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Quando ho deciso di spendere quei 40€ per l’acquisto di una Amazon Fire TV Stick, l’intenzione era quella di provarla e capire se potesse fare al caso dell’ambiente cucina e living poco smart dei miei genitori, con televisori collegati –fino a oggi– ai piccoli Roku targati e personalizzati NOW TV, abbastanza limitati nei movimenti, ormai non al passo con i tempi. Ti racconto com’è andata e perché potresti farci anche tu un pensierino, se l’intenzione è quella di poter personalizzare (di molto, rispetto al semplice Cast) il tuo rapporto con il televisore e i contenuti video.

Amazon Fire TV Stick | Basic Edition: ha senso l'acquisto? 1

Amazon Fire TV Stick

Parto con il dirti che sono stato utilizzatore di Google Chromecast per anni, e ancora prima di Apple TV (subito prima che il TvOS lasciasse il giusto spazio allo Store e alle applicazioni di terze parti, quando statisticamente in casa Android ha preso il sopravvento), questo mi è sempre bastato, streaming diretto dai miei dispositivi e decoder satellitare per tutto il resto. Amazon Fire TV Stick non era prevista, così come un qualsiasi altro box TV Android più carrozzato e specifico. Amazon Fire TV Stick può collocarsi in una fascia di mercato medio-bassa, dedicata a chi vuole rendere smart il proprio televisore, completandolo con applicazioni che sei abituato a usare quotidianamente su smartphone o tablet (entro i limiti hardware imposti dal prodotto).

Nella sua versione Basic Edition, Amazon Fire TV Stick propone la chiave da collegare alla porta HDMI del televisore (con relativa prolunga, per farla un pelo più assomigliare a Chromecast e per aiutare chi ha posizionato il televisore a corta distanza dal muro), un cavo microUSB e un comune adattatore da inserire in una presa per l’alimentazione, inclusi anche telecomando Fire TV e 2 batterie AAA (il telecomando può essere “sostituito” dall’applicazione Fire TV per Android e iOS).

App Telecomando Fire TV
App Telecomando Fire TV
Amazon Telecomando Fire TV
Amazon Telecomando Fire TV

Ho iniziato a configurarlo, installare nuove applicazioni approfittando delle proposte Amazon in primo piano, per poi perdermi in un mondo di personalizzazioni fatto perlopiù di alternative realizzate da terzi, ben distanti dalla raccolta organizzata in malo modo dal big del commercio (sì, non sopporto davvero l’organizzazione delle categorie e suddivisione delle applicazioni proposte da Amazon, oltre il “Primo piano” si entra in un pozzo di confusione più unico che raro).

Acquistare una Amazon Fire TV Stick oggi vuol dire riuscire a portare sullo schermo di casa Amazon Prime Video, servizio altrimenti non “castabile” (fa schifo, lo so, è per fartela rapida) a causa della solita annosa questione legata all’antipatia tra Google e Amazon (la stessa che ha causato la magica sparizione dell’applicazione YouTube proprio da Fire TV Stick, ora accessibile solo tramite browser, nda). Fino a oggi, l’unico modo che avevo per guardare Prime Video oltre l’utilizzo dell’iPad Mini (limitato quindi dalla sua massima diagonale di monitor) era accendere la Xbox One X e utilizzare l’applicazione installata dallo Store di Microsoft:

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: Amazon Development Centre (London) Ltd
Price: Gratis

L’interfaccia, fatta eccezione per l’organizzazione delle applicazioni installabili in un secondo momento (come già detto qualche riga più su), è sufficientemente valida e semplice da utilizzare, si può intuire quanto basta come e dove muoversi, ma si potrebbe fare di gran lunga meglio (qui Netflix può solo fare scuola, così come in generale un qualsivoglia buon launcher per Android).

Posso dirti che rispetto a Chromecast, Amazon Fire TV Stick è certamente più comoda per una questione di libertà rispetto ai dispositivi posseduti, ma scomoda per quello che riguarda il controllo dello streaming (un Plex che trasmette a Chromecast può essere facilmente controllato dall’area notifiche dello smartphone, per mettere in pausa o muoversi in avanti / indietro rispetto al momento che si sta visualizzando con un solo clic), con però il minimo comune denominatore dovuto alla compatibilità con un numero limitato di applicazioni, cosa che con Amazon Fire TV Stick si nota molto meno, grazie alla possibilità di personalizzazione (più ampia rispetto al concetto espresso da Amazon stessa).

Personalizzazione

È forse questo il paragrafo più interessante per il cliente finale, soprattutto con quello che adora mettere le mani sotto al cofano senza accontentarsi di ciò che che viene proposto dal libretto di istruzioni. Ciò che ti serve avere a disposizione per poter procedere con questa parte di articolo è uno smartphone o tablet Android (ultima spiaggia è un emulatore installato sul tuo PC, come BlueStacks), che ti renda la vita maggiormente comoda grazie all’applicazione Apps2Fire:

Apps2Fire (Original)
Apps2Fire (Original)
Developer: Koni
Price: Free

Prima di partire: modalità sviluppatore

Per poter operare su Fire TV Stick in totale (o quasi) libertà, ti servirà attivare la modalità sviluppatore e la comunicazione ADB (quest’ultima fondamentale per lo scambio dati via IP con Apps2Fire). Per effettuare la modifica dovrai andare nel menu Impostazioni, spostarti in Dispositivo, quindi Opzioni sviluppatore, e infine attivare Debug ADB e Applicazioni da fonti sconosciute.

Configurazione di Apps2Fire

Ora che la Fire TV Stick è pronta, apri Apps2Fire così da poterla configurare. Spostati nella schermata di Setup (l’ultima) e inserisci l’indirizzo IP della tua Fire TV Stick. Se non conosci quest’ultimo, vai nelle Impostazioni di Fire TV Stick, spostati sotto DispositivoInformazioni → Rete, leggi sulla destra i dettagli e riporta l’indirizzo IP nell’applicazione:

Fai clic su Save, verrà tentata la connessione alla tua Fire TV Stick. Fatto ciò, si può procedere con qualche piccolo esperimento.

Mediaset Infinity

Altro servizio che ho sempre mandato in streaming via Chromecast e che, con l’aiuto di Apps2Fire, è possibile installare su Fire TV Stick anche se non dichiarato compatibile (e quindi non disponibile nelle applicazioni proposte nell’elenco ufficiale di Amazon). Tutto nasce da un thread all’interno del forum di XDA, dicembre dello scorso anno: forum.xda-developers.com/fire-tv/themes-apps/app-mediaset-infinity-apk-android-tv-t3715377.

Sky Online o Mediaset Infinity? La verità sta sempre nel mezzo 5

La procedura di installazione è semplice e te la riporto qui di seguito (già verificata con successo).

Via Smartphone (e Apps2Fire)

  • Scarica tramite smartphone (tablet o Android su PC) il file APK di Infinity per TV che trovi su XDA. Per tua comodità, ne ho salvato una copia all’indirizzo gioxx.org/fire/apk/Infinity_1.0.5.apk.
  • Apri Apps2Fire, spostati sotto Fire TV Apps e fai clic sull’icona Upload (quella con la freccia rivolta verso l’alto) per iniziare la procedura di caricamento APK. Salvo errori, il pacchetto di Infinity si troverà all’interno della cartella Download del tuo smartphone, fai clic su di esso e lascia che Apps2Fire faccia il resto, caricando sulla Stick Infinity e installandola.

Avvia l’applicazione ed effettua il login, goditi ora il catalogo Mediaset al quale hai accesso.

Via Fire TV Stick

  • Installa Downloader (programma suggerito già alla prima installazione di Amazon Fire TV Stick), aprilo e puntalo all’indirizzo go.gioxx.org/infinityapk, questo ti permetterà di scaricare l’APK di Infinity nella memoria di Fire TV Stick, dovrai solo installare manualmente l’applicazione.

C’è solo Infinity?

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 3

Affatto. C’è TIMVision, ma anche SkyGo o RaiPlay, APK che trovi facilmente tramite GitHub, puntando il browser all’indirizzo github.com/TheMiguelBi/APP_for_Amazon-Fire-Tv-Stick_BasicEdition e che puoi installare con gli stessi metodi che ti ho riportato sopra per Infinity.

La RAI, per esempio, preferisco richiamarla tramite Kodi (e insieme a lei anche La7, Mediaset On Demand e altro ancora).

Kodi per Fire TV Stick

Il mondo che include altri mondi, Kodi è il Media Player che da anni monopolizza i Media Center di molti salotti o semplici postazioni da lavoro portatili. Puoi installarlo anche su Fire TV Stick, è semplice e puoi farlo rapidamente tramite Downloader. Ti ho creato un collegamento rapido che punta alla giusta versione per l’architettura utilizzata dalla Stick di Amazon: go.gioxx.org/firekodi.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 4

Una volta installato, puoi espandere i confini del semplice Media Player locale arricchendolo di plugin che puoi facilmente reperire online, chiaramente aggiungendo sorgenti sorgenti esterne.

