Archives For Samsung Galaxy S8

Android's Corner è il nome di una raccolta di articoli pubblicati su questi lidi che raccontano l'esperienza Android, consigli, applicazioni, novità e qualsiasi altra cosa possa ruotare intorno al mondo del sistema operativo mobile di Google e sulla quale ho avuto possibilità di mettere mano, di ritoccare, di far funzionare, una scusa come un'altra per darvi una mano e scambiare opinioni insieme :-)

Ci ho provato spesso e volentieri, mettendomici anche di buona lena e tanta volontà, ma i Password Manager online non riescono a conquistarmi nonostante la loro comprovata compatibilità con qualsivoglia sistema (fisso, portatile, mobile) e “sicurezza” nell’evitare inconvenienti legati a un mancato backup (e mi fermo qui). La mia configurazione “tipo” riguardo la custodia delle password prevede l’uso di database KeePass (più di uno, in base allo scopo), uno spazio in Cloud messo al sicuro (criptato sì, ma pur sempre ospitato su Dropbox) e la possibilità di accedervi da più programmi e configurazioni.

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi

Quell’antipatia a pelle

Chi si interessa di questo mondo sa quasi certamente a cosa mi sto riferendo: attacchi che in passato hanno messo a segno accessi indesiderati su sistemi che avrebbero dovuto garantire la massima sicurezza per i dati degli utenti, papabili portoni spalancati verso un mondo fatto di account che a loro volta avrebbero potuto dare accesso a servizi più o meno importanti (nei più, manco a dirlo, trovano spazio i sempiterni conti correnti bancari, giusto per fare un esempio delicato che ti fa salire quel brivido lungo la schiena).

E come se non bastasse, in caso di problemi di connettività, ritrovarsi improvvisamente appiedati da una memoria corta nei confronti di quegli accessi utilizzati forse troppo poco, oppure resi pressoché inattaccabili dalla complessità della password precedentemente generata (direttamente dal Password Manager online) volutamente complessa, impossibile da memorizzare (a meno di avere capacità non comuni a tutte le persone che ti circondano), e tutto questo perché il metodo da sempre funzionante (cerca di personalizzare la password in base al servizio utilizzato, che sia di facile ricostruzione per un tuo ragionamento ma di difficile previsione da parte di una terza parte non autorizzata, il tutto facendo uso di parole comuni apparentemente banali, ecc.) sta diventando sempre meno utilizzato (e giuro che fatico a comprenderne il motivo).

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi 1

https://xkcd.com/936

Le cose fortunatamente si sono molto evolute nel tempo, alcuni di quei servizi storici sono nettamente migliorati, altri sono morti (mancanza di fondi, di utenti, di voglia di portare avanti qualcosa che evidentemente costava più di quanto rendeva in termini non solo economici) o sono stati assorbiti da quelli più robusti e con spalle ben più coperte, c’è chi quindi li utilizza testimoniando molto positivamente a loro favore; eppure io no, continuo a preferire la vecchia scuola che può sostituirsi al servizio web ben congegnato con un pelo di fatica e componenti in più, non sempre uguali sui diversi sistemi operativi (quasi mai, a dirla tutta).

Evoluzione del mondo macOS

Se su Windows la coppia ufficiale composta da KeePass e KeePassRPC non è quasi mai stata messa in dubbio (salvo qualche test che ho eseguito per dare continuità al passaggio tra il MacBook di casa e il Lenovo d’ufficio), su macOS ho scelto di testare diversi programmi e modi di intendere l’interfaccia dedicata al custode degli accessi. Insieme a loro, considera sempre che ho a che fare con un Galaxy S8 (Android Oreo, a oggi) e un iPhone 6 (iOS 11, a oggi).

Sul Sistema Operativo di casa Apple, contrariamente a quello nato a Redmond, ho scelto (dopo parecchi test) una coppia differente alla quale assegnare la gestione dei file kdbx, ed è quella composta da KeePassXC e relativo componente aggiuntivo sviluppato per Firefox.

