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Utilitaria” e “alto livello” forse non stanno poi così tanto bene nella stessa frase, eppure credo che ciò costituisca quello scontro in grado di descrivere al meglio un FRITZ!Box 7530. Arrivato ormai qualche mese fa a casa (dicembre 2018), è rimasto per diverso tempo a fare da ripetitore per la rete Mesh, per poi passare a fare da router primario e primo master Mesh, così da permettermi di vederlo operare in ogni condizione, per farmi un’idea chiara e necessaria a stendere questo articolo e raccontarti la mia esperienza con questo piccolo gioiello di AVM.

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello

FRITZ!Box 7530

Caratteristiche da capo della classe ma con le forme più esili e meno generose del fratello maggiore 7590, questo perché all’appello manca la porta WAN dedicata, ma anche alcune altre piccole caratteristiche che in molti casi non sono necessarie per la tua configurazione casalinga. La scheda tecnica del prodotto la trovi all’indirizzo it.avm.de/prodotti/fritzbox/fritzbox-7530/dati-tecnici.

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 15

Noterai che al momento del confronto molte delle voci sono comuni ad ambo i prodotti (magari con qualche piccola variazione):

  • Modem ADSL/ADSL2+ e VDSL (con disponibilità del profilo VDSL Supervectoring 35b).
  • Rete wireless Dual (2,4 e 5GHz) con uno spunto in più sul 7590 che può arrivare a un massimo di 1.733 + 800 Mbit/s (contro i 866 + 400 Mbit/s del 7530).
  • Centralino e relativa Telefonia VoIP/HD con Segret./Fax e Base DECT.
  • Media server (nel caso tu non lo volessi far fare a un NAS o altro dispositivo della tua rete).
  • 4 le porte LAN Gigabit per entrambi, ma sul 7530 se ne perde una se vuoi sfruttare la LAN 1 come porta WAN, come anticipato qualche riga fa.
  • Porta USB: una sul 7530, due sul 7590.

Il 7590 ha in più tutta la parte relativa alla gestione della rete analogica (la porta analogica c’è comunque anche sul 7530, ci mancherebbe) e fissa ISDN, e un po’ di memoria interna da poter sfruttare. Puoi sempre dare un’occhiata alla scheda comparativa dei prodotti AVM puntando il browser all’indirizzo it.avm.de/prodotti/prodotti-avm-a-confronto/fritzbox/tutte-le-connessioni.

La scatola è quella solita di AVM: comoda e completa. Aprendola accederai al prodotto principale, ai fogli illustrativi e guida rapida per la prima installazione e configurazione, ai cavi che AVM ti mette immediatamente a disposizione (alimentazione, LAN, RJ11 per connessione rame ADSL). Il sistema preinstallato è il FRITZ!OS in versione 7, io ho dovuto portarlo alla 7.02 (in un paio di clic). La configurazione guidata ti permette di allacciarti a svariate reti già conosciute, puoi sempre dirgli di prendere connettività da LAN oppure da segnale WiFi già esistente (comodissimo per trasformarlo immediatamente in repeater).

Rete Mesh

Mi rendo conto oggi che ti sto parlando di rete Mesh da mesi senza mai però averti spiegato cosa si intende realmente per Mesh e perché questo porta vantaggi tangibili all’interno della tua rete.

Se te la volessi riassumere in un colpo solo potrei dirti che la rete Mesh altro non è che Peer-to-Peer applicato in maniera del tutto semplice e lineare al concetto di estensione della portata del tuo segnale WiFi.

La rete casalinga per come la conosciamo in tanti è un router con funzione di Access Point Wireless che tiene in piedi ogni cosa, questo vuol dire che trasmette il nome (SSID) della tua rete WiFi e che tutti i dispositivi possono collegarsi a questa (PC, smartphone, tablet, ecc.). Tutti su un punto solo, e se quel punto crolla, crollano tutti i dispositivi, il tutto senza minimamente considerare la lontananza dal router stesso (è cosa nota che un dispositivo nelle dirette vicinanze dell’Access Point WiFi abbia migliore connettività di uno posto ben più lontano). Perché quindi la rete Mesh può risolvere questo problema? Provo a spiegartelo prima con un’immagine:

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 14

Il router continuerà a esistere e sarà lui a trasmettere il segnale originale della tua rete senza fili, ma ogni nodo di quella rete diventa un ripetitore di segnale, permettendo così di estenderlo e coprire un’area ben più grande e consentire a un qualsivoglia dispositivo di percorrere a ritroso la strada verso il router in maniera intelligente, impiegando meno nodi possibili (o per lo meno utilizzando quelli che possono portarlo al collegamento a Internet in maniera più rapida), e tu di questo non devi assolutamente preoccuparti o occuparti (ogni nodo dispone di una sua intelligenza per portare a termine questo compito). Il segnale sarà così pieno in ogni ambiente, e pur cambiando stanza il dispositivo continuerà a rimanere collegato alla stessa rete (quindi stesso nome, SSID), senza mai “crollare” (questo perché se un nodo dovesse venire a mancare, gli altri costruiranno comunque una strada per poter mantenere viva la comunicazione con il router).

La tecnologia è di origine militare e applicandola alle reti casalinghe (o aziendali) è possibile ottenere migliori prestazioni e stabilità anche in ambienti “ostili” (pensa alle vecchie costruzioni con muri molto spessi o villette con più piani dove il router non può certamente trasmettere un segnale così potente da coprire ogni piano!).

Il problema è che ogni produttore tende a rendere la comunicazione Mesh proprietaria, offrendo così la possibilità di estenderne capacità e potenza utilizzando prodotti propri. La Wi-Fi Alliance sta già muovendosi in tal senso, per spingere l’utilizzo di EasyMesh (wi-fi.org/discover-wi-fi/wi-fi-easymesh) e certificare i vendor che ne permettono l’implementazione. FRITZ!OS a partire dalla versione 7 permette di creare reti Mesh con una facilità pazzesca ma non è ancora certificato EasyMesh.

Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere un paio di articoli in italiano oppure fare riferimento a Wikipedia (o cercare ulteriori fonti su Google, non ne mancano di certo):

7530 e rete Mesh

FRITZ!Box 7530 può chiaramente creare una rete Mesh (grazie al suo FRITZ!OS) o farne parte come nodo, la decisione sta a te. Di certo credo sia un po’ sprecato fargli fare il nodo, ma nel mio specifico caso ho voluto provare e l’ho fatto dialogare con il mio 7590, il quale gli ha distribuito connettività tramite la rete WiFi a 5 GHz, poi rimbalzata dal 7530 verso gli apparati che occupano la seconda metà di casa (la zona notte), il tutto senza che io mi dovessi più occupare di nulla, ma soprattutto senza che i dispositivi si accorgessero di nulla (se non giovandone in velocità massima toccata nella zona notte).

A quel punto ho invece staccato il client IP (quindi il nodo) dalla Mesh principale e ho voluto provare a creare una seconda rete che passa comunque dalla prima utilizzando WiFi:

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 16

Ho cercato di ipotizzare (e verificare) ogni tipo d’uso (dal più normale al più malato, me ne rendo conto) senza mai riscontrare una difficoltà che fosse una, continuando così a sfruttare la rete di casa per navigare e lavorare senza problemi. Puoi espandere in qualsiasi momento la tua rete Mesh installando un ripetitore o un ulteriore router, anche se ovviamente la soluzione da me consigliata è la prima citata (a prescindere che si tratti di un rilancio senza fili o cablato tramite Powerline), io ho fatto un test che ha chiamato in causa il 1750E di cui ti ho parlato un anno fa circa (AVM FRITZ!WLAN Repeater 1750E: estendi la tua rete WiFi su più livelli).

Utilizzo come modem principale

Domanda che mi aspetto e alla quale cerco di rispondere sin da subito. Sì. Il FRITZ!Box 7530 è pensato anche per fungere da modem router principale per la tua abitazione, ma molto dipende dall’operatore e dal tipo di tecnologia che arriva in casa (FTTH / FTTC / VULA / ecc.). Ci sono miriadi di discussioni a riguardo sui forum (specializzati e non), molti clienti sfruttano il 7530 senza problemi, poi ci sono quelli che riscontrano ancora difficoltà con l’utilizzo del VoIP e che sono quindi costretti a tenerlo come router a cascata rispetto al principale fornito da TIM o Fastweb (e non solo).

Ogni operatore pubblica i requisiti necessari e le opportune configurazioni per cercare di favorire la diffusione del “Modem libero” così come impone l’AGCOM ormai da un po’. Provo a fornirti qualche riferimento utile:

Nell’articolo dedicato al FASTGate di Fastweb (Una panoramica sul FASTGate di Fastweb) e al 7590 (AVM FRITZ!Box 7590: addio al passato) che ho pubblicato in passato si è sviluppata nel corso dei mesi una buona discussione con molti lettori che hanno cercato di scavalcare le difficoltà imposte dagli operatori italiani per provare a utilizzare un solo prodotto per il collegamento a Internet e per continuare a utilizzare la tecnologia VoIP (su quest’ultimo aspetto ci sono sempre le maggiori difficoltà), prova a dargli un’occhiata se ti va.

In conclusione

Il FRITZ!Box 7530 è certamente un prodotto da tenere d’occhio nel caso in cui tu stia valutando di dare una svecchiata alla rete casalinga per passare alla tecnologia Mesh e/o per valutare l’utilizzo di un solo dispositivo per il collegamento a Internet. Fratello di sangue del 7590 seppur con qualcosa ancora “da imparare“, ti offre comunque la possibilità di sfruttare un ottimo sistema operativo alla base e personalizzare l’esperienza in base a ciò che realmente ti serve. I Megabit/s che mancano all’appello della rete WiFi non costituiscono forse il tallone d’Achille in grado di giustificare la differenza di prezzo che c’è con il top della gamma del costruttore tedesco.

Per me è certamente un quattro e mezzo pieno su cinque, risponde infatti alle esigenze di tutti coloro che non hanno bisogno di “tutto” (e lo dice un soddisfatto proprietario di 7590 che – in ogni caso – non mi offre la possibilità di staccarmi definitivamente dal FASTGate di Fastweb a causa della porta WAN non adatta alle specifiche richieste dall’operatore!).

Trovi FRITZ!Box 7530 su Amazon, nello stesso gruppo prezzi infilerei certamente il 7590 (per permetterti un confronto diretto e successiva valutazione) e il repeater di cui ti ho parlato nell’articolo (il 1750E, sicuramente un ottimo prodotto per coprire meglio casa tua, anche su più piani).

L’area commenti è a tua totale disposizione per dubbi e domande, ti ricordo che non è necessario registrarsi a Disqus per partecipare.

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM che ringrazio come sempre per la collaborazione. Non ho notizie in merito al rientro del prodotto.
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In seguito all’aggiornamento del pacchetto PHP 7 su Synology, mi sono accorto che il bot di Telegram non mi informava più riguardo il cambiamento di stato dell’Home Mode di casa. Ho dato un’occhiata al problema e scoperto che i moduli .so non erano più al loro posto. Ho quindi rimesso in ordine e tutto è tornato a funzionare come riportato nel mio vecchio articolo, questo di seguito:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi

Per questo motivo ho deciso di scrivere qualche riga di codice che rendesse l’operazione più semplice nel caso in cui mi ricapiti lo stesso scenario. Ho poi condiviso con tutti lo script, caricandolo nel mio spazio GitHub all’interno del progetto (github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation). Lo script si chiama molto banalmente php7ModEnabler.sh e ti posso rapidamente dire che:

  • Verifica l’esistenza del pacchetto PHP 7 sul NAS Synology, quindi:
    • Se non esiste il file /usr/local/lib/php70/modules/openssl.so lo recupera dal pacchetto PHP 7 (/volume1/@appstore/PHP7.0/usr/local/lib/php70/modules).
    • Fa la stessa cosa con /usr/local/lib/php70/modules/curl.so e /usr/local/lib/php70/modules/soap.so (che utilizzo anche per altro, e male non fa).
    • Modifica il php.ini di PHP 7 (/usr/local/etc/php70/php.ini) e “inietta” l’uso dei 3 moduli se questo non è stato precedentemente fatto (baso il mio controllo sull’esistenza della riga extension=openssl.so generalmente sotto extension_dir = "/usr/local/lib/php70/modules".
    • Riavvio PHP 7 (synoservicecfg -restart pkgctl-PHP7.0) per poter caricare correttamente il file php.ini modificato.

Ti basterà copiare lo script all’interno della tua home sul NAS, quindi renderlo eseguibile (chmod +x php7ModEnabler.sh) e lanciarlo con privilegi elevati (sudo ./php7ModEnabler.sh).

È una logica molto banale ma funzionante e utile per accelerare i tempi di configurazione del PHP 7 e relativi moduli su Synology. Ho modificato l’articolo originale per poter includere anche questa nuova possibilità. Ringrazio tutte le fonti utilizzate (quindi i relativi utenti che hanno fornito l’aiuto), tutte riportate all’interno dello script bash. Sentiti libero di suggerire delle alternative nei commenti o – se preferisci – di forkare direttamente il mio codice GitHub e proporre così possibili miglioramenti, correzioni o ulteriori controlli.

Buon lavoro.

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Mi rendo conto che il titolo è molto poco preciso ma provare a buttarci dentro “Come abilitare o disabilitare l’Home Mode di Synology Surveillance Station appoggiandosi a Fritz!Box e agli smartphone collegati alla WiFi di casa” sarebbe stato un pelo esagerato. La sostanza però è proprio questa: il Geofence integrato nell’applicazione DS cam fa oggettivamente schifo, non è assolutamente affidabile e si finisce per non riuscire mai a sfruttare la modalità Home dell’ottimo software di controllo telecamere disponibile per i NAS Synology. L’ostacolo si può aggirare tramite un router Fritz!Box (nella soluzione proposta da questo articolo, chiaro) e un paio di script da tenere sul NAS.

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi

AVM FRITZ!Box Synology Surveillance Home Mode Automation

Mark Schipper è lo sviluppatore che ha in origine pubblicato tutto il necessario in un repository GitHub qui disponibile. Le sue indicazioni sono già valide per poterle sfruttare in un ambiente casalingo dalle pari disponibilità, e dopo una mia segnalazione di possibile bug ha anche integrato una serie di novità e riscritto parte del codice che si occupa di:

  • verificare tramite query SOAP al router Fritz!Box di casa (uno o più) se un dispositivo è connesso alla rete WiFi (bisognerà dichiarare il MAC address del dispositivo, nda);
  • contattare la Surveillance Station tramite API e chiedere di abilitare o disabilitare la modalità Home nel caso in cui il dispositivo sia dentro o fuori casa.

In parole estremamente povere la modalità Home di Synology Surveillance Station si attiva se un tuo smartphone (o altro dispositivo a tua scelta) entra nella rete WiFi di casa, si disattiva invece quando esci da quel perimetro, il tutto lanciando controlli ripetuti a distanza di una quantità di minuti da te stabilita.

Tutto questo si è reso “necessario” perché la funzione di Geofence integrata nell’applicazione DS cam per Android e iOS non è esattamente questo gran mostro di precisione. Un esempio virtuoso che potrei farti in questo caso è tado° che difficilmente perde un colpo. Per questo motivo ho preferito mettere in campo e sperimentare quanto scritto da Mark, apportando poi delle piccole modifiche per rendere ancora migliore il risultato e colmando un gap che manca all’appello del README dello sviluppatore originale, che invita a installare il modulo PHP 7 di Synology senza però specificare che occorrerà ricordarsi di attivare l’estensione soap se precedentemente mai attivata.

DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free
DS cam
DS cam
Developer: Synology Inc.
Price: Free

Il fork

Synology Surveillance Station: automatizzare l'Home Mode tramite WiFi 1

Il mio fork nasce per integrare alcuni riferimenti in più rispetto al progetto originale e per proporre una modifica allo script di bash che ti permette di ottenere un aggiornamento di stato di Home Mode via Telegram. Quest’ultima funzione è chiaramente opzionale e può essere disabilitata facilmente.

Cosa ti serve

  • Un router Fritz!Box (non obbligatoriamente un 7490 come nel caso di Mark o un 7590 nel mio) e un NAS Synology (ma va?).
  • PHP 7 (disponibile nel Synology Package Manager) con estensioni soap e curl.
  • Utenza limitata per permettere di disabilitare o abilitare Home Mode della Surveillance Station (sconsigliato utilizzarne una già esistente con maggiori autorizzazioni).
  • Pacchetto file contenuti nel repository GitHub.
  • Opzionale: bot Telegram tramite il quale ricevere i cambi di stato.

Affrontiamo per passaggi ogni necessità sopra riportata

#1: PHP 7, soap & curl

Apri il Centro Pacchetti del tuo NAS Synology e cerca PHP 7, quindi installalo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi

Una volta terminata l’installazione, collegati via SSH al tuo NAS (non sai come fare? Guarda qui), quindi spostati in /usr/local/etc/php70 e modifica il file php.ini (esempio: vi php.ini). Per salvare le modifiche che apporterai ti sarò richiesto quasi sicuramente di essere utenza root, lancia un sudo -i seguito da invio, quindi inserisci la password della tua utenza amministrativa e premi invio (non sai di cosa sto parlando? Guarda qui). Ora:

  • cerca la stringa extension_dir = "/usr/local/lib/php70/modules"
  • Aggiungi subito sotto l’abilitazione delle due estensioni per soap e curl:
    extension=soap.so
    extension=curl.so
  • Salva il file e chiudilo (tasto ESC, poi :wq seguito da invio).
  • Torna ora nel Gestore Pacchetti di Synology e riavvia PHP 7.

Il php.ini modificato dovrebbe assomigliare a questo:

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 1

#2: api_user

Un’utenza limitata che possa solo disabilitare o abilitare Home Mode in Synology Surveillance Station, è ciò di cui hai bisogno in questo momento. Avvia Surveillance Station e apri il menu in alto a sinistra con un clic, quindi seleziona Utente. Aggiungi un nuovo utente seguendo la procedura guidata, ti riepilogo i passaggi e ti propongo poi qualche screenshot:

  • nome utente: api_user (uso questo perché richiamato dagli script, tu puoi decidere di cambiarlo ma ti invito poi a leggere il paragrafo Troubleshooting nella parte finale dell’articolo);
  • descrizione: inserisci una descrizione che possa ricordarti un domani a cosa serve l’utente che stai creando;
  • password: scegline una sufficientemente robusta, puoi crearne una random qui;
  • fai clic su Avanti e crea un nuovo profilo privilegio;
  • dai un nome e una descrizione al profilo privilegio (scegli un nome che possa un domani ricordarti a cosa serve quel privilegio), mantenendo Gestore come tipo;
  • NON aggiungere autorizzazioni nella schermata Videocamere, E-Map e Layout. Arrivato alla schermata dei Privilegi avanzati, spunta l’opzione in corrispondenza di Passa manualmente alla modalità Home.

#3 scarica e modifica gli script

Scarica il contenuto del repository da GitHub, scompatta il file ZIP e ottieni così i file fritz_activemac.php e switch_homemode.sh (puoi buttare via il README). Prima di caricare i file sul NAS ti suggerisco di modificarli in base a ciò che è stato fatto fino a ora (utenza generica, eventuale bot Telegram, ecc.).

Il primo file citato (fritz_activemac.php) non dovrebbe necessitare di modifica alcuna (tranne se hai scelto di creare un utente limitato diverso da quello da me suggerito, quindi non “api_user“, ti rimando a questa nota nel Wiki), contrariamente allo script bash switch_homemode.sh. Aprilo con un buon editor di testo (Notepad++ o Atom) quindi segui queste indicazioni:

  • SYNO_SS_USER: inserisci qui l’utenza limitata che hai precedentemente creato. Se hai seguito scrupolosamente le indicazioni, lascerai probabilmente api_user;
  • SYNO_SS_PASS: inserisci la password che hai scelto e inserito quando hai creato l’utenza limitata;
  • SYNO_URL: inserisci l’IP e la porta utilizzata per collegarsi al tuo NAS;
  • FRITZ_URL: inserisci l’IP (o gli IP se più d’uno, intervallati dai due punti, esempio: 192.168.1.2:192.168.1.3);
  • TELEGRAM: può avere solo due valori, 0 e 1. 0 disabilita le funzionalità legate al bot di Telegram, 1 le attiva;
  • BOT_TOKEN: inserisci qui il token che ti ha rilasciato BotFather quando hai creato il tuo nuovo bot;
  • CHAT_ID: l’ID della chat in cui il bot dovrà riportare i messaggi riguardanti il cambio di stato di Home Mode;
  • MSG_SS_ACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà attiva;
  • MSG_SS_INACTIVE: riporta qui il messaggio che il bot ti invierà quando la modalità Home sarà disattiva.

Fai attenzione: modifica esclusivamente ciò che ho riportato qui sopra, facendo attenzione a mantenere le virgolette dove specificate. Lascia tutto il resto invariato per scongiurare possibili malfunzionamenti. Se non sai come creare un bot Telegram fammi un cenno, sto valutando se scrivere qualche riga di testo nel Wiki su GitHub o meno.

Salva il file, questo lavoro è terminato. Carica ora i due script all’interno della cartella /var/services/homes/api_user del tuo NAS, dove “api_user” ovviamente dovrà essere modificato se hai scelto di creare un utente dallo username differente. A questo punto sei pronto a verificare il funzionamento.

#4 test e programmazione

Salvo errori, gli script sono ora pronti a lavorare. Puoi provare tu stesso lanciando da terminale

./switch_homemode.sh MAC1 MAC2

dove MAC1 e MAC2 dovranno essere sostituiti con due MAC Address appartenenti a dispositivi che sono collegati alla rete casalinga. Sia chiaro, puoi specificare anche solo un MAC Address, non c’è bisogno di metterne due o più (ma puoi farlo). A questo punto verrà lanciata la query SOAP al router e il risultato (un semplice true o false) verrà salvato all’interno del file synohomemode.state (che verrà creato sul momento se non esistente).

Se il dispositivo non è collegato alla WiFi casalinga, Home Mode verrà disattivato, diversamente verrà attivato.

Manca l’ultimo passaggio, programmare l’esecuzione dello script tramite Utilità di pianificazione di Synology. Accedi all’utilità tramite Pannello di controllo, quindi crea una nuova operazione e compila i dati richiesti:

  • Attività: dai un nome all’attività, uno “parlante” (che ti ricordi immediatamente di cosa si tratta).
  • Utente: lascia che sia root a eseguire l’attività.
  • Programmazione: l’esecuzione dovrà essere giornaliera, a partire dalla mezzanotte, ogni 5 minuti fino alle 23:55. I 5 minuti possono anche essere diminuiti o aumentati, dipende dalla tua esigenza.
  • Impostazioni attività: dovrai semplicemente inserire nel box di testo la stringa che ti permetterà di avviare il controllo, quindi
bash /var/services/homes/api_user/switch_homemode.sh MAC1 MAC2

Sostituisci chiaramente MAC1 e MAC2 con i veri MAC Address dei dispositivi che vuoi tenere sotto controllo, puoi specificarne solo uno o anche più di due.

Il gioco è ormai fatto :-)

Se ci sono dubbi o problemi l’area commenti è a tua disposizione, io qui di seguito inserisco già un paio di risposte ad altrettante domande che potresti avere, ma sentiti libero di chiedere altro se dovesse servire.

Synology Surveillance Station: Home Mode automatico tramite WiFi 9

Buon Natale!

Troubleshooting

Cambiare lo username dell’utente generico

Puoi chiaramente scegliere di utilizzare un nome utente che non corrisponda ad api_user come riportato nell’articolo, dovrai però ricordarti di modificare quel SYNO_SS_USER="api_user"; in switch_homemode.sh, oltre che eventuali operazioni programmate nell’Utilità di pianificazione del NAS. Modifica poi, sempre in switch_homemode.sh, tutto il blocco relativo ai file di stato e il richiamo dello script PHP:

## State file configuration (don't touch anything if not necessary)
STATEFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.state';
RETRYFILE='/var/services/homes/api_user/synohomemode.retry';
CHECKFRITZ='/usr/local/bin/php70 /var/services/homes/api_user/fritz_activemac.php';

dove al posto di api_user dovrai chiaramente inserire il nome utente da te scelto.

Wiki: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/Cambiare-lo-username-dell%E2%80%99utente-generico

Errore nella query SOAP

Qualcosa non torna e lanciando lo script di bash manualmente ottieni errori sulla query SOAP? Forse è necessario copiare i moduli delle due estensioni, prova a dare un’occhiata al documento che ho salvato nel Wiki del repository GitHub: github.com/gioxx/AVM-FRITZ-Box-Synology-Surveillance-Home-Mode-Automation/wiki/PHP-7:-abilitare-CURL-e-SOAP-su-Synology-DSM.


credits:

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Funziona così: se fai qualcosa di buono, la prossima volta –da cliente– mi aspetterò qualcosa di meglio, e onestamente non per quanto altro tempo ancora AVM possa continuare a migliorarsi nelle soluzioni messe a disposizione di una clientela -evidentemente- sempre più esigente. Qualcuno crede che io sia tutto scemo (a ragion veduta, aggiungerei io), eppure a me questi giochini al rialzo mi piacciono assai, il FRITZ!Box 6890 LTE viene incontro persino all’esigenza ultima di cui parlavo con chi con il brand ci lavora quotidianamente: il fallback su SIM senza ulteriori dispositivi attaccati in cascata.

AVM FRITZ!Box 6890 LTE: quel 7590 col tocco in più 11

La poesia è però presto rotta, nonostante il mio entusiasmo per un prodotto simile non scemi per questo –non tanto piccolo– dettaglio: il fallback su SIM automatico può avvenire solo se si sfrutta il 6890 LTE come modem ADSL e non come router in cascata (passando quindi per la porta WAN). Poco male mi ripeto, è comunque un prodotto fenomenale, ed è facile capire il perché di questa mia affermazione.

FRITZ!Box 6890 LTE

Impossibile non chiamarlo 7590 con qualcosa in più, perché in fondo si tratta della stessa ottima macchina pensata e realizzata dall’azienda tedesca leader di mercato, quella sulla quale sai già di poter fare affidamento mettendoci la mano sul fuoco. Il 6890 LTE propone le tecnologie che hanno fatto del 7590 un top di gamma infallibile (ne sono felicissimo proprietario), aggiungendo e togliendo punti in lista in base all’esigenza di poter stare fisicamente nello stesso tipo di chassis, modificando però la parte posteriore dedicata agli attacchi, all’interno della quale ora dovranno trovare spazio i due connettori per le antenne radio esterne montabili opzionalmente (che vanno quindi ad aggiungersi a quelle interne ben nascoste, le quali erogano il segnale WiFi del router) e l’alloggiamento della scheda SIM con molla (impossibile quindi bloccarla dentro o impazzire per tirarla fuori in caso di necessità / sostituzione), lasciando fuori dai giochi una delle due porte USB 3 (il 6890 LTE, a differenza del 7590, mette a disposizione una sola porta USB ad alta velocità).

La differenza in un solo colpo d’occhio è alquanto chiara:

Eppure, lascia che te lo dica, non ti peserà affatto l’assenza della seconda porta USB (ammesso che anche tu abbia preferito una diversa gestione di dispositivi terzi come NAS o stampanti di casa).

Packaging

Manco a dirlo, il FRITZ!Box 6890 LTE non differisce in maniera alcuna da quello che è il packaging del 7590, comprensivo quindi di un’abbondante dose di cavi e adattatori che in alcuni casi mai userai. Di sicuro troverai le antenne in più ad aspettarti nella parte superiore della scatola che tiene fermo lo chassis del prodotto, per il resto conosci già la storia:

Sotto al cofano

Ne sono consapevole, mi ripeto:

Un processore dual-core di ultima generazione per un routing ottimale di tutti i dati. FRITZ!Box 7590 permette di creare e propagare una rete senza fili a velocità Gigabit, sfruttando la tecnologia 4×4 MIMO multiutente, con punte di 1700 Mbit/s circa sulla frequenza a 5 GHz (non sai di cosa sto parlando? Dai un’occhiata qui). Si passa poi a ulteriori 800 Mbit/s che vanno ad aggiungersi sulla frequenza da 2,4 GHz. Otto (!) è il numero totale di antenne che permettono band steering, così da veicolare la trasmissione dei dati dei dispositivi connessi al FRITZ!Box permettendo loro di usare la migliore frequenza disponibile al momento (saltando dalla WiFi 2,4 GHz a quella a 5 GHz senza che tu debba fare alcunché).

Eppure è proprio così, continuerai a poter sfruttare l’ottima tecnologia di AVM già disponibile per il FRITZ!Box 7590, ora allargata e “spalmata” sui nuovi arrivati in famiglia, 6890 LTE compreso.

La differenza è chiaramente quella costituita dal collegamento via SIM, che in questo caso sfrutta un lettore che si aspetta un taglio di dimensione tradizionale (e non mini SIM come dichiarato in scheda tecnica, tieni a portata di mano eventuali adattatori come capitato al sottoscritto e come tu stesso puoi vedere dalle fotografie scattate e pubblicate poco sopra), il tutto per poter sfruttare un collegamento LTE (4G) con velocità fino a 300 Mbit/s e via UMTS/HSPA+ (3G) fino a 42 Mbit/s in supporto multibanda (5 frequenze LTE e 2 frequenze UMTS, LTE: banda 1, 3, 7, 8 e 20; UMTS: banda 1 e 8). A questa va aggiunta anche l’altra differenza, quella relativa alla porta modem DSL integrato per tutte le porte VDSL o DSL fino a 300 Mbit/s (adatta quindi anche a chi oggi sceglie un collegamento con TIM fino a 100 Mbit/s FTTC o FTTS).

A proposito di FRITZ!OS

Ultimo arrivato è il FRITZ!OS 6.84 (da poco approdato anche su 7590) che migliora e corregge lacune e bug del precedente OS (se di lacune possiamo poi parlare), arricchendo ulteriormente l’esperienza dell’amministratore che sceglie di configurare e personalizzare in maniera puntigliosa la rete di casa, non lasciando nulla al caso. È qui che noterai –chiaramente– le differenze anche per ciò che riguarda la configurazione e gestione del collegamento LTE / 3G:

Durante il mio test su strada ho sì provato il collegamento classico in cascata al FASTGate utilizzando la porta WAN, ma poi ho deciso di staccarmi dalla tetta materna per provare a viaggiare esclusivamente dietro SIM, sfruttando la rete messa a disposizione da Iliad (prima) e ho. mobile (dopo), e nessun dispositivo si è accorto di nulla fino a quando il tappo vero e proprio lo ha costituito la potenza di fuoco delle antenne (e relativo carico utenti serviti) o dei limiti imposti da operatore (nel caso di ho. mobile ci sono tetti massimi per velocità di download e upload). In ogni caso tutto ha funzionato a meraviglia e il FRITZ!Box 6890 LTE era semplicemente collegato a una presa di corrente e nulla più, soluzione quindi ideale e certamente molto robusta anche per coloro che non sono ancora raggiunti da collegamenti ADSL / fibra ad alta velocità (spero ormai pochi su territorio italiano, anche se la speranza in questi casi è la prima a morire, contrariamente a quanto affermato dal modo comune di dire).

In conclusione

Un prodotto per chi non accetta compromessi e per chi non può accontentarsi di avere tra le mani un 6820 LTE di cui ti avevo parlato poco tempo fa, studiato appositamente per soddisfare ogni esigenza (anche se manca ancora quel piccolo pizzico di malizia necessaria a tenere d’occhio il collegamento internet via porta WAN per far intervenire in fallback la SIM) e per permetterti di tenere sempre vivi e raggiungibili i dispositivi che hai collegato a esso (che si tratti di casa tua o del tuo ufficio, poco importa). Il costo è elevato per tanti, non lo metto in dubbio, ma sono abituato a macchine da guerra che sembrano davvero valere ogni singolo euro richiesto dal produttore, si parla stavolta di circa 330€, altalenanti le offerte che ho trovato nei vari store online, Amazon compreso:

Mi sembra non manchi null’altro, buon inizio settimana! :-)

 

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
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Piccolo ma pur sempre FRITZ, il 6820 LTE è un router compatto dalle grandi capacità (monta un Fritz!OS 6.83, esattamente in linea con il 4040 o il 7590). Già superato dal recentemente annunciato 6890 LTE (di cui ti parlerò presto) è l’ultimo router che segue ancora il vecchio stile FRITZ!Box, chiudendo così un importante capitolo della storia del design del produttore tedesco, riconoscibilissimo per evidenti motivi. FRITZ!Box 6820 LTE è un prodotto non portatile (più portabile ti direi) che ti permette di propagare un segnale WiFi (o se preferisci una connessione LAN grazie all’uscita unica posta sul retro) in qualsiasi luogo tu voglia (che abbia però una presa di corrente a tua disposizione).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE:

FRITZ!Box 6820 LTE

L’alloggiamento della SIM si trova nella parte bassa (mettilo a testa in giù e guarda sotto la base, nda) e accetta il formato più grande, che fa molto anni ’90 ma è piuttosto normale per prodotti di questo tipo (ti toccherà quindi utilizzare un adattatore –non incluso nella confezione– nel caso in cui tu voglia inserirci una nano o microSIM). Aggancio ed espulsione a molla, non lo puoi mettere sotto sforzo e non puoi sbagliare, toglierai sempre facilmente la SIM nel caso tu voglia cambiarla (apprezzabilissimo), devi solo seguire il giusto verso che è comunque impresso nella plastica così da guidarti al meglio. Nel mio sample (non so se sia voluto o meno, ma immagino proprio di no) l’adesivo contenente le informazioni sulla rete WiFi / MAC / password della Dashboard era stato attaccato per sbaglio sull’alloggiamento SIM anziché a fianco di quest’ultimo, la scatola l’ho aperta io per la prima volta, quindi l’errore era per forza di fabbrica :-) (mi è bastato staccare l’etichetta e attaccarla nella giusta posizione, senza perdita alcuna di collante che avrebbe reso forse difficile inserire la SIM nello spazio a lei dedicato).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE: 8

Ideato e realizzato per rimanere in piedi, nella parte frontale è possibile notare i LED relativi alla potenza di ricezione del segnale mobile (per un massimo di tre tacche), quello della WLAN (che rimarrà fisso quando il 6820 LTE propagherà la sua rete senza fili) e infine quello di Power, per segnalare la corretta alimentazione dell’apparato. Nella parte posteriore troverai il tasto WLAN (attivazione/disattivazione manuale della rete wireless) e quello di WPS per associare più rapidamente nuovi dispositivi alla rete senza fili (mi conosci, questo è il pulsante che -fosse per me- non troveresti da nessuna parte). Sempre dietro è disponibile anche una porta di rete RJ45 per dare connettività a un apparato tramite cavo, interessante quindi la papabile opzione per tenere in piedi il proprio router di casa nel caso in cui –per qualsivoglia motivo– il tuo provider principale vada in down (garantendo così una sorta di raggiungibilità di backup). L’attacco per l’alimentazione è nella base, vicino all’alloggiamento SIM (così da non rimanere in mezzo ai piedi).

Caratteristiche tecniche e prove sul campo

Snoccioliamo ora qualche caratteristica tecnica utile (le puoi trovare tutte qui):

LTE

La velocità in LTE è quella di prima generazione (chiamiamola così, perché tecnicamente si tratterebbe della categoria 4 FDD), senza quindi la possibilità di superare i 150 Mbit/s in download e i 50 Mbit/s in upload, compatibile con ogni banda utilizzata qui da noi (20 compresa) e coadiuvata dalla tecnica MIMO In ricezione (ci sono più antenne nell’apparato, in grado di gestire input e output multipli contemporaneamente) che fa coppia con le antenne LTE integrate, utile per fare i test che ho cercato di portare a termine tra Milano e Ravenna (insieme alla scheda Iliad che sto malmenando da quando è arrivata).

Riepilogando:

  • modem LTE categoria 4 (FDD);
  • velocità di download fino a 150 Mbit/s e velocità di upload fino a 50 Mbit/s;
  • supporto multibanda: banda 1 (2,1 GHz), banda 3 (1,8 GHz), banda 5 (850 MHz), banda 7 (2,6 GHz), banda 8 (900 MHz) e banda 20 (800 MHz);
  • supporta le larghezze di banda di canale 1,4, 3, 5, 10, 15 e 20 MHz;
  • tecnica di ricezione MIMO (tecnologia di antenna multiple-input and multiple-output);
  • antenne LTE integrate.

Internet

Nella media (capirai meglio tra poco di che media parlo) soddisfacente se si considera il limite imposto dalla categoria LTE e dalle evidenti difficoltà di un operatore ancora troppo giovane (parlo di Iliad), con caratteristiche hardware teoriche di tutto rispetto che trovano riscontro nella realtà grazie anche all’utilizzo dell’ottimo FRITZ!OS che dà vita alla quasi totalità dei prodotti di AVM. Il 6820 LTE è un router con firewall/NAT, server DHCP, client DynDNS e UPnP (esattamente come tu sei abituato a vedere / utilizzare su un prodotto di fascia più alta dedicato alla casa, del medesimo produttore), con abilitazione porte per una navigazione sicura in Internet, protocolli IPv4 e IPv6, accesso remoto sicuro via Internet con VPN (IPSec), parental control con liste di filtri e manutenzione remota via HTTPS.

I test eseguiti con la scheda Iliad all’interno (e ricezione abbastanza variabile mostrata dai led fronte 6820 LTE) non hanno soddisfatto le mie aspettative (cosa totalmente modificatasi quando nel router ci ho inserito una scheda Vodafone, raggiungendo velocità parecchio vicine al limite imposto dal prodotto), confermando i dubbi che continuo ad avere a riguardo dell’operatore francese piazzatosi in fascia costi bassa:

Rete wireless

Contrariamente a ciò che ci si aspetta oggi (ma a questo punto riparliamone quando avrai modo di leggere il pezzo sul FRITZ!Box 6890 LTE), la rete senza fili propagata dal FRITZ!Box 6820 LTE è di tipo 802.11n (fino a 450 Mbit/s lordi; 2,4 GHz; MIMO 3 x 3) e 802.11b/g, con grande assenza del 5 GHz. Il resto risponde fortunatamente all’appello, e ti parlo della codifica WPA2 integrata attivata (WPA2, WPA/WPA2 Mixed Mode), così come del tasto (già detto prima) WLAN (per l’attivazione/disattivazione manuale della rete wireless), Wi-Fi Protected Setup (WPS) per connessioni wireless sicure mediante pulsante o PIN (che ti consiglio di continuare a evitare se possibile), accesso ospite da dedicare a ospiti e amici (da tenere lontano dalle risorse interne) e infine rete wireless Eco per prestazioni ottimali con un consumo minimo di corrente.

Software

La solita strada in discesa della quale ormai non dovremmo neanche più parlare. Il FRITZ!OS è una certezza, dovresti averlo ormai compreso. Una volta inserita la SIM all’interno del FRITZ!Box 6820 LTE ho dovuto semplicemente procedere con una configurazione di base, chiaramente senza possibilità di specificare un operatore tra quelli più importanti e già previsti dal software, ma passando per il sempreverde “Altro provider di internet“, scegliendo poi il nome e la password da assegnare alla nuova rete senza fili e godendomi infine l’accesso alla Dashboard alla quale sono già abituato:

Da qui in poi è tutta una personalizzazione in base alle tue esigenze e, contrariamente ai prodotti per la connettività cablata di casa (fibra o classico doppino in rame), hai accesso anche alle informazioni riguardanti il ponte radio e la connettività della SIM:

In conclusione

Sì, è davvero piccolo e facilmente trasportabile ma, non avendo a disposizione una batteria integrata, sarà necessario collegarlo a una presa di corrente, questo è forse un piccolo dettaglio che potrebbe fare la differenza ai fini della valutazione; mi ripeto però che non è questo lo scopo per il quale è nato, e in fondo è giusto così. Il FRITZ!Box 6820 LTE paga oggi lo scotto di essere “vecchio” e limitato dal punto di vista della massima velocità in download e upload sulla rete mobile LTE di ultima generazione, motivo per il quale è da considerarsi forse più appetibile il nuovo arrivato 6890 (di cui presto ti parlerò come anticipato in apertura articolo), con un prezzo però prevedibilmente differente.

Se il pallino della velocità non è affar tuo e non ti cambia poi così tanto la vita, considera che il FRITZ!Box 6820 LTE può costituire un’ottima scelta per una connettività basata su SIM di un operatore che copre bene la tua zona (magari non raggiunta da diversa connettività cablata), lo puoi trovare a prezzo medio-alto su Amazon (ma anche presso catene fisiche della tua città o e-Store alternativi a una media di 210€ circa):

Se hai domande o curiosità in merito, l’area commenti è pronta ad accoglierti, cercherò di rispondere nei limiti della mia memoria (considera che il prodotto rientrerà in AVM al termine dei test) :-)

Buon inizio settimana!

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Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, torna all'ovile al termine dei test.
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