Archives For Wired

Comunicazione di servizio: il riepilogo dei collegamenti più interessanti della settimana, appuntamento più o meno fisso del weekend, si prende un periodo di pausa e tornerà disponibile su questi lidi intorno alla fine di agosto. Riposa, goditi un po’ di relax, il caldo e l’acqua del mare non possono che farti (e farmi bene), buon tuffo anche a te (a meno che tu non preferisca la montagna!). In generale la pubblicazione degli articoli sul blog rallenta per permettermi di staccare un po’ la spina (non sparisco se è quello che ti stai augurando o temendo ??). A presto!

Letture per il weekend: 7

Ultime novità

  • L’app per i cittadini progettata con i cittadini: (ITA) un articolo che racconta l’evoluzione di IO, l’app dei servizi pubblici. Leggi, curiosa in tutto quello che può già fare, io faccio parte della fase beta che aiuta il team Digitale a identificare possibili bug e miglioramenti. Se sei residente in una delle città che sono già servite da IO puoi certamente iscriverti anche tu.
  • 5G: Tim e Vodafone, accordo per condividere la rete mobile: (ITA) ampiamente preannunciato, l’accordo tra TIM e Vodafone per lo sviluppo della rete 5G italiana diventa realtà. Una joint-venture che permetterà di condividere le torri radio e dare così maggiore copertura ai clienti di entrambi gli operatori. Un articolo che cerca di riassumere tutto quello che c’è da sapere.
  • Apple acquisisce i modem per smartphone di Intel: (ITA) si rimane nell’ambito della connettività mobile e del 5G. La divisione modem per smartphone del grande marchio americano confluisce nella scuderia Apple, la quale sta sempre più andando a ritagliarsi una completa autonomia che le permetterà in futuro di non dipendere da nessuna terza parte per la produzione dell’hardware utilizzato all’interno dei propri dispositivi.
  • Firefox 70: tutte le pagine HTTP diventano non sicure. Novità per la gestione delle credenziali: (ITA) alla scoperta delle ultime novità di Firefox 70 e Firefox Lockwise, il nuovo gestore di credenziali più intelligente sviluppato e integrato all’interno del browser Mozilla. Insieme a questa novità arriva anche l’alert che ti segnala quando navighi su pagine HTTP anziché HTTPS, segnalandoti che si tratta di siti web non sicuri.
  • L’hacker che ha fermato WannaCry non andrà in carcere: (ITA) la storia di Marcus Hutchins è assai curiosa. Chi ha “salvato il mondo” dall’infezione di WannaCry grazie a quel Kill Switch nascosto in un dominio internet brillantemente individuato e acquistato per fermare la pestilenza è stato arrestato per suoi trascorsi non esattamente puliti e lindi. La corte ha però deciso che le capacità tecniche del ragazzo e la sua crescita mentale meritano fiducia, riducendo (e tanto) la sua pena, senza passare dal via e ritirare le duemila lire.

Privacy e Sicurezza

  • As Authoritarian Governments Surveil the Internet, Open Source Projects Decide How to Respond: (ENG) a dirla tutta forse un po’ me lo aspettavo e in realtà speravo che sul carrozzone a difesa del popolo kazako ci salissero anche gli altri player che giocano nel mercato dei browser. Allo stato attuale c’è una discussione in corso su quello che Mozilla (con Firefox) può fare per scavalcare quanto imposto riguardo il certificato di inspection HTTPS che il governo pretende che venga installato da ogni cittadino, la notizia è stata ripresa anche da Wired Italia (qui: wired.it/internet/web/2019/07/25/kazakhstan-internet-mozilla).
  • Sky worries users with phishy-looking password reset email: (ENG) una campagna email di Sky invita alcuni dei suoi clienti UK a cambiare la password di accesso al proprio account per mantenere un “alto standard di sicurezza“. Se inizialmente questo puzzava di data breach neanche tanto ben mascherato, si è scoperto essere in seguito uno strascico di un precedente attacco alle caselle di posta Yahoo! di qualche tempo fa. Davvero utilizzi ancora quella casella di posta elettronica? È la variante straniera delle nostrane libero.it, peggio di una gruviera.
  • Viral App FaceApp Now Owns Access To More Than 150 Million People’s Faces And Names: (ENG) inutile girarci ancora attorno, si è detto tanto (forse troppo) riguardo FaceApp. Tra policy e protezione dei tuoi dati il dato (scusa il gioco di parole) salta immediatamente all’occhio. L’aver fatto parlare così tanto di sé ha portato l’applicazione a raccogliere più di 150 milioni di volti e nomi. Ti stai preoccupando?
  • Why you should switch to Signal or Telegram from WhatsApp, Today: (ENG) un punto di vista, un’analisi, perché abbandonare WhatsApp e scegliere un’applicazione alternativa, pur mantenendo lo scopo principe e principale di questo tipo di applicazioni, la possibilità di inviare rapidamente messaggi di testo, voce, video e allegati tra contatti. Allego cattura completa dell’articolo per chi non la potesse leggere integralmente.
  • Diritto all’oblio, il Garante privacy estende il campo di applicazione: (ITA) il Garante della Privacy ha creato un precedente per ciò che riguarda il diritto all’oblio e alla sua applicazione anche in assenza di nome e cognome esplicito della persona. Ciò che determina il diritto all’oblio può essere qualsiasi tipo di dato che può identificare univocamente la persona che sta facendo richiesta di “sparire dai radar“.
  • Dietro le false pec dell’Inps c’è una lunga campagna di attacchi hacker: (ITA) c’è un attacco di phishing in corso che sembra fare uso di indirizzi di posta elettronica certificata del tutto leciti, si fa riferimento a “dettaglio degli addebiti e degli importi dovuti”, nota falsa alla quale non credere, che porta con sé un file zip contenente un virus facente parte (a oggi) dei 4 più diffusi in Italia. Occhi sempre ben aperti.
  • How to Dump 1Password, KeePassX & LastPass Passwords in Plaintext: (ENG) quando le tue password transitano dall’area appunti di macOS sono potenzialmente vulnerabili, è il motivo per il quale è sempre consigliato affidarsi ai componenti aggiuntivi ufficiali che gli stessi sviluppatori delle applicazioni di conservazione password realizzano e mettono a disposizione. Questi fanno dialogare browser e applicazione senza che venga lasciato scoperto un nervo molto sensibile. Una bella e completa analisi con esempi di attacco.
  • Il bug Bluekeep rischia di scatenare un’altra Wannacry: (ITA) quello che fino a oggi era solo stato discusso e tenuto “su carta” è disponibile invece all’uso da parte di chiunque sia disposto a pagare. C’è un nuovo exploit in grado di colpire Windows, basato su un veicolo d’infezione già scoperto in passato.