Dando per scontato che tu abbia già avuto a che fare con un database di password KeePass e che questo sia già a tua disposizione (su Dropbox, sul tuo disco fisso, sul NAS di casa o qualsiasi altro luogo dove possa essere conservato un agglomerato di dati), io procederei con il raccontarti cosa e come configurare sul tuo Mac.

KeePassXC

Si tratta di un vero e proprio reboot di KeePass, diversamente non disponibile per macOS, e ne ripropone un’interfaccia tutto sommato simile e ben sviluppata, capace di leggere i database generati da KeePass sotto Windows a prescindere dalla versione del programma nativo, aggiungendo come ciliegina sulla torta la sua compatibilità con i sistemi Linux e Windows, concentrandosi quindi sulla forte presenza su più territori. Il progetto è completamente Open Source, puoi dargli un’occhiata passando per il sito web ufficiale keepassxc.org.

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi 2

Sono approdato a KeePassXC dopo attimi di panico vissuti con KeePassX, uno dei primi porting che ho usato sul sistema Apple, il quale –una volta cominciato a modificare il database tra Windows e macOS, integrando Kee per l’utilizzo con Firefox– non riusciva più a leggere correttamente proprio il campo password di ogni accesso salvato, facendomi pensare a una corruzione del mio archivio e costringendomi a recuperare uno dei tanti backup salvati (ne salvo diversi su Windows e altri con Mac, senza considerare le numerose copie salvate da Dropbox grazie al Versioning, nda), il quale risultava nuovamente leggibile da KeePassX, ma che ho poi scoperto (aprendo una versione “corrotta” su Windows) che era rimasto troppo indietro per stare al passo con i tempi.

KeePassXC ha gli stessi richiami da tastiera di KeePass (per esempio CTRL+B o l’equivalente ⌘+B su macOS per copiare lo username, oppure CTRL+C / ⌘+B per copiare la password), propone nativamente il salvataggio della favicon del sito web per il quale si sta salvando un accesso (cosa che su KeePass faccio tramite plugin), e può essere integrato con il browser che preferisci grazie all’utilizzo di componenti aggiuntivi appositamente sviluppati e rilasciati gratuitamente. Per Firefox (ma tranquillo, funziona alla stessa maniera per Chrome) ti basterà installare KeePassXC-Browser:

KeePassXC-Browser
KeePassXC-Browser
Developer: KeePassXC Team
Price: Free

Una volta installata l’estensione, fai clic sull’icona (rappresentata dal logo del programma, nda) che ti si caricherà nella barra dell’URL e connettiti al database di KeePassXC (il programma dovrà essere aperto), ti verrà richiesto di dare un nome a questa nuova connessione (che rimarrà perennemente autorizzata fino a tua volontaria modifica) e potrai così allacciare il collegamento tra browser e archivio dei tuoi accessi:

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi 3

Maledizione, non funziona, non capisco!

Apri KeePassXC e verifica di aver abilitato la funzione di integrazione con i browser tramite KeePassXC-Browser. Vai nelle Impostazioni (o Preferenze su macOS) del programma, spostati su Integrazione con i browser e abilita la funzione, scegliendo poi il browser che preferisci (anche più di uno), quindi attivando o disattivando le opzioni che più ti interessano:

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi 4

Riprova ora a collegare Firefox con KeePassXC, dovresti finalmente riuscirci :-)

“sa, sa, sa, prova, prova, prova”

Al primo tentativo di accesso da far compilare automaticamente (inteso come prima volta che stai usando la coppia KeePassXC e relativa estensione per Firefox) ti verrà richiesto di consentire a Firefox di catturare la coppia di credenziali necessaria dal tuo database:

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi 5

Fai clic su “Ricorda questa scelta” per evitare che venga nuovamente richiesto in futuro, poi un clic su Consenti per completare l’operazione. Questa operazione dovrà essere eseguita giusto la prima volta (ammesso che tu abbia selezionato il Ricorda questa scelta).

Su Windows

Mi ripeto nel dirti che su Windows è tutto più semplice ma comunque somigliante a quanto visto per macOS (se hai letto il paragrafo precedente). La coppia scelta è quella composta dal programma KeePass originale (l’attuale 2.38 a oggi che scrivo l’articolo), seguito dal plugin KeePassRPC (in sostituzione dell’ormai prossimo fuori dai giochi KeePassHTTP) scaricato, copiato e compilato partendo dalla cartella di programma (quella Plugins che -se non esiste già- dovrai creare e popolare sotto C:\Program Files\KeePass Password Safe 2\ o C:\Program Files (x86)\KeePass Password Safe 2\ su sistemi a 64 bit). Su Firefox ho installato Kee, che poi è alla base anche del progetto KeePassRPC su GitHub:

Kee
Kee
Developer: Luckyrat
Price: Free

Kee propone la sua icona nella barra URL di Firefox e –così come già visto per KeePassXC-Browser– dovrà stabilire un collegamento con il tuo database di KeePass.

Una volta stabilito, potrai lasciare che l’estensione compili autonomamente i campi username e password dei siti web che visiti, chiedendo autorizzazione alla comunicazione tra estensione e database solo la prima volta (esattamente come KeePassXC, nda); potrai inoltre chiedere di salvare l’ultimo accesso utilizzato durante la navigazione (funzione utile nel caso in cui tu abbia creato un nuovo utente e non lo abbia ancora memorizzato in KeePass) o creare password complesse che verranno immediatamente salvate nel tuo database in attesa che tu vada a compilare il resto (username e nome da assegnare all’accesso, per poi spostarlo sotto la cartella che meglio calza a quest’ultimo).

Android & iOS

Il capitolo più importante di questi tempi, perché moltissimi accessi vengono effettuati direttamente da mobile, in applicazioni dedicate (native), web ottimizzate o direttamente da browser (e non coadiuvate dal sempre comodissimo Google Smart Lock su Android, per dire). Avere a portata di mano il proprio database diventa pressoché fondamentale, e lo è ancora di più servirsi quindi di un partner che permetta questa facilità di trasporto, è il principale motivo per il quale ho scelto di appoggiarmi a una cartella Dropbox, poiché accessibile da qualsiasi mia postazione fissa e mobile.

L'ecosistema "KeePass based": gestire password tra più sistemi 6

Dato il minimo comune denominatore, l’applicazione per poterlo gestire cambia, e lo fa in base al Sistema Operativo su cui mi trovo. Le mie due scelte rispettivamente per Android e iOS sono ricadute sull’imbattibile KeePass2Android per Android (lo avresti mai detto dal nome?!?) e MiniKeePass per iOS. La prima delle due gestisce direttamente il file degli accessi prendendolo da Dropbox, la seconda invece necessita che il file gli venga passato tramite la funzione di “Apri con” nativa del sistema di casa Apple, e me la sto portando dietro da diversi anni (magari nel frattempo il panorama si è evoluto e migliorato, ben vengano qui i tuoi consigli per un’alternativa sempre gratuita dopo l’acquisto perso di KyPass di qualche anno fa).

Android: KeePass2Android

Completa e ben strutturata, KeePass2Android è in grado di sincronizzarsi costantemente con Dropbox per poter aprire e modificare sempre l’ultima versione del database contenente i tuoi accessi. Si scarica gratuitamente dal Play Store e la si configura davvero in pochi passaggi, con un minimo di accortezza puoi anche usare l’autofill previsto da Oreo così da compilare automaticamente i campi username e password quando richiesto:

ProContro

  • costantemente sincronizzato ma puoi scegliere di lavorare anche offline;

  • icone (favicon) e cartelle proprio come le hai lasciate l'ultima volta sul client Desktop;

  • hai accesso a ogni campo del database, allegati compresi (sì, puoi scaricarli liberamente);

  • la funzione di ricerca è immediata e molto rapida;

  • una volta aperto, potrai bloccare e sbloccare rapidamente il database grazie alla funzione nativa che ti richiederà solo le ultime lettere della tua master password;

  • gratuito (non fa mai male se non hai enormi pretese);


  • è in costante miglioramento, ma nonostante tutto ci sono alcuni problemi nell'Autofill di Oreo se il programma non viene prima aperto;

  • manca la cronologia delle modifiche accessi (non puoi dare un'occhiata alle password precedentemente utilizzate come faresti dal client Desktop);

Come tu stesso avrai notato, l’autofill si trova nei Contro, e un motivo c’è; dovrai infatti aprire KeePass2Android prima di tentare un autofill, altrimenti l’applicazione andrà in crash e lo farà continuamente, fino a quando continuerai a tentare l’auto-completamento senza prima aprire l’applicazione e autenticarti, a quel punto tutto funzionerà correttamente. È un bug già segnalato e sul quale sono certo che lo sviluppatore stia già lavorando, ma bisogna avere pazienza e per il momento aggirare l’ostacolo così come descritto e più volte testato con successo.

iOS: MiniKeePass

Per iPhone la storia cambia, e come riportato qualche riga più sopra io utilizzo un’applicazione che è un po’ la storia del database KeePass aperto e gestito da iOS. Nel tempo le cose potrebbero essere cambiate ma la mia abitudine non mi ha ancora convinto a testare più a fondo questa parte, perché in fondo la maggiorparte delle azioni le compio dal mio Galaxy S8 personale più che dal telefono aziendale. MiniKeePass è una pietra miliare di AppStore e ti permette di accedere ai tuoi account conservati nell’archivio KeePass:

MiniKeePass
MiniKeePass
Price: Free
ProContro

  • la funzione di ricerca è immediata e molto rapida;

  • gratuito, le limitazioni sono molto forti, il progetto però è Open Source e tutti possono collaborare per farlo crescere;


  • non puoi pensare di aprire l'applicazione ed essere già a posto, dovrai prima lanciargli la copia del database più aggiornato passando dall'applicazione (nel mio caso) di Dropbox;

  • icone (favicon) e cartelle NON esattamente come le hai lasciate l'ultima volta sul client Desktop (sì, alcune non le digerisce proprio);

  • manca la cronologia delle modifiche accessi (non puoi dare un'occhiata alle password precedentemente utilizzate come faresti dal client Desktop);

  • non hai accesso a ogni campo del database, scordati gli allegati (solo una delle cose alle quali non avrai accesso);

Posso solo immaginare cosa stai pensando dopo aver dato un’occhiata alla tabella qui sopra, eppure ti assicuro che questa applicazione ha fatto scuola e (ti basta dare un’occhiata alla sezione altri link della pagina Download di KeePass per notarlo tu stesso) i plagi sono all’ordine del giorno e senza neanche sapere cosa davvero ci gira dietro, cambia al massimo solo il nome (e l’icona, certo) ma non la sostanza.

L’unico progetto che sembra aver apportato dei miglioramenti si chiama SyncPass, si basa sempre sul core originale di MiniKeePass ma introduce la funzionalità di sincronizzazione Dropbox che va quindi a mettere al sicuro il tallone d’Achille forse più importante di questo progetto. Non ho comunque sufficienti statistiche riguardanti l’applicazione per potertela consigliare (si tratta pur sempre di dati molto delicati e con cui non giocare).

In conclusione

Spero di averti dato qualche spunto valido per aiutarti a mettere ordine nel mondo dei tuoi accessi e di come cercare di gestirli al meglio (fermo restando che “il meglio” è sempre ampiamente discutibile). Esistono certamente altre alternative a quelle da me suggerite, probabilmente le usi già e vuoi condividerle con me e con gli altri lettori, per questo motivo ti invito a lasciare il tuo commento nell’area a tua disposizione dopo le informazioni di chiusura articolo (anche in modalità anonima!).

Per qualsiasi dubbio o ulteriore informazione inerente questo pezzo, il metodo è quello appena citato (una riga fa), lascia un commento e cercherò di darti una mano nei limiti della mia conoscenza :-)

Buona giornata!


immagine di copertina NeONBRAND on Unsplash
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Di come bloccare facilmente il PC grazie all’aiuto della tecnologia bluetooth ne abbiamo già parlato in passato, stavolta però si va sull’altro lato della spiaggia, si parla di sblocco, forse l’operazione più desiderata dall’utente. Dedicato ai clienti Samsung, “Flow” è l’applicazione che tramite un agente installato sul PC (che dovrà avere Windows 10 Home o Professional a bordo), e la relativa applicazione su Android, ti permetterà di avvicinarti al PC e sbloccarlo in maniera del tutto automatica.

Samsung Flow: sblocca il PC con il tuo smartphone

Trovi la pagina informativa riguardante Samsung Flow all’indirizzo samsung.com/it/support/samsungflow, così ci siamo tolti di mezzo l’introduzione. Sì perché il succo vero di questo articolo vuole essere proprio l’utilizzo del servizio per sbloccare il proprio PC, anche in ambito aziendale (ammesso che la configurazione amministrativa non vada a bloccare determinate cose del tuo terminale, in quel caso dovrai appoggiarti al reparto IT). Ora procediamo!

Installazione

Per poter utilizzare Samsung Flow dovrai scaricare l’applicazione per Android, direttamente dal Play Store, e l’agente da installare sul tuo Windows 10, passando per lo store di Microsoft:

Samsung Flow
Samsung Flow
Samsung Flow
Samsung Flow
Developer: Samsung Electronics Co, Ltd.
Price: Free

Samsung Flow: sblocca il PC con il tuo smartphone 1

Una volta fatto, avvia l’applicazione sul PC, probabilmente ti verrà richiesto di installare degli specifici driver in base allo smartphone che andrai ad utilizzare (nel mio caso, con Samsung Galaxy S8, ho scaricato e installato il pacchetto Samsung_Flow_Driver_v2.0.1.3.exe, che trovi in copia anche qui).

Configurazione

L’applicazione sul PC ti permetterà di eseguire un percorso guidato per la configurazione dei due moduli fondamentali per il corretto funzionamento dello sblocco (occhio: io ti sto parlando sempre di sblocco, ma Samsung Flow permette anche altro, ne parliamo dopo), il quale richiederà:

  • il collegamento Bluetooth tra smartphone e PC (se il tuo PC non comprende un chip bluetooth integrato, puoi sempre comprarne uno da attaccare a una porta USB),
  • la possibilità di inserire un PIN per sbloccare Windows 10 (Impostazioni → Account → Opzioni di accesso → PIN).

È il secondo punto della lista quello “scomodo” in alcune realtà, forse non del tutto pronte a Windows 10, con le sue diversificate possibilità di accesso. Nel caso in cui il tuo PC non permetta di impostare un PIN, è possibile che il motivo sia da ricondurre al fatto di essere associato a un dominio aziendale, prova a dare un’occhiata a questo articolo: thewindowsclub.com/enable-pin-sign-disabled-domain-users-windows, scoprirai che ci sono un paio di cose da ritoccare nei criteri di gruppo locali:

  • Configurazione Computer Modelli amministrativi Sistema Accesso Attiva accesso con PIN (dovrai abilitarlo)

Samsung Flow: sblocca il PC con il tuo smartphone 5

in aggiunta, cosa che difficilmente troverai in giro e che ho scoperto solo dopo aver scritto al supporto di Samsung, c’è un ulteriore modifica da eseguire:

  • Configurazione Computer Modelli amministrativi Componenti di Windows Fattore di autenticazione secondaria Microsoft Consenti dispositivo complementare per l’autenticazione secondaria (dovrai abilitarlo)

Samsung Flow: sblocca il PC con il tuo smartphone 6

Questo ti permetterà di procedere senza intoppi, cosa che a me è capitata e che voglio evitare che accada a te (meno tempo sprecato). Vai quindi a impostare un PIN e arriva al termine della configurazione del tuo nuovo metodo di sblocco automatizzato:

Ora che conosci un metodo per lo sblocco rapido del tuo PC Windows (ammesso che tu sia cliente Samsung e che possiedi un dispositivo compatibile con Samsung Flow), sei a metà dell’opera. Che ne dici di implementare anche il blocco automatico quando ti allontani dalla postazione (nell’attesa che migliori quello integrato in Windows 1703 Creators Update)? ;-)

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Ci sono poche certezze nella vita di un milanese medio, l’Esselunga è certamente una di queste. Tutti pensati e realizzati con una logica ormai consolidata, buone offerte, qualche modifica non proprio gradevole nel post-Caprotti (che continua a mancarci tantissimo), il Presto Spesa, la cassiera che ti sorride quando è in buona, i suoi banchi del fresco.

Dall’altro lato Satispay, nata da cuore e menti italiane, con investimenti internazionali che stanno permettendole di crescere rapidamente e catturare l’attenzione di ulteriori commercianti (e gruppi) che decidono di accettare i pagamenti portati a termine tramite l’applicazione disponibile sulle piattaforme mobile più diffuse (Android, iOS, Windows Phone). Si dice che l’unione faccia la forza, giusto?

Ho fatto la spesa all'Esselunga con Satispay (un sacco bello)

Da un paio di settimane circa, l’Esselunga dove io e Ilaria siamo soliti fare la spesa, ha aggiornato i propri terminali includendo la possibilità di pagare con Satispay, e noi ne abbiamo approfittato immediatamente. Utilizzavo già Satispay, più sporadicamente, perché non propriamente circondato da esercizi commerciali che si appoggiavano a lui per il pagamento elettronico, ma con l’arrivo di Esselunga mi è toccato pure aumentare il budget settimanale da tenere sempre sotto ricarica!

Regole del gioco: quelle che durano ormai da qualche tempo. Il pagamento è sempre erogabile, ma per alcuni esercizi commerciali c’è in più quel cashback che ti permette di recuperare parte della spesa, subito dopo aver pagato. Esempio pratico? Pagamento di 100€ con cashback al 20%, 20€ tornano immediatamente nel budget di Satispay. Un modo come un altro per invogliare gli utilizzatori a passare dall’applicazione anziché dai contanti o dalle carte di pagamento.

Ho fatto la spesa all'Esselunga con Satispay (un sacco bello) 1

Ma perché Satispay?

Perché è comodo, funziona su iPhone ma anche sul mio Galaxy S8, su entrambi condivido l’account e non importa quale telefono sto utilizzando nello specifico momento. Un amico dice che Apple Pay è più comodo, in realtà credo e sostengo che si tratti di due metodi di pagamento molto differenti, dove il primo citato è dedicato esclusivamente ai clienti della mela, escludendo tutto il resto del mondo. Apple Pay si appoggia sulla propria carta di credito (ammesso questa sia compatibile), Satispay sul conto corrente bancario (o una carta con IBAN).

Satispay, una volta sbloccato con la propria impronta digitale o il PIN scelto in fase di installazione e prima configurazione, permetterà di inviare denaro al negozio preferito o all’amico che l’altra sera ha anticipato per tutti pagando il conto in pizzeria. È molto veloce (pressoché immediato, giusto il tempo della preparazione del pagamento) e preciso, tutto fila liscio e spero che continuerà a evolvere nel corso del tempo.

L’iscrizione al servizio è gratuita, così come ogni operazione eseguita. Se utilizzi il codice GIOVANNISOLO ottieni anche 5€ come “bonus di benvenuto” al completamento delle operazioni di riconoscimento e invio delle fotografie del tuo documento di identità. Il processo porterà via qualche giorno, potrai poi impostare il budget da tenere sempre a portata di clic e ricaricare ogni settimana (solo quando necessario).

Satispay
Satispay
Developer: Satispay S.p.A
Price: Free
Satispay
Satispay
Developer: SATISPAY S.P.A.
Price: Free

Ti iscriverai? :-)

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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Le giornate si allungano (luce solare oltre le 21:00, pura goduria), il clima è sempre più mite (diciamo pure torrido, in alcuni casi) e la voglia di uscire in bicicletta è lì che ti aspetta (o almeno così è nel nostro caso). Avevo bisogno di qualcosa che mi permettesse di utilizzare il Galaxy S8 come navigatore, un accessorio che me lo tenesse sempre davanti, da poter tenere d’occhio in caso di necessità, senza staccare le mani dal manubrio. L’ho trovato, e mi è costato poco.

Un gancio in plastica sufficientemente robusta, si allarga per poter abbracciare il telefono. Dall’altro lato c’è un medesimo gancio, un pelo più piccolo, è quello che va inserito sul braccio del manubrio o, se lo preferisci, nella parte centrale, come puoi tu stesso vedere dalle fotografie poco sopra. Il gancio si muove a 360°, così che tu possa mettere il telefono nella posizione preferita (che poi in realtà credo non ci sia nulla di meglio che il landscape, ma a ognuno il suo).

Considerazioni personali: ho letto molte delle recensioni che ci sono su Amazon, ho avuto dei dubbi sull’acquisto ma una volta arrivato a casa e provato beh, quei dubbi sono svaniti. Si tratta di un gancio di mediocre fattura che trattiene bene lo smartphone (e sai quanto ci tenga a mantenere vivo e vegeto lo schermo del Galaxy S8, con quello che costerebbe sostituirlo) nonostante qualche buca, dislivello e cambi di direzione repentini nella pedalata. Parliamo però di strada per lo più asfaltata (a esclusione poi di Parco Sempione e simili), ma senza dimenticare che Milano ha ancora tanto pavé che mette a dura prova ciclisti e motociclisti (con relativi mezzi di trasporto).

L’accessorio è disponibile a un prezzo accessibile (anche se per certi versi lo considero forse un pelo alto per un doppio pezzo di plastica), con spedizione Prime in un giorno:

Nonostante non compaia nella lista “compatibilità“, ribadisco che è in grado di tenere fermo il Samsung Galaxy S8 completo di custodia protettiva (questa, mica piccola), ma –se lo dovessi comprare– occhio a come allarghi il gancio dedicato allo smartphone, lo metterai a dura prova (almeno la prima volta), non sforzare oltre il dovuto (per evitare rotture).

Buona pedalata :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi le mie opinioni. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: comprato di tasca mia e fatto recapitare tramite Amazon Prime. Mi serviva un accessorio del genere, ho voluto provare, la recensione è venuta da sé :-)
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Vai in palestra, apri Spotify sul tuo smartphone ed ecco l’amara sorpresa, non si connette. Prima pensi a un problema del tuo smartphone, provi il classico off-on della connessione dati, poi forse un riavvio. Ti accorgi che nulla di tutto questo è servito a rimetterlo in pista, quindi chiedi e magari scopri che qualcuno insieme a te ha lo stesso problema:

Tutto sembra risalire proprio a ieri, l’anomalia si verifica solo con SIM di TIM che si appoggiano al punto di accesso wap.tim.it, quello che parecchie SIM utilizzano come predefinito (perché arriva direttamente dal carrier telefonico). Anche il mio Samsung Galaxy S8 lo utilizza, e a nulla serve il mio switch manuale su ibox.tim.it (il secondo punto di accesso, non predefinito). A questo punto non resta che modificare il primo profilo e mettergli lo stesso APN del secondo. Così facendo, infatti, il problema si risolve, e si può tornare ad ascoltare le tracce in streaming da Spotify.

Ora che si fa?

Ora la palla passa a TIM, cosa è successo e quando risolverà il problema lo sa solo il carrier telefonico, io posso solo tenere aggiornato questo articolo in base alle novità che salteranno pubblicamente fuori :-)

Buon ascolto!

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