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È capitato a un amico, si trattava del solito messaggio che lo avvisava riguardo un fantastico e irrinunciabile servizio al quale si era appena abbonato. Peccato che non lo abbia mai voluto fare, ha solo sfiorato uno di quei banner pubblicitari che si trovano nelle applicazioni o nei siti web caricati da mobile, che in un nanosecondo permettono a società parassite di iniziare a scalare del credito dalla propria ricaricabile (o caricare quella spesa sull’abbonamento mensile). Ci sono decine di articoli che ne parlano e una marea di imprecazioni contro i carrier telefonici. Di cosa si tratta e come si blocca questo comportamento sul nascere?

Barring SMS

Servizi a pagamento non richiesti

Cito un cappello introduttivo di Altro Consumo che ha già trattato in passato l’argomento in maniera completa:

Si nascondono dietro nomi ogni volta diversi. Compaiono in bolletta in mezzo al resto dei costi, cercando di camuffarsi tra le altre voci. Sono i servizi non richiesti: abbonamenti di cui non si era mai sentito parlare prima di vederli comparire sulla bolletta mensile. Lo avete segnalato in tanti: mentre si naviga dallo smartphone, sfiori accidentalmente un banner pubblicitario e ti ritrovi abbonato in men che non si dica. Oppure, mentre stai giocando sul telefono, nell’intento di chiudere una finestra di pop-up, scatta la sottoscrizione ai servizi più disparati. Spesso capita anche che credi di navigare utilizzando le soglie previste dal tuo piano tariffario e, invece, poi scopri che non ti hanno rinnovato la promozione e stai spendendo soldi senza neanche rendertene conto. O che inizi a ricevere sms di vario genere, con contenuti a pagamento, senza aver mai richiesto alcuna attivazione.

Si va dallo spacciatore delle migliore suonerie per cellulari (fa molto anni ’90, nda) a quello che ti permette di stringere amicizie con nuove persone, magari anche a fini di relazione sentimentale. Fanno leva sulla curiosità, talvolta sulla pura e mera distrazione dell’utente che –dopo aver scaricato l’ennesimo gioco fotocopia– va a fare clic sul banner che compare a tradimento nell’avanzamento tra un livello e l’altro. Fosse per me, nonostante non sia mai caduto nella trappola, andrei a prendere a badilate in faccia coloro che abusano dell’ignoranza degli utilizzatori non molto esperti per estorcere denaro guadagnato con il sudore. È capitato tra amici, è capitato anche a Ilaria che -non facendolo certo apposta- ha fatto clic su un banner di un’applicazione di ricette, può succedere davvero a chiunque.

Formazione, consigli, ho fatto di tutto e cerco di tenere sempre allineato mio padre (che ha uno smartphone e una tariffa dati), lo stesso vale per mia madre, non è mai abbastanza, basta un secondo e la frittata è fatta (e via i primi 5€ nel frattempo, senza neanche battere ciglio).

Chiedere aiuto all’operatore

Quando succede un episodio legato a servizi a pagamento non richiesti, è necessario quanto prima contattare il proprio operatore e chiedere aiuto. Nel caso di TIM (ciò che ho dovuto fare io per mettere al riparo Ilaria) il numero è il 119. Prima di procedere ed essere sicuro di quanto accaduto, mi sono collegato all’area clienti del sito web ufficiale e ho dato una sbirciata ai servizi attivi, trovando quello relativo al SMS di notifica ricevuto qualche minuto prima:

Barring SMS: difendersi dai servizi a pagamento non richiesti

I primi 5€ erano stati già scalati dal credito, tanto per gradire. Prima di comporre il numero dell’assistenza e perderci nella labirintica scalata all’operatore in grado di aiutarci, ho anche inviato un SMS di risposta a quello di notifica, utilizzando il comando di STOP per provare a disattivare manualmente l’abbonamento mai voluto. A questo punto, senza aspettare ulteriormente, ho chiamato il 119. Dopo 800 possibili deviazioni, due salti carpiati e tuffo nel vuoto sono riuscito a parlare con un umano, ho spiegato la situazione e ho chiesto ulteriori dettagli.

