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Conosco e sfrutto da moltissimi anni ormai le soluzioni di Cloud Storage più famose al mondo, per scopi personali (Dropbox Plus da 1 TB circa e Box free con 50 GB di spazio lifetime) e anche lavorativi (Dropbox for Business, spazio illimitato), ognuna di queste con i propri punti di forza e debolezza, con un occhio di riguardo alla tecnologia, alle novità e alla sicurezza dei dati (chi più, chi meno), e poi arriva lui, pCloud, un terzo player che sembra farsi spazio tra i grandi e che nell’ultimo anno ha anche guadagnato una menzione d’onore tra i migliori servizi di Cloud Storage al mondo. Ma di che si tratta esattamente?

pCloud salta fuori studiando alternative a Dropbox o Box

pCloud

Si tratta dell’ennesimo spazio disco sul PC di qualcun altro, che poi è il concetto alla base del Cloud Storage. Ora, tolto di mezzo il tipico modo di dire che tutti noi ormai conosciamo (e che alla lunga stufa, davvero), posso affermare che pCloud è una soluzione pensata per aggiungere spazio a quelle macchine che non ne hanno più, andando a offrire soluzioni e tagli / abbonamenti a prezzi molto ragionevoli (soprattutto se comparati a quelli di Drobox che sono solito pagare ogni anno), condendo il tutto con ulteriori proposte che possono far la differenza sul piatto della bilancia, ma andiamo con ordine.

Da cosa si parte?

Dalla base che ormai è giusto dare per scontato: un sito web, un client PC disponibile per ogni sistema operativo (e anche un paio di plugin per browser e software di terze parti), applicazioni per Android (qui l’APK diretto) e iOS. Manca all’appello un WebDav funzionante (almeno nel mio caso, con autenticazione a due fattori attiva) e un’integrazione con QNap e Synology, e questo è davvero un peccato.

pCloud salta fuori studiando alternative a Dropbox o Box 1

C’è la creazione dei collegamenti pubblici ai file, c’è la cartella Public (da qualche tempo abbandonata da Dropbox) con la possibilità di ospitare siti web HTML semplici, c’è una visualizzazione apposita per le tracce audio che si caricano nel proprio spazio (come fosse una sorta di libreria / player meglio organizzato rispetto a una cartella semplice). Manca (assurdo ma vero) il Drag and Drop tra file e cartelle nell’interfaccia web, sostituito da una selezione multipla che poi lascia il passo alle voci di menu specifico che si caricheranno (tra cui quella relativa allo spostamento di ciò che è stato selezionato, appunto).

C’è la funzione di “Rewind“, per il recupero delle versioni precedenti dei tuoi file ma non solo:

pCloud Rewind ti permette di ripristinare tutto il contenuto del tuo account a una precedente versione fino a 180 giorni. Puoi navigare liberamente attraverso tutti i tuoi file non criptati, ripristinarli o scaricarli.
Se decidi di ripristinare i tuoi file, saranno copianti nella cartella Rewind nella principale directory della struttura delle cartelle. Per esempio, se ripristini 5 file da 01/02/2017 alle 1 e 30 p.m, troverai una sottocartelle nella cartella “Rewind” nominata “5 file ripristinati dal 1 Febbraio 2017 13:30”. Puoi quindi spostare i i file dove desideri nel tuo account.

vedi: pcloud.com/it/help/general-help-center/what-is-pcloud-rewind

pCloud salta fuori studiando alternative a Dropbox o Box 2

Tale funzione è però limitata a 15 giorni di profondità se si utilizza un account gratuito, su Dropbox ti ricordo che è pari a quella offerta a un account Plus (non Pro, quella è già più alta), quindi 30 giorni.

Offre da subito, e in più rispetto ad altri competitor, il montaggio di un drive che ufficialmente non risiede (e quindi non occupa spazio) sul tuo PC e simula così la funzione Smart Sync di Dropbox, disponibile -quest’ultima- solo per i clienti Pro e Business (uno dei grandissimi punti a sfavore del gigante californiano). Oltre questa funzione di “Smart Sync” nativa, offre la possibilità di aggiungere la tecnologia pCloud Crypto che permette di criptare e decriptare automaticamente ogni file caricato in una specifica cartella del proprio account (crittografia lato client, nda), con un costo aggiuntivo ma con il vantaggio del non dover conoscere assolutamente nulla in merito all’argomento, una soluzione chiavi in mano.

Risponde all’appello, come per Dropbox e non solo, la creazione di un collegamento di upload file (dal mondo internet verso di te, scegliendo una specifica cartella del tuo account pCloud) che potrai pilotare impostando una data di scadenza e un limite di caricamento:

Lo stesso dicasi per la condivisione verso internet, che propone qualche opzione in più anche all’account gratuito (cosa che invece non è possibile fruire sul suo maggiore competitor, neanche con un account Plus!):

Pensando a una possibile migrazione dati da altro Cloud Storage, pCloud permette di connettersi agli account dei servizi che hai già sottoscritto, facilitando così il passaggio da uno all’altro, evitando l’uso di uno strumento di terza parte o un tuo lavoro più manuale e certamente seccante. Questo è certamente un gesto gradito. A questa particolare schermata si aggiungono anche Facebook e Instagram, facendo così diventare pCloud il tuo spazio di backup ufficiale per la “vita Social” costruita sui prodotti di Zuckerberg.

Quel ragionamento “al contrario”

È forse ciò che più mi piace di pCloud, quel ragionare al contrario in merito al caricamento dei file sul Cloud, senza necessariamente tenerne una copia sulla propria macchina. È stata un po’ l’idea vincente di Dropbox e del suo Smart Sync, anche se a oggi questa caratteristica funziona non senza qualche difficoltà (non ne ho mai parlato pubblicamente, ma qualche tempo fa in azienda abbiamo individuato un bug e lo abbiamo fatto correggere, eppure questo oggi esiste ancora e lo si può far attivare in maniera differente, cosa già discussa con Dropbox privatamente e in fase di correzione, nuovamente). pCloud ti fa da disco fisso finto, come fosse una mappatura di rete diretta, come un Virtual Drive al pari di VeraCrypt & Co., funziona, è di immediato utilizzo eppure quei file non risiedono sul tuo PC, è facile da capire e da fartelo entrare nell’ottica della quotidianità, la cache che pCloud crea sul tuo PC serve un po’ a fare da tampone a eventuali problemi di lentezza di scaricamento dati dalla loro rete (cosa che io in tutto il periodo di test non ho notato, nda).

Potrai sempre decidere in un secondo momento di creare un collegamento che scatenerà invece la copia costante della cartella all’interno del tuo PC, una cartella sorgente e una di destinazione che vivranno in simbiosi e che -per forza- saranno soggette al medesimo destino scelto dall’utilizzatore. Se si cancella un file nella cartella sorgente, questo sparisce anche dalla destinazione, e viceversa, come fosse una copia speculare (a quel punto potrai effettuare un recupero tramite la funzione di Rewind di pCloud).

In conclusione

Un prodotto che ha chiaramente dei vantaggi e qualche svantaggio forse dovuto alla sua gioventù, forse a un’altra visione del mondo degli utilizzatori di Cloud Storage rispetto ad altri giocatori della stessa scacchiera. pCloud è certamente un’alternativa da tenere in conto quando di sceglie un possibile sbocco e posto dove conservare copie dei propri file. L’account gratuito (se correttamente sbloccato) offre 10 GB di spazio per cominciare, oltre i quali sarà necessario valutare l’upgrade verso le offerte a pagamento. Nota di merito per la Lifetime che permette un pagamento one-shot di una quota certamente importante, ma che non toccherà rinnovare negli anni.

La mancata comunicazione -a oggi- con il mio NAS ne costituisce grave pecca per la quale dubito molto fortemente di abbandonare Dropbox, ma è chiaro che il prezzo pagato per quest’ultimo è ormai fuori mercato quando i competitor iniziano a giocare duro sullo stesso terreno, senza considerare che l’arrivo ormai annunciato delle soluzioni One di Google potrebbero rimescolare ancora una volta le carte e dare linfa nuova alla sfida. Io per il momento rimango sul mio account gratuito, con il quale continuerò a sperimentare e tenere d’occhio la crescita del pargolo svizzero. Per me si va con una votazione di 3.5 punti su un massimo di 5, il margine di miglioramento c’è sicuramente ed è abbastanza largo.


C’è un extra ulteriore in conclusione di questo mio articolo, che va a porsi subito sullo stesso piano di un competitor ben più conosciuto e importante, WeTransfer, nel caso di pCloud questo si chiama semplicemente Transfer, e permette di inviare file (anche di grandi dimensioni, fino a 5 GB) senza necessità di registrazione e con possibilità di proteggere i file con una password, lo trovi all’indirizzo transfer.pcloud.com (ci sono capitato per caso e certamente lo userò prossimamente).

Tu hai già utilizzato pCloud o è la prima volta che ne senti parlare? Pensi di registrarti gratuitamente al servizio? Fammelo sapere tramite l’area commenti sotto questo articolo e parliamo insieme di questo diverso competitor in una terra già “proprietà” di alcuni mostri sacri difficilmente attaccabili.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: ho provato pCloud di mia sponte, sto usando un account gratuito. L'articolo non è in alcun modo sponsorizzato.
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La prima volta che ti ho parlato di Keepa è stato in occasione dell’Amazon Prime Day 2016 e, a distanza di due anni, si tratta di un pezzo assolutamente attuale, ancora valido, che ti parla di un componente aggiuntivo che non solo esiste ancora, ma che continua a migliorare in ogni suo aspetto, coadiuvato da un sito web molto ricco di funzioni e che ti fornisce davvero una quantità enorme di informazioni riguardo i prodotti ai quali sei interessato. Dato però che di quell’articolo non si può salvare l’ultima parte (quella relativo al bot Telegram, nel frattempo dismesso), cerco di porre rimedio oggi, parlandoti di una possibile alternativa, un monitor che puoi attivare tramite Pagomeno.

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa

Pagomeno

Pagomeno, in breve:

Pagomeno è un servizio completo per il confronto di prezzi e prodotti il cui scopo è aiutare i consumatori a fare le proprie scelte d’acquisto nel modo più informato possibile. Confronta prima di acquistare: su Pagomeno trovi di tutto, dai frigoriferi ai computer portatili!

Continua su: pagomeno.it/info.php?t=about_company

Un comparatore di prezzi che, tra le altre cose, prende in esame anche Amazon ed eBay, target principali di Keepa, ciò che forse interessa di più a te. Pagomeno è stato già citato in altri miei articoli, è un buon sito web che permette di tenere d’occhio il mercato e l’andamento prezzi dei prodotti più interessanti e “mainstream“, il suo database è già molto ricco e cresce sempre più con il tempo. Anche lui permette di dare un’occhiata ai grafici più immediati da digerire, di farsi un’idea dei costi comprensivi di spedizione (utile per chi vende al di fuori di Amazon ed eBay), di monitorare ciò che più ricerchi.

Pagomeno come possibile alternativa a Keepa

Seppur sprovvisto di strumenti di alert su più fronti (Keepa ti mette a disposizione pressoché qualsiasi tipo di comunicazione, dalla mail al messaggio pubblico via Twitter, passando per feed RSS, Facebook Messenger e Telegram), Pagomeno ti dà la possibilità di impostare alcune condizioni che –se dovessero verificarsi– farebbero partire immediatamente una mail verso il tuo account di posta, associato a un utente registrato sulla piattaforma, in alternativa potrai usare il feed RSS o l’applicazione per smartphone.

Pagomeno
Pagomeno
Price: Free
Pagomeno
Pagomeno
Developer: Prisjakt
Price: Free

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 1

Ecco quindi che per tenere d’occhio la testa termostatica aggiuntiva di Tado (l’esempio qui sopra) ti basterà attivare l’avviso e impostare le tue condizioni:

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 2

Una volta effettuato il salvataggio, Pagomeno terrà d’occhio il prodotto come da norma del servizio stesso, ma si ricorderà di inviarti una notifica in caso quel prezzo vari secondo le specifiche impostate. È semplice, veloce, immediato da comprendere, la registrazione dell’account è gratuita e ti permetterà di impostare gli avvisi di calo prezzo ma anche di creare liste di prodotti che possono interessarti, effettuare confronti e altro ancora.

Ti ricordo ancora una volta che l’area commenti è a tua totale disposizione se vuoi chiacchierare in merito all’articolo e al prodotto di cui parlo, altrimenti puoi proporre una tua alternativa (che magari non conosco e che mi farebbe certamente piacere provare).

Cheers.

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No, non è un nuovo servizio inventato da Mozilla, è semplicemente un’ulteriore freccia all’arco di quell’azienda che sta progressivamente (sempre più) muovendosi in una direzione ben precisa, più dedicata alla libertà, educazione e sicurezza della navigazione, lasciando un po’ da parte quello che era il core business fatto di corsa alle statistiche di utilizzo del proprio browser e ulteriori applicativi disponibili nel bouquet. Oggi si parla quindi di Firefox Monitor, strumento che può tornarti utile per sapere se i tuoi dati e –ancora peggio– le tue credenziali sono finite in mani sbagliate, per cercare di correre ai ripari nel più breve tempo possibile.

Firefox Monitor ti avvisa in caso di furto credenziali

Firefox Monitor

Tutto parte da HIBP

Si chiama “have i been pwned?” (HIBP, per l’appunto), ed è il sito web che ha dato inizio a tutto, pensato, voluto, sviluppato e mantenuto da Troy Hunt, il quale permette un’operazione molto complicata se non si conosce dove mettere le mani: partendo da un indirizzo di posta elettronica (dato fondamentale per la registrazione a qualsivoglia servizio nel 99% dei casi), il sito è in grado di interrogare un database contenente una mole di dati enorme, generalmente sottratti ad aziende che non li hanno protetti a dovere, esposti in seguito sul web, messi a disposizione di un mercato nero che con questo tipo di materiale ci va a nozze (materiale che può servire diversi scopi, così come diversi sono i modi di venderlo e reperirlo anche in un secondo momento, quando le acque si calmano), facendoci sapere se siamo vittime impotenti e spesso inconsapevoli di quegli attacchi.

A spiegare il perché e il come di HIBP è proprio Troy Hunt nella pagina About del sito web ufficiale: haveibeenpwned.com/About. Io ho interrogato diversi indirizzi di posta elettronica appartenenti al sottoscritto, l’ho fatto ormai qualche anno fa, e ho approfittato della possibilità di iscriversi al servizio di alert per ricevere successive comunicazioni in caso di nuovi attacchi contenenti i miei dati personali. In quei dati possono esserci riferimenti alla persona e alla sua posizione (indirizzo di residenza, ufficio, ecc.) ma non solo (password, IBAN, potenzialmente anche riferimenti alle carte di pagamento, seppur privi di date di scadenza e CVV2). Nel tempo si sono susseguiti miglioramenti della piattaforma e ricerca anche per dominio colpito, ma il cuore pulsante è e rimane il servizio basato sull’interrogazione dell’indirizzo di posta elettronica e alert impostabile per futuri attacchi.

Cos’è quindi Firefox Monitor?

Firefox Monitor è un po’ la personalizzazione di un servizio che forse non tutti conoscono, ma che continua a svolgere il suo prezioso lavoro ogni giorno. In collaborazione con HIBP, un apposito nuovo sito web (monitor.firefox.com, manco a volerlo rendere troppo complicato) si occuperà di lanciare l’interrogazione e mostrare i risultati a video (oltre che notificarli a mezzo posta elettronica, se lo vorrai), tutto minuziosamente spiegato nell’articolo pubblicato lo scorso 25 settembre sul blog della società:

Introducing Firefox Monitor, Helping People Take Control After a Data Breach

Io ho ovviamente fatto qualche test con alcuni dei miei account, ottenendo i medesimi risultati che conoscevo già (in seguito ai quali ho chiaramente cambiato password dove e quando necessario):

Anche in questo caso potrai iscriverti per futuri aggiornamenti automatici (Firefox Monitor Protection), che ti verranno consegnati a mezzo posta elettronica dai server di Mozilla, rendendo il tutto un po’ più ufficiale e forse fidato rispetto al progetto autonomo di Troy (che comunque, continuo a ribadire, è il primo ed è in fin dei conti quello che ci mette le ricerche, le API e tutto ciò che serve per analizzare i dati recuperati dopo gli attacchi e individuare al loro interno il tuo account di posta elettronica). Ciò che tu dovrai fare in seguito alla consultazione dei risultati è seguire quanto suggerito dal sito web e, per non saper né leggere né scrivere, andare a cambiare la password degli account colpiti. Mozilla usa il nuovo sito web per riepilogare le mosse da intraprendere, tutte abbastanza comprensibili nonostante non siano ancora localizzate in italiano:

Firefox Monitor ti avvisa in caso di furto credenziali 3

Ciò che posso consigliarti è dare un’occhiata al mio vecchio –seppur ancora valido– articolo dedicato alla scelta di una password robusta e sempre diversa per ogni tuo servizio, pubblicato in occasione dell’ultimo attacco a Twitter e a molti dei suoi account:

Tanto va la gatta al lardo, che ci lascia la password di Twitter

Al solito, per qualsiasi dubbio o informazione riguardante l’argomento discusso in questo articolo, l’area commenti è a tua totale disposizione, così come il forum di Mozilla Italia dove –se ti va– possiamo approfondire l’argomento relativo a Firefox Monitor.

Buon proseguimento :-)

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Per chi non lo dovesse ancora conoscere, il database places.sqlite è ben descritto (nonostante venga specificato che si tratta di linea introduttiva di massima) in un documento ospitato da MDN, il sito web dedicato agli sviluppatori interessati a capire (e magari mettere mano) al mondo dei programmi Mozilla. Ciò che tu probabilmente ignori (e non c’è niente di male, aggiungerei), è che quel database contiene pezzi fondamentali della tua navigazione quotidiana: dai Segnalibri alla Cronologia, passando per le favicon e gli accessi a ogni sito web (utile per realizzare poi le liste automatiche di siti web più visitati, per fare un esempio). Puoi quindi capire la sua importanza e il fatto che debba essere tutelato e curato.

Firefox: snellire la cronologia pulendola automaticamente

Un database tenuto pulito è più veloce, più reattivo in fase di apertura e consultazione della cronologia, più facile da gestire per Firefox. In alcuni casi (il mio ne è un esempio) si può decidere di non cancellare la cronologia e mantenerla così viva per consultazione futura, ma quando quella consultazione supera un certo numero di giorni di profondità, è possibile che questa non abbia più senso, occupando solo dello spazio su disco fisso e rallentando le prestazioni del browser:

È per questo motivo che ci si può appoggiare a un componente aggiuntivo in grado di svolgere un lavoro di pulizia in maniera automatica, così da andare a snellire sì la Cronologia, ma null’altro in base a quanto specificato dalla nostra configurazione del browser. Io utilizzo da anni un componente aggiuntivo realizzato dal collega di forum Marco “MaK” Bonardo, Expire History By Days, disponibile gratuitamente passando dal sempreverde AMO, aggiornato e perfettamente compatibile con l’era Quantum di Firefox:

Expire history by days
Expire history by days
Developer: Mak
Price: Free

Puoi impostare il numero di giorni di Cronologia da mantenere direttamente nelle opzioni del componente aggiuntivo (io ho scelto 150 giorni di profondità massima, oltre la quale l’addon può cancellare ogni traccia dal database), al resto ci penserà lui.

In alternativa, nel caso in cui tu volessi passare da un diverso componente aggiuntivo, potrei proporti History AutoDelete, altro componente aggiuntivo gratuito che trovi su AMO:

History AutoDelete
History AutoDelete
Developer: Kenny Do
Price: Free

Compatibile anch’esso con Firefox di nuova generazione, utilizza lo stesso principio del componente aggiuntivo di MaK, ma propone qualcosa in più rispetto al primo citato, permettendo di cancellare su richiesta la Cronologia del singolo dominio (un po’ come andare a richiamare il “Dimentica sito web” già integrato in Firefox e nella sua finestra di Cronologia), oltre che impostare un certo numero di giorni da mantenere (oltre i quali fare piazza pulita), tenere traccia delle cancellazioni operate e permettere comportamenti precisi per domini che è possibile specificare manualmente o tramite importazione di liste.

Tu sei solito fare pulizia della tua Cronologia? Fai parte magari del club che tutto pulisce in fase di chiusura browser o preferisci operare per singolo dominio? Parliamone nell’area commenti! Magari salta fuori qualche altro buon suggerimento :-)

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Bentornato Michele! Ospite gradito di Gioxx’s Wall dapprima come lettore, poi come autore sporadico di articoli di sicuro interesse, soprattutto per una generazione più appartenente a quella dei miei genitori, un punto di vista diverso dal mio che non può assolutamente far male.
Quello che leggerai, più che articolo classico, è al pari di un tutorial passo-passo da seguire, non ne scrivevo o leggevo da tempo. Ah, non prendertela per l’abuso della parola “anziano“, si tratta di un argomento importante e senza discriminazione alcuna, lo ritengo davvero interessante per tutti coloro che hanno a che fare con le esigenze di un padre avanti con l’età o (per chi ha ancora la fortuna di averli) un nonno.
Buona lettura :-)

Lo sbaglio per eccellenza di quando si prepara uno smartphone da far utilizzare a un parente anziano (ma qui per anziano dobbiamo intendere persone con problemi alla vista, problemi all’udito, problemi motori o persone con difficoltà a usare la tecnologia moderna) è quello di riciclare un prodotto usato, visto che molto spesso si tratta di un oggetto ormai giunto alla fine della sua vita pratica: batteria esaurita, display piccolo, accessori troppo sfruttati.

Caratteristiche tecniche fondamentali

A un anziano serve principalmente un telefono con un display grande (più è grande, meglio è; un anziano non si fa problemi di miniaturizzazione, anzi!), molto robusto, con una batteria quanto più capiente possibile e molto facile da caricare, con dei tasti virtuali grandi visto il disagio che trova nel non poter utilizzare tasti fisici, con menu semplici e grandi che rappresentano per lui la vera differenza rispetto ai menu da navigare dei tradizionali telefoni non smartphone, quelli cioè dotati di tasti fisici.

Il secondo sbaglio è quello di installare tutte quelle applicazioni alle quali si potrebbe benissimo rinunciare, ma in nome dell’onnipresente pensiero “io lo installo, un domani potrebbe tornarmi utile” ecco che si va a complicare incredibilmente la fruibilità del telefono stesso. A un anziano servono davvero Facebook o Whatsapp? Utilizza realmente gli SMS? Fa spesso fotografie con la fotocamera incorporata? Ha voglia di utilizzare la galleria multimediale per vedere i video girati dai suoi parenti? Occorre installare, quindi, le applicazioni strettamente indispensabili.

Ultimo sbaglio, e qui entra in ballo questo articolo, è quello di dotare lo smartphone per anziano di un’interfaccia sbagliata, sì insomma di quella che si chiama Graphical User Interface (GUI) sui PC Windows, Desktop Environment (DE) su Linux o Launcher su Android.

Quindi, dopo questa lunga premessa, veniamo al sodo: quale Launcher occorre installare per interfacciarsi con la persona anziana?

Preparazione dello smartphone

Considero Big Launcher il migliore in assoluto (al quale va associato il Big Launcher  ABC Icon Pack). Finito qui l’articolo: Big Launcher fa la differenza, sovrasta tutti e basta! Ma non è proprio così.

BIG Launcher
BIG Launcher
Developer: BIG Launcher
Price: 9,99 €
BL ABC Icon Pack
BL ABC Icon Pack
Developer: BIG Launcher
Price: Free

La versione free di Big Launcher soffre di un paio di limitazioni che a mio avviso rendono questa applicazione poco funzionale: i tasti personalizzabili sono davvero pochi e inoltre vi è una oggettiva difficoltà nell’impostare determinate funzioni sui tasti (per tacere che ad ogni riavvio richiede di essere il launcher predefinito, ma questa è più una limitazione del sistema operativo…), visto che tra le altre cose la funzione di personalizzazione a un certo punto sembra letteralmente sparire e costringe a personalizzare nuovamente il tutto.

Se però si acquista la versione Pro a 9,99€, Big Launcher rimane l’app preferita per gli anziani. Tuttavia, un’alternativa gratis valida c’è e si chiama Large Launcher. È di questa app che voglio trattare e poiché un’immagine vale più di mille parole, ecco che lo screenshot dello smartphone sotto riprodotto dice tutto: informazioni essenziali e grandi, semplici e ben distinguibili.

Large Launcher

Smartphone per anziani: che tipo acquistare e quali app installare

In alto abbiamo le informazioni essenziali di Android (tipo e intensità segnale, carica residua batteria, orario), sotto segue l’orologio con datario e purtroppo un’annessa pubblicità animata abbastanza fastidiosa, ma questo è l’unico neo dell’applicazione, al centro dello schermo dei grandi pulsanti per chiamare istantaneamente i propri contatti più frequenti, infine sotto i tre classici pulsanti fissi personalizzati con credito residuo (se l’utilizzatore ha un contratto a consumo, altrimenti si accederà alle informazioni dei dati del proprio gestore telefonico), lista delle applicazioni installate e per concludere la tastiera telefonica per le altre chiamate. Tutto qui, semplice e chiaro!

Quella vista sopra è quindi la home page che si può impostare per un anziano, ma insegnandogli a scorrere lo schermo si può replicarla sulle altre pagine, con lievi differenze tipo l’accesso a diversi contatti oppure l’accesso a ulteriori pulsanti verso funzionalità come quella del soccorso o delle impostazioni globali. Infatti, con questo launcher è possibile inserire un pulsante per le emergenze grazie alle sue facili impostazioni. Quando si preme il pulsante corrispondente a un contatto (vedi nelle immagini sotto), ecco che questo appare bene in evidenza, con possibilità di visualizzare il suo numero di telefono, di inviargli un messaggio o di chiamarlo direttamente. Facile, no?

Con questo launcher l’anziano deve solo apprendere il funzionamento di pochi pulsanti e soprattutto il funzionamento dei tre pulsanti fissi inferiori di Android (indietro, home e lista app aperte)! Sotto vengono riportati gli screenshot di ciò che appare all’avvio di una chiamata e alla ricezione della stessa, mentre, per ciò che riguarda la tastiera telefonica, i numeri non sono grandi e colorati come quelli proposti da Big Launcher, ma si vedono ugualmente molto bene:

Altre applicazioni

Dalle impostazioni, sezione “Tools” è possibile personalizzare le applicazioni che presumibilmente verranno più utilizzate da una persona anziana. La sezione “App” gestisce invece in maniera classica tutte le applicazioni installate sullo smartphone. In giallo sono evidenziate quelle che si presumono essere utili per un anziano: “Advanced Protection per AppLock” e “AppLock” (servono a impedire che l’anziano possa mettere mano a determinate applicazioni o impostazioni), “ClevCalc” (una formidabile, completa e funzionale calcolatrice utile anche a chi non è anziano, molto più funzionale di quella che Android ha di serie), “Colors” (semplice e piccola applicazione che consente di scegliere un colore uniforme per lo sfondo, cosa che Android non propone di serie).

Abbiamo poi un “File Manager” per gestire i file sul dispositivo e “Firefox”, da me preferito per molti buoni motivi, cito il riordino delle schede in sequenza, la possibilità di immediata connessione alla nuova scheda aperta dal link, Firefox Sync per sincronizzare le attività  – schede, segnalibri, password, eccetera –  con il browser installato sul PC, schede in incognito gestite in maniera molto più efficiente su diversi terminali, possibilità immediata di riaprire la scheda erroneamente chiusa, traduzione dell’interfaccia molto più accurata, privacy nettamente migliore, AdBlock che funziona mille volte meglio, e molto altro ancora.

Advanced Protection ☞ AppLock
Advanced Protection ☞ AppLock
Serratura(AppLock)
Serratura(AppLock)
Developer: DoMobile Lab
Price: Free+
ClevCalc - Calcolatrice
ClevCalc - Calcolatrice
Developer: Cleveni Inc.
Price: Free+
Firefox, il browser riservato
Firefox, il browser riservato
Developer: Mozilla
Price: Free

Seguono “Large Launcher” stesso, ovviamente, poi l’immancabile tastiera “SwiftKey Keyboard” che nelle sue personalizzazioni consente facilmente di adottare layout più evidenti e tasti più grandi, infine un’applicazione indispensabile per gestire il volume del dispositivo, e infine l’unico tocco di superfluo costituito dall’applicazione “Zoom Cloud Meetings”, per stupire il nostro utente anziano con un videomeeting in contemporanea con i suoi cari (assieme a Firefox, per me questa è un’altra applicazione che dà un senso all’utilizzo di uno smartphone!).

SwiftKey Keyboard
SwiftKey Keyboard
Developer: SwiftKey
Price: Free
ZOOM Cloud Meetings
ZOOM Cloud Meetings
Developer: zoom.us
Price: Free

Nelle impostazioni di Large Launcher, sezione “Widget”, vanno utilizzate le funzioni “Contatti 1×1” per far partire immediatamente una chiamata, poi altri widget se l’anziano li utilizza. Nel menu a tendina di Android è invece consigliabile lasciare la visualizzazione del segnale WiFi e togliere la connessione ai dispositivi Bluetooth se l’anziano non li utilizza (risparmiando così anche qualcosa sulla carica della batteria). È bene ricordarsi di attivare sempre la modalità di visualizzazione verticale per non fare impazzire il povero anziano con improvvise e sgradite rotazioni involontarie dello schermo.

Comparto audio e video

Superfluo specificare (seppur lo abbia già fatto in apertura articolo) che per le persone anziane occorre comprare uno smartphone con un audio abbastanza potente e impostare i volumi delle suonerie al massimo. Considerate inoltre che queste impostazioni dei volumi vanno bloccate. Ovviamente anche le impostazioni del display sono importantissime e sotto sono riportati i settaggi a mio parere migliori. A questi si aggiungono poi le impostazioni migliori (evidenziate in giallo) per sveglie, suonerie, vibrazione, batteria.

Si conclude il tutto con l’attivazione della geolocalizzazione dell’anziano (tralascio volutamente di parlare di applicazioni per rintracciare le persone come “GeoZilla” perché meriterebbero un articolo a parte).

Ulteriori impostazioni

Nelle immagini sotto, altre impostazioni suggerite per l’utilizzo dello smartphone da parte di un anziano: nessun blocco schermo, backup dati e launcher, accessibilità, impostazioni specifiche del launcher.

In conclusione: anche se non si utilizza il launcher suggerito, penso che questo articolo possa ritenersi molto utile per configurare uno smarphone Android per l’utilizzo specifico da parte di una persona anziana.

Alla prossima!

Aggiungo: alcuni dei suggerimenti dati possono essere certamente messi in pratica anche per limitare l’uso di uno smartphone Android a persone che dovrebbero toccarlo o averci a che fare il meno possibile, stai pensando anche tu ai bambini? :-)

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)
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