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Si chiama Corrupted Media Scanner e si tratta di uno script che impiega HandBrake, il transcoder video open source che tra le varie funzioni permette anche di verificare se un file gode di buona salute o se può potenzialmente dare problemi durante la visione. Il progetto è amatoriale, ospitato sui server di GitHub, pensato per Plex ma tutto sommato adattabile a qualsiasi altro scenario.

Alla ricerca di possibili file video danneggiati con PowerShell

Corrupted Media Scanner

Dettagli fondamentali:

Scarica il contenuto del progetto GitHub in una cartella qualsiasi del tuo PC, apri un prompt di PowerShell e naviga all’interno della cartella. Occhio: nella stessa cartella dovrà esistere il file HandBrakeCLI.exe (perché viene richiamato dallo script scan.ps1). A questo punto dovresti essere pronto all’analisi. Per iniziare dovrai semplicemente eseguire lo script scan.ps1 dandogli in pasto i parametri per raggiungere la cartella contenente i file video ed eventuali altri dettagli disponibili e spiegati qui.

Un esempio: .\scan.ps1 -dir '\\TUONAS\Media' -threads 4

A questo punto partirà il check del numero di file contenuti nella cartella (e in tutte le sottocartelle, in maniera del tutto trasparente e automatica senza che tu debba preoccuparti) e conseguente analisi da parte di HandBrake-CLI con scrittura del risultato all’interno di un set di file di log che vengono appositamente utilizzati per tenere traccia dei file che passano indenni l’esame o un po’ acciaccati a causa di qualche problema.

La quantità di tempo necessaria all’analisi è direttamente proporzionale alle capacità hardware del tuo PC miste al numero file totali da passare sotto lo scanner. Per circa 500 file io ho impiegato grosso modo 20 minuti (puoi vederlo tu stesso dagli screenshot che trovi qui sopra).

Bell’idea, tutto molto semplice, giusto tenerne traccia qui. Domande? L’area commenti è a tua disposizione 🙂👌


immagine di copertina: unsplash.com / author: Jakob Owens
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Un articolo “dedicato” a un amico che ha incontrato difficoltà nell’aggiornamento a Plex Media Server (PMS da ora in poi per una maggiore comodità e rapidità) 1.15.4.994 sullo stesso mio NAS (Synology DS216j), il quale introduce una novità molto importante per ciò che riguarda i permessi dell’utenza plex non più amministrativa. Questo va ad aggiungersi a un altro problema dell’aggiornamento se si arriva da “un paio di versioni fa“, anomalia che faceva scaricare dallo spazio web di PMS la versione errata del pacchetto da installare sul NAS Synology.

Plex 1.15.4.994 e Synology: cosa c'è da sapere

Pacchetto sbagliato

Chiariamo subito questa anomalia tanto banale quanto fastidiosa. Generalmente utilizzando l’interfaccia amministrativa di PMS si viene a conoscenza del rilascio di una nuova versione tramite il messaggio disponibile nelle impostazioni generali del server. Un clic sul pulsante che permette di iniziare l’aggiornamento ed ecco che (almeno per ciò che riguarda il NAS) parte il download diretto del file da utilizzare poi per l’installazione manuale da Centro Pacchetti Synology (su Windows o Linux partirebbe download e installazione automatizzata). Se questo passaggio fallisce (e il NAS restituisce errore di installazione) è molto probabile che tu faccia parte del gruppo di utenti colpiti da questa anomalia, ne ho fatto parte anche io.

Arrivando da una vecchia versione di Plex (un paio fa, a memoria) il sito web propone di scaricare il pacchetto armv7hf dedicato alle serie ARMv7 (x13, x14 a esclusione del DS414j, DS115j, RS815 e DS216se). Per il 216j (e non solo) è però necessario utilizzare il pacchetto armv7hf_neon (ARMv7 per serie x15 a esclusione del DS115j e RS815, x16 a esclusione del DS216se, x17, x18 e DS414j). Ciò vuol dire che dovrai andare sul sito di Plex e selezionare il giusto pacchetto (plex.tv/media-server-downloads), per fare prima posso suggerirti il collegamento diretto corretto: downloads.plex.tv/plex-media-server-new/1.15.4.994-107756f7e/synology/PlexMediaServer-1.15.4.994-107756f7e-armv7hf_neon.spk.

Installa il software dal Centro pacchetti del tuo Synology, avrai così risolto l’errore. Passiamo ora alla questione permessi.

