Archives For Mail

Un tempo c’era la modifica del registro di sistema e quella chiave DelegateSentItemsStyle da valorizzare su ogni client provvisto di suite Microsoft Office e uso delle caselle di posta elettronica condivise via Office 365, oggi invece la possibilità di salvare una copia delle mail inviate per conto di una Shared Mailbox si attiva direttamente da interfaccia grafica o –se sei solito utilizzarla– da PowerShell. Diamo un’occhiata rapida alla “novità” (che tanto novità ormai non è più).

Outlook: forzare i nomi delle cartelle in italiano 3

Vecchia scuola (GPO)

Le chiavi di registro sono ancora lì, nessuno le ha più toccate da quando le ho inserite in una Group Policy in grado di pilotare il comportamento di Office dal 2007 al 2016, in attesa che perdano di valore e vengano da me dismesse con il passaggio a Office 2019. Tutto molto semplice e ben spiegato: si scaricavano i file ADM/ADMX relativi a Microsoft Office, quindi si andavano a ritoccare alcune preferenze di Outlook, che gli chiedevano di tenere copia della mail inviata all’interno della casella di posta condivisa anziché quella personale dell’utilizzatore.

Office 365: salvare una copia della Posta Inviata di una Shared Mailbox

La formula utilizzata era sempre la stessa:

Hive HKEY_CURRENT_USER 
Key path Software\Microsoft\Office\12.0\Outlook\Preferences 
Value name DelegateSentItemsStyle 
Value type REG_DWORD 
Value data 0x1 (1)

A cambiare era esclusivamente quel numero di versione corrispondente “all’anno di Office e quindi di Outlook“: 12.0 si traduceva con Office 2007, 14.0 con 2010, 15.0 con 2013 e infine 16.0 con 2016. Una volta propagata, la GPO scriveva quella chiave di registro che gli Outlook installati sui client Windows di dominio trovavano e rispettavano, portando a termine quanto richiesto. Diciamo che il problema del salvare una copia della posta inviata da una casella condivisa è tornato in auge prepotentemente nel momento in cui le macchine con macOS a bordo hanno cominciato ad avere bisogno di utilizzare quelle caselle di posta.

Per tua informazione: la GPO continua a funzionare correttamente, ma è diventata inutile e onerosa rispetto alla modifica lato Exchange del comportamento delle caselle di posta condivisa.

Cosa cambia oggi

Che tu voglia utilizzare la GUI o un prompt di PowerShell, la possibilità di salvare una mail inviata da una casella di posta condivisa al suo stesso interno è ormai cosa semplice. Accedendo infatti all’interfaccia di amministrazione di Office 365 → Gruppi → Cassette postali condivise (almeno questo è il percorso all’interno della GUI in preview), potrai semplicemente aprire la scheda relativa alla casella postale che ti interessa, quindi scegliere il pulsante di modifica in corrispondenza della voce “Posta inviata“, per portarlo alla dicitura “Copiata nella cassetta postale“, come in immagine:

Salvando la modifica, questa sarà immediata e comincerà a tenere copia delle mail inviate nella cartella ad-hoc all’interno della casella di posta condivisa. Obiettivo raggiunto con pochissimi clic rispetto al passato, non legato assolutamente al client (una soluzione quindi perfetta anche per i Mac e per chiunque faccia uso di Shared Mailbox senza un PC in dominio e relativa modifica al registro di Windows), l’ideale sulla carta.

