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Mentre mi tocca farti aspettare ancora un po’ per leggere un articolo dedicato al mondo Adunanza (quindi Fastweb) per sostituire il client nativo ed2k su Synology (metterci l’interfaccia web e altro ancora), posso già parlarti di una modifica più semplice, dedicata a chi si è scontrato almeno una volta con l’alquanto fastidioso errore generato dalla convivenza della traccia audio DTS e Video Station, il Media Server nativo di Synology.

Synology DS216j: mettere d'accordo Video Station e DTS

Il problema è facilmente riproducibile portando su televisore la trasmissione (per esempio con Chromecast), e si può risolvere altrettanto facilmente andando a installare i codec adatti sul NAS, in questo caso ti basterà portare a bordo FFmpeg (ffmpeg.org), che ti permetterà di convertire ciò che ti serve in diretta, aggirando l’ostacolo. Nonostante le diverse fonti comunitarie che ho sottoscritto nel Centro pacchetti di Synology (SynoCommunity in primis, nda), però, sembrerebbe non esserci modo di installare FFmpeg sul DS216j basato su processore Marvell Armada.

Per poterci riuscire, potrai procedere manualmente. Ho recuperato (tramite nunobhorta.com/enable-ffmpeg-dts-synology-video-station) i pacchetti necessari per i diversi tipi di processore del prodotto, li trovi tutti in una cartella che ho condiviso su Box: app.box.com/s/92rnfvmdhbdvc4cyk0xqsu8eod8pjuy9.

Se anche tu hai un DS216j con processore Marvell Armada, scarica il file FFmpegWithDTS-comcerto2k-1.0-0005.spk e tienilo sul Desktop (o qualsiasi altra cartella). Apri il Centro pacchetti di Synology, fai partire un’installazione manuale e dagli in pasto il file SPK che hai appena scaricato, chiedendo di avviarlo al termine:

La modifica è immediatamente funzionante, prova a rilanciare il contenuto che ti interessa, non dovresti più ricevere alcun errore a video :-)

E ora porta pazienza, presto riuscirò a terminare anche l’altro pezzo dedicato a questo piccolo NAS tutto pepe, il tempo scarseggia sempre più, la sera dopo la palestra (ho ricominciato, già) arrivo praticamente cotto e più prossimo al KO che alla forza per scrivere sul blog! ;-)

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Ho aggiornato il DSM installato sul mio Synology. È uscita la nuova versione 6.1 dopo il suo periodo di beta testing, la quale introduce alcune novità, ma che al contempo impedisce il corretto funzionamento di Plex, compreso quell’ultimo pacchetto disponibile sul sito ufficiale (installato come suggerito nell’articolo di una manciata di giorni fa). In attesa che una delle due parti corregga il problema (immagino toccherà a Plex), c’è un work-around funzionante che è possibile attivare manualmente da SSH oppure da script personalizzato.

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around

La risposta si trova all’interno di uno dei tanti commenti disponibili sul forum ufficiale di Plex, in particolare in una discussione dedicata proprio ai problemi della versione 6.1 (quando si trovava in beta) e il noto Media Center. L’autore del commento ha fatto centro in due mosse, come spiegato all’indirizzo  forums.plex.tv/discussion/comment/1292473/#Comment_1292473 (il tutto risale addirittura a novembre dello scorso anno!):

cd /var/packages/Plex Media Server/scripts
 ./start-stop-status start

Si tratta di due banalissime istruzioni da lanciare via terminale SSH, o magari da inserire in uno script personalizzato da lanciare all’avvio del SO di Synology (perché, salvo problemi ed errori legati a Plex, quest’ultimo rimarrà attivo fino al successivo reboot di sistema).

Via SSH

Controlla di aver attivato il servizio SSH da Pannello di controlloTerminale e SNMP:

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 1

Fai clic sul checkbox in corrispondenza di “Attiva servizio SSH” e applica la modifica.

A questo punto collegati via PuTTY (su Windows) o Terminale (Mac OS) utilizzando il nome utente con il quale amministri il tuo NAS, quindi spostati nella cartella script di Plex (cd /var/packages/Plex Media Server/scripts) e lancia l’applicazione (./start-stop-status start).

DSM 6.1: Plex non funziona? C'è un work-around 2

A questo punto, navigando verso la dashboard principale di Plex installato sul Synology, dovresti notare che tutto è tornato alla normalità, e che ti è possibile esplorare i tuoi contenuti, senza ulteriori errori.