Questione di permessi

Il nuovo PMS introduce un’importante novità riguardante i permessi utilizzati dall’utenza plex che è stata creata la prima volta che hai installato il software sul tuo NAS. Si passa (era ora) dall’essere amministratori globali del DSM (il sistema di gestione di Synology) all’essere utenti semplici senza alcun potere in particolare, fondamentale per la sicurezza del tuo NAS. Tutto viene riportato e descritto in maniera approfondita in questa discussione sul forum di Plex: forums.plex.tv/t/plex-media-server-security-changes-for-synology-users/409995. Il succo sta tutto sommato in questo estratto:

We have removed user plex from the administrators group. This was a holdover from DSM 5.2 when it was required for PMS to run properly on the NAS. Now, with DSM 6 and above, this is no longer required.

By doing so we’ve lowered its privilege level back to that of any normal username on your Synology. You, as administrator (admin user), are in full control over those share(s) PMS can access and, consequently, must grant all access permissions to your media via the Control Panel (Shared Folders) app.

Nel mio caso l’installazione di PMS 1.15.4.994 non ha portato alla modifica dei diritti utente plex. Per questo motivo sono intervenuto manualmente. Ho tolto l’utente dal gruppo amministratori di DSM e l’ho inserito in quello Utenti (scheda Gruppi utenti all’interno di Pannello di controllo → Utente → plex → Modifica), assicurandomi di tenerlo anche nel gruppo Video così da permettere l’utilizzo della tecnologia di Hardware Accelerated Transcoding:

Plex 1.15.4.994 e Synology: cosa c'è da sapere 1

Ora tocca ai Permessi (in pratica ti sposti di una scheda in avanti), i quali possono essere modificati e messi in sola lettura o lettura e scrittura sulla cartella utilizzata per contenere tutti i Media del tuo NAS (credo che questa sia una situazione che si verifica su quasi tutti gli ambienti, compreso il tuo).

Plex 1.15.4.994 e Synology: cosa c'è da sapere 2

La scelta è tua e dipende da ciò che sei abituato a gestire da PMS e relativo client. Nella discussione sul forum si dice che tra le “ripercussioni” c’è sicuramente:

  • Plex will no longer be an administrator. While it never actively used that capability, it had the privilege.
  • Any share which previously had access through the admin/administrators connection, need to have correct permissions assigned. Your media in those shares is Unavailable until you grant permission again.
  • Those customers who unwittingly did make use of this privilege level, now find themselves with “Permission Denied” errors or see Unavailable as well as the inability to access their media shares in Plex (DVR, etc)

Alle quali si aggiunge una nota invece di “vantaggio” costituita da “Your media now has an extra layer of protection from accidental deletion / modification.” che personalmente ritengo invece uno svantaggio (preferisco poter cancellare un contenuto facilmente utilizzando un client Plex e recuperarlo in seguito grazie al cestino che ho abilitato per la cartella Media sul mio NAS). Se vuoi approfondire l’argomento relativo ai permessi di sola lettura o lettura e scrittura ti rimando al post ufficiale che si trova subito sotto l’inizio discussione dedicata a PMS 1.15.4.994: forums.plex.tv/t/plex-media-server-security-changes-for-synology-users/409995/6.

Fatte queste modifiche riavvia Plex (Centro pacchetti → Installato → Plex Media Server → Stop, quando fermo invece seleziona Lancia per avviarlo nuovamente) per verificare che tutto torni. Sul forum viene poi suggerito di eseguire un riavvio completo del NAS per permettere a PMS di avviarsi con i giusti permessi precedentemente modificati. Così facendo potrai certamente renderti conto se hai fatto o meno qualcosa di sbagliato, rimediando ai tuoi errori e tornando a poter utilizzare Plex come hai sempre fatto.

Questo è quanto. In caso di problemi o ulteriori dubbi la storia è sempre la stessa: l’area commenti è a tua totale disposizione per parlare di questo argomento.


immagine di copertina: unsplash.com / author: Tim Mossholder
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Funziona così: se fai qualcosa di buono, la prossima volta –da cliente– mi aspetterò qualcosa di meglio, e onestamente non per quanto altro tempo ancora AVM possa continuare a migliorarsi nelle soluzioni messe a disposizione di una clientela -evidentemente- sempre più esigente. Qualcuno crede che io sia tutto scemo (a ragion veduta, aggiungerei io), eppure a me questi giochini al rialzo mi piacciono assai, il FRITZ!Box 6890 LTE viene incontro persino all’esigenza ultima di cui parlavo con chi con il brand ci lavora quotidianamente: il fallback su SIM senza ulteriori dispositivi attaccati in cascata.

AVM FRITZ!Box 6890 LTE: quel 7590 col tocco in più 11

La poesia è però presto rotta, nonostante il mio entusiasmo per un prodotto simile non scemi per questo –non tanto piccolo– dettaglio: il fallback su SIM automatico può avvenire solo se si sfrutta il 6890 LTE come modem ADSL e non come router in cascata (passando quindi per la porta WAN). Poco male mi ripeto, è comunque un prodotto fenomenale, ed è facile capire il perché di questa mia affermazione.

