Archives For Network

Parlare di prese smart in tempi di assistenti vocali (Google Home e Alexa primi su tutti) è come parlare tra anziane signore della mutevolezza del meteo e di quei nuovi arrivati nel paesello, pura formalità e una certezza sulla quale poter scommettere a occhi chiusi. D’esperienza nel campo credo di essermene fatta un pelo (vedi il vecchio articolo Prese intelligenti: cosa acquistare?, il tutto senza considerare i nuovi acquisti portati a casa nel frattempo di cui effettivamente non ti ho mai parlato, vabbè), il FRITZ!DECT 210 di AVM è solo l’ultimo arrivato (fratello più giovane dello storico FRITZ!DECT 200), pensato per l’outdoor più che per l’appartamento (dove – appunto – il 200 è più che sufficiente). Estensione Smart Home di qualsivoglia router FRITZ! di generazione sufficientemente nuova (si parla di compatibilità con quei prodotti che montano un FRITZ!OS 6.0 o superiore).

AVM FRITZ!DECT 210: la presa Smart per l'Outdoor

AVM FRITZ!DECT 210

Smart Home e Splash protection sono i termini chiave di un prodotto che si propone in una non più tanto nicchia di accessori per la propria casa da collegare a servizi e strutture già esistenti. Il grande vantaggio di FRITZ!DECT 210 è forse il suo essere già pronto per associarsi simbioticamente con il router della medesima casa, tagliando fuori passaggi in più generalmente richiesti da produttori terzi per far collegare un accessorio proprio sfruttando modem / router evidentemente altrui. Qui non c’è da conoscere la password del WiFi, non c’è da impazzire più del dovuto, bisognerà solo collegare il DECT alla presa di corrente (inizialmente una non tanto distante dal router, nda) e far partire l’associazione entro due minuti, semplicemente tenendo premuto il tasto DECT sul router per una manciata di secondi (fino a quando questo non inizierà a lampeggiare).

Io ho eseguito l’associazione con il mio 7590, tempo totale credo non più di 15 secondi tra tutto (connessione del FRITZ!DECT 210 alla presa di corrente, pulsante DECT tenuto premuto sul router e associazione eseguita con tanto di email inviata al mio account di posta a conferma dell’operazione terminata, questo perché ho abilitato e configurato le notifiche push di FRITZ!OS).

Trattandosi di un prodotto molto “chiavi in mano, collega e usa immediatamente” noterai anche tu una certa scarsità di qualsivoglia inutilità all’interno della scatola caratterizzata dall’irresistibile apertura facilitata di AVM (null’altro oltre il prodotto e la sua manualistica, nda):

Una volta collegato, FRITZ!DECT 210 può essere gestito direttamente dall’interfaccia amministrativa del router. Da qui potrai cambiare nome (per meglio identificarlo), regolarne accensione o spegnimento (cosa che puoi gestire anche da applicazione ufficiale su smartphone, nda), verificarne i consumi (impostando anche l’invio del report a mezzo posta elettronica, sempre tramite servizio push del FRITZ!OS), ecc.

MyFRITZ!App
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free
MyFRITZ!App
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free

Prima di pensare di mettere il FRITZ!DECT 210 a stretto contatto con la piscina di gomma che hai comprato per tenerla sul caldo balcone in caso di emergenza, sappi che la certificazione con la quale questo prodotto viene identificato è la IP44, ciò vuol dire che il FRITZ!DECT 210 può sopportare degli spruzzi d’acqua ma nulla più di questo, non puoi pensare che resista a dei gavettoni d’acqua appositamente pensati per metterlo alla prova, soprattutto quando occupa prese di corrente che non rispettano alcuno standard di protezione dai liquidi. Diciamo che è più pensato per un uso in giardino (dove certamente può sopportare qualche goccia di pioggia e delle temperature dai forti sbalzi) o in bagno.

