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Parlare di prese smart in tempi di assistenti vocali (Google Home e Alexa primi su tutti) è come parlare tra anziane signore della mutevolezza del meteo e di quei nuovi arrivati nel paesello, pura formalità e una certezza sulla quale poter scommettere a occhi chiusi. D’esperienza nel campo credo di essermene fatta un pelo (vedi il vecchio articolo Prese intelligenti: cosa acquistare?, il tutto senza considerare i nuovi acquisti portati a casa nel frattempo di cui effettivamente non ti ho mai parlato, vabbè), il FRITZ!DECT 210 di AVM è solo l’ultimo arrivato (fratello più giovane dello storico FRITZ!DECT 200), pensato per l’outdoor più che per l’appartamento (dove – appunto – il 200 è più che sufficiente). Estensione Smart Home di qualsivoglia router FRITZ! di generazione sufficientemente nuova (si parla di compatibilità con quei prodotti che montano un FRITZ!OS 6.0 o superiore).

AVM FRITZ!DECT 210: la presa Smart per l'Outdoor

AVM FRITZ!DECT 210

Smart Home e Splash protection sono i termini chiave di un prodotto che si propone in una non più tanto nicchia di accessori per la propria casa da collegare a servizi e strutture già esistenti. Il grande vantaggio di FRITZ!DECT 210 è forse il suo essere già pronto per associarsi simbioticamente con il router della medesima casa, tagliando fuori passaggi in più generalmente richiesti da produttori terzi per far collegare un accessorio proprio sfruttando modem / router evidentemente altrui. Qui non c’è da conoscere la password del WiFi, non c’è da impazzire più del dovuto, bisognerà solo collegare il DECT alla presa di corrente (inizialmente una non tanto distante dal router, nda) e far partire l’associazione entro due minuti, semplicemente tenendo premuto il tasto DECT sul router per una manciata di secondi (fino a quando questo non inizierà a lampeggiare).

Io ho eseguito l’associazione con il mio 7590, tempo totale credo non più di 15 secondi tra tutto (connessione del FRITZ!DECT 210 alla presa di corrente, pulsante DECT tenuto premuto sul router e associazione eseguita con tanto di email inviata al mio account di posta a conferma dell’operazione terminata, questo perché ho abilitato e configurato le notifiche push di FRITZ!OS).

Trattandosi di un prodotto molto “chiavi in mano, collega e usa immediatamente” noterai anche tu una certa scarsità di qualsivoglia inutilità all’interno della scatola caratterizzata dall’irresistibile apertura facilitata di AVM (null’altro oltre il prodotto e la sua manualistica, nda):

Una volta collegato, FRITZ!DECT 210 può essere gestito direttamente dall’interfaccia amministrativa del router. Da qui potrai cambiare nome (per meglio identificarlo), regolarne accensione o spegnimento (cosa che puoi gestire anche da applicazione ufficiale su smartphone, nda), verificarne i consumi (impostando anche l’invio del report a mezzo posta elettronica, sempre tramite servizio push del FRITZ!OS), ecc.

MyFRITZ!App
MyFRITZ!App
Developer: AVM GmbH
Price: Free
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Developer: AVM GmbH
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Prima di pensare di mettere il FRITZ!DECT 210 a stretto contatto con la piscina di gomma che hai comprato per tenerla sul caldo balcone in caso di emergenza, sappi che la certificazione con la quale questo prodotto viene identificato è la IP44, ciò vuol dire che il FRITZ!DECT 210 può sopportare degli spruzzi d’acqua ma nulla più di questo, non puoi pensare che resista a dei gavettoni d’acqua appositamente pensati per metterlo alla prova, soprattutto quando occupa prese di corrente che non rispettano alcuno standard di protezione dai liquidi. Diciamo che è più pensato per un uso in giardino (dove certamente può sopportare qualche goccia di pioggia e delle temperature dai forti sbalzi) o in bagno.

La scheda tecnica completa è disponibile sul sito ufficiale del produttore (it.avm.de/prodotti/fritzdect/fritzdect-210/dati-tecnici), per l’acquisto puoi puntare il browser su Amazon o fare un salto nel MediaWorld più vicino a casa tua. Parlando di Amazon noterai con i tuoi stessi occhi che allo stato attuale la differenza prezzo tra il FRITZ!DECT 210 e il maggiormente rodato DECT 200 è talmente irrisoria da far propendere verso il prodotto più giovane tra i due (che ne eredita la robustezza e il software aggiornato ma che include inoltre la possibilità di sopravvivenza in campo “un po’ più ostile“).

A me non resta che ringraziare AVM per avermi fatto avere il prodotto da testare e ovviamente assegnare un voto che non può che essere positivo vista la facilità di installazione, configurazione e utilizzo di un prodotto che può trasformare in smart qualsiasi presa di casa tua. Occhio però (c’è sempre un “ma“), anche il DECT!210 soffre dello stesso problema di qualsiasi altro adattatore sul mercato: finisce per tenere tutto per sé lo spazio di una placchetta biposto di prese a muro, rendendoti difficile l’utilizzo del secondo slot di alimentazione.

In caso di dubbi, domande o qualsivoglia altro dettaglio legato al prodotto sentiti libero di lasciare un commento qui di seguito all’articolo.

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Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, tornerà all'ovile al termine dei test.
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Fidati, non tutti hanno la possibilità di stendere cavi in giro per casa, può quindi capitare che sia necessario adattarsi, collegare postazioni tramite WiFi. Nessun problema tu dirai, d’altronde siamo ormai abituati a lavorare tutti con il PC portatile, eppure anche in questo caso esistono delle eccezioni costituite da PC fissi che hanno la necessità di lavorare online in maniera decente, senza perdite di pacchetti (quanto più possibile) e con una buona velocità di comunicazione tra questi e il router. Ho messo alla prova un mio vecchio MediaCenter casalingo (collegato solitamente via ethernet) utilizzando l’AVM FRITZ!WLAN Stick AC860, adattatore WiFI USB in linea con gli standard di quanto prodotto dalla casa tedesca.

Come dici? Cosa c’entrano le caramelle e tutto il resto? Beh diamine, mi sembra ovvio: ho mangiato gli orsetti durante i test, meritavano uno spazio in foto! 😏😁

AVM FRITZ!WLAN Stick AC860

Scatola minimale e con la solita apertura facilitata. Al suo interno il FRITZ!WLAN Stick AC860, il materiale informativo compreso di guida rapida per l’utilizzo e una base con prolunga (chiaramente anch’essa USB) che ti permette di posizionare l’adattatore dove più preferisci. Si tratta di un accessorio in apparenza inutile ma che ho personalmente apprezzato moltissimo considerando che un’antenna WiFi tendenzialmente scalda durante l’utilizzo, è sconsigliato quindi tenere il dongle attaccato direttamente alla presa USB del PC e – già che ci sei – mettere il tutto in posizione privilegiata per una migliore ricezione del segnale.

Dopo aver connesso il FRITZ!WLAN Stick AC860 al PC potrai far partire il programma di installazione che si occuperà di caricare i driver necessari sul tuo Sistema Operativo. Al termine dell’operazione il prodotto verrà riconosciuto e tu vedrai una nuova scheda di rete senza fili tra quelle disponibili sul PC, potrai quindi collegarti alla tua WiFi e iniziare a fare tutti i test che desideri. Nel mio caso ho sostituito un dongle precedentemente installato sulla medesima macchina, il salto generazionale si è sentito eccome, non tanto in velocità Internet quanto nella comunicazione con le risorse presenti sulla stessa LAN (NAS e televisore in primis):

