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Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

In attesa di passare ancora qualche giorno in compagnia della mia nuova SIM Fastweb prima di pronunciarmi ufficialmente,ho notato un crollo vertiginoso delle prestazioni della batteria del mio Galaxy S6. Roba mai vista, tanto per essere precisi, in apparenza dovuta allo standby cella e alla ricezione non proprio perfetta ovunque, pur non avendo modificato le mie abitudini.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 3

Ne ho parlato con un amico che mi ha quindi suggerito di provare ad approfondire, utilizzando qualche tool che mi ha permesso di raccogliere statistiche più dettagliate, senza passare dal root del telefono (cosa che lui ha su S6, ma che io preferisco non avere, non mi serve). Gli step da riprodurre non sono immediatamente semplici, soprattutto se si interviene per la prima volta sul proprio smartphone e se non hai mai aperto un prompt dei comandi in cui utilizzare adb. Provo a riepilogarli per renderti tutto più semplice.

Per punti: una più approfondita analisi dei propri consumi passa per l’installazione di un’applicazione sul tuo Android, la quale permetterà di avere accesso (da concedere via adb manualmente) a ogni dettaglio di consumo batteria, cosa normalmente non accessibile su un sistema 6 (Marshmallow).

GSam Battery - Root Companion
GSam Battery - Root Companion
Developer: GSam Labs
Price: Free

Scarica e installa GSam Battery – Root Companion, non preoccuparti per la sua richiesta di root, possiamo aggirarla. Nel frattempo vai su forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979 e scarica il pacchetto che ti permette di portare adb sul tuo PC senza necessità di essere uno sviluppatore Android (cos’è adb?).

ADB Installer (ho scaricato e installato l’attuale versione 1.4.3, che quasi certamente in futuro verrà aggiornata per aumentare la sua compatibilità e abbracciare anche Android 7 Nougat) è un piccolo setup realizzato amatorialmente, che installa su Microsoft Windows il necessario per comunicare con il tuo telefono, via cavo USB, come se stessi facendo un debug.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 4

Rispondi Y a ogni domanda posta, così da procedere con l’installazione, che non durerà più di una manciata di secondi. A ora dovresti quindi avere tutto il necessario per procedere. Noterai che, aprendo GSam Battery – Root Companion sul tuo smartphone, non potrai procedere poiché senza root e senza i giusti permessi di accesso alle statistiche della batteria. Chiudi l’applicazione, apri un prompt dei comandi (di DOS, quello che ogni Windows ha a bordo) e spostati in C:\adb.

Prima di procedere, ti ricordo che devi aver attivato le Opzioni sviluppatore sul tuo smartphone. Per farlo, ti basterà andare in Impostazioni, spostarti nelle Informazioni del telefono, quindi Informazioni software e fare clic 7 volte sulla Versione build.

Prendi il tuo telefono, spostati nel menu Impostazioni, scorri fino a Opzioni Sviluppatore e attivale. Più in basso cerca e attiva anche la voce Debug USB. Prendi un cavo microUSB e collega adesso il telefono al PC, sul suo monitor conferma la richiesta di connessione MTP.

Torna ora al prompt dei comandi che avevi precedentemente aperto su Windows e prova a connetterti al tuo smartphone lanciando direttamente la stringa di modifica permessi per permettere a GSam Battery – Root Companion di accedere le statistiche di batteria, copia e lancia quindi:

adb shell pm grant com.gsamlabs.bbm.rootcompanion android.permission.BATTERY_STATS

Se adb non riesce ad accedere al telefono per effettuare la modifica (perché non autorizzato), probabilmente vedrai qualcosa di molto simile alla seguente schermata (nella sua prima parte):

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock)

Puoi avere conferma dell’autorizzazione mancante lanciando il comando adb devices che probabilmente ti mostrerà il codice univoco del tuo telefono seguito da “unauthorized“.

Stacca il telefono dal cavo microUSB, vai nuovamente in Impostazioni, quindi Opzioni sviluppatore, cerca e fai clic su Revoca autorizzazioni debug USB, conferma il tutto e attacca nuovamente il cavo microUSB al telefono (così da connetterlo ancora una volta al PC). Torna sul prompt dei comandi e riavvia il servizio ADB:

adb kill-server
adb start-server

A questo punto dovresti poter ottenere un popup a video (sul telefono!) che ti chiederà di autorizzare il collegamento tra ADB e smartphone.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 5

Autorizzalo e verifica che ora il dispositivo risulti correttamente connesso rilanciando un adb devices (ora dovresti notare quel device al posto del precedente unauthorized). Puoi rilanciare adesso il comando per modificare le autorizzazioni di GSam Battery – Root Companion, dovrebbe andare a buon fine. Per avere conferma, apri l’applicazione, noterai che ora non mostra a video alcun errore, potrà così raccogliere le giuste informazioni riguardo i consumi di batteria.

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 6

Lascia che il telefono continui a scaricare la sua batteria (staccalo quindi dal cavo microUSB) e, prima che sia troppo tardi, collegalo nuovamente al PC, torna in un prompt dei comandi con la cartella C:\adb pronta ed esegui il comando adb bugreport > NOMECHEVUOI.txt. Il comando, entro un minuto circa, produrrà un report completo di tutte le statistiche di consumo (e non solo) del telefono, salvato in un file di testo che troverai in C:\adb.

Resta così un ultimo importante passaggio, l’analisi.

Devo interpretare cosa c’è scritto nel file?

No, non tramite il doppio clic sul file generato almeno. Ti serve un tool che possa darti una mano organizzando al meglio quei dati diversamente poco leggibili. Apri il tuo browser (in teoria è già aperto se stai leggendo qui, ma tant’è) e puntalo all’indirizzo bathist.ef.lc. Sfoglia le cartelle spostandoti in C:\adb e seleziona il report che hai generato, ora porta pazienza (il tempo necessario per l’upload varia in base alla tua connessione internet, il file gravita generalmente sui 30MB circa di occupazione).

Al termine, avrai accesso alle schermate che già tracciano in maniera molto più chiara cosa succede al tuo smartphone. Non sono ironico, sono veramente più accessibili, puoi muoverti utilizzando i filtri, i collegamenti ipertestuali

Per avere un’idea abbastanza immediata di chi usa cosa, spostati nella voce App Wakeup Alarms nella colonna di sinistra, scoprirai immediatamente quali sono le applicazioni che risvegliano più spesso il telefono. È così che si scopre che Facebook rompe le scatole anche quando hai spento tutte le notifiche, e sempre così scoprirai quali sono i tempi di scansione segnale (perché la cella non viene agganciata al primo colpo, o quasi) e i tempi totali durante i quali il telefono non sta realmente dormendo (Signal Scanning Time e Full Wakelock Time nelle statistiche aggregate, sempre disponibili nelle voci della colonna di sinistra). Puoi investire molto altro tempo per curiosare in ciò che accade nel tuo smartphone, per tentare di risparmiare energia e arrivare un po’ più agilmente a fine giornata lavorativa.

Troverai all’indirizzo reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery una serie di spiegazioni e ottimi riferimenti (in inglese) per comprendere al meglio ogni singola voce del report, così da ricercare la causa della tua perdita anomala di batteria e provare a metterci la pezza ;-)

Ci sono problemi con il collegamento via adb?

Se ancora non sei riuscito a collegarti via adb al tuo telefono, è possibile che i driver ufficiali di Google non bastino. Puoi rimediare passando dall’installazione dei driver ufficiali di Samsung, si trovano sul sito del produttore (manco a dirlo), all’indirizzo samsung.com/us/support/owners/product/galaxy-s6-unlocked#productInfo (quelli che ho scaricato e installato in questo momento li trovi a questo collegamento diretto).

Samsung Galaxy S6: analizzare i consumi di batteria (Wakelock) 7

Una volta terminata l’installazione e il riconoscimento dell’hardware, dovresti riuscire tranquillamente ad accoppiare PC e smartphone.

fonti utilizzate:
forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2588979
reddit.com/r/androidapps/comments/59wvwg/how_to_view_wakelocks_in_gsam_battery_monitor
reddit.com/r/GooglePixel/comments/5b4yeo/guide_finding_battery_issues_with_googles_battery

Un ultimo ringraziamento va proprio ad Andrea, che mi ha dato i giusti suggerimenti e riferimenti, e che avuto la pazienza di seguire i miei deliri ;-)

ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si è già svolta e conclusa. Ho già sperimentato il “metodo” in passato e torna abbastanza comodo per tracciare avvenimenti passati e spiegarli contestualmente al lettore, per permettergli di scoprire cose forse nuove e aiutarlo ad affrontare lo stesso problema nel caso in cui dovesse accadere anche a lui. Se necessario, continuerò ad aggiornare l’articolo segnalandolo opportunamente.

Dopo diversi anni di pacifica convivenza con TIM, io e Ilaria abbiamo ricevuto un messaggio poco simpatico che ci ha portato a ragionare sulla possibilità (e convenienza, nda) di passare a un diverso operatore:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM)

L’offerta di TIM che abbiamo sfruttato per anni ha sempre previsto (al mese) 400 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), 1000 SMS e 2 GB di dati in mobilità (inizialmente in 3G, passati a 4G aggiungendo un euro al mese, poi gratuitamente). Oltre al pacchetto “base” avevamo a disposizione il servizio TIM Music (mai sfruttato, siamo abbonati a Spotify) e la possibilità di chiamarci gratuitamente a vicenda (con un limite di 10000 minuti al mese di conversazione tra di noi, mai neanche sfiorati alla lontana, e vorrei vedere il contrario). Il tutto ha avuto da subito un costo di 10€/mese (11 considerando i mesi di pagamento del 4G come obolo ulteriore, poi tornati però a 10).

Conosciamo diverse persone che, rientrate in TIM da diverso operatore, hanno ottenuto piani molto più ricchi del nostro, a un prezzo più vantaggioso, il vero tallone d’Achille dell’essere già clienti. Nonostante non ci facesse piacere, consideravamo ragionevole la cifra richiesta, e abbiamo continuato a pagarla senza (più o meno) lamentarci, almeno fino a ora. Con la novità annunciata via SMS, saremmo passati a 12€/mese 12€/28gg, ottenendo 2 GB di dati in mobilità in più, ma rimanendo fermi a 400 minuti di telefonate e 1000 SMS (che non servono a nessuno). Per questo motivo abbiamo voluto approfittare dell’offerta di Fastweb dedicata ai già clienti (abbonamento fibra di casa), Fastweb Mobile 500 (esiste anche la versione 250, che però noi abbiamo scartato): ogni mese 500 minuti di telefonate verso tutti (fissi e cellulari del territorio nazionale), chiamate tra SIM Fastweb gratuite, chiamate gratuite verso un fisso Fastweb a scelta, 500 SMS (che continuano a non servire) e 3 GB di dati in mobilità alla velocità del 4G, il tutto a un costo di 6€/mese 6€/28gg.

Update

Lorenzo mi fa giustamente notare che ho inserito (forza dell’abitudine, mea culpa) la cifra da pagare riportandola per mese, quando in realtà si tratta di fatturazione a 28 giorni, come ormai sdoganato da tutti i provider telefonici (o quasi), con quella fantomatica scusa che ciò migliori la gestione dei pagamenti o chissà cos’altro (la motivazione può variare in base a chi risponde al quesito), quando in realtà si tratta di una tredicesima per il provider, che così porta a casa un mese di pagamento in più alle stesse condizioni di prima (in pratica si tratta di un aumento e nulla più).

Ti racconto cosa è andato per le lunghe e cosa si può fare per mettere in riga le cose (solo a completamento delle operazioni).

Richiesta MNP del 1/3/17

Grazie alla cortesia delle ragazze dello store di Corso Vercelli a Milano, abbiamo aperto la richiesta di MNP per entrambe le SIM, che ora dovranno risultare intestate a mio nome (perché è a mio nome il contratto internet di casa nostra). Chiaramente, nel documento di richiesta della SIM di Ilaria, compaiono entrambe le nostre firme, la SIM di Fastweb sarà intestata direttamente a me, per l’altra invece non cambia nulla (ero già io l’intestatario).

Tutto è in ordine, firmato e pagato (20€/SIM, con traffico quindi incluso per i 3 mesi successivi all’attivazione). Dopo circa un’ora (tra attesa e servizio) possiamo tornare a casa con le nuove SIM che verranno presto attivate.

Primi movimenti (2/3/17)

Tutto tace fino a sera. Sono finalmente arrivati dei segni di vita via SMS sul mio attuale numero TIM, su quello di Ilaria c’è qualcosa in più, e non è affatto piacevole:

Contrariamente alla condizione del trasferimento di Ilaria, sul mio non arriva alcunché riguardo fallimenti di MNP o date di migrazione. Attendo e intanto mi informo riguardo i tempi di passaggio da un operatore all’altro, trovando alcune informazioni particolarmente interessanti a riguardo:

[…]

A novembre 2011, sempre l’AGCOM, ha imposto nuove regole (in vigore da marzo 2012) per le tempistiche della portabilità che dovrà avvenire entro 24 ore altrimenti il cliente potrà chiedere, in maniera non onerosa, un indennizzo non inferiore a 2,5 € per ogni giorno di ritardo (delibera n. 147/11/CIR).[4] In ogni caso l’Autorità ha esonerato l’operatore ricevente dall’obbligo di corrispondere l’indennizzo quando il ritardo è limitato a 48 ore lavorative. L’indennizzo, tuttavia, è dovuto dal terzo giorno di ritardo ed in tal caso vengono calcolati nel risarcimento anche i primi due giorni lavorativi.

fonti utilizzate:
it.wikipedia.org/wiki/Mobile_number_portability#Tempistiche_.28in_Italia.29
cellularitalia.com/comu/comu011211.php

Il problema è che 48 ore lavorative equivalgono a ben 6 giorni composti dalle classiche 24 ore, entro i quali l’operatore dovrà quindi mettersi in pari con il lavoro.

La prima data utile (3/4/17)

Nel caso di Ilaria, non ho informazione alcuna (a oggi). Nel mio caso invece qualcosa si è mosso, è arrivato un nuovo SMS da parte di Fastweb:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 2

Considerando che la richiesta è stata fatta la sera del primo marzo, migrare la mia SIM il giorno 7 dovrebbe far rientrare nei limiti massimi concessi la MNP richiesta, sforando di poco e nulla. Nel caso di Ilaria, teoricamente siamo già oltre il limite, a meno di un ulteriore motivo riguardo il fallimento della migrazione (“noi ci abbiamo provato, TIM ce lo ha impedito“) o qualcosa di simile. Nel frattempo, nulla si muove nella mia area clienti, apparentemente ho solo il contratto della linea fissa con i suoi dettagli, i costi e le bollette già pagate.

Le nuove SIM nell’area personale e il primo pagamento (4/3/17)

Sono comparse entrambe le SIM nell’area personale del mio contratto Fastweb, hanno ancora i numeri temporanei, quelli che ovviamente non utilizzeremo fino a MNP completata, che però hanno già scalato il primo pagamento, la prima mensilità di servizio:

Se pensi anche tu che “qualquadra non cosa” (cit.), allora siamo in due, perché credo che fatturare un servizio prima di iniziare a usarlo sia probabilmente stupido.

Prima MNP terminata (7/3/17)

La mia SIM TIM ha smesso di funzionare, me ne sono accorto al risveglio. Ho quindi inserito la nuova card all’interno del telefono, riavviato il sistema e verificato di avere rete Fastweb. Ho chiamato il mio numero da un diverso cellulare, e il mio smartphone ha cominciato a squillare, la portabilità è certamente andata a buon fine. Poco dopo sono arrivati i messaggi di configurazione automatica per rete internet e MMS, che ho installato utilizzando il codice 1234 quando richiesto a video.

Nel caso in cui tu non riceva i messaggi di configurazione automatica, puoi sempre richiederli tramite sito web di Fastweb, si fa tutto da questa pagina (ed è molto comodo): fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide-configurazioni/smartphone/configura-internet-mobile-sim4g/?from=home-cb.

Nell’applicazione Android dedicata ai clienti Fastweb, il mio numero non compare ancora (c’è ancora quello temporaneo) e non riesco a verificare le soglie di traffico perché il riepilogo va in errore, forse devo attendere che tutto sia a regime e che il mio vero numero sia visibile, ricontrollerò domani. Nel frattempo, in serata e dopo una chiamata con l’ufficio portabilità di Fastweb, sembra che la SIM di Ilaria sia pronta alla migrazione:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 11

Ci siamo? (9/3/17-13/3/17)

9/3/17: Sembra che la SIM di Ilaria sia finalmente passata a Fastweb, nel frattempo ieri il mio credito (poco meno rispetto a quello che in realtà avevo su TIM) è stato migrato alla nuova SIM, non resta che attendere che lo faccia anche quello di Ilaria (anche questo entro i 3 giorni lavorativi post-migrazione della SIM, probabilmente).

13/3/17: Anche il credito di Ilaria è stato migrato, anche lui non completo (aveva circa 40€ sulla SIM TIM).

Abbiamo quindi contattato il call center di Fastweb, atteso (molto) e parlato con un’operatrice che rispondeva dall’Albania, alla quale abbiamo rivolto ogni nostra domanda. Riepilogo brevemente:

  • Avendo richiesto la portabilità in un negozio Fastweb, questo ha dato il via al primo pagamento della mensilità per entrambe le SIM, poiché i numeri provvisori sono stati prontamente attivati e potevano già effettuare del traffico. Trovo che sia stupido non essendo stata completata la MNP, ma posso capirlo. Probabilmente sarebbe il caso di informare il personale di negozio e fare in modo che possa a sua volta allineare i clienti quando si prepara la richiesta di portabilità.
  • Il credito residuo inferiore a quello che si aveva è dovuto al precedente operatore (nel nostro caso TIM) che sembra aver trattenuto una cifra calcolata sul numero di giorni che vanno dall’ultimo rinnovo al giorno in cui viene effettuata la portabilità (se nell’arco delle quattro settimane devi pagare 10€, per una settimana ti scaleranno 2,50€).
  • Il barring (cosa della quale non ho parlato fino a ora, ma che ho preteso venisse attivata) è in pratica inutile con Fastweb, poiché l’operatore non permette di abbonarsi ad alcun servizio a pagamento scalando credito dalla SIM, e questa ritengo che sia un’ottima cosa.

Un po’ di esperienza

Da quando abbiamo ottenuto indietro i nostri numeri di telefono, abbiamo messo alla prova le due nuove SIM. Quello che ho personalmente notato è una sommaria difficoltà nell’allacciarsi alla rete voce, ogni tanto anche a quella dati. Non avevo mai avuto bisogno di riavviare il mio Galaxy S6 per fargli riprendere connettività all’uscita da un cinema con la sala sotterranea, è successo per la prima volta giusto una manciata di sere fa in Duomo.

Sia chiaro, nulla di apocalittico, è solo una curiosità, una sciocchezza. Più è difficile allacciarsi in tempi rapidi alla rete TIM, più batteria si consuma. Ho notato dei piccoli surriscaldamenti dello smartphone in particolari condizioni, ovviamente a risentirne è proprio la sua durata da vivo e vegeto:

Cronache di una MNP: passaggio a Fastweb (da TIM) 14

Sono abbastanza certo che, vista la recente evoluzione del rapporto Fastweb-TIM, con la conseguente apertura su rete LTE (e non solo), ci siano ancora i presupposti per aspettarsi un buon tuning sulle caratteristiche di connessione verso la rete del monopolista per eccellenza, che rimane comunque una giusta scelta per la qualità di copertura territoriale (siamo seri, TIM prende praticamente ovunque).

Diamo quindi fiducia a Fastweb e alle sue offerte Mobile. Io e Ilaria ci abbiamo creduto e non siamo i soli due in famiglia ad aver effettuato una number portability. Non ci resta che aspettare :-)

Ve le ricordate? Quelle con o senza lo scatto alla risposta, con la tariffazione anticipata o (nei casi migliori) con la reale scalata al secondo, quelle che ti costringevano a pagare ogni SMS in uscita, una follia pura se ci pensiamo oggi, nessuno le vuole più, eppure in caso di necessità farete una fatica del boia a trovarne una adatta all’esigenza, diamo insieme un’occhiata alla situazione per chi ancora dovesse averne bisogno!

sim-cards

Non sono impazzito, non del tutto almeno. L’articolo è il riepilogo di una rapida indagine nata dall’esigenza di cambiare la SIM all’interno di un vecchio Nokia che la nonna utilizza per ricevere le chiamate e farne qualcuna in caso di necessità verso i numeri dei suoi cari, stiamo parlando di una persona che non sa neanche cosa voglia dire connessione a internet o cos’è uno Smartphone, figurarsi avere una tariffa fissa -seppur ricaricabile- che richiede 10 o più euro al mese, una ricarica da 30 euro le dura più di 6 mesi talvolta, in pratica la più economica offerta a pacchetto voce / SMS / dati è comunque più costosa del suo reale utilizzo del telefonino ma c’è bisogno di correggere il tiro su quella vecchia tariffa applicata con scatto alla risposta e 18 centesimi al minuto di scatto (anticipato), mi sono messo al lavoro.

SIM a consumo: la risposta dei big

La più classica delle passeggiate in centro storico è stata usata come scusa per fare visita agli store dei grandi di questo campo: TIM, Vodafone, H3G e Wind. Ho temporaneamente escluso gli operatori virtuali promettendomi di tenerli come scelta secondaria nel caso in cui i primi avessero fallito. Ecco, qui non si parla di vero fallimento ma di totale esclusione delle vecchie SIM a consumo in quanto le esigenze sono cambiate nel tempo e quei pochi che ancora oggi necessitano di un qualcosa di “preistorico” devono adeguarsi, almeno secondo TIM e H3G. Se la seconda è parzialmente giustificata perché nata già con il pallino del web e della connessione minima UMTS, la seconda ha semplicemente deciso di “tagliare i ponti” senza girarci troppo attorno: “Salve, vorrei sapere se avete ancora SIM a consumo senza alcun pacchetto associato” “No guardi, non le facciamo più”. Pulito, essenziale, chiaro.

OperatoriMobili-Italia

Diversa invece la risposta di Vodafone e Wind. Ancora ricordo quando in uno dei miei primi cellulari capeggiava quella SIM verde e nera con il logo Omnitel che sarebbe poi sparito nel corso di qualche anno, sono entrato fiducioso nel loro store e beh si, in effetti qualcosa di disponibile c’è, si parla di una SIM da attivare con 30€ di credito consumabile entro e non oltre 3 mesi, per poi essere costretti a chiamare il call-center del supporto e far eliminare le opzioni inizialmente sottoscritte rendendola di fatto una SIM a consumo alla vecchia maniera. Tutto molto bello eh, ci mancherebbe, ma quella fee di ingresso è parecchio scomoda partendo dal presupposto che si tratta di un cambio operatore con portabilità e un credito iniziale (la somma tra quello offerto da Vodafone e il residuo presente sull’attuale scheda) che la persona non consumerà mai nei termini prestabiliti, bocciata, non ho voluto neanche chiedere di quanto sarebbe stata poi la tariffazione al minuto e la presenza (o meno) dello scatto alla risposta.

È rimasta così Wind, la quale mi ha proposto la sua unica SIM rimasta disponibile a consumo, 28 centesimi al minuto senza scatto alla risposta e senza la tariffazione anticipata (il loro famoso “minuto vero” che tanto è stato pubblicizzato). Forse l’ultima spiaggia realmente percorribile ma più costosa considerando quei 28 centesimi al minuto contro gli attuali 18.

SIM a consumo: l’alternativa virtuale

Nel corso “dell’esplorazione” mi sono ricordato però dell’esistenza di una offerta a consumo “vecchia scuola” di Poste Mobile. Si lo so, è un operatore virtuale e probabilmente non gli affiderei la mia SIM principale con offerta completa (voce / messaggi / dati) ma stavolta si tratta di una semplice SIM utilizzata nel 99,9% dei casi per effettuare e ricevere chiamate, l’alternativa è decisamente percorribile e per questo motivo mi sono informato tramite web. Dopo la secca delusione delle big del settore sono proprio le piccole virtuali a dare le giuste soddisfazioni. Ecco quindi una rapida panoramica sulle reali alternative a consumo nel 2014/2015!

Poste Mobile

screenshot-www postemobile it 2014-12-31 11-12-09

Tra tutte quelle disponibili (qui: postemobile.it/privati/piani-tariffari-ricaricabili) quella forse più adatta allo specifico caso è la UNICA che propone i 18 centesimi verso tutti togliendo però lo scatto alla risposta, seppur il prezzo rimanga invariato (al minuto) si va ad eliminare il fastidioso fardello di quello scatto che in chiamate che durano spesso meno di un minuto (o poco di più) raddoppia il costo di tariffazione / minuto inutilmente. Costano 18 centesimi anche gli SMS (pura follia, me ne rendo conto) ma come già detto quelli sono utilizzati solo nello 0,01% dei casi, una spesa sopportabile quindi (se le necessità non variano).

Sicuramente interessantissima la 6 x Tutti ma disponibile solo da web. Bisognerebbe quindi fare da tramite per l’acquisto e la richiesta di portabilità, immaginate il messo delle Poste che raggiunge casa dell’anziana signora per firmare le carte e spiegargli il funzionamento o cose così, non ne uscirebbe vivo, esclusa.

CoopVoce

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Proprio te cercavo! Ma dove sei stata per tutto questo tempo? Cioè parliamone, Coop è in grado di offrire una SIM a consumo che può chiamare con tariffazione di 5 centesimi al minuto con la sua offerta “5 Cent“! (disponibile solo fino al 15/1/15, ndr) Torna prepotente lo scatto alla risposta ma anche lui è fisso sui 5 centesimi, pur sommando le due cose si ottengono 10 centesimi in totale per il primo minuto di conversazione, ben al di sotto degli attuali 36 (considerando scatto e primo minuto), considerando poi che dal secondo minuto si scende a soli 5 centesimi al posto dei 18. Anche gli SMS hanno un costo di 5 centesimi (ora si ragiona) e chiamando un altro numero CoopVoce si spende un solo centesimo di euro per ogni minuto di conversazione, direi proprio che ci siamo. Unica pecca? Il costo dell’attivazione è di 9€, da affrontare solo la prima volta, sopportabile tutto sommato.

Diversamente bisognerebbe saltare sulla “Superfacile” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/superfacile-coop) senza alcun costo di attivazione ma con SMS, scatto alla risposta e tariffazione al minuto di 12 centesimi di euro (scatto tariffazione di 6 centesimi ogni 30 secondi). Ultima spiaggia invece è l’attuale “Veloce” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/veloce-coop) che permette di ottenere una tariffazione di 17 centesimi di euro al minuto senza scatto alla risposta (12 centesimi per ciascun SMS inviato) e calcolo della spesa sui secondi effettivi di conversazione, come per Wind.

In ogni caso l’operatore virtuale CoopVoce si attesta al primo posto tra le scelte papabili.

Noverca

Attenzione: Quando ho scritto questo articolo (una manciata di giorni prima rispetto alla pubblicazione) sembrava andare tutto liscio. Il 9 gen. scorso è saltata fuori invece questa notizia riguardante la cessione della parte consumer (clienti privati) di Noverca alla ben più solida e non virtuale TIM: webnews.it/2015/01/09/noverca-lascia-clienti-passeranno-tim

screenshot-www noverca it 2014-12-31 11-38-21

Una di quelle di cui ho sentito parlare molto in passato e che effettivamente non avevo mai valutato per me, l’ho rispolverata per l’occasione trovando una buona offerta da 4 centesimi al minuto in conversazione e 5 centesimi per l’invio di un SMS, senza scatto alla risposta (noverca.it/piano-tariffario-noverca-4-piu-5-parli-con-tutti-a-4-centesimi), ulteriore vantaggio è l’assenza del costo di attivazione del prodotto. L’unico possibile tallone d’Achille consiste nell’acquisto della SIM. Si effettua da sito web con carta di credito oppure passando in ricevitoria e acquistando un “PIN di prenotazione” per poi riscattare la SIM sempre online, necessaria quindi una figura di assistenza almeno per il primo passaggio e in ogni caso ulteriormente necessaria per le ricariche dato che si parla sempre di PIN di ricarica da riscattare sul sito web o da cellulare.

Bocciata per le complicazioni varie non adatte a persone di una certa età, è più facile mandare la nonna alla Coop per ottenere la vecchia card da grattare o meglio ancora ad una ricevitoria dove possano accreditarle subito il taglio di ricarica scelto.

Gli esclusi

Che per un motivo o un altro fanno parte della stessa barca dei primi discussi (i big reali del settore). Si parla di Tiscali Mobile che propone tariffe a pacchetto mensile così come Fastweb Mobile, 1 Mobile (Carrefour) che propone una tariffazione al minuto di 9 centesimi (potenzialmente interessante quindi) ma con scatto alla risposta di 16 centesimi (altrimenti si passa al piano senza scatto alla risposta ma che richiede 18 centesimi al minuto in conversazione con l’unico vantaggio di una tariffazione calcolata al secondo), Erg Mobile che nonostante una buona tariffa a consumo da 10 centesimi al minuto e per SMS inviato necessita del passaggio alla pompa di benzina più vicina per richiedere SIM e portabilità del numero.

In conclusione

Non è stata una ricerca così banale, sembra quasi impossibile che non esistano più le vecchie SIM a consumo e che queste siano prerogativa degli operatori virtuali, eppure è proprio così, ciascuno con la propria offerta più o meno valida, con o senza difficoltà varie di accesso (per l’acquisto della SIM e della portabilità numero così come per le ricariche da effettuare poi in seguito), spesso si da’ per scontato che dall’altro lato ci sia una persona già “abile e arruolata” per gestire questo tipo di cose, senza pensare (ahimè) che le vecchie generazioni possono e devono avere accesso a questi strumenti di comunicazione ormai fondamentali per tutti.

Enjoy.

Sono cliente soddisfatto Fastweb da ormai due anni e mi sembra giusto approfondire la discussione riguardante il nuovo argomento “chiave dell’azienda” che assilla il consumatore con la pubblicità di “Vale e Yuri” (qui lo spot).

L’azienda milanese ha quindi deciso di entrare nella schiera dei provider in grado di coprire fonia e dati in mobilità, un pò come le altre principali concorrenti (in primis H3G e Vodafone). Si parla di 3 offerte principali, rivolte all’utente che necessita di stare parecchio al telefono e / o navigare ovunque si trovi.

FamigliaOvunque

L’offerta più economica richiede 5,90 euro da versare mensilmente, parecchio limitata, serve a chi ha necessità di chiamare spesso casa e /o ricevere chiamate da questa.

Caratteristiche principali:

  • 500 minuti di chiamate verso 5 cellulari Fastweb (dal telefono di casa Fastweb)
  • nessuno scatto alla risposta
  • 500 minuti di chiamate (e videochiamate) verso 4 cellulari Fastweb ed il numero di casa prescelto (anch’esso Fastweb) (dal cellulare Fastweb)

L’offerta è disponibile sia su abbonamento, sia con forma di pagamento ricaricabile. Nel caso in cui tutta la famiglia passi a Fastweb Mobile (scegliendo l’offerta FamigliaOvunque) si abbattono i costi tra i vari cellulari ed il numero di telefonia fissa.

Se si sfora dai 500 minuti a disposizione, inizia la tariffazione a consumo secondo i costi riportati in questa tabella:

lo scatto al minuto è inteso al raggiungimento dei 60 secondi (non in anticipo quindi).

Ci si può abbonare online risparmiando 25 euro e con il primo anno di canone gratis (solo con carta di credito o conto corrente bancario), solo fino al 30 di settembre.

NavigaMobile

Delle tre disponibili è l’offerta che mi incuriosisce di più. Si tratta della copia bella e buona dell’abbonamento H3G a 19 euro mensili per 5 GB di traffico dati incluso, solo con qualche modifica. Fastweb offre la connettività mobile con tecnologia HSDPA 7,2 Mbit/s facendo appoggio alla Internet Key della MOMO MD-@, la stessa della 3.

19,90 euro al mese (90 centesimi in più), 5 GB mensili inclusi, traffico consentito e coperto in UMTS / HSDPA, a consumo nel caso in cui si vada su GPRS, proprio come 3. Tariffazione a consumo anche in questo caso poco conveniente:

Giusto per fare un esempio pratico: se scaricassimo 1 MB fuori dalla copertura dati mensile ed in rete GPRS, pagheremmo 2,56 euro (quasi standard se si pensa ai 2 €/minuto di Tre), grazie per la spiegazione Oskar. pagheremmo 256 euro. Evidentemente in Fastweb fumano roba parecchio costosa ;) Io spero sinceramente che abbiano fatto un errore di inserimento tariffe sul sito web.

L’offerta è sottoscrivibile tramite abbonamento, 24 mesi da garantire (in caso di recessione anticipata c’è la penale da pagare), proprio come 3.

ParlaMobile

25 euro da versare mensilmente per avere la più “all inclusive” delle offerte Fastweb Mobile dedicate alla voce. Decade il limite della prima offerta in quanto qui non viene fatta distinzione (per 300 minuti al mese) tra cellulare Tim / Wind / Vodafone o 3.

Caratteristiche principali:

  • 300 minuti di chiamate verso qualsiasi cellulare e qualsiasi numero di telefonia fissa nazionale
  • 50 SMS al giorno verso qualsiasi cellulare (su territorio nazionale)
  • nessuno scatto alla risposta
  • minuti illimitati verso 4 cellulari Fastweb ed il numero di telefonia fissa prescelto (anch’esso Fastweb) per chiamate e videochiamate
  • minuti illimitati dal numero di telefonia fissa Fastweb verso il cellulare che attiva la tariffa ParlaMobile

L’offerta è disponibile solo su abbonamento. Se si sfora dai 500 minuti a disposizione, inizia la tariffazione a consumo secondo i costi riportati in questa tabella:

lo scatto al minuto è inteso anticipatamente ogni 60 secondi (si paga subito, si rischia di regalare soldi se si termina la telefonata prima che termini il minuto in corso).

Ci si può abbonare online risparmiando 25 euro e con la tassa di concessione governativa pagata per due anni (solo con carta di credito o conto corrente bancario), solo fino al 30 di settembre.

Altri dettagli

Per tutte e tre le offerte Fastweb mette a disposizione dei terminali “di ultima generazione” che agevolano il proprio lavoro. Sto parlando di telefoni in comodato d’uso che diventano “del proprietario” in modo definitivo solo dopo aver pagato parecchi extra sulla bolletta mensile. Prendo ad esempio l’ultimo di casa Nokia “Business“: E71.

Qui c’è la pagina dedicata ai telefoni:

fastweb.it/offerta/adsl/mobile-adsl/cellulari

Per l’E71 Fastweb chiede 199 euro una tantum e la scelta di un piano “GOLD” (da ottobre). In pratica si sceglie una delle tre nuove offerte ed a questa si aggiunge qualche euro per pagare “la rata del telefono“. Ecco quindi “FamigliaOvunque GOLD” a 10.30 euro / mese, “ParlaMobile GOLD” a 29.40 euro / mese e “ParlaOvunque GOLD” a 27.30 euro / mese.

Così come per la chiave Internet MOMO anche in questo caso si parla di un abbonamento garantito 24 mesi o una penale da pagare in caso di recesso anticipato rispetto alla data di scadenza del contratto.

In conclusione

Offerte che non hanno nulla di particolarmente rivoluzionario se non tariffe che Fastweb recepisce a prescindere dal traffico che viene generato dal cliente. I minuti non sono mai cumulabili ma si paga comunque la bolletta mensile che arriva a casa, soprattutto se si decide di farla “scalare dal proprio conto corrente in automatico“.

Sulla tariffa dati avrei parecchio da ridire, 90 centesimi in più al mese si trasformano in 10,8 euro in più ogni anno rispetto alla tariffa dati della 3. Il tutto senza considerare un “listino prezzi” al consumo parecchio costoso quando si passa su rete GPRS o si sfora anche solo dalla quota mensile in rete UMTS/HSDPA.

Valentino te la porto io la novità stavolta: in Italia, come sempre, si cerca di fregare il consumatore anziché venirgli incontro.

Stammi bene FW, continuerò ad utilizzarti solo ed esclusivamente a casa.