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Piccolo ma pur sempre FRITZ, il 6820 LTE è un router compatto dalle grandi capacità (monta un Fritz!OS 6.83, esattamente in linea con il 4040 o il 7590). Già superato dal recentemente annunciato 6890 LTE (di cui ti parlerò presto) è l’ultimo router che segue ancora il vecchio stile FRITZ!Box, chiudendo così un importante capitolo della storia del design del produttore tedesco, riconoscibilissimo per evidenti motivi. FRITZ!Box 6820 LTE è un prodotto non portatile (più portabile ti direi) che ti permette di propagare un segnale WiFi (o se preferisci una connessione LAN grazie all’uscita unica posta sul retro) in qualsiasi luogo tu voglia (che abbia però una presa di corrente a tua disposizione).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE:

FRITZ!Box 6820 LTE

L’alloggiamento della SIM si trova nella parte bassa (mettilo a testa in giù e guarda sotto la base, nda) e accetta il formato più grande, che fa molto anni ’90 ma è piuttosto normale per prodotti di questo tipo (ti toccherà quindi utilizzare un adattatore –non incluso nella confezione– nel caso in cui tu voglia inserirci una nano o microSIM). Aggancio ed espulsione a molla, non lo puoi mettere sotto sforzo e non puoi sbagliare, toglierai sempre facilmente la SIM nel caso tu voglia cambiarla (apprezzabilissimo), devi solo seguire il giusto verso che è comunque impresso nella plastica così da guidarti al meglio. Nel mio sample (non so se sia voluto o meno, ma immagino proprio di no) l’adesivo contenente le informazioni sulla rete WiFi / MAC / password della Dashboard era stato attaccato per sbaglio sull’alloggiamento SIM anziché a fianco di quest’ultimo, la scatola l’ho aperta io per la prima volta, quindi l’errore era per forza di fabbrica :-) (mi è bastato staccare l’etichetta e attaccarla nella giusta posizione, senza perdita alcuna di collante che avrebbe reso forse difficile inserire la SIM nello spazio a lei dedicato).

AVM FRITZ!Box 6820 LTE: 8

Ideato e realizzato per rimanere in piedi, nella parte frontale è possibile notare i LED relativi alla potenza di ricezione del segnale mobile (per un massimo di tre tacche), quello della WLAN (che rimarrà fisso quando il 6820 LTE propagherà la sua rete senza fili) e infine quello di Power, per segnalare la corretta alimentazione dell’apparato. Nella parte posteriore troverai il tasto WLAN (attivazione/disattivazione manuale della rete wireless) e quello di WPS per associare più rapidamente nuovi dispositivi alla rete senza fili (mi conosci, questo è il pulsante che -fosse per me- non troveresti da nessuna parte). Sempre dietro è disponibile anche una porta di rete RJ45 per dare connettività a un apparato tramite cavo, interessante quindi la papabile opzione per tenere in piedi il proprio router di casa nel caso in cui –per qualsivoglia motivo– il tuo provider principale vada in down (garantendo così una sorta di raggiungibilità di backup). L’attacco per l’alimentazione è nella base, vicino all’alloggiamento SIM (così da non rimanere in mezzo ai piedi).

Caratteristiche tecniche e prove sul campo

Snoccioliamo ora qualche caratteristica tecnica utile (le puoi trovare tutte qui):

LTE

La velocità in LTE è quella di prima generazione (chiamiamola così, perché tecnicamente si tratterebbe della categoria 4 FDD), senza quindi la possibilità di superare i 150 Mbit/s in download e i 50 Mbit/s in upload, compatibile con ogni banda utilizzata qui da noi (20 compresa) e coadiuvata dalla tecnica MIMO In ricezione (ci sono più antenne nell’apparato, in grado di gestire input e output multipli contemporaneamente) che fa coppia con le antenne LTE integrate, utile per fare i test che ho cercato di portare a termine tra Milano e Ravenna (insieme alla scheda Iliad che sto malmenando da quando è arrivata).

Riepilogando:

  • modem LTE categoria 4 (FDD);
  • velocità di download fino a 150 Mbit/s e velocità di upload fino a 50 Mbit/s;
  • supporto multibanda: banda 1 (2,1 GHz), banda 3 (1,8 GHz), banda 5 (850 MHz), banda 7 (2,6 GHz), banda 8 (900 MHz) e banda 20 (800 MHz);
  • supporta le larghezze di banda di canale 1,4, 3, 5, 10, 15 e 20 MHz;
  • tecnica di ricezione MIMO (tecnologia di antenna multiple-input and multiple-output);
  • antenne LTE integrate.

Internet

Nella media (capirai meglio tra poco di che media parlo) soddisfacente se si considera il limite imposto dalla categoria LTE e dalle evidenti difficoltà di un operatore ancora troppo giovane (parlo di Iliad), con caratteristiche hardware teoriche di tutto rispetto che trovano riscontro nella realtà grazie anche all’utilizzo dell’ottimo FRITZ!OS che dà vita alla quasi totalità dei prodotti di AVM. Il 6820 LTE è un router con firewall/NAT, server DHCP, client DynDNS e UPnP (esattamente come tu sei abituato a vedere / utilizzare su un prodotto di fascia più alta dedicato alla casa, del medesimo produttore), con abilitazione porte per una navigazione sicura in Internet, protocolli IPv4 e IPv6, accesso remoto sicuro via Internet con VPN (IPSec), parental control con liste di filtri e manutenzione remota via HTTPS.

I test eseguiti con la scheda Iliad all’interno (e ricezione abbastanza variabile mostrata dai led fronte 6820 LTE) non hanno soddisfatto le mie aspettative (cosa totalmente modificatasi quando nel router ci ho inserito una scheda Vodafone, raggiungendo velocità parecchio vicine al limite imposto dal prodotto), confermando i dubbi che continuo ad avere a riguardo dell’operatore francese piazzatosi in fascia costi bassa:

Rete wireless

Contrariamente a ciò che ci si aspetta oggi (ma a questo punto riparliamone quando avrai modo di leggere il pezzo sul FRITZ!Box 6890 LTE), la rete senza fili propagata dal FRITZ!Box 6820 LTE è di tipo 802.11n (fino a 450 Mbit/s lordi; 2,4 GHz; MIMO 3 x 3) e 802.11b/g, con grande assenza del 5 GHz. Il resto risponde fortunatamente all’appello, e ti parlo della codifica WPA2 integrata attivata (WPA2, WPA/WPA2 Mixed Mode), così come del tasto (già detto prima) WLAN (per l’attivazione/disattivazione manuale della rete wireless), Wi-Fi Protected Setup (WPS) per connessioni wireless sicure mediante pulsante o PIN (che ti consiglio di continuare a evitare se possibile), accesso ospite da dedicare a ospiti e amici (da tenere lontano dalle risorse interne) e infine rete wireless Eco per prestazioni ottimali con un consumo minimo di corrente.