FRITZ!Box 6890 LTE

Impossibile non chiamarlo 7590 con qualcosa in più, perché in fondo si tratta della stessa ottima macchina pensata e realizzata dall’azienda tedesca leader di mercato, quella sulla quale sai già di poter fare affidamento mettendoci la mano sul fuoco. Il 6890 LTE propone le tecnologie che hanno fatto del 7590 un top di gamma infallibile (ne sono felicissimo proprietario), aggiungendo e togliendo punti in lista in base all’esigenza di poter stare fisicamente nello stesso tipo di chassis, modificando però la parte posteriore dedicata agli attacchi, all’interno della quale ora dovranno trovare spazio i due connettori per le antenne radio esterne montabili opzionalmente (che vanno quindi ad aggiungersi a quelle interne ben nascoste, le quali erogano il segnale WiFi del router) e l’alloggiamento della scheda SIM con molla (impossibile quindi bloccarla dentro o impazzire per tirarla fuori in caso di necessità / sostituzione), lasciando fuori dai giochi una delle due porte USB 3 (il 6890 LTE, a differenza del 7590, mette a disposizione una sola porta USB ad alta velocità).

La differenza in un solo colpo d’occhio è alquanto chiara:

Eppure, lascia che te lo dica, non ti peserà affatto l’assenza della seconda porta USB (ammesso che anche tu abbia preferito una diversa gestione di dispositivi terzi come NAS o stampanti di casa).

Packaging

Manco a dirlo, il FRITZ!Box 6890 LTE non differisce in maniera alcuna da quello che è il packaging del 7590, comprensivo quindi di un’abbondante dose di cavi e adattatori che in alcuni casi mai userai. Di sicuro troverai le antenne in più ad aspettarti nella parte superiore della scatola che tiene fermo lo chassis del prodotto, per il resto conosci già la storia:

Sotto al cofano

Ne sono consapevole, mi ripeto:

Un processore dual-core di ultima generazione per un routing ottimale di tutti i dati. FRITZ!Box 7590 permette di creare e propagare una rete senza fili a velocità Gigabit, sfruttando la tecnologia 4×4 MIMO multiutente, con punte di 1700 Mbit/s circa sulla frequenza a 5 GHz (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui). Si passa poi a ulteriori 800 Mbit/s che vanno ad aggiungersi sulla frequenza da 2,4 GHz. Otto (!) è il numero totale di antenne che permettono band steering, così da veicolare la trasmissione dei dati dei dispositivi connessi al FRITZ!Box permettendo loro di usare la migliore frequenza disponibile al momento (saltando dalla WiFi 2,4 GHz a quella a 5 GHz senza che tu debba fare alcunché).

Eppure è proprio così, continuerai a poter sfruttare l’ottima tecnologia di AVM già disponibile per il FRITZ!Box 7590, ora allargata e “spalmata” sui nuovi arrivati in famiglia, 6890 LTE compreso.

La differenza è chiaramente quella costituita dal collegamento via SIM, che in questo caso sfrutta un lettore che si aspetta un taglio di dimensione tradizionale (e non mini SIM come dichiarato in scheda tecnica, tieni a portata di mano eventuali adattatori come capitato al sottoscritto e come tu stesso puoi vedere dalle fotografie scattate e pubblicate poco sopra), il tutto per poter sfruttare un collegamento LTE (4G) con velocità fino a 300 Mbit/s e via UMTS/HSPA+ (3G) fino a 42 Mbit/s in supporto multibanda (5 frequenze LTE e 2 frequenze UMTS, LTE: banda 1, 3, 7, 8 e 20; UMTS: banda 1 e 8). A questa va aggiunta anche l’altra differenza, quella relativa alla porta modem DSL integrato per tutte le porte VDSL o DSL fino a 300 Mbit/s (adatta quindi anche a chi oggi sceglie un collegamento con TIM fino a 100 Mbit/s FTTC o FTTS).