La conferma è arrivata immediatamente. Il servizio non richiesto aveva già fatto il suo dovere infilandosi tra le spese ricorsive, senza conferma alcuna, un chiavi in mano davvero poco gradevole perché in grado di fare una rapida escalation quasi al pari di un root in shell Linux. Fatta partire la richiesta di rimborso del credito, abbiamo richiesto il barring per ogni tipo di servizio simile a quello che si era attivato per Ilaria.

Ti riporto un pezzo dell’articolo scritto da Luigi Cigliano sul suo blog, che ho trovato curiosando dopo aver terminato di parlare con il supporto del 119:

Ad ogni modo, è bene sapere che la legge è comunque dalla nostra parte. Con l’articolo 5, comma 4 dell’allegato A alla Delibera 418/07/CONS l’AGCOM infatti dispone che:

“… gli operatori della telefonia disattivino immediatamente i servizi a sovrapprezzo in abbonamento ed interrompano i conseguenti addebiti a decorrere dalla semplice richiesta telefonica dell’utente mediante chiamata al numero di assistenza clienti, nonché mediante eventuali ulteriori modalità telematiche messe a disposizione dall’operatore…”

Per non rischiare più di attivare servizi a pagamento indesiderati via SMS o MMS, come ultima spiaggia è possibile ora richiedere l’attivazione del Barring SMS, una funzione che blocca a monte questo genere di messaggi a pagamento, di solito provenienti da particolari numeri che iniziano con il 4 (in particolar modo le decadi 44, 45, 46, 47, 48).
Nella maggior parte dei casi per beneficiare del barring è sufficiente telefonare al servizio clienti del proprio gestore telefonico e farne domanda all’operatore (in alto trovate la lista dei vari recapiti).
Il rovescio della medaglia del servizio di barring SMS è quello di andare poi a bloccare anche tutti qui servizi SMS attivati volontariamente, come ad esempio quelli inviati dalla banca per notificare l’utilizzo della carta di credito.

In realtà, per mia esperienza, non ho riscontrato alcun tipo di problemi con gli SMS della banca che, pur avendo il barring attivo, continuano ad arrivare regolarmente sul telefono della mia compagna, è evidente che per evitare spiacevoli confusioni e mancati recapiti si siano tutelate (forse alcune, forse tutte) e facciano arrivare i loro messaggi tramite altri tipi di gateway.

Tutto si è concluso nel giro di pochi minuti, il rimborso è arrivato dopo qualche giorno, il barring continua a essere il metodo unico e solo per evitare che questi spiacevoli inconvenienti si verifichino ancora, fermo restando che considero altamente scorretta la sola possibilità di eseguire questo tipo di abbonamenti senza la reale conferma dell’utente finale.

Siamo circondati

Non è la prima che succede una cosa simile. È successo a Ilaria, è successo ad altri amici, ricordo (seppur ormai a fatica) che successe anche a me quando ancora esistevano Omnitel e nascevano i primi servizi per “chattare” tra contatti conosciuti e non (a quell’epoca però era decisamente più difficile parlare del problema con l’operatore e pretendere il rimborso).

Riporto solo due casi di persone che leggo (Enrico lo conosco anche dal vivo, ma tant’è) che hanno lamentato poco tempo fa la stessa anomalia (?) e che hanno avuto a che fare con i call center spesso non davvero pronti a servire un cliente in difficoltà e che fa notare una truffa bella e buona ai suoi danni (il primo dei due link qui di seguito è davvero epico):

Estote parati (cit.)

G

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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

È dalla notte dei tempi che produttori di hardware, in accordo con operatori telefonici, possono bloccare i loro dispositivi per evitare che questi vengano utilizzati con SIM di competitor, primi tra tutti sono i modem portatili (3G / 4G). Uno degli articoli più commentati di questo blog è proprio quello dedicato allo sblocco di un Huawei E585 marchiato (e bloccato da) 3 Italia, ma che attualmente utilizzo come backup del mio modem LTE principale, quando magari serve una seconda connessione di backup, con SIM Ringo Mobile (presto ti parlerò anche di questo nuovo operatore virtuale, nda). Quasi tutti i commenti riguardano richieste di codici di sblocco partendo dall’IMEI del proprio prodotto. Non facciamo prima se ti dico dove io li genero? :-)

HWCALC: sbloccare il tuo modem 3G/4G HUAWEI 1

Si chiama HWCALC, è disponibile online la versione 3.3 (V1 + V2 + V3 algo, fixed 201 bug), e permette di calcolare i codici di sblocco per ogni algoritmo oggi conosciuto nel panorama Huawei. Non è infallibile, non è adatto a tutti i prodotti Huawei ma certamente fino a oggi ha permesso lo sblocco di tantissimi di quelli presenti sul mercato e di tanti di quelli riportati nei commenti qui sul blog.

Lo script non è mio e non è fisicamente ospitato su un server da me controllato, per questo motivo non posso assolutamente sapere se e fino a quando sarà disponibile online. Nel frattempo puoi godere dei suoi benefici senza dare retta alcuna ai siti web che promettono sblocco immediato del tuo dispositivo facendo pagare una quota in denaro.

HWCALC Online

Per poter utilizzare il tool, dovrai puntare il browser all’indirizzo bb5.at/huawei.php, il quale ti presenterà un semplice campo nel quale dovrai inserire il codice IMEI del tuo prodotto. Potrai richiamare lo stesso tool passandogli direttamente nella barra URL il tuo IMEI, nella modalità bb5.at/huawei.php?imei=123456789012347.

Otterrai 3 tipi di codice, ciascuno calcolato con un diverso algoritmo che si è aggiornato nel tempo. Dato che non è mai semplice capire con che algoritmo è stato protetto il tuo dispositivo, provali tutti partendo dal primo (ed escludi il codice Flash, non ti serve per sbloccarlo). Se tutti e 3 i codici non permettono lo sblocco del dispositivo, evidentemente non fa parte della lista compatibilità con questo tool, non ho però alternative da proporti (se non quella di sentire direttamente il supporto dell’operatore che aveva fornito l’hardware).

Cheers!

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Ve le ricordate? Quelle con o senza lo scatto alla risposta, con la tariffazione anticipata o (nei casi migliori) con la reale scalata al secondo, quelle che ti costringevano a pagare ogni SMS in uscita, una follia pura se ci pensiamo oggi, nessuno le vuole più, eppure in caso di necessità farete una fatica del boia a trovarne una adatta all’esigenza, diamo insieme un’occhiata alla situazione per chi ancora dovesse averne bisogno!

sim-cards

Non sono impazzito, non del tutto almeno. L’articolo è il riepilogo di una rapida indagine nata dall’esigenza di cambiare la SIM all’interno di un vecchio Nokia che la nonna utilizza per ricevere le chiamate e farne qualcuna in caso di necessità verso i numeri dei suoi cari, stiamo parlando di una persona che non sa neanche cosa voglia dire connessione a internet o cos’è uno Smartphone, figurarsi avere una tariffa fissa -seppur ricaricabile- che richiede 10 o più euro al mese, una ricarica da 30 euro le dura più di 6 mesi talvolta, in pratica la più economica offerta a pacchetto voce / SMS / dati è comunque più costosa del suo reale utilizzo del telefonino ma c’è bisogno di correggere il tiro su quella vecchia tariffa applicata con scatto alla risposta e 18 centesimi al minuto di scatto (anticipato), mi sono messo al lavoro.

SIM a consumo: la risposta dei big

La più classica delle passeggiate in centro storico è stata usata come scusa per fare visita agli store dei grandi di questo campo: TIM, Vodafone, H3G e Wind. Ho temporaneamente escluso gli operatori virtuali promettendomi di tenerli come scelta secondaria nel caso in cui i primi avessero fallito. Ecco, qui non si parla di vero fallimento ma di totale esclusione delle vecchie SIM a consumo in quanto le esigenze sono cambiate nel tempo e quei pochi che ancora oggi necessitano di un qualcosa di “preistorico” devono adeguarsi, almeno secondo TIM e H3G. Se la seconda è parzialmente giustificata perché nata già con il pallino del web e della connessione minima UMTS, la seconda ha semplicemente deciso di “tagliare i ponti” senza girarci troppo attorno: “Salve, vorrei sapere se avete ancora SIM a consumo senza alcun pacchetto associato” “No guardi, non le facciamo più”. Pulito, essenziale, chiaro.

OperatoriMobili-Italia

Diversa invece la risposta di Vodafone e Wind. Ancora ricordo quando in uno dei miei primi cellulari capeggiava quella SIM verde e nera con il logo Omnitel che sarebbe poi sparito nel corso di qualche anno, sono entrato fiducioso nel loro store e beh si, in effetti qualcosa di disponibile c’è, si parla di una SIM da attivare con 30€ di credito consumabile entro e non oltre 3 mesi, per poi essere costretti a chiamare il call-center del supporto e far eliminare le opzioni inizialmente sottoscritte rendendola di fatto una SIM a consumo alla vecchia maniera. Tutto molto bello eh, ci mancherebbe, ma quella fee di ingresso è parecchio scomoda partendo dal presupposto che si tratta di un cambio operatore con portabilità e un credito iniziale (la somma tra quello offerto da Vodafone e il residuo presente sull’attuale scheda) che la persona non consumerà mai nei termini prestabiliti, bocciata, non ho voluto neanche chiedere di quanto sarebbe stata poi la tariffazione al minuto e la presenza (o meno) dello scatto alla risposta.

È rimasta così Wind, la quale mi ha proposto la sua unica SIM rimasta disponibile a consumo, 28 centesimi al minuto senza scatto alla risposta e senza la tariffazione anticipata (il loro famoso “minuto vero” che tanto è stato pubblicizzato). Forse l’ultima spiaggia realmente percorribile ma più costosa considerando quei 28 centesimi al minuto contro gli attuali 18.

SIM a consumo: l’alternativa virtuale

Nel corso “dell’esplorazione” mi sono ricordato però dell’esistenza di una offerta a consumo “vecchia scuola” di Poste Mobile. Si lo so, è un operatore virtuale e probabilmente non gli affiderei la mia SIM principale con offerta completa (voce / messaggi / dati) ma stavolta si tratta di una semplice SIM utilizzata nel 99,9% dei casi per effettuare e ricevere chiamate, l’alternativa è decisamente percorribile e per questo motivo mi sono informato tramite web. Dopo la secca delusione delle big del settore sono proprio le piccole virtuali a dare le giuste soddisfazioni. Ecco quindi una rapida panoramica sulle reali alternative a consumo nel 2014/2015!

Poste Mobile

screenshot-www postemobile it 2014-12-31 11-12-09

Tra tutte quelle disponibili (qui: postemobile.it/privati/piani-tariffari-ricaricabili) quella forse più adatta allo specifico caso è la UNICA che propone i 18 centesimi verso tutti togliendo però lo scatto alla risposta, seppur il prezzo rimanga invariato (al minuto) si va ad eliminare il fastidioso fardello di quello scatto che in chiamate che durano spesso meno di un minuto (o poco di più) raddoppia il costo di tariffazione / minuto inutilmente. Costano 18 centesimi anche gli SMS (pura follia, me ne rendo conto) ma come già detto quelli sono utilizzati solo nello 0,01% dei casi, una spesa sopportabile quindi (se le necessità non variano).

Sicuramente interessantissima la 6 x Tutti ma disponibile solo da web. Bisognerebbe quindi fare da tramite per l’acquisto e la richiesta di portabilità, immaginate il messo delle Poste che raggiunge casa dell’anziana signora per firmare le carte e spiegargli il funzionamento o cose così, non ne uscirebbe vivo, esclusa.

CoopVoce

screenshot-www coopvoce it 2014-12-31 11-12-32

Proprio te cercavo! Ma dove sei stata per tutto questo tempo? Cioè parliamone, Coop è in grado di offrire una SIM a consumo che può chiamare con tariffazione di 5 centesimi al minuto con la sua offerta “5 Cent”! (disponibile solo fino al 15/1/15, ndr) Torna prepotente lo scatto alla risposta ma anche lui è fisso sui 5 centesimi, pur sommando le due cose si ottengono 10 centesimi in totale per il primo minuto di conversazione, ben al di sotto degli attuali 36 (considerando scatto e primo minuto), considerando poi che dal secondo minuto si scende a soli 5 centesimi al posto dei 18. Anche gli SMS hanno un costo di 5 centesimi (ora si ragiona) e chiamando un altro numero CoopVoce si spende un solo centesimo di euro per ogni minuto di conversazione, direi proprio che ci siamo. Unica pecca? Il costo dell’attivazione è di 9€, da affrontare solo la prima volta, sopportabile tutto sommato.