Software

La solita strada in discesa della quale ormai non dovremmo neanche più parlare. Il FRITZ!OS è una certezza, dovresti averlo ormai compreso. Una volta inserita la SIM all’interno del FRITZ!Box 6820 LTE ho dovuto semplicemente procedere con una configurazione di base, chiaramente senza possibilità di specificare un operatore tra quelli più importanti e già previsti dal software, ma passando per il sempreverde “Altro provider di internet“, scegliendo poi il nome e la password da assegnare alla nuova rete senza fili e godendomi infine l’accesso alla Dashboard alla quale sono già abituato:

Da qui in poi è tutta una personalizzazione in base alle tue esigenze e, contrariamente ai prodotti per la connettività cablata di casa (fibra o classico doppino in rame), hai accesso anche alle informazioni riguardanti il ponte radio e la connettività della SIM:

In conclusione

Sì, è davvero piccolo e facilmente trasportabile ma, non avendo a disposizione una batteria integrata, sarà necessario collegarlo a una presa di corrente, questo è forse un piccolo dettaglio che potrebbe fare la differenza ai fini della valutazione; mi ripeto però che non è questo lo scopo per il quale è nato, e in fondo è giusto così. Il FRITZ!Box 6820 LTE paga oggi lo scotto di essere “vecchio” e limitato dal punto di vista della massima velocità in download e upload sulla rete mobile LTE di ultima generazione, motivo per il quale è da considerarsi forse più appetibile il nuovo arrivato 6890 (di cui presto ti parlerò come anticipato in apertura articolo), con un prezzo però prevedibilmente differente.

Se il pallino della velocità non è affar tuo e non ti cambia poi così tanto la vita, considera che il FRITZ!Box 6820 LTE può costituire un’ottima scelta per una connettività basata su SIM di un operatore che copre bene la tua zona (magari non raggiunta da diversa connettività cablata), lo puoi trovare a prezzo medio-alto su Amazon (ma anche presso catene fisiche della tua città o e-Store alternativi a una media di 210€ circa):

Se hai domande o curiosità in merito, l’area commenti è pronta ad accoglierti, cercherò di rispondere nei limiti della mia memoria (considera che il prodotto rientrerà in AVM al termine dei test) :-)

Buon inizio settimana!

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da AVM, torna all'ovile al termine dei test.
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Sì, Iliad è arrivata ufficialmente in Italia, attraversando le Alpi e imparando un nuovo idioma rispetto al francese madrelingua. Questo è un altro di quegli articoli che leggerai solo dopo qualche tempo rispetto alla mia stesura, perché ripresi più volte, aggiornati prima di essere resi pubblici, così da fornirti quanti più riscontri reali possibili, basati sulla mia esperienza e su ciò che ho trovato di più interessante in giro per il web.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi

Iliad

Conferenza stampa in diretta streaming per tutti, giornalisti coinvolti (fisicamente presenti quindi al lancio) e distributore di SIM con pannello touch (con le sembianze da sportello bancomat, per capirci) per poter immediatamente ritirare il proprio nuovo fiammante numero su rete dell’operatore d’oltralpe (prefisso scelto in Italia è il 351). Un’offerta chiaramente più che competitiva come annunciato dalla società nei mesi antecedenti il lancio: 5,99€/mese per avere chiamate illimitate verso fissi e mobili internazionali (oltre 60 destinazioni, verso fissi in Europa e fissi e mobili in USA, Canada), SMS illimitati verso fissi (?) e mobile nazionali e 30GB di dati in 4G+ superati i quali puoi continuare a navigare a 0,90€ per 100MB (affatto vantaggioso).

In Europa, grandissimo errore di comunicazione in fase di conferenza stampa e anche per diverso tempo alla luce del sole sul sito web, 2 GB di dati da poter utilizzare al posto dei 30 su territorio italiano, e non 32 (30 + 2) come inizialmente detto (qui trovi un articolo che ne parla). Se provi a farti i conti, questi tornano senza colpo ferire: dopo aver scorporato l’IVA al 22% dalla tariffa pagata per il rinnovo mensile della tua offerta, dovrai dividere quel numero per 7,7 (7,7€ è il costo di un GB di dati all’ingrosso in UE), moltiplicando il risultato per 2 e ottenendo così la quantità di GB di dati che l’operatore dovrebbe metterti a disposizione quando non ti trovi su territorio italiano.

Applicando il calcolo all’offerta Iliad, risulterebbe quindi un 4,91/7,7 (0,64 circa) *2, che porta a 1,28 GB (arrotondato per eccesso), ben al di sotto dei 2 GB garantiti.

Trovi maggiori informazioni sul calcolo dei GB dati in roaming ai quali hai diritto nel sito web di AGCOM: agcom.it/roaming-internazionale. Se vuoi evitare di metterti lì a fare conti, puoi visitare una pagina del sito di Vodafone all’interno della quale troverai un modulo rapido per il calcolo: vodafone.it/portal/Privati/Tariffe-e-Prodotti/Tariffe/Estero/euroroaming, espandi i Dettagli e inserisci la tariffa pagata per ottenere il massimo dei GB disponibili all’estero.

Bada inoltre che io ho usato il costo del GB di dati non aggiornato, poiché i vecchi 7,70€ del 2017 sono passati oggi a 6€, la sostanza sul calcolo poco sopra però non cambia. Le cose potrebbero invece cambiare prossimamente, poiché dal 1 gennaio 2019 il costo per un GB di dati arriverà a quota 4,5€, dal 1 gennaio 2020 3,5€, dal 1 gennaio 2021 3€ e infine dal 1 gennaio 2022 raggiungerà il suo picco minimo di 2,50€. Ciò non è però sicuro, poiché l’operatore può sempre scegliere se seguire l’andamento del mercato (e del costo all’ingrosso dei GB di dati) oppure se fissare un tetto massimo quando si è fuori dalla propria nazione, Iliad potrebbe quindi scegliere di confermare 2 GB di dati in modalità roam like at home.

