Archives For Mozilla Firefox

Lo sviluppo di Firefox (prevalentemente in versione Nightly, che arriverà poi in rilascio stabile dopo qualche settimana) è un continuo fermento di novità dovute a esperimenti o richieste che finalmente entrano in porto e vengono rese disponibili dopo insistenti richieste della comunità, è un po’ quel campo di battaglia dove tutto è ammesso e che non è detto che permetta a tutto di passare allo step successivo. In seguito al precedente articolo (Firefox Nightly: un paio di novità in arrivo) ci sono un paio di ulteriori novità in arrivo di cui possiamo certamente parlare (in parte già rilasciate a chi usa Nightly), e che andranno sicuramente a colpire l’utenza intera nel futuro prossimo del browser libero di casa Mozilla. Nel frattempo, se non te ne fossi accorto, la versione stabile di Firefox è arrivata alla 65 (vedi: twitter.com/Gioxx/status/1090275327299993600).

Firefox: Addio agli screenshot, benvenuto nuovo about:config!

Addio a Firefox Screenshot

Decisamente annunciato e facente parte dello shutdown del progetto Test Pilot (vedi: blog.mozilla.org/press-it/2019/01/15/levoluzione-nella-cultura-della-sperimentazione-di-firefox-un-grazie-dal-programma-test-pilot), Firefox Screenshot si avvicina al pensionamento. Non si tratta della funzione integrata all’interno del browser, quella continuerà a funzionare (con le riparazioni del caso), bensì il sito web che ospita oggi le catture schermo degli utenti che hanno deciso di salvare un’immagine e caricarla sui server di Mozilla, senza crearne una copia locale. Un colpo di forbice secco con il passato, al quale porre attenzione se si intende conservare qualcosa di precedentemente “bloccato nel tempo“, ti conviene farlo quanto prima per evitare brutti scherzi tra qualche settimana.

Nel frattempo puoi già modificare il comportamento della funzione di cattura schermata integrata in Firefox, per evitare che tu possa ancora caricare delle immagini online e dimenticarti di salvarne una copia sul tuo disco locale. Per farlo ti basterà passare dall’about:config e ritoccare un parametro della configurazione del tuo browser, per la precisione si tratta di extensions.screenshots.upload-disabled:

Firefox: Addio agli screenshot, benvenuto nuovo about:config! 2

La modifica è immediata e il risultato sarà grosso modo questo:

Firefox: Addio agli screenshot, benvenuto nuovo about:config! 3

Una svecchiata all’about:config

Calma e gesso, nessun drago è stato maltrattato durante questi esperimenti e il rinnovamento dei locali. L’about:config è una di quelle pietre miliari di Firefox che tutti gli utilizzatori hanno visto almeno una volta nella vita, a tratti abusato da chi non sa esattamente dove mettere le mani una volta aperto il cofano, è la stanza dei bottoni in grado di modificare ogni comportamento del prodotto Mozilla (ne beneficia anche Thunderbird, ma non solo). Sembra che qualcuno abbia ben pensato di prendere scopa, paletta, straccio e sgrassatore, dando un aspetto ben più lindo e giovane a ciò che ha sempre funzionato con il minimo sforzo estetico.

In attesa che l’aggiornamento raggiunga anche le altre versioni di Firefox oltre la Nightly, oggi puoi già dare un’occhiata a cosa accadrà nel prossimo futuro puntando il browser all’indirizzo chrome://browser/content/aboutconfig/aboutconfig.html (solo da Firefox Nightly, nda) e accettando di trovarti faccia a faccia con i draghi della stanza dei bottoni, è qui che tutto comincia, ancora una volta.

 

Il sistema è certamente più ordinato e semplice da utilizzare, anche se può rallentare un pelo sulle configurazioni hardware più datate. Non preoccuparti però, non costituisce attualmente la visualizzazione predefinita e anche quando lo sarà, Mozilla manterrà per qualche tempo la possibilità di passare dalla “via vecchia“, richiamandola tramite l’indirizzo chrome://global/content/config.xul.


crediti: techdows.com/2019/01/the-firefox-new-about-config-page-built-on-html-looks-so-cool-on-nightly.html

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L’ho già detto che Flash sarebbe da abolire dalla faccia della Terra? Hai ragione, almeno un migliaio o forse più di volte. Dopo anni di vita “flash-free” (fatta salva qualche rarissima eccezione che ho dovuto sbloccare manualmente), pare che la parola fine attenda dietro l’angolo il sempre mai troppo maledetto plugin di Adobe, anche per ciò che riguarda Firefox.

Firefox e PunyCode: occhio ai tentativi di phishing

Ciao Flash, e grazie (?) per tutto il pesce

A partire dalla versione 69 di Nightly (ci troviamo attualmente sulla 66) anche quest’ultimo tassello andrà al suo posto, esattamente come fatto già per Java e Silverlight:

[…]

Mozilla previously disabled other NPAPI (Netscape Plugin Application Programming Interface) plugins like Microsoft’s Silverlight and Java in earlier versions of the Firefox browser. Google did much the same with Chrome in 2015.

vedi: digitaltrends.com/computing/mozilla-disable-flash-firefox-2019

Adobe ha dichiarato che il supporto a Flash terminerà ufficialmente nel 2020 (digitaltrends.com/computing/adobe-flash-software-end-nears), ma tu puoi già modificare il comportamento del tuo Firefox come da me suggerito nell’ormai lontano (?) 2015 (ripreso poi anche nel 2016) in due articoli che ti spiegano come intervenire sull’esecuzione del plugin: Firefox: Passare al Click to Play per Adobe Flash e Firefox: modificare il comportamento di Flash per singolo sito. In ogni caso, anche se tu decidessi di non fare nulla, nel corso di quest’anno Flash verrà disattivato in maniera predefinita sull’installazione Firefox che stai utilizzando (per fortuna, aggiungerei), c’è solo da portare quel pelo di pazienza affinché la versione 69 diventi stabile e passi quindi in distribuzione sulla rete.

Se vuoi, su Reddit trovi la discussione in merito a questa novità: reddit.com/r/firefox/comments/ag0al4/mozilla_to_disable_flash_by_default_in_firefox.

Nuovo profilo dedicato

A partire dalla versione 67 (un pelo prima rispetto all’esclusione predefinita di Flash), Firefox Nightly utilizzerà un profilo dedicato per evitare di sporcare quello “di produzione“, tutto questo va un po’ a riprendere ciò che è stato già fatto in passato per la Developer Edition e più in generale quanto saltato fuori già a ottobre dello scorso anno (vedi: ghacks.net/2018/10/27/firefox-65-dedicated-profiles-per-install). Ti stai chiedendo il perché? Beh, abbastanza semplice. Così facendo potrai installare sulla stessa macchina più versioni di Firefox, e ciascuna di queste utilizzerà un profilo tutto suo senza disturbare quelli delle altre, senza rendere obbligato il passaggio dal Profile Manager e quel minimo di conoscenze in più che non tutti possiedono.

Previously, all Firefox installations shared a single profile by default. On January 28, Firefox will begin creating dedicated profiles for each installation, starting with Firefox 67. On that date, Firefox will begin using a dedicated profile for Firefox Nightly, and this Nightly installation will no longer share a profile with other Firefox installations on your computer. Other versions of Firefox (Beta, ESR and Firefox) will have a dedicated profile once they reach release 67.

This will make Firefox more stable when switching between installations on the same computer and will also allow you to run different installations of Firefox at the same time.

Users who have already manually created separate profiles for different installations will not notice the change (this has been the advised procedure on Nightly for a while).

La pagina di riferimento sul sito web di Mozilla a oggi è questa: mozilla.org/en-US/firefox/dedicated-profiles, per evitare che vada persa ti riporto qui di seguito uno screenshot:

Ciò che si impara dalle informazioni fornite è che il profilo di default non verrà toccato se Nightly è il tuo attuale browser predefinito e sarà lui ad aprirlo per la prima volta nel corso della giornata del 28 gennaio prossimo. Se così fosse, i due si assoceranno e null’altro verrà modificato. Diversamente, verrà creato un nuovo profilo pulito da dare in pasto alla Nightly, e sarai poi tu a decidere il da farsi (medesima cosa accaduto, forse banale ribadirlo, con la Developer); nel caso tu voglia sincronizzare i dati tra i vari profili (a prescindere dalla versione utilizzata di Firefox) potrai sempre ricorrere a Firefox Account.

If you do nothing and are currently running different installations of Firefox that share the same profile, your Nightly installation will start running a dedicated profile on January 28th. If Nightly is the first installation of Firefox you open on or after January 28, it will use your existing profile. If Nightly is not the first installation you open, Nightly will get a new profile. Your existing profile will remain associated with the first installation you open on or after January 28.

Se ne parla anche su Reddit, qui: reddit.com/r/firefox/comments/afzdl9/starting_with_firefox_67_firefox_nightly_will_run.

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Sono davanti al PC a dare un’occhiata alle offerte dell’11+11 di MediaWorld, una pena infinita dovuta al sovraccarico di un sito web evidentemente non concepito per scalare a dovere, ma questo è solo uno sterile sfogo di apertura articolo che poco c’entra con il succo del discorso che voglio intavolare con te. Tornando all’argomento principale, quello di oggi è un pezzo basato sulla preparazione per l’imminente Black Friday di Amazon, previsto per venerdì 23 novembre prossimo, seguito poi dal Cyber Monday del 26 novembre. Ne abbiamo già discusso in passato, ma è giusto rifare una panoramica sui metodi e software che puoi utilizzare per non perderti gli affari che più ti interessano e che vorresti comprare a prezzo inferiore rispetto all’attuale.

Amazon Black Friday: come arrivare preparati

Amazon Black Friday e Cyber Monday

Una rapida ricerca su internet ti permetterà di accedere già a una moltitudine di articoli che trattano l’argomento, alcuni dei quali in grado di proporti già una parte di lista offerte (o presunte tali) che andrà in vetrina in una delle due occasioni (venerdì / lunedì), a te tocca esclusivamente fare il lavoro sporco tenendo d’occhio ciò che ti interessa, facendo una sorta di “lista della spesa” che vorresti concludere al termine delle due giornate di sconti. Per fare questo puoi usare degli strumenti dei quali ti ho già parlato in passato, ancora oggi disponibili (e in alcuni casi nettamente migliorati), spesso integrati all’interno del tuo browser o con i client di messaggistica istantanea.

Keepa

Capo saldo del controllo dei prodotti Amazon che vorrei acquistare e delle liste desideri, Keepa è fedele compagno di viaggio ormai da qualche tempo, te ne ho parlato per la prima volta in un articolo del 2016, anche se avevo iniziato a utilizzarlo alcuni mesi prima (fine 2015). Quello che devi fare è semplicemente registrare un account gratuito su keepa.com, quindi installare il componente aggiuntivo per Firefox, Chrome, Opera o Edge, il quale ti permetterà di tenere sott’occhio le evoluzioni prezzi dei prodotti che ti interessano di più:

Keepa.com - Amazon Price Tracker
Keepa.com - Amazon Price Tracker
Keepa - Amazon Price Tracker
Keepa - Amazon Price Tracker
Developer: keepa.com
Price: Free
Install Chrome Extensions
Install Chrome Extensions
Developer:
Price: Free
Keepa
Keepa
Developer: Keepa
Price: Gratis

Un esempio pratico? Sto tenendo d’occhio il WD Red per il mio NAS, vorrei fare un upgrade da 2 a 4 TB, questo il suo grafico prezzi Amazon nel corso del tempo:

Amazon Black Friday: come arrivare preparati 1

Ho chiesto a Keepa di avvisarmi quando il prezzo sfiorerà i 100€ circa, come già successo in passato senza alcuna offerta lampo (Keepa le segnala con un pallino rosso sul grafico), a me non resta che aspettare perché ho aggiunto al mio account –oltre che la mail, ovviamente– il mio account di Telegram e le notifiche push sul mio Firefox.

Tracciare un prodotto è assolutamente semplice: una volta installata l’estensione per il browser (per facilitarti la vita eh, altrimenti puoi fare tutto anche da sito web di Keepa senza aggiungere null’altro al tuo browser), apri la pagina dell’articolo che ti interessa su Amazon, quindi usa il grafico per controllare l’andamento prezzi e mettere sotto tracking il prodotto, ho catturato e pubblicato su YouTube i passaggi ripresi dal mio Firefox:

Importare una lista desideri intera

Sì, è possibile. Il lavoro maggiore è proprio quello di individuare una serie di prodotti per te interessante, cosa che solitamente fai tramite la lista desideri di Amazon (la predefinita così come qualsiasi altra creata successivamente). Keepa può importare in qualsiasi momento una lista intera di prodotti tramite il suo URL, per poi permetterti di impostare una percentuale di prezzo sotto al quale ognuno di quei prodotti deve scendere per poter scatenare l’evento di invio alert al tuo account.