Diversamente bisognerebbe saltare sulla “Superfacile” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/superfacile-coop) senza alcun costo di attivazione ma con SMS, scatto alla risposta e tariffazione al minuto di 12 centesimi di euro (scatto tariffazione di 6 centesimi ogni 30 secondi). Ultima spiaggia invece è l’attuale “Veloce” (coopvoce.it/cms/lang/it/home/tariffe/piani-tariffari/veloce-coop) che permette di ottenere una tariffazione di 17 centesimi di euro al minuto senza scatto alla risposta (12 centesimi per ciascun SMS inviato) e calcolo della spesa sui secondi effettivi di conversazione, come per Wind.

In ogni caso l’operatore virtuale CoopVoce si attesta al primo posto tra le scelte papabili.

Noverca

Attenzione: Quando ho scritto questo articolo (una manciata di giorni prima rispetto alla pubblicazione) sembrava andare tutto liscio. Il 9 gen. scorso è saltata fuori invece questa notizia riguardante la cessione della parte consumer (clienti privati) di Noverca alla ben più solida e non virtuale TIM: webnews.it/2015/01/09/noverca-lascia-clienti-passeranno-tim

screenshot-www noverca it 2014-12-31 11-38-21

Una di quelle di cui ho sentito parlare molto in passato e che effettivamente non avevo mai valutato per me, l’ho rispolverata per l’occasione trovando una buona offerta da 4 centesimi al minuto in conversazione e 5 centesimi per l’invio di un SMS, senza scatto alla risposta (noverca.it/piano-tariffario-noverca-4-piu-5-parli-con-tutti-a-4-centesimi), ulteriore vantaggio è l’assenza del costo di attivazione del prodotto. L’unico possibile tallone d’Achille consiste nell’acquisto della SIM. Si effettua da sito web con carta di credito oppure passando in ricevitoria e acquistando un “PIN di prenotazione” per poi riscattare la SIM sempre online, necessaria quindi una figura di assistenza almeno per il primo passaggio e in ogni caso ulteriormente necessaria per le ricariche dato che si parla sempre di PIN di ricarica da riscattare sul sito web o da cellulare.

Bocciata per le complicazioni varie non adatte a persone di una certa età, è più facile mandare la nonna alla Coop per ottenere la vecchia card da grattare o meglio ancora ad una ricevitoria dove possano accreditarle subito il taglio di ricarica scelto.

Gli esclusi

Che per un motivo o un altro fanno parte della stessa barca dei primi discussi (i big reali del settore). Si parla di Tiscali Mobile che propone tariffe a pacchetto mensile così come Fastweb Mobile, 1 Mobile (Carrefour) che propone una tariffazione al minuto di 9 centesimi (potenzialmente interessante quindi) ma con scatto alla risposta di 16 centesimi (altrimenti si passa al piano senza scatto alla risposta ma che richiede 18 centesimi al minuto in conversazione con l’unico vantaggio di una tariffazione calcolata al secondo), Erg Mobile che nonostante una buona tariffa a consumo da 10 centesimi al minuto e per SMS inviato necessita del passaggio alla pompa di benzina più vicina per richiedere SIM e portabilità del numero.

In conclusione

Non è stata una ricerca così banale, sembra quasi impossibile che non esistano più le vecchie SIM a consumo e che queste siano prerogativa degli operatori virtuali, eppure è proprio così, ciascuno con la propria offerta più o meno valida, con o senza difficoltà varie di accesso (per l’acquisto della SIM e della portabilità numero così come per le ricariche da effettuare poi in seguito), spesso si da’ per scontato che dall’altro lato ci sia una persona già “abile e arruolata” per gestire questo tipo di cose, senza pensare (ahimè) che le vecchie generazioni possono e devono avere accesso a questi strumenti di comunicazione ormai fondamentali per tutti.

Enjoy.

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Un mio caro amico è da pochi giorni passato a Vodafone come operatore per la casa e per internet in mobilità e voleva buttare via il suo vecchio WebPocket di 3, un “MiFi” (anche se non è del tutto corretto non trattandosi di un dispositivo Novatel) Huawei E585 marchiato e bloccato per funzionare con sole USIM 3. L’ho preso io e dopo aver inizialmente pensato di acquistare una scheda dati con un piccolo piano ad-hoc da dedicargli, mi sono documentato e ho capito che avrei potuto utilizzarlo anche con una scheda dati aziendali di diverso operatore (anche in questo caso Vodafone, neanche a farlo apposta).

webpocket_3

Questi piccoli (e comodissimi, nda) modem vengono forniti quando si sceglie di sottoscrivere un contratto dati e non si desidera la classica chiave USB “mono-postazione”, generalmente vincolando l’utente al pagamento mensile fino alla fine dei 24 o 30 mesi (dipende dal tipo di offerta), alla fine dei quali l’apparato rimane all’utente e non verrà più richiesto a meno di rare eccezioni giustificate. Questo lo trasforma in un possibile apparato riutilizzabile e lo Huawei E585 non fa eccezione, occhio quindi ad evitare di seguire articoli come questo per sbloccare modem che potrebbero dover tornare all’ovile. Potete inoltre evitare l’intera procedura qui di seguito descritta chiedendo il codice di sblocco al vostro operatore / negozio H3G di fiducia. Chiaro che nel caso in cui non siate più clienti o acquistiate il modem di seconda mano su siti come eBay o Subito.it viene a decadere tale possibilità!

Ho scoperto un mondo, possiedo già uno Huawei E5331 del quale sono parecchio soddisfatto e non avevo nulla da perdere cercando di modificare il comportamento standard dell’E585 ho deciso di leggere e seguire qualche riferimento trovato sul web (più o meno preciso, con qualche sbavatura e non certo privo di inutilità) riuscendo alla fine nell’intento, vi spiego quindi la procedura passo-passo per sbloccare il WebPocket della 3 per poter sfruttare SIM di operatori differenti:

WebPocket3_VodaIT_1

DC-Unlocker

Mi è stato fatto notare nei commenti (grazie ragazzi) che su alcuni sistemi la procedura può generare un errore durante l’utilizzo di PSAS (di cui vi parlerò nel prossimo paragrafo), occorrerà quindi “passare” da DC-Unlocker per far si che tutto fili liscio. Vi spiego i pochi e semplici passaggi da eseguire. Trovate a questo URL 3 software che vengono citati in quasi ogni riferimento / documento / guida: app.box.com/s/jzkdizypg9jkiydqye2a, scaricate e installate “dc-unlocker_client-1.00.1084.exe”.

Prima di partire però collegate il modem tramite cavo, accendetelo e installate il software della 3 a bordo (eseguendo l’autorun quando richiesto) senza però avviarlo a fine installazione, servirà solo far riconoscere il modem a Windows.

WebPocket3_installazioneDriver

A questo punto avviate il programma ed impostatelo su Huawei Modems con rilevamento automatico del modello e della porta COM alla quale si sarà nel frattempo connesso, quindi fate clic sulla lente di ingrandimento per il riconoscimento dei suoi dati:

Se il rilevamento automatico non dovesse funzionare provate a forzare il modello di modem (Huawei E585) e la porta COM per la diagnostica (con quella che potrete vedere nel pannello di controllo di Windows). Le informazioni verranno mostrate nel box inferiore del programma, lasciatelo aperto e passate al paragrafo successivo, questo aiuterà il prossimo programma (PSAS) a funzionare correttamente.

Unlock Huawei E585

Ho dovuto utilizzare una macchina Windows perché i software suggeriti non erano disponibili su OS X, va bene anche una macchina virtuale. Vi servirà un cavo microUSB che possa collegare il WebPocket al PC, la SIM di differente operatore e un pelo di attenzione nei passaggi.

E’ il momento di scaricare e installare “Huawei Reader PSAS setup.exe” che vi servirà ad estrapolare il dato fondamentale dell’intero articolo. Apritelo e selezionate la voce “Hardware Forencsis” quindi “Use Mobile Ports“:

WebPocket3_HardwareForensics

Assicuratevi che la porta selezionata sia quella del modem, lo potete facilmente capire già dalla prima schermata che si aprirà subito dopo:

WebPocket3_selezionaCOM

A questo punto, spostandovi nella tab “Diag Port (QC)“, va seguito un passo-passo per punti che vi propongo in una sola immagine:

WebPocket3-PSAS00

  1. lanciate una lettura delle informazioni (vi basterà fare clic su Send mantenendo il resto invariato nei campi “Diag Commands”);
  2. nelle Diag Functions occorrerà impostare la lettura EFS (Read EFS);
  3. impostare come Max Page un valore tra 250 e 600 (il primo va già più che bene);
  4. spuntare l’opzione Alternative Method;
  5. fare clic su Let’s Go per aprire una finestra di Esplora Risorse dove salvare il file di log che andrà poi analizzato (va bene il Desktop, va bene un qualsiasi nome).

A questo punto vi basterà aprire il file di log appena creato con Blocco Note o equivalente (io uso Notepad++) e cercare “PST“, individuando subito dopo un valore numerico che corrisponde al vostro codice di sblocco!

WebPocket3_CODICE

Copiate quel codice negli appunti, vi servirà.

Collegatevi via WiFi o USB al vostro modem mantenendo la scheda di diverso operatore all’interno del modem, questo mostrerà a video (il suo, integrato e piccolo ma sufficiente) un messaggio che invita ad inserire una SIM valida. Provate a navigare verso qualsiasi sito web (anche google.it, tanto per capirci), dovrebbe comparire la finestra per lo sblocco del modem:

WebPocket3_SbloccoModem

Inserite quindi il codice che avevate precedentemente copiato negli appunti. Se non ci sono stati errori, una volta confermato, il modem si riavvierà e troverà rete dell’operatore al quale appartiene la SIM al suo interno (a meno che non vi troviate in una zona non coperta, ovviamente!).

Per configurare il profilo di connessione al giusto operatore bisognerà collegarsi all’indirizzo del modem (192.168.1.1) e inserire la password dell’amministratore (di default è “admin”) nel campo in basso (vedi immagine qui di seguito):

WebPocket3_admin

Quindi andare in Impostazioni Avanzate, Impostazioni di Connessione ed infine Impostazioni Profilo. Qui andrà dato un nome al profilo (va bene qualsiasi nome, anche quello dell’operatore, nel mio caso ho usato infatti “Vodafone“) e mantenendo tutto invariato modificare solo il campo APN in Statico inserendo poi il punto di accesso del proprio operatore (si trova facilmente tramite una ricerca su Google, qui trovate quelli di Vodafone):

WebPocket3_APN

Salvando il profilo il modem tenterà la connessione e sarà finalmente possibile navigare su internet!

WebPocket3_ConnessioneInCorso

Mi sembra ci sia tutto, non mi resta quindi che augurarvi buona navigazione! :-)

In caso di problemi, come sempre, l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Update

Aggiornamento del 27/9/2016

HWCALC: sbloccare il tuo modem 3G/4G HUAWEICon la speranza di fare cosa gradita, ti rimando all’articolo dove ti indico a che URL puntare per poter calcolare in completa autonomia il codice di sblocco del tuo prodotto HUAWEI. Ti prego però di fare molta attenzione a ciò che ho scritto (in quell’articolo), perché potrebbe non essere adatto alla tua richiesta ;-)

Vedi: gioxx.org/2016/09/27/huawei-unlock-code

Update

Aggiornamento del 18/4/2014

Un aggiornamento doveroso visto i numerosi commenti che arrivano e che faccio puntualmente finire nel cestino senza approvarli. Questo articolo è stato scritto di mio pugno per tutti i lettori, gratuitamente, con impegno. Provare a inserire un commento “consigliando” di leggere articoli che riportano la vendita di codici di sblocco non farà altro che far finire il vostro commento dritto in pattumiera, perché continuare a provarci ogni giorno?

 

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Probabilmente H3G vorrà sponsorizzarlo a partire dalla prossima settimana, forse non vorrà sponsorizzarlo affatto. Si tratta apparentemente di una promozione temporanea (anche se secondo alcuni responsabili di negozio si pensa già alla proroga dell’iniziativa) che durerà fino al 30 novembre, e che permetterà a tutti i vecchi abbonati 3 di ottenere un iPhone 4S mantenendo il proprio piano tariffario.

Per capirci, io possessore di iPhone 3GS con Zero 6 Top preso poco più di due anni fa, ho finalmente potuto effettuare lo switch verso iPhone 4S pagando una piccola cifra “forfait” e vincolandomi nuovamente a ulteriori 30 mesi di abbonamento. Per la precisione, è possibile mantenere il proprio piano tariffario e scegliere (almeno per il momento) iPhone 4S 16 GB a 149 euro (e i 30 mesi ulteriori di vincolo) o iPhone 4S 32 GB a 199 euro (stessi mesi di vincolo).

L’operazione richiede poco meno di 10 minuti, serviranno un documento di identità e il codice fiscale. Anche l’IBAN nel caso in cui abbiate sottoscritto il contratto con RID bancario anziché carta di credito. In quest’ultimo caso non servirà IBAN, le informazioni saranno già disponibili per l’operatore che fotocopierà solo ed esclusivamente i documenti e vi farà firmare l’accettazione degli ulteriori 30 mesi di contratto con lo stesso identico piano tariffario attualmente in essere.

Ho firmato, pagato e portato via il nuovo iPhone 4S 16 GB (poi passato ad Ilaria, per la cronaca) sabato mattina.

Per un cliente soddisfatto questo vuol dire pagare il telefono 149 o 199 euro, per poi ammortizzare completamente le spese residue, le rate saranno infatti “simboliche“, in quanto continuerete a pagare il vostro servizio (nel mio caso 29 euro / mese) mantenendo profilo tariffario, vecchio e nuovo telefono (a breve pensionerò infatti il mio 3GS senza restituirlo a 3). Prima però di partire per l’assalto vi lascio qualche consiglio e qualche “prima di“:

  • terminate il vostro periodo “obbligatorio” di contratto (per i vecchi abbonati 24 mesi, 30 per i nuovi che hanno sottoscritto un contratto a gennaio 2010, se memoria non inganna);
  • valutate attentamente le vostre esigenze, non rincorrete solo ed esclusivamente il nuovo telefono a prezzo ridotto. Vi state per legare a H3G per ulteriori 30 mesi, se non siete soddisfatti del carrier o se pensate che 2 anni e mezzo siano troppi, lasciate perdere, tirandovi fuori prima del dovuto dovrete comunque terminare di pagare le rate che vi separano dalla fine del vostro vincolo;
  • non tutti i negozi sono già aggiornati e pronti a consegnarvi il vostro nuovo telefono. Per la cronaca: ho chiesto lumi a due promoter a Savignano sul Rubicone che non sapevano nulla dell’iniziativa. Ho poi fatto visita al negozio 3 del centro commerciale che a sua volta ha chiamato la responsabile per capirci qualcosa di più, per poi dire che avevo ragione ma non avevano i telefoni per poter dare il via all’iniziativa.

A Milano si è partiti da questa settimana e tutti i negozi 3 dovrebbero essere allineati, a Ravenna si è partiti la scorsa settimana. C’è una mail di H3G che dovrebbe aver avvisato e aggiornato tutti i negozi, ora sta a loro procedere senza provare ad abbindolarvi o proporvi un telefono che non desiderate (si, ci provano e ci proveranno sempre, ndr).

Buona fortuna :-)

p.s. Spero di non aver dimenticato o tralasciato nulla. L’area commenti è a disposizione di chiunque abbia maggiori informazioni o rettifiche, dei clienti che passano a iPhone 4S o ai dubbi / varie & eventuali e chi più ne ha, più ne metta! :-)

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