PowerShell

Ciò che chiaramente diventa molto poco ideale è invece la riproducibilità su larga scala, quella fatta di moltissime caselle di posta condivise nate in passato, da migrare a questa novità. Per sopperire la mancanza c’è sempre la via più “rude” ma estremamente più pratica, quella dell’azione via PowerShell. Si fa riferimento a questo argomento in un articolo ospitato su uno dei tanti blog di Technet, lo trovi all’indirizzo blogs.technet.microsoft.com/exchange/2015/03/03/want-more-control-over-sent-items-when-using-shared-mailboxes, io ti faccio giusto il sunto:

  • L’opzione di salvataggio “Copia la posta inviata come questa cassetta postale” corrisponde al parametro -MessageCopyForSentAsEnabled, l’altra (“Copia la posta inviata per conto di questa cassetta postale“, nda) invece al -MessageCopyForSendOnBehalfEnabled. Si tratta di due valori booleani.
  • Partendo da quanto sopra riportato, il valore di entrambi i parametri (che si applicano a un normale Set-Mailbox) potrà assumere valore $true per abilitare l’opzione, $false per disabilitarla.

Il risultato dei due punti si traduce con queste istruzioni d’esempio:

Set-Mailbox sharedmailbox@contoso.com -MessageCopyForSentAsEnabled $True
Set-Mailbox sharedmailbox@contoso.com -MessageCopyForSendOnBehalfEnabled $True

Rispettivamente corrispondenti all’abilitazione della copia mail inviate sia per permessi di SendAs (prima istruzione) che SendOnBehalfTo (la seconda).

Set-Mailbox sharedmailbox@contoso.com -MessageCopyForSentAsEnabled $False
Set-Mailbox sharedmailbox@contoso.com -MessageCopyForSendOnBehalfEnabled $False

Per ottenere l’effetto contrario e non permettere il salvataggio delle mail inviate all’interno della casella di posta condivisa. In questo caso le mail inviate rimarranno nella cartella “Posta inviata” della casella di posta personale dell’utilizzatore (che ha le autorizzazioni per inviare mail a nome della casella condivisa o “per conto di“).

Va da sé che quel parametro può tornare estremamente utile in caso di creazione nuova casella di posta condivisa da PowerShell, ma anche se si volesse lanciare un batch unico per modificare tutte quelle già esistenti in Office 365, pensa a un banale:

Get-Mailbox -RecipientTypeDetails SharedMailbox -ResultSize Unlimited | foreach { Set-Mailbox $_.PrimarySmtpAddress -MessageCopyForSentAsEnabled $True -MessageCopyForSendOnBehalfEnabled $True }

Ed è giusto un possibile esempio da poter applicare. Lascio a te ogni commento o diversa proposta che puoi riportare nell’area commenti qui di seguito, subito dopo l’articolo :-)

Buon lavoro!

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Ho avuto la necessità di ricercare la data di ricezione della più vecchia mail all’interno di una casella di posta elettronica. Chiaramente questa cosa è fattibile via Outlook, mettendosi in condizione di vedere tutte le email ricevute (basta un banale filtro impostato nella casella di ricerca, nda) e scorrendo poi fino in fondo alla casella di posta, ammesso però che l’opzione di cache locale non sia impostata con un limite troppo basso (per esempio quello classico da 12 mesi) o che la connessione verso Exchange sia perfetta (nel caso in cui la si consulti direttamente online). Come spesso accade c’è un rapido trucco da adottare via PowerShell per aggirare l’ostacolo e arrivare immediatamente al risultato desiderato.

PowerShell: assegnazione in bulk delle licenze Office 365

Si fa riferimento a questo tipo di operazione nel documento Microsoft relativo al Get-MailboxFolderStatistics, maggiori informazioni si trovano all’indirizzo docs.microsoft.com/en-us/powershell/module/exchange/mailboxes/get-mailboxfolderstatistics?view=exchange-ps. Il set di istruzioni è abbastanza semplice, ho raccolto tutto sotto lo stesso tetto e te lo propongo qui di seguito:

Il file PS1 (che ho chiamato OldestMail.ps1) si aspetta che tu da prompt gli aggiunga in coda l’indirizzo di posta elettronica da analizzare ($SourceMailbox) nella modalità .\OldestMail.ps1 mario@contoso.com, essendo il parametro obbligatorio ti verrà comunque richiesto anche nel caso in cui dovessi dimenticare di specificarlo.