Dai un’occhiata anche a …

  • How to Obtain Valuable Data from Images Using Exif Extractors: (ENG) le fotografie che carichi online portano con sé una miriade di dati utilizzabili per scoprire maggiori dettagli su chi l’ha scattata, con quale prodotto, in che posizione nel mondo. Si chiamano EXIF, possono essere letti facilmente, questo è un articolo che ti spiega bene di cosa si tratta e come gli EXIF possono essere sfruttati facendo uso di strumenti liberamente accessibili su web.
  • Avengers: Endgame è il film con il maggior incasso di sempre!: (ITA) alla fine ce l’ha fatta, Avengers: Endgame batte Avatar ai botteghini e diventa l’opera cinematografica con il maggiore incasso mai realizzato. Inutile nasconderlo: proporre una “nuova visione” con scene tagliate e ringraziamento finale ha aiutato (e parecchio), pur non includendo nulla di imperdibile (nulla che manchi all’appello del disco BluRay che verrà messo entro breve in commercio).
  • Dal Signore degli Anelli a Jack Ryan, le novità delle serie tv Amazon: (ITA) ci sono alcune serie televisive Amazon che mi piacciono particolarmente, Wired ha pubblicato una lista di quello che arriverà su Prime Video nella prossima stagione autunnale.

immagine di copertina: unsplash.com / author: Sai Kiran Anagani
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Milano ha tutto, questo chi ci vive tutti i giorni lo sa, lo sanno anche i “forestieri” come me. I servizi di Car Sharing negli ultimi tempi sono nati come funghi durante la notte e si sono espansi sempre più con flotte di macchine sparse per i bastioni della città, sempre pronte ad essere noleggiate in tempi rapidissimi tramite un’applicazione su telefono o una card apposita alla fermata della metro, del tram, sotto casa. Avrei voluto scriverne già tempo fa ma in fondo non ho mai avuto occasione di approfondire e provare i servizi sul serio come successo un paio di sabati fa.

car2go_milano

Complice l’idea malsana di alcuni amici si è deciso di lasciare a casa le vetture personali e affidarsi ai tre servizi principali che Milano mette a disposizione: Car2Go (Mercedes Smart Fortwo), Enjoy (FIAT 500 e 500L) ed il neonato Twist (Volkswagen Up). Ben più di 1000 automobili in totale sul territorio, chi più chi meno ma tutte abbastanza piccole e agili nel traffico cittadino. Ma quali sono i pro ed i contro di questi servizi? Cosa li accomuna? Cosa li mette in difficoltà (più che loro il cliente finale, direi)? Io sono iscritto a tutti e tre ma sono attualmente abilitato solo ai primi due citati (in attesa di poter andare a ritirare la tessera per sfruttare il terzo).