A proposito di FRITZ!OS

Ultimo arrivato è il FRITZ!OS 6.84 (da poco approdato anche su 7590) che migliora e corregge lacune e bug del precedente OS (se di lacune possiamo poi parlare), arricchendo ulteriormente l’esperienza dell’amministratore che sceglie di configurare e personalizzare in maniera puntigliosa la rete di casa, non lasciando nulla al caso. È qui che noterai –chiaramente– le differenze anche per ciò che riguarda la configurazione e gestione del collegamento LTE / 3G:

Durante il mio test su strada ho sì provato il collegamento classico in cascata al FASTGate utilizzando la porta WAN, ma poi ho deciso di staccarmi dalla tetta materna per provare a viaggiare esclusivamente dietro SIM, sfruttando la rete messa a disposizione da Iliad (prima) e ho. mobile (dopo), e nessun dispositivo si è accorto di nulla fino a quando il tappo vero e proprio lo ha costituito la potenza di fuoco delle antenne (e relativo carico utenti serviti) o dei limiti imposti da operatore (nel caso di ho. mobile ci sono tetti massimi per velocità di download e upload). In ogni caso tutto ha funzionato a meraviglia e il FRITZ!Box 6890 LTE era semplicemente collegato a una presa di corrente e nulla più, soluzione quindi ideale e certamente molto robusta anche per coloro che non sono ancora raggiunti da collegamenti ADSL / fibra ad alta velocità (spero ormai pochi su territorio italiano, anche se la speranza in questi casi è la prima a morire, contrariamente a quanto affermato dal modo comune di dire).

In conclusione

Un prodotto per chi non accetta compromessi e per chi non può accontentarsi di avere tra le mani un 6820 LTE di cui ti avevo parlato poco tempo fa, studiato appositamente per soddisfare ogni esigenza (anche se manca ancora quel piccolo pizzico di malizia necessaria a tenere d’occhio il collegamento internet via porta WAN per far intervenire in fallback la SIM) e per permetterti di tenere sempre vivi e raggiungibili i dispositivi che hai collegato a esso (che si tratti di casa tua o del tuo ufficio, poco importa). Il costo è elevato per tanti, non lo metto in dubbio, ma sono abituato a macchine da guerra che sembrano davvero valere ogni singolo euro richiesto dal produttore, si parla stavolta di circa 330€, altalenanti le offerte che ho trovato nei vari store online, Amazon compreso:

Mi sembra non manchi null’altro, buon inizio settimana! :-)

 

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
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Quando ho deciso di spendere quei 40€ per l’acquisto di una Amazon Fire TV Stick, l’intenzione era quella di provarla e capire se potesse fare al caso dell’ambiente cucina e living poco smart dei miei genitori, con televisori collegati –fino a oggi– ai piccoli Roku targati e personalizzati NOW TV, abbastanza limitati nei movimenti, ormai non al passo con i tempi. Ti racconto com’è andata e perché potresti farci anche tu un pensierino, se l’intenzione è quella di poter personalizzare (di molto, rispetto al semplice Cast) il tuo rapporto con il televisore e i contenuti video.

Amazon Fire TV Stick | Basic Edition: ha senso l'acquisto? 1

Amazon Fire TV Stick

Parto con il dirti che sono stato utilizzatore di Google Chromecast per anni, e ancora prima di Apple TV (subito prima che il TvOS lasciasse il giusto spazio allo Store e alle applicazioni di terze parti, quando statisticamente in casa Android ha preso il sopravvento), questo mi è sempre bastato, streaming diretto dai miei dispositivi e decoder satellitare per tutto il resto. Amazon Fire TV Stick non era prevista, così come un qualsiasi altro box TV Android più carrozzato e specifico. Amazon Fire TV Stick può collocarsi in una fascia di mercato medio-bassa, dedicata a chi vuole rendere smart il proprio televisore, completandolo con applicazioni che sei abituato a usare quotidianamente su smartphone o tablet (entro i limiti hardware imposti dal prodotto).

Nella sua versione Basic Edition, Amazon Fire TV Stick propone la chiave da collegare alla porta HDMI del televisore (con relativa prolunga, per farla un pelo più assomigliare a Chromecast e per aiutare chi ha posizionato il televisore a corta distanza dal muro), un cavo microUSB e un comune adattatore da inserire in una presa per l’alimentazione, inclusi anche telecomando Fire TV e 2 batterie AAA (il telecomando può essere “sostituito” dall’applicazione Fire TV per Android e iOS).

Amazon Fire TV
Amazon Fire TV
Price: Free
Amazon Fire TV
Amazon Fire TV
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free

Ho iniziato a configurarlo, installare nuove applicazioni approfittando delle proposte Amazon in primo piano, per poi perdermi in un mondo di personalizzazioni fatto perlopiù di alternative realizzate da terzi, ben distanti dalla raccolta organizzata in malo modo dal big del commercio (sì, non sopporto davvero l’organizzazione delle categorie e suddivisione delle applicazioni proposte da Amazon, oltre il “Primo piano” si entra in un pozzo di confusione più unico che raro).

Acquistare una Amazon Fire TV Stick oggi vuol dire riuscire a portare sullo schermo di casa Amazon Prime Video, servizio altrimenti non “castabile” (fa schifo, lo so, è per fartela rapida) a causa della solita annosa questione legata all’antipatia tra Google e Amazon (la stessa che ha causato la magica sparizione dell’applicazione YouTube proprio da Fire TV Stick, ora accessibile solo tramite browser, nda). Fino a oggi, l’unico modo che avevo per guardare Prime Video oltre l’utilizzo dell’iPad Mini (limitato quindi dalla sua massima diagonale di monitor) era accendere la Xbox One X e utilizzare l’applicazione installata dallo Store di Microsoft:

Amazon Prime Video
Amazon Prime Video
Developer: ‪Amazon Development Centre (London) Ltd‬
Price: Gratis

L’interfaccia, fatta eccezione per l’organizzazione delle applicazioni installabili in un secondo momento (come già detto qualche riga più su), è sufficientemente valida e semplice da utilizzare, si può intuire quanto basta come e dove muoversi, ma si potrebbe fare di gran lunga meglio (qui Netflix può solo fare scuola, così come in generale un qualsivoglia buon launcher per Android).

Posso dirti che rispetto a Chromecast, Amazon Fire TV Stick è certamente più comoda per una questione di libertà rispetto ai dispositivi posseduti, ma scomoda per quello che riguarda il controllo dello streaming (un Plex che trasmette a Chromecast può essere facilmente controllato dall’area notifiche dello smartphone, per mettere in pausa o muoversi in avanti / indietro rispetto al momento che si sta visualizzando con un solo clic), con però il minimo comune denominatore dovuto alla compatibilità con un numero limitato di applicazioni, cosa che con Amazon Fire TV Stick si nota molto meno, grazie alla possibilità di personalizzazione (più ampia rispetto al concetto espresso da Amazon stessa).

Personalizzazione

È forse questo il paragrafo più interessante per il cliente finale, soprattutto con quello che adora mettere le mani sotto al cofano senza accontentarsi di ciò che che viene proposto dal libretto di istruzioni. Ciò che ti serve avere a disposizione per poter procedere con questa parte di articolo è uno smartphone o tablet Android (ultima spiaggia è un emulatore installato sul tuo PC, come BlueStacks), che ti renda la vita maggiormente comoda grazie all’applicazione Apps2Fire:

Apps2Fire
Apps2Fire
Developer: Koni
Price: Free

Prima di partire: modalità sviluppatore

Per poter operare su Fire TV Stick in totale (o quasi) libertà, ti servirà attivare la modalità sviluppatore e la comunicazione ADB (quest’ultima fondamentale per lo scambio dati via IP con Apps2Fire). Per effettuare la modifica dovrai andare nel menu Impostazioni, spostarti in Dispositivo, quindi Opzioni sviluppatore, e infine attivare Debug ADB e Applicazioni da fonti sconosciute.

Configurazione di Apps2Fire

Ora che la Fire TV Stick è pronta, apri Apps2Fire così da poterla configurare. Spostati nella schermata di Setup (l’ultima) e inserisci l’indirizzo IP della tua Fire TV Stick. Se non conosci quest’ultimo, vai nelle Impostazioni di Fire TV Stick, spostati sotto DispositivoInformazioni → Rete, leggi sulla destra i dettagli e riporta l’indirizzo IP nell’applicazione:

Fai clic su Save, verrà tentata la connessione alla tua Fire TV Stick. Fatto ciò, si può procedere con qualche piccolo esperimento.

Mediaset Infinity

Altro servizio che ho sempre mandato in streaming via Chromecast e che, con l’aiuto di Apps2Fire, è possibile installare su Fire TV Stick anche se non dichiarato compatibile (e quindi non disponibile nelle applicazioni proposte nell’elenco ufficiale di Amazon). Tutto nasce da un thread all’interno del forum di XDA, dicembre dello scorso anno: forum.xda-developers.com/fire-tv/themes-apps/app-mediaset-infinity-apk-android-tv-t3715377.

Sky Online o Mediaset Infinity? La verità sta sempre nel mezzo 5

La procedura di installazione è semplice e te la riporto qui di seguito (già verificata con successo).

Via Smartphone (e Apps2Fire)

  • Scarica tramite smartphone (tablet o Android su PC) il file APK di Infinity per TV che trovi su XDA. Per tua comodità, ne ho salvato una copia all’indirizzo gioxx.org/fire/apk/Infinity_1.0.5.apk.
  • Apri Apps2Fire, spostati sotto Fire TV Apps e fai clic sull’icona Upload (quella con la freccia rivolta verso l’alto) per iniziare la procedura di caricamento APK. Salvo errori, il pacchetto di Infinity si troverà all’interno della cartella Download del tuo smartphone, fai clic su di esso e lascia che Apps2Fire faccia il resto, caricando sulla Stick Infinity e installandola.