Otterrai un risultato molto simile a questo:

PS C:\PS1\PS1> .\tools\OldestMail.ps1 mario.rossi
OldestItemReceivedDate FolderPath
---------------------- ----------
11/12/2017 14:11:49 /Gestite/Assistenza tecnica

Buon lavoro.


fonte: social.technet.microsoft.com/Forums/projectserver/en-US/df23c7cc-faba-43bf-af82-0581925d2b8d/command-to-find-oldest-email-in-mailbox?forum=exchangesvradmin

immagine di copertina: unsplash.com / author: Marius Christensen

×

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Se sei solito utilizzare più la PowerShell che l’interfaccia grafica di Exchange Online per amministrare utenti e gruppi del tuo tenant, saprai anche che –in una logica che sta da tutt’altra parte rispetto a dove la ricordi tu– Microsoft permette di inserire un utente in un gruppo di distribuzione tramite comando “secco“, ma questo non prevede la possibilità di inserirne altri contemporaneamente a meno di utilizzare l’importazione da CSV, ecco, non è proprio così.

PowerShell: assegnazione in bulk delle licenze Office 365

Ho sempre pensato fosse una cosa molto stupida, e infatti il work-around esiste ed è più semplice del previsto (quasi non te lo aspetti, ma poi ne capisci una logicità tutta Microsoft):

"mario.rossi","gianluca.bianchi","andrea.neri" | Add-DistributionGroupMember -Identity "Nome del gruppo"

Puoi sostituire i nomi degli utenti con i loro rispettivi indirizzi di posta elettronica se preferisci, così come il "Nome del gruppo" al quale puoi sostituire il suo PrimarySMTPAddress. È un po’ come simulare l’importazione dei dati da un CSV dando poi in pasto all’istruzione di aggiunta membro al gruppo quei valori precedentemente passati, e qui si chiude il cerchio.

Buon lavoro.


crediti: serverfault.com/questions/316558/powershell-2-add-multiple-members-to-distribution-group-with-one-call/573622#573622

×

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Non di solo Telepass sembra essere fatta la sosta comoda della propria vettura, eppure io ci ho fatto l’abitudine, penso che il servizio possa contare su alcune killer-features e apprezzo in maniera netta la possibilità di pagare ciò che devo in fattura trimestrale senza preoccuparmi di null’altro (stessa cosa dicasi per Area C a Milano), eppure. L’eppure è diventato d’obbligo nel momento in cui ho lasciato la mia comfort-zone cittadina per godermi qualche giorno di sacrosanto riposo in Romagna, dove ho trascorso le ferie d’agosto e dove Telepass Pay non c’è (senza voler scendere nei dettagli).

È per questo motivo che ho approfondito nuovamente l’argomento e mi sono rivolto a due competitor che mi hanno offerto grosso modo la stessa possibilità di pagamento delle soste, con alcuni pro e contro che provo a raccogliere e raccontarti di seguito.

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 1

myCicero

Non è bella, per certi specifici versi neanche intuitiva per chi magari si ritrova alle “prime armi” (non pensare a me, pensa a tuo babbo o tua mamma!), eppure funziona a dovere. myCicero è l’applicazione che senza troppe scuse ti garantisce la possibilità di pagare le soste della tua vettura nelle strisce blu, di prendere i biglietti dell’autobus, della metropolitana o del treno, navette per raggiungere centri commerciali, aeroporti e imbarcazioni, è indubbiamente un coltellino svizzero del trasporto, e include anche ulteriori informazioni come luoghi di interesse ed eventi che si trovano nei paraggi della tua posizione (rilevata via GPS).