La scheda tecnica completa è disponibile sul sito ufficiale del produttore (it.avm.de/prodotti/fritzdect/fritzdect-210/dati-tecnici), per l’acquisto puoi puntare il browser su Amazon o fare un salto nel MediaWorld più vicino a casa tua. Parlando di Amazon noterai con i tuoi stessi occhi che allo stato attuale la differenza prezzo tra il FRITZ!DECT 210 e il maggiormente rodato DECT 200 è talmente irrisoria da far propendere verso il prodotto più giovane tra i due (che ne eredita la robustezza e il software aggiornato ma che include inoltre la possibilità di sopravvivenza in campo “un po’ più ostile“).

A me non resta che ringraziare AVM per avermi fatto avere il prodotto da testare e ovviamente assegnare un voto che non può che essere positivo vista la facilità di installazione, configurazione e utilizzo di un prodotto che può trasformare in smart qualsiasi presa di casa tua. Occhio però (c’è sempre un “ma“), anche il DECT!210 soffre dello stesso problema di qualsiasi altro adattatore sul mercato: finisce per tenere tutto per sé lo spazio di una placchetta biposto di prese a muro, rendendoti difficile l’utilizzo del secondo slot di alimentazione.

In caso di dubbi, domande o qualsivoglia altro dettaglio legato al prodotto sentiti libero di lasciare un commento qui di seguito all’articolo.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Fidati, non tutti hanno la possibilità di stendere cavi in giro per casa, può quindi capitare che sia necessario adattarsi, collegare postazioni tramite WiFi. Nessun problema tu dirai, d’altronde siamo ormai abituati a lavorare tutti con il PC portatile, eppure anche in questo caso esistono delle eccezioni costituite da PC fissi che hanno la necessità di lavorare online in maniera decente, senza perdite di pacchetti (quanto più possibile) e con una buona velocità di comunicazione tra questi e il router. Ho messo alla prova un mio vecchio MediaCenter casalingo (collegato solitamente via ethernet) utilizzando l’AVM FRITZ!WLAN Stick AC860, adattatore WiFI USB in linea con gli standard di quanto prodotto dalla casa tedesca.

Come dici? Cosa c’entrano le caramelle e tutto il resto? Beh diamine, mi sembra ovvio: ho mangiato gli orsetti durante i test, meritavano uno spazio in foto! 😏😁

AVM FRITZ!WLAN Stick AC860

Scatola minimale e con la solita apertura facilitata. Al suo interno il FRITZ!WLAN Stick AC860, il materiale informativo compreso di guida rapida per l’utilizzo e una base con prolunga (chiaramente anch’essa USB) che ti permette di posizionare l’adattatore dove più preferisci. Si tratta di un accessorio in apparenza inutile ma che ho personalmente apprezzato moltissimo considerando che un’antenna WiFi tendenzialmente scalda durante l’utilizzo, è sconsigliato quindi tenere il dongle attaccato direttamente alla presa USB del PC e – già che ci sei – mettere il tutto in posizione privilegiata per una migliore ricezione del segnale.

Dopo aver connesso il FRITZ!WLAN Stick AC860 al PC potrai far partire il programma di installazione che si occuperà di caricare i driver necessari sul tuo Sistema Operativo. Al termine dell’operazione il prodotto verrà riconosciuto e tu vedrai una nuova scheda di rete senza fili tra quelle disponibili sul PC, potrai quindi collegarti alla tua WiFi e iniziare a fare tutti i test che desideri. Nel mio caso ho sostituito un dongle precedentemente installato sulla medesima macchina, il salto generazionale si è sentito eccome, non tanto in velocità Internet quanto nella comunicazione con le risorse presenti sulla stessa LAN (NAS e televisore in primis):

Tecnicamente parlando FRITZ!WLAN Stick AC860 offre la possibilità di connettersi alla propria rete WiFi con una velocità che può arrivare fino a 300 Mbit/s tramite lo standard N, compatibile sia con reti 2,4 che 5 GHz (dual band). La compatibilità è comunque garantita anche per tecnologie 802.11g/a (54 Mbit/s) e 802.11b (11 Mbit/s). Oltre all’installazione semplificata che richiede pochi minuti, troverai anche la facilitazione data dal supporto al WPS, anche se – come ti ho già detto più volte – continuo a preferire una connessione tramite password da inserire manualmente dopo aver selezionato la rete a cui collegarsi, tenendo quindi disabilitato WPS direttamente sul router.

La FRITZ!WLAN Stick AC860 ha necessità di una porta USB 2.0 ma è compatibile anche con USB 3.0. Per maggiori informazioni ti rimando alla pagina ufficiale del prodotto disponibile sul sito di AVM.

Il prezzo del prodotto è veramente basso, si parla di circa 30€, su Amazon la trovi facilmente anche a qualcosina in meno (ti lascio qui di seguito un riferimento diretto).

Non credo ci sia molto altro da aggiungere riguardo questo piccolo ma comodo prodotto che va ad aggiungersi al bouquet di quelli commercializzati da AVM. Il prossimo articolo (che spero di tirare fuori dal cilindro entro breve) lo dedicherò a un differente accessorio dello stesso vendor, rimani sintonizzato per saperne di più 😉

Nel frattempo se hai qualsiasi domanda riguardante FRITZ!WLAN Stick AC860 sentiti libero di lasciare un commento, sarà mia premura risponderti in tempi brevi.

Cheers!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM. Ho potuto tenerlo al termine dei test.
Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Utilitaria” e “alto livello” forse non stanno poi così tanto bene nella stessa frase, eppure credo che ciò costituisca quello scontro in grado di descrivere al meglio un FRITZ!Box 7530. Arrivato ormai qualche mese fa a casa (dicembre 2018), è rimasto per diverso tempo a fare da ripetitore per la rete Mesh, per poi passare a fare da router primario e primo master Mesh, così da permettermi di vederlo operare in ogni condizione, per farmi un’idea chiara e necessaria a stendere questo articolo e raccontarti la mia esperienza con questo piccolo gioiello di AVM.

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello

FRITZ!Box 7530

Caratteristiche da capo della classe ma con le forme più esili e meno generose del fratello maggiore 7590, questo perché all’appello manca la porta WAN dedicata, ma anche alcune altre piccole caratteristiche che in molti casi non sono necessarie per la tua configurazione casalinga. La scheda tecnica del prodotto la trovi all’indirizzo it.avm.de/prodotti/fritzbox/fritzbox-7530/dati-tecnici.

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 15

Noterai che al momento del confronto molte delle voci sono comuni ad ambo i prodotti (magari con qualche piccola variazione):

  • Modem ADSL/ADSL2+ e VDSL (con disponibilità del profilo VDSL Supervectoring 35b).
  • Rete wireless Dual (2,4 e 5GHz) con uno spunto in più sul 7590 che può arrivare a un massimo di 1.733 + 800 Mbit/s (contro i 866 + 400 Mbit/s del 7530).
  • Centralino e relativa Telefonia VoIP/HD con Segret./Fax e Base DECT.
  • Media server (nel caso tu non lo volessi far fare a un NAS o altro dispositivo della tua rete).
  • 4 le porte LAN Gigabit per entrambi, ma sul 7530 se ne perde una se vuoi sfruttare la LAN 1 come porta WAN, come anticipato qualche riga fa.
  • Porta USB: una sul 7530, due sul 7590.

Il 7590 ha in più tutta la parte relativa alla gestione della rete analogica (la porta analogica c’è comunque anche sul 7530, ci mancherebbe) e fissa ISDN, e un po’ di memoria interna da poter sfruttare. Puoi sempre dare un’occhiata alla scheda comparativa dei prodotti AVM puntando il browser all’indirizzo it.avm.de/prodotti/prodotti-avm-a-confronto/fritzbox/tutte-le-connessioni.

La scatola è quella solita di AVM: comoda e completa. Aprendola accederai al prodotto principale, ai fogli illustrativi e guida rapida per la prima installazione e configurazione, ai cavi che AVM ti mette immediatamente a disposizione (alimentazione, LAN, RJ11 per connessione rame ADSL). Il sistema preinstallato è il FRITZ!OS in versione 7, io ho dovuto portarlo alla 7.02 (in un paio di clic). La configurazione guidata ti permette di allacciarti a svariate reti già conosciute, puoi sempre dirgli di prendere connettività da LAN oppure da segnale WiFi già esistente (comodissimo per trasformarlo immediatamente in repeater).

Rete Mesh

Mi rendo conto oggi che ti sto parlando di rete Mesh da mesi senza mai però averti spiegato cosa si intende realmente per Mesh e perché questo porta vantaggi tangibili all’interno della tua rete.

Se te la volessi riassumere in un colpo solo potrei dirti che la rete Mesh altro non è che Peer-to-Peer applicato in maniera del tutto semplice e lineare al concetto di estensione della portata del tuo segnale WiFi.

La rete casalinga per come la conosciamo in tanti è un router con funzione di Access Point Wireless che tiene in piedi ogni cosa, questo vuol dire che trasmette il nome (SSID) della tua rete WiFi e che tutti i dispositivi possono collegarsi a questa (PC, smartphone, tablet, ecc.). Tutti su un punto solo, e se quel punto crolla, crollano tutti i dispositivi, il tutto senza minimamente considerare la lontananza dal router stesso (è cosa nota che un dispositivo nelle dirette vicinanze dell’Access Point WiFi abbia migliore connettività di uno posto ben più lontano). Perché quindi la rete Mesh può risolvere questo problema? Provo a spiegartelo prima con un’immagine:

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 14

Il router continuerà a esistere e sarà lui a trasmettere il segnale originale della tua rete senza fili, ma ogni nodo di quella rete diventa un ripetitore di segnale, permettendo così di estenderlo e coprire un’area ben più grande e consentire a un qualsivoglia dispositivo di percorrere a ritroso la strada verso il router in maniera intelligente, impiegando meno nodi possibili (o per lo meno utilizzando quelli che possono portarlo al collegamento a Internet in maniera più rapida), e tu di questo non devi assolutamente preoccuparti o occuparti (ogni nodo dispone di una sua intelligenza per portare a termine questo compito). Il segnale sarà così pieno in ogni ambiente, e pur cambiando stanza il dispositivo continuerà a rimanere collegato alla stessa rete (quindi stesso nome, SSID), senza mai “crollare” (questo perché se un nodo dovesse venire a mancare, gli altri costruiranno comunque una strada per poter mantenere viva la comunicazione con il router).

La tecnologia è di origine militare e applicandola alle reti casalinghe (o aziendali) è possibile ottenere migliori prestazioni e stabilità anche in ambienti “ostili” (pensa alle vecchie costruzioni con muri molto spessi o villette con più piani dove il router non può certamente trasmettere un segnale così potente da coprire ogni piano!).

Il problema è che ogni produttore tende a rendere la comunicazione Mesh proprietaria, offrendo così la possibilità di estenderne capacità e potenza utilizzando prodotti propri. La Wi-Fi Alliance sta già muovendosi in tal senso, per spingere l’utilizzo di EasyMesh (wi-fi.org/discover-wi-fi/wi-fi-easymesh) e certificare i vendor che ne permettono l’implementazione. FRITZ!OS a partire dalla versione 7 permette di creare reti Mesh con una facilità pazzesca ma non è ancora certificato EasyMesh.

Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere un paio di articoli in italiano oppure fare riferimento a Wikipedia (o cercare ulteriori fonti su Google, non ne mancano di certo):

7530 e rete Mesh

FRITZ!Box 7530 può chiaramente creare una rete Mesh (grazie al suo FRITZ!OS) o farne parte come nodo, la decisione sta a te. Di certo credo sia un po’ sprecato fargli fare il nodo, ma nel mio specifico caso ho voluto provare e l’ho fatto dialogare con il mio 7590, il quale gli ha distribuito connettività tramite la rete WiFi a 5 GHz, poi rimbalzata dal 7530 verso gli apparati che occupano la seconda metà di casa (la zona notte), il tutto senza che io mi dovessi più occupare di nulla, ma soprattutto senza che i dispositivi si accorgessero di nulla (se non giovandone in velocità massima toccata nella zona notte).