Accessibilità

Ancora prima di parlare di prezzi credo sia doveroso parlare di semplicità nello sfruttare questo tipo di servizi. Ciò comprende la registrazione, l’uso della flotta automobilistica, la possibilità di avere supporto tramite telefono o social network e cose così. Sia chiaro: le nuove generazioni (i ragazzi dai 35 anni circa in giù) sono decisamente avvantaggiate, tutti i servizi hanno un loro sito web attraverso il quale iscriversi, si parte dalle proprie generalità per arrivare a specificare i dati della carta di credito dalla quale pretendere i pagamenti al termine di ciascun noleggio. A condire il tutto il vostro numero di telefono cellulare e la casella di posta elettronica, tutto fa brodo, tutto è utile per contattarvi, mandarvi una fattura, una notifica, fino ad oggi non ho ricevuto comunicazioni puramente pubblicitarie al di fuori della loro area di competenza. Nel caso di Car2Go come Twist ci si può invece rivolgere ad uffici fisicamente presenti sul territorio dove staff preparato può creare la vostra tessera e la vostra utenza anche se non andate molto d’accordo con la registrazione via web.

enjoy_milano

L’immagine del sito di Enjoy immediatamente qui sopra non è stata messa a caso. Per me è il migliore tra i tre servizi provati per ciò che riguarda l’accessibilità. Perché? Nel mondo della cucina (ma non solo) si dice che non conta come si parte, ma come si finisce. Il loro sito web è partito male (in realtà non era partito affatto nel giorno della conferenza stampa sul lancio, ndr) ma oggi, una volta inseriti tutti i dati richiesti, ci si può semplicemente collegare tramite la loro applicazioni (iOS e Android allo stato attuale, assenza ingiustificata per Windows Phone nonostante la sua diffusione), cercare una macchina e prenotarla, aprirla una volta arrivati nelle dirette vicinanze, nessuna ulteriore tessera ad occupare spazio nel portafogli, una cosa che personalmente adoro. Anche Car2Go non ha una propria applicazione per Windows Phone, Twist segue a ruota. Capisco i tempi tecnici per la realizzazione di queste applicazioni ma ormai lo sanno anche i sassi: di Windows Lumia ne sono stati venduti tanti, bisognerebbe partire già “armati e carichi“: sito web, applicazioni su ogni sistema (mancherebbe anche BlackBerry, a dirla tutta) e servizio clienti raggiungibile con metodi tradizionali e non (telefono e social network, per l’appunto) sono requisiti minimi.

Un altro consiglio? Eliminate la tessera. Capisco possa essere comoda ma se c’è riuscita ENI credo che anche le altre possano organizzarsi e permettere l’apertura delle vetture direttamente dall’applicazione. Il telefono è sempre con me, occupa lo stesso spazio fisico a prescindere dalla quantità di applicazioni installate, una tessera richiede un suo piccolo spazio all’interno del portafogli (come già detto). Tra bancomat, carta di credito, patente e carta di identità, tesserà della raccolta punti Esselunga e mille altre tessere fedeltà ormai i contanti hanno chiesto asilo politico al portamonete di mia nonna, non parliamo di eventuali scontrini o appunti o biglietti da visita.

Le seccature

Un modo diverso per chiamare i “contro” chiaramente immancabili in qualsivoglia servizio o soluzione. Se la tessera la fa da padrone e ha quindi guadagnato molte delle righe del paragrafo precedente, occorre sfortunatamente includere altre “piccole voci” all’elenco che passano in secondo piano (non sempre). La prima credo sia il controllo dell’utente e il conseguente sblocco delle serrature della vettura. Due servizi su tre richiedono almeno 30 secondi prima di aprire le portiere dell’auto: Car2Go e Enjoy. Il primo partirà subito dopo aver avvicinato la tessera personale al lettore che si trova sul parabrezza, il secondo dopo aver richiesto lo sblocco portiere dall’applicazione. E’ come se quell’interrogazione al database utenti necessitasse di un criceto che deve correre da un punto A ad un punto B neanche troppo vicini tra di loro. Chi ne esce meglio nella lotta all’apertura delle portiere dell’auto è Twist: avvicinando la tessera al lettore l’apertura è immediata.

car2go-touch-pass

Direte voi: e che problema c’è? Non puoi aspettare 30 secondi? Qui l’apertura delle portiere di Enjoy aiuta. Potete lanciarla poco prima di arrivare alla vettura dall’applicazione, il GPS del vostro telefono confermerà ai server che vi trovate nelle immediate vicinanze del veicolo, partirà così la verifica e dopo qualche passo vi troverete davvero davanti all’automobile e potrete entrare entro breve, problema risolto. Provate ad immaginare invece di farlo con Car2Go e la necessità di passare la tessera sul lettore e attendere la verifica mentre fuori sta diluviando a dirotto, fa freddo, non avete un ombrello e avete urgenza di recuperare una macchina per raggiungere un amico, un collega di lavoro o magari un futuro capo che vi aspetta per il colloquio. Salve buongiorno mi presento, sono il pulcino Pio, tutto bagnato fradicio perché ho atteso che i server Car2Go mi aprissero la portiera dell’auto. Vale anche con Enjoy nel caso in cui non sfruttiate il trucco dell’apertura un attimo prima di arrivare all’auto. Ho reso l’idea? Oh sia chiaro, il problema sussiste anche con la ragazza rimasta sola alle due di notte in un quartiere che non conosce e dal quale vorrebbe allontanarsi rapidamente, ma ve l’ho fatta meno noir.

Nulla da dire riguardo la questione rifornimento, pulizia dell’auto (interna ed esterna), danni durante precedenti noleggi, durata della prenotazione. Per ognuna di queste voci tutte le società sono ben organizzate e nel caso in cui qualcosa tocchi all’utilizzatore finale (vedi rifornimento di carburante in caso di serbatoio quasi vuoto e mancato intervento da parte dello staff del servizio) ci sono minuti gratuiti per sfruttare le loro auto, scarichi di responsabilità, ecc. La prenotazione della vettura più vicina dura 30 minuti per tutti, di tempo per raggiungere il vostro mezzo di trasporto a noleggio ce n’è abbastanza e durante il conto alla rovescia potete annullare la prenotazione a costo zero.

Ma quanto mi costi?

Ho voluto fare una (si suol dire) “botta di conti” sull’arco dell’intera serata. Il totale è di 19,18 €. Quel totale è dato da un viaggio di andata a bordo di car2go all’ora dell’aperitivo, uno spostamento in Enjoy per andare a cena, ancora una volta Enjoy per spostarsi in zona Navigli per un ultimo cocktail e qualche chiacchiera ed infine ancora lei (Enjoy) per rientrare a casa.

Il viaggio più costoso è stato quello del dopocena, nonostante le dimensioni estremamente contenute della 500 e la praticità della stessa vi sfido a trovare un parcheggio in quella zona di Milano dopo le 23:30, improbabile al primo colpo almeno quanto trovare Belen per strada e prendersi da lei un bacio in bocca alla francese (reso l’idea? No, non mi chiamo Stefano per la cronaca): 7 euro. Il tutto si basa su circa 28 minuti di utilizzo per 6 Km percorsi ai soliti 25 centesimi di euro al minuto. In questo caso posso affermare che avere a disposizione una Smart e non una 500 aiuta parecchio, grazie alle dimensioni della piccola di casa Mercedes ci si riesce ad infilare davvero ovunque, o per lo meno in qualsiasi posto non sfruttabile da una qualsiasi altra macchina più grande anche di pochi centimetri. Di poco più grande (e qui i centimetri contano, oh se contano!) è la Up di Volkswagen che però avendo 5 porte permette un più rapid0 e comodo accesso ai sedili posteriori, una buona seconda classificata in questo senso.

1400593227_twist

A seguire nella scaletta della spesa ancora Enjoy con 4,50 € per 5 Km percorsi in circa 18 minuti di guida, quindi car2go con 4,04 € per 5 Km percorsi in 17 minuti circa (con una tariffa al minuto di 27 centesimi di euro) ed infine 2,75 € per 4 Km percorsi in 11 minuti circa.

Potreste pensare che spendere poco meno di 20 € nell’arco di una serata per i soli spostamenti siano pura follia. Posso provare quasi a scommettere che vi troviate a vivere fuori Milano o che non abbiate mai avuto a che fare con la vostra automobile nel traffico di questa grande metropoli del fine settimana. Sia chiaro: ciò che ho fatto e di cui vi sto parlando è un esperimento, un approfondimento su uno dei servizi (il Car Sharing in generale, ndr) più in voga negli ultimi tempi (e più comodo, aggiungerei), dovete tenere fuori i mezzi pubblici o lo scooter o magari la bicicletta. All’interno del cerchio non ho inserito ATM perché non ho mai provato i loro mezzi a noleggio (probabilmente lo farò in futuro per pura curiosità ma l’impossibilità di poter lasciare quei mezzi ovunque io voglia è una pecca grandissima e un disagio soprattutto quando si ha fretta).

Spendere poco meno di 20 euro per l’intera serata (considerando anche il tardo pomeriggio) non è molto. Non serve pagare il parcheggio, ammesso di riuscire a trovarlo per strada (gratuito oltre un certo orario) ma soprattutto ammesso che si riesca a trovarlo. Se ho in quel momento la mia vettura e lo spazio a disposizione è quello su un marciapiede o in una curva pericolosa preferisco andarla a parcheggiare in una rimessa a pagamento. Occorrerà moltiplicare questa scelta per il numero di spostamenti effettuati ed il tempo di permanenza. In una sola sera fuori in zona Parco Sempione sono arrivato a spendere 24 € di parcheggio per una singola (prolungata) sosta e solo perché ho raggiunto il tetto massimo oltre il quale la rimessa non aggiungeva ulteriori euro al conto finale. Certo ci sono zone e rimesse meno costose ma non potete saperlo fino a quando non vi trovate “a ballare” in zona e se non volete proprio scegliere quella più costosa vi toccherà gironzolare alla ricerca di quella più economica, spesso ben distante da dove poi volete andare a trascorrere il vostro tempo.

La possibilità di poter parcheggiare una car2go, una Enjoy o una Twist all’interno delle righe blu o di quelle gialle (dedicate ai residenti) aiuta parecchio in questo caso e rendere la vita decisamente più facile. Se a questo aggiungete la possibilità di poter entrare in Area C senza pagare ulteriori balzelli (durante la settimana lavorativa ovviamente, non vale durante il fine settimana durante il quale Area C non è in funzione) beh, il vantaggio aumenta. Un’arma a doppio taglio se si vanno a vestire i panni del lavoratore che arrivando a casa trova più macchine a noleggio che personali nei già pochissimi parcheggi disponibili, spesso capita anche nella mia zona, si passa quindi a posteggi “creativi” che mettono frequentemente in difficoltà i pedoni (togli da una parte, metti dall’altra, è una coperta sempre troppo corta).

Quanto ci teniamo?

Tanto se si rompe non è mia. Assicurazione, scarichi di responsabilità, fuochi d’artificio e bombe a mano. È un po’ come la storia che si ripete. Sia chiaro: fino ad ora non ho trovato vetture con grandi danni ed in ogni caso il servizio di assistenza alla base di ciascuna di queste aziende interviene nel caso in cui un’automobile non sia al massimo della sua “forma fisica” permettendo così agli utilizzatori di avere a disposizione quattroruote che non li abbandonino per strada. Certo la classica botta di sfiga può capitare ma si tratta di episodi isolati e che possono essere risolti con l’assistenza al telefono, nel peggiore dei casi sarà necessario andare a recuperare la macchina più vicina a quella danneggiata ed inutilizzabile (tipo nel caso in cui una gomma si fori, ndr).

Il servizio di assistenza funziona, esiste, lotta con noi e nonostante io non ne abbia avuto alcuna necessità durante la mia prova ho cercato in rete informazioni in merito che tra alti e bassi hanno comunque dato un risultato tutto sommato positivo in merito. In ogni caso, escludendo danni casuali alla macchina o incidenti particolarmente complessi, bisogna ricordare che prendere in prestito cose altrui vuol dire (nella normalità forse non più esistente ai giorni nostri e con i giovanissimi che avanzano più tamarri e maleducati che mai) trattarle meglio di come tratteremmo le nostre, almeno questa dovrebbe essere l’educazione ricevuta dai genitori. Poi si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il ma morto della speranza, ma questo è un altro argomento che richiederebbe kilometri di righe scritte.

In conclusione

Ho brillantemente evitato l’argomento Uber e ne vado tutto sommato fiero, quella è roba che scotta e i miei pensieri sono stati già più volte espressi tramite i miei canali sociali, con tweet nati da zero o rilanci di cinguettii altrui che dovrebbero avervi permesso di capire che io non sto dalla parte dei tassisti. Porto massimo rispetto per la categoria e per le loro motivazioni ma non per il modo di fare (come ciò che è accaduto in occasione del Wired Next Fest 2014 o delle decine di altre storie ricercabili su Wired). Il car sharing sembra godere -almeno per il momento- della benedizione di professionisti e cittadini, forestieri, utilizzatori occasionali, turisti (soprattutto ora che car2go ha aperto la possibilità di guidare con la stessa Member Card anche nelle altre nazioni dove è presente il servizio) e la cosa ovviamente non può che fare bene a tutti, è il progresso, è in costante movimento, non va fermato ma regolamentato e sfruttato al meglio per portare giovamento a chiunque. Tutto questo apre le porte a ulteriori discussioni, sgravi fiscali per il libero professionista con partita iva, possibilità di valutare l’abbandono del proprio mezzo (magari anziano e inquinante) per passare ad un utilizzo più intensivo del car sharing (ammesso di abitare e lavorare in città, ovviamente) e chissà quanti altri dettagli ancora.

Il mio approfondimento termina qui, con un ringraziamento a coloro che hanno permesso tutto questo ma con l’invito di migliorare sempre più ciò che ci è stato già messo a disposizione, di aggiungere nuove città anche se apparentemente meno interessanti e appetibili, di cercare di fornire condizioni più vantaggiose e meno postille in Verdana 2 a fondo contratto. Ah si un’ultima cosa: Massarotto (Hagakure) ha calcato la mano sul fatto che attraverso l’applicazione di Enjoy (per la quale la sua agenzia ha seguito il lancio) è possibile prenotare e prendere la vettura senza ulteriori pezzi di plastica, l’ho già detto almeno cento volte nell’articolo che la tessera è solo un ulteriore rallentamento inutile per il cliente finale e peso sprecato all’interno del portafogli? ;-)

Ho dimenticato qualcosa? Siete arrivati fin qui? Bravi! Chiedete e vi sarà dato risposto (nei limiti della mia conoscenza, ovviamente) :-)

× MRL: Milano Real Life

Milano Real Life (MRL)

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Prendete Firefox OS, portatelo fuori da quello che pensate possa essere “l’involucro” più comune in cui racchiuderlo in questo periodo (uno dei cellulari di lancio, quindi) e fatelo girare su una scheda contenuta in quello che chiunque considererebbe un normale libro. Lo ha fatto APC e lo ha chiamato Paper.