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 2

myCicero-Sosta Treno Bus Metro
myCicero-Sosta Treno Bus Metro

Più una WebApp correttamente riadattata al monitor che un qualcosa di costruito ad-hoc per il tuo smartphone, myCicero prevede la registrazione di un account personale, il quale avrà a sua disposizione un borsellino all’interno del quale caricare un credito che verrà usato per pagare i servizi che si intende usufruire. Questo è secondo me un punto a sfavore del software, perché costringe a tenere sempre da parte qualcosa. Sì, è molto comoda la ricarica tramite Satispay o PayPal, eppure è fastidioso non poter pagare esclusivamente quello che si usufruisce.

Tornando all’argomento principale dell’articolo e a myCicero, posso confermare con piacere che troverai molto facilmente i cartelli contenenti il codice dell’area di sosta, posti generalmente sotto quelli generici e informativi riguardo orari e giorni durante i quali è necessario pagarla, informazione che troverai inoltre sul parchimetro più vicino, per evitare qualsiasi tipo di errore dovuto –per esempio– a un rilevamento GPS errato, dato che talvolta una differenze di pochi metri può determinare due tariffe differenti applicate (e la possibile multa che bene certo non fa).

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 7

Non ci sono costi ulteriori da sostenere, l’applicazione svolge quindi il suo compito avvisandoti per tempo di soste che stanno per terminare (così da poterle prolungare in caso di necessità), mantenendo un pieno controllo così come offerto dal competitor Telepass Pay, con la relativa tranquillità di passare indenne controlli da parte delle autorità (o poter fare contestazione in opportuna sede dimostrando date e orari del pagamento della sosta). Messa alla prova sul lungomare di Punta Marina Terme (RA), myCicero è tornata utile e mi ha permesso di rilassarmi, correggendo una sola volta il tiro (ho prolungato la sosta quasi all’ultimo minuto, quando ci siamo decisi a rimanere ancora un po’ in spiaggia anziché tornare in città).

La medesima applicazione usata invece a Rimini per pagare il trasporto pubblico ha superato brillantemente la prova relativa all’acquisto del ticket, forse un pelo meno quella relativa all’obliterazione che –sostituendo la tradizionale macchina appositamente montata sugli autobus con un QR Code stampato su carta adesivanon è sempre operazione semplice da portare a termine: riflessi, calca all’interno del mezzo di trasporto e guida dell’autista che non attende certo te per ripartire possono rendere complicato confermare l’inizio del tuo viaggio e metterti al riparo da possibili multe da parte dei controllori di bordo. Promossa, seppur con qualche riserva.

EasyPark

Ultima non certo per importanza, EasyPark è la terza opzione se consideriamo Telepass Pay e myCicero. Anch’essa ben presente sul territorio (per lo meno quello da me visitato e a cui sono abituato, da verificare un pelo più a sud se queste tecnologie sono disponibili, dimmelo pure nei commenti!), EasyPark propone lo stesso modello di myCicero per ciò che riguarda la sosta del tuo veicolo nelle aree di parcheggio della città.

Un'occhiata ai sistemi di pagamento della sosta 8

EasyPark
EasyPark
Developer: EasyPark AS
Price: Free
EasyPark
EasyPark
Developer: EasyPark
Price: Free

Non ci sono mezzi pubblici, non ci sono eventi, non c’è nulla oltre la sosta del tuo mezzo di trasporto personale. EasyPark è immediata, facile da capire e utilizzare, fastidiosa tanto quanto myCicero per ciò che riguarda il portafogli personale che dovrai in qualche maniera riempire per usufruire del servizio in aree coperte, senza possibilità di scalare i soldi direttamente da un tuo conto PayPal / Satispay o carta di credito. Un’idea di business ben precisa, che tenta di trovare riparo economico anche in altre voci di servizio definite extra, ma che in un’epoca come la nostra hanno tanto il sapore di anomalo (forse non tanto il messaggio SMS quanto la mail, vedi immagine 3 di seguito):

Intelligente e certamente comoda l’idea e possibilità di aggiungere un conto aziendale all’interno delle forme di pagamento accettate dall’applicazione, permettendo così a realtà con personale assunto (immagino agenti di commercio e professionisti che macinano chilometri ogni settimana) di pagare le soste e tenerle d’occhio, evitando note spese e possibili raggiri, con un’immediata visibilità da parte di un ufficio amministrativo pronto a tenere tutto in ordine.