A quel punto ho invece staccato il client IP (quindi il nodo) dalla Mesh principale e ho voluto provare a creare una seconda rete che passa comunque dalla prima utilizzando WiFi:

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 16

Ho cercato di ipotizzare (e verificare) ogni tipo d’uso (dal più normale al più malato, me ne rendo conto) senza mai riscontrare una difficoltà che fosse una, continuando così a sfruttare la rete di casa per navigare e lavorare senza problemi. Puoi espandere in qualsiasi momento la tua rete Mesh installando un ripetitore o un ulteriore router, anche se ovviamente la soluzione da me consigliata è la prima citata (a prescindere che si tratti di un rilancio senza fili o cablato tramite Powerline), io ho fatto un test che ha chiamato in causa il 1750E di cui ti ho parlato un anno fa circa (AVM FRITZ!WLAN Repeater 1750E: estendi la tua rete WiFi su più livelli).

Utilizzo come modem principale

Domanda che mi aspetto e alla quale cerco di rispondere sin da subito. Sì. Il FRITZ!Box 7530 è pensato anche per fungere da modem router principale per la tua abitazione, ma molto dipende dall’operatore e dal tipo di tecnologia che arriva in casa (FTTH / FTTC / VULA / ecc.). Ci sono miriadi di discussioni a riguardo sui forum (specializzati e non), molti clienti sfruttano il 7530 senza problemi, poi ci sono quelli che riscontrano ancora difficoltà con l’utilizzo del VoIP e che sono quindi costretti a tenerlo come router a cascata rispetto al principale fornito da TIM o Fastweb (e non solo).

Ogni operatore pubblica i requisiti necessari e le opportune configurazioni per cercare di favorire la diffusione del “Modem libero” così come impone l’AGCOM ormai da un po’. Provo a fornirti qualche riferimento utile:

Nell’articolo dedicato al FASTGate di Fastweb (Una panoramica sul FASTGate di Fastweb) e al 7590 (AVM FRITZ!Box 7590: addio al passato) che ho pubblicato in passato si è sviluppata nel corso dei mesi una buona discussione con molti lettori che hanno cercato di scavalcare le difficoltà imposte dagli operatori italiani per provare a utilizzare un solo prodotto per il collegamento a Internet e per continuare a utilizzare la tecnologia VoIP (su quest’ultimo aspetto ci sono sempre le maggiori difficoltà), prova a dargli un’occhiata se ti va.

In conclusione

Il FRITZ!Box 7530 è certamente un prodotto da tenere d’occhio nel caso in cui tu stia valutando di dare una svecchiata alla rete casalinga per passare alla tecnologia Mesh e/o per valutare l’utilizzo di un solo dispositivo per il collegamento a Internet. Fratello di sangue del 7590 seppur con qualcosa ancora “da imparare“, ti offre comunque la possibilità di sfruttare un ottimo sistema operativo alla base e personalizzare l’esperienza in base a ciò che realmente ti serve. I Megabit/s che mancano all’appello della rete WiFi non costituiscono forse il tallone d’Achille in grado di giustificare la differenza di prezzo che c’è con il top della gamma del costruttore tedesco.

Per me è certamente un quattro e mezzo pieno su cinque, risponde infatti alle esigenze di tutti coloro che non hanno bisogno di “tutto” (e lo dice un soddisfatto proprietario di 7590 che – in ogni caso – non mi offre la possibilità di staccarmi definitivamente dal FASTGate di Fastweb a causa della porta WAN non adatta alle specifiche richieste dall’operatore!).

Trovi FRITZ!Box 7530 su Amazon, nello stesso gruppo prezzi infilerei certamente il 7590 (per permetterti un confronto diretto e successiva valutazione) e il repeater di cui ti ho parlato nell’articolo (il 1750E, sicuramente un ottimo prodotto per coprire meglio casa tua, anche su più piani).

L’area commenti è a tua totale disposizione per dubbi e domande, ti ricordo che non è necessario registrarsi a Disqus per partecipare.

×
Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.

Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM che ringrazio come sempre per la collaborazione. Non ho notizie in merito al rientro del prodotto.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

In seguito all’aggiornamento del pacchetto PHP 7 su Synology, mi sono accorto che il bot di Telegram non mi informava più riguardo il cambiamento di stato dell’Home Mode di casa. Ho dato un’occhiata al problema e scoperto che i moduli .so non erano più al loro posto. Ho quindi rimesso in ordine e tutto è tornato a funzionare come riportato nel mio vecchio articolo, questo di seguito:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi

Per questo motivo ho deciso di scrivere qualche riga di codice che rendesse l’operazione più semplice nel caso in cui mi ricapiti lo stesso scenario. Ho poi condiviso con tutti lo script, caricandolo nel mio spazio GitHub all’interno del progetto (github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation). Lo script si chiama molto banalmente php7ModEnabler.sh e ti posso rapidamente dire che:

  • Verifica l’esistenza del pacchetto PHP 7 sul NAS Synology, quindi:
    • Se non esiste il file /usr/local/lib/php70/modules/openssl.so lo recupera dal pacchetto PHP 7 (/volume1/@appstore/PHP7.0/usr/local/lib/php70/modules).
    • Fa la stessa cosa con /usr/local/lib/php70/modules/curl.so e /usr/local/lib/php70/modules/soap.so (che utilizzo anche per altro, e male non fa).
    • Modifica il php.ini di PHP 7 (/usr/local/etc/php70/php.ini) e “inietta” l’uso dei 3 moduli se questo non è stato precedentemente fatto (baso il mio controllo sull’esistenza della riga extension=openssl.so generalmente sotto extension_dir = "/usr/local/lib/php70/modules".
    • Riavvio PHP 7 (synoservicecfg -restart pkgctl-PHP7.0) per poter caricare correttamente il file php.ini modificato.

Ti basterà copiare lo script all’interno della tua home sul NAS, quindi renderlo eseguibile (chmod +x php7ModEnabler.sh) e lanciarlo con privilegi elevati (sudo ./php7ModEnabler.sh).

È una logica molto banale ma funzionante e utile per accelerare i tempi di configurazione del PHP 7 e relativi moduli su Synology. Ho modificato l’articolo originale per poter includere anche questa nuova possibilità. Ringrazio tutte le fonti utilizzate (quindi i relativi utenti che hanno fornito l’aiuto), tutte riportate all’interno dello script bash. Sentiti libero di suggerire delle alternative nei commenti o – se preferisci – di forkare direttamente il mio codice GitHub e proporre così possibili miglioramenti, correzioni o ulteriori controlli.

Buon lavoro.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti:

Cosa ti serve sapere? Tutto quello che ho scritto nell’articolo dedicato a eufyCam, progetto nato e finanziato tramite KickStarter e al quale ho partecipato anche io, ottenendo così un prodotto non ancora completo, ma dalle belle promesse e speranze, in attesa che queste vengano tutte portate a termine dopo essere state messe in cantiere.

eufyCam è quel progetto più bello da vedere che buono da mangiare (Aggiornato)

Aggiornamenti software

Intorno alla chiusura del mese di gennaio (28/1) gli sviluppatori eufyCam hanno rilasciato nuovi aggiornamenti software per i loro dispositivi di sicurezza, portando quindi la versione di HomeBase alla 1.0.7.2 e il firmware di eufyCam alla versione 1.7.6. Questo aggiornamento ha introdotto la skill Alexa (anche se le recensioni non sono certo delle migliori), il miglioramento del riconoscimento facciale e diverse altre novità:

  1. Launched Alexa Skill. Now user who has Alexa Echo Show/Spot can say “Alexa, show me the front door.” to activate the camera and live-stream to Echo Show/Spot. Please go to Side Menu – Settings – Smart Integration for instructions. Currently the Alexa Skill supports English only and we will add multi-language support in the future.
  2. Improved the accuracy of Facial Recognition.
  3. Improved the delay when streaming to Alexa Echo Show/Spot.
  4. Improved the wireless performance by optimizing video transmission protocol.
  5. Fixed the bug where the camera would stream all the time and drain the battery faster when streaming to Alexa Echo Show/Spot.
  6. Fixed the bug where the camera displays 12PM as 00AM.
  7. Fixed the bug where the system may not send notification for Entry Sensor occasionally.

È seguito così l’aggiornamento dell’applicazione alla versione 1.1.6, attualmente disponibile per Android e iOS:

Eufy Security
Eufy Security
Developer: Anker
Price: Free

Eufy Security
Eufy Security
Developer: fanghao zhu
Price: Free

All’interno della quale troverai:

  1. Added Custom Working Mode for eufyCam. Now the user can customize the recording length and retriggering interval for specific camera. This will let user finetune the parameters for specific camera if they think some recordings start too late or end too early.
  2. Extended the Motion Detection sensitivity range. User can set the sensitivity higher or lower than before. This is to avoid excessive false alarms or short motion- detection range. We highly recommend users use the Test Mode to set the proper sensitivity.
  3. Added Notification Settings for eufyCam, which includes All Events, Human Only and Best Effort Facial Alert.
    1. All Events: user will receive “Motion Detected” notification on all events, including humans, cars and animals. Notification is prompt but could be too frequent.
    2. Human Only: user will receive “Someone has been spotted” notification on human events exclusively.  Notification is more specific and less frequent, but could be slightly delayed because of the extra time required for Human Detection.
    3. Best Effort Facial Alert: user will receive notification with face thumbnail or Facial Recognition result exclusively. Notification may take up to 5s to send, as the AI engine needs more time to detect and screen faces. The delay varies on environment lighting condition, the angle of the face and the distance.
  4. Added Check for HomeBase Firmware on iOS App. Now both Android and iOS App support manual firmware upgrade (Side Menu – My Devices – HomeBase – Device Info – Check for HomeBase Firmware).
  5. Added Device Display Order. User can adjust the device display order on Side Menu – Settings – Device Display Order.

La mappa dei rilasci è stata così aggiornata, in attesa che arrivi marzo (ormai alle porte) per ciò che da più tempo continuo a segnalare come una mancanza importante, la funzione di Geofence (e non è che l’integrazione con l’assistente Google sia esattamente da scartare):

eufyCam: nuovi aggiornamenti e prossimi passi

Un diverso dispositivo

Si chiama eufyCam E ed è una sorta di telecamera economica comparsa qualche tempo fa su Amazon, disponibile tra l’altro anche sullo store italiano. Economica in senso assoluto non lo è di certo, ma sta di fatto che è un po’ meno costosa rispetto al prezzo di “listino” (KickStarter) della sorella maggiore ben più carrozzata rispetto a essa:

eufyCam: nuovi aggiornamenti e prossimi passi 2

Pur rimanendo invariati i capi saldi di un prodotto fatto per ottenere una ottima qualità video e una durata della batteria molto estesa, cambia la certificazione contro acqua e polvere (IP67 contro IP65), la batteria tampone che permette al sistema di funzionare in caso di mancanza di corrente e tutto ciò che è legato all’intelligenza artificiale che il prodotto sfrutta per il suo funzionamento.

eufyCam E, contrariamente all’eufyCam del progetto KickStarter, può essere più facilmente acquistata, e forse questo è il suo attuale maggiore pregio, contrariamente a telecamere e sensori aggiuntivi che a oggi non possono essere comprati da chi si trova bene con il prodotto e desidera in qualche maniera allargare la propria rete di sicurezza, come riportato in una nota pubblicata proprio su KickStarter lo scorso 31 gennaio, riguardante la vendita delle espansioni tramite sito web US di eufyLife, senza possibilità di spedizione in Europa:

As for backers in other region, we’re sorry that at this current time, we don’t have a local warehouse to provide direct sales channel from eufy. But there are some local retailers that are selling eufyCam now, so you can contact them or visit their stores for more information.

Tra gli store disponibili, quello che più si avvicina a noi è il gruppo tedesco Mediamarkt, a capo di Saturn e MediaWorld tra le altre cose. A questo punto non resta che sperare che dalla Germania si faccia tappa anche in Italia tramite la rete vendita già esistente.

Condividi l'articolo con i tuoi contatti: