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ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si è già svolta e conclusa. Ho già sperimentato il “metodo” in passato e torna abbastanza comodo per tracciare avvenimenti passati e spiegarli contestualmente al lettore, per permettergli di scoprire cose forse nuove e aiutarlo ad affrontare lo stesso problema nel caso in cui dovesse accadere anche a lui. Se necessario, continuerò ad aggiornare l’articolo segnalandolo opportunamente.

Dopo diversi anni di pacifica convivenza con TIM, io e Ilaria abbiamo ricevuto un messaggio poco simpatico che ci ha portato a ragionare sulla possibilità (e convenienza, nda) di passare a un diverso operatore:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM)

L’offerta di TIM che abbiamo sfruttato per anni ha sempre previsto (al mese) 400 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), 1000 SMS e 2 GB di dati in mobilità (inizialmente in 3G, passati a 4G aggiungendo un euro al mese, poi gratuitamente). Oltre al pacchetto “base” avevamo a disposizione il servizio TIM Music (mai sfruttato, siamo abbonati a Spotify) e la possibilità di chiamarci gratuitamente a vicenda (con un limite di 10000 minuti al mese di conversazione tra di noi, mai neanche sfiorati alla lontana, e vorrei vedere il contrario). Il tutto ha avuto da subito un costo di 10€/mese (11 considerando i mesi di pagamento del 4G come obolo ulteriore, poi tornati però a 10).

Conosciamo diverse persone che, rientrate in TIM da diverso operatore, hanno ottenuto piani molto più ricchi del nostro, a un prezzo più vantaggioso, il vero tallone d’Achille dell’essere già clienti. Nonostante non ci facesse piacere, consideravamo ragionevole la cifra richiesta, e abbiamo continuato a pagarla senza (più o meno) lamentarci, almeno fino a ora. Con la novità annunciata via SMS, saremmo passati a 12€/mese 12€/28gg, ottenendo 2 GB di dati in mobilità in più, ma rimanendo fermi a 400 minuti di telefonate e 1000 SMS (che non servono a nessuno). Per questo motivo abbiamo voluto approfittare dell’offerta di Fastweb dedicata ai già clienti (abbonamento fibra di casa), Fastweb Mobile 500 (esiste anche la versione 250, che però noi abbiamo scartato): ogni mese 500 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), chiamate tra SIM Fastweb gratuite, chiamate gratuite verso un fisso Fastweb a scelta, 500 SMS (che continuano a non servire) e 3 GB di dati in mobilità alla velocità del 4G, il tutto a un costo di 6€/mese 6€/28gg.

Update

Lorenzo mi fa giustamente notare che ho inserito (forza dell’abitudine, mea culpa) la cifra da pagare riportandola per mese, quando in realtà si tratta di fatturazione a 28 giorni, come ormai sdoganato da tutti i provider telefonici (o quasi), con quella fantomatica scusa che ciò migliori la gestione dei pagamenti o chissà cos’altro (la motivazione può variare in base a chi risponde al quesito), quando in realtà si tratta di una tredicesima per il provider, che così porta a casa un mese di pagamento in più alle stesse condizioni di prima (in pratica si tratta di un aumento e nulla più).

Ti racconto cosa è andato per le lunghe e cosa si può fare per mettere in riga le cose (solo a completamento delle operazioni).

Richiesta MNP del 1/3/17

Grazie alla cortesia delle ragazze dello store di Corso Vercelli a Milano, abbiamo aperto la richiesta di MNP per entrambe le SIM, che ora dovranno risultare intestate a mio nome (perché è a mio nome il contratto internet di casa nostra). Chiaramente, nel documento di richiesta della SIM di Ilaria, compaiono entrambe le nostre firme, la SIM di Fastweb sarà intestata direttamente a me, per l’altra invece non cambia nulla (ero già io l’intestatario).

Tutto è in ordine, firmato e pagato (20€/SIM, con traffico quindi incluso per i 3 mesi successivi all’attivazione). Dopo circa un’ora (tra attesa e servizio) possiamo tornare a casa con le nuove SIM che verranno presto attivate.

Primi movimenti (2/3/17)

Tutto tace fino a sera. Sono finalmente arrivati dei segni di vita via SMS sul mio attuale numero TIM, su quello di Ilaria c’è qualcosa in più, e non è affatto piacevole:

Contrariamente alla condizione del trasferimento di Ilaria, sul mio non arriva alcunché riguardo fallimenti di MNP o date di migrazione. Attendo e intanto mi informo riguardo i tempi di passaggio da un operatore all’altro, trovando alcune informazioni particolarmente interessanti a riguardo:

[…]

A novembre 2011, sempre l’AGCOM, ha imposto nuove regole (in vigore da marzo 2012) per le tempistiche della portabilità che dovrà avvenire entro 24 ore altrimenti il cliente potrà chiedere, in maniera non onerosa, un indennizzo non inferiore a 2,5 € per ogni giorno di ritardo (delibera n. 147/11/CIR).[4] In ogni caso l’Autorità ha esonerato l’operatore ricevente dall’obbligo di corrispondere l’indennizzo quando il ritardo è limitato a 48 ore lavorative. L’indennizzo, tuttavia, è dovuto dal terzo giorno di ritardo ed in tal caso vengono calcolati nel risarcimento anche i primi due giorni lavorativi.

fonti utilizzate:
it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability#Tempistiche_.28in_Italia.29
cellularitalia.com/comu/comu011211.php

Il problema è che 48 ore lavorative equivalgono a ben 6 giorni composti dalle classiche 24 ore, entro i quali l’operatore dovrà quindi mettersi in pari con il lavoro.

La prima data utile (3/4/17)

Nel caso di Ilaria, non ho informazione alcuna (a oggi). Nel mio caso invece qualcosa si è mosso, è arrivato un nuovo SMS da parte di Fastweb:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 2

Considerando che la richiesta è stata fatta la sera del primo marzo, migrare la mia SIM il giorno 7 dovrebbe far rientrare nei limiti massimi concessi la MNP richiesta, sforando di poco e nulla. Nel caso di Ilaria, teoricamente siamo già oltre il limite, a meno di un ulteriore motivo riguardo il fallimento della migrazione (“noi ci abbiamo provato, TIM ce lo ha impedito“) o qualcosa di simile. Nel frattempo, nulla si muove nella mia area clienti, apparentemente ho solo il contratto della linea fissa con i suoi dettagli, i costi e le bollette già pagate.

Le nuove SIM nell’area personale e il primo pagamento (4/3/17)

Sono comparse entrambe le SIM nell’area personale del mio contratto Fastweb, hanno ancora i numeri temporanei, quelli che ovviamente non utilizzeremo fino a MNP completata, che però hanno già scalato il primo pagamento, la prima mensilità di servizio:

Se pensi anche tu che “qualquadra non cosa” (cit.), allora siamo in due, perché credo che fatturare un servizio prima di iniziare a usarlo sia probabilmente stupido.

Prima MNP terminata (7/3/17)

La mia SIM TIM ha smesso di funzionare, me ne sono accorto al risveglio. Ho quindi inserito la nuova card all’interno del telefono, riavviato il sistema e verificato di avere rete Fastweb. Ho chiamato il mio numero da un diverso cellulare, e il mio smartphone ha cominciato a squillare, la portabilità è certamente andata a buon fine. Poco dopo sono arrivati i messaggi di configurazione automatica per rete internet e MMS, che ho installato utilizzando il codice 1234 quando richiesto a video.

Nel caso in cui tu non riceva i messaggi di configurazione automatica, puoi sempre richiederli tramite sito web di Fastweb, si fa tutto da questa pagina (ed è molto comodo): fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide-configurazioni/smartphone/configura-internet-mobile-sim4g/?from=home-cb.

Nell’applicazione Android dedicata ai clienti Fastweb, il mio numero non compare ancora (c’è ancora quello temporaneo) e non riesco a verificare le soglie di traffico perché il riepilogo va in errore, forse devo attendere che tutto sia a regime e che il mio vero numero sia visibile, ricontrollerò domani. Nel frattempo, in serata e dopo una chiamata con l’ufficio portabilità di Fastweb, sembra che la SIM di Ilaria sia pronta alla migrazione:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 11

Ci siamo? (9/3/17-13/3/17)

9/3/17: Sembra che la SIM di Ilaria sia finalmente passata a Fastweb, nel frattempo ieri il mio credito (poco meno rispetto a quello che in realtà avevo su TIM) è stato migrato alla nuova SIM, non resta che attendere che lo faccia anche quello di Ilaria (anche questo entro i 3 giorni lavorativi post-migrazione della SIM, probabilmente).

13/3/17: Anche il credito di Ilaria è stato migrato, anche lui non completo (aveva circa 40€ sulla SIM TIM).

Abbiamo quindi contattato il call center di Fastweb, atteso (molto) e parlato con un’operatrice che rispondeva dall’Albania, alla quale abbiamo rivolto ogni nostra domanda. Riepilogo brevemente:

  • Avendo richiesto la portabilità in un negozio Fastweb, questo ha dato il via al primo pagamento della mensilità per entrambe le SIM, poiché i numeri provvisori sono stati prontamente attivati e potevano già effettuare del traffico. Trovo che sia stupido non essendo stata completata la MNP, ma posso capirlo. Probabilmente sarebbe il caso di informare il personale di negozio e fare in modo che possa a sua volta allineare i clienti quando si prepara la richiesta di portabilità.
  • Il credito residuo inferiore a quello che si aveva è dovuto al precedente operatore (nel nostro caso TIM) che sembra aver trattenuto una cifra calcolata sul numero di giorni che vanno dall’ultimo rinnovo al giorno in cui viene effettuata la portabilità (se nell’arco delle quattro settimane devi pagare 10€, per una settimana ti scaleranno 2,50€).
  • Il barring (cosa della quale non ho parlato fino a ora, ma che ho preteso venisse attivata) è in pratica inutile con Fastweb, poiché l’operatore non permette di abbonarsi ad alcun servizio a pagamento scalando credito dalla SIM, e questa ritengo che sia un’ottima cosa.

Un po’ di esperienza

Da quando abbiamo ottenuto indietro i nostri numeri di telefono, abbiamo messo alla prova le due nuove SIM. Quello che ho personalmente notato è una sommaria difficoltà nell’allacciarsi alla rete voce, ogni tanto anche a quella dati. Non avevo mai avuto bisogno di riavviare il mio Galaxy S6 per fargli riprendere connettività all’uscita da un cinema con la sala sotterranea, è successo per la prima volta giusto una manciata di sere fa in Duomo.

Sia chiaro, nulla di apocalittico, è solo una curiosità, una sciocchezza. Più è difficile allacciarsi in tempi rapidi alla rete TIM, più batteria si consuma. Ho notato dei piccoli surriscaldamenti dello smartphone in particolari condizioni, ovviamente a risentirne è proprio la sua durata da vivo e vegeto:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 14

Sono abbastanza certo che, vista la recente evoluzione del rapporto Fastweb-TIM, con la conseguente apertura su rete LTE (e non solo), ci siano ancora i presupposti per aspettarsi un buon tuning sulle caratteristiche di connessione verso la rete del monopolista per eccellenza, che rimane comunque una giusta scelta per la qualità di copertura territoriale (siamo seri, TIM prende praticamente ovunque).

Diamo quindi fiducia a Fastweb e alle sue offerte Mobile. Io e Ilaria ci abbiamo creduto e non siamo i soli due in famiglia ad aver effettuato una number portability. Non ci resta che aspettare :-)

Ve le ricordate? Quelle con o senza lo scatto alla risposta, con la tariffazione anticipata o (nei casi migliori) con la reale scalata al secondo, quelle che ti costringevano a pagare ogni SMS in uscita, una follia pura se ci pensiamo oggi, nessuno le vuole più, eppure in caso di necessità farete una fatica del boia a trovarne una adatta all’esigenza, diamo insieme un’occhiata alla situazione per chi ancora dovesse averne bisogno!

sim-cards

Non sono impazzito, non del tutto almeno. L’articolo è il riepilogo di una rapida indagine nata dall’esigenza di cambiare la SIM all’interno di un vecchio Nokia che la nonna utilizza per ricevere le chiamate e farne qualcuna in caso di necessità verso i numeri dei suoi cari, stiamo parlando di una persona che non sa neanche cosa voglia dire connessione a internet o cos’è uno Smartphone, figurarsi avere una tariffa fissa -seppur ricaricabile- che richiede 10 o più euro al mese, una ricarica da 30 euro le dura più di 6 mesi talvolta, in pratica la più economica offerta a pacchetto voce / SMS / dati è comunque più costosa del suo reale utilizzo del telefonino ma c’è bisogno di correggere il tiro su quella vecchia tariffa applicata con scatto alla risposta e 18 centesimi al minuto di scatto (anticipato), mi sono messo al lavoro.

SIM a consumo: la risposta dei big

La più classica delle passeggiate in centro storico è stata usata come scusa per fare visita agli store dei grandi di questo campo: TIM, Vodafone, H3G e Wind. Ho temporaneamente escluso gli operatori virtuali promettendomi di tenerli come scelta secondaria nel caso in cui i primi avessero fallito. Ecco, qui non si parla di vero fallimento ma di totale esclusione delle vecchie SIM a consumo in quanto le esigenze sono cambiate nel tempo e quei pochi che ancora oggi necessitano di un qualcosa di “preistorico” devono adeguarsi, almeno secondo TIM e H3G. Se la seconda è parzialmente giustificata perché nata già con il pallino del web e della connessione minima UMTS, la seconda ha semplicemente deciso di “tagliare i ponti” senza girarci troppo attorno: “Salve, vorrei sapere se avete ancora SIM a consumo senza alcun pacchetto associato” “No guardi, non le facciamo più”. Pulito, essenziale, chiaro.

OperatoriMobili-Italia

Diversa invece la risposta di Vodafone e Wind. Ancora ricordo quando in uno dei miei primi cellulari capeggiava quella SIM verde e nera con il logo Omnitel che sarebbe poi sparito nel corso di qualche anno, sono entrato fiducioso nel loro store e beh si, in effetti qualcosa di disponibile c’è, si parla di una SIM da attivare con 30€ di credito consumabile entro e non oltre 3 mesi, per poi essere costretti a chiamare il call-center del supporto e far eliminare le opzioni inizialmente sottoscritte rendendola di fatto una SIM a consumo alla vecchia maniera. Tutto molto bello eh, ci mancherebbe, ma quella fee di ingresso è parecchio scomoda partendo dal presupposto che si tratta di un cambio operatore con portabilità e un credito iniziale (la somma tra quello offerto da Vodafone e il residuo presente sull’attuale scheda) che la persona non consumerà mai nei termini prestabiliti, bocciata, non ho voluto neanche chiedere di quanto sarebbe stata poi la tariffazione al minuto e la presenza (o meno) dello scatto alla risposta.

È rimasta così Wind, la quale mi ha proposto la sua unica SIM rimasta disponibile a consumo, 28 centesimi al minuto senza scatto alla risposta e senza la tariffazione anticipata (il loro famoso “minuto vero” che tanto è stato pubblicizzato). Forse l’ultima spiaggia realmente percorribile ma più costosa considerando quei 28 centesimi al minuto contro gli attuali 18.

SIM a consumo: l’alternativa virtuale

Nel corso “dell’esplorazione” mi sono ricordato però dell’esistenza di una offerta a consumo “vecchia scuola” di Poste Mobile. Si lo so, è un operatore virtuale e probabilmente non gli affiderei la mia SIM principale con offerta completa (voce / messaggi / dati) ma stavolta si tratta di una semplice SIM utilizzata nel 99,9% dei casi per effettuare e ricevere chiamate, l’alternativa è decisamente percorribile e per questo motivo mi sono informato tramite web. Dopo la secca delusione delle big del settore sono proprio le piccole virtuali a dare le giuste soddisfazioni. Ecco quindi una rapida panoramica sulle reali alternative a consumo nel 2014/2015!

Poste Mobile

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Tra tutte quelle disponibili (qui: postemobile.it/privati/piani-tariffari-ricaricabili) quella forse più adatta allo specifico caso è la UNICA che propone i 18 centesimi verso tutti togliendo però lo scatto alla risposta, seppur il prezzo rimanga invariato (al minuto) si va ad eliminare il fastidioso fardello di quello scatto che in chiamate che durano spesso meno di un minuto (o poco di più) raddoppia il costo di tariffazione / minuto inutilmente. Costano 18 centesimi anche gli SMS (pura follia, me ne rendo conto) ma come già detto quelli sono utilizzati solo nello 0,01% dei casi, una spesa sopportabile quindi (se le necessità non variano).

Sicuramente interessantissima la 6 x Tutti ma disponibile solo da web. Bisognerebbe quindi fare da tramite per l’acquisto e la richiesta di portabilità, immaginate il messo delle Poste che raggiunge casa dell’anziana signora per firmare le carte e spiegargli il funzionamento o cose così, non ne uscirebbe vivo, esclusa.

CoopVoce

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Proprio te cercavo! Ma dove sei stata per tutto questo tempo? Cioè parliamone, Coop è in grado di offrire una SIM a consumo che può chiamare con tariffazione di 5 centesimi al minuto con la sua offerta “5 Cent“! (disponibile solo fino al 15/1/15, ndr) Torna prepotente lo scatto alla risposta ma anche lui è fisso sui 5 centesimi, pur sommando le due cose si ottengono 10 centesimi in totale per il primo minuto di conversazione, ben al di sotto degli attuali 36 (considerando scatto e primo minuto), considerando poi che dal secondo minuto si scende a soli 5 centesimi al posto dei 18. Anche gli SMS hanno un costo di 5 centesimi (ora si ragiona) e chiamando un altro numero CoopVoce si spende un solo centesimo di euro per ogni minuto di conversazione, direi proprio che ci siamo. Unica pecca? Il costo dell’attivazione è di 9€, da affrontare solo la prima volta, sopportabile tutto sommato.

Diversamente bisognerebbe saltare sulla “Superfacile” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/superfacile-coop) senza alcun costo di attivazione ma con SMS, scatto alla risposta e tariffazione al minuto di 12 centesimi di euro (scatto tariffazione di 6 centesimi ogni 30 secondi). Ultima spiaggia invece è l’attuale “Veloce” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/veloce-coop) che permette di ottenere una tariffazione di 17 centesimi di euro al minuto senza scatto alla risposta (12 centesimi per ciascun SMS inviato) e calcolo della spesa sui secondi effettivi di conversazione, come per Wind.

In ogni caso l’operatore virtuale CoopVoce si attesta al primo posto tra le scelte papabili.

Noverca

Attenzione: Quando ho scritto questo articolo (una manciata di giorni prima rispetto alla pubblicazione) sembrava andare tutto liscio. Il 9 gen. scorso è saltata fuori invece questa notizia riguardante la cessione della parte consumer (clienti privati) di Noverca alla ben più solida e non virtuale TIM: webnews.it/2015/01/09/noverca-lascia-clienti-passeranno-tim

screenshot-www noverca it 2014-12-31 11-38-21

Una di quelle di cui ho sentito parlare molto in passato e che effettivamente non avevo mai valutato per me, l’ho rispolverata per l’occasione trovando una buona offerta da 4 centesimi al minuto in conversazione e 5 centesimi per l’invio di un SMS, senza scatto alla risposta (noverca.it/piano-tariffario-noverca-4-piu-5-parli-con-tutti-a-4-centesimi), ulteriore vantaggio è l’assenza del costo di attivazione del prodotto. L’unico possibile tallone d’Achille consiste nell’acquisto della SIM. Si effettua da sito web con carta di credito oppure passando in ricevitoria e acquistando un “PIN di prenotazione” per poi riscattare la SIM sempre online, necessaria quindi una figura di assistenza almeno per il primo passaggio e in ogni caso ulteriormente necessaria per le ricariche dato che si parla sempre di PIN di ricarica da riscattare sul sito web o da cellulare.

Bocciata per le complicazioni varie non adatte a persone di una certa età, è più facile mandare la nonna alla Coop per ottenere la vecchia card da grattare o meglio ancora ad una ricevitoria dove possano accreditarle subito il taglio di ricarica scelto.

Gli esclusi

Che per un motivo o un altro fanno parte della stessa barca dei primi discussi (i big reali del settore). Si parla di Tiscali Mobile che propone tariffe a pacchetto mensile così come Fastweb Mobile, 1 Mobile (Carrefour) che propone una tariffazione al minuto di 9 centesimi (potenzialmente interessante quindi) ma con scatto alla risposta di 16 centesimi (altrimenti si passa al piano senza scatto alla risposta ma che richiede 18 centesimi al minuto in conversazione con l’unico vantaggio di una tariffazione calcolata al secondo), Erg Mobile che nonostante una buona tariffa a consumo da 10 centesimi al minuto e per SMS inviato necessita del passaggio alla pompa di benzina più vicina per richiedere SIM e portabilità del numero.

In conclusione

Non è stata una ricerca così banale, sembra quasi impossibile che non esistano più le vecchie SIM a consumo e che queste siano prerogativa degli operatori virtuali, eppure è proprio così, ciascuno con la propria offerta più o meno valida, con o senza difficoltà varie di accesso (per l’acquisto della SIM e della portabilità numero così come per le ricariche da effettuare poi in seguito), spesso si da’ per scontato che dall’altro lato ci sia una persona già “abile e arruolata” per gestire questo tipo di cose, senza pensare (ahimè) che le vecchie generazioni possono e devono avere accesso a questi strumenti di comunicazione ormai fondamentali per tutti.

Enjoy.

Un mio caro amico è da pochi giorni passato a Vodafone come operatore per la casa e per internet in mobilità e voleva buttare via il suo vecchio WebPocket di 3, un “MiFi” (anche se non è del tutto corretto non trattandosi di un dispositivo Novatel) Huawei E585 marchiato e bloccato per funzionare con sole USIM 3. L’ho preso io e dopo aver inizialmente pensato di acquistare una scheda dati con un piccolo piano ad-hoc da dedicargli, mi sono documentato e ho capito che avrei potuto utilizzarlo anche con una scheda dati aziendali di diverso operatore (anche in questo caso Vodafone, neanche a farlo apposta).

webpocket_3

Questi piccoli (e comodissimi, nda) modem vengono forniti quando si sceglie di sottoscrivere un contratto dati e non si desidera la classica chiave USB “mono-postazione”, generalmente vincolando l’utente al pagamento mensile fino alla fine dei 24 o 30 mesi (dipende dal tipo di offerta), alla fine dei quali l’apparato rimane all’utente e non verrà più richiesto a meno di rare eccezioni giustificate. Questo lo trasforma in un possibile apparato riutilizzabile e lo Huawei E585 non fa eccezione, occhio quindi ad evitare di seguire articoli come questo per sbloccare modem che potrebbero dover tornare all’ovile. Potete inoltre evitare l’intera procedura qui di seguito descritta chiedendo il codice di sblocco al vostro operatore / negozio H3G di fiducia. Chiaro che nel caso in cui non siate più clienti o acquistiate il modem di seconda mano su siti come eBay o Subito.it viene a decadere tale possibilità!

Ho scoperto un mondo, possiedo già uno Huawei E5331 del quale sono parecchio soddisfatto e non avevo nulla da perdere cercando di modificare il comportamento standard dell’E585 ho deciso di leggere e seguire qualche riferimento trovato sul web (più o meno preciso, con qualche sbavatura e non certo privo di inutilità) riuscendo alla fine nell’intento, vi spiego quindi la procedura passo-passo per sbloccare il WebPocket della 3 per poter sfruttare SIM di operatori differenti:

WebPocket3_VodaIT_1

DC-Unlocker

Mi è stato fatto notare nei commenti (grazie ragazzi) che su alcuni sistemi la procedura può generare un errore durante l’utilizzo di PSAS (di cui vi parlerò nel prossimo paragrafo), occorrerà quindi “passare” da DC-Unlocker per far si che tutto fili liscio. Vi spiego i pochi e semplici passaggi da eseguire. Trovate a questo URL 3 software che vengono citati in quasi ogni riferimento / documento / guida: app.box.com/s/jzkdizypg9jkiydqye2a, scaricate e installate “dc-unlocker_client-1.00.1084.exe”.

Prima di partire però collegate il modem tramite cavo, accendetelo e installate il software della 3 a bordo (eseguendo l’autorun quando richiesto) senza però avviarlo a fine installazione, servirà solo far riconoscere il modem a Windows.

WebPocket3_installazioneDriver

A questo punto avviate il programma ed impostatelo su Huawei Modems con rilevamento automatico del modello e della porta COM alla quale si sarà nel frattempo connesso, quindi fate clic sulla lente di ingrandimento per il riconoscimento dei suoi dati:

Se il rilevamento automatico non dovesse funzionare provate a forzare il modello di modem (Huawei E585) e la porta COM per la diagnostica (con quella che potrete vedere nel pannello di controllo di Windows). Le informazioni verranno mostrate nel box inferiore del programma, lasciatelo aperto e passate al paragrafo successivo, questo aiuterà il prossimo programma (PSAS) a funzionare correttamente.

Unlock Huawei E585

Ho dovuto utilizzare una macchina Windows perché i software suggeriti non erano disponibili su OS X, va bene anche una macchina virtuale. Vi servirà un cavo microUSB che possa collegare il WebPocket al PC, la SIM di differente operatore e un pelo di attenzione nei passaggi.

E’ il momento di scaricare e installare “Huawei Reader PSAS setup.exe” che vi servirà ad estrapolare il dato fondamentale dell’intero articolo. Apritelo e selezionate la voce “Hardware Forencsis” quindi “Use Mobile Ports“:

WebPocket3_HardwareForensics

Assicuratevi che la porta selezionata sia quella del modem, lo potete facilmente capire già dalla prima schermata che si aprirà subito dopo:

WebPocket3_selezionaCOM

A questo punto, spostandovi nella tab “Diag Port (QC)“, va seguito un passo-passo per punti che vi propongo in una sola immagine:

WebPocket3-PSAS00

  1. lanciate una lettura delle informazioni (vi basterà fare clic su Send mantenendo il resto invariato nei campi “Diag Commands”);
  2. nelle Diag Functions occorrerà impostare la lettura EFS (Read EFS);
  3. impostare come Max Page un valore tra 250 e 600 (il primo va già più che bene);
  4. spuntare l’opzione Alternative Method;
  5. fare clic su Let’s Go per aprire una finestra di Esplora Risorse dove salvare il file di log che andrà poi analizzato (va bene il Desktop, va bene un qualsiasi nome).

A questo punto vi basterà aprire il file di log appena creato con Blocco Note o equivalente (io uso Notepad++) e cercare “PST“, individuando subito dopo un valore numerico che corrisponde al vostro codice di sblocco!

WebPocket3_CODICE

Copiate quel codice negli appunti, vi servirà.

Collegatevi via WiFi o USB al vostro modem mantenendo la scheda di diverso operatore all’interno del modem, questo mostrerà a video (il suo, integrato e piccolo ma sufficiente) un messaggio che invita ad inserire una SIM valida. Provate a navigare verso qualsiasi sito web (anche google.it, tanto per capirci), dovrebbe comparire la finestra per lo sblocco del modem:

WebPocket3_SbloccoModem

Inserite quindi il codice che avevate precedentemente copiato negli appunti. Se non ci sono stati errori, una volta confermato, il modem si riavvierà e troverà rete dell’operatore al quale appartiene la SIM al suo interno (a meno che non vi troviate in una zona non coperta, ovviamente!).

Per configurare il profilo di connessione al giusto operatore bisognerà collegarsi all’indirizzo del modem (192.168.1.1) e inserire la password dell’amministratore (di default è “admin”) nel campo in basso (vedi immagine qui di seguito):

WebPocket3_admin

Quindi andare in Impostazioni Avanzate, Impostazioni di Connessione ed infine Impostazioni Profilo. Qui andrà dato un nome al profilo (va bene qualsiasi nome, anche quello dell’operatore, nel mio caso ho usato infatti “Vodafone“) e mantenendo tutto invariato modificare solo il campo APN in Statico inserendo poi il punto di accesso del proprio operatore (si trova facilmente tramite una ricerca su Google, qui trovate quelli di Vodafone):

WebPocket3_APN

Salvando il profilo il modem tenterà la connessione e sarà finalmente possibile navigare su internet!

WebPocket3_ConnessioneInCorso

Mi sembra ci sia tutto, non mi resta quindi che augurarvi buona navigazione! :-)

In caso di problemi, come sempre, l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Update

Aggiornamento del 27/9/2016

HWCALC: sbloccare il tuo modem 3G/4G HUAWEICon la speranza di fare cosa gradita, ti rimando all’articolo dove ti indico a che URL puntare per poter calcolare in completa autonomia il codice di sblocco del tuo prodotto HUAWEI. Ti prego però di fare molta attenzione a ciò che ho scritto (in quell’articolo), perché potrebbe non essere adatto alla tua richiesta ;-)

Vedi: gioxx.org/2016/09/27/huawei-unlock-code

Update

Aggiornamento del 18/4/2014

Un aggiornamento doveroso visto i numerosi commenti che arrivano e che faccio puntualmente finire nel cestino senza approvarli. Questo articolo è stato scritto di mio pugno per tutti i lettori, gratuitamente, con impegno. Provare a inserire un commento “consigliando” di leggere articoli che riportano la vendita di codici di sblocco non farà altro che far finire il vostro commento dritto in pattumiera, perché continuare a provarci ogni giorno?