Via Utilità di pianificazione

Decisamente più comodo per il momento, e non richiede intervento manuale né per l’abilitazione di SSH (che ti consiglio di tenere disabilitato se il tuo IP è pubblico e non vuoi lasciare esposto il servizio sulla rete), né per inserire manualmente le istruzioni per l’avvio. Lo si fa una volta e ce ne si dimentica –ripeto– fino a quando non verrà risolto il problema dagli sviluppatori di Plex.

Unica nota differente alla quale fare molta attenzione: il cambio di directory tramite script deve essere fatto includendo dei backslash in caso di spazi in mezzo al nome delle cartelle, quindi:

cd /var/packages/Plex\ Media\ Server/scripts/

Accedi all’Utilità di pianificazione di Synology da Pannello di controllo, quindi crea una nuova attività azionata:

Hai terminato il tuo lavoro, lo script dovrebbe essere ormai capace di avviare Plex insieme al DSM, almeno fino a quando “la pezza” non sarà più utile e una nuova versione di Plex correggerà il problema definitivamente (e dovrai quindi andare a eliminare lo script che hai definito, per evitare possibili conflitti o errori).

Se vuoi fare un test (e capire se hai sbagliato qualcosa) puoi riavviare immediatamente il tuo NAS, e verificare che Plex venga avviato senza battere ciglio.

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Ok l’ho fatto. Dopo anni di giochi e modifiche varie tra firmware dei router e hard disk portatili, ho detto basta. L’ho detto per la scarsa velocità di trasferimento dei dati, l’ho detto perché mi secca dovermi ricordare di collegare un disco USB al mio MacBook per mettere al sicuro i miei dati, l’ho detto perché avevo creato alcuni “single point of failure” difficili da sopportare ormai, soprattutto perché in alcuni casi non avevo alcuna copia di sicurezza in Dropbox. L’obiettivo era diventato ormai unico: centralizzare. Per questo motivo sono tornato a far parte della schiera di clienti Synology, ho acquistato un Synology DS216j.

Un NAS per casa: Synology DS216j

La soluzione ideale sarebbe stata quella in grado di accentrare i miei dati in un unico posto, raggiungibile anche dall’esterno (adottando opportuni accorgimenti di sicurezza), che mi permettesse di recuperare file anche da postazioni remote (come i PC di casa dei miei genitori a Ravenna, tanto per dire, o magari uno smartphone). L’acquisto del Synology DS216j è stato dettato dal rapporto tra qualità e prezzo, le sue caratteristiche mi hanno soddisfatto inizialmente sulla carta, in seguito anche sul campo da battaglia. L’acquisto è stato fatto in combinazione con un doppio disco Western Digital Red da 2 TB, specifico per NAS:

Primo approccio e avvio

Il NAS è molto bello, elegante, leggero. Il suo peso maggiore deriva in realtà dalla somma del peso dei dischi che ospita, nel mio caso meccanici e “non troppo snelli“, devi però pensare che potresti utilizzare dei dischi SSD da 2,5″ (con slitta per poterli alloggiare e bloccare negli slot da 3,5”), anche se non consigliato (considera che i dischi SSD ai quali siamo abituati noi oggi, a meno di acquistarli specificatamente per questo mestiere, non sono fatti per sopportare carichi di lavoro molto pesanti, h24, per chissà quanto tempo). Nonostante quello che dice la mia dolce metà, un oggetto simile non sfigura in salotto, di fianco al televisore o in altra posizione, purché (consiglio molto spassionato) sia a portata di un cavo di rete che lo collegherà al tuo router (meglio se Gigabit). Pensare di collegarlo alla rete di casa affidandosi magari a dei rilanci WiFi è veramente un azzardo (e in alcuni casi rende inutile l’investimento).

Nella scatola c’è tutto il necessario per procedere con il montaggio dei due dischi previsti dal NAS (affinché tu possa sfruttare così il RAID 1 che nascerà senza chiederti alcunché, parte vantaggiosa anche per chi non è proprio abituato a giocare con questo tipo di strumenti) e, una volta fatto tutto, chiuso e avvitato, potrai collegarlo alla rete elettrica e quella dati, quindi accenderlo. Da ora in poi, ci vorranno circa 5 minuti prima di sentire un “bip” audio che ti permetterà di capire che il NAS è pronto a farti fare il primo accesso. Se hai confidenza con la console del tuo router, troverai facilmente l’IP che il prodotto si è preso dal DHCP (e potrai puntarci il browser sin da subito). In caso contrario, potrai (dovrai) scaricare l’applicazione “Synology Assistant” dalla pagina synology.com/it-it/support/download/DS216j, che cercherà al posto tuo il dispositivo.

Verrai così guidato verso l’interfaccia di accesso al sistema operativo montato a bordo di questi NAS (nel caso di Synology, il DiskStation Manager, DSM per comodità), che ti guiderà nel corso di una prima configurazione e preparazione dei dischi, così come all’aggiornamento del sistema operativo. Il tutto, considerando i tempi di comprensione di una persona media, occuperà circa mezz’ora di tempo (ammesso che tu abbia anche una decente connessione dati).

Un NAS per casa: Synology DS216j 1

Applicazioni

Il Synology DS216j, così come gli altri prodotti di più basso, pari o maggiore livello, propongono un collegamento a uno store (il “Centro pacchetti“) che permette di installare applicazioni a bordo dell’apparato. Tali applicazioni ti permetteranno di ampliare il bouquet di servizi a tua disposizione, che esulano dal mero spazio disco che puoi “mappare” sul tuo PC, ma che comunque riportano all’utilizzo di quei dischi che pulsano al suo interno. È così facendo che potrai –per esempio– creare un mirror dei contenuti che ospiti sul tuo Dropbox, mettere in piedi un Media Center o un punto unico che concentri tutte le fotografie scattate, tue e dei tuoi familiari, anche da cellulare.

Un NAS per casa: Synology DS216j 2

Ogni applicazione è descritta anche in italiano, tutto viene spiegato in maniera chiara, difficile sbagliarsi, tuttalpiù si farà qualche test, ci si accorgerà di non aver messo in piedi l’applicazione necessaria per la propria esigenza e la si disinstallerà, passando al successivo test, diventa anche un modo come un altro per conoscere meglio lo strumento che si ha a disposizione, le sue possibilità e le proprie capacità nel configurarlo al meglio.

Il Centro pacchetti però, come prevedibile, è limitato, il numero di applicazioni è importante ma non infinito, per questo motivo esistono fonti esterne che permettono di espandere quel catalogo proponendo nuovi software, tutti in grado di girare su DSM (appositamente pacchettizzati). Uno dei possibili assi della manica è synocommunity.com, che darà accesso in maniera semplice a un bel bouquet (qui potrai farti un’idea: synocommunity.com/packages). Una volta aggiunta la fonte al proprio Synology, si potrà aggiungere una qualsiasi tra le applicazioni disponibili passando direttamente dal Centro pacchetti, al quale nel frattempo ti sarai abituato.

Un NAS per casa: Synology DS216j 3

Personalizzazione e risorse

Personalizzare il proprio Sinology è semplice, devi soltanto curiosare tra le sue opzioni, perdi il giusto tempo per capirle e provarle, possibilmente senza spingerti oltre quello che a primo colpo non comprendi, perché si tratta di dispositivi molto venduti e quindi molto discussi e supportati dalla comunità. Se non vuoi perderti nelle decine di alternative in lingua inglese (anche se personalmente te le consiglio), puoi sempre fare riferimento a qualcosa di nostrano, come synologyitalia.com. Il forum affronta le varie tematiche legate a questo mondo, ai modelli di Synology sul mercato (e non solo), pacchetti da installare e metodi alternativi a quello previsto di fabbrica, firmware.

Un NAS per casa: Synology DS216j 4

Se vuoi evitare di configurare il tuo router (oppure non puoi perché dietro NAT) in modo da raggiungere il NAS anche quando sei fuori casa, utilizza il servizio messo a disposizione da Synology. Si chiama QuickConnect e lo trovi facilmente nelle impostazioni di connettività del prodotto. Dovrai registrare un account di posta elettronica attraverso il quale gestire il tuo ID (quindi l’URL da raggiungere) e le impostazioni di accesso alle applicazioni e ai servizi, ma per effettuare il login sul NAS continuerai a utilizzare l’utente che hai creato in fase di primo avvio (oppure un diverso utente creato successivamente, magari per essere passato alla tua compagna o a un tuo amico). Funziona un po’ come con TeamViewer o prodotti simili. A prescindere dalla tua rete di casa, farai ponte sui server Synology per raggiungere il tuo NAS, un po’ come fosse un proxy ;-)