Avvia l’applicazione ed effettua il login, goditi ora il catalogo Mediaset al quale hai accesso.

Via Fire TV Stick

  • Installa Downloader (programma suggerito già alla prima installazione di Amazon Fire TV Stick), aprilo e puntalo all’indirizzo go.gioxx.org/infinityapk, questo ti permetterà di scaricare l’APK di Infinity nella memoria di Fire TV Stick, dovrai solo installare manualmente l’applicazione.

C’è solo Infinity?

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 3

Affatto. C’è TIMVision, ma anche SkyGo o RaiPlay, APK che trovi facilmente tramite GitHub, puntando il browser all’indirizzo github.com/TheMiguelBi/APP_for_Amazon-Fire-Tv-Stick_BasicEdition e che puoi installare con gli stessi metodi che ti ho riportato sopra per Infinity.

La RAI, per esempio, preferisco richiamarla tramite Kodi (e insieme a lei anche La7, Mediaset On Demand e altro ancora).

Kodi per Fire TV Stick

Il mondo che include altri mondi, Kodi è il Media Player che da anni monopolizza i Media Center di molti salotti o semplici postazioni da lavoro portatili. Puoi installarlo anche su Fire TV Stick, è semplice e puoi farlo rapidamente tramite Downloader. Ti ho creato un collegamento rapido che punta alla giusta versione per l’architettura utilizzata dalla Stick di Amazon: go.gioxx.org/firekodi.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 4

Una volta installato, puoi espandere i confini del semplice Media Player locale arricchendolo di plugin che puoi facilmente reperire online, chiaramente aggiungendo sorgenti sorgenti esterne.

Prima di continuare

Ti tocca abilitare l’installazione di plugin di terze parti da fonti sconosciute, un po’ come fatto prima per l’installazione degli APK in Fire TV Stick. Vai nelle Impostazioni e spostati in Add-ons, quindi abilita l’opzione Fonti sconosciute (nella parte di destra, come in immagine di seguito seppur in lingua inglese):

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 6

Ora puoi procedere

Per farlo vai nelle ImpostazioniFileAggiungi Sorgente, quindi fai clic su <Nessuno> e imposta l’URL verso il repository dei plugin (e non solo) da installare, per esempio https://gioxx.org/fire, spazio personale che ho creato per raccogliere alcuni plugin sicuramente funzionanti e testati, messi anche a tua disposizione. Una volta dato un nome e aggiunta la sorgente esterna, potrai richiamarla per l’installazione di file ZIP.

Spostati nella schermata degli Add-on e scegli di installarne da Repository (Installa da repository), quindi fai clic su “..” (è la prima voce in alto in ordine alfabetico, servirà per salire di un livello) → Installa da un file zip.

Amazon Fire TV Stick (Basic Edition): è un acquisto sensato? 5

Scegli ora il repository esterno che hai precedentemente inserito in Kodi e seleziona il file ZIP da installare. Nella sorgente esterna che ti ho messo a disposizione troverai alcuni plugin potenzialmente interessanti anche per te, come quello dedicato alla Rai, Mediaset On-Demand, La7 e altri ancora, devi solo prenderti un po’ di tempo per effettuare i tuoi test.

In conclusione

Da qui in poi, ti basterà qualche ricerca Google e del tempo libero perché di grandi limiti associati a Kodi io non ne ho trovati. C’è tanto da scoprire, e Amazon Fire TV Stick ti offre la possibilità di farlo a un giusto prezzo, per lo meno fino a quando non deciderai di crescere (alzare l’asticella dai, mica mi riferisco alla tua età anagrafica!) e guardare con interesse al mercato dei box Android che offrono maggiori prestazioni (processori, RAM e memoria disponibile dai tagli decisamente più alti rispetto alla configurazione comunque valida di Fire TV Stick).

Acquistare Amazon Fire TV Stick per un cliente Prime vuol dire spendere circa 40€ (39,99€), che diventano 60 (59,99€) per chi cliente Prime non lo è. Il mio consiglio è quello di acquistare il prodotto se sei cliente Prime, o farlo fare al collega di lavoro (o amico) che lo è e che potrà acquistarne fino a due con il proprio account, perché per 60€ probabilmente punterei su altro (o conserverei quel budget per aggiungerci qualcosina e acquistare un box più performante).

