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Impossibile non notarlo, è l’inevitabilità di quel web fatto di continui collegamenti, richiami, login facili. Amazon ti propone sempre il prodotto più giusto per quello specifico periodo in cui ti serve qualcosa “della quale non potrai più fare a meno“, te lo ricorda anche Facebook, così come molti altri siti web che utilizzano in qualche maniera banner o API di questi due grandi player, e la storia non finisce certo con loro, è un po’ come il vaso di Pandora. Sei un numero, tracciarti è relativamente semplice, può essere utile qualcosa che contrasti tutto questo senza però intralciare la tua navigazione e le tue comodità, Facebook Container fa un po’ questo mestiere.

Wordpress: niente immagine di anteprima su Facebook? Risolvere il problema

Facebook Container

Un accenno di storia

Facciamo insieme un passo indietro e parliamo genericamente di Containers. Un tempo Panorama e integrata nel browser stabile, poi abbandonata definitivamente per scarso utilizzo circa 2 anni fa (io l’adoravo), forse alcuni potrebbero ricordarla come Tab Groups. Non so tu, ma questo desiderio di avere una sola finestra del browser aperta e più “ambienti di lavoro” da richiamare all’occorrenza a me è sempre piaciuta, un po’ per separare la vita privata da quella lavorativa, un po’ per lavorare su ordini di idee e necessità senza star lì a impazzire per trovare una determinata scheda aperta qualche tempo prima.

Quella funzione oggi si chiama Containers, è un’estensione, un componente aggiuntivo figlio della nuova epoca Quantum, che ti permette grosso modo di fare la stessa cosa che facevi due anni fa sul Firefox di vecchia generazione, e puoi installarla in qualsiasi momento da AMO.

Vite separate, un solo browser, nessun impedimento tecnico nell’apertura di più finestre dello stesso servizio con diverse coppie di credenziali (GMail, tanto per fare un esempio facile da capire), visitate come tu stessi arrivando da differenti sessioni (o profili aperti) ma che in realtà così non è, grazie all’isolamento dello spazio riservato da Firefox (website storage, nda), dei cookie e di tutto ciò che serve a quel sito web per fare il suo lavoro lato tuo PC, puoi provare a vederla come una rivisitazione avanzata della modalità di navigazione in incognito, senza però la limitazione dovuta alla singola finestra anonima per profilo di Firefox aperto.

Under the hood, it separates website storage into tab-specific Containers. Cookies downloaded by one Container are not available to other Containers ()

Il tutto è stato sperimentato, monitorato e costantemente migliorato nel corso di questi ultimi due anni, da chi -come me- ha scelto di affidarsi alle versioni Nightly di Firefox (quelle più instabili, nda), che integravano già nel 2016 questo esperimento poi approdato anche in Test Pilot (se ne parlava qui), con possibilità di gestione dei contenitori tramite pannello delle Preferenze del browser (about:preferences#containers).

Perché allora Facebook Container?

Perché Containers presa così di petto può confondere e in alcuni casi spaventare i meno esperti, che potrebbero non capire più come gestire i loro ambienti di lavoro.

Firefox: Facebook Container impedisce il tracciamento sul web

Facebook Container non necessita di configurazione, è già pronta per funzionare come nel più classico degli scenari Plug&Play, annunciata in un momento storico che migliore non si sarebbe potuto aspettare per fare da cassa di risonanza, Cambridge Analytica può solo insegnare (ammesso che là fuori altri come me e te abbiano capito più o meno bene cosa sia realmente successo e che conseguenze ci sono state nel momento zero, così come oggi e ancora in futuro). Facebook Container è stata presentata al grande pubblico del web lo scorso 27 marzo, descritta all’interno di un articolo comparso nel blog ufficiale di Mozilla (blog.mozilla.org/firefox/facebook-container-extension), il quale non manca di dettagliare di cosa si tratta pur non dovendo approfondire più di tanto (vista la facilità di fruizione di questa misura di sicurezza sviluppata da Mozilla).

Facebook Container
Facebook Container
Developer: Mozilla
Price: Free

Scopo del gioco messo in chiaro da subito: fermare il tracciamento che Facebook opera in giro per il web, lasciando che il Social Network possa funzionare esclusivamente nel suo orticello, che non vada a fare danni altrove e che ci lasci in pace quando non utilizzato. Per fare ciò è stata usata la base e il concetto fatto proprio da Containers, riadattato per l’occasione all’auto-riconoscimento del sito web creatura di Mark Zuckerberg, caricato in un’apposita sandbox oltre la quale non può ficcare il naso. In un solo colpo vivrai (e navigherai) qualsiasi altro sito web come se tu non fossi collegato a Facebook, come riportato da Mozilla stessa, la quale specifica quindi possibili malfunzionamenti legati all’isolamento:

If you use your Facebook credentials to create an account or log in using your Facebook credentials, it may not work properly and you may not be able to login. Also, because you’re logged into Facebook in the container tab, embedded Facebook comments and Like buttons in tabs outside the Facebook container tab will not work. This prevents Facebook from associating information about your activity on websites outside of Facebook to your Facebook identity. So it may look different than what you are used to seeing.

Una seccatura apparentemente molto pesante da sopportare, ma che protegge la tua privacy più di quanto tu possa pensare. Considera che, nel caso tu faccia clic su pulsanti di Like o Share via Facebook, questi funzioneranno aprendo nuovamente il container (quindi nessun problema di funzionamento, ma solo una scheda in più aperta quando necessario, immediatamente richiudibile al termine dell’operazione).

Sotto al cofano

When you install this extension it will delete your Facebook cookies and log you out of Facebook. The next time you visit Facebook it will open in a new blue-colored browser tab (aka “container tab”). In that tab you can login to Facebook and use it like you normally would. If you click on a non-Facebook link or navigate to a non-Facebook website in the URL bar, these pages will load outside of the container.

Una volta installata, Facebook Container cancellerà ogni cookie legato al Social Network, costringendoti a effettuare un nuovo login. Noterai che –visitando Facebook– ti si caricherà una scheda diversa rispetto alle altre, sottolineata di blu e con il logo da “Container” nella barra dell’URL (te li ho messi in rilievo nell’immagine di seguito):

Firefox: Facebook Container impedisce il tracciamento sul web 1

Ogni volta che farai clic su un collegamento che ti porterà fuori da Facebook, la scheda tornerà a comportarsi normalmente, vedrai sparire sottolineatura e richiamo nella barra dell’URL. Lo stesso succederà anche se riutilizzerai la scheda per navigare su un diverso sito, specificandolo manualmente nella barra dell’URL.

E dallo scorso 5 aprile …

… sono state annunciate alcune novità riguardanti il componente aggiuntivo, che ora mantiene attivo il container di isolamento anche nel caso in cui tu vada a visitare Instagram o Facebook Messenger, legati allo stesso cordone ombelicale del Social Network statunitense.

Firefox: Facebook Container impedisce il tracciamento sul web 2

Se come me stai ora pensando a WhatsApp, probabilmente la risposta è che questo non sembra raccogliere (allo stato attuale) informazioni che vengono poi utilizzate dal sito web principale di Facebook, ma potrebbe certamente entrare a far parte degli URL intercettati automaticamente di un futuro aggiornamento di Facebook Container: blog.mozilla.org/firefox/facebook-container-extension-now-includes-instagram-and-facebook-messenger.

In conclusione

Un compromesso che, una volta installato, dovrai in qualche maniera digerire. Questo potrebbe essere il giudizio finale per un componente aggiuntivo che per me finisce di diritto nei Must Have, perché non sempre ci si può nascondere dietro la frase fatta che “non si ha niente da nascondere“, la privacy è un diritto che devi poter esercitare e un dovere per chi ha quel grande potere e privilegio di poter maneggiare i nostri gusti, orientamenti, dati che possono essere facilmente rivenduti e sui quali costruire il proprio business, che non sempre combacia con i reali desideri dell’utente finale.

Io l’ho installato su ogni mia postazione e quasi ogni profilo (ne tengo alcuni esclusivamente per sperimentare, dove neanche mi collego a Facebook), i login sono stati separati dall’account Facebook già tempo fa (dovresti farlo anche tu, prima o poi ci scrivo un pezzo in merito), e dove i commenti sono veicolati in maniera forzata verso il Social Network, evito di dire la mia, che male non può certo fare :-)

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Volevo farlo già la scorsa settimana, ma poi non mi è riuscito. Qualcuno forse se lo ricorderà: tanti anni fa ero solito raccogliere delle letture alle quali dare un’occhiata durante il weekend, abitudine poi persa nel corso del tempo. Ammesso che ci siano notizie degne di nota e compatibilmente con il mio sempre poco tempo libero, vorrei riprendere quell’abitudine per parlare delle cose più interessanti accadute nell’arco della settimana, proponendoti riferimenti ai quali dare un’occhiata perché meritevoli di attenzione (valutazione chiaramente soggettiva, quindi non condivisibile!).

#LaSettimanaDi è dedicata ad Amazon e Cambridge Analytica.

Il #BlackFriday di Amazon è arrivato, occhio ai prezzi! 2

Amazon Prime

Gentile Cliente Prime,
Ti ringraziamo di essere un fedele cliente Amazon Prime.

Ti contattiamo per informarti di un imminente cambiamento al tuo abbonamento.
Il prezzo dell’abbonamento annuale aumenterà a EUR 36/anno (equivalente a EUR 3/mese) a partire dal 4 aprile 2018 per le nuove iscrizioni e, per dare notifica del cambiamento con adeguato anticipo, a partire dal 4 maggio 2018 per i clienti già iscritti. Il nuovo prezzo verrà applicato a partire dal tuo prossimo rinnovo in data 15 novembre 2018.

Le tue preferenze di rinnovo automatico dell’abbonamento rimangono invariate. Puoi scegliere di ricevere un promemoria via email prima della tua prossima data di pagamento o cancellare l’abbonamento quando vuoi. Puoi gestire il tuo abbonamento ad Amazon Prime da “Il mio account”.

Amazon Prime è una combinazione unica di benefici su spedizioni, shopping e intrattenimento, e continueremo ad investire per aumentarne ancora di più il valore per i clienti. L’abbonamento ti offre spedizioni illimitate in 1 giorno su oltre 2 milioni di prodotti e in 2-3 giorni su molti altri milioni. Continueremo ad aggiungere nuovi titoli alla selezione di Prime Video, incluse serie TV esclusive come McMafia, Philip K. Dick’s Electric Dreams e The Marvelous Mrs. Maisel. I clienti Amazon Prime beneficiano inoltre di Prime Photos, che offre spazio di archiviazione illimitato per conservare tutti i tuoi ricordi, e dell’accesso anticipato alle Offerte lampo, che ti permette di acquistare le tue offerte preferite con 30 minuti di anticipo. Puoi trovare la lista completa di tutti i benefici alla pagina Amazon.it/Prime.

Cordiali saluti,
Il Team Amazon Prime

Cosa fare quindi? Conviene ancora? Non c’è una risposta che possa andare bene a tutti i clienti Prime di oggi. Amazon non è brutto e cattivo per partito preso, e l’aumento era tutto sommato annunciato da tempo, o per lo meno ce lo si poteva aspettare considerando i prezzi che puoi trovare a listino per un abbonamento di pari livello nelle altre nazioni (ne ha parlato Luca qui, per renderti la vita più facile).

Io posso limitarmi a dire la mia, riportando il pensiero che ho già espresso nel corso della giornata dell’annuncio insieme agli amici, nella più classica delle formule “da bar“: dopo anni di sapiente costruzione e modellazione del mercato (non senza perdite economiche sopportate dai bilanci di altre sedi del colosso di Bezos, nda), Amazon ci ha fatto capire le sue potenzialità e la comodità di una consegna nell’arco di poche ore (su Milano) o nel corso della giornata lavorativa successiva all’ordine (e qui si infila anche la consegna al sabato), creando una nuova esigenza che fino a qualche tempo prima nessuno di noi aveva. Eravamo disposti ad attendere qualche giorno perché un prodotto ordinato arrivasse, tempi ben dilatati considerando l’epoca eBay o quella (questa esiste ancora oggi) del materiale importato da Cina e Giappone. Ai vantaggi già riportati dovrai aggiungere un servizio di assistenza clienti pressoché impeccabile (salvo qualche raro caso isolato), una garanzia sull’acquistato che dura due anni e durante la quale si può quasi sempre arrivare a ottenere il rimborso o la sostituzione completa del prodotto in caso di difetto (non procurato da te) e sconti / estensioni dell’abbonamento Prime in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti o –peggio– per un pacchetto perso nel tragitto.

Puoi accorpare più prodotti insieme raggiungendo la quota minima per evitare di pagare le spese di spedizione? Puoi attendere 48 ore per una consegna? Hai un monte ordini totale che non arriva alle 10 unità nell’arco dell’anno? Sono tutte domande (e relativi numeri alla mano) che dovrai porti.

Considera che una spedizione fuori dal programma Prime richiede 5,99€ (se non si raggiunge la quota minima per abbattere questo costo) e impiega 48 ore per raggiungerti. 36€ spalmati su 12 mesi equivalgono a circa 6 spedizioni, vuol dire almeno 6 prodotti ordinati singolarmente e consegnati nell’arco delle due giornate successive. Se in quelle 6 spedizioni sei capace di accorpare più prodotti, è chiaramente una cosa positiva perché potresti abbattere i 5,99€ richiesti (ma continueresti ad aspettare 48 ore per ottenere l’acquisto), diversamente supereresti invece la cifra richiesta per l’abbonamento, rendendo quindi il gesto della cancellazione dell’iscrizione molto stupido. L’asticella del commercio online è stata alzata, inutile negarlo, e riportarla dov’era prima può non essere così semplice per l’organismo ormai abituatosi ad avere il meglio in poco tempo.

Nota: in tutto questo non ho mai parlato dei servizi accessori (Prime Video, Prime Photos, Twitch Prime, ecc.), perché per me il core business di Amazon resta la vendita, la consegna e l’assistenza (pre e post) al cliente, tutto il resto è solo contorno che –volendo– si potrebbe anche fatturare a parte, togliendolo all’abbonamento Prime “nudo e crudo“. Se poi tu fai parte dei “fortunati” utenti con scadenza dell’abbonamento Prime prima del 4 maggio prossimo, non devi neanche pensarci, il rinnovo a 19,99€ durerà un anno ancora (sei a posto fino al 2019).

Da che parte della barricata ti schieri? Se sei una brutta persona come il sottoscritto, troverai molto divertenti (al limite del compassionevole) buona parte dei commenti all’articolo di DDay (uno dei primi che ha parlato dell’aumento, almeno in Italia).

Cambridge Analytica

Faccenda certamente spinosa e che lascia ampio spazio a fazioni di pensiero con le quali non ho alcuna voglia di confrontarmi (si finirebbe probabilmente in sterili flame con vicolo cieco all’orizzonte). Io una mia idea ce l’ho, e sono abbastanza d’accordo con quanto affermato da Matteo (video) e da Azael (articolo al seguito) in un pezzo che è un’evidente e spensierata analisi fondata sulla risata a mezzi denti, senza mandare sotto sforzo quella materia grigia che occorre invece metterci quando si parla di argomenti che analizzano la sicurezza e la privacy dei dati altrui.

View story at Medium.com

Il ragionamento di base è sempre lo stesso. I tuoi dati devono essere custoditi più o meno gelosamente in base all’interlocutore che hai dall’altra parte del monitor (fisico o virtuale, singolo o gruppo che sia), e più in generale bisognerebbe ricordarsi che Facebook non è alienamento dalla realtà che ci circonda, non è un esclusivo mondo virtuale distaccato dalla vita di tutti i giorni. In strada non risponderesti (probabilmente) al primo pirla che ti chiede dettagli riguardo la tua vita privata, gli amici, le preferenze di genere, sesso, politica, religione o chissà cos’altro, perché pensi che su Facebook invece questo vada fatto? Davvero vuoi conoscere il tuo nome nelle precedenti tre vite o il tuo possibile destino nel caso in cui tu fossi stato vampiro?

Usa la testa, usiamola tutti, sempre e comunque, che a fare i leoni da tastiera nessuno può davvero guadagnarci.

Oggi mi trovi al MERGE-it di Torino. Se vuoi, passa a prendere un caffè, sarò nell’aula dedicata a Mozilla Italia.

Buon fine settimana!

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Ho un paio di componenti aggiuntivi di cui ti voglio parlare molto rapidamente, per darti il buongiorno al sabato mattina, con calma, una (forse non tanto) tipica lettura da caffellatte e cereali. Il primo di cui ti parlo è per Firefox, il secondo per Chrome, ma per quest’ultimo ti rimando a sabato prossimo. Il nome di oggi è Temptation Blocker, si tratta di un un rimedio alle distrazioni e alle tentazioni (con molta fantasia).

Addons: Temptation Blocker

Il mestiere di chi vive e campa di internet è assai difficile. C’è da districarsi in mezzo a centinaia di siti web che permettono di perdere facilmente tempo, a tutto discapito dal focus e dalla mai troppo breve ToDo list. Scadenze, interventi da chiudere, concentrazione che dopo qualche tempo scarseggia. Solo 5 minuti mamma, cosa vuoi che sia? Mi sembra di essere tornato ai tempi di scuola e quel letto sempre caldo e maledettamente convincente quando si voleva rimanere sotto le coperte a combattere il freddo su quell’autobus verso l’inevitabile.

Il David Lloyd Clubs ha pubblicato un componente aggiuntivo che strizza l’occhiolino alla tecnica Pomodoro (per chi ancora non la conoscesse, rimando qui) e ne cavalca un po’ l’onda, sfruttando elenchi di siti web e termini facilmente riconoscibili, per evitare di cadere in tentazione, amen.

Temptation Blocker
Temptation Blocker
Developer: DevStars
Price: Free

Installando Temptation Blocker avrai accesso a una serie di “impedimenti” che metterai tu stesso sulla tua via, senza più complesse configurazioni di DNS personalizzati o prodotti di protezione (antivirus in primis) che permettono di far funzionare black e whitelist. Dal menu di Temptation Blocker potrai gestire le tue barriere, in maniera estremamente semplice:

Addons: Temptation Blocker 1

Scegli i paletti, fai clic su Blocca e ottieni conferma (Opzioni salvate, nda), ora prova a visitare un qualsiasi sito web legato a ciò che hai chiesto di bloccare (vale anche passare da una ricerca di Google!), il risultato dovrebbe essere grosso modo questo:

Addons: Temptation Blocker 2

Non c’è altro da sapere. Ora tocca solo a te, non distrarti! :-)

Per sbloccare una categoria dovrai semplicemente andare a disattivare la voce precedentemente selezionata, quindi fare clic su Blocca (lo so, ha poco senso, questo poteva essere pensato un attimo meglio, almeno sul piano logico).

Nota a marine prima di chiudere l’articolo: fanno sorridere i due (più che giusti e normali) pulsanti dedicati alla condivisione di Temptation Blocker su Twitter e Facebook. Se tra i tuoi blocchi hai incluso i Social Media, saranno completamente inutili (mi sarei aspettato quasi quasi il contrario, e invece il componente aggiuntivo non transige e non fa sconti a nessuno, neanche a sé stesso!).

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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

In attesa di passare ancora qualche giorno in compagnia della mia nuova SIM Fastweb prima di pronunciarmi ufficialmente,ho notato un crollo vertiginoso delle prestazioni della batteria del mio Galaxy S6. Roba mai vista, tanto per essere precisi, in apparenza dovuta allo standby cella e alla ricezione non proprio perfetta ovunque, pur non avendo modificato le mie abitudini.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 3

Ne ho parlato con un amico che mi ha quindi suggerito di provare ad approfondire, utilizzando qualche tool che mi ha permesso di raccogliere statistiche più dettagliate, senza passare dal root del telefono (cosa che lui ha su S6, ma che io preferisco non avere, non mi serve). Gli step da riprodurre non sono immediatamente semplici, soprattutto se si interviene per la prima volta sul proprio smartphone e se non hai mai aperto un prompt dei comandi in cui utilizzare adb. Provo a riepilogarli per renderti tutto più semplice.

Per punti: una più approfondita analisi dei propri consumi passa per l’installazione di un’applicazione sul tuo Android, la quale permetterà di avere accesso (da concedere via adb manualmente) a ogni dettaglio di consumo batteria, cosa normalmente non accessibile su un sistema 6 (Marshmallow).

GSam Battery - Root Companion
GSam Battery - Root Companion
Developer: GSam Labs
Price: Free

Scarica e installa GSam Battery – Root Companion, non preoccuparti per la sua richiesta di root, possiamo aggirarla. Nel frattempo vai su forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979 e scarica il pacchetto che ti permette di portare adb sul tuo PC senza necessità di essere uno sviluppatore Android (cos’è adb?).

ADB Installer (ho scaricato e installato l’attuale versione 1.4.3, che quasi certamente in futuro verrà aggiornata per aumentare la sua compatibilità e abbracciare anche Android 7 Nougat) è un piccolo setup realizzato amatorialmente, che installa su Microsoft Windows il necessario per comunicare con il tuo telefono, via cavo USB, come se stessi facendo un debug.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 4

Rispondi Y a ogni domanda posta, così da procedere con l’installazione, che non durerà più di una manciata di secondi. A ora dovresti quindi avere tutto il necessario per procedere. Noterai che, aprendo GSam Battery – Root Companion sul tuo smartphone, non potrai procedere poiché senza root e senza i giusti permessi di accesso alle statistiche della batteria. Chiudi l’applicazione, apri un prompt dei comandi (di DOS, quello che ogni Windows ha a bordo) e spostati in C:\adb.

Prima di procedere, ti ricordo che devi aver attivato le Opzioni sviluppatore sul tuo smartphone. Per farlo, ti basterà andare in Impostazioni, spostarti nelle Informazioni del telefono, quindi Informazioni software e fare clic 7 volte sulla Versione build.

Prendi il tuo telefono, spostati nel menu Impostazioni, scorri fino a Opzioni Sviluppatore e attivale. Più in basso cerca e attiva anche la voce Debug USB. Prendi un cavo microUSB e collega adesso il telefono al PC, sul suo monitor conferma la richiesta di connessione MTP.

Torna ora al prompt dei comandi che avevi precedentemente aperto su Windows e prova a connetterti al tuo smartphone lanciando direttamente la stringa di modifica permessi per permettere a GSam Battery – Root Companion di accedere le statistiche di batteria, copia e lancia quindi:

adb shell pm grant com.gsamlabs.bbm.rootcompanion android.permission.BATTERY_STATS

Se adb non riesce ad accedere al telefono per effettuare la modifica (perché non autorizzato), probabilmente vedrai qualcosa di molto simile alla seguente schermata (nella sua prima parte):

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock)

Puoi avere conferma dell’autorizzazione mancante lanciando il comando adb devices che probabilmente ti mostrerà il codice univoco del tuo telefono seguito da “unauthorized“.

Stacca il telefono dal cavo microUSB, vai nuovamente in Impostazioni, quindi Opzioni sviluppatore, cerca e fai clic su Revoca autorizzazioni debug USB, conferma il tutto e attacca nuovamente il cavo microUSB al telefono (così da connetterlo ancora una volta al PC). Torna sul prompt dei comandi e riavvia il servizio ADB:

adb kill-server
adb start-server

A questo punto dovresti poter ottenere un popup a video (sul telefono!) che ti chiederà di autorizzare il collegamento tra ADB e smartphone.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 5

Autorizzalo e verifica che ora il dispositivo risulti correttamente connesso rilanciando un adb devices (ora dovresti notare quel device al posto del precedente unauthorized). Puoi rilanciare adesso il comando per modificare le autorizzazioni di GSam Battery – Root Companion, dovrebbe andare a buon fine. Per avere conferma, apri l’applicazione, noterai che ora non mostra a video alcun errore, potrà così raccogliere le giuste informazioni riguardo i consumi di batteria.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 6

Lascia che il telefono continui a scaricare la sua batteria (staccalo quindi dal cavo microUSB) e, prima che sia troppo tardi, collegalo nuovamente al PC, torna in un prompt dei comandi con la cartella C:\adb pronta ed esegui il comando adb bugreport > NOMECHEVUOI.txt. Il comando, entro un minuto circa, produrrà un report completo di tutte le statistiche di consumo (e non solo) del telefono, salvato in un file di testo che troverai in C:\adb.

Resta così un ultimo importante passaggio, l’analisi.

Devo interpretare cosa c’è scritto nel file?

No, non tramite il doppio clic sul file generato almeno. Ti serve un tool che possa darti una mano organizzando al meglio quei dati diversamente poco leggibili. Apri il tuo browser (in teoria è già aperto se stai leggendo qui, ma tant’è) e puntalo all’indirizzo bathist.ef.lc. Sfoglia le cartelle spostandoti in C:\adb e seleziona il report che hai generato, ora porta pazienza (il tempo necessario per l’upload varia in base alla tua connessione internet, il file gravita generalmente sui 30MB circa di occupazione).

Al termine, avrai accesso alle schermate che già tracciano in maniera molto più chiara cosa succede al tuo smartphone. Non sono ironico, sono veramente più accessibili, puoi muoverti utilizzando i filtri, i collegamenti ipertestuali

Per avere un’idea abbastanza immediata di chi usa cosa, spostati nella voce App Wakeup Alarms nella colonna di sinistra, scoprirai immediatamente quali sono le applicazioni che risvegliano più spesso il telefono. È così che si scopre che Facebook rompe le scatole anche quando hai spento tutte le notifiche, e sempre così scoprirai quali sono i tempi di scansione segnale (perché la cella non viene agganciata al primo colpo, o quasi) e i tempi totali durante i quali il telefono non sta realmente dormendo (Signal Scanning Time e Full Wakelock Time nelle statistiche aggregate, sempre disponibili nelle voci della colonna di sinistra). Puoi investire molto altro tempo per curiosare in ciò che accade nel tuo smartphone, per tentare di risparmiare energia e arrivare un po’ più agilmente a fine giornata lavorativa.

Troverai all’indirizzo reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery una serie di spiegazioni e ottimi riferimenti (in inglese) per comprendere al meglio ogni singola voce del report, così da ricercare la causa della tua perdita anomala di batteria e provare a metterci la pezza ;-)

Ci sono problemi con il collegamento via adb?

Se ancora non sei riuscito a collegarti via adb al tuo telefono, è possibile che i driver ufficiali di Google non bastino. Puoi rimediare passando dall’installazione dei driver ufficiali di Samsung, si trovano sul sito del produttore (manco a dirlo), all’indirizzo samsung.com/us/support/owners/product/galaxy-s6-unlocked#productInfo (quelli che ho scaricato e installato in questo momento li trovi a questo collegamento diretto).

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 7

Una volta terminata l’installazione e il riconoscimento dell’hardware, dovresti riuscire tranquillamente ad accoppiare PC e smartphone.

fonti utilizzate:
forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979
reddit.com/r/androidapps/comments/59wvwg/how_to_view_wakelocks_in_gsam_battery_monitor
reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery

Un ultimo ringraziamento va proprio ad Andrea, che mi ha dato i giusti suggerimenti e riferimenti, e che avuto la pazienza di seguire i miei deliri ;-)

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