Tecnicamente parlando FRITZ!WLAN Stick AC860 offre la possibilità di connettersi alla propria rete WiFi con una velocità che può arrivare fino a 300 Mbit/s tramite lo standard N, compatibile sia con reti 2,4 che 5 GHz (dual band). La compatibilità è comunque garantita anche per tecnologie 802.11g/a (54 Mbit/s) e 802.11b (11 Mbit/s). Oltre all’installazione semplificata che richiede pochi minuti, troverai anche la facilitazione data dal supporto al WPS, anche se – come ti ho già detto più volte – continuo a preferire una connessione tramite password da inserire manualmente dopo aver selezionato la rete a cui collegarsi, tenendo quindi disabilitato WPS direttamente sul router.

La FRITZ!WLAN Stick AC860 ha necessità di una porta USB 2.0 ma è compatibile anche con USB 3.0. Per maggiori informazioni ti rimando alla pagina ufficiale del prodotto disponibile sul sito di AVM.

Il prezzo del prodotto è veramente basso, si parla di circa 30€, su Amazon la trovi facilmente anche a qualcosina in meno (ti lascio qui di seguito un riferimento diretto).

Non credo ci sia molto altro da aggiungere riguardo questo piccolo ma comodo prodotto che va ad aggiungersi al bouquet di quelli commercializzati da AVM. Il prossimo articolo (che spero di tirare fuori dal cilindro entro breve) lo dedicherò a un differente accessorio dello stesso vendor, rimani sintonizzato per saperne di più 😉

Nel frattempo se hai qualsiasi domanda riguardante FRITZ!WLAN Stick AC860 sentiti libero di lasciare un commento, sarà mia premura risponderti in tempi brevi.

Cheers!

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Prodotto: fornito da AVM. Ho potuto tenerlo al termine dei test.
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Le vuoi due o tre letture interessanti per questo fine settimana di Pasqua (ah già, auguri)? Te le butto qui di seguito, secondo me vale la pena dargli un’occhiata.

  • The ultimate guide on online anonymity and safety: articolo in inglese, rivela qualche trucco e una serie di buoni consigli da tenere a mente quando si valuta di aver assoluta necessità di riservatezza non solo nella navigazione quotidiana, ma anche in quella serie di servizi che si utilizzano quotidianamente e ai quali forse si presta poca attenzione.
  • Regex tutorial — A quick cheatsheet by examples: articolo in inglese, adatto per chi ancora deve imparare a utilizzare al meglio le query RegEx (me compreso) e sfruttarle al massimo delle potenzialità per cercare qualsiasi tipo di testo all’interno di un cumulo di stringhe magari più complesse, lavoro spesso fondamentale quando si realizzano script o quando si opera con Notepad++ (come già successo in passato).
  • How to See Who’s On Your Wi-Fi: articolo in inglese, ti racconta che applicazioni e che metodi utilizzare per sapere se sulla tua rete WiFi (ma vale anche con quella cablata, sia chiaro) c’è qualche apparato sconosciuto e non di tuo possesso, così che tu possa prendere provvedimenti in merito.

Se per qualsivoglia motivo non riesci a leggere gli articoli su Medium puoi comunque farlo passando dagli screenshot catturati (dalla galleria puoi scaricare i file originali e consultarli a grandezza naturale):

E ora goditi un po’ di meritato riposo 😉👍

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Utilitaria” e “alto livello” forse non stanno poi così tanto bene nella stessa frase, eppure credo che ciò costituisca quello scontro in grado di descrivere al meglio un FRITZ!Box 7530. Arrivato ormai qualche mese fa a casa (dicembre 2018), è rimasto per diverso tempo a fare da ripetitore per la rete Mesh, per poi passare a fare da router primario e primo master Mesh, così da permettermi di vederlo operare in ogni condizione, per farmi un’idea chiara e necessaria a stendere questo articolo e raccontarti la mia esperienza con questo piccolo gioiello di AVM.

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello

FRITZ!Box 7530

Caratteristiche da capo della classe ma con le forme più esili e meno generose del fratello maggiore 7590, questo perché all’appello manca la porta WAN dedicata, ma anche alcune altre piccole caratteristiche che in molti casi non sono necessarie per la tua configurazione casalinga. La scheda tecnica del prodotto la trovi all’indirizzo it.avm.de/prodotti/fritzbox/fritzbox-7530/dati-tecnici.

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 15

Noterai che al momento del confronto molte delle voci sono comuni ad ambo i prodotti (magari con qualche piccola variazione):

  • Modem ADSL/ADSL2+ e VDSL (con disponibilità del profilo VDSL Supervectoring 35b).
  • Rete wireless Dual (2,4 e 5GHz) con uno spunto in più sul 7590 che può arrivare a un massimo di 1.733 + 800 Mbit/s (contro i 866 + 400 Mbit/s del 7530).
  • Centralino e relativa Telefonia VoIP/HD con Segret./Fax e Base DECT.
  • Media server (nel caso tu non lo volessi far fare a un NAS o altro dispositivo della tua rete).
  • 4 le porte LAN Gigabit per entrambi, ma sul 7530 se ne perde una se vuoi sfruttare la LAN 1 come porta WAN, come anticipato qualche riga fa.
  • Porta USB: una sul 7530, due sul 7590.

Il 7590 ha in più tutta la parte relativa alla gestione della rete analogica (la porta analogica c’è comunque anche sul 7530, ci mancherebbe) e fissa ISDN, e un po’ di memoria interna da poter sfruttare. Puoi sempre dare un’occhiata alla scheda comparativa dei prodotti AVM puntando il browser all’indirizzo it.avm.de/prodotti/prodotti-avm-a-confronto/fritzbox/tutte-le-connessioni.

La scatola è quella solita di AVM: comoda e completa. Aprendola accederai al prodotto principale, ai fogli illustrativi e guida rapida per la prima installazione e configurazione, ai cavi che AVM ti mette immediatamente a disposizione (alimentazione, LAN, RJ11 per connessione rame ADSL). Il sistema preinstallato è il FRITZ!OS in versione 7, io ho dovuto portarlo alla 7.02 (in un paio di clic). La configurazione guidata ti permette di allacciarti a svariate reti già conosciute, puoi sempre dirgli di prendere connettività da LAN oppure da segnale WiFi già esistente (comodissimo per trasformarlo immediatamente in repeater).

Rete Mesh

Mi rendo conto oggi che ti sto parlando di rete Mesh da mesi senza mai però averti spiegato cosa si intende realmente per Mesh e perché questo porta vantaggi tangibili all’interno della tua rete.

Se te la volessi riassumere in un colpo solo potrei dirti che la rete Mesh altro non è che Peer-to-Peer applicato in maniera del tutto semplice e lineare al concetto di estensione della portata del tuo segnale WiFi.

La rete casalinga per come la conosciamo in tanti è un router con funzione di Access Point Wireless che tiene in piedi ogni cosa, questo vuol dire che trasmette il nome (SSID) della tua rete WiFi e che tutti i dispositivi possono collegarsi a questa (PC, smartphone, tablet, ecc.). Tutti su un punto solo, e se quel punto crolla, crollano tutti i dispositivi, il tutto senza minimamente considerare la lontananza dal router stesso (è cosa nota che un dispositivo nelle dirette vicinanze dell’Access Point WiFi abbia migliore connettività di uno posto ben più lontano). Perché quindi la rete Mesh può risolvere questo problema? Provo a spiegartelo prima con un’immagine:

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 14

Il router continuerà a esistere e sarà lui a trasmettere il segnale originale della tua rete senza fili, ma ogni nodo di quella rete diventa un ripetitore di segnale, permettendo così di estenderlo e coprire un’area ben più grande e consentire a un qualsivoglia dispositivo di percorrere a ritroso la strada verso il router in maniera intelligente, impiegando meno nodi possibili (o per lo meno utilizzando quelli che possono portarlo al collegamento a Internet in maniera più rapida), e tu di questo non devi assolutamente preoccuparti o occuparti (ogni nodo dispone di una sua intelligenza per portare a termine questo compito). Il segnale sarà così pieno in ogni ambiente, e pur cambiando stanza il dispositivo continuerà a rimanere collegato alla stessa rete (quindi stesso nome, SSID), senza mai “crollare” (questo perché se un nodo dovesse venire a mancare, gli altri costruiranno comunque una strada per poter mantenere viva la comunicazione con il router).

La tecnologia è di origine militare e applicandola alle reti casalinghe (o aziendali) è possibile ottenere migliori prestazioni e stabilità anche in ambienti “ostili” (pensa alle vecchie costruzioni con muri molto spessi o villette con più piani dove il router non può certamente trasmettere un segnale così potente da coprire ogni piano!).

Il problema è che ogni produttore tende a rendere la comunicazione Mesh proprietaria, offrendo così la possibilità di estenderne capacità e potenza utilizzando prodotti propri. La Wi-Fi Alliance sta già muovendosi in tal senso, per spingere l’utilizzo di EasyMesh (wi-fi.org/discover-wi-fi/wi-fi-easymesh) e certificare i vendor che ne permettono l’implementazione. FRITZ!OS a partire dalla versione 7 permette di creare reti Mesh con una facilità pazzesca ma non è ancora certificato EasyMesh.

Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere un paio di articoli in italiano oppure fare riferimento a Wikipedia (o cercare ulteriori fonti su Google, non ne mancano di certo):

7530 e rete Mesh

FRITZ!Box 7530 può chiaramente creare una rete Mesh (grazie al suo FRITZ!OS) o farne parte come nodo, la decisione sta a te. Di certo credo sia un po’ sprecato fargli fare il nodo, ma nel mio specifico caso ho voluto provare e l’ho fatto dialogare con il mio 7590, il quale gli ha distribuito connettività tramite la rete WiFi a 5 GHz, poi rimbalzata dal 7530 verso gli apparati che occupano la seconda metà di casa (la zona notte), il tutto senza che io mi dovessi più occupare di nulla, ma soprattutto senza che i dispositivi si accorgessero di nulla (se non giovandone in velocità massima toccata nella zona notte).

A quel punto ho invece staccato il client IP (quindi il nodo) dalla Mesh principale e ho voluto provare a creare una seconda rete che passa comunque dalla prima utilizzando WiFi:

AVM FRITZ!Box 7530: un utilitaria di alto livello 16

Ho cercato di ipotizzare (e verificare) ogni tipo d’uso (dal più normale al più malato, me ne rendo conto) senza mai riscontrare una difficoltà che fosse una, continuando così a sfruttare la rete di casa per navigare e lavorare senza problemi. Puoi espandere in qualsiasi momento la tua rete Mesh installando un ripetitore o un ulteriore router, anche se ovviamente la soluzione da me consigliata è la prima citata (a prescindere che si tratti di un rilancio senza fili o cablato tramite Powerline), io ho fatto un test che ha chiamato in causa il 1750E di cui ti ho parlato un anno fa circa (AVM FRITZ!WLAN Repeater 1750E: estendi la tua rete WiFi su più livelli).

Utilizzo come modem principale

Domanda che mi aspetto e alla quale cerco di rispondere sin da subito. Sì. Il FRITZ!Box 7530 è pensato anche per fungere da modem router principale per la tua abitazione, ma molto dipende dall’operatore e dal tipo di tecnologia che arriva in casa (FTTH / FTTC / VULA / ecc.). Ci sono miriadi di discussioni a riguardo sui forum (specializzati e non), molti clienti sfruttano il 7530 senza problemi, poi ci sono quelli che riscontrano ancora difficoltà con l’utilizzo del VoIP e che sono quindi costretti a tenerlo come router a cascata rispetto al principale fornito da TIM o Fastweb (e non solo).

Ogni operatore pubblica i requisiti necessari e le opportune configurazioni per cercare di favorire la diffusione del “Modem libero” così come impone l’AGCOM ormai da un po’. Provo a fornirti qualche riferimento utile:

Nell’articolo dedicato al FASTGate di Fastweb (Una panoramica sul FASTGate di Fastweb) e al 7590 (AVM FRITZ!Box 7590: addio al passato) che ho pubblicato in passato si è sviluppata nel corso dei mesi una buona discussione con molti lettori che hanno cercato di scavalcare le difficoltà imposte dagli operatori italiani per provare a utilizzare un solo prodotto per il collegamento a Internet e per continuare a utilizzare la tecnologia VoIP (su quest’ultimo aspetto ci sono sempre le maggiori difficoltà), prova a dargli un’occhiata se ti va.

In conclusione

Il FRITZ!Box 7530 è certamente un prodotto da tenere d’occhio nel caso in cui tu stia valutando di dare una svecchiata alla rete casalinga per passare alla tecnologia Mesh e/o per valutare l’utilizzo di un solo dispositivo per il collegamento a Internet. Fratello di sangue del 7590 seppur con qualcosa ancora “da imparare“, ti offre comunque la possibilità di sfruttare un ottimo sistema operativo alla base e personalizzare l’esperienza in base a ciò che realmente ti serve. I Megabit/s che mancano all’appello della rete WiFi non costituiscono forse il tallone d’Achille in grado di giustificare la differenza di prezzo che c’è con il top della gamma del costruttore tedesco.

Per me è certamente un quattro e mezzo pieno su cinque, risponde infatti alle esigenze di tutti coloro che non hanno bisogno di “tutto” (e lo dice un soddisfatto proprietario di 7590 che – in ogni caso – non mi offre la possibilità di staccarmi definitivamente dal FASTGate di Fastweb a causa della porta WAN non adatta alle specifiche richieste dall’operatore!).

Trovi FRITZ!Box 7530 su Amazon, nello stesso gruppo prezzi infilerei certamente il 7590 (per permetterti un confronto diretto e successiva valutazione) e il repeater di cui ti ho parlato nell’articolo (il 1750E, sicuramente un ottimo prodotto per coprire meglio casa tua, anche su più piani).

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.

Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM che ringrazio come sempre per la collaborazione. Non ho notizie in merito al rientro del prodotto.

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Non è certo argomento nuovo quello del DNS hijacking, pratica quanto più perpetrata da coloro che scrivono software malevolo in grado di attaccare i router casalinghi, o magari quelli ben più complessi alla base di una rete aziendale che può diventare inconsapevole vittima di un redirect non voluto e non certo giusto ai fini di una navigazione pulita e fatta di siti web leciti. Il funzionamento di tale tecnica è tanto semplice quanto pericoloso: l’ignaro utente effettua una normale richiesta a un DNS che non si aspetta, il quale redirige quella richiesta verso un sito web infetto e potenzialmente molto pericoloso.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo)

La tecnica ha maggiore effetto con coloro che sono poco informati, o comunque poco (o per nulla) in grado di accorgersi di questo tipo di redirezione (pensa ai tuoi genitori in età avanzata, i nonni, ma anche parenti ben più giovani ma completamente a digiuno di questo tipo di argomenti), sfociando così in furti di credenziali o –ben peggio– di codici di protezione per conti correnti bancari e carte di credito. I maggiori produttori di browser lavorano da tempo a tecnologie che vadano oltre la configurazione DNS del proprio Sistema Operativo, e sono mesi che nelle versioni Nightly di Firefox mi trovo dietro una configurazione di DNS over HTTPS per proteggere le mie richieste verso i DNS utilizzati, così da ottenere risposte corrette e che tengano al sicuro la navigazione quotidiana.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 1

Di Cloudflare e dei suoi nuovi DNS ti avevo già parlato in passato, in questo articolo.

Gli “studi” di cui parla Nightly sono quelli che –ammesso tu stia usando questa versione del browser Mozilla– puoi trovare digitando about:studies nella barra dell’URL. Questa è una (ormai non più) novità di Nightly introdotta lo scorso marzo, così come la stessa cosa è accaduta per Google e il suo Chrome arrivato a introdurre anch’esso uno studio nel rilascio dello stesso mese (e -sempre Google- ne parlava già nel 2016: developers.google.com/speed/public-dns/docs/dns-over-https).

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare, ma non solo)

Effettuare richieste DNS passando per HTTPS ha anche un duplice scopo, ed è quello relativo alla privacy dei dati scambiati tra il client (da te utilizzato) e il server che sta portandoti verso il sito web richiesto. Chi si trova in mezzo, passando per una connessione cifrata (HTTPS, appunto), non potrà ottenere statistiche dettagliate e abitudini del client che fino a oggi sono state più trasparenti dell’aria.

Sperimentazione dei DNS over HTTPS

Forzare il browser di casa Mozilla a utilizzare dei DNS over HTTPS è oggi possibile con qualsivoglia versione pari o superiore alla 60, a prescindere dal ramo di aggiornamento scelto per le proprie postazioni. Un articolo di Ghacks lo spiegava lo scorso aprile, io te lo riepilogo in breve.

  • Portati nell’about:config del browser (e conferma che vuoi procedere garantendo che non combinerai danni, perché tu non lo farai, giusto?)
  • Cerca la voce network.trr.mode e portala a valore 2, questo ti consentirà di scegliere DNS over HTTPS come principale metodo di risoluzione nomi, ma di passare in fallback sui DNS di sistema nel caso il metodo principale fallisse (così da non rimanere senza meta durante la navigazione). Il valore 1 permetterebbe a Firefox di scegliere il più veloce tra i due metodi, il 3 di usare esclusivamente DNS over HTTPS e 0 -che poi è il default- di usare solo i DNS di sistema, come hai sempre fatto.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 2

  • Cerca ora la voce network.trr.uri e valorizza il contenuto scegliendo (e riportando la stringa adatta) uno dei due servizi sperimentali attualmente già pubblicamente accessibili, Mozilla / Cloudflare (https://mozilla.cloudflare-dns.com/dns-query) o Google (https://dns.google.com/experimental).

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 3

  • Se -contrariamente a me- hai precedentemente scelto di usare il servizio di Mozilla / Cloudflare, devi ora cercare la voce network.trr.bootstrapAddress e valorizzarla con il DNS primario del servizio (1.1.1.1). Se hai scelto Google, quel valore dovrà corrispondere invece al più che conosciuto 8.8.8.8.

Firefox: DNS over HTTPS (di Cloudflare ma non solo) 4

La modifica è immediata, e tu navigherai sin da subito passando per una risoluzione nomi basata ora su DNS over HTTPS.

Ulteriori riferimenti

Ho trovato su GitHub una lista di altri servizi di DoH (DNS over HTTPS) alla quale puoi fare riferimento, puoi consultarla anche tu puntando il browser all’indirizzo github.com/curl/curl/wiki/DNS-over-HTTPS (con la speranza che venga aggiornata in futuro).

Ghacks aveva inoltre pubblicato, precedentemente all’articolo dedicato alla configurazione DoH di Firefox, un approfondimento su tutte le voci di about:config dedicate a questo metodo di risoluzione nomi, lo trovi all’indirizzo ghacks.net/2018/03/20/firefox-dns-over-https-and-a-worrying-shield-study.

Se a te sorge qualche dubbio in merito a quanto spiegato nell’articolo beh, sai già cosa fare: l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

Buona giornata!


immagine di copertina: unsplash.com / author: Liam Tucker

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