Ne ho parlato su Wired e su MozillaItalia (in versione completa, senza alcun taglio), perché non gli date un’occhiata? :-)

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Era da tanto che non mi facevo vivo su Wired.it, sono tornato per parlarvi di Firefox OS e del mio personale punto di vista:

Certo di prendermi critiche più o meno costruttive da chi ha potuto provare solo la versione 1.1 del sistema da poco reso disponibile con Alcatel One Touch Fire. Errori già corretti nella versione 1.2 che utilizzo da tempo sul Keon e che spero possa arrivare a tutti quanto prima (dipende dal vendor e dall’operatore), come al solito sul mio blog vi propongo la versione “uncut” dello stesso articolo, niente tagli, niente editing, buona lettura (e per discutere c’è sempre l’area commenti!).

Il primo fine settimana di vita “nazionale” di Firefox OS volge al termine mentre sto scrivendo questo articolo, e vorrei provare insieme a tutti voi a tirare delle somme e magari dare qualche ulteriore dettaglio in merito per chi lo ha seguito e vuole saperne di più o per chi non si è accorto di nulla e ora scoprirà che il sistema operativo mobile di Mozilla è arrivato anche in Italia ufficialmente lo scorso 6 dicembre (con l’annuncio e la possibilità dell’acquisto online del terminale Alcatel già dal 3 dicembre).

Firefox OS è un sistema operativo ideato e sviluppato da Mozilla e dai suoi tanti collaboratori e dipendenti, un codice aperto accessibile in qualsiasi momento da volontari sparsi per l’intero globo così come da visione e volere dell’azienda, utilizza HTML5 e altri standard aperti del web per consentire a tutti (ma proprio tutti) di arricchire il telefono con funzionalità e servizi accessibili sia dal classico browser installato sul proprio PC che dallo smartphone stesso, uno sforzo minimo per una massima resa e un’esperienza utente il più possibile identica tra le due parti.

Negli scorsi mesi tutta la comunità italiana si è impegnata per preparare la localizzazione dell’intero sistema, la documentazione, i riferimenti, sapevamo dell’arrivo del sistema e del relativo terminale in Italia ma chiaramente non potevamo anticipare nulla (è stato difficile, credetemi! :-)). Avremmo voluto fare molto di più, magari un lancio un po’ più importante e curato soprattutto su Milano ma i tempi stretti e le necessità di mettere sul mercato uno smartphone realmente competitivo (per la sua fascia, nda) entro natale ci hanno tarpato parecchio le ali. Siamo riusciti ad organizzare una splendida festa a Roma e vogliamo ringraziare tutti coloro che sono intervenuti e che hanno contribuito al lancio del telefono e del sistema nella capitale, trovate le fotografie nella pagina Facebook dedicata all’OS.

La scelta dell’OS

Molti di noi possiedono uno smartphone che utilizzano abitualmente durante la giornata e del quale non riuscirebbero più a fare a meno. Molti altri non hanno mai fatto questo salto per diversi motivi, uno tra tanti il costo spesso alto del terminale o le offerte poco chiare da parte dei fornitori di servizi fonia / dati. Firefox OS è un sistema libero, gratuito, sviluppato per poter offrire a tutti la possibilità di accedere facilmente ad uno smartphone che possa permettere loro di sfruttare le funzioni ormai considerate “necessarie” per la quotidianità: navigazione sul web, gestione della posta elettronica e dei social network, una galleria fotografica che possa conservare i momenti più belli della propria vita, una libreria musicale per non rimanere mai soli, uno store ricco di applicazioni per rendere il proprio telefono unico, diverso da qualsiasi altro smartphone in circolazione perché personalizzato e plasmato secondo le proprie esigenze.

Lo scopo attuale del nostro prodotto è questo. Nessuna pretesa di andare contro mostri sacri della telefonia moderna, niente che abbia a che fare quindi con iPhone o Galaxy di qualsivoglia generazione. Stiamo parlando di un telefono di fascia medio-bassa adatto tanto alle tasche quanto alla capacità media di utilizzo da parte di chi uno smartphone non l’ha mai usato, con un set di applicazioni standard che vi portate già a casa all’atto dell’acquisto che vi permetteranno di godere di servizi che fino ad oggi non avete potuto avere sul vostro vecchio telefono. L’Alcatel One Touch Fire, primo telefono scelto per portare Firefox OS in Italia, costa solo 79,90€, una cifra davvero accessibile per chiunque.

Il confronto

Nonostante tutto è inevitabile e le domande sono nate pressoché immediatamente. Si va dai consumi (e quindi durata) della batteria alla quantità di applicazioni presenti nel Marketplace, passando per i grandi assenti e del perché abbandonare il proprio telefono Apple o Samsung.

Sulla base di quest’ultima domanda prendo in “prestito” un pezzo di una discussione che è nata sul forum di Mozilla Italia e che mi sembra più che adatto in questo contesto:

Gli utenti si lamentano perché sperano di poter avere come telefono un qualcosa di qualitativamente alto e ben performante e sono entrambe qualità che costano. O forse hanno come termine di paragone gli smartphone Android e Apple di un certo livello. Scusate il paragone, è come volere il prosciutto San Daniele del Friuli stagionato, di prima qualità e ben conservato e sperare di pagarlo come quello in vendita presso un supermercato L in particolare…

Mentre per i consumi di batteria, tallone d’Achille del duopolio già presente sul mercato smartphone, posso solo dirvi che il mio Keon (della spagnola Geeksphone) utilizzato per navigare, scaricare la posta tenendo in sincronizzazione contatti e calendari da Google (GMail), lanciare qualche tweet e controllare le ultime novità su Facebook riesce ad andare avanti senza alcuna fonte energetica anche per due giorni e poco più. Le risorse utilizzate da Firefox OS sono molto più basse rispetto ad un concorrente di fascia più alta, ciò si traduce in un minor consumo di batteria, permettendovi così di non rimanere appiedati tanto facilmente. Il telefono si collega al PC (per gestire i file salvati al suo interno o presenti nella scheda SD) o all’alimentazione tramite cavo microUSB.

Per quanto invece riguarda le applicazioni c’è solo da aspettare, la nostra speranza (non dico convinzione, c’è sempre una percentuale che gioca a sfavore della logica) è quella che gli sviluppatori che abitualmente lavorano con Javascript e HTML5 possano portare il loro prodotto su Firefox OS investendo poche risorse e tempo. Non c’è nessun ambiente di sviluppo dedicato o linguaggio nuovo da imparare, chi oggi realizza siti web servendosi delle ultime tecnologie e standard aperti potrà adattare il proprio software in pochi semplici passaggi, come spiegato da Mozilla stessa.

Firefox OS approda in Italia dopo più di 10 altre nazioni e mercati, questo gli consente di arrivare già ricco di utilità e giochi pronti da scaricare, senza la necessità di registrare alcun account dedicato (anche se è possibile farlo). Gli aggiornamenti delle applicazioni saranno notificati tramite messaggio di sistema e potrete installarli con un paio di clic, così come gli aggiornamenti di sistema, in attesa del vero e proprio aggiornamento OTA dell’intero firmware quando disponibile. Per ora, come per Windows Phone sui Nokia, TIM non ha in alcun modo customizzato Firefox OS nell’Alcatel One Touch Fire, così da rispondere ad un altro grande quesito e accontentare tutti coloro che (me compreso) non sopportano che un terzo player vada a toccare ciò che è stato sviluppato per essere veloce e pulito.

Di cose da dire su Firefox OS ce ne sarebbero molte altre ma vi lasciamo modo e tempo di scoprire questo nuovo sistema e farci ulteriori domande, sperando di potervi sempre dare risposte, la comunità tutta è qui anche per questo :-)

Benvenuto in Italia, Firefox OS!

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:
L’articolo è stato pubblicato ieri su Wired.it all’indirizzo gadget.wired.it/news/videogiochi/2012/08/03/anteprima-pes-2013-demo-1-65487.html. Quello che vedete qui di seguito è il pezzo originale senza modifica alcuna, buona lettura! :-)

Competitivo? C’è ancora tempo, anche se poco. PES 2013 sbarca con la sua “Demo No. 1” su Xbox Live (versione provata) e PSN per regalarci quella che è più di un’anticipazione su ciò che troveremo negli scaffali tra poco più di un mese (al solito tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre). Vediamo insieme cosa ci aspetta e se stavolta può essere quella buona per arrivare ad eguagliare il titolo rivale o addirittura superarlo.

Vorrei rompere il ghiaccio dando un ultimo addio al controllo analogico con tanto di lacrimuccia per coloro che hanno resistito fino all’ultimo: i giocatori che per anni ha fatto affidamento al vecchio controllo “a freccette” dovranno faticare un po’ di più e, come anticipato dalla stessa Konami un anno fa circa alla presentazione del capitolo 2012, abituarsi all’unico controllo abilitato sulle nostre console, lo Stick!

Detto questo passiamo a quello che è il vero succo della DEMO. Portogallo, Germania, Inghilterra e Italia. Dopo le classiche esibizioni con le più famose squadre di club, stavolta Konami ha deciso di far sfidare sul campo delle grandi nazionali europee, protagoniste dell’omonimo torneo terminato da poco, escludendo (assurdo, IMHO) la nazione due volte campione nelle ultime due competizioni. Non so se esiste una scelta ben motivata alla base, è sicuramente strano non poter far correre le furie spagnole sul rettangolo di gioco!

Oltre ai menu rinnovati ed ai contenuti sotto licenza fortunatamente confermati e riproposti, è possibile notare alcuni miglioramenti promessi circa un anno fa come DLC ma mai arrivati. Senza volermi soffermare sulle “mirabolanti nuove funzioni” tipiche da video con mille effetti speciali (potete approfondire dando un’occhiata al video), parlerei volentieri di ciò che ho potuto vedere e vivere nella sessione di gioco.

A.I. dell’attacco, della difesa, dei portieri

Forse uno dei talloni d’Achille più longevi nella storia dei titoli calcistici, in particolar modo per quello che riguarda l’ultimo strato di difesa, portiere compreso e protagonista della scena.

PES 2013 sembra segnare la svolta per quelli che sono gli estremi difensori del campo. Oltre ad avere il massimo del supporto da parte di chi gioca nelle retrovie con passaggi precisi, mai troppo lunghi e sempre ben ponderati, i portieri non sembrano più uscire in maniera del tutto insensata su palle che rischiano di diventare davvero pericolose e appetibili per l’attacco avversario, attendendo pazientemente che qualcuno avanzi fino al momento di sferrare il tiro, che verrà intercettato e parato se possibile o spedito direttamente in angolo o rimessa laterale. Un salto di qualità notevole soprattutto quando si va a giocare contro portieri di una certa esperienza.

Lo stesso vale sulle punizioni e sul gioco aereo, lasciato da parte per cercare un possesso di palla molto simile a quello spagnolo (o italiano dell’ultimo europeo). Il passaggio corto e su un giocatore smarcato e ben visibile è una soluzione da sempre utilizzata da chi fisicamente si presta al titolo, mai dall’intelligenza artificiale. A meno di aver visto male in 4 esibizioni differenti giocate in un’ora di sessione circa, questo problema è stato risolto e sarà quindi più difficile intercettare e rubare palle di nessuno!

Attenzione anche all’avanzata in perfetto stile “traditore“. Una delle pratiche più comuni in PES (così come in Fifa, per dovere di cronaca) è quella di portarsi avanti con due attaccanti non in fuorigioco che possano far coppia e segnare alle spalle del portiere impotente. Quando il primo attaccante viene ostacolato dall’estremo difensore basta tipicamente passare la palla al secondo per farlo segnare con un breve ma deciso tocco sul pad. Proprio basandomi su quanto visto nel comportamento del portiere, la pratica è diventata decisamente più difficile e poco praticabile per la facile vittoria, la fine dei gol a tradimento?

E non solo, la stessa difesa (oltre che l’attacco) riescono a prevedere più facilmente quello che potrebbe essere il vostro gioco o capire quando si cerca di andare a rubare palla, smarcandosi o passandola molto più rapidamente, rendendo così più vivace la caccia, a discapito del tempo a vostra disposizione per portare a casa un risultato utile.

Fisica

Calci d’angolo, scatti e dribbling sembrano esser stati rivisti anche loro, soprattutto per ciò che riguarda la fisica del campo, del giocatore e della palla.

I primi venivano sfruttati (nella maggior parte dei casi) per eleggere una testa libera in area ad ariete ed eroe della squadra. Nel nuovo capitolo è invece possibile tenere il gioco un po’ più verso terra ed angolato, affinché il più insospettabile dei difensori saliti per l’azione possa girarsi e provare a sfondare la rete con un tiro da fermo che nessuno si aspetta. Non per questo è stata esclusa o resa più difficile la realizzazione di testa. I più alti verranno sempre e comunque premiati con occasioni ghiotte da sfruttare ;-)

Lo scatto è chiaramente importante, scartare i giocatori in difesa facendo un buon gioco di squadra è il modo giusto per arrivare a segnare, anche perché stavolta Konami sembra aver ulteriormente peggiorato la condizione fisica di chi prova a fare il superman della situazione. Non solo tenendo sempre attiva la velocità rischiate di perdere più facilmente il controllo di palla, ma nel caso in cui voleste passarla noterete un rimbalzo di petto o di piede che rischia di andare a favore di un vicino difensore avversario, che potrebbe quindi portare via il pallone fermando l’azione e il vostro sogno di gloria. In compenso chi oggi dimostra valore e reale velocità sul campo è stato ben bilanciato anche nel gioco. Solo un problema: ho visto Andrea Pirlo fare scatti che non era capace di fare neanche 10 anni fa, spero seriamente che correggano la svista per il rilascio finale!

Arbitraggio

Arbitri più severi anche su falli tattici sempre riusciti vi renderanno la vita un pelo più complicata. Se sperate di poter rubare il pallone con il più classico dei ganci sulle gambe dell’avversario che si lascerà cadere inerme e senza attirare troppo l’attenzione vi sbagliate di grosso. Questo nuovo tipo di arbitro sembra avere un paio di occhi in più e il cartellino decisamente più facile, forse troppo. Un paio di azioni di recupero eseguite con cura e senza morti e feriti sul campo mi sono state fischiate e punite più che severamente con un giallo ed un rosso. Un po’ troppo per quanto fatto, posso assicurarvelo.

Probabilmente si tratta di uno degli errori o delle distrazioni da demo, uno di quei valori che può essere facilmente ritoccato prima dell’uscita ufficiale del gioco.

In conclusione

A parte degli scatti davvero fastidiosi durante la sessione di gioco penso che ci siano tutte le premesse per un titolo che permetterà di dimenticare facilmente il buco nell’acqua annunciato nel 2012 e portare la sfida con l’eterno rivale ad un livello più che accettabile. Indubbiamente, come qualcuno mi ha detto un paio di sere fa, non si avrà la sensazione di essere tornati a giocare su Virtua Striker in sala giochi!

Non resta che aspettare gli ultimi ritocchi prima che la principessa faccia il suo trionfale ingresso in sala da ballo, per la gioia dei suoi sudditi sempre fedeli e anche di quelli che accettano di giocare entrambi i titoli per non farsi mancare proprio nulla!

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: