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Faccio una doverosa premessa: sono fondamentalmente apolitico, chi mi conosce lo sa, per tutti gli altri lo chiarisco sin da subito così da evitare commenti al plutonio per quella che vuole essere una semplice riflessioni di un povero pirla italiano con le sue idee e le sue speranze. Fosse per me azzererei completamente il governo di ieri, di oggi e di domani (basandomi sulle ultime votazioni, ndr), cercando di mettere a capo del popolo chi ne ha sempre fatto parte lavorando duramente, con il vero sudore della fronte e il sangue per i pugni presi in pieno viso per i mille rifiuti e le centinaia difficoltà, senza tutti i favoritismi e i vantaggi dell’ormai conosciuta casta.

Torno a dirlo: non sono di sinistra, non sono di destra, non sono di sopra, di sotto o di qualsiasi altro schieramento possibile, non ho pronunciato  “Forza Italia” per anni a causa di un finto grande che aveva deciso di privatizzare l’espressione, sono libero (come tutti) di esprimere un parere, così come voi siete liberi di commentare e non essere d’accordo con me, rispettando ciò che penso e ciò che scrivo sempre e comunque. Eppure ho seguito più o meno interessato queste elezioni primarie per scegliere il nuovo leader della sinistra che cercherà di prendere posto al governo del 2013. Bersani contro Renzi, Davide contro Golia, volto di una sinistra con il sapore di vecchio il primo, giovane rampante (pure troppo) con voglia di fare e rinnovare (pardon, rottamare) il secondo. Non ho mai considerato Vendola all’altezza del duo, lo avevo dato per fuori già prima della chiamata alle urne, così è stato, nonostante tutta la sua buona volontà e tutto lo sforzo fatto per scavarsi la sua nicchia.

In tutto questo periodo ho simpatizzato per Renzi. Vuoi per la giovane età, vuoi per le buone intenzioni, vuoi per la sua voglia di mettersi davvero in gioco o la grande capacità di vendersi che alcuni hanno fortemente sottolineato e utilizzato come contro anziché come pro. Magari sono state tutte baggianate, magari fumo per gli occhi, magari, magari, magari, eppure mi sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe stato in grado di fare un giovane come lui al governo. Passare dal governare una bellissima città quale Firenze ad un’intera nazione allo sbando devastata da tasse, disoccupazione e crisi. E’ un ingrato compito per chiunque, solo Superman in associazione con i vendicatori e Batman potrebbero (forse) risolvere qualcosa, per lo meno lo scenario sarebbe più credibile di qualsiasi politico si trovi li fuori in questo preciso istante.

In bocca al lupo quindi a Bersani, Vendola, Di Pietro, Grillo e chiunque decida di allearsi e far parte di questo carrozzone (sicuramente non intendeva questo il buon Renato Zero all’epoca, ndr) che quasi certamente andrà al governo nel 2013 perché noi italiani non abbiamo valide alternative percorribili e siamo costantemente costretti a scegliere tra il peggio ed il meno peggio, mai il meglio perché non possiamo permettercelo. Grazie anche a Matteo, per lo meno ci ha provato ed è tornato a casa con le pive nel sacco in modo più che dignitoso, da grande uomo e con la consapevolezza che almeno per ora “non c’è trippa per gatti“, sperando in un domani che la sua età ancora consente.

Si parla di nuova Italia, si parla di fare largo ai giovani, si parla tanto, troppo, sono i fatti quelli che mancano, da anni ormai, un’assenza pesante che ha letteralmente servito su un piatto d’oro quella goccia che ha fatto traboccare il vaso di tantissimi coetanei (ma non solo) con un biglietto di sola andata per l’estero, con o senza meta precisa, a patto di abbandonare questo titanic che si avvicina sempre più verso il suo iceberg, la terra che ci ha dato tutto e che ora non riesce a tenerci legata a se, l’Italia è un paese per vecchi.

La caricatura di Bersani è di Marina Molino, presa da qui: robironza.wordpress.com/caricature-di-marina-molino/bersani

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Nessuno di noi ha passato un buon fine settimana, su questo nutro pochi dubbi. Nonostante i tifosi napoletani abbiano avuto di che essere contenti durante la notte (così come i tifosi del Torino e del Pescara o del buon Valentino Rossi finalmente sul podio dopo così tanto tempo, o altri accadimenti sportivi più o meno di rilievo), gli abitanti dell’Emilia Romagna ed in particolar modo della zona tra Modena e Bologna (epicentro del sisma e di tutte le scosse di assestamento che continuano incessanti) hanno trascorso due brutte notti e altrettanti giorni vivendo da protagonisti involontari un fenomeno naturale difficile da combattere, dove a farla da padrone è una totale impotenza umana in grado solo di rimettere in sesto le ferite della propria patria a “movimenti terminati“.

20 maggio 2012 - Il terremoto in Emilia Romagna

20 maggio 2012 - Il terremoto in Emilia Romagna

Ore 4.05 del 20/05/2012: sentire il letto muoversi, il lampadario oscillare e oggetti cadere dall’armadio o dalla scrivania è il peggior risveglio che possiate mai vivere:

E’ iniziato tutto così, senza sapere cosa stava accadendo alle strutture emiliane che crollavano inesorabilmente sotto la potenza del terremoto da 5.9 gradi della scala Richter, solo quattro punti più sotto di quello che ha messo in ginocchio l’Aquila.

Ho poi scoperto qualche ora più tardi ciò che era accaduto, attivando la “macchina di solidarietà sociale” fatta di live tweeting, telefonate, chat. Tutto quello che potevo fare durante una giornata di pioggia incessante che contribuiva a peggiorare la situazione già di per se deprimente e angosciante causata da questo inaspettato evento, seguito a ruota da una marea di scosse di assestamento, molte delle quali sentite anche dalle regioni adiacenti alla mia. Il solo Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ne ha registrati più di 170, raccogliendo i suoi documenti in questa pagina pubblica: comunicazione.ingv.it/primo-piano/terremoto-prov-modena/view.

E’ inutile provare a dire cosa fare o cosa no in questi casi, il panico è una brutta bestia e assale immediatamente ciascuno di noi, chi più e chi meno. Di certo però c’è un movimento solidale fatto dalle reti cittadine che si attiva nel più breve tempo possibile, lo stesso tempo che occorre alle autorità preposte per cercare di tenere sotto controllo e prevedere possibili altri danni e contemporaneamente adibire aree per ospitare gli sfollati, proprio come successo nel ferrarese o nel modenese. Nel frattempo ciascun coinvolto può cercare di tenere a mente alcune semplici regole proposte dalla Protezione Civile italiana: protezionecivile.gov.it/jcms/it/cosa_fare_sismico.wp.

Cosa posso fare io?

Oltre a dare una mano fisicamente se ci si trova sul posto o nelle dirette adiacenze? Poco.

Eppure ogni messaggio rimbalzato su Social Network o una telefonata ad amici e parenti coinvolti per offrire loro la più ovvia ospitalità possibile può essere d’aiuto. Come tanti lo hanno definito, questo è stato “il terremoto di Twitter“, il noto Social Network americano ha infatti contribuito a fare da cassa di risonanza per tutta una serie di messaggi utili, numeri di telefono, aggiornamenti in tempo reale e stati d’animo di chi questo evento lo ha vissuto.

Magari dico una stronzata galattica (e mi si passi il francesismo gratuito), ma anche lo sbloccare l’accesso alla rete WiFi di casa propria aiuta chi si trova in strada a rimanere connesso con la rete e ricevere informazioni potenzialmente utili, o magari inviarne! Esistono diversi modi per “liberare” la propria ADSL ma mi rendo conto che in quei momenti la cosa più semplice da fare è proprio rimuovere l’autenticazione e permettere l’accesso a tutti.

Volete qualche riferimento che potrebbe sempre tornarvi utile in questi casi? Basta poco: @INGVterremoti, @SkyTg24, @EARTHBROOK, @BreakingNews, @ItalyQuakes sono solo alcuni di quelli seguiti ieri, senza considerare le persone che hanno raggiunto i luoghi dell’evento (o già presenti e colpiti) per dare una mano e aggiornare tutti live.

Un grazie va anche a “Il Post” per aver costantemente tenuto aggiornato una pagina riepilogativa riguardante il terremoto.

Nello specifico, per la città di Ravenna segnalo queste letture:

ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=55182
ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=55187
ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=55193
ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=55192

Restare uniti in occasioni simili è il miglior modo per ripartire.

Un grande in bocca al lupo a tutti i conterranei in difficoltà.

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Tutto quello che gravita attorno alle tasse e ai balzelli della nostra adorata burocrazia fa parte di una macro-categoria delicatissima e sempre molto spinosa. Tra leggi, decreti, modifiche (e chi più ne ha, più ne metta nel pentolone), l’italiano deve restare costantemente al passo con tutto quello che il governo (e annessi) decide di mettere in pista per il bene della nazione ma non certo delle tasche dell’utente finale.

L’adeguamento ISTAT è una di quelle voci facenti tipicamente parte di un contratto di locazione che non andrebbe mai perso d’occhio. Si tratta di una cifra calcolata in base al costo della vita, che andrà aggiunta alla mensilità stabilita in fase di sottoscrizione del contratto. Due le possibilità di farla comparire:

  • Contratti a canone concordato: richiesta retroattiva ma senza arretrati “dimenticati” o mai richiesti;
  • Contratti “liberi”: aumento automatico a carico dell’inquilino (e della sua memoria), in questo caso è fatto obbligo di mettersi in pari anche con gli arretrati.

Sono riuscito a capirci qualcosa di più grazie ad un vecchio articolo de La Repubblica datato 2007, ancora molto attuale come spesso accade con argomenti di questo tipo: economia.repubblica.it/articolo/Guida_all_aumento_Istat_per_proprietari_e_inquilini/172361.

Nel caso specifico del sottoscritto (che prenderò come esempio di questo articolo) il contratto riporta proprio la formula libera, quella a mio carico, l’arma a “singolo” taglio in quanto puntata al solo conducente dell’appartamento che dovrà ricordarsi di andare a verificare ogni anno (a partire dal secondo) la variazione ISTAT del mese durante il quale è stato firmato il contratto, aggiornato all’anno in corso. Per capirci: io ho preso il valore di Marzo 2012 direttamente da questa tabella: sicet.it/pages/dati_periodici/istat.htm (2,400), avendo firmato il mio contratto di affitto a marzo 2011.

A questo punto non resta che calcolare il valore finale in € pari all’aumento da applicare a tutte le rate che vanno dal mese di stipula del contratto (a un anno di distanza, quindi marzo 2012) a quello del successivo, quando ci sarà un nuovo valore da utilizzare per un calcolo “rinnovato” (con molta poca felicità delle proprie tasche). Ho personalmente utilizzato questo strumento online: avvocatoandreani.it/servizi/calcolo_adeguamento_istat_canone_locazione.php, così da evitare possibili errori e fare sicuramente prima.

Si parla di € 15,36 per ciascun mese, ben € 184,32 che avrete (avrò) sborsato in più a marzo 2013, semplicemente perché si è alzato il costo della vita. Inutile dire che ciò che si può andare a scaricare dalle tasse tramite dichiarazione dei redditi è nettamente inferiore a quello che potreste augurarvi e pensare di dover ricevere, vero? :-)

L’area commenti è a vostra disposizione. Nell’eventualità avessi commesso degli errori o aveste delle precisazioni da fare, vi prego di voler lasciare il vostro contributo, servirà a tutti i lettori di questo blog e gli occasionali visitatori che arrivano dai motori di ricerca, collaborare è sempre una buona cosa per il bene comune :-)

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Milano Real Life (MRL)

È il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!
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16 gennaio 2012: la tanto temuta, odiata, amata, aggiungere aggettivi desideratiArea C” parte oggi con una sperimentazione che durerà 18 mesi, un lungo anno e mezzo durante il quale chiunque voglia entrare nella Cerchia dei Bastioni (vecchia area Ecopass) durante i giorni feriali dovrà sborsare 5 euro, a prescindere dal fatto che il mezzo privato sia un Euro 3 o un nuovo Euro 5 (precedentemente esentato dal pagamento della tassa Ecopass insieme agli Euro 4).

Stavolta anche i cittadini residenti in zona saranno costretti a pagare dopo aver raggiunto il limite dei 40 ingressi annuali “offerti gratuitamente” dal comune di Milano. Restano invece fuori i ciclomotori, i mezzi pubblici, quelli di pronto intervento, quelli ibridi e quelli a metano.

In questo mio semplice e “veloce” articolo vorrei proporvi qualche lettura utile per sopravvivere alla novità, fermo restando che utilizzare i mezzi pubblici per andare in centro storico è sempre stata la migliore scelta, nonostante gli inevitabili ritardi e i ben poco graditi aumenti di tariffe ;-)

Riferimenti ufficiali

Punti di riferimento che si spera vengano tenuti costantemente aggiornati da chi l’Area C l’ha messa in piedi!

Cosa scrive la stampa

Testate giornalistiche e / o specializzate che dedicano un loro spazio alla novità …

Blogosfera

Perché siamo qui apposta per aiutarci e darci riferimenti e spunti validi per cavarcela in ogni caso :-)

E per non farci mancare nulla, basterà filtrare il tag “#AreaC” su Twitter per ottenere tutte le reazioni dei cittadini (e non solo) in tempo reale: twitter.com/#!/search/areac.

L’area commenti è a vostra totale disposizione nel caso in cui vogliate segnalare altre risorse che saranno poi integrate all’interno dell’articolo ;-)

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Dopo anni di evoluzione informatica talmente irrequieta da far perdere completamente la bussola a coloro nati in un’altra generazione, siamo arrivati ad un discreto numero di strumenti web che quotidianamente permettono di risparmiare tempo e risorse. Possiamo permetterci il lusso di non abbandonare il nostro ufficio o la nostra casa e movimentare soldi, tenere sott’occhio le quotazioni di borsa, pagare le assicurazioni auto e –argomento del mio articolo– pagare il bollo.

Fatto una manciata di giorni fa (venerdì 29 gennaio, a voler essere precisi) ho eseguito il calcolo dando come input la targa della mia vettura. I dati sono stati immagazzinati nel gennaio del 2009 (primo pagamento del bollo post-acquisto in concessionaria), quindi mi è bastato dare una veloce occhiata alla scheda riassuntiva per capire che “tutto era al suo posto“, si poteva quindi procedere al pagamento. Il totale riporta 162 euro, decido chiaramente di pagare con carta di credito. A distanza da tre anni dal primo utilizzo del servizio il sito web è cambiato di poco o nulla, in compenso è rimasto invariato il prezzo del servizio, ciò che occorre sganciare per poter stare “comodamente seduti in ufficio” a sudarsi lo stipendio: 4 euro.

Tanto per capirci, ciò che è uscito dalla mia banca –a conti fatti– ammonta a 166 euro e 6 centesimi. Giustamente tanti di voi criticheranno o diranno “e pagarlo in una qualsiasi tabaccheria no?” … giusto, avete ragione, mi spiegate però perché qualunque altro servizio costa decisamente meno di quanto applicato ad una tassa già di per se inutile e gravosa per il portafogli di qualsiasi automobilista?

La quattro ruote, cara ACI, non è un bene di lusso, pagare il bollo solo perché si possiede una vettura è secondo me fuori luogo, di tasse ne abbiamo già abbastanza, questa è l’ennesima inutile spesa che va a finire nelle tasche di qualcuno che non deve pensare come arrivare a fine mese senza soffocare, uno che probabilmente ha già pagato il mutuo con qualche anno di stipendio (e non con 30 anni di lavoro con pagamenti a cadenza mensile), uno che non guadagna certo 5 euro all’ora (netti) come il sottoscritto e come tanti altri lavoratori italiani che conoscono bene l’ora di ingresso in ufficio e molto meno bene quella d’uscita … mi spiegate il senso di ladrare (furto legalizzato, si, decisamente) ulteriori soldi sull’operazione? Non bastano quelli che intascate con il bollo e quelli che intasca la banca per l’operazione?

Prima di chiudere però vorrei spendere però un paio di parole rivolte ad un certo nano portatore di democrazia, non si era detto che questa tassa assolutamente inutile sarebbe sparita dalla circolazione?

ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/ElezioniPolitiche/documenti/berlusconi-abolizione-bollo-auto.shtml?uuid=eece85d8-0861-11dd-b8bf-00000e251029&DocRulesView=Libero

Anno 2010 cominciato “alla grande” (soprattutto se si somma l’assicurazione al bollo), ancora una volta portafogli decisamente poco contento.

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