Di certo c’è che l’esperienza rispetto a Google Chromecast cambia parecchio, e devo rimangiarmi la parola (basata un po’ sulla fiducia) verso coloro ai quali avevo detto che acquistare Amazon Fire TV Stick era inutile se si possedeva già Chromecast. Si possono fare maggiori esperimenti e far funzionare applicazioni non compatibili con Chromecast, senza metterci di mezzo una terza parte costituita dagli smartphone o tablet che mandavano il loro Cast verso il televisore, talvolta rimettendoci in qualità e stabilità di segnale (con Plex queste cose si notavano parecchio, soprattutto su flussi streaming esosi).

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione inerente l’articolo, ti ricordo che l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

× Android's Corner Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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Disclaimer (per un mondo più pulito)

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato di tasca mia per capire se potesse fare al caso dei miei genitori, ho finito per tenerlo, personalizzandolo per le esigenze di casa mia e di Ilaria!
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Ci siamo, a distanza di mesi dalla presentazione ufficiale in Italia e una discreta manciata di settimane dall’averlo messo in pista al posto dell’ormai pensionato (e riutilizzato, ci mancherebbe) 4040, posso parlarti di FRITZ!Box 7590, modem router che taglia di netto con il passato per il fattore estetico (abbandona il rosso pieno e le pinne di squalo laterali), ma al quale interno batte potente il cuore del Fritz!OS (6.83 a oggi che scrivo l’articolo), che difficilmente delude.

AVM FRITZ!Box 7590: addio al passato

FRITZ!Box 7590

Il fattore estetico non è l’unico punto di rottura con il passato, perché FRITZ!Box 7590 propone anche il nuovo profilo VDSL 35b (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui) dedicato ai clienti fibra FTTS / FTTC che permette di raggiungere i 300 Mbit/s di velocità in download tramite l’attacco classico al quale TIM ci ha abituati (il doppino telefonico RJ-11), così come –finalmente!– la porta WAN separata dalle 4 ethernet disponibili nella parte posteriore, così da poterci infilare un cavo di rete RJ-45 che arriva direttamente da una delle porte Gigabit del FASTGate in FTTH, riproponendo così il mio modello di cascata al quale sono profondamente abituato (con la speranza prima o poi di poter avere esclusivamente il FRITZ!Box a comandare direttamente tutta la rete di casa, senza intermediari).

Packaging

Quando ho spacchettato il FRITZ!Box 7590 per metterlo in pista, avevo ancora il Technicolor di Fastweb (con linea FTTH 100/50), passato poi al FASTGate dopo qualche giorno. Ti propongo qualche scatto che lo mostra e lo mette anche a confronto con il FRITZ!Box 4040 smontato e riutilizzato in altro ambito nel frattempo.

Nonostante la fotografia possa ingannare, è certamente più grande del FRITZ!Box 4040 ma non in maniera così esagerata da dover impazzire nel suo riposizionamento. Ne guadagna, secondi alcuni vecchi e nuovi utilizzatori, in bellezza, nonostante esistesse quella fitta schiera di gente affezionata al vecchio look (io ero tra quelli, era certamente un segno distintivo e di immediata riconoscibilità). Innegabile però che l’eleganza di oggi possa dare spanne al vecchio design di FRITZ!Box. La scatola è completa di ogni cavo necessario (e non), con la solita apertura semplificata che AVM ha scelto da ormai diversi anni a questa parte, e che non finirò mai di lodare e apprezzare abbastanza.

Sotto al cofano

Un processore dual-core di ultima generazione per un routing ottimale di tutti i dati. FRITZ!Box 7590 permette di creare e propagare una rete senza fili a velocità Gigabit, sfruttando la tecnologia 4×4 MIMO multiutente, con punte di 1700 Mbit/s circa sulla frequenza a 5 GHz (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui). Si passa poi a ulteriori 800 Mbit/s che vanno ad aggiungersi sulla frequenza da 2,4 GHz. Otto (!) è il numero totale di antenne che permettono band steering, così da veicolare la trasmissione dei dati dei dispositivi connessi al FRITZ!Box permettendo loro di usare la migliore frequenza disponibile al momento (saltando dalla WiFi 2,4 GHz a quella a 5 GHz senza che tu debba fare alcunché).

Ancora una volta è possibile gestire la propria utenza telefonica (IP, ISDN, vecchia analogica) grazie all’utilizzo della tecnologia DECT per telefoni cordless e applicazioni Smart Home (se hai necessità di portare con te il tuo numero di telefono fisso). Come però ormai saprai (forse), ho scelto anni fa di non avere più un numero di telefonia fissa. In casa ci sono solo smartphone che ricevono chiamate dalla cerchia di contatti personali e di lavoro, cercando di arginare quanto più possibile le chiamate a scopo puramente commerciale (che su fisso invece la fanno da padrone, mio padre ne sa qualcosa!). Impossibile quindi mettere alla prova anche questo lato di FRITZ!Box 7590 per poterne parlare.

