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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Fattene una ragione. Da quando è stato rilasciato Sierra, il macOS (e in particolare Safari) ha messo in campo ulteriore cattiveria e spocchiosità nei confronti dei plugin di terze parti. È una buona cosa? Certamente si, vale per qualsiasi browser, qualsiasi OS, qualsiasi plugin, primo tra tutti Adobe Flash, ma ovviamente anche Silverlight non fa eccezione.

Per questo motivo, se sei uno dei tanti ad avere problemi con la visualizzazione di Sky Go dal tuo fedele compagno Apple, devi sapere come muoverti affinché si possa tornare a fruire dei contenuti della PayTV in mobilità. È un trucco semplice ma che ancora miete vittime, lo si mette in pratica in due minuti al massimo.

macOS: Sky Go e i suoi problemi con Silverlight 2

La modifica va operata tramite Safari (la cosa non impatta infatti Chrome o Firefox, tanto per dire), prova a seguire questi due semplici passaggi:

Le modifiche operate sono immediatamente funzionanti (alla chiusura della finestra di impostazioni di Safari). Ora dovresti riuscire ad accedere ai contenuti della piattaforma di Sky, ti basterà aggiornare tuttalpiù la pagina.

Proprio così. Amazon allarga il bouquet di servizi messi a disposizione degli utenti, introducendo il loro servizio di streaming video, Amazon Prime Video, ritagliandosi (ci prova, solo il tempo ci dirà se ci riuscirà o meno) il suo piccolo spazio tra i grandi player di settore, come Sky, Mediaset, Netflix ma non solo. Il tutto risponde all’URL primevideo.com.

Amazon Prime Video approda in Italia

Amazon Prime Video

Sbloccato per l’Italia e per ulteriori 199 paesi (noi facciamo parte dei 200 totali, tanto per dirla in altra maniera) solo qualche giorno prima di Natale, vanta serie televisive originali e film concessi in licenza. Interfaccia non ancora localizzata (è in inglese, nda), propone però sottotitoli e doppiaggio anche in italiano (per buona parte del catalogo, non ancora per tutto).

Come ogni servizio di streaming attualmente disponibile sul mercato, propone un periodo di prova gratuita (7 giorni, contrariamente al mese proposto da Netflix per esempio), un prezzo mensile di 5,99€ (ma per i primi 6 mesi di abbonamento potrai usufruire di uno sconto del 50% e pagare 2,99€), compreso invece (e quindi a costo zero, per il momento) per gli utenti Amazon Prime. Dubito fortissimamente possa rimanere tale per molto tempo, in America l’abbonamento Prime di Amazon include altri servizi e arriva a costare quasi 100$ all’anno (qui da noi si arriva a malapena ai 19,90€).

Cosa serve

Una connessione a banda larga da almeno 900 Kbit/s, anche se i contenuti in HD necessitano almeno di 3.5 Mbit/s. Servirà un tablet o uno smartphone, ma anche un televisore che possa sfruttare l’app scaricabile dal proprio store, o magari una console (e relativo store anche in quel caso, anche se su One non è ancora disponibile nello store Microsoft italiano e si è costretti a passare da un’alternativa, come quella US). È chiaro che l’obiettivo finale di Amazon (come è stato per i competitor in passato) è rendersi disponibile ovunque, su ogni dispositivo.

Amazon Prime Video approda in Italia 1

Di base si può utilizzare Amazon Prime Video su ogni browser: da Firefox a Chrome, passando per Internet Explorer e qualsiasi altra alternativa compatibile HTML5, o almeno in grado di eseguire Silverlight (5.1 o superiore). Su mobile è necessario almeno Android 4 o iOS 8, sono compatibili (manco a dirlo) i tablet Fire della stessa Amazon.

Amazon Prime Video
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free
Amazon Prime Video
Price: Free

Se invece hai un televisore connesso a internet puoi pensare di scaricare direttamente su di lui l’applicazione (Samsung conferma la compatibilità con i modelli 2015 e quelli 2016 con sistema operativo Tizen. LG conferma la compatibilità con le serie G6, E6, C6, B6, UH9500, UH8500, UH7700, UH7500, UH 6500, UH 6300, UH 6100 con a bordo WebOS 3.0, e le serie EG960V, EF950V, EG920V, EG910V, UC9V, UB980V, UF950V, UG870V, UF8507, UF7787, UF7767, UF6807, UF6407, LF652V, LF630V, UF776V, UF850V del 2015 che sfruttano ancora WebOs 2.0).