Prima di continuare

Ti tocca abilitare l’installazione di plugin di terze parti da fonti sconosciute, un po’ come fatto prima per l’installazione degli APK in Fire TV Stick. Vai nelle Impostazioni e spostati in Add-ons, quindi abilita l’opzione Fonti sconosciute (nella parte di destra, come in immagine di seguito seppur in lingua inglese):

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 6

Ora puoi procedere

Per farlo vai nelle ImpostazioniFileAggiungi Sorgente, quindi fai clic su <Nessuno> e imposta l’URL verso il repository dei plugin (e non solo) da installare, per esempio https://gioxx.org/fire, spazio personale che ho creato per raccogliere alcuni plugin sicuramente funzionanti e testati, messi anche a tua disposizione. Una volta dato un nome e aggiunta la sorgente esterna, potrai richiamarla per l’installazione di file ZIP.

Spostati nella schermata degli Add-on e scegli di installarne da Repository (Installa da repository), quindi fai clic su “..” (è la prima voce in alto in ordine alfabetico, servirà per salire di un livello) → Installa da un file zip.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 5

Scegli ora il repository esterno che hai precedentemente inserito in Kodi e seleziona il file ZIP da installare. Nella sorgente esterna che ti ho messo a disposizione troverai alcuni plugin potenzialmente interessanti anche per te, come quello dedicato alla Rai, Mediaset On-Demand, La7 e altri ancora, devi solo prenderti un po’ di tempo per effettuare i tuoi test.

In conclusione

Da qui in poi, ti basterà qualche ricerca Google e del tempo libero perché di grandi limiti associati a Kodi io non ne ho trovati. C’è tanto da scoprire, e Amazon Fire TV Stick ti offre la possibilità di farlo a un giusto prezzo, per lo meno fino a quando non deciderai di crescere (alzare l’asticella dai, mica mi riferisco alla tua età anagrafica!) e guardare con interesse al mercato dei box Android che offrono maggiori prestazioni (processori, RAM e memoria disponibile dai tagli decisamente più alti rispetto alla configurazione comunque valida di Fire TV Stick).

Acquistare Amazon Fire TV Stick per un cliente Prime vuol dire spendere circa 40€ (39,99€), che diventano 60 (59,99€) per chi cliente Prime non lo è. Il mio consiglio è quello di acquistare il prodotto se sei cliente Prime, o farlo fare al collega di lavoro (o amico) che lo è e che potrà acquistarne fino a due con il proprio account, perché per 60€ probabilmente punterei su altro (o conserverei quel budget per aggiungerci qualcosina e acquistare un box più performante).

Di certo c’è che l’esperienza rispetto a Google Chromecast cambia parecchio, e devo rimangiarmi la parola (basata un po’ sulla fiducia) verso coloro ai quali avevo detto che acquistare Amazon Fire TV Stick era inutile se si possedeva già Chromecast. Si possono fare maggiori esperimenti e far funzionare applicazioni non compatibili con Chromecast, senza metterci di mezzo una terza parte costituita dagli smartphone o tablet che mandavano il loro Cast verso il televisore, talvolta rimettendoci in qualità e stabilità di segnale (con Plex queste cose si notavano parecchio, soprattutto su flussi streaming esosi).

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione inerente l’articolo, ti ricordo che l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per capire se potesse fare al caso dei miei genitori, ho finito per tenerlo, personalizzandolo per le esigenze di casa mia e di Ilaria!
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Buongiorno e buon sabato mattina. Lo senti il profumo di caffè? Io lo adoro. Ora che ti sei messo comodo ti posso parlare del componente aggiuntivo che ti avevo parzialmente introdotto la scorsa settimana. Si tratta di un tool molto carino per Google Chrome, nulla da fare invece per Firefox nonostante io abbia provato a convertirlo in WebExtension per il browser di casa Mozilla (parzialmente funzionante, ma mancano dettagli importanti all’appello per considerarlo un buon porting), si tratta di Super Netflix.

Addons: Super Netflix

È un bel coltellino svizzero per quelle opzioni diversamente non modificabili perché solitamente gestite in maniera completamente autonoma dal noto servizio di streaming e produttore di contenuti originali. Trovi il componente aggiuntivo nel Chrome Store:

Super Netflix
Super Netflix
Developer: subflicks.com
Price: Free

Una volta installato, ti permetterà di modificare il comportamento standard del player, potrai ritoccare diversi parametri e forzare una visione ad alta definizione impeccabile (ammesso che la tua connessione lo permetta, occhio), così come saltare completamente le intro, avanzare o indietreggiare di 10 secondi, caricare sottotitoli diversi da quelli utilizzati da Netflix, ma non solo.

Addons: Super Netflix 1

Super Netflix è una piccola chicca da non lasciarsi sfuggire se si è soliti utilizzare il browser di big G e guardare Netflix sul proprio portatile. Inutile dire che tutto decade nel momento in cui si passa da tablet o smartphone, o browser di diverso sviluppatore. L’unica alternativa è quella di trasmettere direttamente verso una ChromeCast lasciando che sia il laptop a fare il lavoro sporco.

Addons: Super Netflix 2

Buona visione! :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Jens Kreuter

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Mentre mi tocca farti aspettare ancora un po’ per leggere un articolo dedicato al mondo Adunanza (quindi Fastweb) per sostituire il client nativo ed2k su Synology (metterci l’interfaccia web e altro ancora), posso già parlarti di una modifica più semplice, dedicata a chi si è scontrato almeno una volta con l’alquanto fastidioso errore generato dalla convivenza della traccia audio DTS e Video Station, il Media Server nativo di Synology.

Synology DS216j: mettere d'accordo Video Station e DTS

Il problema è facilmente riproducibile portando su televisore la trasmissione (per esempio con Chromecast), e si può risolvere altrettanto facilmente andando a installare i codec adatti sul NAS, in questo caso ti basterà portare a bordo FFmpeg (ffmpeg.org), che ti permetterà di convertire ciò che ti serve in diretta, aggirando l’ostacolo. Nonostante le diverse fonti comunitarie che ho sottoscritto nel Centro pacchetti di Synology (SynoCommunity in primis, nda), però, sembrerebbe non esserci modo di installare FFmpeg sul DS216j basato su processore Marvell Armada.

Per poterci riuscire, potrai procedere manualmente. Ho recuperato (tramite nunobhorta.com/enable-ffmpeg-dts-synology-video-station) i pacchetti necessari per i diversi tipi di processore del prodotto, li trovi tutti in una cartella che ho condiviso su Box: app.box.com/s/92rnfvmdhbdvc4cyk0xqsu8eod8pjuy9.

Se anche tu hai un DS216j con processore Marvell Armada, scarica il file FFmpegWithDTS-comcerto2k-1.0-0005.spk e tienilo sul Desktop (o qualsiasi altra cartella). Apri il Centro pacchetti di Synology, fai partire un’installazione manuale e dagli in pasto il file SPK che hai appena scaricato, chiedendo di avviarlo al termine:

La modifica è immediatamente funzionante, prova a rilanciare il contenuto che ti interessa, non dovresti più ricevere alcun errore a video :-)

E ora porta pazienza, presto riuscirò a terminare anche l’altro pezzo dedicato a questo piccolo NAS tutto pepe, il tempo scarseggia sempre più, la sera dopo la palestra (ho ricominciato, già) arrivo praticamente cotto e più prossimo al KO che alla forza per scrivere sul blog! ;-)

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Proprio così. Amazon allarga il bouquet di servizi messi a disposizione degli utenti, introducendo il loro servizio di streaming video, Amazon Prime Video, ritagliandosi (ci prova, solo il tempo ci dirà se ci riuscirà o meno) il suo piccolo spazio tra i grandi player di settore, come Sky, Mediaset, Netflix ma non solo. Il tutto risponde all’URL primevideo.com.

Amazon Prime Video approda in Italia

Amazon Prime Video

Sbloccato per l’Italia e per ulteriori 199 paesi (noi facciamo parte dei 200 totali, tanto per dirla in altra maniera) solo qualche giorno prima di Natale, vanta serie televisive originali e film concessi in licenza. Interfaccia non ancora localizzata (è in inglese, nda), propone però sottotitoli e doppiaggio anche in italiano (per buona parte del catalogo, non ancora per tutto).

Come ogni servizio di streaming attualmente disponibile sul mercato, propone un periodo di prova gratuita (7 giorni, contrariamente al mese proposto da Netflix per esempio), un prezzo mensile di 5,99€ (ma per i primi 6 mesi di abbonamento potrai usufruire di uno sconto del 50% e pagare 2,99€), compreso invece (e quindi a costo zero, per il momento) per gli utenti Amazon Prime. Dubito fortissimamente possa rimanere tale per molto tempo, in America l’abbonamento Prime di Amazon include altri servizi e arriva a costare quasi 100$ all’anno (qui da noi si arriva a malapena ai 19,90€).

Cosa serve

Una connessione a banda larga da almeno 900 Kbit/s, anche se i contenuti in HD necessitano almeno di 3.5 Mbit/s. Servirà un tablet o uno smartphone, ma anche un televisore che possa sfruttare l’app scaricabile dal proprio store, o magari una console (e relativo store anche in quel caso, anche se su One non è ancora disponibile nello store Microsoft italiano e si è costretti a passare da un’alternativa, come quella US). È chiaro che l’obiettivo finale di Amazon (come è stato per i competitor in passato) è rendersi disponibile ovunque, su ogni dispositivo.

Amazon Prime Video approda in Italia 1

Di base si può utilizzare Amazon Prime Video su ogni browser: da Firefox a Chrome, passando per Internet Explorer e qualsiasi altra alternativa compatibile HTML5, o almeno in grado di eseguire Silverlight (5.1 o superiore). Su mobile è necessario almeno Android 4 o iOS 8, sono compatibili (manco a dirlo) i tablet Fire della stessa Amazon.

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free+
Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Price: Free+

Se invece hai un televisore connesso a internet puoi pensare di scaricare direttamente su di lui l’applicazione (Samsung conferma la compatibilità con i modelli 2015 e quelli 2016 con sistema operativo Tizen. LG conferma la compatibilità con le serie G6, E6, C6, B6, UH9500, UH8500, UH7700, UH7500, UH 6500, UH 6300, UH 6100 con a bordo WebOS 3.0, e le serie EG960V, EF950V, EG920V, EG910V, UC9V, UB980V, UF950V, UG870V, UF8507, UF7787, UF7767, UF6807, UF6407, LF652V, LF630V, UF776V, UF850V del 2015 che sfruttano ancora WebOs 2.0).

Peccato che

Nonostante la compatibilità con così tanti dispositivi, non potrai utilizzare direttamente AppleTV o ChromeCast. Già solo questa pecca vale tutta la candela e abbassa drasticamente il giudizio finale del servizio, almeno per quanto mi riguarda.

Così facendo, viene completamente a meno la qualità video pensata per il servizio: si parte dalla qualità DVD di base (576p), che viene automaticamente alzata fino a 2160p (corrispondente all’UltraHD) e supporto HDR, ammesso che tu abbia a disposizione una connessione in grado di sopportare un carico di 15 MBit/s (nulla di inarrivabile per la fibra ottica, forse meno per chi sfrutta le classiche 20 Mbit/s in rame). In mezzo troverai anche la più abbordabile 1080p (Blu-Ray), anche con audio in multi canale 5.1 e non solo MPEG.

Limiti

Ti ho già parlato di cosa serve e cosa c’è che non va proprio. Torniamo a parlare di limiti (leciti): possono essere connessi (e avviare lo streaming, nda) all’account Prime Video fino a tre dispositivi contemporaneamente (niente male davvero, considerando che per Netflix serve l’account più costoso per averne fino a 4), ma solo uno può eseguire un determinato video, gli altri due dovranno guardare altro.

Devo abbonarmi?

Mah. In tutta onestà non c’è una risposta secca che sono in grado di darti. Più che altro valuterei le opzioni a disposizione:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Il servizio funziona e propone già una buona quantità di contenuti, la localizzazione in italiano mancante e la forzatura all’inglese può non essere a portata di tutti, alcuni potrebbero ritenerla addirittura più fastidiosa del previsto, ma sono certo che Amazon risolverà questo problema entro breve.
  • Il fatto che il servizio venga offerto ai clienti Amazon Prime in maniera gratuita è sicuramente un plus (anche se ho paura che ciò farà lievitare quanto prima la cifra richiesta a fine anno a noi abbonati, spero si possa scegliere di staccare un determinato prodotto dal bouquet e scegliere di pagare la stessa cifra di oggi).

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Un servizio già esistente in America deve poter arrivare preparato sui mercati restanti, soprattutto quando fa un lancio in “pompa magna” e lancia il guanto di sfida ai competitor già robusti e pronti a difendersi. Non puoi non avere già a disposizione l’applicazione su ogni store e la piena compatibilità con AppleTV e ChromeCast. Fare streaming del monitor del proprio smartphone fa schifo per questo tipo di contenuti, e onestamente l’applicazione scaricata dallo store USA su Xbox One non funziona ancora perfettamente.

Fai la tua valutazione, pensaci sopra. Sfrutta un abbonamento Prime già esistente o creane uno nuovo (ricorda di disattivare il rinnovo automatico, altrimenti pagherai l’abbonamento per intero già al secondo mese di attivazione), oppure prenditi quei 7 giorni senza account Prime, poi dimmi cosa ne pensi e se credi che valga la pena essere iscritto all’ennesimo servizio di streaming video.

Di certo, in tutto questo, c’è un pensiero comune di tanti, me compreso, che ha espresso Ciro giusto qualche giorno fa:

Perché se aggiungo anche Sky (la sua offerta satellitare per me e l’abbonamento online per i miei genitori) allora sì, la lotta alla pirateria ha vinto con le regole che il popolo del web suggeriva già tanti anni fa (che poi tanto i pirati continuano a esistere e continueranno in futuro, ma poco importa, una gran fetta è ormai stata resa acqua passata).

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Riferendomi al titolo dell’articolo, se me lo avessi chiesto nella prima settimana di vita di questo mio acquisto, la risposta sarebbe stata secca e seccata: no. Ho lasciato passare del tempo però, l’ho fatto apposta, ho voluto dare fiducia al cambiamento e oggi posso affermare che tutto sommato ho fatto un errore “contenuto“, tra alti, bassi e qualcosa che mi piacerebbe ci fosse ma che no, non c’è, tipo una batteria e un’ottimizzazione del sistema e dei consumi più affidabile, che permetta di arrivare a fine giornata in scioltezza. Ti presento i risultati dell’acquistare oggi un Samsung Galaxy S6, provati sulla mia pelle.

Samsung Galaxy S6, è un acquisto papabile oggi? 1

Ho approfittato di una discreta offerta al Media World (affatto lontana da quella di Amazon, ma volevo “tutto e subito”) e mi sono fatto un regalo prima delle ferie, in concomitanza con l’apparente dipartita del mio ZTE e degli spiacevoli eventi accaduti con gli Stockisti. Ho scelto una serie sorpassata per più motivi: risparmio economico (nessuno lo dice, tutti lo pensano, io te lo confermo così ci togliamo il pensiero), hardware ancora molto valido, un bel design e nessuna brutta sorpresa perché tutto ormai è stato provato, scritto, superato o fintamente ignorato. Lo smartphone viene tenuto aggiornato (con i rilasci patch mensili) e ha ovviamente a bordo MarshMallow, con la speranza di vedere quanto prima Nougat, teoricamente previsto.

Samsung Galaxy S6

Galaxy S6 è un bel telefono. Ho preferito prendere quello standard, l’edge non mi ha mai convinto del tutto e non ho cambiato idea al momento dell’acquisto, nonostante la differenza accettabile di prezzo. È elegante, ha un bel profilo, è essenziale e con il suo colore blu marino è davvero bello da vedere. La fotocamera sporge ma chissenefrega, con la custodia protettiva neanche si nota ed è tutto a pari livello (ho scelto questa della Spigen), non riuscirei a portarlo in tasca così come esce dalla scatola, rischierei di rovinarlo troppo facilmente, basterebbe il classico movimento sbagliato.

Samsung Galaxy S6, è un giusto acquisto oggi? 8

A proposito di scatola: il contenuto è quello che si deve pretendere da ciascuno smartphone, ricalca quindi lo standard composto da auricolari, caricabatteria da muro, cavo microUSB. Apprezzo che Samsung mantenga questo standard e non abbia scelto di passare a USB-C come molti ormai (costringendo all’acquisto di mille cavi in più per poter essere sempre “coperti“). Scelta confermata anche con Galaxy S7, tra l’altro.

Al solito, non faccio mancare la rapida panoramica sulle caratteristiche hardware rilevate da CPU-Z.

Aperta la scatola, ho avviato il sistema e cominciato a la configurazione, per recuperare l’ultimo backup disponibile prima che lo ZTE mi abbandonasse, così da poter avere ogni mia applicazione e preferenza (fatta eccezione per quelle applicazioni che ancora non riescono a fare salvataggio dei propri dati sotto l’account Google). Ho evitato di metterlo in carica, ho cercato di sfruttare ciò che avevo a disposizione di fabbrica, peccato però che ho dovuto necessariamente arrendermi dopo poco, troppa poca energia (sono arrivato a malapena ad accedere al Desktop del telefono e ho dovuto metterlo in carica durante il download delle mie applicazioni).

Carica!