Una laterale, una posteriore. Sono due le porte USB 3.0 che potranno tornarti utili per collegare memorie di massa (hard disk esterni auto-alimentati, per esempio) per un appoggio dati da mettere a disposizione dei dispositivi collegati alla tua rete, sfruttando velocità di lettura e scrittura decisamente superiori rispetto al passato, a quei modelli FRITZ!Box di generazione precedente. Alle stesse porte USB puoi decidere di collegare anche dongle per l’accesso a Internet tramite scheda SIM (così da sfruttare le reti LTE come backup della tua connessione ADSL / fibra in caso di down) oppure stampanti, se ne hai ancora una in casa. Per aiutarti nella configurazione di ciò che scegli di collegare, c’è il FRITZ!OS, che ti darà una mano con l’emulazione di un NAS (nel caso tu scegliessi memorie di massa), backup di rete (con i dongle LTE) o ancora print server.

A proposito di FRITZ!OS

Passare da FRITZ!Box 4040 a FRITZ!Box 7590 è stato fin troppo semplice. Arrivando entrambi dalla stessa casa madre e proponendo versioni abbastanza affini di FRITZ!OS, ho dovuto semplicemente mettere in moto il nuovo arrivato, saltare a piè pari la prima configurazione e poi andare a ripristinare il backup creato qualche minuto prima dal FRITZ!BOX 4040. Il 90% della configurazione passa tramite file di backup, il restante 10 ho dovuto mettercela io manualmente ma, davvero, si tratta di roba di poco conto.

FRITZ!OS 6.83 propone una moltitudine di impostazioni liberamente modificabili secondo le proprie esigenze, con una rapidità e una facilità d’accesso disarmante. Le evoluzioni di questo sistema nel corso del tempo hanno dato frutti molto buoni e oggi ci si ritrova davanti a un’interfaccia che permette davvero di configurare ciò che si desidera senza possibilità di margine d’errore (se non umano, dettato da una distrazione o dalla poca comprensione di cosa si sta realmente toccando). Mettere a cascata il FRITZ!Box 7590 con FASTGate di Fastweb è stato semplice, non ho volutamente attivato una DMZ (preferisco piuttosto rifare le configurazioni delle porte manualmente) e tutta la comunicazione avviene tra i due in maniera liscia, pulita, con solo alcuni servizi esposti sul web.

Velocità via cavo e WiFi sono quelle pressoché proposte dall’apparato fornito dal provider, dati che ho già pubblicato in occasione dell’uscita dell’articolo riguardante il FASTGate. Posso però dirti che la cosa più palese davanti agli occhi è la qualità della rete MIMO, la quale serve ogni dispositivo connesso al router dandogli il giusto gas rispetto alla richiesta che bussa alle porte di FRITZ!Box 7590, non è strano quindi vedere uno SpeedTest da 100 Mbit/s in download contemporaneamente a un altro, su un dispositivo differente ma pur sempre sotto lo stesso tetto, collegato alla rete a 2,4 o 5 GHz. La prova del fuoco è stata superata nel momento in cui il NAS muoveva dati costanti tra lui e il piccolo Media Center che c’è in casa, insieme a Ilaria che guardava un suo programma su Netflix e io che lavoravo qui sul mio MacBook mentre scaricavo un video FullHD, cercando di impensierire quanto più possibile il Gigabit tanto decantato da Fastweb.

Ulteriore curiosità che lo riguarda, proposta nel comunicato stampa che ricevetti ad agosto dello scorso anno e che ho voluto sperimentare appena arrivato (perché ricordo bene la luce che facevano i led di stato del 4040): FRITZ!Box 7590 è il primo prodotto di AVM che propone i LED (sulla parte anteriore, nda) regolati automaticamente in base all’illuminazione dell’ambiente che lo circonda (con possibilità di metterci mano proprio da FRITZ!OS, fino a oggi attore non protagonista da chiamare in causa nel caso in cui tu volessi completamente spegnere i led di stato, senza possibilità di ulteriore ritocco).

FRITZ!Box 7590 è ufficialmente disponibile in Italia dal 1 settembre dello scorso anno al prezzo di 289,00 euro (di listino), non è difficile però trovarlo già su Amazon a un prezzo inferiore (seppur di poco), e tu puoi approfittarne se credi sia la scelta giusta per casa tua (o per il tuo piccolo ufficio):

Ho avuto modo di mettere alla prova (contestualmente) il FRITZ!WLAN Repeater 1750E, ma questa è altra storia e altro articolo, porta pazienza, arriva anche lui :-)

Buon inizio settimana!

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM. Ho potuto tenerlo al termine dei test.
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