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La quantità di aziende legate a Xiaomi non si conta sulle dita delle due mani (no, neanche se ci aggiungi le dita dei piedi), e questa è ormai certezza in un mercato all’interno del quale il brand cinese ha raccolto molti consensi e affezionati clienti che ormai non hanno occhi che per loro. In barba alla frammentazione, avrai già capito che Amazfit non è un’azienda legata al colosso dello shopping online, bensì il nome di una linea prodotti di Huami, società connessa a Xiaomi e che viene finanziata come progetto staccato dalla casa madre, per la produzione di indossabili tecnologicamente avanzati ed eleganti da portare al polso (ma non solo), “ispirazioni” molto ben realizzate prendendo come esempi accessori parecchio conosciuti, che occupano generalmente altre fasce di prezzo.

Amazfit Arc, l'eleganza che manca al Mi Band 2 1

Incuriosito da questi nuovi giocattoli, ho deciso di dare un’occhiata al mercato Amazfit e di individuare un prodotto con il quale partire, con la consapevolezza di dover combattere la lunga attesa e il dazio doganale per una spedizione dall’estero (Huami non è ufficialmente presente in Europa, almeno per il momento). In realtà la cosa è andata molto più in discesa di come mi aspettassi, approfittando di un’offerta sui classici siti web che fanno importazione dalla Cina, offrendo prodotti già in Europa. Ho comprato un Amazfit Arc, possibile erede del Mi Band 2.

Amazfit Arc, l'eleganza che manca al Mi Band 2 2

Se mi conosci già da tempo, saprai che ho alcuni paletti ben precisi riguardo gli indossabili, come per esempio il fatto che io prediliga gli smartband agli smartwatch (per una questione di durata batteria e funzioni che mi sono strettamente necessarie), così come alcune antipatie legate al passato con Fitbit Charge HR. Da quando ho deciso di diventare cliente Xiaomi e passare al Mi Band 2, ho individuato una serie di pro (e contro) che hanno stabilito un nuovo modo di vedere e valutare questo tipo di oggetti. Diciamo che sono partito dal presupposto che questo Amazfit Arc dovesse vedersela con un oggetto tanto piccolo ed economico quanto fantastico nel rapporto qualità-prezzo (senza troppe rinunce).

Amazfit Arc è Mi Band 2

Sì perché non c’è da girarci poi molto attorno. È come se Xiaomi avesse chiesto a dei ragazzi universitari di prendere il proprio sensore e trasformarlo in qualcosa di più accattivante, elegante, bello da mostrare in giro, una di quelle cose che abbiamo già visto anche in Italia.

Arc è il sensore di Mi Band 2 con un cinturino non removibile (sigh!), con chiusura tradizionale anziché con clip, blocco del cinturino in eccesso tramite quell’odioso pezzo di gomma flat che riporta la mia memoria agli anni dello Swatch che indossavi alle scuole elementari (e che si impiglia nella maglia a maniche lunghe, inevitabilmente e sistematicamente) e ricarica della batteria a doppio pin magnetico, e quest’ultimo è un punto a favore, giusto per chiarire (stile MagSafe di Apple, lo trovo comodo e ben funzionante, anche se bisogna giocarci un attimo prima che Amazfit Arc si accorga dell’inserimento e faccia partire la carica).

Il problema ulteriore del cinturino è quello dovuto alla non corretta traspirazione della pelle, cosa che capita molto meno con il cinturino più stretto di Mi Band 2, medesima cosa che capitava invece con Fitbit Charge HR. E se la tua osservazione in merito è “puoi stringerlo di meno“, la risposta è “hai ragione, ma non uso stringerlo al massimo, fa comunque attrito naturale con la pelle, senza considerare che se lo dovessi lasciare più largo di così, non rileverebbe correttamente i battiti durante il sonno“. Aggiungi poi a questo dettaglio quello ulteriore riguardo la velocità nell’indossarlo e rimuoverlo (è un effetto palese in palestra, nel mio caso), valore nettamente peggiorato. Entrambi se la cavano invece bene nella solidità della chiusura, ma va da sé che Amazfit Arc vince a mani più basse considerando che non essendoci clip, dovresti spaccare la chiusura in todo per poterlo perdere da qualche parte.

Software

Ho pianto, ho pianto come un bambino che riceve l’imitazione di iPhone quando in realtà si aspettava l’originale di Apple. Dai, non sono scese vere lacrime sul mio viso, ma è comparsa una maschera di delusione difficile da nascondere. Amazfit Arc propone un software dello smartband che è nettamente indietro rispetto all’ufficiale rilasciato da Xiaomi per il suo Mi Band 2.

È frustrante, maledettamente deludente, perché non ha senso alcuno considerando l’hardware di partenza. Amazfit Arc propone le stesse voci (a monitor) di Mi Band 2, con già quella piccola aggiunta del giorno (testuale) / mese / giorno (numero) corrente (un dettaglio che è arrivato solo in seguito anche su Mi Band 2, lo ricordo bene), ma senza per esempio le icone di applicazioni molto utilizzate (come Telegram, tanto per dirne una), riducendosi così a mostrare sul suo piccolo display l’oscena icona “App” generica in ingresso di una nuova notifica da smartphone.

Amazfit Arc è quello che, volendo continuare a girare il coltello nella piaga, non permette alle sveglie del mattino di vibrare nuovamente se entro 10 minuti dal primo snooze non ci è ancora alzati dal letto, costringendoti quindi a mettere in piedi scene al limite della stupidera degna di Inside Out (hai presente quando metti una sveglia alle 7:00, una alle 7:05, l’altra alle 7:10 e così via fino alle 7:40? Ecco, quello.). Eppure si tratta di un’opzione abbastanza banale considerando che il posizionamento di Amazfit Arc sul polso dovrebbe fargli capire bene cosa sto facendo (come succede già per Mi Band 2, appunto).

Sento poi la mancanza di tutte le modifiche eseguite su Mi Band 2 tramite i Tools di Zdenek Horak, ma questo ovviamente esula dal prodotto Amazfit (che tra l’altro esistono in versione appositamente realizzata, che non ho acquistato per i test, nda) e da quello ufficiale Xiaomi.

Applicazione

Separata, scaricabile gratuitamente da Play Store e iTunes Store:

Amazfit - Activity Tracker
Amazfit - Activity Tracker
Developer: Huami
Price: To be announced
Amazfit - Activity & Sleep Tracker
Amazfit - Activity & Sleep Tracker
Developer: Huami
Price: Free

All’apparenza più scarna, fissa in realtà l’attenzione sull’attività, ed è più bella (parere personale) nel suo look&feel, seppure vada a separare in maniera secondo me banale l’account e la configurazione dei dispositivi.

È disponibile solo in lingua inglese (non raccoglierà quindi consensi da chi ci tiene alla presenza di una localizzazione italiana) e consente di mettere mano a tutte le opzioni del dispositivo (ma va?), permettendo poi la più classica delle navigazioni indietro nel tempo per andare a visualizzare i progressi fatti nel corso delle settimane. Nota a margine dedicata a chi usa però Mi Band abitualmente: l’applicazione di Amazfit non si integra con nessun servizio di terza parte, altra pecca considerando che Mi Band 2 mi permette di replicare i dati su Google Fit.

C’è dell’altro?

Sì. Non contento di quanto mancante all’appello, potrei dirti anche che la batteria diventa uno dei punti deboli di Amazfit Arc, e questo non è certo un dettaglio trascurabile.

Amazfit Arc, l'eleganza che manca al Mi Band 2 15

Le notifiche sono poche, le misurazioni dei battiti pure (vengono eseguite di tanto in tanto e poi durante la notte tramite la funzione integrata di Sleep Assist, esattamente come faccio con Mi Band 2), gli aggiornamenti dei passi e delle calorie bruciate avvengono solo ad applicazione aperta, manca all’appello un GPS (che c’è nei modelli superiori). Eppure eccola lì, inesorabile, la discesa verso lo 0% puoi vederla tu stesso in uno degli screenshot poco sopra. 60% di batteria residua e 3 giorni dall’ultima ricarica completa. Un calo di più del 10% ogni 24h, non è affatto una buona media considerando i 20 e più giorni che può raggiungere Mi Band 2 (che passano a circa 12 con l’utilizzo di firmware custom e i Tools di Zdenek Horak sempre attivi, ma tant’è).

Parlando di visibilità, mi tocca invece sottolineare che il tallone d’Achille di Mi Band 2 viene qui riproposto e anche amplificato, poiché il vetro a protezione del monitor di Amazfit Arc è più spesso, uscendo sconfitto dai raggi solari diretti (cosa che comunque accade anche con Mi Band 2, ribadisco) e impedendo la lettura dei dati.

Il tutto a un prezzo che, stando ai listini ufficiali, si attesta sui 70$ (al cambio di oggi sono circa 56€), contro i 30€ (neanche) di Mi Band 2 (con consegna Prime). C’è però da dire che tramite GearBest si trova già a 45€ circa (ma c’è l’attesa dovuta al passaggio lungo, senza dogana). Certo Amazfit Arc è molto più elegante di Mi Band 2 (nonostante su quest’ultimo tu possa cambiare cinturino e prendere qualcosa di più accattivante per indorare un po’ la pillola) ma la differenza di prezzo e di ciò che mette a disposizione costituisce un divario davvero incolmabile.

A questo punto, probabilmente metterei da parte qualche soldino in più e punterei alla fascia più alta (il Bip potrebbe essere davvero il best buy del loro parco prodotti, ma dovrei provarlo per poterlo dire).

× Disclaimer

Disclaimer (per un mondo più pulito)

Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" o "Banco Prova Console" raccontano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistarlo e decidere di pubblicare un articolo in seguito, solo per il piacere di farlo e di condividere con te le mie opinioni.
Ogni articolo rispetta -come sempre- i miei standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato per pura curiosità di tasca mia, sono riuscito a usufruire di una buona offerta pagandolo meno del prezzo di listino (e per lo più si trovava già in Italia).
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