Samsung Galaxy S6, è un acquisto papabile oggi? 12 - Batteria

Ho poi continuato a metterci mano una volta a casa, per evitare di perdere ulteriore tempo in ufficio (ok la prima fase, poi basta). A tarda serata, ho dato un’occhiata alle statistiche di consumo energia perché ormai quasi morto (io, non il telefono). Perdona il colore, ho scattato gli screenshot con il filtro luce notturno attivo (si era fatta una certa):

Da lì a poco la batteria sarebbe morta, nonostante il buon livello di carica negli screenshot. Ho ripetuto in seguito i test e ho continuato a salvare screenshot, la situazione è rimasta la stessa nei giorni seguenti, non ho mai potuto fare reale affidamento al mio nuovo smartphone, troppo facile scaricarlo con un utilizzo –secondo me– non realmente intensivo, che anche lasciato al suo destino senza toccarlo, non pareggiava i conti con il mio secondo smartphone in borsa (un iPhone 6 aziendale). Ero in ferie, sempre in giro, con la necessità di poterlo utilizzare per scattare fotografie, magari portarmi a destinazione con Google Maps o Waze, rispondere e fare telefonate.

Il colpevole è sempre lui, almeno nei primi tempi di assestamento. A nulla servono kilometriche discussioni su più forum, tentativi di cancellazioni cache, dati in memoria e qualsiasi altra precauzione. I “Servizi Google” (Google Play Services, nda) continuano a consumare molta batteria almeno per un primo periodo. Solo a distanza di una o due settimane (forse anche tre) ho potuto apprezzare un miglioramento dovuto all’inferiore consumo prodotto.

Oggi Samsung Galaxy S6 arriva al termine della giornata se la batteria è carica al 100% quando esco di casa, ammesso che non dia troppo da fare al reparto fotografico. A tal proposito: si dice il peccato ma non il peccatore. Ho cercato consigli sull’uso di Galaxy S6 per evitare di vederlo morire facilmente nel corso delle ore, una fonte web “autorevole” italiana consiglia di non fare troppe fotografie perché l’alta qualità della fotocamera richiede molta energia. Te la butto lì un po’ così, magari ridi anche tu di gusto come ho riso io, un po’ come acquistare la Ferrari ma farsi problemi nel fermarsi a fare carburante dal benzinaio.

Comparto fotografico

Rido perché quel reparto lì è ciò che sicuramente può vantare Samsung tra i vari suoi competitor. È un reparto molto curato, che senza scendere nei tecnicismi ti fa ammettere che le fotografie scattate con un Galaxy S6 sono davvero molto belle, anche in condizioni non proprio buone, anche con luce scarsa (qui chiaramente la qualità degrada abbastanza, lo fanno tutti, fatta eccezione per coloro che si focalizzano per tirare fuori un prodotto appositamente studiato per evitare queste situazioni).

Ti propongo qualche scatto catturato durante le ferie, talvolta ho utilizzato filtri che lo stesso Galaxy S6 propone di default, con possibilità di aggiungerne di nuovi scaricandoli dallo store Samsung.

Le fotografie parlano da sole. Sullo smartphone sono semplicemente spettacolari. Viste sul monitor del mio MacBook sono altrettanto belle, il resto sta alla mano dell’utilizzatore, non sono un fotografo professionista e mi diletto a catturare momenti della giornata quando mi va, senza troppo impegno, è un hobby estremamente amatoriale e tale deve rimanere. Anche i video (nonostante non ne abbia caricati qui) sono molto belli, fluidi, ben stabilizzati.

Quotidianità

Provo a farti la conta di ciò che più mi manca rispetto al passato e ciò che c’è su Galaxy S6, che quindi posso sfruttare quando voglio. Nessuna polemica, semplicemente quelle differenze nella customizzazione che, chi mi conosce sa bene ormai, non apprezzo mai, prediligendo una esperienza pura di Android, come pensato, voluto e sviluppato da Google.

Not ready to Cast

Quando ho portato Google Chromecast in casa, sostituendo la AppleTV 3, ho notato l’immediatezza della condivisione del monitor del mio smartphone verso il televisore della sala, una cosa che ho assolutamente apprezzato e amato, così come l’amavo da iPhone ad AppleTV. Ecco, Samsung non offre la stessa possibilità, manca infatti il pulsante di cast (Trasmetti), qui sostituito con un pulsante “Smart View” che però non equivale affatto, e cerca dispositivi della stessa casa costruttrice, il prodotto Google non è contemplato.

Per poter aggirare l’ostacolo, sarà necessario utilizzare direttamente l’applicazione di Google, che rimane comunque più scomoda rispetto a qualsiasi altro competitor:

Google Home
Google Home
Developer: Google LLC
Price: Free

È una cosa assai stupida, perché le singole applicazioni come Netflix, Plex o lo stesso Chrome (browser) possono effettuare cast con un singolo clic, con estrema facilità e fluidità massima (parametri che possono cambiare in base alla tua rete di casa, sia LAN che internet). Pensare che questa funzione appartenga a cellulari di fascia ben più bassa, mi delude un po’.