Nella mia attuale configurazione

Avere un NAS in casa risolve molti problemi legati alla centralizzazione dei dati e alla loro sicurezza (data dal RAID), ma questo credo che tu l’abbia capito dopo così tante righe di articolo. Ciò che -forse- ti interessa di più, è capire come mettere in pratica il tutto, un suggerimento di configurazione. Provo a descriverti sommariamente la mia, magari ti può tornare utile anche per specifiche tue esigenze.

Dropbox anche per Windows Xp

Lo so benissimo, Windows Xp non dovrebbe più esistere sulla faccia della terra, hai ragione. Ho una vecchia macchina, un Netbook (te li ricordi ancora?), montava Windows Xp Sp 3 in origine, lo avevo formattato e ci avevo installato Windows 7, cercando di ottimizzarlo quanto più possibile, ma sono dovuto tornare indietro dopo circa un anno, le prestazioni sono calate (parecchio).

Lo utilizza ancora la consorte, ci tiene in ordine le ricette di cucina, le spese, ci naviga e controlla la posta, nulla più. Fino a quando vivrà, avrà bisogno di Dropbox, perché è lì sopra che tiene in backup tutto. Dropbox però non supporta più Windows Xp, dall’agosto dello scorso anno.

Utilizzo già Cloud Sync sul Synology DS216j, ho solo dovuto creare un utente ad-hoc per quel PC, aggiungere una voce all’elenco attività del connettore Dropbox (è facile, ti basterà seguire una procedura guidata molto banale) tenendo l’attività in sincronizzazione bidirezionale ed ecco fatto, una semplice mappatura di rete su quel Netbook permetterà di tenere vivo il collegamento con Dropbox, il resto è stato solo un junction su Windows Xp (roba del 2010 eh, nulla di nuovo sotto al sole).

Manca un client FTP

Davvero, una cosa stupida, che attualmente non esiste ma che spero possa essere integrata in una prossima versione del DSM. C’è il work-around, per motivi abbastanza ovvi, e si basa su un semplice script e sul sempreverde wget. Riassumo: un processo schedulato, un collegamento FTP e una cartella nella quale depositare i dati.

Il codice è abbastanza banale, e non servirà null’altro per portare a termine l’operazione:

wget -m ftp://<username>:<password>@<server_ip>/* -P /volume1/CARTELLABACKUP

Ovviamente al posto di <username> e <password> andranno indicati i relativi dati di collegamento al tuo spazio FTP, così come al posto di <server_ip> il giusto server. Dovrai modificare anche /volume1/CARTELLABACKUP con la destinazione corretta, quella scelta sul tuo NAS, per ospitare i dati che vuoi scaricare per tenere da parte un backup.

Cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Nulla, sulla carta, nella pratica non riuscirai a controllare un avanzamento di quanto appena lanciato (puoi verificare l’occupazione cartella di destinazione e il numero di file che compariranno al suo interno, è vero), così come non riuscirai a bloccare il processo da interfaccia grafica (dovrai abilitare il collegamento SSH al tuo NAS e fare tutto da terminale), al massimo potrai monitorarlo.

Mi spiace, niente Google Photos

Un’altra mancanza. Niente work-around stavolta, a meno di far passare l’archivio fotografico da Google Drive, ma in quel caso viene a meno quella caratteristica così comoda messa a disposizione da big G, lo spazio non limitato sui server di Mountain View a patto di tenere la risoluzione non originale (ma comunque di buona qualità), ideale per le fotografie scattate da cellulare.

Avrei voluto mettere in piedi un ponte per tenere sotto backup le fotografie dei miei smartphone e di Ilaria, ma non solo. Ho provato a dare un’occhiata a Photo Station (applicazione consigliata per chi possiede un Synology) ma non mi ha soddisfatto. Resteremo su Google Photos, con la speranza che venga integrato in una delle applicazioni del DSM in futuro.

Un Plex sempre Ready to go, quasi

Ho installato Plex sul Synology DS216j, funziona bene, sono soddisfatto e ho ovviamente aggiornato il tutto secondo documentazione ufficiale, odio quando un pacchetto è troppo indietro rispetto alla release ufficiale dello sviluppatore, e quelli di terze parti su Synology non vengono proprio aggiornati tempestivamente (ho notato che la versione 0.99 è rimasta quella “più aggiornata” secondo il NAS per diverso tempo, quando in realtà eravamo arrivati ben oltre da diversi mesi). Ho scritto prima di questo rispetto al pezzo dedicato all’oggetto intero, speravo di chiuderlo un po’ prima ma evidentemente non è andata così.

Un NAS per casa: Synology DS216j 9

La pecca? Non tutti i file video vengono correttamente processati e mandati in onda sul televisore (tramite Chromecast), per alcuni serve un po’ più potenza di fuoco (CPU e RAM) per poter essere correttamente encodati e mandati in streaming. Per questo motivo sono stato costretto a riaccendere il Plex della macchina Windows sempre viva in casa, è lei che si occupa di fare quel mestiere con i file più ostici, pur prendendoli da NAS.

In conclusione

Un buon prodotto, modulabile (considerando le applicazioni disponibili ufficialmente ma anche quelle provenienti da altre repository), che si adatta abbastanza facilmente alle esigenze ma che ancora ha qualche piccola lacuna che -credo- non sarà difficile da colmare, e il tempo potrà dire se questo mio “vecchio articolo” (quando lo sarà) ci aveva visto giusto o no.

Synology non tradisce e riesce anche a mettersi al livello di quel consumatore che probabilmente non conosce poi così bene l’argomento, che non è abituato a parlare di mirroring o script da terminale, è un po’ a portata di chiunque (l’importante è volersi applicare). Non ho volutamente parlato di specifiche prettamente tecniche, non sono voluto scendere in quel dettaglio che potresti non riuscire a seguire dopo qualche riga, per i puristi c’è sempre la pagina dedicata (e qui trovi anche le prestazioni misurate).

Il costo dell’apparato è sufficientemente bilanciato a ciò che si ottiene. Rimane una spesa tutto sommato contenuta se si possiedono già i dischi fissi, tutto aumenta se devi mettere in piedi da zero il tuo concentratore di dati, come nel mio caso, e ti consiglio personalmente di investire qualche soldino in più ma fare le cose per benino, non comprare a occhi chiusi se non sei sicuro di quello che stai per fare. Già che ci sei, utilizza il sito web di Synology per verificare la compatibilità del Synology DS216j con prodotti di terze parti (hard disk compresi): synology.com/it-it/compatibility?search_by=products&product_bays=2&product_name=DS216j.

Mi sembra –e credo– di aver scritto tutto quello che mi sembrava giusto riportare, ovviamente l’area commenti è a totale disposizione, per ogni dubbio in merito al prodotto e al suo sistema operativo, nei limiti delle capacità del sottoscritto :-)

fonti utilizzate: evotec.xyz/how-to-backup-ftp-to-synology

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutto pagato di tasca mia (sono circa 300€ di spesa). È un bell'investimento ma risolve tante beghe.
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Uso ormai Plex da una vita e, con l’arrivo del Synology DS216j in casa, ho scelto di spostare il Media Center dalla macchina Windows di casa al NAS, in fondo i contenuti si trovano su quest’ultimo, perché quindi non tenere tutto sotto lo stesso tetto? Ho trasferito tutto, installato e riconfigurato Plex esattamente come quello che ho poi spento in seguito su Windows. Il problema però è che il pacchetto Plex proposto dal centro di installazione Synology nasce vecchio.

Synology: aggiornare Plex manualmente

Si può effettuare l’aggiornamento manuale, basta solo qualche accortezza e un paio di informazioni che puoi recuperare facilmente dalle informazioni del NAS. Affrontiamo tutto per punti.

Synology: aggiornare Plex manualmente 5

Info e Download

Accedi al tuo NAS tramite interfaccia web, entra nel Pannello di controllo e accedi alle informazioni del dispositivo (Centro informazioni, nda). Ti serve verificare che tipo di processore monta, se Intel o ARM. Nel mio caso è il secondo, come da immagine:

Synology: aggiornare Plex manualmente 1

A questo punto scarica il giusto pacchetto per il tuo Synology dalla pagina plex.tv/downloads, e tienilo da parte. Dovrai prima andare a fare qualche modifica nelle impostazioni del NAS.

Accedi al Centro pacchetti, quindi alle Impostazioni. Dovrai ora modificare il livello di fiducia per le fonti di installazione. Sposta il check sulla seconda opzione (Synology Inc. ed editori fidati) e scarica nel frattempo la chiave pubblica di Plex all’indirizzo downloads.plex.tv/plex-keys/PlexSign.key. Ora spostati sulla voce “Certificato” e importa la chiave appena scaricata:

Un clic su Salva per chiudere la finestra e il gioco è fatto. La parte relativa alle impostazioni è terminata. Puoi ora caricare manualmente il pacchetto. Fai clic su “Installazione Manuale” e carica il pacchetto di Plex che hai scaricato dal suo sito ufficiale a inizio articolo, ti verrà poi richiesta ultima conferma prima di procedere (si tratta pur sempre di un pacchetto che non arriva ufficialmente da Synology):

Il gioco è fatto, la versione dovrebbe essere già cambiata nel Centro pacchetti di Synology, ti basterà accedere a Plex (via web) e andare nelle impostazioni del server per avere anche l’ultima conferma.

È una procedura semplice ma seccante, me ne rendo conto, perché Synology non propone i pacchetti costantemente rilasciati da Plex, e non c’è modo di automatizzare il processo, dovrai quindi ripetere l’operazione in futuro per tenere sempre tutto aggiornato, e sfortunatamente non puoi semplicemente fare un clic su “Aggiorna ora manualmente” quando ti compare in Plex.


fonti utilizzate:
jeremywsherman.com/blog/2015/11/08/updating-plex-on-synology-nas
support.plex.tv/hc/en-us/articles/205165858

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Sono stato un fiero utilizzatore di Gomiso per tanti anni, o almeno lo sono stato per l’intero periodo di funzionamento della loro applicazione su iOS. Ne ho sempre fatto un utilizzo forse sbagliato, l’ho sempre tenuto come un tabellone personale per segnare episodi visti e da vedere, ben poco a che fare con la forte impronta sociale che i creatori avevano realmente dato allo strumento (sono onesto), eppure ha sempre svolto egregiamente il suo mestiere. Con l’arrivo di iOS 7 l’applicazione ha cominciato ad andare sempre più spesso in crash e non ha più ricevuto aggiornamenti.

Trakt è esattamente ciò che ho sempre desiderato e permette di tenere traccia di ogni episodio e ogni serie televisiva vista senza la necessità di condividere alcunché con il grande pubblico, il tutto senza farmi sentire in colpa! :-)

Lo utilizzo da qualche mese ormai e ne sono parecchio soddisfatto, mi accontento di poter tracciare il tutto tramite una delle applicazioni messe a disposizione per iOS ma il servizio è raggiungibile tramite molte altre applicazioni su tutti i sistemi operativi mobili più utilizzati (iOS, Android e Windows Phone, ndr) e software di terze parti come Xbox Media Center o Plex. Inutile dire che il primo citato apre le porte a più piattaforme hardware opportunamente preparate o già compatibili, Apple TV compresa (fino alla sua seconda versione, sulla quale è possibile effettuare il jailbreak).

Come già detto io mi limito ad una semplice applicazione universale per iPhone e iPad che è stata anche portata su sistemi Android. Si chiama Traktato, è gratuita e fa solo ed esclusivamente ciò che ci si aspetta: data una serie televisiva posso specificare se ho visto un episodio, la stessa applicazione mi dirà il titolo del successivo e le stagioni che ho già visto o che dovrò ancora vedere (con tutti i titoli e i numeri di episodio, ndr). Chiaramente visitando il sito web ufficiale del servizio si potrà accedere a molte più informazioni e curiosità, tutte cose assolutamente non necessarie ai fini di ciò che vi può interessare fare ovviamente, ma è pur sempre qualcosa in più.

Traktato è solo una delle applicazioni che potete sfruttare, Trakt.tv mette a disposizione degli sviluppatori le proprie API, nessuno vi vieta di creare il vostro sito web, servizio o applicazione per appoggiarvi e sfruttare il gigantesco database televisivo, o magari decidere di cambiare applicazione da un giorno all’altro pur mantenendo tutto il vostro storico, molto comodo anche se rende “single point of failure” proprio il sito web di trakt.tv (speriamo bene, almeno stavolta!).

E voi, che servizio o applicazione avete scelto per tenere traccia delle vostre serie televisive preferite? :-)

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