Peccato che

Nonostante la compatibilità con così tanti dispositivi, non potrai utilizzare direttamente AppleTV o ChromeCast. Già solo questa pecca vale tutta la candela e abbassa drasticamente il giudizio finale del servizio, almeno per quanto mi riguarda.

Così facendo, viene completamente a meno la qualità video pensata per il servizio: si parte dalla qualità DVD di base (576p), che viene automaticamente alzata fino a 2160p (corrispondente all’UltraHD) e supporto HDR, ammesso che tu abbia a disposizione una connessione in grado di sopportare un carico di 15 MBit/s (nulla di inarrivabile per la fibra ottica, forse meno per chi sfrutta le classiche 20 Mbit/s in rame). In mezzo troverai anche la più abbordabile 1080p (Blu-Ray), anche con audio in multi canale 5.1 e non solo MPEG.

Limiti

Ti ho già parlato di cosa serve e cosa c’è che non va proprio. Torniamo a parlare di limiti (leciti): possono essere connessi (e avviare lo streaming, nda) all’account Prime Video fino a tre dispositivi contemporaneamente (niente male davvero, considerando che per Netflix serve l’account più costoso per averne fino a 4), ma solo uno può eseguire un determinato video, gli altri due dovranno guardare altro.

Devo abbonarmi?

Mah. In tutta onestà non c’è una risposta secca che sono in grado di darti. Più che altro valuterei le opzioni a disposizione:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Il servizio funziona e propone già una buona quantità di contenuti, la localizzazione in italiano mancante e la forzatura all’inglese può non essere a portata di tutti, alcuni potrebbero ritenerla addirittura più fastidiosa del previsto, ma sono certo che Amazon risolverà questo problema entro breve.
  • Il fatto che il servizio venga offerto ai clienti Amazon Prime in maniera gratuita è sicuramente un plus (anche se ho paura che ciò farà lievitare quanto prima la cifra richiesta a fine anno a noi abbonati, spero si possa scegliere di staccare un determinato prodotto dal bouquet e scegliere di pagare la stessa cifra di oggi).

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Un servizio già esistente in America deve poter arrivare preparato sui mercati restanti, soprattutto quando fa un lancio in “pompa magna” e lancia il guanto di sfida ai competitor già robusti e pronti a difendersi. Non puoi non avere già a disposizione l’applicazione su ogni store e la piena compatibilità con AppleTV e ChromeCast. Fare streaming del monitor del proprio smartphone fa schifo per questo tipo di contenuti, e onestamente l’applicazione scaricata dallo store USA su Xbox One non funziona ancora perfettamente.

Fai la tua valutazione, pensaci sopra. Sfrutta un abbonamento Prime già esistente o creane uno nuovo (ricorda di disattivare il rinnovo automatico, altrimenti pagherai l’abbonamento per intero già al secondo mese di attivazione), oppure prenditi quei 7 giorni senza account Prime, poi dimmi cosa ne pensi e se credi che valga la pena essere iscritto all’ennesimo servizio di streaming video.

Di certo, in tutto questo, c’è un pensiero comune di tanti, me compreso, che ha espresso Ciro giusto qualche giorno fa:

Perché se aggiungo anche Sky (la sua offerta satellitare per me e l’abbonamento online per i miei genitori) allora sì, la lotta alla pirateria ha vinto con le regole che il popolo del web suggeriva già tanti anni fa (che poi tanto i pirati continuano a esistere e continueranno in futuro, ma poco importa, una gran fetta è ormai stata resa acqua passata).

Oggi è il giorno. In concomitanza con il mio onomastico (becera scusa per pretendere gli auguri, lo so), Sky Online smette di esistere dopo un paio di anni (circa) di onorato servizio. Al suo posto ecco Now TV: nuove offerte, nuova interfaccia, un totale svecchiamento e arricchimento di quanto già a disposizione di chi è cliente Sky ma senza l’impianto satellitare, l’utente che è in grado in un solo clic di accedere ai contenuti preferiti tramite una moltitudine di dispositivi.

Sky Online diventa Now TV, cosa cambia?

Lo scopo del gioco? Oltre l’interfaccia e i contenuti c’è sicuramente quella promessa protagonista della prima conferenza stampa in Italia per il lancio del servizio firmato Sky: l’alta definizione. Ancora ricordo bene l’insistente domanda che risuonava nella mia testa e in quella degli altri, in seguito posta e rimandata a data da destinarsi. Non era certo tutta colpa di Sky, la connettività in Italia non è certo uno di quei punti a favore della nostra nazione, non eravamo pronti e non lo siamo poi tanto neanche ora, ma ci stiamo avvicinando velocemente alla meta, almeno per tante città (continuando a lasciare indietro le periferie). Si parte con il rodaggio, un periodo di test che servirà ad assestare piattaforma e utilizzatori, per poi passare (finalmente) a qualcosa più ricco di un “più della Standard Definition, quasi HD, ma in realtà no“.

Arriverà una nuova applicazione per smartphone (fino a oggi assente ingiustificata), si parla di una possibile apertura verso AppleTV e -spero- anche Chromecast, tutte le altre piattaforme sono ovviamente confermate, hanno sempre funzionato bene e continueranno a farlo, nuovo look anche per il Set Top Box ufficiale, che ovviamente cambierà il suo logo principale.

Sky Online diventa Now TV, cosa cambia? 1

Nulla cambia invece nella modalità di fruizione dei contenuti, la piattaforma continuerà a basarsi sull’acquisto di ticket mensili (con rinnovo automatico e possibilità di opt-out in qualsiasi momento) anche se una -non banale- modifica interesserà la separazione delle aree di interesse e corrispettivo economico.

Se fino a oggi sono esistiti l’intrattenimento, il cinema e in corsa lo sport (quest’ultimo fatturato in maniera differente, per singolo evento o stagione), Now TV proporrà il nuovo ticket “Serie TV“. Il costo è ancora una volta di 9,99€/mese, il doppio se si pensa che fino a ora il ticket Intrattenimento ha sempre incluso show e serie TV. Come giustificare questo aumento? Con un potenziamento del bouquet live e on demand dei canali disponibili, che vedranno l’inserimento in lista di Fox Animation, History, Nat Geo Wild, Eurosport 1 ed Eurosport 2 (i precedenti, ovviamente confermati, erano Sky Uno, Fox Life, MTV, Disney Channel, Disney Junior, Nick Jr e Sky TG 24). Lo stesso vale per il nuovo ticket Serie TV, che parte immediatamente alla grande con ogni nuova serie trasmessa dal colosso di Murdoch e una moltitudine di cofanetti interi che sul satellite hanno dato origine a Sky Box Sets (5€/mese in più per chi non ha HD + pacchetto Famiglia, nda), tanto per capirci.

Sky Online diventa Now TV, cosa cambia? 3

Il Cinema continuerà a rimanere tale perché già al pari dell’offerta satellitare (quasi). Tutta la videoteca On Demand, tutte le novità, 8 canali live e sempre visibili, 500 titoli (oltre 1000 quelli del satellite), 15 contenuti nuovi ogni mese. Il suo prezzo non cambia.

Sky Online diventa Now TV, cosa cambia? 2

Per lo Sport c’è un work in progress. Continuerà a essere disponibile il singolo evento a pagamento e si affiancherà a un ticket Calcio da 19,99€/mese che includerà le fasi finali dell’attuale Europeo, c’è però dell’altro che bolle in pentola, toccherà attendere per saperne di più.

Cosa cambia per l’abbonato? E il nuovo cliente?

Nulla, questa credo sia la parte migliore dell’aggiornamento. Chi è già abbonato a paga mensilmente il vecchio ticket Intrattenimento, continuerà a pagare 9,99€/mese e si ritroverà l’arricchimento dell’offerta a prezzo ridotto, il tutto fino a quando non staccherà il pagamento ricorsivo.

Per il nuovo cliente le cose partono diversamente, cercando però di offrire una scelta che predilige la sottoscrizione di almeno un paio di ticket. 9,99€/mese per il pacchetto singolo, 14,99€/mese per due e 19,99€/mese per tre pacchetti. Il prezzo del Set Top Box di Sky non varia per chi non lo ha ancora acquistato: 49,99€ con 3 mesi di pacchetto inclusi a vostra scelta, dovrete scegliere tra Intrattenimento, Serie TV e Cinema. Ogni prezzo dovrebbe includere anche il futuro aggiornamento riguardante l’alta definizione, senza ulteriore obolo (il che non sarebbe affatto male).

Per tutti coloro che sottoscriveranno oggi la nuova offerta di Now TV, ci saranno due settimane di fruizione gratuita dei contenuti di Intrattenimento, Serie TV e Cinema per potersi ambientare, conoscere la piattaforma e padroneggiarla. Tutti i vecchi clienti e possessori del box Sky Online riceveranno un aggiornamento che li porterà sulla nuova interfaccia.

Personalmente sono molto curioso di provare la nuova interfaccia, ne approfitterò giusto questo fine settimana.

Dice bene Guido Meda che, nonostante la sua proverbiale imparzialità nei confronti dei campioni della MotoGP (si, sono ironico), riporta un’equazione esatta: i clienti di SKY pagano un servizio, quello che deve essere sempre all’altezza delle aspettative, quelle più complesse, quelle che non permettono il minimo errore, si pretende il massimo e anche ciò che ancora non si può sapere di desiderare. L’ho certamente condito con ulteriori mie osservazioni (da cliente), ma il succo della questione è proprio questo, discusso durante la conferenza stampa dedicata al lancio della nuova stagione motori tenutasi al circuito di Franciacorta lo scorso 29 febbraio, la #SKYMotoriStart. Questo doppio nastro di partenza non è però l’unica novità di marzo proposta dal colosso di Rogoredo, scopriamo insieme il ventaglio e ragioniamoci sopra.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco

Non ci saranno più le mezze stagioni

È ciò che recita la pubblicità che tappezza Milano. Nei cartelloni a scorrimento in mezzo alla strada (alle stazioni di attesa bus, nda), nella metropolitana, nei quotidiani. Di cosa si tratta? Di tempi maturi. Abbiamo Sky On Demand (da tempo, ormai), abbiamo Netflix, abbiamo diversi altri servizi che propongono streaming di buona qualità e che permettono di vedere ciò che si desidera, quando lo si desidera. È la TV che deve sottostare ai nostri orari, non noi ai suoi, non più ormai. Tempi maturi, si diceva, e ne parlavo giusto lunedì scorso con un amico che in Sky ci lavora sul serio. Le statistiche parlano loro in maniera chiara, e negli ultimi 18 mesi quelli che finalmente hanno capito che la fruizione dei contenuti può e deve essere controllata dal proprio telecomando (o altro device mobile), sono aumentati, hanno permesso di far nascere una tecnologia che già c’era, esisteva, dormiente, pronta per essere messa a disposizione di tutti ma non ancora giustificata.

Si chiama Sky Box Sets e va a completare un ventaglio diversamente non accessibile su piattaforme concorrenti: propone stagioni intere di serie televisive sotto licenza Sky.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco 1

Prendiamo colui che ho continuato a citare fino a ora come punto di riferimento. Sono cliente Sky, sono anche cliente Netflix (e si, ho anche un abbonamento Infinity perché a me questo mondo piace, assai, brutta piaga). Non si tratta della stessa cosa ed è difficile metterli al confronto, nascono diversi. Non c’è possibilità di accedere ai contenuti da più postazioni, non per il momento almeno (eccezione fatta per chi ha Sky Go già attivo). L’offerta è dedicata esclusivamente agli abbonati Sky, chi non lo è non accede, è molto semplice. Non c’è neanche un periodo di prova. È compreso nell’offerta HD o Famiglia, a pagamento per tutti gli altri che non hanno almeno una delle due opzioni. Non occorrerà registrarsi da nessuna parte, imparare alcunché, configurare chissà quale applicazione o dispositivo, è già tutto pronto, basterà il telecomando del proprio decoder.

Grazie agli accordi con HBO, Showtime e ABC Studios (tanto per citarne tre) e le produzioni originali Sky, Sky Box Sets approda sui televisori degli abbonati con 50 titoli, alcuni tra i quali hanno permesso al gruppo di Murdoch di conquistare la fiducia e la fedeltà di tanti nuovi clienti. Si arriverà a 100 titoli entro il primo anno di vita del servizio. Non è male, non è certo oro che cola. Ricordo ancora fin troppo bene le lamentele per un Netflix che è partito un po’ in sordina e con parte dei titoli non disponibili, alcuni facenti parte proprio del ventaglio di esclusive Sky. Non è stata presa bene dai puristi, si è cercata, imparata e utilizzata la soluzione VPN per aggirare l’ostacolo e accedere al catalogo completo. Come si reagirà a Sky Box Sets?

Ciò che davvero manca è un tetto unico, e mi rendo conto che sto chiedendo la Luna. Un servizio, uno solo, la possibilità di accedere a un catalogo talmente vasto da non farsi bastare una sola vita per vedere tutto ciò che ci interessa, a un prezzo onesto che possa essere sostenuto mensilmente. Ci siamo lamentati per anni e anni dell’abbonamento RAI (io mi lamento ancora, non guardo i loro programmi e non mi sembra giusto pagare, ma è obbligatorio), perché non ci si lamenta mai per la cifra in fondo a destra in un ipotetico foglio di calcolo a fine anno? Quella cifra è data dalla somma dei pagamenti mensili di ciascun servizio che si sfrutta. Se mensilmente non fanno certo paura, vedere quella somma un po’ lascia perplessi e ci si chiede se ne vale davvero la pena. Potranno nascere nuovi servizi, ogni giorno, lo stipendio non aumenta e neanche le ore che compongono la giornata e quel poco tempo libero che ci rimane a disposizione dopo aver assolto a ogni nostro dovere, trovate l’errore.

Mi piace Sky Box Sets? Si, perché funziona, e perché fa parte del mio abbonamento senza la necessità di dover sborsare ulteriori soldi, difficilmente sarei disposto a sopperire all’ulteriore spesa se così non fosse, rinunciando alla possibilità di recuperare puntate di stagioni che magari mi sono perso, e che nel frattempo sono scadute e non più reperibili nel normale On Demand. D’altronde il disco fisso presente nel decoder ha solo 500GB, bisogna fare i conti con la molteplicità di titoli che si è finiti per seguire! :-)

Non di solo serie

Si perché, escludendo gli introiti portati dal calcio, i motori sono quelli che attirano più l’attenzione e, di conseguenza, abbonamenti. Si parla della migliore stagione che si sia mai vista, ma suona un po’ come la pubblicità dell’iPhone di Apple, sempre migliore rispetto all’ultimo, come potrebbe essere altrimenti? Mi concedete una citazione? Nessuno scrittore resiste a una buona storia, così come un politico non resiste a far promesse che non può mantenere (no, tocca a voi capire o ricordare a chi sto facendo riferimento). Funziona così con tutti, Sky compreso, e questo esula dalla fiducia che un cliente può (o non) avere. Sarà molto difficile battere l’adrenalina che si è diffusa nel corpo durante l’ultima stagione di MotoGP, lo stesso Meda dovrebbe saperne qualcosa.

Facili ironie a parte, i numeri sventolati dal gruppo di entertainment parlano chiaro: 9 mesi di gare (si arriva alla fine di novembre), 39 GP rigorosamente in diretta e in alta definizione, 11 le esclusive in diretta per il canale F1 (21 le totali), 10 per il canale MotoGP (18 le totali). Non so se il gruppo sarà capace di battere i 7,1 milioni di spettatori unici raggiunti lo scorso anno (Sky Go ha contato 630.000 contatti e oltre 1 milione sull’interattività con i canali, per una crescita complessiva del 40% rispetto allo stesso risultato, immagino, del precedente anno) e quel tetto di 10 milioni raggiunto con la sola gara di Valencia, ma posso certamente augurarglielo. Con l’occasione, sono stati rinnovati anche i mosaici, che permetteranno di seguire costantemente tempi e on-board del proprio campione.

Condite il tutto con le voci e i volti di coloro che sull’argomento possono permettersi il lusso di parlare con cognizione di causa, senza inutili lamentele (ogni riferimento al commento gara F1 dello scorso anno quando la Ferrari non è stata inquadrata per lungo tempo è puramente casuale). Polemiche che fanno bene allo sport e alla discussione, le eterne sfide e sfottò da tifosi quando ci si ritrova con gli amici per una birra o un saluto su Facebook.

Dal 20 marzo prossimo non ce ne sarà più per nessuno, si partirà con la contemporaneità dei due mondiali ai nastri di partenza 2016, in Qatar (MotoGP) e in Australia (F1), fortunatamente in orari diversi, sfortunatamente con una levataccia necessaria (e una notte giovane). Che poi sapete che vi dico? Stimo Vettel, tantissimo, e adoro la Ferrari, ma proprio no, quel giorno per me ci sarà solo la MotoGP e un nuovo tentativo di andare a completare la decima, che io ci credo ancora, e sono pronto a perdere la voce saltando come un canguro sul divano (o forse no, che è nuovo e magari la compagna mi ammazza).

Scaldate i motori.

Giusto per la cronaca e per un mondo migliore: NON si tratta di un articolo sponsorizzato. Ho preso parte alla conferenza stampa di Sky, mi sono divertito e l’ho trovata molto interessante, mi è piaciuto poter dare un volto a quella che spesso è solo una voce. Ho inoltre provato Sky Box Sets direttamente tramite il mio decoder, sono un cliente pagante, nessun regalo da parte di nessuno, ho semplicemente espresso le mie opinioni e snocciolato qualche numero ottenuto in conferenza, per il puro piacere di parlare di questo tipo di argomento che mi appassionano.

Non fa parte della categoria Streaming che sono solito trattare qui sul blog. Non fa parte neanche di quelle offerte che richiedono chissà quali installazioni e tecnici specializzati da far passare a casa propria. È Mediaset Premium. Usufruirne è semplice, e in commercio si trova anche un nuovo tipo di scheda che abilita funzioni aggiuntive certamente interessanti.

L'alternativa? Un'occhiata al natale di Mediaset Premium

Porta con sé un bouquet di canali che mandano in onda ciò che ormai siamo abituati a dare per scontato e pretendere: film, serie televisive e documentari (oltre lo sport, del quale faccio a meno se si tratta di calcio, meno quando si parla di motori). Ciò che da cliente Sky mi manca, è quella serie di pellicole che il piccolo colosso di Rogoredo non può mandare in onda, perché facenti parte di un accordo con major cinematografiche che hanno concesso le loro realizzazioni in esclusiva a Mediaset, almeno per il momento.

Premium viene definito come un “multisala” esclusivo, all’interno del quale si possono trovare le diverse prime TV, tipicamente mandate in onda su Premium Cinema, ma anche tutto quello che è il palinsesto dei canali Premium Crime, Premium Stories, Premium Joi e Premium Action, canali che possono vantare serie come The Big Bang Theory (in onda la nona stagione in quasi contemporanea con gli USA) e l’ormai attesa e acclamata Mr Robot (per chi ancora non ha visto le puntate in lingua originale e desidera godersi il doppiaggio nostrano).

L'alternativa? Un'occhiata al natale di Mediaset Premium 1

A quanto già riportato dovrete aggiungere ovviamente la gestione della parte mobile e on-demand: Premium Play è generalmente incluso nelle offerte Mediaset, la Premium Smart Cam (di cui vi parlavo prima) vi permetterà di accedere facilmente a tutto il parco su richiesta, secondo i vostri orari, le vostre necessità e comodità, un piacere al quale difficilmente rinuncerei oggi che posso decidere io cosa guardare e quando, mai il contrario.


Mediaset Premium ha riservato un’offerta dedicata al Natale. Lo fanno tutti, l’azienda di Cologno Monzese non fa eccezione. A 19€ / mese (fino al 31/5/2016) è possibile accedere al pacchetto più ricco (tutto incluso, a eccezione del bouquet bambini per il quale sarà necessario spendere ulteriori 5€), che comprende inoltre le opzioni HD, Premium Play e Premium Smart Cam. Nello stessa offerta è compreso l’accesso a Infinity, che invece fa parte di quei servizi che sono abituato a utilizzare e recensire.

L'alternativa? Un'occhiata al natale di Mediaset Premium 2

Il costo dell’offerta a listino è di 42€ (allo stato attuale, nda), e dovrete pagare quella cifra (se sceglierete di mantenere tutto il pacchetto) già da giugno del prossimo anno. Occhio però: nel caso in cui foste interessati a procedere, ricordate che dovrete pagare una fee di ingresso (una tantum) pari a 69€. Come al solito, c’è da farsi i conti in tasca prima di procedere. Di buono c’è sicuramente il fatto che l’offerta cinema e serie / documentari costa quanto un abbonamento di sole serie televisive su Sky.

A voi la scelta.