Una volta effettuato il login su Amazon, spostati nelle liste desideri (amazon.it/wishlist?ref_=ya_d_l_lists) e seleziona quella che vorresti importare su Keepa, assicurati che questa sia Pubblica, in caso contrario non potrai procedere (dovrai inserire manualmente i tracking prodotto), quindi copia l’URL della lista (l’indirizzo che trovi nella barra del browser!) e incollalo in Keepa, più precisamente qui: keepa.com/#!import. Ti basterà a questo punto dichiarare che percentuale di prezzo al ribasso vuoi tenere monitorata, al resto ci pensa il tool.

C’è altro da sapere?

Diciamo di no, tutto il resto appartiene un po’ all’argomento esplorazione e configurazione secondo i propri desideri. Se hai fatto tutto correttamente, avrai popolato la lista di tracking di Keepa relativa al tuo account, quella che troverai all’indirizzo keepa.com/#!manage, da qui potrai modificare il singolo monitoraggio variando il prezzo desiderato, o potrai decidere di rimuovere del tutto il tracking. Modifica la vista secondo tua comodità, io sto già usando la loro visualizzazione beta (e non è niente male), cioè quello che tutti vedranno (volenti o nolenti) tra qualche tempo. Keepa è uno strumento tanto potente quanto versatile, giocaci, scoprilo, utilizzalo al meglio per esaudire i tuoi desideri, è completamente gratuito e questo fa di lui Re incontrastato sul mercato software di monitoraggio Amazon.

Alternative: Pagomeno e WhenItDrop

Della prima ti ho parlato davvero poco tempo fa, ti posso rimandare direttamente all’articolo che viene ancora proposto nella colonna di destra del mio blog, troverai tutti i dettagli sulla piattaforma e la possibilità di tenere monitorati più fornitori, non fermandoti quindi ad Amazon o eBay (anch’esso tracciato da Keepa).

Pagomeno può essere un’alternativa a Keepa: come sfruttarla

C’è poi WhenItDrop, progetto nato evidentemente negli ultimi tempi (agosto 2018) e dietro al quale c’è uno sviluppatore italiano (Gabriele Castoro). Nulla di più semplice e banale da capire: se il prezzo di un prodotto che intendi seguire cala anche solo di un centesimo, ti viene immediatamente consegnata una nuova mail all’interno della casella di posta elettronica associata al tuo account Google, unico metodo di registrazione e login attualmente disponibile sul sito web (scelta molto secca e discutibile, ma tant’è).

Amazon Black Friday: come arrivare preparati 2

Ancora in uno stadio iniziale, WhenItDrop permette di inserire in lista di tracking i prodotti venduti da Amazon Italia e UK, senza permetterti di specificare il prezzo desiderato, vale la regola del “ti avviso se il prezzo cambia, a prescindere da quale sia“, caratteristica che in realtà esiste ma che è possibile sbloccare solo portando i propri amici e conoscenti a registrarsi al sito (puoi farlo da qui passando dal mio referral, se ti va). Ho quindi messo alla prova il prodotto e gli ho dato in pasto un paio di monitoraggi che seguo già via Keepa. Il tutto ha funzionato correttamente già nella giornata del 10 novembre scorso, durante la quale Red Dead Redemption 2 per Xbox One è passato dai 67 ai 61€ circa richiesti per l’acquisto:

Amazon Black Friday: come arrivare preparati 3

20/11/18

Aggiornamento: mi sembra giusto modificare l’articolo e segnalare che WhenItDrop aggiunge al link prodotto Amazon il proprio codice di affiliazione. Questo gli permette di guadagnare una piccola commissione in caso di acquisto confermato da parte dell’utente. Non c’è nulla di male, lo scrivo solo per massima trasparenza (è quello che generalmente succede anche con i prodotti che ti segnalo direttamente io negli articoli di questo blog!).

In conclusione

Inizia a preparare la carta di credito e la lista di tutto ciò che potrebbe tornarti utile, per il resto ti toccherà incrociare le dita e sperare che Amazon scelga di proporre i prodotti che desideri a un prezzo più basso dell’attuale. Oltre quanto riportato dal mio articolo c’è certamente dell’altro, mi viene in mente CamelCamelCamel (di cui ti ho parlato qui) solo per citarne uno, ma lì fuori è pieno di altri software in grado di offrirti la possibilità di non perdere d’occhio i prezzi di ciò che ti interessa acquistare. L’area commenti è a tua totale disposizione per parlare di questo argomento, proporre alternative, chiedere maggiori informazioni e tanto altro ancora.

Buono shopping! :-)

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Conosco e sfrutto da moltissimi anni ormai le soluzioni di Cloud Storage più famose al mondo, per scopi personali (Dropbox Plus da 1 TB circa e Box free con 50 GB di spazio lifetime) e anche lavorativi (Dropbox for Business, spazio illimitato), ognuna di queste con i propri punti di forza e debolezza, con un occhio di riguardo alla tecnologia, alle novità e alla sicurezza dei dati (chi più, chi meno), e poi arriva lui, pCloud, un terzo player che sembra farsi spazio tra i grandi e che nell’ultimo anno ha anche guadagnato una menzione d’onore tra i migliori servizi di Cloud Storage al mondo. Ma di che si tratta esattamente?

pCloud salta fuori studiando alternative a Dropbox o Box

pCloud

Si tratta dell’ennesimo spazio disco sul PC di qualcun altro, che poi è il concetto alla base del Cloud Storage. Ora, tolto di mezzo il tipico modo di dire che tutti noi ormai conosciamo (e che alla lunga stufa, davvero), posso affermare che pCloud è una soluzione pensata per aggiungere spazio a quelle macchine che non ne hanno più, andando a offrire soluzioni e tagli / abbonamenti a prezzi molto ragionevoli (soprattutto se comparati a quelli di Drobox che sono solito pagare ogni anno), condendo il tutto con ulteriori proposte che possono far la differenza sul piatto della bilancia, ma andiamo con ordine.

Da cosa si parte?

Dalla base che ormai è giusto dare per scontato: un sito web, un client PC disponibile per ogni sistema operativo (e anche un paio di plugin per browser e software di terze parti), applicazioni per Android (qui l’APK diretto) e iOS. Manca all’appello un WebDav funzionante (almeno nel mio caso, con autenticazione a due fattori attiva) e un’integrazione con QNap e Synology, e questo è davvero un peccato.

pCloud salta fuori studiando alternative a Dropbox o Box 1

C’è la creazione dei collegamenti pubblici ai file, c’è la cartella Public (da qualche tempo abbandonata da Dropbox) con la possibilità di ospitare siti web HTML semplici, c’è una visualizzazione apposita per le tracce audio che si caricano nel proprio spazio (come fosse una sorta di libreria / player meglio organizzato rispetto a una cartella semplice). Manca (assurdo ma vero) il Drag and Drop tra file e cartelle nell’interfaccia web, sostituito da una selezione multipla che poi lascia il passo alle voci di menu specifico che si caricheranno (tra cui quella relativa allo spostamento di ciò che è stato selezionato, appunto).

C’è la funzione di “Rewind“, per il recupero delle versioni precedenti dei tuoi file ma non solo:

pCloud Rewind ti permette di ripristinare tutto il contenuto del tuo account a una precedente versione fino a 180 giorni. Puoi navigare liberamente attraverso tutti i tuoi file non criptati, ripristinarli o scaricarli.
Se decidi di ripristinare i tuoi file, saranno copianti nella cartella Rewind nella principale directory della struttura delle cartelle. Per esempio, se ripristini 5 file da 01/02/2017 alle 1 e 30 p.m, troverai una sottocartelle nella cartella “Rewind” nominata “5 file ripristinati dal 1 Febbraio 2017 13:30”. Puoi quindi spostare i i file dove desideri nel tuo account.

vedi: pcloud.com/it/help/general-help-center/what-is-pcloud-rewind

pCloud salta fuori studiando alternative a Dropbox o Box 2

Tale funzione è però limitata a 15 giorni di profondità se si utilizza un account gratuito, su Dropbox ti ricordo che è pari a quella offerta a un account Plus (non Pro, quella è già più alta), quindi 30 giorni.

Offre da subito, e in più rispetto ad altri competitor, il montaggio di un drive che ufficialmente non risiede (e quindi non occupa spazio) sul tuo PC e simula così la funzione Smart Sync di Dropbox, disponibile -quest’ultima- solo per i clienti Pro e Business (uno dei grandissimi punti a sfavore del gigante californiano). Oltre questa funzione di “Smart Sync” nativa, offre la possibilità di aggiungere la tecnologia pCloud Crypto che permette di criptare e decriptare automaticamente ogni file caricato in una specifica cartella del proprio account (crittografia lato client, nda), con un costo aggiuntivo ma con il vantaggio del non dover conoscere assolutamente nulla in merito all’argomento, una soluzione chiavi in mano.

Risponde all’appello, come per Dropbox e non solo, la creazione di un collegamento di upload file (dal mondo internet verso di te, scegliendo una specifica cartella del tuo account pCloud) che potrai pilotare impostando una data di scadenza e un limite di caricamento:

Lo stesso dicasi per la condivisione verso internet, che propone qualche opzione in più anche all’account gratuito (cosa che invece non è possibile fruire sul suo maggiore competitor, neanche con un account Plus!):

Pensando a una possibile migrazione dati da altro Cloud Storage, pCloud permette di connettersi agli account dei servizi che hai già sottoscritto, facilitando così il passaggio da uno all’altro, evitando l’uso di uno strumento di terza parte o un tuo lavoro più manuale e certamente seccante. Questo è certamente un gesto gradito. A questa particolare schermata si aggiungono anche Facebook e Instagram, facendo così diventare pCloud il tuo spazio di backup ufficiale per la “vita Social” costruita sui prodotti di Zuckerberg.

Quel ragionamento “al contrario”

È forse ciò che più mi piace di pCloud, quel ragionare al contrario in merito al caricamento dei file sul Cloud, senza necessariamente tenerne una copia sulla propria macchina. È stata un po’ l’idea vincente di Dropbox e del suo Smart Sync, anche se a oggi questa caratteristica funziona non senza qualche difficoltà (non ne ho mai parlato pubblicamente, ma qualche tempo fa in azienda abbiamo individuato un bug e lo abbiamo fatto correggere, eppure questo oggi esiste ancora e lo si può far attivare in maniera differente, cosa già discussa con Dropbox privatamente e in fase di correzione, nuovamente). pCloud ti fa da disco fisso finto, come fosse una mappatura di rete diretta, come un Virtual Drive al pari di VeraCrypt & Co., funziona, è di immediato utilizzo eppure quei file non risiedono sul tuo PC, è facile da capire e da fartelo entrare nell’ottica della quotidianità, la cache che pCloud crea sul tuo PC serve un po’ a fare da tampone a eventuali problemi di lentezza di scaricamento dati dalla loro rete (cosa che io in tutto il periodo di test non ho notato, nda).

Potrai sempre decidere in un secondo momento di creare un collegamento che scatenerà invece la copia costante della cartella all’interno del tuo PC, una cartella sorgente e una di destinazione che vivranno in simbiosi e che -per forza- saranno soggette al medesimo destino scelto dall’utilizzatore. Se si cancella un file nella cartella sorgente, questo sparisce anche dalla destinazione, e viceversa, come fosse una copia speculare (a quel punto potrai effettuare un recupero tramite la funzione di Rewind di pCloud).

In conclusione

Un prodotto che ha chiaramente dei vantaggi e qualche svantaggio forse dovuto alla sua gioventù, forse a un’altra visione del mondo degli utilizzatori di Cloud Storage rispetto ad altri giocatori della stessa scacchiera. pCloud è certamente un’alternativa da tenere in conto quando di sceglie un possibile sbocco e posto dove conservare copie dei propri file. L’account gratuito (se correttamente sbloccato) offre 10 GB di spazio per cominciare, oltre i quali sarà necessario valutare l’upgrade verso le offerte a pagamento. Nota di merito per la Lifetime che permette un pagamento one-shot di una quota certamente importante, ma che non toccherà rinnovare negli anni.

La mancata comunicazione -a oggi- con il mio NAS ne costituisce grave pecca per la quale dubito molto fortemente di abbandonare Dropbox, ma è chiaro che il prezzo pagato per quest’ultimo è ormai fuori mercato quando i competitor iniziano a giocare duro sullo stesso terreno, senza considerare che l’arrivo ormai annunciato delle soluzioni One di Google potrebbero rimescolare ancora una volta le carte e dare linfa nuova alla sfida. Io per il momento rimango sul mio account gratuito, con il quale continuerò a sperimentare e tenere d’occhio la crescita del pargolo svizzero. Per me si va con una votazione di 3.5 punti su un massimo di 5, il margine di miglioramento c’è sicuramente ed è abbastanza largo.


C’è un extra ulteriore in conclusione di questo mio articolo, che va a porsi subito sullo stesso piano di un competitor ben più conosciuto e importante, WeTransfer, nel caso di pCloud questo si chiama semplicemente Transfer, e permette di inviare file (anche di grandi dimensioni, fino a 5 GB) senza necessità di registrazione e con possibilità di proteggere i file con una password, lo trovi all’indirizzo transfer.pcloud.com (ci sono capitato per caso e certamente lo userò prossimamente).

Tu hai già utilizzato pCloud o è la prima volta che ne senti parlare? Pensi di registrarti gratuitamente al servizio? Fammelo sapere tramite l’area commenti sotto questo articolo e parliamo insieme di questo diverso competitor in una terra già “proprietà” di alcuni mostri sacri difficilmente attaccabili.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: ho provato pCloud di mia sponte, sto usando un account gratuito. L'articolo non è in alcun modo sponsorizzato.
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La prima volta che ti ho parlato di Keepa è stato in occasione dell’Amazon Prime Day 2016 e, a distanza di due anni, si tratta di un pezzo assolutamente attuale, ancora valido, che ti parla di un componente aggiuntivo che non solo esiste ancora, ma che continua a migliorare in ogni suo aspetto, coadiuvato da un sito web molto ricco di funzioni e che ti fornisce davvero una quantità enorme di informazioni riguardo i prodotti ai quali sei interessato. Dato però che di quell’articolo non si può salvare l’ultima parte (quella relativo al bot Telegram, nel frattempo dismesso), cerco di porre rimedio oggi, parlandoti di una possibile alternativa, un monitor che puoi attivare tramite Pagomeno.

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa

Pagomeno

Pagomeno, in breve:

Pagomeno è un servizio completo per il confronto di prezzi e prodotti il cui scopo è aiutare i consumatori a fare le proprie scelte d’acquisto nel modo più informato possibile. Confronta prima di acquistare: su Pagomeno trovi di tutto, dai frigoriferi ai computer portatili!

Continua su: pagomeno.it/info.php?t=about_company

Un comparatore di prezzi che, tra le altre cose, prende in esame anche Amazon ed eBay, target principali di Keepa, ciò che forse interessa di più a te. Pagomeno è stato già citato in altri miei articoli, è un buon sito web che permette di tenere d’occhio il mercato e l’andamento prezzi dei prodotti più interessanti e “mainstream“, il suo database è già molto ricco e cresce sempre più con il tempo. Anche lui permette di dare un’occhiata ai grafici più immediati da digerire, di farsi un’idea dei costi comprensivi di spedizione (utile per chi vende al di fuori di Amazon ed eBay), di monitorare ciò che più ricerchi.

Pagomeno come possibile alternativa a Keepa

Seppur sprovvisto di strumenti di alert su più fronti (Keepa ti mette a disposizione pressoché qualsiasi tipo di comunicazione, dalla mail al messaggio pubblico via Twitter, passando per feed RSS, Facebook Messenger e Telegram), Pagomeno ti dà la possibilità di impostare alcune condizioni che –se dovessero verificarsi– farebbero partire immediatamente una mail verso il tuo account di posta, associato a un utente registrato sulla piattaforma, in alternativa potrai usare il feed RSS o l’applicazione per smartphone.

Pagomeno
Pagomeno
Price: Free
Pagomeno
Pagomeno
Developer: Prisjakt
Price: Free

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 1

Ecco quindi che per tenere d’occhio la testa termostatica aggiuntiva di Tado (l’esempio qui sopra) ti basterà attivare l’avviso e impostare le tue condizioni:

Pagomeno può essere un'alternativa a Keepa 2

Una volta effettuato il salvataggio, Pagomeno terrà d’occhio il prodotto come da norma del servizio stesso, ma si ricorderà di inviarti una notifica in caso quel prezzo vari secondo le specifiche impostate. È semplice, veloce, immediato da comprendere, la registrazione dell’account è gratuita e ti permetterà di impostare gli avvisi di calo prezzo ma anche di creare liste di prodotti che possono interessarti, effettuare confronti e altro ancora.

Ti ricordo ancora una volta che l’area commenti è a tua totale disposizione se vuoi chiacchierare in merito all’articolo e al prodotto di cui parlo, altrimenti puoi proporre una tua alternativa (che magari non conosco e che mi farebbe certamente piacere provare).

Cheers.

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