Accessibilità

Ho notato sporadicamente problemi con il sensore luce, che regola automaticamente la luminosità del monitor di Galaxy S6, non sempre reattivo (o addirittura troppo reattivo in altri casi), producendo uno sfarfallio che si nota immediatamente, che sarà possibile bloccare solo se hai la prontezza di andare a togliere la luminosità automatica dalla dashboard superiore di Android.

Samsung Galaxy S6, è un acquisto papabile oggi?

Lo stesso vale per il lettore di impronte, non sempre impeccabile, più spesso impreciso e lento nel riconoscimento rispetto a iPhone ma anche all’ultimo smartphone di Vodafone che ho provato pochissimo tempo fa. Io capisco che si tratta di una generazione antecedente all’attuale, ma giuro che non comprendo come sia possibile fare peggio di iPhone 6 che è nato in contemporanea (anche quest’ultimo ogni tanto è lento, ma mai impreciso). Ho già provato a far rileggere l’impronta del mio pollice destro, ho mosso anche il dito per dargli maggiori informazioni, a nulla è attualmente valso lo sforzo, devo cercare di tenere sempre la stessa identica posizione di sblocco per non avere rogne, altrimenti conviene passare ancora dalla sequenza a monitor.

Ricollegandomi allo sblocco del telefono (o alla semplice lettura delle notifiche) sento anche la mancanza del doppio tocco su monitor, qui inesistente, tornava comodo quando avevo bisogno di leggere l’orario senza necessità di andare a cercare il pulsante laterale di stand-by/accensione. Si vive anche senza, non c’è dubbio.

Sono piccoli problemi di percorso

Li ho avuti anche (i problemi di percorso, nda) con la funzione del DND (Do Not Disturb) che andava in costante crash quando provavo ad accedere alle sue opzioni dalle Impostazioni del prodotto. Ho trovato alcuni riferimenti sul web e nei forum degli utilizzatori, persone che hanno risolto l’anomalia con vere e proprie tecniche Vodoo, magari imitando posizioni del Kamasutra, senza mai però una procedura facilmente riproducibile, che risolvesse una volta per tutte il problema. A nulla sono valsi i miei tentativi di arresto forzato dell’applicazione Impostazioni del telefono o pulizia di cache e dati.

Cosa ho fatto per risolvere l’errore? Bella domanda. Non te lo saprei spiegare. Avevo il DND impostato sul mio precedente telefono, anche Samsung Galaxy S6 ha fatto partire la modalità al vecchio orario prestabilito, da quel momento ho potuto accedere finalmente alle impostazioni della funzione e ritoccare la whitelist dei contatti che possono cercarmi fuori dagli orari concessi a tutti. Assurdo ma vero, contento che ora tutto funzioni correttamente.

In conclusione

Decidile tu. Io ho tratto le mie e sono a metà strada. Non sono positive ma non possono essere per questo motivo negative, c’è una via di mezzo che può essere giusta in base alle aspettative dell’utente finale e alle sue reali esigenze nel quotidiano. Per quello che mi riguarda, probabilmente non avrei concluso l’acquisto (con il senno di poi) ma ero curioso di capire dove fosse arrivata Samsung, soprattutto con S6 e S7 perché ultime punte di diamante di una storia costellata di problemi e lamentele, ma anche di fanboy che difendono il marchio coreano.

Ho voluto dargli fiducia perché gliel’avevo completamente tolta in seguito all’estrema personalizzazione dell’Android a bordo dei dispositivi da loro realizzati, che avevo avuto modo di provare (per lavoro o per pura casualità) in passato. Tanto è rimasta di quella personalizzazione, ma moltissimo è stato standardizzato ed è ora più simile all’esperienza Android pura (ma volendo si possono fare ulteriori passi da gigante). Sarei davvero curioso di capire e toccare con mano ciò che è cambiato con Galaxy S7 ma dubito che il grande marchio ci tenga a darmi ascolto e farmi ricredere, magari attenderò di avere un prossimo colpo di testa, a prezzi più contenuti (perché se c’è un difetto davvero grande di Apple e Samsung, è vendere i loro dispositivi a prezzi molto poco competitivi rispetto al resto del mercato, dimenticando che non si vende il brand, ma il dispositivo che arriva tra le mani del cliente) :-)

Cheers.

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato presso Media World (approfittando di una loro offerta), serve scansione dello scontrino? ;-)
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