Panoramica sulla consegna

Ciò detto, passiamo alla consegna, che sto attualmente aspettando dopo aver ordinato la SIM tramite il sito web, al secondo terzo quarto tentativo, per problemi nell’accettazione di taluni codici fiscali e ICCID di SIM per le quali viene richiesta portabilità (quest’ultimo non è il mio caso ma è quello di un Paolo a caso che ha deciso di fare il salto nel vuoto e passare direttamente al nuovo operatore, senza prima metterlo alla prova con un secondo smartphone o tablet, o magari modem LTE), Iliad è diventato ormai argomento di discussione principale all’interno di un gruppo comune di Telegram composto da vecchie babbione glorie che parlano di tecnologia quando gli va.

La mia consegna, al contrario di altri componenti di quel gruppo, va decisamente a buon fine, senza lunghi tempi di attesa che caratterizzano invece alcune altre spedizioni che sembrano essersi perse nel vuoto pneumatico. Registro il mio utente, scelgo il mio nuovo numero di telefono (non faccio portabilità alcuna perché preferisco prima mettere alla prova l’operatore, la nuova SIM andrà a finire nell’Asus Zenfone 5 in prova e poi nel mio iPad Mini, o all’occorrenza nel mio modem LTE) e pago quanto dovuto (SIM e primo mese di servizio, per un totale di 15,98€) con la carta di credito, stabilendo inoltre che sarà questa il metodo di pagamento ricorrente per non rimanere mai appiedato (ma si poteva anche scegliere di ricaricare manualmente il credito, cosa che puoi fare ancora oggi). La cosa che mi lascia un attimo perplesso è il costo della SIM, 10€ quasi per che cosa? Avrei potuto dire “il corriere che te la consegna”, ma la medesima cifra è stata richiesta anche a chi non ha scelto quel metodo di consegna.

BRT ha preso in carico la mia SIM il giorno 30 maggio, il 31 ho catturato fotografie e screenshot che puoi vedere qui sopra, ho attivato con successo la mia SIM (sì, il sito web parla spesso francese anziché italiano, un errore che ancora oggi è presente) e l’ho inserita nello smartphone.

Configurazione

Una pena totale. Appena arrivata e inserita all’interno dell’Asus Zenfone 5 provato e recensito qualche giorno fa, telefono di nuova generazione che dovrebbe procedere alla configurazione automatica dell’APN senza ulteriori aiuti dall’esterno, questo non è stato capace di portare a termine il compito costringendomi all’installazione dell’applicazione ufficiale rilasciata dall’operatore, disponibile sul Play Store (e solo lì):

Mobile Config
Mobile Config
Developer: Iliad Italia SPA
Price: Free

Peccato che anche questa, con sorrisetto nervoso di sconfitta impresso nel volto del sottoscritto, porta nel sacco le pive: aggiornamento della SIM necessario ma Servizio non disponibile e, già che ci siamo, messaggio anche in francese, che sia mai che io non capisca la mia lingua madre:

Ho provato ovviamente a disattivare il WiFi, a cancellare la cache del programma e anche a disinstallarlo completamente per poi reinstallarlo dallo Store (come avevo in ogni caso fatto la prima volta, nda). Il nulla più completo. Scelta alquanto discutibile è anche il non inserire in pagina di configurazione le informazioni necessarie (da andare a mettere manualmente in caso di necessità, come questo) oltre al collegamento per l’applicazione Android:

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 2

Le informazioni te le riporto quindi io, fortunatamente recuperate dalle decine di siti web che le hanno rese note a poche ore dal lancio dell’offerta in Italia.

  • APN: iliad
  • Centro MMS: http://mms.iliad.it
  • MCC: 222 (che dovresti già trovare come voce di default)
  • MNC: 50 (che dovresti già trovare come voce di default)
  • Tipo APN: default,mms
  • Tipo MVNO: GID
  • Valore MVNO: F003 (che dovresti già trovare come voce di default)
Update

Aggiornamento del 21/6/18: ringrazio Miki64 che, in area commenti, mi ha segnalato una modifica al tipo di APN per poter sfruttare anche la funzione di tethering (relativo al piano dati):

Tipo APN: default,supl,dun

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 11

Una volta salvato l’APN, la SIM aggancerà la rete Iliad e potrà navigare correttamente.

Assistenza tecnica

La cosa che mi è poco –se non per nulla– chiara è però l’impossibilità di chiamare qualsivoglia numero di telefono. Provandoci, ho ottenuto un bell’errore a video:

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 12

E medesimo destino per gli SMS che, così come per le chiamate, dovrebbero essere illimitate. Poi, l’illuminazione: nonostante io abbia pagato la SIM (come puro pezzo di plastica) e il primo mese di servizio, controllando nella mia area personale noto il credito azzerato. Molti operatori non permettono di fare alcunché con credito pari a zero, decido quindi di chiamare il supporto per delucidazioni. Oh, wait, che peccato: non posso, non almeno dallo smartphone che sfrutta la SIM Iliad. Prendo quindi in mano il mio S8 con TIM e provo a chiamare il 177, che risulta (giustamente) non essere raggiungibile da questa rete. Cerco quindi un riferimento diverso nel sito di Iliad, che non c’è.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 13

Lo trovo, quel riferimento, passando per tutt’altro sito, si tratta di un numero di telefonia mobile, che puoi quindi chiamare anche quando sei all’estero (dove ti ritroveresti nella medesima mia situazione, dato che il 177 non verrebbe interpretato dal tuo operatore in roaming): +39 351 8995177. Una manciata di minuti di attesa e riesco finalmente a parlare con una gentilissima operatrice che ringrazio, e con la quale mi scuso per aver buttato giù la telefonata per errore durante i nostri test. Abbiamo dapprima sbloccato la questione SMS e poi, grazie allo sblocco, messo a posto anche la parte voce con un SMS di autoconfigurazione.

Sembrerebbe che lo ZenFone 5 non sia stato capace di configurarsi il numero del centro servizi SMS, e che questo non sia raggiungibile (per la modifica) via Avanzate dell’applicazione Messaggi di Android. Ho quindi digitato (dall’applicazione Telefono) il codice *#*#4636#*#* che mi ha portato alla schermata di verifica per ottenere informazioni su scheda SIM e aggancio ai servizi, fatto l’aggiornamento forzato del numero del centro servizi SMS (+39 351 9999600) e riavviato lo smartphone.

A riavvio completato gli SMS che avevo inviato di test hanno cominciato a lasciare il recinto dello smartphone, arrivando finalmente a destinazione. Ho quindi approfittato della cosa per inviare un nuovo messaggio, stavolta contenente il testo “CONF” (senza virgolette) al 2049, ottenendo finalmente un messaggio di configurazione automatica che ha terminato l’opera permettendomi di sfruttare anche le funzioni voce della SIM.

Update

Aggiornamento del 21/6/18: Gianluigi mi segnala che Iliad ha finalmente reso disponibile una pagina dedicata all’Assistenza, ben più ricca di quanto disponibile fino a ora (e lo posso confermare). Puoi sfruttarla anche tu visitando l’indirizzo iliad.it/assistenza.

Rete dati

Non brillante, ma ha bisogno di tempo per migliorare, ne sono certo. Ho chiaramente eseguito più test di velocità, in più punti della città e per ora solo a Milano (avrò modo di metterla alla prova anche in altre località entro breve, anche all’interno di un modem LTE che recensirò quanto prima). Ti propongo qualche screenshot confrontato con TIM e Vodafone.

Ora, tralasciando l’imbarazzante divario creato da Vodafone che può vantare una rete dati davvero pazzesca in quanto a velocità (e i test Vodafone sono stati eseguiti con un vecchio iPhone 6, per dovere di cronaca), Iliad ha inizialmente preso schiaffi da ogni competitor. Nel corso del tempo le cose sono però migliorate, ho documentato altri test:

Il ping è sempre alto, ma è una colpa attribuibile al fatto che –ancora oggi– molte (troppe?) delle SIM stanno navigando passando per la Francia, dove evidentemente Iliad era già pronta a incanalare il traffico dati, in attesa di esserlo anche in Italia come annunciato e come in corso d’opera. Ricordiamoci inoltre che –in attesa di una più robusta rete di antenne nostrane– Iliad poggia diverso suo traffico su Wind-3, dalla quale ha anche acquistato parte di quelle antenne, dismesse durante la fusione delle due grandi società, così da dare quanta più copertura possibile (cosa vitale e obbligatoria da parte di un operatore non virtuale).

Allo stato attuale, la mia SIM passa ancora per la Francia (controllo ripetuto più volte anche dopo riavvio). Se vuoi, puoi testare la tua utilizzando un nuovo tool che ho messo a disposizione su Public: public.gfsolone.com/tools/ip

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 17

In conclusione

Il lancio di Iliad, nonostante mesi di rumors, pubblicità dall’impatto “Wow” e promesse di rivoluzione, ha quel sapore di incompleto, di frettoloso e forse non ancora pronto a prendere senza rischi quell’onda quando fai male i calcoli con l’acqua mossa del mare, lanciandoti oltre la finestra consentita e prendendo uno schiaffo in faccia che la metà basta. Ciò non vuol dire che si tratti di una mossa sbagliata, ma solo che ci sarà più da correre e lavorare, cercando di mettere “in bolla” la creatura, utilizzando me e tutti gli altri early-adopters come cavie che possono fornire quanti più feedback possibili, senza la pretesa (da parte nostra, da clienti) di avere a disposizione la terra promessa, perché questa ancora non la vedo lì all’orizzonte, forse i miei occhi la scorgeranno tra qualche tempo.

L’offerta è valida, il sito web è valutabile al limite della sufficienza perché mancano ancora troppi dettagli (l’errore dell’embed di mappa Google oltre i limiti API gratuiti al lancio è stata una mossa forse davvero troppo banale e assai prevedibile, per dire), questo parla troppo spesso ancora francese anche quando si va a ritoccare le opzioni; alcune di queste sfociano in errori che non è possibile risolversi in autonomia costringendo il supporto a intervenire, insomma, non un bel vedere.

Iliad è arrivata in Italia, non senza problemi 25

In attesa che le cose inizino a prendere una piega migliore, il mio test della SIM termina qui per ciò che riguarda il bouquet dell’offerta completa. Passerà ora all’interno di un modem LTE che presto metterò alla prova e del quale ti parlerò :-)

Ora tocca a te. Hai già provato Iliad? Sei diventato cliente? La sceglierai in futuro? L’area commenti è a tua totale disposizione per discutere dell’operatore, dei problemi che riscontri, per condividere la tua esperienza.

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La risposta è chiaramente , anche se lo SpeedTest di Ookla è un’autorità indiscussa. Viene usato anche su siti web di terze parti, in versione personalizzata magari, ma pur sempre con la misurazione e lo standard qualitativo imposto dalla società di Seattle, Washington, lanciatasi in questo mercato ormai 12 anni fa (quasi). Scopo dell’articolo è quindi raccontare sì di SpeedTest, ma anche delle sue alternative da tirare fuori dal cilindro quando servono “ulteriori pareri“.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest?

Prima di cominciare

Credo sia obbligatorio fissare alcuni punti chiave che valgono un po’ per tutti i prodotti e le situazioni. Ricordati che:

  • la velocità di allineamento del tuo modem NON è mai la velocità reale della tua connessione internet. Lo ribadisco perché continuo a sentire che la schermata del FastGate che mostra l’allineamento upload / download con la centrale corrisponde alla velocità di scaricamento e caricamento dati online, succede anche con clienti TIM (anch’essa propone il medesimo dato in schermata di gestione del modem proprietario). No, non è così. Ti rimando a questa lettura: assistenzatecnica.tim.it/at/portals/assistenzatecnica.portal?_nfpb=true&_pageLabel=InternetBook&radice=consumer_root&nodeId=/AT_REPOSITORY/632106.
  • Un test, per essere quanto più veritiero possibile, dovrebbe essere condotto tramite cavo di rete, non WiFi (perché questo è soggetto a molti fattori che possono variarne seriamente i risultati), possibilmente tenendo quest’ultima rete quanto più scarica possibile (niente cellulari connessi che stanno navigando o scaricando dati, niente console, decoder, ecc.). Più sarà scarica la tua rete, più sarà sensato il test via cavo.
  • Un solo test non è mai quello giusto. Ricordati che dall’altro lato c’è un server (con relativa banda internet) che sta facendoti scaricare e caricare dati ai fini della misurazione. Quel server potrebbe dover servire più persone contemporaneamente (lo fa, stanne certo) e non sei l’unico che in questo momento sta pensando di misurare la capacità della propria connessione internet. Cambia server, non selezionarlo troppo distante da te, ripeti il test più volte. La media dei risultati è generalmente un buon punto di partenza per capire se la tua connessione a internet sta facendo il suo dovere oppure no.

Molte delle cose che ti ho riportato qui sopra, vengono adottate anche per le misurazioni ufficiali di AGCOM, le uniche che possono aiutarti a chiudere un contratto -senza ulteriori spese (e magari anche con rimborso di quanto ingiustamente pagato)- con un fornitore che promette ma non mantiene. Dagli un’occhiata, male non può certo fare: misurainternet.it/download/nemesys.

SpeedTest

Indiscusso Re di ogni misurazione, viene adottato come standard da molti, anche dai provider che ne sfruttano i risultati come allegati in caso di disservizi lamentati dall’utente finale. Fastweb è certamente uno di questi, poi c’è TIM, e sono solo un paio di esempi tra i tanti possibili.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 1

SpeedTest è un prodotto che è stato molto migliorato nel tempo, che ha pubblicato applicazioni, che ha sviluppato pagine accessibili (anche se solo negli ultimi anni, costretta dal costante –finalmente– affondare di Flash). I server che permettono i test sono sparsi nel mondo e hanno generalmente una potenza di fuoco importante, tendendo quindi a dare risposte sufficientemente veritiere quando si mette alla prova la propria connessione casalinga (o d’ufficio, ovviamente). Resta scontato quanto già specificato però nei punti chiave: non è la singola misurazione a determinare il risultato finale.

Su PC puoi raggiungere il servizio puntando il browser all’indirizzo speedtest.net, oppure puoi scaricare l’applicazione da installare, quest’ultima mi è utile e ho scelto di averla su ogni mia postazione, è uno strumento che si utilizza abbastanza spesso. Se vuoi evitare di installare un’ulteriore applicazione, puoi sempre aggiungere l’estensione a Google Chrome (no, nulla da fare per il momento per Firefox, ci ho provato ma ottengo errori nella conversione):

Speedtest by Ookla
Speedtest by Ookla
Developer: speedtest.net
Price: Free

Su mobile, Speedtest è presente su qualsiasi piattaforma (persino quelle dichiarate ben più che morte!):

Speedtest.net Speed Test
Speedtest.net Speed Test
Developer: Ookla
Price: Free+
Speedtest.net
Speedtest.net
Developer: Ookla
Price: Free+
Speedtest by Ookla
Speedtest by Ookla
Developer: Ookla
Price: Free
Speedtest.net
Speedtest.net
Developer: Ookla
Price: Free+

SpeedTest è la mia scelta, quella pressoché obbligata in qualsiasi occasione, quella che mi permette di selezionare server più vicini alla mia posizione (è possibile farla rilevare direttamente dal sito web o dall’applicazione) e ottenere così risposte certamente plausibili e ragionevolmente corrette, in una “media sulle 3“.

Fast

Forse il più conosciuto dopo SpeedTest, perché introdotto da Netflix qualche tempo dopo l’arrivo sui nuovi mercati europei. Fast.com permette di effettuare una misurazione della tua connessione internet, anche se solo in una direzione, quella in ingresso verso il tuo dispositivo. In pratica scambi dati con i server del noto provider di contenuti multimediali per cercare di capire se la fruizione dei contenuti possa essere soddisfacente. Fast.com è un po’ la base di quei risultati che Netflix pubblica di tanto in tanto, stilando una classifica dei migliori provider in circolazione (vedi: ispspeedindex.netflix.com/country/italy).

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 2

Presente sul web (puntando appunto all’indirizzo fast.com), è disponibile anche per dispositivi mobili, per iOS e Android:

FAST Speed Test
FAST Speed Test
Developer: Netflix, Inc.
Price: Free
FAST Speed Test
FAST Speed Test
Developer: Netflix, Inc.
Price: Free

Fast è certamente la mia seconda scelta (quella di backup, diciamo), alla ricerca della conferma delle misurazioni ottenute tramite SpeedTest.

Google

È dal settembre dello scorso anno che Google ha introdotto anche in Italia un risultato di ricerca (una keyword, come quelle di cui ti avevo già parlato in passato) che ti permette di effettuare un rapido test di velocità. Senza molta fantasia, ti basterà scrivere “speed test” (vale anche “test velocità internet“) all’interno del campo di ricerca, per vedere come prima proposta un box attraverso il quale potrai lanciare un rapido scambio dati in download e upload, così da ottenere una misurazione:

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 4

Facendo clic sul pulsante “Esegui test della velocità“, ti si aprirà un piccolo popup (che metterà in secondo piano tutto il resto della pagina) il quale scaricherà dapprima dei dati, poi li caricherà verso Google. Non ci sono applicazioni dedicate, puoi comunque fare riferimento all’applicazione generica di Google e lanciare la medesima ricerca anche su Mobile, per arrivare a ottenere la stessa possibilità di misurazione su smartphone e tablet.

Google
Google
Developer: Google, Inc.
Price: Free
Google
Google
Developer: Google LLC
Price: Free

Nonostante si faccia generico riferimento a un server situato a Milano (città che mi ospita), quindi ipoteticamente il più vicino alla mia connessione, Google non è certamente parte delle mie scelte personali. Le sue misurazioni sono quelle meno accurate, quelle che più discostano dalla reale velocità del Gigabit che c’è a casa, la stessa cosa succede nelle misurazioni fatte in ufficio dove la linea business è addirittura una Gigabit simmetrica (giusto per chiarire che non è evidentemente qualcosa di limitato alla configurazione del mio router, cosa comunque improbabile visti i test eseguiti con gli altri competitor).

nPerf

Scoperto un po’ per caso qualche tempo fa, nPerf è un altro strumento di misurazione della propria connessione, sviluppato bene anche se forse troppo caotico in home page (preferisco di gran lunga lo stile minimalista di Ookla). Lo puoi raggiungere puntando il browser all’indirizzo nperf.com/en, e facendo partire la misurazione dal tachimetro in bella vista (via cavo mi raccomando, non fare come me che durante la stesura dell’articolo ho usato il WiFi giusto per catturare qualche screenshot!). Anche in questo caso ti verrà proposto il server più vicino in base alla tua posizione (rilevata tramite browser previa tua autorizzazione, nda) e continua a valere inoltre la regola base dei 3 tentativi e media di questi.

Test di velocità: esistono alternative a SpeedTest? 5

nPerf è disponibile online, navigabile da qualsiasi browser (senza necessità di alcun plugin) ma anche tramite applicazioni specificatamente studiate per il mondo Mobile (iOS e Android). Particolarità molto gradita delle applicazioni è l’ulteriore possibilità di mettere alla prova la connessione 4G facendo eseguire delle misurazioni con il download / visione di filmati ad alta definizione, ascolto Mp3 e altro ancora (davvero un punto ulteriore a favore di questa soluzione alternativa).

nPerf internet speed test
nPerf internet speed test
Developer: nPerf SAS
Price: Free+
Speed Test Velocità e QoS 4G
Speed Test Velocità e QoS 4G
Developer: nPerf.com
Price: Free+

nPerf è sicuramente una validissima alternativa a SpeedTest di Ookla, da tenere a portata di clic su PC fissi e portatili, e come applicazione sui dispositivi mobili. È nella stessa cartella strumenti di SpeedTest e Fast (sul mio smartphone e pure su iPad), e non perde il suo posto da molto tempo ormai.

Prima di concludere

Spero di averti dato qualche spunto interessante riguardo le alternative a SpeedTest, ma sono certo che lì fuori ce ne saranno molti altri, anche di buona qualità. Per questo motivo ti invito caldamente a usare l’area commenti per proporre le tue alternative, quelle delle quali non puoi fare a meno, che propongono magari (come nPerf) qualcosa in più rispetto alla più classica misurazione della banda in download e upload.

Se vuoi, alla lista sopra discussa potresti aggiungere un’applicazione sviluppata dallo staff di OpenSignal, il grande progetto che mira a censire tutti i punti di accesso mobili in giro per il mondo (con un’applicazione pensata e sviluppata proprio per portare a termine questo complesso lavoro). Si chiama Meteor Speed Test ed è disponibile per iOS e Android:

Meteor: App speed test
Meteor: App speed test
Developer: OpenSignal, Inc
Price: Free
Meteor Speed test applicazioni
Meteor Speed test applicazioni

A me non resta che ringraziarti per aver letto questo articolo.

Buona navigazione! :-)


immagine di copertina: unsplash.com / author: Chris Liverani

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Niente panico, non c’è nulla di nuovo sotto alla luce del sole per ciò che riguarda il noto provider di proprietà svizzera, e non ti sei perso nessuna eclatante novità. Si parla del FASTGate di Fastweb, il modem che la società consegna ai suoi clienti che sottoscrivono oggi un nuovo abbonamento, oppure a un vecchio abbonato che richiede un upgrade alla rete Gigabit che necessita di un diverso apparato rispetto a quello usato precedentemente per una FTTH di livello inferiore (questo è il mio caso, nda).

Dopo averci giocato un po’ posso parlartene e capire se anche tu (se sei cliente Fastweb) mugugni pensando ai miei stessi dubbi e problemi.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb

Doverosa premessa: mi sento parte dell’idea e movimento #modemlibero, quindi tieni conto del fatto che tra un modem imposto e uno che scelgo io, preferirò sempre e comunque il secondo citato. È il motivo principale per il quale da anni ho scelto di installare e configurare un router a cascata allacciato a quello scelto dal provider (a prescindere dal provider, che –esulando dal mio caso– non è sempre stato Fastweb). Qui trovi gli aggiornamenti in merito alla petizione.

FASTGate

Grosso, davvero. Abituato al precedente Technicolor TG1100 che occupava lo spazio considerato standard nel mondo dei modem, il nuovo FASTGate di Fastweb è davvero molto grande (Askey RTV1907VW, nda). Sicuramente più slanciato perché pensato per stare fronte sala (posizionamento verticale, si volta pagina rispetto a quel passato fatto di orizzontalità), mette in bella mostra il suo logo corporate e i led ad alta luminosità che sei pressoché costretto a spegnere durante le ore serali per evitare di illuminare a giorno i pressi della posizione che hai scelto per lui.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 1

Dotato di ogni comfort, propone sulla parte posteriore più nascosta alla vista (in basso, più vicino alla sua base di appoggio) quattro porte di collegamento ethernet gigabit (la quarta può essere utilizzata come porta WAN), due prese telefoniche che serviranno per altrettanti terminali in casa (ammesso tu abbia un contratto voce e ti interessi essere martoriato da chi vuole vendere la qualsiasi), un attacco ADSL / FTTC Rj45 (per chi non è raggiunto ancora da FTTH) e due porte USB 3.0 che puoi utilizzare per condividere / mostrare sul televisore (ammesso sia connesso alla rete di casa) contenuti multimediali da un disco esterno (o una chiave USB), o magari fungere da “NAS” basilare (personalmente sconsigliato, a ognuno il suo mestiere). Volutamente vicini troverai l’attacco dell’alimentazione e il pulsante di accensione. Considera che una volta alimentato il modem partirà automaticamente, quel pulsante non lo utilizzerai praticamente mai e finirai per dimenticartene.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 2

immagine originale: alessioligabue.it

Non stai sbagliandoti, hai notato bene, non esiste l’attacco nativo in fibra per FTTH che nel Technicolor era presente all’appello proprio nella parte posteriore, già pronto per l’uso. Il FASTGate ha l’attacco in fibra diretto, ma è laterale, e richiede un connettore SFP (qui c’è una base documentale di networking per tutti, anche se sei completamente a digiuno) che ti verrà fornito insieme al modem, evitandoti un’ulteriore spesa. Esteticamente è un vero pugno in un occhio, senza considerare la possibilità che qualcuno in famiglia strappi sbadatamente quel delicato cavo in fibra ottica, che –forse lo saprai già bene– è estremamente sensibile ai maltrattamenti.

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 3

stavolta la foto è originale, ho anche approfittato stupidamente del mio riflesso :-)

Configurazione

In sintesi: tutto molto lineare e abbastanza semplice per chiunque. Per alcune voci in particolare la facilità è realmente troppa (e limitante per chi invece è abituato a plasmare le proprie preferenze), ma posso comprendere che si voglia dare modo a tutti di poter mettere le mani dentro al cofano. Per questo motivo appena riportato, ci sono impostazioni che non potranno essere toccate, come la modifica dei DNS distribuiti via DHCP, oppure la possibilità di fare un aggiornamento del firmware, un backup delle proprie impostazioni e un restore in futuro (si può sempre errare e rimediare in autonomia, ma non è questo il caso). Tutta una serie di dettagli che non passano certamente inosservati all’occhio un pelo più attento e più schizzinoso (in pratica ai rompiscatole come il sottoscritto).

Un riepilogo a colpo d’occhio

La home page del modem ti presenta un resoconto di quello che riguarda la tua connessione: velocità di allineamento, dispositivi online, stato delle spie LED e Parental Control. Ogni funzione è immediatamente richiamabile dalla colonna di sinistra e, almeno nel riepilogo, potrai tu stesso scegliere l’ordine dei box mostrati, così da dargli un tocco di priorità secondo tuo gusto:

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 4

WiFi

Dual band a 6 antenne, 802.11n (2×2@2,4GHz) e 802.11ac (4×4@5GHz) con possibilità di trasmettere un solo nome rete e quindi lasciare ai tuoi dispositivi il compito di spostarsi tra la rete a 2,4 GHz e quella a 5 GHz secondo disponibilità, dove quest’ultima è la più performante (nonché libera, considerando la moltitudine di canali disponibili) ma anche quella più schizzinosa sulla distanza.

Ho disabilitato entrambe le WiFi di Fastweb (rinunciando così anche al WOWFI fuori casa, forse unica pecca) perché preferisco che se ne occupi il mio router a cascata. Posso però dirti che durante i test eseguiti, la rete ha funzionato bene così come il passaggio tra i due segnali, sempre rapido e corretto, pur non superando di molto i 200Mbit/s in download e altrettanti in upload (quest’ultimo quindi più pronto al suo esame, considerando che che ha raggiunto il massimo picco disponibile di banda).

Il router permette inoltre di creare una rete ospiti per tenere fuori dalla risorse locali coloro che verranno a trovarti e ti chiederanno un accesso veloce a internet per evitare di consumare i GB del loro piano dati. Anche la rete ospiti può trasmettere un solo SSID ma andare sui canali a 2,4 e 5 GHz.

Puoi, dalla schermata “Connessione“, dare un’occhiata al canale selezionato automaticamente per la tua rete (sia principale, sia ospiti, per entrambe le tecnologie 802.11xx), scelto in base all’occupazione da parte delle altre reti senza fili che ti circondano. Puoi ovviamente scegliere di imporre tu un tuo canale, ma a quel punto perdi il vantaggio di rimanere in quello un po’ più scarico, rischiando di ottenere maggiore disturbo e meno resa della tua linea.

Promosso.

Dispositivi

Una schermata dedicata ai dispositivi di ogni rete configurata sul FASTGate (sia essa cablata o senza fili, escludendo ciò che viene riservato per WOWFI, nda), un riepilogo che ti permette immediatamente di capire chi sfrutta la tua connessione, con in più il vantaggio di poter velocizzare la connessione del singolo dispositivo o fermarla completamente secondo un proprio criterio precedentemente stabilito (vale anche sul momento). Per esempio potresti decidere di impedire al PC di tuo figlio di navigare in un determinato intervallo di tempo, oppure dedicare priorità e maggiore “gas” alla console mentre decidi di giocare online in multiplayer.

Messa così, sembra tutta rose e fiori, e invece no. Già qui individuo un qualcosa per me fastidioso, ovvero l’impossibilità di rimuovere dalla rete un dispositivo che magari non è più in uso da tempo (o che prevedi non tornerà dalle tue parti per molto tempo). Puoi rimuovere un dispositivo dal gruppo Famiglia, ma non cancellarlo completamente dalla storia del FASTGate. Vorrei che la società lasciasse decidere me, permettendomi di gestire come preferisco i dispositivi associati almeno una volta al mio modem.

Bocciato.

Avanzate

Il vero cuore pulsante di qualsiasi dispositivo tecnologico, che dovrebbe permettere alle persone un pelo più pratiche di modificare il comportamento del prodotto, tenendo le altre a debita distanza se non “accompagnate“, un po’ come i bollini dei film che Mediaset applicava (o applica tutt’oggi, è una vita che io e Ilaria non guardiamo la TV tradizionale).

Oltre al Parental Control (che viene qui riproposto perché è laddove realmente trovano spazio le sue opzioni e personalizzazioni), trovi anche la restrizione degli accessi per determinati MAC Address (puoi impedire quindi a determinati device di utilizzare la connessione del FASTGate), la configurazione delle porte (Port Mapping, sia semplice che avanzato, il primo differisce dal secondo per una serie di proposte già confezionate da Fastweb), comprese quelle USB (DLNA, Print Server o disco di rete da condividere) e Mobile backup, per permetterti di utilizzare il piano dati di una SIM in caso di down della rete Fastweb (sarà necessario usare un modem USB compatibile).

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 5

Trovi, sempre nella stessa sezione, la configurazione della tua LAN ed eventuali reservation DHCP che ti permetteranno di assegnare sempre lo stesso IP a dispositivi ben precisi, come ho fatto io con il router a cascata (un Fritz!Box 7590 di cui presto ti parlerò). Minimo essenziale senza troppa personalizzazione, alcune impostazioni sono decise a tavolino dal provider e tu non potrai toccarle, male.

Promosso, con il più classico dei debiti formativi.

Modem

Una panoramica sui led di servizio, eventuali errori e verifiche delle reti WiFi (2,4 e 5 GHz) e delle porte in uso, con relativa velocità per quelle di rete. È qui che potrai inoltre trovare la possibilità di schedulare lo spegnimento dei led del modem per un certo intervallo di tempo (oppure h24/365 giorni all’anno).

Non preoccuparti per l’errore lamentato dall’interfaccia nel caso in cui tu abbia deciso di non usare le reti WiFi di FASTGate, ovviamente si tratta di un falso allarme e l’errore non esiste, se sei stato tu a decidere questa configurazione:

Una panoramica sul FASTGate di Fastweb 6

Promosso (?), non si poteva inserire queste informazioni nello specchietto riepilogativo iniziale e la gestione dell’illuminazione nelle Avanzate?

Informazioni

Scheda tecnica e possibilità di riavvio del modem. Nulla più. Non una possibilità di portare il modem alle impostazioni di fabbrica, di fare backup delle proprie personalizzazioni, di fare un upgrade del suo firmware che potrà quindi essere eseguito solo dall’assistenza tecnica del provider, che per limpidi motivi non la farà mai se non necessario e/o interpellata dal cliente, per la legge del “se funziona, lascia che continui così“. Non puoi fare un restore nel caso in cui tu abbia sbagliato a effettuare una o più personalizzazioni e necessiti quindi un salto nel passato.

È un po’ un messaggio del tipo “puoi fare poco, ma stai attento lo stesso, altrimenti ti arrangi o ti affidi al supporto, con i suoi tempi e modi“, e spero che tu lo colga molto bene se non sai cosa stai per fare, anche se di danni grossi non puoi certo combinarne. Mi manca poter mettere mano ai DNS, potermi salvare una configurazione certamente funzionante, dare una regolata al motore oltre quanto fatto lato provider.

Bocciato.

Varie & Eventuali

Se volessi raccontarti qualcos’altro di FASTGate potrei dirti che c’è chi –evidentemente confuso dalle voci non spiegate e ingannevoli per chi non è abituato a masticare di networking– pensa che il Gigabit offerto dal provider arrivi a essere simmetrico nelle velocità di upload e download (storia vera, vissuta sulla mia pelle), dato affatto veritiero considerando che l’attuale migliore offerta è costituita dal Gigabit (ben specificando “fino a“) in download e 200 Mbit/s in upload, un’accoppiata che comunque merita massimo rispetto in una nazione digitalmente divisa per questione di metri (ancora sorrido pensando all’appartamento dove io e Ilaria abitavamo prima, non raggiunto da fibra contrariamente al civico successivo e precedente).

Io il Gigabit l’ho richiesto e aspettato parecchi mese per averlo, continuando a usufruire di una rete a 100Mbit/s in download (FTTH) che non ha mai perso un colpo e che raggiungeva nel 99% dei casi il suo apice massimo, mantenendo poi l’upload a 50Mbit/s anch’essi sempre presenti all’appello. Da quando ho questa nuova fibra (lavori Open Fiber) sono sì soddisfatto, ma deluso sul piano del rapporto prestazionale che avevo messo sul piatto della bilancia per confrontarlo con quanto fatto dalla precedente offerta fino a oggi.

In WiFi non supero i 150Mbit/s (e se lo faccio, accade raramente), nonostante non ci siano limitazioni lato router (né principale, né a cascata) o dispositivi utilizzati per i test (tutti provvisti di schede / chip WiFi perfettamente compatibili con il 5GHz e che in altri contesti superano tranquillamente le quote di questo abbonamento), e via cavo non supero i 600 Mbit/s, nonostante tutto il cablaggio sia nuovo di pacca e i lavori “profumano ancora di fresco“, con un allineamento che sfiora i 930Mbit/s simmetrici.

E quindi? E quindi bene, ma non benissimo. Quello che non posso certamente fare è aprire una richiesta di supporto per segnalare una linea malfunzionante, perché

Ora tocca a te. Sei cliente Fastweb? Se sì, come ti trovi? Hai potuto anche tu approfittare dell’offerta FTTH Gigabit o magari della rete 100Mbit/s VULA (FTTC, in collaborazione con altri provider del nostro territorio)? Parliamone, sono curioso di conoscere il tuo parere in merito alla rete e al FASTGate che ti è stato affidato (occhio però, parliamone civilmente, senza scaldare troppo gli animi e senza offendere nessuno, che non serve a nulla se non a fare sterile polemica!) :-)

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Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Altro giro, altra corsa. Dopo la recensione dei Sitecom Homeplug Kit LN-515, Barbara mi ha procurato altro hardware con il quale giocare e portare a termine un nuovo test.

Si tratta del Sitecom Wireless Mobile Router 300N WL-357, che permette di soddisfare le esigenze di coloro che hanno necessità di essere costantemente connessi, in ogni luogo (e in ogni lago, cit.) e con il minimo sforzo possibile. Contrariamente ad un altro router “normale“, il WL-357 mette a disposizione una porta USB attraverso la quale sarà possibile propagare (e gestire) una connessione a internet tramite modem HSDPA / HSUPA (la “chiavetta internet”).

dove sta la novità?

Chi viaggia molto per lavoro è abituato ad avere una normale chiavetta con SIM integrata e abilitata alla navigazione, magari fornita dalla propria azienda. Quei lavoratori e –perché no– quegli studenti, sono gli stessi che oltre ad un computer portatile possiederanno molto probabilmente un telefono di nuova generazione, anch’esso costantemente collegato alla rete mobile per scaricare la posta elettronica e sfruttare le applicazioni installate. Perché non dare la possibilità di collegarsi a tutti i dispositivi sfruttando un unico canale dati?

E’ il ragionamento introdotto dalla Fonera 2.0N, della quale vi ho parlato pochissimo tempo fa, una opportunità molto comoda per tenere a bada le spese e dare la possibilità ad un gruppo di dispositivi di connettersi facilmente attraverso un unico punto di accesso configurabile, senza considerare che –nel caso in cui ci siano più computer a volersi connettere– si potranno scambiare più facilmente dati nella stessa rete interna.

Tutte le funzionalità di una LAN privata con un router dedicato, associate ad una connessione ad internet non tradizionale, fornita dalle reti mobili.

le caratteristiche

Le caratteristiche del router parlano chiaro, le riporto così come pubblicate nella pagina ufficiale:

  • Protocolli supportati:  802.11b/g/n
  • Velocità teorica massima 300 Mbps
  • Interfaccia di rete 10/100
  • Standard di sicurezza supportati: WEP 64 & 128 bit, WPA-TKIP, WPA-AES, WPA2, WPA-Radius
  • Connessione a internet: DHCP client, IP statico, PPPoE e PPTP
  • Doppia antenna interna
  • QoS, UPnP, ALG

Ho avuto modo di testare il dispositivo fuori città, la condizione ideale per provare a far entrare in rete il portatile, l’iPhone e il BlackBerry aziendale :)

configurazione, flessibilità, facilità d’utilizzo …

Avendo già provato due apparecchi Sitecom, posso tranquillamente affermare che si tratta di prodotti generalmente semplici da capire, configurare e utilizzare. Certo mi rendo conto che per un “non addetto ai lavori” la mia affermazione possa sembrare fuori luogo o azzardata, ma penso di non sbagliare di così tanto la valutazione. Così come per i precedenti due test, ho potuto mettere “in produzione” il sistema in pochi minuti. Il test è stato condotto con il mio vecchio modem Huawei E220 (la saponetta!), la connessione con la rete 3 è stata stabilita in pochi secondi e i computer che avevo già fatto accedere in WiFi al router, hanno potuto immediatamente navigare in internet.

Da qui in poi, sappiate che difficilmente la velocità limitata e le disconnessioni randomiche possono essere imputate al router. La posizione dalla quale vi state collegando gioca un ruolo fondamentale. Più la zona sarà coperta, migliore sarà la vostra esperienza di navigazione “collettiva“, inutile dire che tutto questo vale anche al contrario.

in conclusione

Si tratta di un prodotto valido e adatto a chi si sposta frequentemente o a tutti coloro che non sono raggiunti da una connessione ADSL tramite cavo / satellite, ormai tutti abbiamo necessità di essere collegati in internet, ancora meglio se si riesce a tenere sotto la stessa rete sia il proprio PC, sia il dispositivo mobile di turno (iPhone, iPad e chi più ne ha più ne metta). Ha parlato dello stesso prodotto anche Andrea, in una recensione che vi consiglio caldamente di leggere per avere un secondo parere.

Grazie ancora una volta a Barbara e Sitecom tutta :)

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
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