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Ok l’ho fatto. Dopo anni di giochi e modifiche varie tra firmware dei router e hard disk portatili, ho detto basta. L’ho detto per la scarsa velocità di trasferimento dei dati, l’ho detto perché mi secca dovermi ricordare di collegare un disco USB al mio MacBook per mettere al sicuro i miei dati, l’ho detto perché avevo creato alcuni “single point of failure” difficili da sopportare ormai, soprattutto perché in alcuni casi non avevo alcuna copia di sicurezza in Dropbox. L’obiettivo era diventato ormai unico: centralizzare. Per questo motivo sono tornato a far parte della schiera di clienti Synology, ho acquistato un Synology DS216j.

Un NAS per casa: Synology DS216j

La soluzione ideale sarebbe stata quella in grado di accentrare i miei dati in un unico posto, raggiungibile anche dall’esterno (adottando opportuni accorgimenti di sicurezza), che mi permettesse di recuperare file anche da postazioni remote (come i PC di casa dei miei genitori a Ravenna, tanto per dire, o magari uno smartphone). L’acquisto del Synology DS216j è stato dettato dal rapporto tra qualità e prezzo, le sue caratteristiche mi hanno soddisfatto inizialmente sulla carta, in seguito anche sul campo da battaglia. L’acquisto è stato fatto in combinazione con un doppio disco Western Digital Red da 2 TB, specifico per NAS:

Primo approccio e avvio

Il NAS è molto bello, elegante, leggero. Il suo peso maggiore deriva in realtà dalla somma del peso dei dischi che ospita, nel mio caso meccanici e “non troppo snelli“, devi però pensare che potresti utilizzare dei dischi SSD da 2,5″ (con slitta per poterli alloggiare e bloccare negli slot da 3,5”), anche se non consigliato (considera che i dischi SSD ai quali siamo abituati noi oggi, a meno di acquistarli specificatamente per questo mestiere, non sono fatti per sopportare carichi di lavoro molto pesanti, h24, per chissà quanto tempo). Nonostante quello che dice la mia dolce metà, un oggetto simile non sfigura in salotto, di fianco al televisore o in altra posizione, purché (consiglio molto spassionato) sia a portata di un cavo di rete che lo collegherà al tuo router (meglio se Gigabit). Pensare di collegarlo alla rete di casa affidandosi magari a dei rilanci WiFi è veramente un azzardo (e in alcuni casi rende inutile l’investimento).

Nella scatola c’è tutto il necessario per procedere con il montaggio dei due dischi previsti dal NAS (affinché tu possa sfruttare così il RAID 1 che nascerà senza chiederti alcunché, parte vantaggiosa anche per chi non è proprio abituato a giocare con questo tipo di strumenti) e, una volta fatto tutto, chiuso e avvitato, potrai collegarlo alla rete elettrica e quella dati, quindi accenderlo. Da ora in poi, ci vorranno circa 5 minuti prima di sentire un “bip” audio che ti permetterà di capire che il NAS è pronto a farti fare il primo accesso. Se hai confidenza con la console del tuo router, troverai facilmente l’IP che il prodotto si è preso dal DHCP (e potrai puntarci il browser sin da subito). In caso contrario, potrai (dovrai) scaricare l’applicazione “Synology Assistant” dalla pagina synology.com/it-it/support/download/DS216j, che cercherà al posto tuo il dispositivo.

Verrai così guidato verso l’interfaccia di accesso al sistema operativo montato a bordo di questi NAS (nel caso di Synology, il DiskStation Manager, DSM per comodità), che ti guiderà nel corso di una prima configurazione e preparazione dei dischi, così come all’aggiornamento del sistema operativo. Il tutto, considerando i tempi di comprensione di una persona media, occuperà circa mezz’ora di tempo (ammesso che tu abbia anche una decente connessione dati).

Un NAS per casa: Synology DS216j 1

Applicazioni

Il Synology DS216j, così come gli altri prodotti di più basso, pari o maggiore livello, propongono un collegamento a uno store (il “Centro pacchetti“) che permette di installare applicazioni a bordo dell’apparato. Tali applicazioni ti permetteranno di ampliare il bouquet di servizi a tua disposizione, che esulano dal mero spazio disco che puoi “mappare” sul tuo PC, ma che comunque riportano all’utilizzo di quei dischi che pulsano al suo interno. È così facendo che potrai –per esempio– creare un mirror dei contenuti che ospiti sul tuo Dropbox, mettere in piedi un Media Center o un punto unico che concentri tutte le fotografie scattate, tue e dei tuoi familiari, anche da cellulare.