Apri EasyPark, individua il codice di zona (funziona alla stessa identica maniera di myCicero, troverai nel 90% dei casi un’indicazione bene in vista sul parchimetro più vicino o direttamente sotto le targhe informative piantate a terra nelle dirette adiacenze del parcheggio), regola i tempi della tua sosta e falla partire, potrai interromperla in qualsiasi momento (se arrivi prima del previsto all’automobile), potrai prolungarla chiedendo all’applicazione di avvisarti prima della scadenza (troverai la possibilità di modificare il tempo di avviso all’interno delle Impostazioni del programma):

In conclusione

Due ottime alternative che pareggiano i conti in quelle zone non coperte dal servizio offerto da Autostrade per l’Italia attraverso la soluzione Telepass Pay, che in ogni caso continuo a preferire per i tanti motivi sopra riportati (e non solo). Hanno entrambe (myCicero e EasyPark) il medesimo punto a sfavore che le accomuna: un credito da ricaricare e che rischia di rimanere lì a far la muffa fino a oltranza, senza possibilità di riscattarlo per poterlo rimettere in un diverso borsellino rispetto a quello dell’applicazione: il proprio. Non ci sono altre osservazioni negative a loro carico, ma restano per me una seconda scelta (a pari merito) con alcuni margini di miglioramento, ancore di salvataggio –anyway– quando ci si deve arrendere alla non-presenza del servizio principale.

Se hai qualche dubbio o commento da fare, qualche alternativa da proporre, qualche ulteriore suggerimento, l’area commenti è a tua totale disposizione, sono certo che ci siano altre soluzioni per pagare la sosta della vettura, magari qualcuna di queste addirittura migliore di Telepass Pay e le ulteriori due sopra riportate, fatti avanti!

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Quando si abilita la funzione di Archivio in-place di Microsoft Office 365, l’operazione vera e propria di spostamento delle mail (che rispettano i criteri imposti) richiede generalmente un numero di ore non meglio definito, in base generalmente al carico di lavoro dei server di Microsoft e del tuo tenant. Ci sono casi in cui, però, serve che quell’operazione venga svolta abbastanza rapidamente, per cercare magari di snellire il database principale di posta elettronica, e per fortuna c’è la scappatoia sfruttabile via PowerShell.

PowerShell: assegnazione in bulk delle licenze Office 365

Si fa riferimento a questo tipo di operazione nel documento Microsoft relativo allo Start-ManagedFolderAssistant, il processo che si occupa della migrazione delle mail, puoi trovarlo all’indirizzo docs.microsoft.com/en-us/powershell/module/exchange/policy-and-compliance-retention/Start-ManagedFolderAssistant?view=exchange-ps. L’operazione da lanciare è quindi abbastanza semplice. Se hai attivato l’archivio di una casella di posta elettronica (non ha importanza se personale o condivisa), puoi collegarti al tuo Exchange via PowerShell e lanciare:

Start-ManagedFolderAssistant -Identity <Mailbox>

Dovrai solo modificare <Mailbox> con l’indirizzo di posta elettronica sul quale operare (esempio Start-ManagedFolderAssistant -Identity mario@contoso.com).

A questo punto non ti resta che attendere (puoi verificare in qualsiasi momento che il processo venga eseguito tenendo d’occhio la WebMail della casella interessata, noterai che le mail si sposteranno una dopo l’altra in base al criterio impostato sulla singola cartella o sull’intera mailbox).


fonti:
docs.microsoft.com/en-us/powershell/module/exchange/policy-and-compliance-retention/Start-ManagedFolderAssistant?view=exchange-ps
mysysadmintips.com/windows/servers/374-force-archiving-on-hosted-exchange-office-365

×

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!
Condividi l'articolo con i tuoi contatti: