dalla quale potrai lanciare ogni singola ottimizzazione, dell’immagine principale così come dei rimpicciolimenti (thumbnails):

WordPress: ShortPixel Image Optimizer 10

Io ho scelto di effettuare un unico processo escludendo solo i rimpicciolimenti (per il momento), per capire che tipo di lavoro ho fatto fino ad oggi, scegliendo immagini già parzialmente ottimizzate, mai esagerate troppo oltre la risoluzione massima che posso ospitare io nel corpo articolo del blog. Ho atteso circa 6 ore per far digerire al servizio circa 3700 immagini, e pensa che su questa installazione ho meno di duemila articoli (fai i tuoi conti: su fuorigio.co, cavia del mio precedente articolo, ce ne sono 4400, che fanno uso di circa 23000 immagini!).

Per poter far avanzare il processo di ottimizzazione, sarà necessario tenere attiva una tab del proprio browser, puntata (come prevedibile) all’indirizzo dell’area amministrativa del plugin di ShortPixel, la quale ti mostrerà sempre l’ultima immagine ottimizzata (a rotazione) con relativa percentuale di spazio salvato su disco. Potrai ovviamente chiudere questa tab, ma il processo si fermerà fino a quando non ci tornerai su. La tua “prima volta” sarà completamente guidata, sarà infatti ShortPixel a dirti quante immagini ha trovato nella tua installazione WordPress e quante potrà quindi ottimizzarne, tu dovrai solo scegliere qualche impostazione e capire se vuoi (o no) includere le thumbnails. Sei pronto? Fai partire il bulk! Ora porta pazienza (tanta) e se puoi lascia una finestra del tuo browser preferito aperta, anche ridotta a icona, poco importa, l’importante è che quella sessione venga tenuta viva. Ti accorgerai del lavoro in background di ShortPixel perché un’icona del software si piazzerà nella barra amministrativa del tuo WordPress, facendo comparire inoltre una gif di “loading” sopra di essa.

Ho terminato!

Bravo, ora che hai terminato il processo di ottimizzazione potrai vederne le relative statistiche, renderti conto dello spazio che sei riuscito a salvare di quello a te riservato, quanta banda risparmierai da ora in poi, traducendola in tempi più rapidi nel caricamento della pagina web sui browser dei tuoi lettori, importantissimo ai fini del SEO ma soprattutto a quelli della pazienza del visitatore, che potrà così accedere ai tuoi contenuti immediatamente, senza rinunciare a nulla!

WordPress: ShortPixel Image Optimizer 9

Ricorda che in questo momento hai ancora una cartella di backup all’interno della quale ShortPixel ha salvato tutte le tue immagini in originale, potrai sempre decidere di fare pulizia dopo qualche tempo, quando sarai sicuro e in pace con te stesso (ommioddio, non voglio perdere le mie immagini!) ;-)

ShortPixel è un ottimo plugin che può sostituire quello realizzato da TinyPNG (con buona pace della vostra anima e della poca pazienza nei confronti dei bug non ancora chiusi, ne so qualcosa, soprattutto perché credono che l’anomalia da me segnalata possa essere settata come “risolta” nel loro forum di supporto, vabè). Sono molto inferiori le ottimizzazioni gratuite mensili, ma il servizio sembra essere decisamente più robusto e ben funzionante, in scioltezza, senza troppi pensieri per la testa (è una scatola chiusa che fa il mestiere che promette). Sono rimasto estremamente soddisfatto e ringrazio Alex per avermi proposto questo test. Il plugin, ovviamente, è disponibile nel repository ufficiale di WordPress.org:

ShortPixel Image Optimizer
ShortPixel Image Optimizer
Developer: ShortPixel
Price: Free

Prima di concludere, ti ricordo che utilizzando questo collegamento potrai ottenere 100 ottimizzazioni mensili in più, gratuite, stai pensando di dargli una possibilità? Faresti bene :-)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutti i crediti ottimizzazione utili ai fini del test, sono stati forniti da ShortPixel.
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Dalla nostra “arma di pubblicazione di massa” (tipicamente un PC, ma anche un tablet o altro mezzo più maneggevole) ai browser dei lettori, il passo è generalmente breve. Casa nostra, le nostre pattine, le nostre regole. Ma avete mai pensato al fatto che in realtà, nella maggior parte dei casi, le regole sono quelle che può (giustamente) imporre chi vi ospita al giusto prezzo? Molti blog là fuori (questo che state leggendo non fa eccezione) sfruttano offerte di hosting condiviso che offrono un pacchetto prestazionale corredato di spazio e banda entro un certo limite (ben dichiarato). Fare i conti con siti web ricchi di immagini e contenuti multimediali più in generale è d’obbligo, almeno dopo un primo giro di boa passato a fregarsene di ciò che si dà in pasto alla piattaforma (sbagliato, ma basta correggersi in corsa).

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 3

Ho fatto i conti con Fuorigio.co, un contenitore fatto più da contenuti multimediali che da testi (o quasi). Si tratta di circa 16GB di installazione WordPress che certamente non tenderà a calare nel corso del futuro, in realtà tutto il contrario. Per questo motivo ho scelto di affidarmi ad alcuni metodi e plugin che ho potuto provare nel corso del tempo, oggi sono un po’ più pronto a parlarvene e realizzare un buon approfondimento per cominciare bene la settimana lavorativa.

La base di partenza

Sapete quanto occupa la vostra installazione WordPress? Ne avete una copia in locale per qualsiasi evenienza? Sono domande alle quali dovete poter dare una risposta abbastanza rapida, soprattutto in caso di problemi. Parliamo del mio caso. Circa 16 i GB sui quali ho cominciato a mettere le mani, da ottimizzare, GB sui quali (se possibile) fare un po’ di margine, guadagnare un po’ di spazio da poter utilizzare in seguito.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini

Il problema? Presto detto: non possono esistere divari di occupazione disco tra le immagini proposte dal blog. Provo a rendere l’idea:

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 1

39 MB per un singolo file immagine, magari proposto nella sua versione “Large” da 640px, non sono accettabili, è un totale spreco di risorse che ovviamente diventano sempre più preziose contestualmente al crescere del progetto. Una delle regole di base, una di quelle che si imparano già quando si muovono i primi passi, è quella di non effettuare upload di file multimediali che poi non vengono realmente utilizzati, sfruttati. Bisogna limitarsi nelle dimensioni (sia in fatto di pixel, sia in fatto di occupazione fisica). È una regola che occorre seguire e non sottovalutare, credetemi.

Cominciamo a rispondere alle prime domande, partendo dal presupposto che:

  • non bisognerà mettere in “pericolo” i file immagine precedentemente caricati, quasi certamente utilizzati all’interno dei vostri articoli,
  • prendere coscienza del fatto che difficilmente si potranno recuperare i file immagine caricati in origine, ma che se per caso li aveste, forse sarebbe il caso di ottimizzarli offline, ricaricarli su WordPress e sostituirli a quelli precedentemente caricati (quindi richiamarli negli articoli che ne facevano uso),
  • occorrerà sempre ridimensionare i file, cercando di non perdere la qualità (diversi sono gli strumenti a vostra disposizione).

Le soluzioni adottate

Il primo passo, fondamentale, è quello di avere una visione chiara e capire quali immagini occupano più spazio sul disco del server. Per farlo ho scelto il primo plugin di questo articolo, Media Files Tools, che tra le sue funzioni riporta un utilissimo “Add columns in Media Library: The new columns are File Size and MIME Type. The File Size column is sortable so you can find the files with the bigger size in an easy way.

Media Files Tools
Media Files Tools
Developer: j.conti
Price: Free

Cosa c’è da sapere: il plugin non calcola in real-time l’occupazione dei file immagine su disco, dovrete eseguire voi manualmente l’operazione (Dashboard → Media → File Tools → Get Files Size) e attendere pazientemente che termini (il tempo varia in base al numero di immagini presenti nell’installazione e RAM a disposizione sul server), verrà così popolata la colonna che riporta il valore di occupazione, per quello che mi riguarda, potete anche eliminare la colonna del MIME Type.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 4

Potrete ora mettere in ordine la colonna “File Size” per rendervi conto di chi occupa più spazio, così da iniziare a isolare i file sui quali occorrerà lavorare. Avrete quasi certamente notato (nell’immagine poco sopra) che ci sono due ulteriori colonne riguardanti lo spazio disco, più precisamente la compressione di ogni singolo file immagine. Si tratta della combinazione di due ulteriori plugin per il noto CMS, di cui uno a pagamento (dopo un certo numero di compressioni effettuate). Si tratta rispettivamente di “Compress JPEG & PNG images” e “EWWW Image Optimizer“:

Compress JPEG & PNG images
Compress JPEG & PNG images
Developer: TinyPNG
Price: Free
EWWW Image Optimizer
EWWW Image Optimizer
Developer: Exactly WWW
Price: Free

La compressione è uno step molto importante nel caso in cui a lavorare in Dashboard non sia una sola persona. Metodi di lavori differenti, abitudini differenti, un buon comportamento dovrebbe imporre di fare un giro di compressione in offline prima di procedere con l’upload su WordPress, spesso non accade, oppure accade ma non basta mai. Io utilizzo un paio di strumenti / metodi in base all’OS che utilizzo nello specifico momento, uno dei quali ve l’ho spiegato qualche tempo fa.

Brevemente, vi posso dire che:

  • Compress JPEG & PNG images è gratuito ma vi consente di effettuare 500 compressioni al mese, oltre le quali occorrerà pagare una piccola cifra per il numero di immagini compresse (oltre le 500), per esempio per 2000 immagini compresse si andrà a sborsare una cifra intorno ai 13$.
  • Compress JPEG & PNG images interviene durante l’upload dell’immagine nella Media Library. Si allungano i tempi di caricamento ma si accorciano quelli dei passaggi da eseguire, senza considerare lo spazio disco risparmiato. Nel caso in cui un’immagine non sia stata ottimizzata (per qualsivoglia problema), potrete intervenire direttamente dalla Media Library. Il plugin si integra infatti (come fa Media Files Tool) con le colonne proposte di default dal CMS.
  • Compress JPEG & PNG images permette il ridimensionamento dell’intera Libreria (un enorme bulk) o di un gruppo più ristretto di immagini, selezionabile dalla stessa Media Library di WordPress. Ci sono alcuni problemi, non è tutto rose e fiori, ho ancora un problema aperto con il supporto ma il software funziona bene, soprattutto se si vuole evitare di fare molti più passaggi, utilizzando manualmente il box di upload proposto sul sito web ufficiale (tinypng.com). Il loro algoritmo di ottimizzazione è molto buono, lo spazio che riescono a risparmiare senza rinunciare alla qualità è notevole.

e

  • EWWW Image Optimizer è gratuito, senza alcun limite di utilizzo. Permette di ottimizzare qualsiasi tipo di immagine e trasformare PNG in JPG (e viceversa). Si integra con NextGEN Gallery e GRAND FlAGallery. Utilizza algoritmi jpegtran, optipng/pngout e gifsicle. Lavorano bene, funzionano bene, il plugin svolge il suo lavoro ma non raggiunge gli ottimi risultati di TinyPNG.
  • Come per Media Files Tools, anche EWWW Image Optimizer si integra nelle colonne della Media Library di WordPress, permettendovi di ottimizzare la singola immagine, scegliere un bulk ristretto oppure mandare in ottimizzazione l’intera Media Library. Occhio però, quest’ultima scelta causerà quasi certamente il logoff forzato dalla Dashboard di WordPress, poiché l’hosting potrebbe prenderla male e pensare che si tratti di un’azione non lecita visto l’alto carico di lavoro per CPU e RAM.

Risparmiare spazio su disco e organizzare al meglio le immagini è un lavoro duro, che andrebbe portato avanti quotidianamente, un metodo da fare proprio più che altro. Prendere in mano le redini di un progetto mangia-spazio e riportarlo sui giusti binari è faticoso, ve lo assicuro. Ho salvato circa 6 GB di spazio disco che ovviamente verranno utilizzati in futuro, preziosissimi (pensate cosa vorrebbe dire un trasferimento su diverso provider o un backup full settimanale da FTP a dischi locali, cosa che già accade per la cronaca).

E se qualcosa dovesse cambiare?

Immaginate di aver inserito in campo un nuovo ridimensionamento immagini. Magari avete scelto di inserire una miniatura più piccola rispetto al passato, ulteriore spazio che è possibile salvare, non credete? E cosa si fa per ottenere tutti i nuovi ridimensionamenti? Ci si affida a Regenerate Thumbnails, plugin storico, ancora perfettamente funzionante:

Non vi preoccupate per la compatibilità, è ancora garantita nonostante nessuno lo dica su WordPress.org. Ancora una volta potrete scegliere di effettuare il ridimensionamento della singola immagine, del gruppo o dell’intera libreria:

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 5

La velocità dell’operazione fa coppia con quanto detto già una manciata di righe fa: tutto dipende dalla quantità di immagini da cui ottenere le miniature, CPU e RAM a disposizione. Portate pazienza.

Tutto finito? Affatto, ho ancora un consiglio, questo è dedicato a coloro che rischiano di caricare mille volte le stesse immagini perché non trovano quelle desiderate tramite ricerca interna di WordPress. Succede spesso, soprattutto quando si tende a caricare file con nomi “non parlanti” (si suol dire così, per identificare immagini con sigle al posto di nomi facilmente ricercabili). Esiste un buon plugin anche in questo caso, si tratta di YoImages, che tra le varie sue funzioni di base riporta “images are important for SEO but are never optimized enough. With YoImages you can automatically optimize images for Search Engines. No more alt tag missing or non informative titles or file names. Google can’t see the image (yet) but, can read its attributes.“, andando così a mettere una pezza a un problema di tante installazioni, correggendo nomi non utili ai fini della ricerca (interna, ma anche da web, Google Images è solo un esempio), compilando automaticamente i tag di titolo e testo alternativo.

YoImages
YoImages
Developer: Sirulli
Price: Free

L’altra sua funzione principale (e fantastica, lasciatemelo dire) è quella di permettere un crop manuale delle immagini caricate, andando così a sostituire ciò che WordPress taglia di default e senza nostro consiglio o senso estetico: “no more images cropped wrong, you can choose now what to display and even replace the entire image for a specific crop size if the orginal image doesn’t fit. Crop at a lower quality to speed up page loading. Create croppings in retina format too.“. Potrete scegliere ogni singolo ridimensionamento, ottenendo crop in alta e bassa qualità per ogni utilizzo. Ha una terza funzione, forse meno importante (io l’ho personalmente disabilitata) ma pur sempre disponibile, e permette di ricercare immagini gratuite tramite splashbase.co e unsplash.com, caricarle nel nostro spazio disco e utilizzarle nell’editor di testo del proprio WordPress. È un plugin che funziona, lo fa molto bene. Non posso che consigliarlo.

Cosa manca?

L’ottimizzazione delle immagini fa parte di un più ampio lavoro, occorre rendere WordPress snello, rapido, deve poter rispondere in fretta e possibilmente senza sovraccaricare le risorse della macchina, database compreso. Anni fa ServerPlan aveva pubblicato un articolo che ritengo molto valido ancora oggi, basato sulla coppia DB Cache Reloaded Fix e WP Super Cache, questo l’articolo:

WordPress – Ottimizzazione, cache e moduli con problemi

Tocca a voi

Come gestite il vostro WordPress e i vostri contenuti multimediali? Avete consigli, suggerimenti o possibili correzioni rispetto alla mia esperienza? Siete i benvenuti, l’area commenti è a vostra totale disposizione, sarò felice di parlarne insieme :-)

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Attenzione
Questo articolo è un aggiornamento dell’originale “Jetpack: modificare il comportamento dello sharing su Twitter e Buffer” disponibile all’indirizzo gioxx.org/2012/01/24/jetpack-twitter-buffer. Nel caso in cui ve lo foste perso vi consiglio di dargli un’occhiata!

Automattic ha rilasciato un aggiornamento per Jetpack (arrivato alla versione 1.6.1) che introduce un restyling dei pulsanti per la condivisione dei contenuti sui principali social network.

Questo aggiornamento sembra però andare ad inibire la possibilità di inserire il più classico dei “via @utentetwitter” a fondo messaggio, non del tutto vero proprio perché i pulsanti vengono sostituiti (di default) con quelli proposti dalla società di Mullenweg.

Ciò vuol dire che il trucco resta sempre lo stesso e la modifica nel codice andrà operata nello stesso file di sempre così come il paragrafo.

Ciò che andrà ritoccato oltre il dovuto è nello stesso pannello di controllo di Jetpack, nella voce di configurazione dello Sharing, dove occorrerà andare a ripristinare l’utilizzo dei pulsanti originali che utilizzeranno quindi il vostro codice modificato. Con l’occasione potrete inserire il nuovo pulsante di Pinterest integrato in questa release visto il suo successo:

Jetpack: Official Sharing Buttons

Salvando la modifica apportata vedrete ricomparire i vecchi pulsanti e il trucco del “via @utentetwitter” tornerà a funzionare correttamente.

Enjoy.

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