Un NAS per casa: Synology DS216j 2

Ogni applicazione è descritta anche in italiano, tutto viene spiegato in maniera chiara, difficile sbagliarsi, tuttalpiù si farà qualche test, ci si accorgerà di non aver messo in piedi l’applicazione necessaria per la propria esigenza e la si disinstallerà, passando al successivo test, diventa anche un modo come un altro per conoscere meglio lo strumento che si ha a disposizione, le sue possibilità e le proprie capacità nel configurarlo al meglio.

Il Centro pacchetti però, come prevedibile, è limitato, il numero di applicazioni è importante ma non infinito, per questo motivo esistono fonti esterne che permettono di espandere quel catalogo proponendo nuovi software, tutti in grado di girare su DSM (appositamente pacchettizzati). Uno dei possibili assi della manica è synocommunity.com, che darà accesso in maniera semplice a un bel bouquet (qui potrai farti un’idea: synocommunity.com/packages). Una volta aggiunta la fonte al proprio Synology, si potrà aggiungere una qualsiasi tra le applicazioni disponibili passando direttamente dal Centro pacchetti, al quale nel frattempo ti sarai abituato.

Un NAS per casa: Synology DS216j 3

Personalizzazione e risorse

Personalizzare il proprio Sinology è semplice, devi soltanto curiosare tra le sue opzioni, perdi il giusto tempo per capirle e provarle, possibilmente senza spingerti oltre quello che a primo colpo non comprendi, perché si tratta di dispositivi molto venduti e quindi molto discussi e supportati dalla comunità. Se non vuoi perderti nelle decine di alternative in lingua inglese (anche se personalmente te le consiglio), puoi sempre fare riferimento a qualcosa di nostrano, come synologyitalia.com. Il forum affronta le varie tematiche legate a questo mondo, ai modelli di Synology sul mercato (e non solo), pacchetti da installare e metodi alternativi a quello previsto di fabbrica, firmware.

Un NAS per casa: Synology DS216j 4

Se vuoi evitare di configurare il tuo router (oppure non puoi perché dietro NAT) in modo da raggiungere il NAS anche quando sei fuori casa, utilizza il servizio messo a disposizione da Synology. Si chiama QuickConnect e lo trovi facilmente nelle impostazioni di connettività del prodotto. Dovrai registrare un account di posta elettronica attraverso il quale gestire il tuo ID (quindi l’URL da raggiungere) e le impostazioni di accesso alle applicazioni e ai servizi, ma per effettuare il login sul NAS continuerai a utilizzare l’utente che hai creato in fase di primo avvio (oppure un diverso utente creato successivamente, magari per essere passato alla tua compagna o a un tuo amico). Funziona un po’ come con TeamViewer o prodotti simili. A prescindere dalla tua rete di casa, farai ponte sui server Synology per raggiungere il tuo NAS, un po’ come fosse un proxy ;-)

Nella mia attuale configurazione

Avere un NAS in casa risolve molti problemi legati alla centralizzazione dei dati e alla loro sicurezza (data dal RAID), ma questo credo che tu l’abbia capito dopo così tante righe di articolo. Ciò che -forse- ti interessa di più, è capire come mettere in pratica il tutto, un suggerimento di configurazione. Provo a descriverti sommariamente la mia, magari ti può tornare utile anche per specifiche tue esigenze.

Dropbox anche per Windows Xp

Lo so benissimo, Windows Xp non dovrebbe più esistere sulla faccia della terra, hai ragione. Ho una vecchia macchina, un Netbook (te li ricordi ancora?), montava Windows Xp Sp 3 in origine, lo avevo formattato e ci avevo installato Windows 7, cercando di ottimizzarlo quanto più possibile, ma sono dovuto tornare indietro dopo circa un anno, le prestazioni sono calate (parecchio).

Lo utilizza ancora la consorte, ci tiene in ordine le ricette di cucina, le spese, ci naviga e controlla la posta, nulla più. Fino a quando vivrà, avrà bisogno di Dropbox, perché è lì sopra che tiene in backup tutto. Dropbox però non supporta più Windows Xp, dall’agosto dello scorso anno.

Utilizzo già Cloud Sync sul Synology DS216j, ho solo dovuto creare un utente ad-hoc per quel PC, aggiungere una voce all’elenco attività del connettore Dropbox (è facile, ti basterà seguire una procedura guidata molto banale) tenendo l’attività in sincronizzazione bidirezionale ed ecco fatto, una semplice mappatura di rete su quel Netbook permetterà di tenere vivo il collegamento con Dropbox, il resto è stato solo un junction su Windows Xp (roba del 2010 eh, nulla di nuovo sotto al sole).

Manca un client FTP

Davvero, una cosa stupida, che attualmente non esiste ma che spero possa essere integrata in una prossima versione del DSM. C’è il work-around, per motivi abbastanza ovvi, e si basa su un semplice script e sul sempreverde wget. Riassumo: un processo schedulato, un collegamento FTP e una cartella nella quale depositare i dati.

Il codice è abbastanza banale, e non servirà null’altro per portare a termine l’operazione:

wget -m ftp://<username>:<password>@<server_ip>/* -P /volume1/CARTELLABACKUP

Ovviamente al posto di <username> e <password> andranno indicati i relativi dati di collegamento al tuo spazio FTP, così come al posto di <server_ip> il giusto server. Dovrai modificare anche /volume1/CARTELLABACKUP con la destinazione corretta, quella scelta sul tuo NAS, per ospitare i dati che vuoi scaricare per tenere da parte un backup.

Cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Nulla, sulla carta, nella pratica non riuscirai a controllare un avanzamento di quanto appena lanciato (puoi verificare l’occupazione cartella di destinazione e il numero di file che compariranno al suo interno, è vero), così come non riuscirai a bloccare il processo da interfaccia grafica (dovrai abilitare il collegamento SSH al tuo NAS e fare tutto da terminale), al massimo potrai monitorarlo.

Mi spiace, niente Google Photos

Un’altra mancanza. Niente work-around stavolta, a meno di far passare l’archivio fotografico da Google Drive, ma in quel caso viene a meno quella caratteristica così comoda messa a disposizione da big G, lo spazio non limitato sui server di Mountain View a patto di tenere la risoluzione non originale (ma comunque di buona qualità), ideale per le fotografie scattate da cellulare.

Avrei voluto mettere in piedi un ponte per tenere sotto backup le fotografie dei miei smartphone e di Ilaria, ma non solo. Ho provato a dare un’occhiata a Photo Station (applicazione consigliata per chi possiede un Synology) ma non mi ha soddisfatto. Resteremo su Google Photos, con la speranza che venga integrato in una delle applicazioni del DSM in futuro.

Un Plex sempre Ready to go, quasi

Ho installato Plex sul Synology DS216j, funziona bene, sono soddisfatto e ho ovviamente aggiornato il tutto secondo documentazione ufficiale, odio quando un pacchetto è troppo indietro rispetto alla release ufficiale dello sviluppatore, e quelli di terze parti su Synology non vengono proprio aggiornati tempestivamente (ho notato che la versione 0.99 è rimasta quella “più aggiornata” secondo il NAS per diverso tempo, quando in realtà eravamo arrivati ben oltre da diversi mesi). Ho scritto prima di questo rispetto al pezzo dedicato all’oggetto intero, speravo di chiuderlo un po’ prima ma evidentemente non è andata così.

Un NAS per casa: Synology DS216j 9

La pecca? Non tutti i file video vengono correttamente processati e mandati in onda sul televisore (tramite Chromecast), per alcuni serve un po’ più potenza di fuoco (CPU e RAM) per poter essere correttamente encodati e mandati in streaming. Per questo motivo sono stato costretto a riaccendere il Plex della macchina Windows sempre viva in casa, è lei che si occupa di fare quel mestiere con i file più ostici, pur prendendoli da NAS.

In conclusione

Un buon prodotto, modulabile (considerando le applicazioni disponibili ufficialmente ma anche quelle provenienti da altre repository), che si adatta abbastanza facilmente alle esigenze ma che ancora ha qualche piccola lacuna che -credo- non sarà difficile da colmare, e il tempo potrà dire se questo mio “vecchio articolo” (quando lo sarà) ci aveva visto giusto o no.

Synology non tradisce e riesce anche a mettersi al livello di quel consumatore che probabilmente non conosce poi così bene l’argomento, che non è abituato a parlare di mirroring o script da terminale, è un po’ a portata di chiunque (l’importante è volersi applicare). Non ho volutamente parlato di specifiche prettamente tecniche, non sono voluto scendere in quel dettaglio che potresti non riuscire a seguire dopo qualche riga, per i puristi c’è sempre la pagina dedicata (e qui trovi anche le prestazioni misurate).

Il costo dell’apparato è sufficientemente bilanciato a ciò che si ottiene. Rimane una spesa tutto sommato contenuta se si possiedono già i dischi fissi, tutto aumenta se devi mettere in piedi da zero il tuo concentratore di dati, come nel mio caso, e ti consiglio personalmente di investire qualche soldino in più ma fare le cose per benino, non comprare a occhi chiusi se non sei sicuro di quello che stai per fare. Già che ci sei, utilizza il sito web di Synology per verificare la compatibilità del Synology DS216j con prodotti di terze parti (hard disk compresi): synology.com/it-it/compatibility?search_by=products&product_bays=2&product_name=DS216j.

Mi sembra –e credo– di aver scritto tutto quello che mi sembrava giusto riportare, ovviamente l’area commenti è a totale disposizione, per ogni dubbio in merito al prodotto e al suo sistema operativo, nei limiti delle capacità del sottoscritto :-)

fonti utilizzate: evotec.xyz/how-to-backup-ftp-to-synology

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutto pagato di tasca mia (sono circa 300€ di spesa). È un bell'investimento ma risolve tante beghe.
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Uso ormai Plex da una vita e, con l’arrivo del Synology DS216j in casa, ho scelto di spostare il Media Center dalla macchina Windows di casa al NAS, in fondo i contenuti si trovano su quest’ultimo, perché quindi non tenere tutto sotto lo stesso tetto? Ho trasferito tutto, installato e riconfigurato Plex esattamente come quello che ho poi spento in seguito su Windows. Il problema però è che il pacchetto Plex proposto dal centro di installazione Synology nasce vecchio.

Synology: aggiornare Plex manualmente

Si può effettuare l’aggiornamento manuale, basta solo qualche accortezza e un paio di informazioni che puoi recuperare facilmente dalle informazioni del NAS. Affrontiamo tutto per punti.

Synology: aggiornare Plex manualmente 5

Info e Download

Accedi al tuo NAS tramite interfaccia web, entra nel Pannello di controllo e accedi alle informazioni del dispositivo (Centro informazioni, nda). Ti serve verificare che tipo di processore monta, se Intel o ARM. Nel mio caso è il secondo, come da immagine:

Synology: aggiornare Plex manualmente 1

A questo punto scarica il giusto pacchetto per il tuo Synology dalla pagina plex.tv/downloads, e tienilo da parte. Dovrai prima andare a fare qualche modifica nelle impostazioni del NAS.

Accedi al Centro pacchetti, quindi alle Impostazioni. Dovrai ora modificare il livello di fiducia per le fonti di installazione. Sposta il check sulla seconda opzione (Synology Inc. ed editori fidati) e scarica nel frattempo la chiave pubblica di Plex all’indirizzo downloads.plex.tv/plex-keys/PlexSign.key. Ora spostati sulla voce “Certificato” e importa la chiave appena scaricata:

Un clic su Salva per chiudere la finestra e il gioco è fatto. La parte relativa alle impostazioni è terminata. Puoi ora caricare manualmente il pacchetto. Fai clic su “Installazione Manuale” e carica il pacchetto di Plex che hai scaricato dal suo sito ufficiale a inizio articolo, ti verrà poi richiesta ultima conferma prima di procedere (si tratta pur sempre di un pacchetto che non arriva ufficialmente da Synology):

Il gioco è fatto, la versione dovrebbe essere già cambiata nel Centro pacchetti di Synology, ti basterà accedere a Plex (via web) e andare nelle impostazioni del server per avere anche l’ultima conferma.

È una procedura semplice ma seccante, me ne rendo conto, perché Synology non propone i pacchetti costantemente rilasciati da Plex, e non c’è modo di automatizzare il processo, dovrai quindi ripetere l’operazione in futuro per tenere sempre tutto aggiornato, e sfortunatamente non puoi semplicemente fare un clic su “Aggiorna ora manualmente” quando ti compare in Plex.

fonti utilizzate:
jeremywsherman.com/blog/2015/11/08/updating-plex-on-synology-nas
support.plex.tv/hc/en-us/articles/205165858

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Il messaggio che compare a video è poco eloquente, eppure segnala un evidente problema nato durante l’installazione di un software.

KB3172605 and/or KB3161608 are installed in your system. Please uninstall KB3172605 and/or KB3161608 before installing this driver.

Scoprirò in seguito che si tratta di un driver, quello bluetooth per l’esattezza. Una rapida ricerca nei forum di Microsoft ed ecco che salta immediatamente fuori la segnalazione (ce ne sono diverse altre, una in particolare è palese). Non sono il solo a lamentarlo (e fin qui era stata semplice, perché alcuni utenti in ufficio mi avevano detto di aver visto la stessa finestra comparire a tradimento da un paio di settimane), si tratta di un errore che nasce dall’accoppiata Microsoft e Lenovo System Update (in alcuni configurazioni viene anche chiamato “Lenovo – Aggiornamento e driver“, nda).

Lenovo: modificare il BIOS eliminando il Secure Boot (UEFI)

Ho fatto ulteriori ricerche, tutto sembra essere partito a luglio dello scorso anno (Microsoft yanks buggy speed-up patch KB 3161608, replaces it with KB 3172605 and 3172614), si parla -appunto- dei driver bluetooth di Intel. Microsoft ha rilasciato un paio di KB che quasi certamente avrai anche tu sulla tua macchina Lenovo, la quale però tenterà di far installare alla sua utility una nuova versione del driver durante uno dei controlli settimanali pianificati di default, i due KB di Microsoft non possono però coesistere (in questo ordine) con il fix ordinato da Lenovo:

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update

KB3172605 and/or KB3161608 are installed in your system. Please uninstall KB3172605 and/or KB3161608 before installing this driver.

Partendo dal thread sul forum di Microsoft, pare che qualcuno sia uscito fuori dal tunnel disinstallando le KB manualmente, facendo seguire poi l’aggiornamento del driver così come richiesto (da Lenovo System Update), e lasciando poi che Windows Update facesse nuovamente il suo lavoro (cioè reinstallasse i due KB): answers.microsoft.com/thread/bd93ab91-5d9b-434a-a10e-d6574ca97180.

Prova ora a immaginare circa 500 macchine con lo stesso problema, capisci bene che è letteralmente impensabile intervenire così come riportato dall’utente nel forum. Potrei chiedere al nostro WSUS di rimuovere i due pacchetti e tenerli fermi (per il momento), lasciare che System Update lavori, rilasciare nuovamente i due KB. Ho notato però, dopo diversi test e ricerche, che non tutti i System Update propongono l’aggiornamento come “Critical“, a causa del fatto che alcune macchine non hanno precedentemente aggiornato quel driver (non arrivato quindi alla versione interessata dal problema), rendendo di fatto inutile questo metodo:

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update 1

Ho scelto quindi di tenere fuori dai giochi il Lenovo System Update, non impedendo certo il suo utilizzo, ma andando a staccare quella che è la schedulazione che viene creata di default su ogni macchina Lenovo (la puoi verificare tu stesso avviando l’applicazione e facendo clic su Pianifica aggiornamenti). Per operare ho scelto di creare una GPO ad-hoc, ti spiego rapidamente come replicare nel tuo ambiente aziendale. Se sei un utente casalingo e vuoi risolvere rapidamente il problema, salta all’ultimo paragrafo dell’articolo :-)

Goodbye System Update

Il Lenovo System Update ha due schedulazioni predefinite che partono al logon dell’utente e una volta a settimana. La seconda è quella che si occupa del download e dell’installazione degli update definiti critici. Teoricamente ogni utente può scegliere di modificare questo comportamento andandolo a variare dall’applicazione stessa (come spiegato poco fa), la mia modifica segue il suggerimento di questo articolo e inibisce all’utente tale possibilità.

Regedit, XML, GPO

Il metodo è sempre lo stesso. La chiave di registro da modificare è la HKLM\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler (su un sistema a 32 bit si salterà la \Wow6432Node\), il valore è lo SchedulerAbility, che cambierà da YES a NO.

Windows Registry Editor Version 5.00

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"

[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler]
"SchedulerAbility"="NO"

La chiave, trasformata in XML, darà questo risultato (non è indentato, lo so):

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Disable Lenovo System Update"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="HKEY_LOCAL_MACHINE"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="SOFTWARE"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Wow6432Node"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Lenovo"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="System Update"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Preferences"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="UserSettings"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Scheduler"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="SchedulerAbility" status="SchedulerAbility" image="7" changed="2017-01-16 16:01:08" uid="{8D71093F-6362-7087-5ED8-94EDBD7719C6}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_LOCAL_MACHINE" key="SOFTWARE\Wow6432Node\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler" name="SchedulerAbility" type="REG_SZ" value="NO"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Lenovo"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="System Update"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Preferences"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="UserSettings"><Collection clsid="{53B533F5-224C-47e3-B01B-CA3B3F3FF4BF}" name="Scheduler"><Registry clsid="{9CD4B2F4-923D-47f5-A062-E897DD1DAD50}" name="SchedulerAbility" status="SchedulerAbility" image="7" changed="2017-01-16 16:01:08" uid="{0D58379E-C99A-0B72-264C-4143F8AD0680}"><Properties action="U" displayDecimal="0" default="0" hive="HKEY_LOCAL_MACHINE" key="SOFTWARE\Lenovo\System Update\Preferences\UserSettings\Scheduler" name="SchedulerAbility" type="REG_SZ" value="NO"/><Filters/></Registry></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection></Collection>

A questo punto è tutto in discesa. Dal Group Policy Management Editor crea la nuova GPO e naviga in Computer ConfigurationPreferencesWindows SettingsRegistry. Copia il codice XML che vedi qui sopra e incollalo direttamente nella finestra del Group Policy Management Editor (nella parte destra, quella del Registry), otterrai un risultato simile a quello in figura :-)

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update 2

A questo punto potrai assegnare la GPO ai domini che ti interessano (mantieni il filtro di sicurezza su Authenticated Users). Non appena questa andrà ad applicarsi ai PC gestiti, nessuno più lamenterà l’anomalia (e le operazioni schedulate spariranno da Windows).

Come lo risolvo sul mio PC di casa?

Scarica la chiave di registro che trovi sul mio spazio box: app.box.com/s/v4xhf99dx8lxjbi5c0qir2l4gzhtgvpo.

Fai doppio clic sul file scaricato, conferma la modifica delle informazioni di registro e verifica che ora il tuo Lenovo System Update non effettui controlli e installazioni autonome (puoi controllarlo aprendo l’applicazione e facendo clic su Pianifica aggiornamenti, che ora dovrebbe essere completamente disabilitato).

KB3172605, KB3161608 e Lenovo System Update 3

Inutile dirlo, ma è chiaro che il mio è un work-around e non una soluzione al problema che spero Lenovo possa gestire in qualche maniera, basterebbe far saltare fuori una soluzione per mettere a posto l’anomalia e nulla più, nulla che poi non si possa gestire tramite GPO o un sistema di distribuzione software (almeno spero). Io continuerò a tenermi aggiornato tramite forum di Microsoft e Lenovo, aggiornerò questo articolo in caso ci fossero novità.

Buon lavoro! :-)

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Si chiama Intel(R) Ethernet Connection I218-LM ed è la vostra scheda di rete ethernet che sembra darvi una quantità di problemi stupidi e fastidiosi, come il totale blocco della comunicazione con la rete cablata dopo aver riacceso il PC dopo una sospensione o magari la perdita di connessione sporadica, rapidissima, ma inesorabile quando si tratta di tenere in “Keep Alive” un terminale verso SAP o AS400 (o chissà cos’altro). Per diverso tempo ho avuto anche io qualche piccolo problema, mi sono sempre limitato ad aggirarlo senza difficoltà, poi mi sono rotto le scatole e l’ho risolto grazie a un driver più aggiornato di Intel che però non viene proposto né in Windows Update, né dall’utility ufficiale di Lenovo che tiene sempre aggiornati i driver della macchina (simpatica, come sempre).

Intel Logo

Un riferimento, vecchio più di un anno, è ancora raggiungibile sul forum di Intel all’indirizzo communities.intel.com/message/244206. Io ho scaricato la versione 20.3 per Windows 7 x64 disponibile facendo clic qui. Voi potete scaricare il pacchetto a 32 o 64 bit per il vostro sistema operativo semplicemente puntando il browser all’indirizzo downloadcenter.intel.com/search?keyword=I218-LM (filtrando poi la categoria “Driver” e il vostro sistema operativo):

Intel(R) Ethernet Connection I218-LM: problemi di Wake Up

Buon lavoro!

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Post che probabilmente non servirà a nessuno ma che … no si sa mai. Acer, vecchissima macchina Pentium 4 HT “AcerPower Series” con l’ormai superato ed esausto Windows Xp a bordo. La necessità di resuscitarla e -benedizioni permettendo- passarla a Windows 7 magari aggiungendo un pelo di RAM. La parte hardware non è un problema insormontabile, il processore ancora fa il suo dovere e i banchi di RAM DDR PC3200 si trovano facilmente in qualche recupero o smembramento dei vecchi PC.

2000px-Acer_2011.svg

Quello che a noi interessa è il software, è quella la parte bastarda dell’articolo, quella che neanche sul sito di Acer te la da vinta perché questa macchina veniva supportata dal produttore (e persino da Intel che ha prodotto il chipset e la scheda grafica integrata) fino a Windows Xp Sp2 (si, neanche il 3 praticamente, non ufficialmente almeno).

Ecco quindi la strada “per la salvezza” raccontata in collegamenti e consigli.

I driver secondo Acer

Il produttore rilascia attraverso le sue pagine un tool ufficiale che legge i dati del sistema (come il codice di serie ma non solo) e che chiama “Acer System Information“, scaricabile direttamente da support.acer.com/serialharvest/SerialNumber/SystemInformationSetup.msi. Questo vi permetterà di verificare di che tipo di macchina si tratta e -se fortunati- arrivare alla pagina dei download personalizzata tramite il codice di serie del PC, cosa che sfortunatamente non mi è capitata. Sono dovuto passare per la strada secondaria, quella dell’inserimento del modello nella pagina download: acer.it/ac/it/IT/content/drivers

AcerPowerFV_DriverPage

Teoricamente potreste salvare tutto (classico clic destro e subito dopo il Salva destinazione con nome) ma quello a cui forse non avete fatto caso è che si parla di driver per Windows Xp. In parte possono andare bene, in altra no. Ho creato una cartella condivisa su box.com per raccogliere ciò che ho utilizzato, la trovate all’indirizzo app.box.com/s/h4qnx02otlh4jdh8l89mvltzrv58mb96 e contiene i driver per il chipset (Intel 915 Express Chipset Family, ufficialmente non supportato per Windows 7), la scheda audio e quella video (Intel 82915G/82910GL/82915GV/82910GL Express Chipset Family, anche questa non esattamente d’accordo con il diffuso sistema di Microsoft). Troverete anche ChipUtil.exe, piccolo tool di Intel che serve proprio a capire che chipset monta la vostra scheda madre.

Tutti i pacchetti sono stati testati con successo e la macchina vive e lotta con noi :-) Unica accortezza da tenere in ogni caso è il forzare la compatibilità con Windows Xp Sp3 direttamente dalle proprietà dell’eseguibile corrispondente al setup di ciascun driver:

ModalitaCompatibilitaWindowsXpSp3

e nel particolare caso del driver Audio non riavviare la macchina, far riconoscere la scheda audio utilizzando manualmente il file INF “RtkHDA01.inf” contenuto nella cartella C:\Program Files\Realtek\InstallShield ed in seguito disinstallarlo immediatamente da pannello di controllo, questo vi eviterà un BSOD al successivo riavvio poiché l’installer tenterà di portare a termine altre istruzioni a sistema appena avviato che lo manderanno inesorabilmente in crash. Nulla di preoccupante ma evitatevi lo spettacolo, funzionerà tutto perfettamente seguendo questo piccolo ma importante consiglio.

Scaricate ora tutti i programmi di cui avete necessità, magari installate il Service Pack 1 se avete utilizzato un vecchio DVD sprovvisto di aggiornamenti e fate girare a più non posso Windows Update a fine cottura, il piatto potrà ora essere servito.

Buon lavoro!

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